Arte e devozione nella mostra "Il Cristo dei Minori"

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In sintonia con filosofia e finalità di “Quadro Clinico”, evento tenutosi a gennaio nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, che ha creato un ponte estetico, emotivo e culturale tra arte e salute, il team di MutualPass ha scelto di condividere, promuovere e divulgare, assieme all’artista Piero Serboli ed al critico d’arte Mosè Previti, l’iniziativa dei Frati Minori Conventuali di Messina “Il Cristo dei Minori”. Una mostra di bozzetