mutualpass.it Rss https://www.mutualpass.it/ MutualPass - La Card Salute è Benessere it-it Tue, 11 May 2021 07:55:21 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@emovus.it (Emovus srls) info@emovus.it (Emovus srl) Mediacontent https://www.mutualpass.it/vida/foto/logo.png mutualpass.it Rss https://www.mutualpass.it/ Le 5 opere più belle di Salvador Dalì https://www.mutualpass.it/post/1171/1/le-5-opere-piu-belle-di-salvador-dali https://www.mutualpass.it/post/1171/1/le-5-opere-piu-belle-di-salvador-dali]]> Salvador Dalì nasce a Figueres, in Spagna, l’11 Maggio 1904. Frequenta l'Accademia di belle arti di San Fernando a Madrid. Fondamentale, nella sua formazione artistica, sarà il soggiorno a Parigi, che gli permetterà di conoscere Pablo Picasso. La sua prima pittura è connotata dalle influenze futuriste, cubiste, e soprattutto dall'opera di Giorgio De Chirico.

La sua attenzione pittorica viene attirata dalle riproduzioni di dipinti di Max Ernst, Miró e Tanguy, i maestri dell'inconscio tradotto su tela. Nel 1929 entra finalmente nel gruppo dei surrealisti e nel 1931 elabora gli "oggetti surrealisti a funzione simbolica", Ma il suo surrealismo fortemente personalizzato.

Nel 1930 pubblica "La femme visible", saggio dedicato a Gala, sua moglie, modella e musa per tutta la vita. Questo libro segna un nuovo orientamento di Dalí, che inizia a coniugare un realismo quasi accademico con un delirio deformante.

Nel 1936 Dalí partecipa all'Esposizione internazionale dei surrealisti a Parigi e ad Amsterdam. Tra il 1940 e il 1948 vive a New York, insieme a Gala Éluard, occupandosi di moda e design. In questi anni ha occasione di esporre le sue opere al Museum of Modern Art insieme a Miró.

In questo periodo comincia una serie di collaborazioni scenografiche con il mondo del cinema. Nel decennio sucessivo espone in Italia, a Roma e Venezia, e a Washington.

Sette anni dopo espone le sue opere stereoscopiche al Guggenheim Museum e a maggio del 1978 viene nominato membro dell' Accadémie des Beaux-Artes di Parigi. L'anno seguente si tiene una retrospettiva di Dalí al centre Georges Pompidou di Parigi, trasferita poi alla Tate Gallery di Londra.

Nel maggio del 1983 dipinge "La coda di rondine", suo ultimo quadro. Nel 1984 riporta gravi ustioni a causa dell'incendio della sua camera al castello di Pùbol, dove ormai risiede stabilmente. Salvador Dalì muore il 23 gennaio 1989 nella torre Galatea a causa di un colpo apoplettico, verrà sepolto a Figueres.

 

Nel giorno dell'anniversario della sua nascita abbiamo provato a stilare una piccola classifica con le 5 opere più belle di Salvador Dalì:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tue, 11 May 2021 07:55:21 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1171/1/le-5-opere-piu-belle-di-salvador-dali
Giornata Mondiale del Lupus // 10 Maggio https://www.mutualpass.it/post/1005/1/giornata-mondiale-del-lupus-10-maggio https://www.mutualpass.it/post/1005/1/giornata-mondiale-del-lupus-10-maggio]]> Il 10 maggio si celebra la Giornata mondiale contro il Lupus, una giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo una malattia autoimmune con conseguenze spesso debilitanti e di cui non si conoscono le cause né le possibili cure.

 

Cos'è il Lupus?

Il lupus è una malattia cronica che può danneggiare qualsiasi parte del corpo (pelle, articolazioni e / o organi all'interno del corpo). 

Cronico significa che i segni e i sintomi tendono a durare più di sei settimane e spesso anche per molti anni. Nel lupus, qualcosa altera il sistema immunitario, che è la parte del corpo che combatte contro virus, batteri e germi ("invasori stranieri", come l'influenza). Normalmente il nostro sistema immunitario produce proteine ​​chiamate anticorpi che proteggono il corpo da questi invasori. 

Autoimmune significa invece che il sistema immunitario non può riconoscere la differenza tra questi invasori stranieri e i tessuti sani del corpo e crea autoanticorpi che attaccano e distruggono i tessuti sani. Questi autoanticorpi causano infiammazione, dolore e danni in varie parti del corpo.

 

I Sintomi

La diagnosi del lupus è spesso difficile poiché i suoi sintomi imitano quelli di altri disturbi comuni. Tuttavia, una delle condizioni principali di questa patologia è l'eruzione cutanea del viso che ricorda le ali di una farfalla. 

Altri segni e sintomi includono:

- Mancanza di respiro

- Dolore toracico persistente

- Dolore articolare, gonfiore e rigidità

- Febbre e affaticamento

- Le dita delle mani e dei piedi diventano blu se esposte al freddo

- Mal di testa, confusione e perdita di memoria

 

Quanto è diffuso?

Ogni giorno, più di 5 milioni di persone in tutto il mondo lottano con le conseguenze spesso debilitanti della salute del lupus, problemi a pelle, cuore, polmoni, reni e cervello. Il Lupus colpisce le persone in tutte le parti del mondo, in particolar modo l’incidenza di questa malattia si fa più forte nelle donne tra i 15 e i 40 anni. 

World Lupus Day è un evento promosso dalla Federazione Mondiale del Lupus, una coalizione di pazienti di tutto il mondo, uniti per migliorare la qualità della vita delle persone affette da lupus. Attraverso gli sforzi coordinati dei suoi affiliati globali, la Federazione Mondiale Lupus lavora per creare una maggiore consapevolezza e comprensione del lupus, fornire istruzione e servizi alle persone che vivono con la malattia e difendere a loro nome. La giornata mondiale si concentra sulla necessità di migliorare i servizi sanitari per i pazienti, una maggiore ricerca sulle cause e la cura del lupus, una diagnosi e un trattamento precoci


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Mon, 10 May 2021 09:40:56 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1005/1/giornata-mondiale-del-lupus-10-maggio
Viva l’Italia - Gli scrittori risorgimentali e l’Unità d’Italia https://www.mutualpass.it/post/1262/1/viva-l-italia-gli-scrittori-risorgimentali-e-l-unita-d-italia https://www.mutualpass.it/post/1262/1/viva-l-italia-gli-scrittori-risorgimentali-e-l-unita-d-italia]]> Con quest’articolo dimostrerò attraverso i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, Ettore Fieramosca di Massimo d’Azeglio e Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo come gli italiani siano sempre stati un popolo nonostante le differenze municipali e regionali e che l’Unità d’Italia sia qualcosa di importante di cui dobbiamo essere orgogliosi.

Consapevole della frattura esistente in Italia tra la lingua parlata e quella letteraria con i Promessi Sposi (prima edizione del 1827) Manzoni si pose lo scopo di realizzare l’unità linguistica individuando nel fiorentino parlato della gente colta la lingua letteraria italiana per eccellenza, che con l’unità politica si auspicava sarebbe diventata la lingua d’uso comune di tutti gli italiani.

L’autore lombardo esprime con ardente vigore la sua convinzione nella lettera al cavaliere Carena del 1847, che verrà in seguito inserita in apertura alla seconda edizione dei Promessi Sposi (1847), dove avverrà la definitiva  risciacquatura in Arno, in cui afferma: «io sono in quella scomunicata, derisa, compatita opinione, che la lingua italiana è in Firenze, come la lingua latina era in Roma, come la francese è in Parigi».[1] Affermazione assolutamente condivisibile e che fa sì che la nostra bella lingua sia oggi la quarta lingua più studiata al mondo.[2]

Quando nel 1868, a sette anni dalla proclamazione del Regno d’Italia, il ministro della pubblica istruzione Broglio nominò una commissione presieduta dallo stesso Manzoni che proponesse i provvedimenti legislativi e amministrativi più idonei “a rendere più universale a tutti gli ordini del popolo la notizia della buona lingua e della buona pronunzia”[3], si cercò attraverso l’istruzione scolastica di realizzare l’unità linguistica del Paese.

L’operazione linguistica imponente ed encomiabile del Manzoni mi ha portato a chiedermi se nel suo celebre romanzo sia presente l’idea di Italia, se non come nazione in quanto popolo, nelle vicende e nelle espressioni dei personaggi.

Sembra incredibile ma la parola Italia appare per ben venti volte nel romanzo, esattamente quante sono le regioni italiane, e viene espressa come regione geografica dell’impero spagnolo ma anche come lingua e popolo.

Innanzitutto apprendiamo come nei documenti del Cinquecento e del Seicento nei titoli delle varie autorità politiche rappresentanti la corona spagnola si facesse spesso riferimento all’Italia come entità geografica nell’assegnazione delle cariche governative di qualunque genere.

Ad esempio Don Gonzalo Fernandez di Cordova viene indicato come “governatore di Milano e capitano generale in Italia”[4] e la guerra del Monferrato e di Mantova, che viene trattata come una delle cause principali della carestia e della successiva peste dovuta ai saccheggi dei lanzichenecchi imperiali, è analizzata come una guerra italiana all’interno del contesto internazionale della Guerra dei Trent’anni in cui non per niente troviamo il duca di Savoia Carlo Emanuele I che, appoggiando le pretese spagnole di vedere Ferrante Gonzaga alla guida del ducato di Mantova ai danni del protetto dei francesi Carlo Nevers, cercherà di farsi riconoscere il Monferrato, Casale e Pinerolo, ma alla fine della guerra si ritroverà con un Ducato ridimensionato e in brandelli.

Don Gonzalo [] che aveva già fatto la guerra in Fiandra, voglioso oltremodo di condurne una in Italia […] aveva concluso col duca di Savoia un trattato d’invasione e di divisione del Monferrato; e n’aveva poi ottenuta facilmente la ratificazione del conte duca, facendogli creder molto agevole l’acquisto di Casale, che era il punto più difeso della parte pattuita al re di Spagna.[5]

Manzoni si focalizza molto sugli eventi bellici del 1629 per condannare “una guerra nata da assurde contese dinastiche e da questioni di politica internazionale, che tuttavia produce gravi conseguenze sulla vita delle popolazioni umili e ne peggiora la già precaria esistenza”.[6]

Nel romanzo emerge una distanza incolmabile tra le esigenze della popolazione lombarda e quelle dei governanti, che illudono il popolo con vane promesse e in realtà si mostrano indifferenti ai loro bisogni a dimostrazione che il malaffare in politica è esistito in tutte le epoche. In tal senso non sorprende che Renzo creda al pari dei manifestanti milanesi alla promessa del vicegovernatore Antonio Ferrer che avrebbe abbassato il prezzo del pane revocando il calmiere, quando in realtà quest’ultimo aveva soltanto l’intenzione di impedire al vicario di Provvisione di finire linciato dalla folla in quanto ritenuto colpevole della carestia in corso. La credulità e la buonafede di Renzo lo porteranno a farsi portabandiera di Ferrer, allo stesso modo di come oggi ci si batte per un politico piuttosto che per un altro, e il suo discorso, che gli causerà non pochi problemi, è lo stesso che si può sentire nelle piazze e nelle strade di qualunque città italiana:

Si vede dunque chiaramente che il re, e quelli che comandano, vorrebbero che i birboni fossero gastigati; ma non se ne fa nulla, perché c’è una lega. Dunque bisogna romperla; bisogna andar domattina da Ferrer, che quello è un galantuomo, un signore alla mano; e oggi s’è potuto vedere com’era contento di trovarsi con la povera gente, e come cercava di sentir le ragioni che gli venivan dette, e rispondeva con buona grazia.[7]   

La riflessione di Manzoni sulla guerra è condivisibile e ben argomentata. Tuttavia considerando però le numerose riscritture del romanzo, la partecipazione come senatore alla prima seduta del parlamento italiano tenutasi al Palazzo Carignano di Torino il 18 febbraio 1861 e il desiderio espresso nelle poesie politiche (Aprile 1814, Il Proclama di Rimini. Frammento di canzone. Aprile 1815, Marzo 1821) di un Regno d’Italia indipendente – in particolare come afferma in Marzo 1821 “non c’è cor che non batta”[8] per la liberazione dell’Italia dall’oppressione napoleonica – avrebbe potuto spendere qualche parola in più nei Promessi Sposi in favore di Carlo Emanuele I di Savoia.

A mio parere Manzoni non evidenzia completamente come lo scudo e la spada d’Italia[9] sentisse a cuore la libertà dell’Italia dalle potenze straniere.

La conquista del marchesato di Saluzzo ai danni del re di Francia Enrico IV (Trattato di Lione del 1601) va sicuramente letta come un tentativo del Duca di Savoia di legare i destini della dinastia sabauda a quelli del Bel Paese. Nei suoi Ricordi egli dichiara: “È molto meglio avere uno Stato solo, tutto unito, come è questo di qua dai monti, che due, e tutti e due malsicuri”.[10] Inoltre lo storico Francesco Cognasso nel saggio I Savoia riporta la seguente affermazione del Duca “Ho conosciuto il mondo, che ho portato l’armi per conservar la libertà d’Italia ed ho saputo deporle quando mi è parso di aver conseguito questo fine”.[11]

Un fine che per Carlo Emanuele a quell’epoca era molto confuso e geograficamente circoscritto ai territori dell’Italia settentrionale, che lui riteneva gli spettassero di diritto, ma che poi nel Risorgimento si trasformerà nell’adesione di Vittorio Emanuele II alla causa unitaria portata avanti dai patrioti italiani.

Nei Promessi Sposi non è da trascurare il riferimento da parte di Manzoni all’importanza dei libri seicenteschi scritti in lingua italiana e alle biblioteche che li possiedono. A tal proposito ampio spazio viene dato al dotto e caritatevole cardinale Federigo Borromeo, personaggio storico realmente esisto che svolge un ruolo positivo e propulsivo all’interno del romanzo, che ha scritto circa cento opere “tra grandi e piccole, tra latine e italiane, tra stampate e manoscritte, che si serbano nella biblioteca da lui fondata”[12] e istituì “un collegio trilingue, per lo studio delle lingue greca, latina e italiana”[13], che oggi definiremmo liceo classico.

In riferimento ai dialoghi del romanzo in cui viene invocata l’Italia non possiamo non ricordare la celebre esclamazione di Don Rodrigo, che al cugino conte Attilio dichiara in riferimento all’atteggiamento clemente da lui tenuto nei confronti di Padre Cristoforo: “Che volevate ch’io mi tirassi addosso tutti i cappuccini d’Italia?”[14];  e il monologo interiore di don Abbondio mentre attraversa la valle con l’innominato convertito e di cui ancora il prete codardo non riesce a persuadersi della sincera conversione e teme che possa aggredirlo con i suoi scagnozzi: “Quella valle famosa, della quale aveva sentito raccontar tante storie orribili, esserci dentro: que’famosi uomini, il fiore della braveria d’Italia”.[15] Questi dialoghi ci fanno comprendere come il senso di appartenenza al popolo italiano era avvertito già nel Seicento, tanto nei dialoghi quanto nei pensieri, dalle persone di tutte le classi sociali.

Il piemontese Massimo d’Azeglio, genero di Manzoni, nel romanzo Ettore Fieramosca (1833) porterà avanti con vigore quest’idea inserendola in un fatto storico risorgimentale realmente accaduto, la disfida di Barletta del 1503, descritta tra l’altro da Guicciardini nella Storia d’Italia, in cui nel pieno delle guerre d’Italia emerse l’orgoglio e il senso di appartenenza degli italiani.

Ammiratore dell’Orlando Furioso e del Rinascimento italiano, Massimo d’Azeglio abbandonerà da adolescente la carriera nella cavalleria sabauda per proseguire la sua vocazione di pittore. Nella sua vita percorrerà l’Italia in lungo e in largo, arrivando fino in Sicilia, per rappresentare nei suoi quadri la varietà del paesaggio italiano e celebrare al meglio i fatti storici (La disfida di Barletta, 1829; La battaglia di Legnano, 1831) e le opere letterarie (Combattimento di Rinaldo e Gradasso, 1839) in cui è emerso lo spirito del popolo italiano.

Tanto nella pittura quanto nella scrittura d’Azeglio cercò di cogliere l’universale degli italiani abbinandolo al sentimento della natura proprio dei romantici. La passione per la scrittura si intrecciava e rinvigoriva con la pittura con esiti a dir poco strepitosi e Ettore Fieramosca con i suoi personaggi ben tratteggiati, che sembra di vederli sul campo di battaglia, ne è la controprova. Con questo romanzo lo scrittore piemontese è riuscito pienamente a dar corpo alla sua idea di romanzo storico come genere letterario capace di suscitare l’orgoglio di essere italiani e il rispetto reciproco tra le nazioni.

D’Azeglio va ancora oltre estendendo la cittadinanza italiana anche agli animali, come si evince ad esempio dal dialogo che il protagonista intrattiene con il cavallo Airone:

Povero Airone mio, mangia, e fa buona cera fin che puoi, che non sei sicuro di dormir domani sera su questa lettiera… A tutt’altro fatto condurrei Boccanera, e non arrischierei la tua pelle; ma domani ho proprio bisogno di averti sotto, che non mi metterai un piede in fallo, son certo. E poi, seguitò sorridendo e prendendogli il muso fra le mani. — sei italiano anche tu, anche tu devi portar la croce. —[16]

Nel romanzo i Savoia non vengono mai esplicitamente citati, ma a mio parere il mantello azzurro cucito da Ginevra e indossato dal protagonista, oltre che essere un esplicito omaggio alla Madonna, rinvia ai colori della casa sabauda. 

La trama di Ettore Fieramosca ruota attorno a una sfida lanciata agli italiani dal cavaliere francese Guy de la Motte (la Motta nell’edizione del romanzo da me posseduta), secondo cui gli italiani mancano di coraggio e risolvono i problemi con cospirazioni segrete e avvelenamenti, e che vuole verificare di che pasta sia fatto il cavaliere capuano Ettore Fieramosca, combattente sotto il vessillo di Prospero Colonna, che a sua volta si è schierato nelle guerre d’Italia con gli Aragonesi spagnoli e contro lo Stato Pontificio guidato da Alessandro VI, il figlio Cesare Borgia detto il Valentino e i Valois francesi. Gli spagnoli non ci stanno a vedere gli amici italiani vituperati dai boriosi francesi e sperano che Fieramosca voglia accettare la sfida. Il protagonista non si tirerà indietro e riuscirà a formare una squadra di 13 cavalieri coraggiosi disposti a suonarle di santa ragione a una squadra di altrettanti francesi in un torneo cavalleresco in cui si dimostrerà chi avrà ragione. Tredici combattenti per squadra furono scelti dai francesi, in quanto “numero tenuto infausto e scelto a presagir malanni agl’Italiani”[17].  Nella formazione francese, oltre al celebre de la Motte, rintracciamo Grajano d’Asti, il traditore italiano alleato di Cesare Borgia odiato da Ettore Fieramosca in quanto marito di Ginevra, la donna di cui il protagonista è innamorato fin dalla gioventù e che spera un giorno di poter sposare.

Senza entrare troppo nel dettaglio di questa storia d’amore picaresca, vorrei però mettere in evidenza il passaggio del romanzo in cui si fa riferimento a Messina. Mentre Fieramosca e Brancaleone si dirigono verso il campo francese Ettore racconta che lui e Ginevra, credendo Grajano d’Asti morto, e in fuga da Cesare Borgia, che si era invaghito della bella capuana a cui aveva somministrato del vino medicato nella speranza di poterla possedere, decidono di trascorrere due anni a Messina dove lei si ritira in un monastero non specificato di cui l’autore purtroppo non offre alcuna notizia.

Il reame era tuttora in mano de’ Francesi; ed essendo loro amico il Valentino, non mi pareva esserne sicuro finché non mi trovavo mille miglia lontano da loro. […] e come a Dio piacque ci trovammo una sera a salvamento in Messina; e ringraziai di tutto cuore Iddio di averci tratti da tanti pericoli. […] Ma per conchiudere; passammo circa due anni in codesta città. Ginevra si ritirò in un monastero, ed io, che m’ero dato per suo fratello, la visitavo più sovente che potevo.[18]

Non ci deve sorprendere che Messina appaia nel romanzo di d’Azeglio, poiché la squadra messa a punto da Ettore Fieramosca vede cavalieri italiani provenienti dalle Alpi alla Sicilia: Ettore Fieramosca da Capua, Romanello da Forlì, i romani Ettore Giovenale, Brancaleone e Giovanni Capoccio, il napoletano Marco Carellario, i siciliani Guglielmo Albimonte e Francesco Salamone, il pugliese Miale da Troja, Riccio da Parma, Fanfulla da Lodi, Ludovico Aminale da Terni e Mariano da Sarni.

Nel giorno della sfida Prospero Colonna incita i cavalieri con un discorso patriottico a dimostrare ai francesi il valore degli italiani:

Signori! Non crediate ch’io voglia dirvi parola per eccitarvi a combatter da uomini pari vostri: vedo fra voi Lombardi, Napoletani, Romani, Siciliani. Non siete forse tutti figli d’Italia ugualmente? Non sarà ugualmente diviso fra noi l’onore della vittoria? Non siete voi a fronte di stranieri che gridan gl’Italiani codardi? Una cosa sola vi dico: vedete là quel traditor scellerato, Grajano d’Asti. Egli combatte per mantener l’infamia sul capo de’ suoi compagni!…m’intendete… Ch’egli non esca vivo da questo campo.[19]

La sfida tra italiani e francesi viene vissuta dai partecipanti e dagli spettatori con partecipazione. Spesso si sente gridare Viva Italia e a bordocampo l’oste Veleno prepara cibo di strada, come carciofi e acciughe, allo stesso modo di come oggi troviamo venditori ambulanti nelle vicinanze degli stadi e dei palazzetti dello sport.

Il combattimento durò a lungo perché i francesi pur di non riconoscere il valore degli italiani combatterono fino allo stremo delle forze. Tra di loro va però elogiato il comportamento di Giraud de Forses che, vedendosi resa la spada da Ettore Fieramosca, apprezzerà a tal punto la cortesia dell’italiano, che deciderà di arrendersi e farsi prigioniero e, a loro volta gli italiani, ammirati da un simile gesto, gli permetteranno di rientrare in campo senza pagare il riscatto di cento scudi così come previsto dal regolamento.

Alla fine i francesi perderanno e l’unico morto della sfida sarà proprio il traditore Grajano d’Asti, ucciso da Brancaleone con l’azza, e per lui, nonostante la richiesta di Ettore Fieramosca di dargli onesta sepoltura in quanto pur sempre cavaliere italiano, non ci sarà la possibilità di essere seppellito nel sagrato della cattedrale di Barletta e, in seguito alla vivida protesta popolare, verrà sepolto lontano dalla città, in un luogo che da lui prende il nome di Passo del traditore.

Bellissimo il discorso conclusivo di Prospero Colonna che invita al rispetto reciproco dei popoli e i francesi a non essere boriosi e millantatori:

Non sarà mai ch’io voglia insultare alla mala fortuna d’uomini valorosi: l’arme son giornaliere, e chi è vinto oggi può vincer domani. Non vi dirò di rispettar d’or innanzi il valore italiano: dopo simili fatti le mie parole sarebbero superflue. Vi dirò bensì che impariate d’or innanzi ad onorare il valore e l’ardire ovunque si trova; ricordandovi, che Dio l’ha distribuito fra gli uomini, e non l’ha accordato come un privilegio alla vostra nazione: e che il vero coraggio è ornato dalla modestia, e vituperato dalla millanteria.[20]

Come politico d’Azeglio è noto per il motto “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. In realtà bisogna riconoscere il ruolo attivo ricoperto dallo scrittore nella realizzazione dell’Unità d’Italia. Consapevole delle diversità di costumi, mentalità e tradizioni politiche presenti nella penisola, Massimo d’Azeglio era sul piano ideologico per una confederazione di Stati italiani sul modello tedesco. Non stravedeva per la dinastia sabauda, ma tra gli anni 30’ e 40’ dell’Ottocento dipinse per commissione di Carlo Alberto e del primo re d’Italia Vittorio Emanuele II una serie di quadri inneggianti la gloria dei Savoia come dinastia capace di realizzare l’indipendenza e la libertà d’Italia e l’unica in grado di promettere il riscatto degli italiani in quanto popolo. Tra questi soggetti non possiamo non ricordare il quadro Lo sbarco di re Vittorio Amedeo II in Sicilia presso Taormina (1857), che ci ricorda come i Savoia, grazie alla pace di Utrecht, divennero re regnando in Sicilia dal 1713 al 1720, per poi cederla a Carlo VI d’Asburgo e divenire re di Sardegna, a causa dell’infausto esito della guerra della Quadruplice Alleanza.

La piega degli eventi dei moti del ‘48 spingerà d’Azeglio a convincersi che soltanto con i Savoia è possibile l’Unità d’Italia e che la repubblica propugnata dai mazziniani, per quanto questi fossero mossi da buone intenzioni, era irrealizzabile in quanto non si sarebbe riusciti a realizzare un fronte comune capace di ottenere il consenso delle potenze straniere e dell’opinione pubblica internazionale. È così che possiamo spiegare la sua partecipazione alla Prima Guerra d’Indipendenza, in cui combatté con coraggio finché non fu ferito al ginocchio destro nella battaglia sui Monti Berici, nei pressi di Vicenza. Dopo la sconfitta di Novara del 1849 e alla salita al trono di Vittorio Emanuele II, d’Azeglio ricoprì per due volte consecutive la carica di Primo Ministro del Regno di Sardegna (dal 1849 al 1852) cercando di creare i presupposti internazionali per l’Unità d’Italia. La pace firmata con l’impero asburgico, la stesura del proclama di Moncalieri, il mantenimento dello Statuto Albertino, l’abolizione dei privilegi ecclesiastici con la legge Siccardi, la legge sul matrimonio civile e la repressione dei movimenti repubblicani faranno sì che d’Azeglio, pittore e scrittore stimato e noto anche all’estero, riuscisse a presentare la possibilità e la fattibilità di una monarchia costituzionale italiana sotto la guida dei Savoia agli occhi delle potenze straniere.

D’Azeglio è la dimostrazione come nella vita, volenti o non volenti, si possa scendere a patti con le nostre idee per realizzare il bene comune. Disgraziatamente nel realizzare l’Unità d’Italia si è trovato nella necessità di doversi scagliare con tutte le sue forze verso i repubblicani, che non volevano guardare in faccia la realtà. La sconfitta della repubblica romana del 1848 dimostra proprio come in Italia purtroppo non ci fossero le condizioni politiche per una repubblica democratica.

Fatto fuori da Cavour, Massimo d’Azeglio collaborerà con il Conte portando avanti un intenso lavoro diplomatico con l’Impero francese di Napoleone III e la monarchia britannica della regina Vittoria per far comprendere al mondo che gli italiani non sono affatto “immondi Paria dell’incivilimento moderno”.[21]

Quest’idea della necessità del riconoscimento della nazione italiana verrà portata avanti dal grande scrittore garibaldino e repubblicano mazziniano Ippolito Nievo. Da giovane studente liceale il padovano Nievo aderirà ai moti repubblicani di Mantova contro l’impero asburgico del 1848 e in seguito si unirà a Garibaldi partecipando alla Seconda Guerra d’Indipendenza come cacciatore delle Alpi e, dopo la delusione della pace di Villafranca del 1859, proseguirà l’avventura garibaldina partecipando alla spedizione dei Mille col numero 690. Fin da subito l’immenso eroe Garibaldi notò l’intelligenza e il genio assoluto e ineguagliabile del giovane Nievo, nominandolo intendente di Prima Classe e in seguito Tesoriere della Sicilia. Sfortunatamente Nievo trovò la morte nel naufragio del vaporetto Ercole il 5 marzo 1861, a qualche settimana dalla proclamazione del Regno d’Italia, portando con sé nella tomba, oltre ai documenti economico-amministrativi della spedizione dei Mille, anche il suo genio che tanto ancora avrebbe potuto dare alla letteratura e alla politica italiana.

Vorace scrittore e lettore – nel suo capolavoro Le confessioni di un italiano troviamo perfino citato Edgar Allan Poe – in poco meno di trent’anni sperimentò i più svariati generi letterari: poesia, teatro, racconto e romanzo. Tra i suoi romanzi vi è anche il fantascientifico La storia filosofica dei secoli futuri, in cui immagina il futuro dell’Italia dal 1860 al 2222.

In Le confessioni di un italiano Nievo racconta la nascita e lo sviluppo del sentimento patriottico italiano attraverso le parole del protagonista Carlo Altoviti, detto Carlino, che nato veneziano nel 1875 giunge nel 1858 all’età di ottant’anni a sentirsi italiano e, dal momento che la vita lo sta per abbandonare, spera vivamente che a breve possa realizzarsi l’Unità d’Italia:

Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1775, giorno dell’evangelista san Luca; e morrò per la grazia di Dio italiano quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo.[22]

Nel romanzo Carlino si trova a vivere una serie di fatti storici e di finzione che segnano il passaggio dal dispotismo illuminato ai sistemi politici costituzionali e liberali: le contese territoriali tra i Fratta e i Venchieredo per il controllo dei territori friulani, la crisi della Repubblica di Venezia in cui ricoprirà per breve tempo la carica di patrizio fino all’arrivo di Napoleone; l’incontro con il futuro imperatore a Milano, la partecipazione alle rivoluzioni che porteranno dapprima alla Repubblica Cisalpina e poi al Regno d’Italia di Napoleone; la lotta in prima linea contro quegli insulsi di Borbone a Roma in difesa della repubblica romana del 1798; la ripresa della battaglia per la liberazione del Regno di Napoli insieme a siciliani, napoletani e abruzzesi; la nomina a intendente di Finanza di Bologna; la prigionia, la cecità e l’esilio a Londra dopo la sconfitta dei moti napoletani del 1821; la partecipazione dei figli alla guerra d’indipendenza greca; la morte di un figlio nei moti romagnoli del 1848 e il ricredersi del valore dell’altro, lo scapestrato Giulio, che farà ricredere il padre seguendo Garibaldi nella difesa della repubblica romana e combattendo successivamente per l’indipendenza degli Stati Sudamericani, fino a intravedere con lungimiranza l’effettiva possibilità di un’Italia Unita alla vigilia della Seconda Guerra d’Indipendenza.

Grazie a Ippolito Nievo noi scopriamo la varietà degli ordinamenti giuridici dell’epoca. Ad esempio, prima dello scoppio della rivoluzione francese un giudice friulano per applicare la legge doveva districarsi tra Statuti Friulani, Codici della Repubblica di Venezia, leggi feudali e consuetudini per riuscire a diramare una controversia penale o civile. In pratica c’era da uscire fuori di testa.

Inoltre l’autore padovano ci fa notare come il protagonista attraverso l’adesione alle rivoluzioni e alle lotte per la libertà si renda conto come dalle Alpi alla Sicilia siamo tutti italiani seppur con dialetti, costumi e mentalità diverse. Anzi queste diversità tra gli italiani non può che essere una ricchezza per tutta la nazione.

Per tal motivo non deve sorprendere che durante la rivoluzione romana di fine Settecento Carlino risponda a Carafa che per la patria sarebbe disposto a dare “non una ma cento vite”.[23]

Da non trascurare l’importanza assegnata alla letteratura italiana da Nievo nella formazione dello spirito patriottico. Troviamo spesso citati da Carlino autori come Dante, Machiavelli, Tasso, Ariosto, Alfieri, Foscolo e i contemporanei Silvio Pellico e Manzoni.

Addirittura Carlino Altoviti fa la conoscenza diretta di Ugo Foscolo negli anni dell’occupazione napoleonica di Venezia che, seppur personaggio comprimario nelle vicende romanzesche, viene menzionato diverse volte dal protagonista.

Ad esempio c’è un passo del romanzo in cui Carlino si trova a Milano in cerca di lavoro e, avendo difficoltà a trovare qualcosa da mangiare, dichiara: “sarei morto di fame piuttosto che farmi pagare un caffè e panna da Ugo Foscolo”.[24]

In Le confessioni di un italiano troviamo una varietà di personaggi ben costruiti, ma senza dubbio il personaggio più bello di tutti che racchiude la varietà degli italiani è la Pisana.

Figlia dei conti di Fratta e cugina di Carlino, la Pisana è espressione della donna libera, intelligente e indipendente che ha diritto alla felicità, a essere sé stessa e a realizzarsi nella vita.

Cresciuto nel castello della cugina, Carlino si innamorerà fin da subito della Pisana e con pazienza sopporterà i suoi capricci da ragazzina altolocata. In seguito imparerà ad amarla per la donna che è e, mentre tutti gli spasimanti finiscono per desistere al carattere volubile della bella contessina o ne vengono schiacciati, Carlino sarà sempre lì costante nel suo amore e a concedersi quando la corrente tira a favore. L’amore tra i due sarà contrassegnato da sacrifici e rinunce, i momenti di passione folgorante si alternano alla freddezza, ma alla fine i due impareranno a incontrarsi, rispettarsi e a prendersi cura l’uno dell’altra nei momenti di bisogno e quando meno ce lo si aspetta. Sposata con un vecchio patrizio veneziano che non ama, la Pisana stringerà amicizia con Aquilina e inviterà Carlino a sposarla per dare vita ai nuovi patrioti che lotteranno per la libertà e l’indipendenza dell’Italia. Col tempo Carlino amerà la moglie, ma l’amore reciproco che la Pisana e il protagonista provano l’uno per l’altro alla fine verrà sancito nell’esilio di Londra, città nota per il “gran turbine soffocante e affaccendato”[25] e il cui clima regala “un noioso mal di petto”.[26] Qui la Pisana per fornire le migliori cure al cieco Carlino andrà a chiedere l’elemosina rovinandosi la salute e, quando l’amico dottore Lucilio opererà il protagonista alla cataratta facendogli recuperare la vista, a quel punto, la contessina, dopo aver utilizzato per un’intera vita il fascino e l’intelligenza da lei possedute a servizio della libertà dell’Italia, andrà incontro a una morte che con le sue memorie Carlino non renderà affatto vana.

A mio parere la definizione più esatta della Pisana viene data nel romanzo da Ettore Carafa che, soffrendo per il modo altalenante in cui viene amato da lei, dichiara che la contessina veneziana ama alla maniera “dei datteri, che fanno all’amore l’uno in Sicilia e l’altro in Barberia”.[27] 

Come personaggio la Pisana mi ha ricordato molto Virginia Oldoini contessa di Castiglione, una delle donne più belle del Risorgimento, che, per realizzare l’Unità d’Italia a cui era disposta a tutto, è stata assoldata come spia dal conte di Cavour per conquistare il cuore di Napoleone III e persuaderlo a firmare i patti di Plombières, che posero le basi per la Seconda Guerra d’Indipendenza.

Poliglotta, intelligente, brillante, ambiziosa e anche un po’ mitomane – allo stesso modo della Pisana – la contessa di Castiglione riuscì a “catturare l’attenzione di Napoleone e a fare parlare di sé il mondo parigino”[28] riuscendo a costruire attorno alla sua figura “una leggenda inseparabile dalla storia del Risorgimento”.[29]

A centosessanta anni dall’Unità d’Italia è giunta l’ora che neoborbonici e indipendentisti siciliani la smettano di gettare discredito sul Risorgimento italiano e sui Mille di Garibaldi, perché se oggi finalmente l’Italia è repubblicana ed europeista lo dobbiamo al fatto che questi patrioti si batterono, in ragione della realpolitik, per la soluzione più fattibile in quel momento in grado di permettere agli italiani di essere liberi, uniti e indipendenti dalla tirannia delle potenze straniere.

Inoltre il Qui si fa l’Italia di Garibaldi è molto più di un semplice motto, ma è una sorta di legge morale che ci permette di avere, come afferma De Gregori in Viva L’Italia, quell’Italia libera e repubblicana “che non muore […] e che resiste” nonostante il Covid, le difficoltà economiche e il populismo.

 

Roberto Cavallaro

 

[1] Alessandro Manzoni, Sulla lingua italiana. Lettera al signor cavaliere consigliere Giacinto Carena, 1847, http://www.alessandromanzoni.org/opere/9

[2] https://www.ilsole24ore.com/art/l-italiano-supera-francese-e-diventa-quarta-lingua-piu-studiata-mondo-ABajojXB?refresh_ce=1

[3] https://www.treccani.it/enciclopedia/alessandro-manzoni/

[6] https://promessisposi.weebly.com/guerra-di-mantova.html

[8] http://www.alessandromanzoni.org/opere/27

[9] uno dei tanti soprannomi a lui affibbiato e di cui ricordiamo anche gobbo e con cui oggi indichiamo gli juventini.

[10]Ercole Ricotti, Storia della monarchia piemontese, vol. III, Firenze, 1865, p. 426.

[11] Francesco Cognasso, I Savoia, Corbaccio, Milano, 1999 p. 385

[12] Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, op. cit., p. 348.

[14] Ivi, p. 176

[15] Ivi, p. 365.

[16] Massimo d’Azeglio, Ettore Fieramosca, Barion Editore, Sesto San Giovanni (Mi), 1942 p. 275

[17] Ivi, p. 110

[19] Ivi, pp. 288-289.

[20] Ivi, p. 304.

[21] Eugenio Camerini, Nuovi profili letterari, vol. II, N. Batezzati e B. Saldini coeditori, Milano, 1875, in Ettore Fieramosca, op. cit. p. 13

[22] Ippolito Nievo, Le confessioni d’un italiano, Einaudi, Torino, 1964, edizione e-book, e-text.it, febbraio 2020,  p.9

[23] Ivi, p. 967.

[24] Ivi, p. 1148.

[25] Ivi, p. 1261.

[26] Ivi, p. 1384.

[27] Ivi, p. 998.

[28] Benedetta Craveri, Castiglione La Contessa e l’Imperatore, in Robinson, la Repubblica, Roma, Sabato 13 marzo 2021, p.  9.   

[29] Ibidem.

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Sat, 1 May 2021 12:39:14 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1262/1/viva-l-italia-gli-scrittori-risorgimentali-e-l-unita-d-italia
Giornata Mondiale della Danza // 29 Aprile 2021 https://www.mutualpass.it/post/1170/1/giornata-mondiale-della-danza-29-aprile-2021 https://www.mutualpass.it/post/1170/1/giornata-mondiale-della-danza-29-aprile-2021]]> La Giornata Mondiale della Danza, promossa dall’Unesco, è stata istituita nel 1982 dal Comitato Internazionale della Danza dell'Istituto Internazionale del Teatro e la data è stata scelta per commemorare la nascita di Jean-Georges Noverre (Parigi, 29 aprile 1727 – Saint-Germain-en-Laye, 19 ottobre 1810), il più grande coreografo della sua epoca, nonché creatore del balletto moderno.

Una giornata di festa che accomuna tutti i paesi del mondo, e che viene celebrata ogni anno da professionisti, coreografi, ballerini e appassionati della disciplina.

Secondo uno studio svedese, la danza è uno strumento utile contro lo stress e la depressione negli adolescenti. Un corso di otto mesi è sufficiente a far stare meglio le ragazze, mantenendo il beneficio per un anno. Il ballo, infatti, ha il potere di rafforzare i pensieri positivi e l'autostima, tenendo lontano il malessere frequente nell'età adolescenziale.

Lo studio è stato condotto su 112 ragazze tra i 13 e 18 anni, seguite per tre anni, in una scuola svedese. Le giovani sono state reclutate dall'infermiera scolastica tra le studentesse che esprimevano il loro malessere con disturbi psicosomatici ricorrenti: mal di testa, stanchezza, inquietudine, depressione. La metà del gruppo ha seguito un programma di danza, mentre le altre sono state controllate per un confronto. Il corso di danza (contemporanea, africana, moderna o jazz) si è tenuto due volte la settimana, seguendo uno schema standard: 15 minuti di riscaldamento, 40 minuti di danza, stretching, massaggio e rilassamento.

Ogni lezione permetteva uno spazio per la libera espressione, con coreografie immaginate dalle ragazze. In maniera regolare, inoltre, le studentesse compilavano un particolareggiato questionario sul loro stato di salute. Dopo 8 mesi i dati di benessere erano migliorati molto. E il 91% delle ragazze considerava positiva l'esperienza.

In questo periodo difficile in cui il nostro corpo e soprattutto la nostra mente sono sottoposti a stress ricorrenti, la Danza, anche in casa, può essere un modo utile per trovare benessere.

L’istituto internazionale di teatro (ITI), fondato dall’Unesco nel 1948, ha scelto il danzatore  Friedemann Vogel come ambasciatore per la giornata della danza del 2021.

“È un grande onore per me - ha dichiarato Vogel - e ringrazio l’International Theatre Institute per questa opportunità di supportare la nostra forma d’arte potente e poetica con il messaggio. Soprattutto in questo periodo, che è straordinariamente impegnativo per il mondo della danza. L’arte è un simbolo di libertà e credo che gli artisti di tutte le forme di danza condividano la mia fervida speranza che sarò in grado di celebrare di nuovo la danza molto presto senza restrizioni “.


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Thu, 29 Apr 2021 01:50:53 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1170/1/giornata-mondiale-della-danza-29-aprile-2021
Giornata Mondiale del Design // 27 aprile 2021 https://www.mutualpass.it/post/1263/1/giornata-mondiale-del-design-27-aprile-2021 https://www.mutualpass.it/post/1263/1/giornata-mondiale-del-design-27-aprile-2021]]> Il 27 aprile si festeggia la Giornata Mondiale del Design, un’opportunità per riconoscere il valore del design e la sua capacità di cambiare la percezione delle cose. Il design è un modo per trovare soluzioni innovative, onorare la diversità e trascendere i confini.

Il tema del 2021

Il tema del 2021 è “Design per tutti”. L’umanità è composta da molti tipi diversi e intersecanti di persone e il modo in cui ciascuno si rapporta col mondo del design dipende dal differente grado di accesso a determinate realtà, spazi ed esperienze.

I progetti di design

I progetti creati dai designer possono portare gioia, diffondere informazioni, promuovere l'istruzione, garantire l'accesso all'assistenza sanitaria e fornire conoscenza e benessere. È una parte fondamentale del lavoro del designer capire come l'interazione di fattori sociali, economici, ambientali, tecnologici e geografici possa garantire o bloccare un accesso equo in determinati contesti e trovare nuovi modi per far "entrare" più persone.

Un mondo bel progettato

Tutte le persone meritano di vivere in un mondo ben progettato, col supporto di oggetti, luoghi e sistemi pensati appositamente per sostenerlo e incoraggiarlo. Il concetto di "esperienza universale" si rivela il più delle volte inadeguato. I progettisti, consapevolmente o meno, non solo forniscono miglioramenti per la quotidianità, ma spesso hanno in mano anche la chiave per una migliore qualità di vita.

 


Medika - la Card della Salute

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Tue, 27 Apr 2021 09:30:42 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1263/1/giornata-mondiale-del-design-27-aprile-2021
Giornata Mondiale della Terra // 22 Aprile 2021 https://www.mutualpass.it/post/999/1/giornata-mondiale-della-terra-22-aprile-2021- https://www.mutualpass.it/post/999/1/giornata-mondiale-della-terra-22-aprile-2021-]]> L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo. Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile.

Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

L'idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento, ed al senatore Nelson venne l'idea di organizzare un “teach-in” sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali. L'Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.

Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l'inquinamento da combustibili fossili, contro l'inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l'estinzione della fauna selvatica, improvvisamente compresero di condividere valori comuni. Migliaia di college e università organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.

La Giornata della Terra diede una spinta determinante alle iniziative ambientali in tutto il mondo e contribuì a spianare la strada al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro. Nel corso degli anni l'organizzazione dell'Earth Day si dota di strumenti di comunicazione più potenti arrivando a celebrare il proprio ventesimo anno di fondazione con una storica scalata sul monte Everest in cui un team formato da alpinisti statunitensi, sovietici e cinesi, realizzò un collegamento mondiale via satellite. Al termine della spedizione tutta la squadra trasportò a valle oltre 2 tonnellate di rifiuti lasciati sul monte Everest da precedenti missioni.

Nel 2000, grazie alla diffusione di internet, lo spirito fondante dell'Earth Day ed in generale la celebrazione dell'evento vennero promosse a livello globale. L'evento che ne conseguì riuscì a coinvolgere oltre 5.000 gruppi ambientalisti al di fuori degli Stati Uniti, raggiungendo centinaia di milioni di persone, e molti noti personaggi dello spettacolo come l'attore Leonardo di Caprio. Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all'Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è l'affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un futuro libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.

Il tema del 2021 è “Risana la nostra terra” e si concentra sul potere che ogni persona ha di poter rigenerare il pianeta, attraverso una mentalità “green” che punti sui processi naturali, sulle tecnologie sostenibili e sul pensiero innovativo in gradi di ripristinare gli ecosistemi del mondo.

Spetta a ciascuno di noi, insieme, risanare la nostra terra, non solo perché ci preoccupiamo del mondo naturale ma perché ci viviamo. Abbiamo tutti bisogno di una terra sana per sostenere il nostro lavoro, i mezzi di sussistenza, la salute, la sopravvivenza e la felicità.


Medika, la Card della Salute

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Thu, 22 Apr 2021 09:20:16 +0000 https://www.mutualpass.it/post/999/1/giornata-mondiale-della-terra-22-aprile-2021-
Le 5 opere più belle di Joan Mirò https://www.mutualpass.it/post/1165/1/le-5-opere-piu-belle-di-joan-miro https://www.mutualpass.it/post/1165/1/le-5-opere-piu-belle-di-joan-miro]]> Il 20 aprile 1893 nasce a Barcellona, in Spagna, l'artista Joan Mirò, uno degli esponenti principali della corrente surrealista.

Inizia a disegnare da quando ha solo otto anni. Ancora giovane, inizia a lavorare come contabile presso una ditta specializzata in prodotti coloniali e da drogheria, ma viene colto da febbre tifoidea, malattia che in fondo farà la sua fortuna. Da questo momento decide, infatti, di dedicarsi completamente alla sua passione artistica. Per rimettersi trascorre intanto un periodo di convalescenza presso la fattoria di proprietà di famiglia a Montroig, un luogo che influenzerà molte delle sue opere.

Nel 1912 entra nella Scuola d'arte di Barcellona diretta da Francesco Galì e si avvicina alla corrente artistica del fauvisme. Questa corrente pone al centro delle proprie rappresentazioni il colore, preferendo abbandonare la pittura tonale di stampo tradizionale. Tiene la sua prima mostra personale nel 1918 nella Galeries Dalmau. Nel 1920 si trasferisce a Parigi, dove entra a far parte del circolo artistico dei pittori di Mont Martre di cui fanno parte Pablo Picasso e il dadaista Tristan Tzara.

Nel 1923 con la realizzazione a Montroig del dipinto "Terra arata" comincia l'avvicinamento definitivo al surrealismo. In questo periodo Miró vive tra Parigi e la fattoria di Montroig, e, dietro suggerimento del padre del surrealismo Breton, dà vita ad una pittura priva di effetto prospettico con forme in piena libertà. Durante il suo periodo surrealista (1924-1930) si convince del ruolo sociale dell'arte e della sua capacità di raggiungere le masse; ecco perché sfruttando la sua arguzia e uno spiccato senso dell'umorismo dipinge apponendo sulla tela le sue iscrizioni poetiche. Di questo periodo è il famoso dipinto: "Il carnevale di Arlecchino".

La guerra civile appena scoppiata in Spagna lo colpisce profondamente, tenta così di aiutare i suoi connazionali raccogliendo dei fondi a sostegno della repubblica. Ritorna in Spagna per stabilirsi definitivamente tra Maiorca e Montroig. Nel 1954 vince il premio per la grafica alla Biennale di Venezia e nel 1958 il Premio Internazionale Guggenheim. All'inizio degli anni Sessanta viene molto influenzato dalla pittura americana che lo porta verso un astrattismo sempre più insistito e un vero e proprio dominio del colore puro. Nel 1972 crea a Barcellona la fondazione Joan Miró dedicandosi contemporaneamente alla scenografia e alla scultura. A questo periodo risale la monumentale statua "Dona i coeli" che si trova nel parco Joan Miró a Barcellona.

Solo dopo la caduta del franchismo riceve anche in patria i meritati onori per la sua intensa attività artistica come la Medala d'Or de la Generalitat de Catalunya, nel 1978, e la laurea honoris causa all'Università di Barcellona. Joan Miró muore a Palma de Mallorca il 25 dicembre del 1983, all'età di novant'anni.

Abbiamo provato a stilare una classifica con le 5 più belle opere, scelte da noi, di Joan Mirò.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Medika, la Card della Salute

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Tue, 20 Apr 2021 09:15:36 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1165/1/le-5-opere-piu-belle-di-joan-miro
Giornata Mondiale della Voce // 16 Aprile 2021 https://www.mutualpass.it/post/1261/1/giornata-mondiale-della-voce-16-aprile-2021 https://www.mutualpass.it/post/1261/1/giornata-mondiale-della-voce-16-aprile-2021]]> Il 16 aprile di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Voce, con l’obiettivo di sottolineare l’enorme importanza della voce nella vita quotidiana di tutte le persone, consente di esprimere emozioni, pensieri, idee, richieste e molto altro.

Questa giornata vuole ricordare a tutti l’importanza di prendersene cura e prevenire eventuali patologie e disfunzioni vocali.

Secondo studi recenti, circa il 30% delle persone, almeno una volta nella vita, soffre di raucedine o alterazione di timbro e tono della voce. I soggetti più a rischio sono gli insegnati e tutti coloro che utilizzano la voce per lavoro.

Anche la disfonia, la difficoltà ad emettere la voce, non deve essere sottovalutata in quanto, se prolungata nel tempo, non sempre si tratta di un disturbo innocuo.

Ecco alcuni consigli utili per ridurre la probabilità di sviluppare disturbi o patologie dannose per la voce:

1) Evitare il fumo e la polvere

2) Ridurre l’inquinamento acustico domestico

3) Fare attenzione al reflusso gastroesofageo

4) Bere spesso e mantenere un adeguato livello di umidità nell’aria

5) Mantenere una postura corretta

6) In caso di corde vocali affaticate, concedersi qualche pausa restando in silenzio

 


Medika, la Card della Salute

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Fri, 16 Apr 2021 10:10:11 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1261/1/giornata-mondiale-della-voce-16-aprile-2021
Le 5 opere più belle di Leonardo // Giornata Mondiale dell’Arte https://www.mutualpass.it/post/1164/1/le-5-opere-piu-belle-di-leonardo-giornata-mondiale-dell-arte https://www.mutualpass.it/post/1164/1/le-5-opere-piu-belle-di-leonardo-giornata-mondiale-dell-arte]]> Il 15 aprile 1452, nel borgo di Vinci, in Toscana, nasceva Leonardo di Ser Piero d'Antonio. A sedici anni, dopo la morte del nonno Antonio, tutta la famiglia si trasferiva a Firenze.

La precocità artistica e l'acuta intelligenza del giovane Leonardo spingono il padre a mandarlo nella bottega di Andrea Verrocchio: pittore e scultore orafo acclamato e ricercato maestro. Possiede una curiosità senza pari, tutte le disclipline artistiche lo attraggono, è un attento osservatore dei fenomeni naturali che integra con le sue cognizioni scientifiche.

Nel 1480 fa parte dell'accademia del Giardino di S. Marco sotto il patrocinio di Lorenzo il Magnifico, che rappresenta il primo approccio di Leonardo con la scultura. In quell'anno riceve l'incarico di dipingere l'Adorazione dei Magi. Tuttavia, l'ambiente fiorentino gli sta stretto.

Cosi si presenta al Duca di Milano Lodovico Sforza, il quale ben lo accoglie. Ecco nascere i capolavori pittorici: la Vergine delle Rocce nelle due versioni di Parigi e di Londra, e l'esercitazione per il monumento equestre in bronzo a Francesco Sforza. Nel 1489-90 prepara le decorazioni del Castello Sforzesco di Milano e nel 1495 inizia il famoso affresco del Cenacolo nella chiesa Santa Maria delle Grazie.

Nel 1503 è a Firenze per affrescare , insieme a Michelangelo, il Salone del Consiglio grande nel Palazzo della Signoria. A Leonardo viene affidata la rappresentazione della Battaglia di Anghiari che però non porterà a termine.  Nel 1513 il re di Francia Francesco I lo invita ad Amboise. Leonardo si occuperà di progetti per i festeggiamenti e proseguirà con i suoi progetti idrologici per alcuni fiumi di Francia.

Il 2 Maggio 1519 il genio Leonardo muore e viene sepolto nella chiesa di S. Fiorentino ad Amboise. Dei sui resti non vi è più traccia a causa delle profanazioni delle tombe avvenute nelle guerre di religione del XVI secolo. 

 

Vogliamo celebrarlo attraverso una classifica delle sue 5 più belle opere:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Medika, la Card della Salute

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Thu, 15 Apr 2021 09:48:37 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1164/1/le-5-opere-piu-belle-di-leonardo-giornata-mondiale-dell-arte
Giornata Mondiale della Salute // 7 Aprile 2021 https://www.mutualpass.it/post/1160/1/giornata-mondiale-della-salute-7-aprile-2021- https://www.mutualpass.it/post/1160/1/giornata-mondiale-della-salute-7-aprile-2021-]]> Il 7 Aprile si festeggia la Giornata Mondiale della Salute (World Health Day), istituita dalla prima Assemblea mondiale della salute nel 1948. La data scelta celebra la fondazione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute).

Ogni anno viene scelto per la giornata un tema specifico, che evidenzia un’area di particolare interesse per l’Oms, quello di quest’anno è “Costruire un mondo più giusto e più sano per tutti

In questa Giornata chiediamo un'azione per eliminare le disuguaglianze di salute, una grande campagna globale per unire tutti e costruire un mondo più giusto e più sano.

Il mondo è ancora ineguale. I luoghi in cui viviamo, lavoriamo e giochiamo possono rendere più difficile, o più facile, il raggiungimento di un pieno e sano stato di Salute. Le disuguaglianze sanitarie non sono solo ingiuste, ma minacciano anche i progressi compiuti fino ad oggi e hanno il potenziale per ampliare piuttosto che ridurre il divario di equità.

Tuttavia, le disuguaglianze sanitarie sono prevenibili con strategie che pongono maggiore attenzione al miglioramento dell'equità sanitaria, soprattutto per i gruppi più vulnerabili ed emarginati. Il Covid-19 ha colpito duramente tutti i paesi, ma il suo impatto è stato più duro su quelle comunità che erano già vulnerabili, che sono più esposte alla malattia, che hanno meno probabilità di avere accesso a servizi sanitari di qualità e maggiori probabilità di subire conseguenze negative come un risultato delle misure attuate per contenere la pandemia.

Chiediamo ai leader mondiali di garantire che le comunità siano in prima linea nei processi decisionali, per andare, insieme, verso un nuovo futuro in cui tutti abbiano condizioni di vita e di lavoro che favoriscano una buona salute. Allo stesso tempo, li esortiamo a monitorare le disuguaglianze sanitarie e a garantire che tutte le persone siano in grado di accedere a servizi sanitari di qualità a seconda delle loro esigenze e dei valori all'interno delle loro comunità.


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Wed, 7 Apr 2021 09:27:32 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1160/1/giornata-mondiale-della-salute-7-aprile-2021-
Carbonara Day // 6 aprile https://www.mutualpass.it/post/1264/1/carbonara-day-6-aprile https://www.mutualpass.it/post/1264/1/carbonara-day-6-aprile]]> Oggi, 6 aprile, si festeggia il Carbonara Day, in onore del piatto più amato e al contempo controverso della cucina italiana. La pasta alla carbonara, dati alla mano, è la pietanza più rivisitata e diffusa all’estero, nelle varie versioni che fanno storcere il naso ai puristi di un vero e proprio caposaldo della nostra tradizione gastronomica.

Celebriamo questa giornata ringraziando per la collaborazione la pagina instagram ho.mecooking che ci ha fornito alcune curiosità e la sua personale e prelibata ricetta.

 

Le Curiosità
1. La prima carbonara prende ispirazione dal piatto "Cacio e Ovo" di origini laziali e abruzzesi, con aggiunta del guanciale.
2. Si chiama "Carbonara" perchè era un piatto mangiato dai carbonari che lavoravano sull'appennino.
3. Nasce nel 1944 quando gli americani liberarono Roma nella seconda guerra mondiale perchè uova e bacon erano le uniche razioni disponibili che distribuivano le truppe americane.
4. Unione tra gusto americano e tradizione italiana.

 

Gli Ingredienti

per 500g di Pasta rigorosamente lunga 
5 Uova (5 tuorli + 2 albumi) 
50 g di Pecorino romano 
200 g di Guanciale 
Pepe nero 

 

Il Procedimento

Tagliate a listarelle il guanciale e far cuocere in una padella finchè non diventa croccante. 
Quando sarà pronto, eliminate il grasso ma ricordate di conservarne un cucchiaio. 
Nel frattempo, in una ciotola, sbattete con la frusta i tuorli e i due albumi con il grasso che avete messo da parte e il pecorino romano, fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Lessate la pasta al dente e trasferitela nella padella col guanciale, mescolate e fate insaporire a fiamma vivace. 
Togliete dal fuoco e mentre la padella è ancora calda aggiungete il composto precedentemente preparato. 
Mescolate e spolverate il pepe nero. 
Mi raccomando: non aggiungete le uova con la padella sul fuoco altrimenti preparate una frittata.

 

Le Varianti

Vegetariana: Al posto del guanciale, si mettono le zucchine

All'estero: si aggiunge la panna 
Di pesce: al posto del guanciale, frutti di mare


Giulia Mazzola // ho.mecooking

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Tue, 6 Apr 2021 09:14:27 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1264/1/carbonara-day-6-aprile
2 Aprile 2021 - Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo https://www.mutualpass.it/post/1159/1/2-aprile-2021-giornata-mondiale-della-consapevolezza-sull-autismo https://www.mutualpass.it/post/1159/1/2-aprile-2021-giornata-mondiale-della-consapevolezza-sull-autismo]]> ll 2 aprile si celebra la Giornata mondiale della consapevolezza sull’Autismo, voluta dall’Onu, con lo scopo di richiamare l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico.  Come ogni anno, nonostante l’emergenza Coronavirus,  alcuni  monumenti importanti in Italia e nel Mondo si tingeranno di blu, il colore scelto dall’ONU per l’autismo.

L’Autismo è una patologia psichica che, solo in Italia, coinvolge circa 550.000 persone e in Europa 5 milioni, questo almeno si presume per difetto perché non ci sono dati esatti.

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) con una una ricerca sulla diffusione dell’autismo negli Stati Uniti ha comunicato che ne sarebbe affetto un bambino su ogni 88 che ne nascono. Di fatto se mai questo può essere un dato per far comprendere l’entità del fenomeno, significherebbe che negli Stati Uniti ci sono più bambini autistici che affetti da diabete, AIDS, cancro, paralisi cerebrale, fibrosi cistica, distrofia muscolare e sindrome di Down messi insieme.

L'esordio dell'autismo è precoce (fra i 14 e i 28 mesi) e la malattia dura per tutta la vita. Si tratta di una patologia del neurosviluppo caratterizzata da un'organizzazione atipica di alcune funzioni mentali e delle relative aree del cervello. L'origine è genetica, ma sono implicati anche fattori ambientali, come l’esposizione ad agenti inquinanti durante la gravidanza. Altri elementi di rischio, l'età avanzata dei genitori (soprattutto del papà), il basso peso alla nascita o la forte prematurità. La probabilità che nasca un bambino con autismo supera l'1%, con una maggior prevalenza tra i maschi rispetto alle femmine (il rapporto è di 4 a 1). Non esiste ancora una cura che consenta di guarire dall’autismo, ma esistono trattamenti, come il parent training, che migliorano significativamente la sintomatologia e la qualità di vita.

In questi periodi di pandemia le problematiche per chi soffre di disturbi dello spettro autistico e per le loro famiglie è amplificato, ne parla sui social Patrizia Cristiani, madre di Vito, affetto da autismo: “Se vedi una mamma e un bambino con qualche indumento blu o nastro blu che cammina nel quartiere, non urlare, non insultarli! O se vedi una macchina con un nastro blu, lo stesso. Sono mamme di bambini con autismo che sono usciti per cercare di calmare la loro ansia. La legge dice che possiamo uscire - spiega la donna - e infatti lo facciamo, Stando attenti alle distanze e indossando sempre qualcosa di blu. Ma le persone non sempre capiscono, e giudicano.”

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Thu, 1 Apr 2021 08:45:31 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1159/1/2-aprile-2021-giornata-mondiale-della-consapevolezza-sull-autismo
Le 10 opere più belle di Van Gogh https://www.mutualpass.it/post/1157/1/le-10-opere-piu-belle-di-van-gogh https://www.mutualpass.it/post/1157/1/le-10-opere-piu-belle-di-van-gogh]]> Il 30 Marzo 1853 nasce a Groot Zundert (Olanda) quello che probabilmente è considerato il più grande artista di sempre, Vincent Willem Van Gogh. Fin da giovanissimo Vincent esegue i suoi primi disegni e, terminati gli studi, lavora come impiegato nella succursale della casa d'arte parigina Goupil e Cie, successivamente nelle sedi dell'Aja, di Londra e di Parigi. Nel maggio del 1875 viene definitivamente trasferito a Parigi.

Il periodo francese

Il trasferimento nella capitale francese, dove risiede il fratello Theo, segna l'inizio di un periodo felice, molto del suo tempo lo spende assieme al fratello e i due, da quel momento, iniziano una corrispondenza che durerà tutta la vita e che rappresenta ancora oggi il mezzo migliore per studiare le opinioni, i sentimenti e lo stato d'animo di Vincent.

L'Impressionismo

Durante il soggiorno parigino l'artista scopre la pittura impressionista e approfondisce l'interesse per l'arte e le stampe giapponesi. Conosce molti pittori tra cui Toulouse Lautrec e Paul Gauguin che apprezza particolarmente. La loro sarà una relazione assai turbolenta, con esiti anche drammatici, segnata da una convivenza difficile che sfocerà nel famoso episodio del taglio dell'orecchio (si suppone infatti che Vincent abbia assalito Gauguin con un rasoio. Fallito l'attacco, in preda ad una crisi di nervi, si taglia il lobo dell'orecchio sinistro).  Il 1880 è un punto di svolta nella vita di Van Gogh. Abbandona i suoi propositi religiosi e si dedica esclusivamente a dipingere poveri minatori e tessitori. Theo inizia ad appoggiarlo finanziariamente, una situazione che si protrarrà fino alla fine della vita di Vincent.

La salute precaria di Vincent Van Gogh

Mentre continua i suoi studi e dipinge in compagnia di alcune nuove conoscenze, il suo stato di salute va deteriorandosi, tanto da dover essere ricoverato in ospedale per gonorrea. Una volta dimesso, inzia alcune sperimentazioni pittoriche. Più tardi nel corso dell'anno, Vincent si trasferisce a Nuenen dai suoi genitori, mette in piedi un piccolo studio per lavorare e continua a fare affidamento sul sostegno di Theo.

Sperimentazioni

Estende i suoi esperimenti fino ad includere una maggiore varietà di colori e sviluppa un grandissimo interesse per le incisioni su legno giapponesi. Tenta di intraprendere una qualche formazione artistica alla Ecole des Beaux-Arts, ma respinge molti dei principi che gli vengono insegnati. Desiderando continuare con qualche tipo di educazione artistica formale, sottopone qualcuno dei suoi lavori all'Accademia di Anversa, dove viene posto in una classe per principianti. Come ci si aspetterebbe, Vincent non si trova a suo agio all'Accademia ed abbandona.

Il periodo in Provenza

Il 1888 è un anno fondamentale nella vita di Vincent Van Gogh. Lascia Parigi in febbraio e si trasferisce ad Arles, nel Sud. All'inizio, il cattivo tempo invernale gli impedisce di lavorare, ma una volta arrivata la primavera inizia a dipingere i paesaggi in fiore della Provenza. Si trasferisce infine nella "Casa Gialla", una dimora che ha preso in affitto dove spera di stabilire una comunità di artisti. E' il momento in cui riesce a dipingere alcune delle sue opere migliori ma anche il momento delle sue già accennate violente tensioni con Gauguin. Durante la prima parte dell'anno, lo stato di salute mentale di Vincent oscilla paurosamente. A volte è completamente calmo e lucido; altre volte, soffre di allucinazioni e fissazioni. Continua sporadicamente a lavorare nella sua "Casa Gialla", ma la frequenza crescente degli attacchi lo induce, con l'aiuto di Theo, a farsi ricoverare presso l'ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence.  Per ironia della sorte, mentre lo stato mentale di salute di Vincent continua a peggiorare nel corso dell'anno, la sua opera inizia infine a ricevere riconoscimenti presso la comunità artistica. I suoi dipinti "Notte stellata sul Rodano" e "Iris" sono in mostra al Salon des Indépendants in settembre, e in novembre viene invitato ad esibire sei dei suoi lavori da Octave Maus (1856-1919), segretario del gruppo di artisti Belgi "Les XX".

La morte di Van Gogh

Dopo una serie incredibile di alti e bassi, sia fisici che emotivi e mentali, e dopo aver prodotto con incredibile energia una serie sconvolgente di capolavori, Van Gogh muore nelle prime ore del 29 luglio 1890, sparandosi in un campo nei pressi di Auverse, dove si era trasferito per sottoporsi alle cure psichiatriche del dottor Paul Gachet.

Il funerale ha luogo il giorno dopo, e la sua bara è ricoperta di dozzine di girasoli, i fiori che amava così tanto.

Considerando la grandezza dell'artista e la vastità della sua produzione abbiamo provato a stilare una classifica con le 10 più belle opere, scelte da noi, di Vincent Van Gogh.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tue, 30 Mar 2021 09:57:00 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1157/1/le-10-opere-piu-belle-di-van-gogh
Sarà l’ultima volta dell’Ora Legale? https://www.mutualpass.it/post/1260/1/sara-l-ultima-volta-dell-ora-legale- https://www.mutualpass.it/post/1260/1/sara-l-ultima-volta-dell-ora-legale-]]> Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo tornerà in vigore l'ora legale, che ci farà “perdere” un'ora di sonno. Un piccolo cambiamento dei ritmi biologici che nelle persone più sensibili, come i bambini, può comportare effetti simili a quelli del jet-lag.

Irritabilità, mancanza di concentrazione, malumore, sonnolenza, difficoltà a prendere sonno, sono alcune delle conseguenze del cambio d’ora che, in ogni caso, non dovrebbero durare più di 2 o 3 giorni.

Con l'ora legale il sole sorge più tardi e di sera la luce dura più a lungo: questo influisce sulla regolazione di alcune funzioni cicliche del corpo. Per qualche giorno diventa perciò più difficile svegliarsi, mentre la sera viene ritardata la produzione di melatonina, l'ormone che favorisce il sonno e che viene sintetizzato quando è buio.

La situazione legata alla pandemia da Covid 19 ha interferito con l'equilibrio di un buon ritmo giorno-notte e in questo complesso scenario, un sonno inadeguato può peggiorare ansia e stress. 

Sembrava che l’alternanza ora solare-ora legale, almeno in Italia, fosse arrivata al capolinea, in quanto, lo scorso anno, il Parlamento europeo, con una risoluzione, invitava i Paesi Ue a decidere entro il 2021 se mantenere o meno il consueto cambio orario.

Per il momento l’Italia ha optato per il mantenimento del cambio orario ed ha chiesto formalmente di mantenere il sistema tuttora in atto e cioè: sei mesi l’anno di ora legale, sei mesi l’anno di ora solare.

Secondo il nostro governo sono tre i motivi che hanno spinto verso questa decisione: Primo: la mancanza di una valutazione su vantaggi e svantaggi perché non ci sono prove scientifiche che due piccoli cambiamenti di fuso orario possano davvero danneggiare in modo permanente l’equilibrio psico-fisico. Secondo: una questione economica perché grazie all’ora legale per sei mesi le luci si accendono un’ora dopo con un risparmio di circa 100 milioni di euro l’anno. Terzo: rischio caos di fuso orario e di non garantire, così, il corretto funzionamento del mercato interno.


Medika, la Card della Salute

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Fri, 26 Mar 2021 07:27:41 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1260/1/sara-l-ultima-volta-dell-ora-legale-
Giornata Mondiale della Tubercolosi // 24 Marzo https://www.mutualpass.it/post/980/1/giornata-mondiale-della-tubercolosi-24-marzo- https://www.mutualpass.it/post/980/1/giornata-mondiale-della-tubercolosi-24-marzo-]]> Il 24 Marzo di ogni anno celebriamo la Giornata Mondiale della Tubercolosi per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle devastanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche della tubercolosi (TBC) e intensificare gli sforzi per porre fine all'epidemia globale di tubercolosi. La data vuole ricordare il giorno in cui, nel 1882, il Dr. Robert Koch annunciò di aver scoperto il batterio che causa la tubercolosi, aprendo la strada alla diagnosi e alla cura di questa malattia.

Nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi decenni, la tubercolosi continua a essere il killer infettivo più importante al mondo, con oltre 4.500 vittime al giorno. L'emergenza della TBC multiresistente (MDR-TB) rappresenta una grave minaccia per la sicurezza sanitaria e potrebbe rischiare di ottenere guadagni nella lotta contro la tubercolosi. Gli sforzi globali per combattere la tubercolosi hanno salvato circa 54 milioni di vite umane dal 2000 e hanno ridotto il tasso di mortalità della tubercolosi del 42%. 

La tubercolosi rimane uno degli assassini infettivi più mortali al mondo. Ogni giorno, quasi 4000 perdono la vita a causa della tubercolosi e quasi 28.000 persone si ammalano di questa malattia prevenibile e curabile. Gli sforzi globali per combattere la tubercolosi hanno salvato circa 63 milioni di vite dal 2000.

Il tema della Giornata mondiale della tubercolosi 2021 è "Il tempo stringe" e vuole trasmettere la sensazione che il mondo sta esaurendo il tempo per agire in base agli impegni assunti dai leader mondiali per porre fine alla tubercolosi. Ciò è particolarmente critico nel contesto della pandemia COVID-19 che ha messo a rischio i progressi della End TB e per garantire un accesso equo alla prevenzione e all'assistenza in linea con la spinta dell'OMS verso il raggiungimento della copertura sanitaria universale.

Questa malattia è profondamente radicata in popolazioni in cui i diritti umani e la dignità sono limitati. Fattori come malnutrizione, alloggi poveri e strutture igienico-sanitarie, aggravati da altri fattori di rischio come il consumo di tabacco e alcol e il diabete, influenzano la vulnerabilità alla tubercolosi e l'accesso alle cure. Inoltre, questo accesso è spesso ostacolato dai costi enormi associati alla malattia, dalla ricerca e dal mantenimento delle cure e dalla mancanza di protezione sociale, che si traduce in un circolo vizioso di povertà e cattiva salute. La trasmissione della TB resistente ai farmaci (MDR-TB) aggiunge grande urgenza a queste preoccupazioni.

È importante unire le forze per garantire che nessuno resti indietro.


MutualPass - Medika, la Card della Salute

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Wed, 24 Mar 2021 09:39:37 +0000 https://www.mutualpass.it/post/980/1/giornata-mondiale-della-tubercolosi-24-marzo-
Le 5 canzoni più belle di Franco Battiato https://www.mutualpass.it/post/1155/1/le-5-canzoni-piu-belle-di-franco-battiato https://www.mutualpass.it/post/1155/1/le-5-canzoni-piu-belle-di-franco-battiato]]> Il 23 marzo 1945 nasceva a Giarre-Riposto Franco Battiato, cantautore, compositore, musicista, regista e pittore.

Battiato è un’artista poliedrico che ha fatto parlare di sé per gli innumerevoli stili che ha ha approfondito e combinato tra loro in modo eclettico e personale.

Dopo una fase iniziale pop, negli anni sessanta, è passato al rock progressivo e all'avanguardia colta negli anni 70. Successivamente, è ritornato sui passi della musica leggera approfondendo anche la canzone d'autore.

Fra gli altri stili in cui si è cimentato vi sono la musica etnica, quella elettronica e l'opera lirica. Lungo la sua carriera, in cui ha ottenuto un vistoso successo di pubblico e critica, si è avvalso dell'aiuto di numerosi collaboratori fra cui il violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro.

I suoi testi riflettono i suoi interessi fra cui l'esoterismo, la teoretica filosofica, la mistica sufi (in particolare tramite l'influenza di G.I. Gurdjieff) e la meditazione orientale. La musica non è l’unica passione artistica di Franco Battiato che, negli anni, è anche cimentato in altri campi come la pittura e il cinema.

È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con tre Targhe e un Premio Tenco. Il 17 settembre 2017 tenne il suo ultimo concerto al Teatro romano di Catania, le ultime quattro date del tour vennero annullate per motivi di salute.

A fine agosto 2019 viene annunciata l'uscita dell'ultimo album prima del ritiro dalle scene, dal titolo Torneremo ancora, un'antologia di brani classici con un brano inedito che dà il nome all’album.

Vogliamo festeggiare i 75 anni di Franco Battiato con le sue 5 canzoni più belle scelte da noi:

 

5 - Bandiera bianca (1981)

 

 

4 - Voglio vederti danzare (1982)

 

 

3 - Centro di gravità permanente (1981)

 

 

2 - E ti vengo a cercare (1988)

 

 

1 - La cura (1996)


Medika, la Card della Salute

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Tue, 23 Mar 2021 09:40:30 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1155/1/le-5-canzoni-piu-belle-di-franco-battiato
9 regole per dormire bene - Nottata Mondiale del Sonno https://www.mutualpass.it/post/1259/1/9-regole-per-dormire-bene-nottata-mondiale-del-sonno https://www.mutualpass.it/post/1259/1/9-regole-per-dormire-bene-nottata-mondiale-del-sonno]]> Il secondo venerdì di marzo di ogni anno si festeggia la Giornata Mondiale del Sonno, ma, a noi, parlare di "Giornata" sembra improprio e per questo, la notte tra il 19 e il 20 Marzo abbiamo indetto la Nottata Mondiale del Sonno, un modo per sensibilizzare le problematiche legate ad un riposo insufficiente o disturbato.

Quasi 1 italiano su 3 soffre di insonnia, legata soprattutto a problemi metabolici, primo fra tutti l’obesità. E questa “relazione pericolosa” può moltiplicare anche di 9 volte il rischio di malattia coronarica, quindi di infarto.

Il sonnologo Francesco Fanfulla, pneumologo che si occupa da 20 anni di medicina del sonno all'Irccs Maugeri di Pavia, ha elaborato un vero e proprio elenco di 9 norme per dormire bene.

Le 9 Regole per dormire bene

1) Cena leggera.

Dormire bene significa cenare in maniera equilibrata. Certamente non con cibi pesanti, perché di notte la digestione difficoltosa provocherà frequenti risvegli. Ma anche i digiuni serali o le diete troppo drastiche sono sconsigliate: la fame, o il calo glicemico, mettono a repentaglio il riposo.

2) Pennichella? Con giudizio.

Dormire durante il giorno solo se necessario e, in quel caso, mai più di 20 minuti e possibilmente in mezzo alla giornata, per esempio fra le 13 e le 14, per distanziarsi il più possibile dal momento in cui ci si corica per la notte e in modo che il sonnellino sia stato smaltito dalla stanchezza delle attività pomeridiane

3) Luce (e smartphone) non a letto.

Soprattutto alla sera, cioè nelle ore che precedono il riposo notturno, è importante limitare l'esposizione alla luce che è il nostro principale sincronizzatore del ritmo sonno-veglia. Una luce troppo intensa, nelle stagioni e alle latitudini che lo permettono, diminuirà la capacità da parte dell'organismo di produrre la melatonina. Favorendo i risvegli. Per estensione, il tema dell'esposizione alla luce è agganciato, sia a un buon oscuramento della camera da letto (usare le tapparelle ed evitare i molti led accesi di apparecchi elettronici) sia all'utilizzo, crescente e prolungato, di tablet e smartphone a letto. Questi dispositivi sono nemici del sonno, vanno usati lontano dal letto.

4) Il fumo fa male anche al sonno.

L'alcol, idem. Non dimentichiamo mai che la nicotina è una sostanza eccitante e quindi ha effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale. Fumare alla sera rende difficoltoso l’addormentamento e il sonno durante la notte, oltre a provocare risvegli frequenti nei forti fumatori. Un'altra buona occasione per smettere. Per quanto riguarda l'alcol fondamentale evitare di bere nelle quattro ore che precedono il coricarsi. L'alcol, infatti provoca dei cambiamenti nella normale struttura del sonno, induce frequenti risvegli e aumenta la percentuale di sonno leggero.

5) Caffè sì ma non la sera.

La caffeina è notoriamente uno stimolante del sistema nervoso, i cui effetti eccitanti possono protrarsi a lungo, anche alcune ore. È quindi buona norma, anche in questo caso, rispettare la regola delle '4 ore', evitare cioè la tazzina serale o anche i caffè diluiti o, attenzione, i molti alimenti in cui la caffeina è presente, il cioccolato, il cacao o il tè, i cosiddetti alimenti nervini. Lo stesso vale per certe bibite gassate, a base di Cola, e che magari piacciono molto ai bambini.

6) Occhio alla temperatura.

La temperatura ottimale della camera è intorno ai 18°C. Una troppo alta (maggiore di 24°C) provoca movimenti continui del corpo durante il sonno e numerosi risvegli. Viceversa, una temperatura troppo bassa (minore di 12°C), al contrario, rende difficile l’avvio del sonno, e provoca sogni spiacevoli.

7) Sport sì, ma non serale.

Svolgere una regolare attività fisica è una raccomandazione che ogni buon medico deve fare. La sera, però, è meglio evitare un'attività fisica troppo intensa. Lo sforzo fisico potrebbe rendere difficoltoso il vostro addormentamento. Più in generale si dovrebbe in qualche modo accompagnare il nostro organismo al sonno, evitando un impegno psicofisico eccessivo nelle due ore precedenti il riposo.

8) Regolari è meglio.

Abituarsi ad andare a dormire e alzarsi alla stessa ora, sono la premessa per il buon sonno. Il nostro ritmo sonno-veglia è infatti regolato da un orologio biologico interno, sincronizzato con l’alternarsi della luce e del buio. Abituare il nostro organismo a questa regolarità significa impedire di andare fuori sincrono. E anche forzarsi di andare a dormire prima del tempo, non avendo assolutamente lo stimolo del sonno, può essere controproducente, così come è letale, per il vostro riposo, indugiare a letto con la tv accesa o ascoltando musica in cuffia.

9) La pagella del vostro sonno.

È al mattino, appena svegliati, il momento giusto per valutare la qualità del proprio riposo notturno. Farlo in seguito, durante la giornata, significa rischiare di giudicare il sonno sotto l'influenza della veglia, ossia della stanchezza accumulata. La autovalutazione del sonno e quindi la possibilità di riferire con precisione i sintomi di eventuali disturbi, è la premessa per rendere efficace il percorso terapeutico successivo.

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Fri, 19 Mar 2021 09:21:17 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1259/1/9-regole-per-dormire-bene-nottata-mondiale-del-sonno
Fantasmi a Messina https://www.mutualpass.it/post/1257/1/fantasmi-a-messina https://www.mutualpass.it/post/1257/1/fantasmi-a-messina]]> Strane apparizioni, case infestate, arcani segreti

“Esiste un mondo invisibile

e sconosciuto – il vero mondo, senza dubbio –

del quale il nostro non è che una

frangia accessoria…”

(Jean Cocteau)

Nel 1981 veniva stampato a Messina il libro di Ranieri D’Altarocca (Romolo Cappadonia) “Fantasmi a Messina”, il primo di questo genere divenuto in poco tempo un best-seller. L’autore passava in rassegna i fenomeni paranormali che si verificavano nella città dello Stretto, dando anche consigli e indicazioni per gli appassionati che desideravano recarsi sui luoghi dove avvenivano i fenomeni. Fra i tanti casi esaminati, il celebre “cane Matteo”, un animale di imponente stazza che si manifesta presso la scalinata della “Rampa del Sole” nei pressi della strada di circonvallazione (visto da lontano anche dal sottoscritto), un certo Matteo che, morto, s’incarnò nel cane che chi lo ha visto da vicino ha sentito parlare con voce umana.

L’”uomo che pende”, invece, si manifesta accanto alla piazzetta dov’è il monumento a San Pio davanti al Santuario Madonna di Pompei, col cappio al collo e sospeso ad un albero a circa 4 metri dal suolo. Sul viale Boccetta, all’altezza della Chiesa dell’Immacolata, si vede un “ragazzo che corre”: percorre un breve tratto, lancia un urlo e scompare. Nella terrazza davanti al Sacrario di Cristo Re, a notte inoltrata, una donna prende il passante sotto braccio per poi subito sparire. E in via Palermo, nel tratto compreso tra il viale Aranci e l’inizio dell’isolato 13, nel silenzio della notte è possibile ascoltare una manifestazione sonora, un grido straziante di bambino che poi, con voce accorata chiama: “Mamma!... Mamma!…  Mamma!…”.

Ma l’apparizione più terrificante è quella dell’”uomo con la testa in mano”, a ridosso del muro di cinta della Fiera, davanti alla Chiesa di S. Maria di Porto Salvo. Già prima del terremoto del 1908 appariva a Messina il “Cavalier della Ruina”. A cavallo di un roano e galoppando sfrenatamente urlava con voce terrificante: “Io son la ruina! ...Io son la sventura...”. La casa che era toccata dalla sua lancia, era destinata al lutto e, appunto, alla sventura.

"Quando su Messina cala la sera – scrive Giandomenico Ruta – una calma assoluta regna dovunque. E’ prossima la notte, che spopola le vie che hanno visto il caos diurno ed accoglie tra le sue oscure braccia cani e gatti randagi, vagabondi tra i rifiuti…In questo clima magico e misterioso prendono vita strani personaggi: i Fantasmi, le ombre di coloro che non hanno voluto accettare la morte che li ha colti all’improvviso e per motivi a noi sconosciuti rimangono legati a questo mondo, di cui un tempo facevano parte” (“Messinarcana”, 2005).  

Palazzi, castelli, ospedali, abitazioni a Messina sono anche infestati da entità ultraterrene. Il cosiddetto “Castello del Duca” a Faro Superiore è uno di questi. Si tratta di un complesso abbandonato e in rovina, una dimora gentilizia che ricorda le tipologie castellane decorata da affreschi, appartenuta a Vincenzo Loffredo nato a Messina il 9 novembre 1860, riconosciuto con Decreti Ministeriali il 26 agosto 1898 e 20 luglio 1899 nei titoli di marchese di Cassibile. Con regie lettere patenti del 5 aprile 1903, poi, fu riconosciuto Duca di Ossada, da qui il nome del complesso di Faro Superiore.

Si racconta dell’apparizione di una bambina sul tetto e molte testimonianze riferiscono di colpi secchi all’interno, respiri come dei rantoli, apparizioni vestite di bianco che passano velocemente da una finestra all’altra. I fenomeni paranormali nel cinquecentesco Castello Gonzaga sono stati ampiamente studiati da Giandomenico Ruta ed esposti nel suo libro “Nel segreto di Forte Gonzaga. Sette mesi all’inferno, una storia vera” (2018), vissuti da una ragazza alle prese con arcaiche forze del male. Un’abitazione dalle parti della “casa natale” di Santa Eustochia, in Contrada Caprera nel Villaggio SS. Annunziata, è conosciuta per gli strani fenomeni e anche il dismesso e abbandonato Ospedale Regina Margherita è sede di eventi paranormali.

Ultima, ma non ultima, la cosiddetta “Villa Elettra” nella collina di Montesanto, alle spalle dell’Ospedale Piemonte, una costruzione che non fu mai possibile completare per gli inquietanti fenomeni paranormali che vi si verificarono, si verificano ancora oggi e che hanno visto testimoni il sottoscritto e l’amico Tony Malatino.

Il M.A.P. è un gruppo di appassionati del mistero che da anni è impegnato nella ricerca e nello studio di fenomeni paranormali in castelli, forti, ville con storie o leggende misteriose. Presieduto da Giuseppe Coppolino e dotato di strumentazione adeguata, ha condotto ricerche a Messina presso la fortezza abbandonata del Castellaccio. Qui, oltre ad apparizioni femminili nelle finestre bifore della costruzione degradata all’interno, una delle sedi della “Città del Ragazzo” fondata da padre Nino Trovato nel 1949, si sentono respiri notturni e risate di bambini. Una voce registrata dal M.A.P. urla, chiaramente, “aiutatemi!”. Le ricerche del gruppo sono state effettuate, oltre che nell’antico Casale “fantasma” di Massa San Nicola nel Comune di Messina, anche presso l’abbandonato ex Ospedale “Regina Margherita”. Qui, fra le spettrali corsie della struttura sanitaria sorta nei primi anni ’30 del Novecento, oltre a fotografare strane lame di luce di origine ignota e apparizioni di sagome di figure, di notte fu possibile registrare in una stanza vuota il suono inquietante di un carillon.

Nel Castello Gonzaga sulle alture di Montepiselli i ragazzi del M.A.P. fotografarono, nella galleria sotterranea che perimetra la struttura, la presenza di uno strano personaggio: un soldato dell’epoca?  

“Se canti camminando nel buio, sconfessi la paura, ma non per questo vedi più chiaro.” (Sigmund Freud) 


Nino Principato

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Fri, 12 Mar 2021 09:57:37 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1257/1/fantasmi-a-messina
Giornata Mondiale del Rene // 11 Marzo 2021 https://www.mutualpass.it/post/1258/1/giornata-mondiale-del-rene-11-marzo-2021 https://www.mutualpass.it/post/1258/1/giornata-mondiale-del-rene-11-marzo-2021]]> L’11 Marzo si celebra la Giornata Mondiale del Rene, volta alla sensibilizzazione sull’importanza dei nostri reni. Obiettivo della campagna è creare consapevolezza. Consapevolezza sui comportamenti preventivi, consapevolezza sui fattori di rischio e consapevolezza su come convivere con una malattia renale.

Ricevere una diagnosi di malattia renale è una sfida enorme, sia per il paziente che per le persone che lo circondano. La sua diagnosi e gestione ha un impatto grave sulle loro vite riducendone la qualità a causa dei numerosi effetti collaterali problematici come l'affaticamento, il dolore, la depressione, i problemi gastrointestinali e i disturbi del sonno.

Attualmente la gestione e il trattamento delle malattie renali mira a prolungare la longevità preservando, ripristinando o sostituendo la funzionalità renale e fornendo sollievo dall'insufficienza renale indipendentemente dall'efficacia per la gestione complessiva della malattia renale. Questo approccio incentrato sulla malattia può essere inadeguato in quanto non riflette in modo soddisfacente le priorità di vita dei pazienti.

Le persone che vivono con malattie renali hanno la necessità di mantenere alta la qualità di vita, non hanno bisogno di trattamenti imposti e apparentemente punitivi, per questo devono sentirsi coinvolti e partecipi nelle fasi di prognosi e trattamento della loro malattia.

Il comitato direttivo della Giornata mondiale del rene ha dichiarato il 2021 l'anno della "convivenza con la malattia renale". Ciò è stato fatto per aumentare sia l'educazione che la consapevolezza sulla gestione efficace dei sintomi, con l'obiettivo finale di incoraggiare la partecipazione alla vita sociale.

Dobbiamo lottare per promuovere la centralità del paziente nella ricerca, nella pratica e nelle politiche, rendendolo partecipe ad un approccio integrato alla malattia, soltanto cosi possiamo aumentare in loro la fiducia e il benessere necessario per vivere bene con una patologia renale.

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Thu, 11 Mar 2021 09:03:31 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1258/1/giornata-mondiale-del-rene-11-marzo-2021
Dalla vs. Battisti - A colpi di note https://www.mutualpass.it/post/1256/1/dalla-vs-battisti-a-colpi-di-note https://www.mutualpass.it/post/1256/1/dalla-vs-battisti-a-colpi-di-note]]> I due “Lucio” più famosi e geniali della storia della musica italiana, Dalla e Battisti rientrano di diritto nel gotha dei cantautori più influenti di sempre.

Stesso anno e mese di nascita, addirittura un giorno dopo l’altro, Dalla il 4 Marzo, Battisti il 5 del 1943, uno a Bologna, l’altro a Poggio Bustone in provincia di Rieti.

Due storie simili, due caratteri molto diversi, entrambi scoprono la musica fin da bambini e cominciano molto presto le loro straordinarie carriere che hanno rivoluzionato la storia della musica del bel paese, Battisti più riservato, Dalla più estroverso.

Di Battisti ricordiamo il celebre e fruttuoso sodalizio con il paroliere Mogol e il successivo ritiro dalle scene, di Dalla invece i testi brillanti e gli innumerevoli duetti con i più grandi artisti di fama nazionale e internazionale, addentrandosi con curiosità ed eclettismo nei più diversi generi musicali.

I due non riuscirono mai a collaborare nonostante la proposta di Dalla riguardo la condivisione di un progetto, in quel periodo Battisti era proiettato versa una nuova sperimentazione musicale che lo portò poi ad abbandonare le scene.

Tuttavia in comune hanno l’assoluta capacità di comporre canzoni in libertà, senza costrizioni e condizionamenti, canzoni che risultano ancora decisamente attuali.

 

Per celebrarli abbiamo immaginato una piccola sfida tra i due generi, brano su brano, nota su nota. Voi chi preferite?

 

5 - Com'è profondo il mare (Dalla) vs. Pensieri e Parole (Battisti)

    

 

4 - Caruso (Dalla) vs. Emozioni (Battisti)

    

 

3 - Piazza Grande (Dalla) vs. Mi ritorni in mente (Battisti)

    

 

2 - 4 marzo 1943 (Dalla) vs. I giardini di marzo (Battisti)

    

 

1 - L'anno che verrà (Dalla) vs. Il mio canto libero (Battisti)

    


Medika, la Card della Salute

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Fri, 5 Mar 2021 09:32:54 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1256/1/dalla-vs-battisti-a-colpi-di-note
Giornata Mondiale dell’Udito - 3 Marzo 2021 https://www.mutualpass.it/post/1255/1/giornata-mondiale-dell-udito-3-marzo-2021 https://www.mutualpass.it/post/1255/1/giornata-mondiale-dell-udito-3-marzo-2021]]> Il 3 Marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'udito e dell'orecchio, istituita nel 2007 in occasione della Conferenza Internazionale sulla prevenzione e la riabilitazione del deficit uditivo a Pechino. La Giornata vuole richiamare l’attenzione sull’importanza di identificare precocemente un’eventuale perdita dell'udito e intervenire in tempi brevi.

Oltre il 5% della popolazione mondiale, pari a circa 466 milioni di persone, accusa una riduzione dell’udito tale da incidere sulla qualità della vita. Si stima che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone, ovvero 1 persona su 10, avrà problemi uditivi invalidanti. Almeno la metà di tutti i casi di ipoacusia potrebbe però essere prevenuta attraverso interventi appropriati di sanità pubblica.

Anche se vi sono strumenti e protesi per farvi fronte, non ne sono prodotte a sufficienza. Oltre agli anziani, vi sono anche 32 milioni di bambini sotto i 15 anni colpiti da perdita dell’udito e la causa principale sono infezioni dell’orecchio, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito.

La maggior prevalenza di disabilità uditive si ha nell’Asia meridionale e del Pacifico, e nell’Africa sub-Sahariana. 

Il tema di quest'anno è "L’Udito per Tutti" e segna il lancio del Rapporto mondiale sull'udito, che presenta un appello globale all'azione per affrontare la perdita dell'udito e le malattie dell'orecchio nel corso della vita.

Gli eventi previsti in tutto il mondo si concentreranno sulle strategie preventive per arginare l'aumento e delineare le fasi per garantire l'accesso ai servizi di riabilitazione necessari e agli strumenti e ai prodotti di comunicazione per le persone con problemi di udito.


Medika, la Card della Salute

 

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Wed, 3 Mar 2021 09:39:44 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1255/1/giornata-mondiale-dell-udito-3-marzo-2021
Le 5 opere più belle di Renoir https://www.mutualpass.it/post/1254/1/le-5-opere-piu-belle-di-renoir https://www.mutualpass.it/post/1254/1/le-5-opere-piu-belle-di-renoir]]> Pierre Auguste Renoir nasce a Limoges, in Francia, il 25 febbraio 1841. Fin dalla giovane età manifestò una predisposizione al disegno. Nonostante la frequentazione ad alcuni corsi di apprendistato, la sua formazione artistica è comunque autodidatta, fatta di nottate intente a studiare Rubens e il Settecento francese. Ammesso all'Ecole des Beaux Arts segue i corsi di Emile Signal e Charles Gleyre, e conosce Claude Monet, Bazille e Sisley, dalla cui conoscenza nascerà poi il movimento impressionista. Nella primavera del 1864 Renoir e il gruppo si recano nella foresta di Fontainebleau per dipingere direttamente la natura, un metodo poi denominato appunto "en plein air", una vera rivoluzione per un epoca fatta di pittura al chiuso, negli studi.

Nasce così la la nuova corrente artistica chiamata "Impressionismo" che tanto scandalo suscitò nel 1874 quando alcuni quadri legati a questa avanguardia vennero esposti in un salone indipendente rispetto all'ufficiale "Salon". I dipinti di Renoir caratterizzati da scintillanti effetti di colore e dalla luminosità della pelle di giovani donne all'aperto, rifiutati dalla giuria accademica del tradizionale "Salon", erano però difficili da collocare sul mercato. Questo lo spinse a cercare sostentamento attraverso la commissione di alcuni ritratti. Tra il 1881 e il 1882 l'artista visita l'Algeria e l'Italia rimanendo colpito in particolar modo dalla pittura rinascimentale presente in così grande abbondanza nel Bel Paese. Lo studio degli antichi maestri avrà su di lui un'influenza retrospettiva fortissima, tanto da determinerà il suo progressivo allontanamento dallo stile degli impressionisti.

Intorno all'inizio del Novecento, dopo questa ennesima rivoluzione artistica, le sue condizioni di salute vanno peggiorando. In cerca di riposo ed aria salubre Renoir si trasferisce a Cagnes-sur-Mer in Costa azzurra dove continua a dipingere malgrado una fastidiosa artrite alle mani. Pierre-Auguste Renoir si spegne il 3 dicembre 1919 per complicazioni reumatiche, dopo aver terminato la sua ultima opera, "Le bagnanti", con il pennello legato alle mani.

 

Vi proponiamo le sue 5 opere più belle:

 

 

 

 

 

 

 

 

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Thu, 25 Feb 2021 10:02:32 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1254/1/le-5-opere-piu-belle-di-renoir
22 Febbraio - Giornata del Pensiero // Thinking Day https://www.mutualpass.it/post/1144/1/22-febbraio-giornata-del-pensiero-thinking-day https://www.mutualpass.it/post/1144/1/22-febbraio-giornata-del-pensiero-thinking-day]]> Il 22 febbraio di ogni anno, gli scout di tutto il mondo festeggiano la Giornata del Pensiero (Thinking Day), in concomitanza con l'anniversario della nascita dei fondatori dello Scautismo e del Guidismo/Scautismo femminile, Sir Robert Baden-Powell nel 1857 e Lady Olave Baden-Powell nel 1889. Questa data rappresenta per tutte le Guide e gli Scout di tutto il mondo l’occasione di riflettere sul Movimento di fratellanza internazionale ed agire per rafforzarlo e sostenerlo.

La Giornata Mondiale del Pensiero è la giornata in cui le Guide e gli Scout di tutto il mondo festeggiano l’amicizia internazionale e si impegnano a raccogliere fondi per realizzare progetti e programmi che coinvolgono 10 milioni di ragazze e giovani donne in tutto il mondo.

Grazie alle celebrazioni della Giornata Mondiale, si può cogliere l’occasione di esplorare i temi della diversità, dell’equità e dell’inclusione.

Si vuole pensare l’accoglienza come un legame, un intreccio di persone che portano ciascuna la propria identità e la propria cultura, che, includendosi a vicenda, possono essere la trama di un unico tessuto, solido e coloratissimo.

Il macramè è un pizzo intessuto con piccoli nodi differenti; nel medioevo il suo utilizzo si è diffuso nel mare Mediterraneo, dalle coste del Nord a quelle del Sud, da Est a Ovest. Il suo nome nasce da un intreccio di lingue e dialetti: il genovese, il siciliano, il turco e l’arabo. Nasceva dalle mani delle donne ed esprimeva la cultura del bello e della generosità. Spesso diventava un dono, affidato ai marinai, che solcavano le onde del Mediterraneo per approdare in terre lontane.

Il Mar Mediterraneo può tornare ad essere oggi uno spazio in cui le culture si intrecciano, le diversità si incontrano, si creano i legami tra le persone. Accogliere è un’arte, l’arte di creare legami ma è anche la capacità di saperli liberare, per lasciare a ciascuno la possibilità di seguire i propri sogni.

Per le Guide e gli Scout, sapere fare e usare i nodi è una competenza utile e necessaria per imparare a vivere bene nella natura. Ci sono altri legami di cui si può diventare esperti: sono le relazioni con gli altri. Disponibili all’ascolto, all’incontro, al confronto, è possibile a fare delle amicizie un pizzo macramè, tessendo intrecci umani di bellezza e libertà, che arricchiscono come persone e come popoli.

Tra i vari nodi da fare, il primo è quello al fazzolettone, per ricordare di compiere la Buona Azione quotidiana: tutte le BA che saranno il telaio che sostiene il tessuto dell’accoglienza.

L’augurio per la Giornata Mondiale del Pensiero è che tutti gli scout del mondo, fili colorati dello stesso splendido arazzo, possono farsi promotori della bellezza e della ricchezza dell’accoglienza e della diversità, perché molti altri fili colorati possano aggiungersi all’arazzo della fratellanza universale.


Fonti: Agesci - WAGGGS

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Sun, 21 Feb 2021 15:22:05 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1144/1/22-febbraio-giornata-del-pensiero-thinking-day
Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger - 18 febbraio 2021 https://www.mutualpass.it/post/1253/1/giornata-mondiale-della-sindrome-di-asperger-18-febbraio-2021 https://www.mutualpass.it/post/1253/1/giornata-mondiale-della-sindrome-di-asperger-18-febbraio-2021]]> Il 18 febbraio di ogni anno, in occasione della ricorrenza della nascita di Hans Asperger, è stata indetta la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger, un modo per sensibilizzare la comunità sulle problematiche legate a questa patologia.

Sebbene sia stata una neurologa russa a scrivere il primo resoconto del profilo di abilità che oggi chiamiamo Sindrome di Asperger, fu Hans Asperger il medico che per primo riconobbe i disturbi dello spettro dei disturbi autistici, grazie all’interesse nei confronti dei bambini che vedeva in ospedale a Vienna, che sembravano avere un certo numero di caratteristiche in comune.  

Inizialmente, su una base di quattro casi, descrisse una serie di caratteristiche che richiedevano una categoria diagnostica specifica, ed in seguito diagnosticò circa cento bambini con “psicopatia autistica”.

Una parte della sua personalità lo portava ad essere affascinato dal mondo naturale e dalle categorizzazioni dei fenomeni che osservava. Egli reputava che i bambini da lui visti avessero delle peculiarità non ben definite della personalità e dei disturbi particolari nell´interazione con gli altri, ma non esistevano descrizioni o diagnosi esistenti che potessero descrivere le loro caratteristiche.

Descrisse problemi nella comunicazione verbale e non verbale, con caratteristiche specifiche negli aspetti pragmatici del linguaggio. Hans notò pure alterazioni importanti nella comunicazione e nel controllo delle emozioni, così come la tendenza a razionalizzare i sentimenti. Notò come l´empatia non fosse così matura come ci si potesse aspettare considerando le capacità intellettuali dei bambini.

La loro comprensione sociale era limitata, avevano difficoltà a farsi degli amici e la tendenza a sentirsi infastiditi. Si riscontrava pure una preoccupazione egocentrica per un interesse o una tematica specifica che dominava i loro pensieri, ed i bambini necessitavano, per compiti di autonomia, maggior assistenza di quanto ci si potesse aspettare. Hans Asperger osservò un´importante goffaggine nell´andatura e nella coordinazione ed un´estrema sensibilità di alcuni bambini a suoni o gusti particolari.

Asperger riteneva che queste caratteristiche potevano essere identificate in bambini fra i due ed i tre anni, anche se per altri bambini le stesse erano più evidenti alcuni anni dopo. Notò inoltre che alcuni genitori, in particolare i padri, sembravano condividere alcune caratteristiche della personalità con i loro figli. Scrisse che il quadro descritto fosse dovuto più a cause genetiche o neurologiche invece che a fattori psicologici o ambientali. Rimarcò che alcuni bambini possedevano talenti specifici che potevano portarli ad avere un´occupazione lavorativa e che alcuni potevano sviluppare relazioni sociali durature.

Asperger morì prima che il suo modello di comportamento divenisse ampiamente riconosciuto, poiché i suoi scritti erano in lingua tedesca e per cui poco tradotti. La prima persona ad usare il termine "sindrome di Asperger", fu la ricercatrice britannica Lorna Wing. Infine, dai primi anni 1990, le sue scoperte iniziarono a guadagnare l´attenzione del mondo scientifico, e oggi, la sindrome di Asperger è riconosciuta come diagnosi in molti paesi del mondo.


Medika - La Card della Salute

 

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Thu, 18 Feb 2021 09:15:30 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1253/1/giornata-mondiale-della-sindrome-di-asperger-18-febbraio-2021
Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile - 15 Febbraio 2021 https://www.mutualpass.it/post/1252/1/giornata-mondiale-contro-il-cancro-infantile-15-febbraio-2021 https://www.mutualpass.it/post/1252/1/giornata-mondiale-contro-il-cancro-infantile-15-febbraio-2021]]> Il 15 Febbraio, si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, International Childhood Cancer Day - ICCD, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità per informare e affrontare le problematiche dei bambini e degli adolescenti con tumore e delle loro famiglie.

In tutto il mondo, le associazioni dei familiari di bambini e adolescenti colpiti dal cancro, unite nel network globale Childhood Cancer International, danno vita a iniziative scientifiche e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, di sostegno e vicinanza ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie.

L'obiettivo è quello di eliminare il dolore e la sofferenza dei bambini che combattono il cancro e raggiungere almeno il 60% di sopravvivenza per le diagnosi in tutto il mondo entro il 2030, un raddoppio approssimativo dell'attuale tasso di guarigione.

In molti paesi a basso reddito, alla difficoltà di accedere alle cure, si aggiunge la quasi totale disattenzione al dolore: secondo l’OMS, nel 65.6% delle nazioni (l’Italia non è fra queste) non viene offerto un supporto palliativo, pertanto moltissimi bambini e adolescenti col cancro soffrono ingiustamente.

Il cancro nei bambini e negli adolescenti è una malattia curabile, ma continua a essere la principale causa di morte nei pazienti pediatrici, dopo le malattie infettive. A livello mondiale ogni anno sono diagnosticati circa 300 mila nuovi. In Italia, ogni anno, si ammalano di tumore (linfomi e tumori solidi) o leucemia circa 1400 bambini e 800 adolescenti.
Si stima che oggi in Italia ci siano più di 44.000 persone che hanno avuto un tumore da bambini e la loro età media è attualmente attorno ai 30 anni.

Grazie ai progressi degli ultimi decenni, circa l’80% dei malati guarisce, mentre per il restante 20% ancora non sono state individuate terapie efficaci. Negli ultimi anni si sono raggiunti eccellenti livelli di cura e di guarigione per le leucemie e i linfomi, ma rimangono ancora basse le guarigione per i tumori cerebrali, i neuroblastomi e gli osteosarcomi.


Fonte: OMS 

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Mon, 15 Feb 2021 10:37:04 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1252/1/giornata-mondiale-contro-il-cancro-infantile-15-febbraio-2021
Le 5 opere più belle di Francesco Hayez https://www.mutualpass.it/post/1250/1/le-5-opere-piu-belle-di-francesco-hayez https://www.mutualpass.it/post/1250/1/le-5-opere-piu-belle-di-francesco-hayez]]> Il 10 febbraio 1791 nasceva a Venezia Francesco Hayez. La famiglia, di umili origini, lo lascia in affidamento ad una zia benestante con cui crescerà. Fin da ragazzo, Francesco, manifestò uno straordinario talento artistico e frequento alcuni corsi pittorici all’Accademia delle Belle Arti. Comincia a dipingere grazie agli insegnamenti di Lattanzio Querena e agli studi di Tiziano.

Nel 1809 frequenta l’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, dove conosce Francesco Podesti e Antonio Canova, le cui sculture esercitano una notevole suggestione nel giovane Francesco.

La sua attività pittorica comincia a farsi più intensa, spostandosi tra Roma, Napoli, Venezia e Milano. Qui presenta "Pietro Rossi prigioniero degli Scaligeri" all'Accademia Brera, opera ritenuta dagli esperti il manifesto del romanticismo storico e che gli permetterà di entrare in contatto con personalità come il conte Arese e Alessandro Manzoni.

Hayez riceve molti incarichi di rilievo, come quello di affrescare il Palazzo Reale di Milano. Nel 1850 diviene professore di pittura all’Accademia di Brera, non abbandonando la sua produzione: è in questo periodo che dipinge il celebre “Bacio”. Francesco Hayez muore il 21 dicembre 1882 a Milano.

Nel giorno della sua nascita vogliamo celebrarlo con la nostra classifica delle sue 5 opere più belle:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Wed, 10 Feb 2021 09:38:29 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1250/1/le-5-opere-piu-belle-di-francesco-hayez
Giornata Mondiale contro il Cancro - 4 Febbraio 2021 https://www.mutualpass.it/post/1249/1/giornata-mondiale-contro-il-cancro-4-febbraio-2021 https://www.mutualpass.it/post/1249/1/giornata-mondiale-contro-il-cancro-4-febbraio-2021]]> Il 4 Febbraio di ogni anno, si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro, il World Cancer Day, istituita nel 2000 a Parigi durante il Summit mondiale contro il cancro per il nuovo millennio.

Lo scopo è di promuovere la ricerca, prevenire il cancro, migliorare i servizi per i pazienti, sensibilizzare e mobilitare la comunità globale.

Più di un terzo dei casi di cancro può essere prevenuto. Un altro terzo può essere curato se rilevato precocemente e trattato correttamente. Implementando strategie appropriate alla prevenzione, alla diagnosi precoce e al trattamento, possiamo salvare fino a 3,7 milioni di vite ogni anno.

Oggi sappiamo di più sul cancro che in ogni altro tempo. Investendo in ricerca e innovazione, abbiamo assistito a straordinarie scoperte nel campo della medicina, della diagnostica e della conoscenza scientifica. Più sappiamo, più progressi possiamo fare per ridurre i fattori di rischio, aumentare la prevenzione e migliorare la diagnosi, il trattamento e la cura.

Negli ultimi anni, le Nazioni Unite, l'Organizzazione mondiale della sanità e altre agenzie hanno riconosciuto l'urgente necessità di un impegno globale per andare verso un mondo senza cancro.

Oggi più della metà delle morti per cancro (circa il 65%) si sta verificando nelle parti meno sviluppate del mondo. Anche se si vive in un paese a più alto reddito, esistono ancora disuguaglianze nelle comunità a basso reddito, indigene, immigrate, rifugiate e rurali. Un accesso paritario alla prevenzione del cancro, alla diagnosi, al trattamento e all'assistenza può salvare molte vite umane.

Il 2019 segna il lancio della campagna "I Am and I Will" per il triennio 2019 - 2021. “Io Sono e Sarò” è un potenziamento dell'invito all'azione per l'impegno personale e rappresenta il potere delle azioni individuali intraprese ora per avere un impatto sul futuro. Una campagna pluriennale offre la possibilità di creare un impatto duraturo aumentando l'esposizione e l'impegno del pubblico, maggiori opportunità di costruire consapevolezza globale e azioni basate sull'impatto.

Chiunque tu sia, hai il potere di ridurre l'impatto del cancro per te, le persone che ami e per il mondo. È tempo di prendere un impegno personale.


Medika - La Card della Salute

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Thu, 4 Feb 2021 09:07:11 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1249/1/giornata-mondiale-contro-il-cancro-4-febbraio-2021
5 Film sull’Olocausto https://www.mutualpass.it/post/1248/1/5-film-sull-olocausto https://www.mutualpass.it/post/1248/1/5-film-sull-olocausto]]> Il 27 gennaio 1945 venivano abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, uno dei tanti creati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, teatri di uno dei genicidi più cruenti di tutti i tempi.

Quel giorno divenne da data simbolica della fine dell’olocausto degli ebrei, ricorrenza fondamentale per il ricordo di quegli eventi e della Shoah, la Giornata della Memoria, istituita ufficialmente dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005.

Vogliamo citare Primo Levi, celebre scrittore deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, che nel libro “Se questo è un uomo” scrive: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” 

Per ricordare e cercare di comprendere meglio la Shoah, abbiamo scelto 5 film sullo sterminio degli ebrei da guardare in occasione della Giornata della Memoria:

 

5 - Il diario di Anna Frank

Tre premi oscar per il film del 1959 diretto da George Stevens. La trama segue fedelmente il diario scritto dalla ragazza ebrea che racconta dagli anni della clandestinità ad Amsterdam, fino a poco tempo prima della deportazione nel campo di Bergen-Belsen, dove morì nel 1945.  

 

4 - Schindler's List

12 nomination e 7 Oscar conquistati per questo super Film cult del 1993 con la regia di Steven Spielberg. Nel cast figurano Liam Neeson e Raph Finnes e la trama è ispirata al romanzo omonimo di Thomas Keneally, che narra la storia vera di Oskar Schindler, imprenditore tedesco che riuscì a salvare un migliaio di ebrei

 

3 - La vita è bella

Sette nomination e tre Oscar anche per questo film del 1997, tra i più celebri sul tema, diretto e interpretato dall'attore italiano Roberto Benigni. La pellicola racconta di una famiglia ebrea italiana deportata in un campo di sterminio. Il protagonista, interpretato da Benigni, per rendere la permanenza meno drammatica, farà credere al figlio che la famiglia sta prendendo parte ad uno strano gioco con tanto di premio finale.

 

2 - La signora dello zoo di Varsavia

Il film del 2017 è ispirato a una storia realmente accaduta tratta dal libro “Gli ebrei dello zoo di Varsavia”, che racconta la storia di Antonina Żabińska. Insieme al marito, direttore dello zoo, cerca di difendere gli animali prossimi alla macellazione da parte dei tedeschi e conquistando la fiducia degli ufficiali nazisti, riescono a salvare centinaia di ebrei facendoli nascondere nella loro casa e tra le gabbie dello zoo.

 

1 - Train de vie - Un treno per vivere

Il film del 1998 diretto da Radu Mihaleanu e con la splendida colonna sonora di Goran Bregović, offre una rilettura tragicomica della Shoah. La trama racconta di un giovane, il pazzo del villiaggio, che nel 1941 torna al suo paese ebraico annunciando l'arrivo dei tedeschi. Con la sua comunità decide di inscenare la partenza di un finto treno di deportati per sfuggire ai nazisti: un treno che, in realtà, è diretto in Palestina.


Medika, la card della Salute

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Wed, 27 Jan 2021 09:49:56 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1248/1/5-film-sull-olocausto
21 Gennaio 2021 - Giornata degli Abbracci https://www.mutualpass.it/post/1247/1/21-gennaio-2021-giornata-degli-abbracci https://www.mutualpass.it/post/1247/1/21-gennaio-2021-giornata-degli-abbracci]]> Nata negli Stati Uniti a metà degli anni ’80, la Giornata degli Abbracci è diventata recentemente un evento mondiale, festeggiato il 21 gennaio di ogni anno. La giornata nasce ed è stata fissata in questo periodo che è ritenuto il più triste dell'anno perché segue le feste natalizie con il loro lascito di nostalgia.

Il difficile periodo che stiamo vivendo ha fatto vacillare tutte le nostre certezze, ha cambiato le nostre abitudini, ci ha letteralmente allontanati, ha messo a dura prova la nostra esigenza di socializzare, la voglia di comunicare, di stare insieme ed abbracciarci.

Si, perché non abbiamo solo voglia di abbracciarci, ne abbiamo bisogno. Abbracci e coccole scaldano il cuore e sono un vero e proprio toccasana per la salute. Sembra, infatti, che aiutino ad alleviare lo stress e addirittura prevenire le infezioni.

A sostenerlo è lo studio scientifico “Hugs Help Protect Against Stress and Infection” condotto dagli esperti della Carnegie Mellon University negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista "Psychological Science": ha confermato che anche un solo scambio d'affetto è sufficiente per ridurre i sintomi di una malattia e più se ne fanno, maggiore è l'effetto.

I ricercatori hanno interrogato 400 persone sui loro conflitti personali e sul tipo di supporto che hanno ricevuto. Li hanno quindi esposti a un comune virus del raffreddore e li hanno messi in quarantena. I risultati hanno mostrato che le persone che si sentivano supportate da familiari e amici avevano meno probabilità di cadere vittima di infezioni a causa di situazioni di stress. E gli abbracci sono risultati responsabili di un terzo dell'effetto protettivo del sostegno sociale.

Coloro che hanno avvertito affetto intorno a loro e hanno ricevuto più abbracci, hanno sperimentato meno sintomi gravi di malattia, indipendentemente dalla quantità di stress a cui erano stati sottoposti. Per Sheldon Cohen, professore di Psicologia, "l'apparente effetto protettivo degli abbracci può essere dovuto al contatto fisico o al sentimento di sostegno e di intimità che si prova. In entrambi i casi, coloro che li ricevono sono un po' più protetti dal contagio".

E noi non vediamo l’ora che questo brutto periodo sia passato per tornare ad abbracciarci e stare bene, intanto, nel rispetto di tutte le normative anticovid, molti ospedali ed RSA si sono attrezzate creando le Stanze degli Abbracci, strutture dove, nella totale sicurezza, è possibile abbracciare i propri cari.


Medika, la Card della Salute

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Thu, 21 Jan 2021 09:37:06 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1247/1/21-gennaio-2021-giornata-degli-abbracci
Le 5 opere più belle di Paul Cezanne https://www.mutualpass.it/post/1129/1/le-5-opere-piu-belle-di-paul-cezanne https://www.mutualpass.it/post/1129/1/le-5-opere-piu-belle-di-paul-cezanne]]> Il 19 gennaio 1839 nasceva ad Aix en Provence, in Francia, da famiglia benestante, Paul Cezanne. Da giovane intraprese gli studi giuridici che abbandonò in breve tempo per seguire la sua già presente vocazione artistica. Studio prima ad Aix e successivamente all’Academie Suisse di Parigi.

Visse tra Aix e Parigi, riuscendo a stringere rapporti di amicizia con i più illustri artisti dell’epoca, da Pissarro Renoir, da Sisley Monet. La sua arte cambiò lentamente grazie alle sue frequentazioni, il suo amore verso l’impressionismo, dapprima assente, cominciò a sbocciare.

Nel 1873, dopo aver partecipato alla guerra franco-prussiana, dipinse “la casa dell’impiccato”, opera che segna il vero e proprio inizio impressionista di Cezanne. Nel 1883 tornò definitivamente in Provenza, dedicandosi alla sua nuova vocazione artistica e dipingendo molti paesaggi cosi da esaltarne, attraverso il colore, le volumetrie delle forme.

I riconoscimenti e la consacrazione di Cezanne arrivarono prima nel 1895, con la sua mostra personale che fu un vero e proprio successo e poi bel 1904, con la grande esposizione al Salon d’Automne.  Ammalato di diabete, Paul trascorse gli ultimi anni di vita concentrandosi sui suoi soggetti preferiti, “Les grandes baigneuses” (Le grandi bagnanti),

Morì improvvisamente il 22 ottobre 1906 a seguito di una polmonite contratta qualche giorno prima durante una seduta di pitturen plein air.

 

Vogliamo ripercorrere la vita di questo straordinario artista attraverso le sue 5 opere più belle:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Medika, la Card della Salute

 

 

 

 

 
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Tue, 19 Jan 2021 10:36:25 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1129/1/le-5-opere-piu-belle-di-paul-cezanne
Da che parte va il bus? Ecco la soluzione dettagliata! https://www.mutualpass.it/post/1246/1/da-che-parte-va-il-bus-ecco-la-soluzione-dettagliata https://www.mutualpass.it/post/1246/1/da-che-parte-va-il-bus-ecco-la-soluzione-dettagliata]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno dei rompicapi apparentemente più semplici, ma che mette in crisi, è quello che ci chiede di capire in quale direzione si muove il bus nel disegno.

Il bus disegnato è a Messina. La domanda è: va a destra o a sinistra? In tanti hanno risposto in modo casuale, in particolare gli adulti che non sono riusciti a giustificare la risposta. I bambini invece si sono rivelati molto più attenti e astuti.

La risposta è "il bus va verso sinistra". Il motivo? Non si vede la portiera d'ingresso che solitamente è posta nel lato destro del mezzo, lì dove salgono i passeggeri. E i bimbi, soprattutto i più piccoli, hanno subito notato questo dettaglio. Per loro si è rivelato più semplice rispetto agli adulti perché più abituati a utilizzare i mezzi pubblici, alcuni di loro prendono il bus tutti i giorni per andare a scuola. E gli adulti ne sono usciti sconfitti senza attenuanti.


Medika, la Card della Salute

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Thu, 14 Jan 2021 09:43:44 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1246/1/da-che-parte-va-il-bus-ecco-la-soluzione-dettagliata
Messina prima del terremoto - La via Primo Settembre https://www.mutualpass.it/post/1214/1/messina-prima-del-terremoto-la-via-primo-settembre https://www.mutualpass.it/post/1214/1/messina-prima-del-terremoto-la-via-primo-settembre]]> Gli "gnuri" con le carrozze allineate accanto alla fontana Orione, splendida opera dello scultore toscano Giovan Angelo Montorsoli allievo di Michelangelo Buonarroti e qui collocata nel 1553 per celebrare la realizzazione del primo acquedotto cittadino, con l’antica pazienza della loro fatica di vivere attendono i clienti in piazza Duomo.

Fa da incomparabile sfondo scenografico alla fontana il settecentesco Palazzo Pulejo dell’architetto Giovan Francesco Arena. Intanto, ragazzini e ragazzine messinesi si sono accorti della presenza di un fotografo e si preparano ad una lunga posa davanti alla prodigiosa macchina che ferma le immagini. Dietro di loro, la monumentale facciata della Cattedrale consacrata nel lontano 22 settembre 1197 dall’arcivescovo benedettino Berardo Berzio alla presenza, nientedimeno che, dell’imperatore Enrico VI e della regina Costanza d’Altavilla, genitori di Federico futuro “stupor mundi”.

Dalla piazza ha inizio la via Primo Settembre, ma si chiamava “Austria” in onore del figlio di Carlo V, Don Giovanni, che a Lepanto si era coperto di gloria il 7 ottobre 1571. A progettarla era stato, l’anno successivo, l’architetto carrarese Andrea Calamech che aveva allineato in asse la fontana Orione e aveva collegato in linea dritta i due centri di potere della città: il Duomo e il Palazzo Reale. Cambiò poi nome quando l’1 settembre del 1847 i messinesi si ribellarono ai Borbone. All’inizio della via, a destra, si trova la chiesa trecentesca di Santa Maria del Graffeo intesa la “Cattolica”, di rito greco-latino e retta da un Protopapa. E poi, lo scenografico quadrivio delle “Quattro Fontane” all’incrocio con via Cardines, disegnate dal romano Giacomo Calcagni e realizzate due da ignoti scultori nel 1742 e le altre dal fiorentino Innocenzo Mangani nel 1666 e dal messinese Ignazio Buceti, nel 1714-17.

Superato l’elegante “Magazzino di Mode” di Antonino Gentile e il superbo prospetto colonnato del Palazzo Arcivescovile, oltre la chiesa e convento di San Gerolamo, ad angolo con la parte conclusiva del viale San Martino si erge la chiesa di San Giuseppe “a Palazzo” patrono dei falegnami messinesi, eretta nel 1489. Davanti all’ottocentesco, imponente Collegio Militare, incrociamo i giovani cadetti che inquadrati e perfettamente allineati in fila, rientrano dopo una giornata di esercitazioni.

La Stazione ferroviaria conclude la lunga via, allora come oggi, ma la città di allora sarà destinata a scomparire, era fatta “della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”.


Nino Principato

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Mon, 11 Jan 2021 08:12:11 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1214/1/messina-prima-del-terremoto-la-via-primo-settembre
MusikaTherapy - Elvis Presley vs. David Bowie https://www.mutualpass.it/post/1126/1/musikatherapy-elvis-presley-vs-david-bowie https://www.mutualpass.it/post/1126/1/musikatherapy-elvis-presley-vs-david-bowie]]> Oggi, 8 Gennaio, vogliamo festeggiare l'anniversario della nascita di due stelle tra le più brillanti del firmamento musicale di tutti i tempi, due geni rivoluzionari ed indimenticabili che hanno emozionato milioni di persone ed influenzato le generazioni future, Elvis Presley e David Bowie. 

Nonostante i generi musicali e lo stile dei due artisti sia molto diverso, i due sono sempre stati uniti da una grande stima e rispetto reciproco, tuttavia, i due non sono mai riusciti a collaborare.

Sarebbe stato uno degli accoppiamenti più insoliti nella storia della musica, eppure, secondo Dwight Yoakam, star della musica country, Elvis Presley avrebbe chiesto a David Bowie di essere il suo produttore.

In un'intervista al quotidiano americano Orange County Register, Dwight ha affermato che David Bowie, sei mesi prima della morte di Elvis, gli disse che Presley gli aveva telefonato chiedendogli di produrre il suo prossimo disco. "Era basato sul fatto che Elvis avesse ascoltato gli anni d'oro di Bowie, non potevo nemmeno immaginare che David Bowie del 1977 producesse Elvis. Sarebbe stato fantastico. Che non sia accaduto è una delle più grandi tragedie nella storia della musica pop.

Abbiamo provato a immaginare una vera e propria sfida a colpi di note, un testa a testa tra i 5 più bei capolavori dei due artisti scelti da noi!

 

1 - Jailhouse Rock (Presley) vs. Heroes (Bowie)

  

 

2 - Love me tender (Presley) vs. Space Oddity (Bowie)

  

 

3 - Surrender (Presley) vs. Life on mars (Bowie)

  

 

4 - In the ghetto (Presley) vs. 1984 (Bowie)

  

 

5 - Can't help falling in love (Presley) vs. Lazarus (Bowie)

  

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Fri, 8 Jan 2021 09:55:29 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1126/1/musikatherapy-elvis-presley-vs-david-bowie
Il Natale della Messina di un tempo https://www.mutualpass.it/post/1119/1/il-natale-della-messina-di-un-tempo https://www.mutualpass.it/post/1119/1/il-natale-della-messina-di-un-tempo]]> Quando a Messina si vedevano girare per le strade, prima del terremoto del 1908, i “ciaramiddhari” ed i “sonaturi orbi” con chitarra e violino, insieme al “picciottu” che oltre a guidarli nel cammino accompagnava la loro musica con l’”azzarino” (triangolo), era segno che si era già entrati nell’atmosfera natalizia.

Il Natale di casa nostra era fatto di queste piccole cose, che riempivano enormemente il cuore di letizia, di gioia, di serenità. Era fatto di “cone” (piccole grotte) col Bambin Gesù, allestite nelle case, nelle botteghe, nelle bettole e nelle strade, dove “sonaturi orbi” e “ciaramiddhari” cantavano e suonavano la novena.

Vecchi ciechi dai soprannomi non molto edificanti: “Ammazzapadre”, al secolo il celebre suonatore di liuto Carmelo Laurino, vestito sempre di nero e con un cappello a cilindro sopra il berretto, anche questo nero, di seta; “Cappiddazzu” e cioè don Lio Corso, il quale cantava le novene accompagnandosi col violino, raccomandando di dare la “strina” (strenna, mancia) al “picciottu” che lo guidava. E questi, con quanto fiato aveva in corpo, urlava: “E sanari a lu picciottu, s’arripezza lu capottu” (E “sanari” – piccola unità di misura monetaria – al garzone, si rattoppa il cappotto). Nelle case si preparava il “presepio” che, già prima del terremoto del 1908, era assediato dall’albero di Natale, moderna diavoleria che faceva scrivere con indignazione a Giuseppe Arenaprimo:

In talune case signorili predomina ora la moda dell’albero di Natale; cosa che non ha fra noi alcuna tradizione, che il popolino non comprende e che, come tutte le scimmiottaggini di oltremonte e di oltremare, guarda con indifferenza”.

Presepi che agli inizi del Novecento gareggiavano fra loro per monumentalità e complessità, come quello del cavaliere Calamarà che si sviluppava in ben sette stanze e quello del patriota Salvatore Bensaia, allestito nella sua modesta casa del borgo Portalegni e che si fregiava anacronisticamente dei fili telegrafici, delle locomotive a vapore e perfino di garibaldini che giocavano sotto il pergolato, presso un’osteria!

Una visita d’obbligo era anche quella che si faceva al miracoloso Bambinello di cera, opera di ceroplasta del ‘600, che nella chiesa di San Gioacchino aveva pianto prodigiosamente per ben 11 anni, dal 1712 al 1723 (oggi, la pregevole e preziosa statuetta, è custodita nella chiesetta di Gesù e Maria delle Trombe in via San Giovanni Bosco).

Giovanni Pascoli poi, a Messina dal gennaio 1898 e fino al 1902, chiamato per insegnare all’Università Letteratura latina, scriveva una delle sue più belle poesie dedicate al Natale, ispirato a quel fantastico presepe di luci, colori ed armonie che era Messina all’epoca: “Udii tra il sonno le ciaramelle/ho udito un suono di ninne nanne/Ci sono in cielo tutte le stelle/ci sono i lumi nelle capanne/Sono venute dai monti oscuri/le ciaramelle senza dir niente/hanno destato nei suoi tuguri/tutta la buona povera gente”.

Fra “nuviniddhari”, “ninnareddhe”, “pasturali” e la processione notturna “du Santu Bamminu” che allora come oggi si muove dal tempio di S. Francesco d’Assisi all’Immacolata alle 3 del mattino del 25 dicembre, ci si avvicinava al cenone di Capodanno.

I messinesi del primo Novecento erano soliti prendere d’assalto la pescheria sull’ansa portuale, comprando murene, capitoni e le rituali anguille del Faro (allora chiamate “anghiddi du pantanu”), celebratissime nei simposi romani e ricordate dagli scrittori dell’antichità: tutti alimenti che non potevano mancare nella grande cena dell’ultimo dell’anno.

Nell’attesa di apparecchiare la tavola, si passava il tempo giocando. Giochi di una volta, che sono rimasti in vita fino a qualche anno fa e che, oggi, sono stati annientati da nevrastenici e dispendiosi “baccarat”, che niente hanno del gioco come sincero divertimento fine a se stesso: il sette e mezzo, il mercante in fiera, la tombola con i fagioli o i ceci utilizzati per segnare i numeri estratti. Tombola che – molti non sanno – solo dopo la metà del secolo XVIII è stata introdotta nella nostra città come gioco casalingo natalizio.

Gli uomini prediligevano la “primiera”, la “scopa”, lo “scopone”, la “briscola” ed il “tresette”, ma non disdegnavano qualche gioco d’azzardo, come la “marreddha”, e lo “zicchinettu”. Per i bambini, invece, c’erano il “giufalè” ed il “paru o sparu” con le nocciole.

In molte case si leggeva collettivamente il “Viaggiu dulurusu di Maria Santissima in Betlemmi”, opera popolare di un certo Annuleru, stampata a Palermo nel 1868. E, finalmente, giungeva il momento tanto atteso: il cenone. Piatti di “pasta a timballu” (maccheroni con carne di vitello, olio, cipolla, aglio, prezzemolo, alloro, pomodori, mezzo bicchiere di vino rosso e l’immancabile pecorino grattugiato) o “pasta a picchiu pacchiu”, condita con un sugo a base di crema di cipolla, pomodori pelati, aglio, basilico, melanzane ed acciughe, coloravano la tavola imbandita.

Poi, era la volta delle “anghiddi” in umido o arrostite e del baccalà, oggi come allora incontrastato protagonista del cenone di fine anno: “baccalaru ‘nfurnatu”, “baccalaru all’agru e duci”, “baccalaru frittu”. A far da cornice, notevoli quantità di forme di pane circolare col buco (“pucciddhati”). Quindi, “cauluciuri a pastetti” da accompagnare al secondo. Chi se lo poteva permettere, continuava la teoria delle portate con la carne di maiale, perché: “Santu Nicola e Santu Natali, biatu cù ll’havi ‘u beddu maiali!”.

Altrimenti: “Pani e vinu rinforza ‘u schinu”. Il momento del dolce era fra i più attesi e qualcuno, anche oggi, in barba a panettoni e pandoro industriali, prodotti del più becero e vieto consumismo, prepara “risu niuru” (riso cotto con il latte, con aggiunta di zucchero e cacao fondente, cosparso da briciole di cioccolato e polvere di cannella), “biancomangiare” (latte, amido per dolci, zucchero ed un pizzico di vaniglia a formare una crema guarnita con pezzetti di cioccolato fondente, cacao o scorzette d’arancia candite, tagliate a filetti molto sottili), “cutugnata”, “mustarda” e perfino “sangunazzu” (interiora riempite di sangue animale, bollite in maniera da condensare il sangue e, poi, messe a freddare), che oltretutto serviva egregiamente  anche a combattere il freddo.

Dopo lo sgranocchio degli “scacci”, noci, nocciole e castagne, giungeva la mezzanotte ed il nuovo anno. Così, fra gli auguri (“Campammu n’autru annu!”, “Bona fini e bon principiu!”), se ne andava anche la notte di San Silvestro. Un santo che a Messina protegge i “becchi” (cornuti), a causa di una leggenda ben radicata in ambito cittadino, che narra come non gli fu mai possibile di custodire la sorella, che gliene combinava di tutti i colori.


Nino Principato

 

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Thu, 24 Dec 2020 09:23:56 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1119/1/il-natale-della-messina-di-un-tempo
Bizzarri comportamenti ittiologici https://www.mutualpass.it/post/1241/1/bizzarri-comportamenti-ittiologici https://www.mutualpass.it/post/1241/1/bizzarri-comportamenti-ittiologici]]> Osservare nel loro ambiente naturale le meravigliose creature che popolano i nostri fondali ci consente alcune volte di assistere e documentare strani comportamenti a cui spesso non riusciamo a dare una esaustiva spiegazione ma che sicuramente destano la nostra curiosità.

Nel breve filmato possiamo osservare l'atteggiamento di due giovani esemplari di pesce Pappagallo, Euscarus cretensis, Linneo, 1758, specie abbastanza diffusa nelle acque dello Stretto di Messina, mentre si scambiano un energico contatto con le bocche, non certamente come gesto di affetto, ma verosimilmente per comunicare un preciso dissenso.

Ognuno vede nell’altro un intruso da allontanare dal proprio territorio. Tali gesti e reazioni comportamentali sono spesso di difficile interpretazione e costituiscono l’aspetto più importante della disciplina chiamata etologia che nel campo della zoologia generale, corrisponde allo studio ed alla ricerca delle cause che determinano il comportamento negli animali.


Ignazio Rao

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Tue, 15 Dec 2020 09:40:06 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1241/1/bizzarri-comportamenti-ittiologici
Pan - Knut Hamsun https://www.mutualpass.it/post/1244/1/pan-knut-hamsun https://www.mutualpass.it/post/1244/1/pan-knut-hamsun]]> Nel 1920 lo scrittore norvegese Knut Hamsun vinse il premio Nobel per la Letteratura grazie al romanzo Il risveglio della terra del 1917. All’epoca Hamsun era uno scrittore famoso in tutto il mondo per i romanzi Fame (1890), Pan (1894), Victoria (1898) e Misteri (1892) e per il racconto La regina di Saba presente in Siesta (1897). A prescindere dallo schieramento politico e dalla formazione culturale non c’era scrittore che non amasse Hamsun: da Ernest Hemingway, che lo considerò un maestro, al comunista Bertolt Brecht, fino al conservatore Thomas Mann, sebbene Hamsun, negli anni della seconda guerra mondiale, commise l’enorme errore di aderire al nazismo, perché vi rintracciava la difesa dei valori della terra e, quando cadde il Terzo Reich e in Norvegia si ripristinò la monarchia costituzionale, fu internato in manicomio diventando il capro espiatorio di un’intera nazione. Di quest’ultima esperienza Hamsun racconterà alla venerata età di novant’anni nel diario Per i sentieri dove cresce l’erba.

A prescindere dalle sue posizioni politiche folli e deprecabili e per molti versi inspiegabili, considerando che i protagonisti delle sue opere letterarie sono perlopiù vagabondi e nullatenenti lunatici, Hamsun è uno scrittore che merita di essere letto.

Lo scrittore norvegese è il degno erede di Dostoevskij e di Nietzsche nella descrizione del nichilismo e la crisi dei valori di fine Ottocento. Inoltre è uno di quegli autori che si può effettivamente dire che sia nato col dono della scrittura. In lui c’è un lirismo senza pari ed è stato uno dei primi a capire l’importanza del monologo interiore e del flusso di coscienza per descrivere la soggettività dei personaggi con i loro deliri, le loro illusioni, le loro allucinazioni e i loro sogni. Quella di Hamsun è una scrittura fortemente impressionista che colpisce come un pugno allo stomaco, perché riesce a far sì che la psicologia del personaggio diventi un tutt’uno con la realtà che lo circonda. Possiamo dire che Hamsun è stato il Munch della letteratura. Nelle sue opere è difficile distinguere il paesaggio dalla psiche e questa è una qualità che soltanto i grandi scrittori possiedono.

In Fame, ad esempio, il protagonista è un giornalista disperato e angosciato che fatica ad andare avanti e che patisce la fame. Ogni volta che racimola qualche soldo lo sperpera, i suoi innamoramenti sono vane illusioni che lo portano a diventare uno stalker e quando rimane chiuso fuori dall’ostello si fa chiudere in cella e inizia ad avere allucinazioni per la troppa fame. Se uno volesse avere una raffigurazione letteraria dell’Urlo di Munch non può far altro che leggere questo romanzo.

L’opera su cui però mi voglio soffermare è Pan, romanzo di una bellezza incommensurabile che non sente il trascorrere del tempo e in cui si rintraccia una freschezza rara nei romanzi contemporanei.

Il protagonista è il tenente Glahn, un uomo solitario che ha deciso di fuggire la società per vivere in una capanna nella natura verdeggiante e onirica del Nordland. Nei confronti della Natura prova una devozione mistica e, come il dio Pan, riesce a essere un tutt’uno con essa respirando la libertà autentica della vita selvaggia. Accompagnato dal fedele cane Esopo, Glahn si arrangia a vivere andando a caccia o a pesca e di tanto in tanto va in città per rifornirsi al magazzino del sale del signor Mack, che ha una figlia adolescente di sedici anni di nome Edvarda. Glahn si innamora perdutamente della ragazza e per lei proverà un amore impossibile e alienante che lo indurrà a mettersi in discussione. Come può un solitario asociale e misantropo sentirsi a proprio agio in società? Travolto da un desiderio ossessivo e autodistruttivo Glahn sarà vittima dei capricci e degli sbalzi d’umore di Edvarda. Il protagonista vivrà così una viscerale lotta interiore tra l’essere sé stessi e il dover essere e quindi tra la Natura e la Società che disprezza ma a cui per amore è costretto a piegarsi. Hamsun intende interrogarci su come possa vivere nella società un uomo libero dalle convenzioni e non disposto a compromessi che considera il mondo moderno falso e che trova la massima rappresentazione nei valori e nelle etichette della borghesia.

Per amore di Edvarda, con cui si fidanza, Glahn è disposto a fare vita sociale, ma il disagio che prova a comportarsi come ci si aspetta lo induce a compiere dei gesti stravaganti in ribellione agli standard sociali: come ad esempio quando in una gita al lago lancia in acqua la scarpetta della fidanzata perché accecato dalla gelosia nei confronti del dottore, un amico della famiglia Mack che prova un profondo affetto per l’adolescente e che di tanto in tanto redarguisce nella speranza che possa migliorare i propri modi. Incapace di incatenare la sua libertà panica il tenente si trova alla fine obbligato a rinunciare a questo amore impossibile e ripiega verso Eva, una giovane donna sposata che ama Glahn con tutta sé stessa.

Se Edvarda è espressione dell’amore impossibile, menzognero e onirico che spinge all’autodistruzione, Eva è invece l’incarnazione dell’amore puro, innocente e vero della realtà. Alla fine così come la Natura cambia ciclicamente con le stagioni, allo stesso modo anche le passioni variano insieme alla psiche del protagonista, che si ritroverà a inseguire entrambe le donne senza sapere effettivamente quello che desidera.

La prima volta che ho fatto la conoscenza di Knut Hamsun è stato in Svezia quando con la mia famiglia abbiamo preso il volo da Stoccolma a Umeå. La compagnia di volo era norvegese e, a parte l’avvenenza delle assistenti di volo, mi ricordo che dall’oblò vidi un aereo della medesima compagnia con raffigurato un giovane uomo con gli occhiali leggermente imbronciato e sotto la scritta Knut Hamsun. All’epoca non sapevo chi fosse ed ero in fissa per Strindberg di cui avevo visitato il museo la casa blu a Stoccolma.

Non sapevo che Hamsun avesse scritto Pan, ma quando con la famiglia siamo andati alla casa a mare di un’amica ho vissuto una situazione di selvaggia pienezza simile a quella che prova Glahn nel romanzo. La casa a mare era sulla spiaggia, molto lontano da Umeå (la città del giocatore del Milan Gunnar Nordahl), ed era attraversata da un fiumiciattolo che arrivava a mare e rendeva l’acqua dolce come se si fosse dentro a un fiume. Il mare era sabbioso e si toccava per metri e metri. In alto, nel tardo cielo estivo dal chiarore diffuso, volavano i gabbiani indisturbati, come se fossero abituati alla presenza umana, e accanto c’era una foresta di betulle che si stendeva per chilometri come una lunga macchia verde.

A lungo l’unica opera che lessi di Hamsun fu il racconto La regina di Saba, poi un mio amico musicista mi disse un giorno già avevo aperto la libreria – che un suo amico gli aveva prestato Fame e Pan e gli erano piaciuti talmente tanto che voleva sapere se avessi dei libri di questo autore. Bene, questo mio amico fu l’unico che comprò libri di Hamsun finché durò l’attività. Il suo entusiasmo però mi contagiò e anch’io mi misi a leggere con voracità le opere di questo scrittore.

Purtroppo venderlo è sempre stato difficile. Ogni volta che qualcuno voleva essere consigliato su autori classici dimenticati io provavo la carta Hamsun, ma si rivelava fallimentare. Sistematicamente quando arrivavo al punto che lo scrittore era stato un nazista e che all’età di novant’anni era stato internato in un ospedale psichiatrico, alla fine il cliente si infervorava e non c’era più niente da fare. Si intestardiva a dire che gli scrittori fascisti dovrebbero essere messi al bando e, quando gli spiegavi che anche Pirandello era fascista, a quel punto quello affermava che non era la stessa cosa ed era inutile dirottarlo su altri libri, alzava i tacchi e se ne andava indignato. Dopo qualche settimana quello stesso cliente ritornava e io, memore del suo comportamento, evitavo di dirottarlo su colui che non deve essere nominato.

Ora voglio dire, non è che Hamsun sia Hitler. Inoltre a quel tempo purtroppo molte persone di genio hanno aderito per convinzione o convenienza al nazismo. Adesso che facciamo non leggiamo Céline perché era uno sporco borghese nazista e antisemita? Non leggiamo D’Annunzio perché era un nazionalista, Pirandello perché per opportunismo ha aderito al fascismo e Curzio Malaparte perché prima di diventare comunista è stato fascista? Il fatto che all’epoca si disprezzasse la borghesia è un dato di fatto e il nichilismo è una terra di nessuno dove, se ti va bene tiri le conclusioni di Camus, ma che, se ti fai trascinare dal male, arrivi ai totalitarismi.

A furia di censurare gli scrittori per le loro posizioni politiche e non dare una possibilità alle loro opere di essere lette si arriverebbe a negare persino il valore letterario di Dostoevskij perché era uno slavofilo antisemita.

Tuttavia è sbagliato fermarsi alla superficie e infatti quando leggiamo Delitto e castigo, L’idiota o I fratelli Karamazov rimaniamo positivamente colpiti dal fatto che Dostoevskij ci insegni che la speranza sia l’ultima a morire, che anche nel malvagio ci sia possibilità di redenzione attraverso la sofferenza interiore e che non ci sia niente di più importante del valore e della dignità della vita umana.

Allo stesso modo io dico che bisogna dare una possibilità a questo povero capro espiatorio di Knut Hamsun, che per le sue idee politiche sbagliate ha pagato abbastanza a causa di una società ipocrita – non c’è niente di più disumano che mandare in manicomio uno scrittore di novant’anni per le sue esternazioni politiche quando tutti i norvegesi all’epoca erano nazisti – e che il suo genio letterario è indubbio.

Di certo non è inferiore al grande Franz Kafka che, al pari di Hamsun, ha portato il monologo interiore e il flusso di coscienza a livelli sublimi, e merita altrettanto rispetto.

Alla fine tutto sta nell’avere pensiero critico e quindi nel saper distinguere ciò che è bene da ciò che è male.

Probabilmente la scelta di vivere esclusivamente del lavoro in fattoria e degli introiti come scrittore l’hanno portato a guardare con sospetto alla società borghese, alla democrazia liberale e all’ideologia del progresso. Tuttavia alla radice del suo disprezzo a mio modo di vedere ci deve essere stata l’esperienza come migrante negli Stati Uniti d’America e l’aver fatto in gioventù lavori precari. Per Hamsun il lavoro volto al semplice guadagno è da disprezzare perché annulla l’uomo. Inoltre l’influsso che ha avuto la cultura tedesca nella sua formazione l’ha portato ad avere una sorta di riverenza per tutto ciò che è tedesco e quando si ama troppo qualcosa si rischia di prendere un abbaglio.

Molto spesso l’assegnazione del premio Nobel per la Letteratura crea un polverone di polemiche, per cui alla fine non si è contenti del vincitore. All’epoca invece perfino grandissimi scrittori come Thomas Mann asserirono che nessuno meritava il premio quanto Hamsun. Nel secondo dopoguerra Ernest Hemingway dichiarò che Hamsun gli aveva insegnato a scrivere; mentre nel nuovo millennio Karl Ove Knausgård, il più importante scrittore norvegese contemporaneo, ha ricordato Hamsun nella saga autobiografica La mia battaglia, che sfortuna vuole che in norvegese si scriva Min kamp ricordando per assonanza quello scempio di Mein kampf di Hitler.

In conclusione Hamsun invita a metterci in discussione nel profondo minando le nostre certezze e le nostre convenzioni sociali insegnandoci come in Pan che, l’unica alternativa tra la verità e la menzogna e tra la natura e la realtà, è il sogno:

 

«Amo tre cose, dico allora. Amo il sogno d’amore di un tempo, amo te e amo quest’angolo di terra.»

 «E cosa ami di più?»

 «Il sogno.»

 

D’altra parte, come scrive Shakespeare nella Tempesta, non siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni?


Roberto Cavallaro - Un Libro per Stare Bene

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Fri, 11 Dec 2020 09:36:10 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1244/1/pan-knut-hamsun
10 Dicembre 2020 - Giornata Mondiale dei Diritti Umani https://www.mutualpass.it/post/1238/1/10-dicembre-2020-giornata-mondiale-dei-diritti-umani https://www.mutualpass.it/post/1238/1/10-dicembre-2020-giornata-mondiale-dei-diritti-umani]]> Il 10 Dicembre di ogni anno viene celebrata la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.

La data scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ricorda l'approvazione, nel 1948, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un documento fondamentale che proclama i diritti inalienabili, che ognuno possiede in modo insito in quanto essere umano, indipendentemente da razza, colore, religione, sesso, lingua, opinione politica o di altro tipo, origine nazionale o sociale, proprietà, nascita o altra situazione.  È il documento più tradotto al mondo, disponibile in più di 500 lingue.

La Dichiarazione definisce valori universali e un livello comune da raggiungere per tutti i popoli e tutte le nazioni. Stabilisce pari dignità e valore ad ogni persona e, grazie ad essa, la dignità di milioni di persone è stata salvaguardata e sono state poste le fondamenta per un mondo più giusto. 

I diritti umani sono al centro degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), poiché in assenza di dignità umana non possiamo sperare di guidare lo sviluppo sostenibile.

Il tema della Giornata dei diritti umani di quest'anno si riferisce alla pandemia COVID-19 e si concentra sulla necessità di ricostruire assicurando che i diritti umani siano al centro degli sforzi di recupero. Raggiungeremo i nostri obiettivi globali comuni solo se saremo in grado di creare pari opportunità per tutti, affrontare i fallimenti derivanti dall’epidemia COVID-19 e applicare gli standard sui diritti umani per affrontare disuguaglianze, esclusione e discriminazione.

Il 10 dicembre è un'opportunità per riaffermare l'importanza dei diritti umani nella ricostruzione del mondo che vogliamo, la necessità di solidarietà globale, nonché la nostra interconnessione e umanità condivisa.


Daniele Di Bartolo

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Thu, 10 Dec 2020 09:48:20 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1238/1/10-dicembre-2020-giornata-mondiale-dei-diritti-umani
“La Lupa": Ecco perchè si chiama cosi la nebbia dello Stretto https://www.mutualpass.it/post/1245/1/-la-lupa-ecco-perche-si-chiama-cosi-la-nebbia-dello-stretto https://www.mutualpass.it/post/1245/1/-la-lupa-ecco-perche-si-chiama-cosi-la-nebbia-dello-stretto]]> “LA LUPA”: LA NEBBIA DELLO STRETTO. PERCHÉ SI CHIAMA COSÌ

di Enzo Caruso

In particolari condizioni atmosferiche, nello Stretto di Messina appare una nebbia che si distribuisce tra le due coste provocando drastiche riduzioni della visibilità, molto pericolose soprattutto per la navigazione marittima.

Intesa tradizionalmente dai pescatori come “La Lupa”, la nebbia è determinata dallo scorrimento di masse d’aria calda sulla superficie marina molto più fredda, la quale genera vapore acqueo che si satura e si condensa in strati di nubi bianche, alte tra 100 e 200 metri, che dal mare si spingono fino alla fascia costiera.

Nella maggior parte dei casi la nebbia insorge nelle ore notturne e al primo mattino, per poi cominciare a dissiparsi a partire dalla tarda mattinata, non appena il sole, con il riscaldamento dell’aria, rompe lo strato d’inversione termica che l’ha alimentata.

Sono stati diversi gli autori e gli studiosi che hanno cercato di dare una spiegazione alla scelta del termine “lupa” per indicare il fenomeno; tutte definizioni alquanto pittoresche e poco convincenti, più legate alla paura che la nebbia induce nei naviganti quando si trovano ad orientarsi con visibilità ridotta al minimo.

Fra le tesi più attendibili c’è quella che vuole che il nome “lupa” derivi dal suono, simile a un ululato, emesso dalle imbarcazioni per segnalare la propria posizione in mare in caso di nebbia, mediante l’utilizzo di quella conchiglia marina chiamata localmente “brogna”; un suono di segnalazione ripreso dalle navi in epoca moderna.

Lo studio della Dott.ssa Grazia Musolino, storica dell’Arte, già Dirigente della Soprintendenza ai BB. CC. AA. e successivamente del Museo Regionale di Messina, ha dato un prezioso contributo all’interpretazione del mistero, partendo da una attenta disamina di un’opera esposta presso il Museo Regionale, riportata in “Archivio Storico Messinese”, n. 2, del 2016, pp. 235-236 (“Un’aggiunta al catalogo messinese di Nunzio Rossi”) e risalendo indietro nel tempo, fino a collegarlo al mito greco di Scilla e Cariddi

Il quadro preso in esame è la Madonna della Lettera tra i Santi Pietro e Paolo, dipinto da Nunzio Rossi (N. Napoli 1626 ca/Sicilia? – M. dopo il 1650) originariamente esposto nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo o dei Crociferi.

“In esso, la suggestiva falce è ripresa da un punto di vista rialzato; manca ovviamente la cittadella edificata nel 1647, mentre è ben evidente il forte del SS. Salvatore e la Lanterna, ma non si individua bene l’arsenale (1565); a destra si vede la torre mozza e il lembo estremo delle mura di fortificazione della città. Lo stretto con la costa calabra è ben evidente.

Attenzionando meglio la costa calabra è possibile notare una estesa macchia di colore bianco che per la sua forma assume la forse non casuale sagoma di una testa canina, con il collo allungato, che si dirige verso Scilla.

Ritendo che la chiave di lettura per l’interpretazione di questa porzione pittorica o se vogliamo di questo soggetto, la possa suggerire la leggenda che ruota intorno al mito di Scilla. 

Si narra che Scilla era una bellissima ninfa che viveva in Calabria ed era solita recarsi sulla spiaggia di Zancle per fare il bagno nelle sue acque. Una sera, vicino alla spiaggia, vide apparire dalle onde Glauco, un dio marino metà uomo e metà pesce che si innamorò di lei. Ma Scilla, alla sua vista, fuggì terrorizzata lasciandolo solo nel suo dolore.

Glauco si recò allora dalla maga Circe per chiederle un filtro d'amore per far innamorare la ninfa, ma Circe, desiderando il dio per sé, preparò una pozione malefica che versò in mare.

Quando Scilla s'immerse in acqua, vide crescere molte altre gambe di forma serpentina accanto alle sue. Spaventata fuggì dall'acqua, ma, specchiandosi in essa, si accorse che si era completamente trasformata in un gigantesco mostro con sei enormi teste di cane lungo il girovita.

Per l'orrore, Scilla si gettò in mare e andò a vivere nella cavità di uno scoglio emettendo ululati nella notte”.

    

La mitologia e le leggende hanno sempre tratto ispirazione dai fenomeni naturali osservati; il particolare effetto acustico, simile ad un ululato, generato dalla peculiare conformazione delle rocce e degli scogli attraversati dal vento, così come i vortici marini che si creano in prossimità della costa messinese, hanno portato alla creazione della storia dei mostruosi guardiani dello Stretto: Scilla e Cariddi.

“In particolare, nelle varie epoche - continua Grazia Musolino -  la morfologia della ninfa Scilla si consolida sull’aspetto canino del mostro, come in parte descritto nell’autore da Omero nell’Odissea, XII, 112: La costei voce altro non par che un guaiolar perenne di lattante cagnuol, ma Scilla è atroce mostro, ha dodici piedi e sei lunghissimi colli e su ciascuno spaventosa una testa”

Così da Ovidio nei libri XIII-XIV delle Metamorfosi e da Virgilio nell’Eneide, III:

«Nel destro lato è Scilla; nel sinistro / È l’ingorda Cariddi. Una vorago / D’un gran baratro è questa, che tre volte / I vasti flutti rigirando assorbe, / E tre volte a vicenda li ributta / Con immenso bollor fino a le stelle.

Scilla dentro a le sue buie caverne / Stassene insidiando; e con le bocche / De’ suoi mostri voraci, che distese / Tien mai sempre ed aperte, i naviganti / Entro al suo speco a sè tragge e trangugia. / Dal mezzo in su la faccia, il collo e ’l petto / Ha di donna e di vergine; il restante, / D’una pistrice immane, che simíli / A’ delfini ha le code, ai lupi il ventre. / Meglio è con lungo indugio e lunga volta / Girar Pachino e la Trinacria tutta, / Che, non ch’altro, veder quell’antro orrendo, / Sentir quegli urli spaventosi e fieri / Di quei cerulei suoi rabbiosi cani(Virgilio, Eneide)

In conclusione, da un effetto acustico, generato dal vento che, in particolari condizioni atmosferiche, spira tra le rocce del versante calabrese dello Stretto di Messina, simile ad un ululato, osservato dagli antichi naviganti, è nato il mito di Scilla, enorme mostro circondato alla cinta da teste canine.

Probabilmente il manifestarsi del fenomeno è associato alla comparsa della nebbia nello Stretto, insidioso pericolo per i naviganti che, per avvertire della presenza della loro imbarcazione, utilizzano “la brogna”, particolare conchiglia capace di emettere un caratteristico suono, assimilabile ad ululato, oggi simile al segnale di allarme usato dalle moderne navi.

Dalla mitologia greca rileviamo infatti che la conchiglia veniva usata sin dall’antichità come tromba; difatti Tritone, figura mitologica, figlio di Poseidone dio del mare e della nereide Antifritite, aveva un corno di conchiglia che col suo suono calmava la tempesta e annunciava l’arrivo del mare.

Non è escluso quindi che Nunzio Rossi nel XVII secolo, nella sua opera la “Madonna della Lettera tra i Santi Pietro e Paolo”, esposta nella sale del Museo Regionale di Messina, metta proprio in evidenza il fenomeno dipingendo la testa di un lupo bianco sulla costa calabra dello Stretto: LA LUPA!

 

     


Articolo di Enzo Caruso

Foto in copertina di Marco Familiari

 

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Wed, 9 Dec 2020 09:29:33 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1245/1/-la-lupa-ecco-perche-si-chiama-cosi-la-nebbia-dello-stretto
L’incredibile segreto del colonnato di San Pietro https://www.mutualpass.it/post/1237/1/l-incredibile-segreto-del-colonnato-di-san-pietro https://www.mutualpass.it/post/1237/1/l-incredibile-segreto-del-colonnato-di-san-pietro]]> Il 7 dicembre 1598, a Napoli, nasceva Giovan Lorenzo Bernini, noto come Gian Lorenzo Bernini, scultore, urbanista, architetto, pittore, scenografo e commediografo italiano.

Bernini è considerata la massima espressione della cultura figurativa barocca e le sue opere conobbero un successo clamoroso che domina tuttora la scena europea.

Innumerevoli sono i capolavori dell’artista partenopeo, tra i più famosi ricordiamo Apollo e Dafne, l’estasi di Santa Teresa, la Santa Bibiana, la Barcaccia di piazza di Spagna e la fontana di Tritone a Roma.

Quello che vogliamo raccontarvi oggi è forse, in assoluto, il più importante: il colonnato di Piazza San Pietro. Nel 1656, l’allora Papa Alessandro VII Chigi commissionava a Gian Lorenzo Bernini la realizzazione del grandioso porticato che delimita la piazza.

Secondo alcuni documenti dell’epoca sembrerebbe che il Papa non fosse molto soddisfatto dei progetti presentati da Bernini, tra l’altro costati “qualche migliaio di scudi”.

Gian Lorenzo riuscì a sorprendere il Papa, realizzando, dopo ben 11 anni di lavori, uno dei capolavori più belli dell’arte. Utilizzò una pianta ovale, con un duplice arco di cerchio a fiancheggiare uno spazio rettangolare, chiusa da due portici colonnati semicircolari a materializzare l’abbraccio della Chiesa ai fedeli, ma anche agli “eretici, per riunirli alla Chiesa e gl’Infedeli per illuminarli alla vera fede".

In tutto sono presenti 284 colonne di ordine dorico e ottantotto pilastri in travertino di Tivoli. Le colonne vengono disposte su quattro file con diametro man mano sempre in aumento partendo dalla prima fila fino alla quarta e ultima fila, alle cui sommità vi sono 162 statue di santi.

La finezza che rende l’opera una vera e propria prova di perfezione non solo artistica ma anche tecnica, sta in due dischi di pietra posti nella pavimentazione di piazza San Pietro con la scritta “centro del colonnato”, a segnare il fuoco dell’ellisse del colonnato. Il visitatore, posizionandosi su ognuno di loro, ha l’impressione che le quattro file di colonne siano in realtà una sola.


Daniele Di Bartolo 

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Mon, 7 Dec 2020 08:57:58 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1237/1/l-incredibile-segreto-del-colonnato-di-san-pietro
Gli onorevoli duellanti ovvero Il mistero della vedova Siemens - Giorgio Dell’Arti https://www.mutualpass.it/post/1240/1/gli-onorevoli-duellanti-ovvero-il-mistero-della-vedova-siemens-giorgio-dell-arti https://www.mutualpass.it/post/1240/1/gli-onorevoli-duellanti-ovvero-il-mistero-della-vedova-siemens-giorgio-dell-arti]]> Quando il 22 gennaio del 1909 al centro della prima pagina del Corriere della Sera apparve un trafiletto sulla morte del generale Tancredi Saletta, senatore del regno e ex capo di stato maggiore dell’esercito italiano, nessuno poteva prevedere il polverone politico che di lì a poco sarebbe scoppiato. Altre erano le notizie urgenti che richiedevano maggiore spazio: come il bilancio di quattro miliardi della Francia e le ultime notizie dalle zone terremotate del messinese e del reggino, dove ancora si rilevavano delle scosse sismiche, e qualche articolo breve sulle misure intraprese e le onorificenze conferite per la gestione del post-terremoto, tra quest’ultime significativa la Gran Croce conferita dal re di Spagna (Alfonso XIII) alla regina Elena per il soccorso prestato ai feriti del sisma.

Quando nei giorni successivi la stampa diede risalto alla relazione tra il generale Saletta e la giovane e attraente dama del gran mondo Eleonora Füssli, vedova di uno dei figli del magnate tedesco dei telegrafi Carl Siemens, alcuni deputati, come l’onorevole Eugenio Chiesa (esponente dei repubblicani), insinuarono che la vedova Siemens fosse una spia a causa delle frequentazioni assidue con gli alti ranghi dell’esercito (tra cui anche il generale e nuova fiamma Luigi Fecia di Cossato) e, quel che è peggio, avendo avuto accesso alla casa del generale nelle ultime ore di vita e presieduto come esecutore testamentario all’apertura del testamento, fosse venuta in possesso di segreti militari.

In Gli onorevoli duellanti ovvero Il mistero della vedova Siemens, edito da La Nave di Teseo, lo scrittore e giornalista Giorgio Dell’Arti (fondatore e direttore di Anteprima, fondatore de Il Venerdì di Repubblica e curatore del torneo “Romanzo popolare 2020” di Robinson) ricostruisce la storia dei cinque duelli che nel 1910 hanno scosso il Parlamento italiano e che hanno visto come protagonista l’onorevole Eugenio Chiesa, repubblicano mazziniano filo-francese, interventista negli anni della Grande Guerra e militante antifascista negli ultimi anni di vita.

Chiesa è un politico ardimentoso che per i propri ideali è disposto anche a fare a pugni e a sfidare in duello chi non lo prende in giusta considerazione o a costringerlo a rimangiare le sue dichiarazioni. Si troverà così sfidato in ben cinque duelli dal generale Fecia di Cossato per aver offeso la sua onorabilità e la reputazione della vedova Siemens, dal generale e sottosegretario alla Guerra Giuseppe Prudente per avere messo in discussione l’operato dell’esercito, dal figlio o nipote della vedova Siemens e infine dal figlio e dal nipote della marchesa Litta, amante dei re Vittorio Emanuele II e Umberto, che presero le difese della parente cortigiana settuagenaria offesa dal deputato, seppur utilizzò le proprie arti amatorie per il bene della nazione.

Che cosa ne sarà dei duelli? Chiesa ne uscirà indenne?    

Sebbene il libro sia definito nella copertina un romanzo, a mio parere è in realtà un saggio biografico e di cronaca a valenza letteraria come quelli in cui eccellevano Sciascia, Consolo, Flaiano e Parise.

I personaggi non hanno una profondità psicologica come quelli che ci si aspetta in un romanzo e la trama è strettamente legata ai fatti storici e documentali con rare concessioni alla fantasia, come ad esempio quando i giornalisti inseguono i duellanti in un inseguimento tragicomico tra le strade della Roma della Belle Époque.

Detto questo, a mio parere il libro è ben riuscito e mi ha entusiasmato respirare l’atmosfera dell’epoca grazie ai riferimenti agli articoli di cronaca, alle interrogazioni e dibattiti parlamentari e agli excursus sulla politica e sulla società del tempo.

Lo stile leggero e ricco di humour cattura l’attenzione del lettore, che si ritrova catapultato nell’Italia liberale giolittiana in cui corruzione e arrivismo si intrecciano con riforme politiche, economiche e sociali e una società in rapido cambiamento.

In quest’opera troviamo anche molti riferimenti a politici e a fatti di cronaca, come la gestione del terremoto di Messina del 1908, che hanno contrassegnato la storia d’Italia.

Interessante l’analisi dell’evoluzione legislativa del duello, con un riferimento anche al duello fatale dell’onorevole e poeta Felice Cavallotti. Pur già sapendo la storia del politico radicale la tristezza che ho provato è stata la stessa di quando appresi nell’adolescenza dell’infelice morte di Puškin nel duello contro quel dannato francese di D’Anthès. Il problema dei duelli è che anche le più grandi menti vi possono trovare la morte.

I duelli del 1910 hanno inoltre qualcosa di tragicomico che mi ricorda tanto I duellanti di Conrad e non qualcosa di galante come in Le relazioni pericolose di Laclos o Guerra e Pace di Tolstoj o di epico romantico come in La figlia del capitano e Eugenio Onegin di Puškin.

In conclusione se vi piace la storia e i fatti di cronaca legati alla Belle Époque sicuramente questo è un libro che vi affascinerà e vi farà conoscere qualcosa in più della storia d’Italia.


Roberto Cavallaro - Un Libro Per Stare Bene

 

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Fri, 4 Dec 2020 10:13:17 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1240/1/gli-onorevoli-duellanti-ovvero-il-mistero-della-vedova-siemens-giorgio-dell-arti
3 Dicembre 2020 - Giornata Internazionale delle persone con disabilità https://www.mutualpass.it/post/1243/1/3-dicembre-2020-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita https://www.mutualpass.it/post/1243/1/3-dicembre-2020-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita]]> Il 3 dicembre di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, proclamata nel 1992 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili.

Le Nazioni Unite, dal 2006, hanno adottato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, che ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza, inclusione e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società.

La Convenzione invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili e permettere di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo.

Il tema scelto per la giornata 2020 è 'Non tutte le disabilità sono visibili' e si concentra sulla diffusione della consapevolezza e della comprensione delle disabilità che non sono immediatamente evidenti, come malattie mentali, dolore cronico o stanchezza, disturbi della vista o dell'udito, diabete, lesioni cerebrali, disturbi neurologici, differenze di apprendimento e disfunzioni cognitive, tra gli altri.

Secondo il Rapporto mondiale dell'OMS sulla disabilità, il 15% della popolazione mondiale, più di 1 miliardo di persone, vive con disabilità. Di questi, si stima che circa 450 milioni vivano con una condizione mentale o neurologica e due terzi non cercheranno assistenza medica professionale, in gran parte a causa di discriminazione e abbandono.

Si stima che altri 69 milioni di individui subiscano lesioni cerebrali traumatiche ogni anno in tutto il mondo e un bambino su 160 viene identificato nello spettro dell'autismo.

Durante la pandemia di COVID-19, l'isolamento, la disconnessione, le routine interrotte e la riduzione dei servizi hanno avuto un grande impatto sulla vita e sul benessere mentale delle persone con disabilità in tutto il mondo. Diffondere la consapevolezza delle disabilità invisibili, così come di questi impatti potenzialmente dannosi per la salute mentale, è fondamentale poiché il mondo continua a combattere il virus.

Fondamentale è l’impegno delle istituzioni ma anche quello di ogni cittadino per permettere integrazione e pari dignità alle persone affette da disabilità.


Medika, la Card della Salute

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Thu, 3 Dec 2020 10:36:50 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1243/1/3-dicembre-2020-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita
1 Dicembre 2020 - Giornata Mondiale contro l’AIDS https://www.mutualpass.it/post/1242/1/1-dicembre-2020-giornata-mondiale-contro-l-aids https://www.mutualpass.it/post/1242/1/1-dicembre-2020-giornata-mondiale-contro-l-aids]]> Si celebra l’1 Dicembre, in tutto il mondo, la Giornata Mondiale contro l’AIDS. Fondata nel 1988 è stata la prima giornata mondiale della salute ed è diventata una delle principali ricorrenze, oltre che un’opportunità per sensibilizzare sul problema ed esprimere solidarietà alle persone affette da AIDS.

Il tema per il 2020 è " Porre fine all'epidemia di HIV / AIDS : resilienza e impatto".

Nel mondo sono circa 36,7 milioni le persone che hanno contratto il virus e, nonostante la sindrome sia stata identificata nel 1984, oltre 35 milioni quelle morte a causa dell’AIDS una delle pandemie più distruttive della storia.

Molti sono i progressi scientifici fatti, soprattutto negli ultimi anni, e molte sono le leggi adottate per proteggere le persone affette dalla sindrome. Nonostante ciò, i decessi dovuti all’AIDS e alle malattie correlate, continuano ad essere molti, a causa dell’accesso scadente alle cure, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, e alla scarsa consapevolezza e prevenzione.

L’accesso alle terapie riduce la possibilità di trasmissione di circa il 97 e oggi, la vera sfida, è quella di garantirlo ai milioni di persone bisognose di cure.

La giornata mondiale contro l’AIDS rappresenta così un’importante occasione per promuovere prevenzione e assistenza, combattere i pregiudizi e sollecitare i governi e la società civile, ricordando di sostenere le persone che convivono con l'HIV tutto l'anno.


Medika, la Card della Salute

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Tue, 1 Dec 2020 10:14:48 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1242/1/1-dicembre-2020-giornata-mondiale-contro-l-aids
Le 5 ville più belle di Andrea Palladio https://www.mutualpass.it/post/1233/1/le-5-ville-piu-belle-di-andrea-palladio https://www.mutualpass.it/post/1233/1/le-5-ville-piu-belle-di-andrea-palladio]]> Il 30 novembre 1508 nasceva a Padova il celeberrimo architetto Andrea Palladio.

Di umili origini, Andrea, fin da giovanissimo comincia l’apprendistato come scalpellino presso Bartolomeo Cavazza. Il trasferimento della famiglia a Vicenza lo porta a conoscere alcuni degli scultori e costruttori più importanti dell’epoca. Nel 1535 l’incontro con Giangiorgio Trissino dal Vello d’Oro influenzerà molto la sua carriera futura.

Nel 1537 realizza la villa di Geromalo Godi a Lonedo di Lugo di Vicenza e da li comincia la costruzione di una lunga serie di meravigliose ville in tutto il Veneto.

Nel 1554 intraprende un viaggio a Roma, in compagnia di Marco Thiene e di Giovanni Battista Maganza, allo scopo di preparare la prima edizione del trattato "De architectura" di Vitruvio con traduzione. Rientrato in Veneto, dedica la propria opera alla costruzione di opere religiose a Venezia.

Nel 1570 pubblica il trattato intitolato "I quattro libri dell'architettura", che illustra gran parte delle sue creazioni ed è il più famoso trattato di architettura rinascimentale, considerato anticipatore dello stile dell'architettura neoclassica, in grado di influenzare tutta l’architettura dei secoli successivi. Nel 1574 si occupa delle Sale di Palazzo Ducale a Venezia ed esegue alcuni studi per la facciata della Basilica di San Petronio a Bologna.

A Vicenza realizza la sua ultima, maestosa costruzione: il Teatro Olimpico. All'interno di uno spazio chiuso vengono riportati i motivi del teatro classico romano, mentre le prospettive profonde oltre i portali esaltano un concetto di dinamismo spaziale molto moderno. Il 19 agosto del 1580 Andrea Palladio muore all'età di 72 anni, in condizioni economiche non buone e per cause mai ben accertate.

Nell’anniversario della sua nascita vogliamo celebrarlo con le 5 ville più belle da lui progettate:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mon, 30 Nov 2020 08:03:55 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1233/1/le-5-ville-piu-belle-di-andrea-palladio
Le 5 opere più belle di Magritte https://www.mutualpass.it/post/1229/1/le-5-opere-piu-belle-di-magritte https://www.mutualpass.it/post/1229/1/le-5-opere-piu-belle-di-magritte]]> Renè Magritte nasce a Lessines, in Belgio, il 21 novembre 1898. L’infanzia è segnata da un episodio che lo condizionerà per tutta la vita, il suicidio della madre recuperata nel fiume Sambre con la camicia da notte avvolta sulla testa. Questo particolare rimane così impresso da essere ricorrenti in alcuni dipinti come gli amanti.

A 18 anni si iscrive all’accademia delle belle arti di Bruxelles, dove mette a frutto il suo interesse per la pittura. Nel 1919 espone la sua prima tela intitolata “Trois Femmes”.

Nel 1923 vende il suo primo dipinto, un ritratto della cantante Evelyn Brélin.

I suoi inizi da pittore si muovono dentro correnti cubiste e futuriste per svoltare, grazie alla scoperta delle opere di Giorgio De Chirico, verso il surrealismo. Nel 1925 dipingerà la prima opera surrealista "Le Jockey perdu".

Nel 1927 si tiene la sua prima mostra, a Bruxelles, dove espone 61 opere. Dal 1940 al 1947 sperimenta un nuovo stile pittorico, più “solare” per poi dedicarsi al vache, parodia del fauvismo.

Dopo un ultimo, lungo periodo di spostamenti, negli anni ‘60, tra Cannes, Montecatini e Milano, René Magritte muore il 15 agosto 1967 a Bruxelles nella sua casa di rue des Mimosas, dopo un breve periodo in ospedale.

Nel giorno della sua nascita vogliamo celebrarlo con la nostra classifica delle sue 5 opere più belle:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sat, 21 Nov 2020 08:56:03 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1229/1/le-5-opere-piu-belle-di-magritte
20 Novembre 2020 - Giornata dell’Infanzia https://www.mutualpass.it/post/1239/1/20-novembre-2020-giornata-dell-infanzia https://www.mutualpass.it/post/1239/1/20-novembre-2020-giornata-dell-infanzia]]> La Giornata Mondiale dell'Infanzia è stata istituita nel 1954 e viene celebrata il 20 novembre di ogni anno come giorno di fratellanza e comprensione tra i bambini in tutto il mondo, per promuovere l'unione internazionale e il miglioramento del loro benessere delle giovani generazioni.

La data scelta fu quella del 20 novembre, il giorno in cui l'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, nel 1959, e la Convenzione sui diritti del fanciullo, nel 1989.

La Convenzione è il trattato internazionale sui diritti umani più ampiamente riconosciuto e stabilisce una serie di diritti dei bambini, tra cui il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione e al gioco, così come il diritto alla famiglia, alla protezione dalla violenza, alla non discriminazione e all’ascolto della loro opinione.

Secondo l’UNICEF, ogni anno milioni di bambini in tutto il mondo sono vittime di violenze. In ogni Paese, cultura e a ogni livello sociale i bambini subiscono varie forme di abuso, abbandono, sfruttamento e violenza.

Abusi che avvengono nelle case, nelle scuole, nelle istituzioni, al lavoro, nelle comunità, durante i conflitti armati e i disastri naturali. In molti paesi, le punizioni corporali e gli abusi sessuali sono ancora ancora pratiche di violenza contro i bambini legali e socialmente approvate.

Crescere subendo violenza e abusi condiziona pesantemente lo sviluppo, la dignità e l’integrità fisica e psicologica di un bambino.

La Giornata mondiale dell'infanzia offre a ciascuno di noi uno stimolo importante per sostenere, promuovere e celebrare i diritti dei bambini, traducendosi in dialoghi e azioni che costruiranno un mondo migliore per i bambini.


Medika, la Card della Salute

Illustrazione: Oriana Finanze

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Fri, 20 Nov 2020 09:49:54 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1239/1/20-novembre-2020-giornata-dell-infanzia
Le 10 opere più belle del Prado https://www.mutualpass.it/post/1227/1/le-10-opere-piu-belle-del-prado https://www.mutualpass.it/post/1227/1/le-10-opere-piu-belle-del-prado]]> Il 19 novembre 1819, 201 anni fa, fu aperto il Museo del Prado di Madrid, in Spagna, tra le più importanti pinacoteche mondiali.

Si trova nel centro della capitale spagnola, in un edificio progettato dall’architetto Juan de Villanueva, e al momento della sua apertura venne chiamato Museo Real de Pinturas, perché al suo interno erano esposti quadri provenienti dalla collezione reale spagnola e trasferiti lì da varie parti del paese.

Nei suoi primi anni ospitava circa 300 opere, quasi tutte spagnole. Poi sono arrivate migliaia di altre opere, anche dall’estero.

Oggi è il più importante e visitato museo d’arte di Spagna e dispone di una pregiata collezione di 8.600 quadri e oltre 700 sculture che vanno dal Dodicesimo al Ventesimo secolo.

Vogliamo proporvi la nostra classifica delle 10 tra le più belle e rappresentative opere esposte oggi al Museo del Prado:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Thu, 19 Nov 2020 08:49:22 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1227/1/le-10-opere-piu-belle-del-prado
Gente nel tempo - Massimo Bontempelli https://www.mutualpass.it/post/1236/1/gente-nel-tempo-massimo-bontempelli https://www.mutualpass.it/post/1236/1/gente-nel-tempo-massimo-bontempelli]]> Una delle novità più importanti in campo editoriale di quest’anno è stata la nascita di Utopia, giovane casa editrice milanese composta prevalentemente da trentenni motivati e preparati che si pone l’obiettivo di riproporre scrittori e saggisti italiani e stranieri che si sono distinti o continuano a distinguersi in campo letterario. Nell’attesa che il 26 novembre esca in libreria Economia dell’imperduto della poetessa e critica letteraria Anne Carson, possiamo apprezzare già tre titoli in commercio tra cui Gente nel tempo di Massimo Bontempelli.

Uscito a puntate sulla Nuova Antologia nel 1936 e in seguito pubblicato in volume nel 1937, Gente nel tempo è un romanzo fortemente innovativo non soltanto perché segna uno dei punti più alti nella carriera letteraria dello scrittore comasco ma anche perché consolida il genere letterario da lui inventato: il realismo magico, che consiste brevemente nella scoperta del senso magico della vita dato dall’irruzione dell’assurdo nell’esistenza delle persone comuni.

Per Bontempelli ci sono aspetti dell’essere umano che rintracciamo nella vita di tutti i giorni e che incredibilmente abbattono le barriere dello spazio e del tempo. Così il sentimento materno può indurre una donna a rintracciare il figlio prematuramente scomparso in un altro bambino figlio di un’altra donna come in Il figlio di due madri (1929); la bellezza senza fiato di Adria determina il suo progressivo distaccamento dal marito, dai figli e dalla società per impedire che i fatti esterni e le incombenze quotidiane possano scalfire il suo volto e segnare così il proprio trionfo sul tempo come in Vita e morte di Adria e dei suoi figli (1930); e così una maledizione detta in punto di morte può segnare in maniera indelebile la vita di una famiglia come per l’appunto in Gente nel tempo.

Ispirato alla storia vera della famiglia Vietina del borgo toscano di Montignoso, i cui membri morivano incredibilmente allo scadere ferreo di un determinato tot di anni, Gente nel tempo narra della storia della famiglia ligure Medici del paese immaginario di Colonna, vittima della maledizione della Gran Vecchia che, nel giorno della morte avvenuta domenica 26 agosto 1900, predice che ogni cinque anni morirà un membro della famiglia fino all’estinzione della stirpe. Per il figlio Silvano, la moglie e cugina Vittoria e le due figlie Dirce e Nora si prepara così una lotta contro il tempo, per poter essere felici in barba a un destino crudele che elimina l’imprevedibilità, il caso e il mistero dalla vita.

I personaggi non reagiscono però allo stesso modo alla maledizione caduta sulla famiglia, che vede anche la partecipazione del paese con l’abate Clementi, che tiene un diario in cui segna i fatti salienti della vita di Colonna nel quale le vicende dei Medici ricoprono un ruolo rilevante, e le macabre scommesse su chi morirà per prima piazzate dagli avventori dell’osteria, che ricordano l’attuale clima di sospensione sull’esito delle elezioni presidenziali americane.

Se Silvano non riesce a svincolarsi dall’autorità materna, dimostrando tutta la sua inettitudine davanti a una maledizione che gli grava addosso come un macigno; Vittoria cercherà la felicità in una nuova storia d’amore, vissuta come un’evasione alle spalle del marito, mentre le figlie Dirce e Nora crescendo prenderanno sempre più consapevolezza della maledizione e faranno di tutto per sottrarsi alla sua ineluttabilità.

Gran parte del romanzo è ambientato alla villa la Coronata, casa prigione-rifugio della famiglia Medici, ma un ruolo importante, soprattutto nella seconda parte, è svolto dalla città di Milano, che rappresenta una sorta di cartina tornasole degli eventi storici, come l’emigrazione in America e la Grande Guerra.

Molte però sono le città italiane menzionate nel romanzo. Da Venezia, speranza di un sogno d’amore irrealizzabile, alla deludente Roma, fino a Messina, dove Nora e Dirce faranno giusto una toccata e fuga, per poi risalire lo stivale e sperare con lo svago di sfuggire alla morte e alla spasmodica attesa dell’ineluttabile che, in un certo senso, per i protagonisti è ancora peggio della morte stessa.

Chi soccomberà alla maledizione della Gran Vecchia? Qualcuno riuscirà a farla franca e a che prezzo?

Con una scrittura essenziale e ben congeniata Massimo Bontempelli ha scritto un romanzo pieno di suspense, ironia e dramma in cui si compenetrano realtà e immaginazione.

Utopia si lancia così nel mercato editoriale con un romanzo da tempo introvabile nella speranza che per i lettori diventi un sempreverde. Sfidando la maledizione della Gran Vecchia, Gerardo Masuccio e la sua squadra si sono gettati in un’avventura a cui auguro il più florido successo.

Oltre al romanzo recensito di Massimo Bontempelli, vincitore del premio Strega nel 1953 con L’amante fedele, Utopia ha pubblicato il romanzo La famiglia di Pascal Duarte dello spagnolo Camilo José Cela, vincitore del premio Nobel nel 1989, e il saggio Avventura dell’uomo di Piero Scanziani.


Roberto Cavallaro - Un Libro per Stare Bene        

           

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Mon, 16 Nov 2020 10:00:01 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1236/1/gente-nel-tempo-massimo-bontempelli
13 Novembre 2020 - Giornata della Gentilezza https://www.mutualpass.it/post/1235/1/13-novembre-2020-giornata-della-gentilezza https://www.mutualpass.it/post/1235/1/13-novembre-2020-giornata-della-gentilezza]]> "Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre." (Platone)

Il 13 novembre di ogni anno, dal 1997, si festeggia la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata in Giappone per ricordare che la gentilezza ci aiuta a vivere meglio nella società, riduce l’ansia ed è contagiosa poiché viene dal cuore.

Essere gentili non costa nulla e fa stare meglio, ce lo ricorda il World Kindness Movment (Movimento Mondiale della Gentilezza), nato con lo scopo di incitare ogni cittadino a raggiungere il benessere comune proprio attraverso la Gentilezza.

Uno studio condotto nel 2011 dall’Università di Harvard mostra che otto settimane di esercizi finalizzati ad allenare la gentilezza hanno effetti positivi sulla salute di pazienti cardiopatici, "con un abbassamento della pressione sanguigna e un maggiore livello di benessere”, spiegano gli autori: “A sopravvivere e prosperare insomma non sarà il più forte, ma il più gentile”.

La frenetica quotidianità spesso ci fa perdere di vista la necessità di essere rispettosi verso gli altri e questa giornata ci aiuta a riflettere sulle opportunità e benefici nel trattare l’altro con gentilezza e amore. Dobbiamo ricordarlo ogni giorno ma oggi, in particolare, proponiamoci una semplice “Buona Azione” gentile che possa cominciare a far cambiare i nostri atteggiamenti e lavorare per una società più garbata.

E tu, che gesto di gentilezza hai in mente di fare oggi?


Medika, la Card della Salute

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Fri, 13 Nov 2020 09:17:23 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1235/1/13-novembre-2020-giornata-della-gentilezza
12 Novembre 2020 - Giornata Mondiale della Polmonite https://www.mutualpass.it/post/1234/1/12-novembre-2020-giornata-mondiale-della-polmonite https://www.mutualpass.it/post/1234/1/12-novembre-2020-giornata-mondiale-della-polmonite]]> Ogni anno dal 2009, il 12 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Polmonite, il più grande killer infettivo di adulti e bambini. Nel 2019 ha causato la morte di 2,5 milioni di persone, inclusi 672.000 bambini.  

Quest'anno la pandemia globale di COVID-19 sta aumentando drasticamente le morti per polmonite, potrebbero infatti aggiungersi le 1,9 milioni di vittime causate dal virus.

La polmonite è una delle principali cause di morte nei bambini sotto i cinque anni nonostante sia facilmente prevenibile e curabile. Sebbene i vaccini e altri sforzi preventivi stiano riducendo il peso della malattia, c’è ancora molto da fare, soprattutto nei paesi a più basso reddito.

Molti paesi in Africa, Asia e America Latina, alle prese con pesanti fardelli di COVID-19 e morti per polmonite infantile, hanno bisogno di strategie efficaci per combattere entrambi.

In questa giornata mondiale auspichiamo che i governi e le altre parti interessate garantiscano che il massiccio sforzo per controllare la pandemia contribuisca a ridurre tutte le altre infezioni respiratorie e le morti tra bambini e adulti a lungo termine.

Combattere la polmonite e salvare migliaia di vite è possibile, servono consapevolezza e prevenzione!


Medika, la Card della Salute

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Thu, 12 Nov 2020 10:42:43 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1234/1/12-novembre-2020-giornata-mondiale-della-polmonite
Una stella marina che si raddrizza https://www.mutualpass.it/post/1232/1/una-stella-marina-che-si-raddrizza https://www.mutualpass.it/post/1232/1/una-stella-marina-che-si-raddrizza]]> Le Stelle di Mare sono animali che appartengono al Gruppo Tassonomico degli Echinodermi di cui fanno parte anche i ricci di mare, le oloturie, i gigli di mare e le ofiure o stelle serpentine. Le più salienti per la loro simmetria, sono le stelle appartenenti alla “classe Asteroidea”. Questi straordinari animali che comprendono circa 2000 specie, popolano il mare da tempi antichissimi, e vivono sui fondali di tutti i mari, da pochi centimetri di profondità, sino agli abissi. 

Il loro corpo ha una forma appiattita con un disco centrale da cui si dipartono le braccia che generalmente sono cinque ma che in alcune specie possono essere più numerose. Sono animali molto eleganti per la loro forma e per la diversità del colore del corpo. Numerose specie ed individui, possono essere facilmente osservate e fotografate a bassa profondità.

Un aspetto particolarmente curioso ed interessante di questi esseri viventi, è la capacità di assumere la normale posizione, nel caso in cui abbiano subito un ribaltamento, che per le specie che vivono sui fondi sabbiosi ed a bassa profondità è dovuto generalmente al moto ondoso anche  poco violento, e siano rimasti sul fondale in posizione capovolta senza potersi muovere e quindi essere facile preda di altri animali.

La natura ha provveduto anche a questo e come possiamo osservare nel filmato che ritrae un esemplare di Stella Marina, appartenente alla Specie Atropecten jonstoni, Delle Chiaje, 1825; con uno straordinario movimento delle braccia, riassumono velocemente la posizione corretta e riprendono rapidamente la loro normale postura, indispensabile per la ricerca del cibo, per sfuggire ai predatori e per tutte le funzioni della loro interessante ed affascinante biologia.


Ignazio Rao

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Tue, 10 Nov 2020 10:07:31 +0000 https://www.mutualpass.it/post/1232/1/una-stella-marina-che-si-raddrizza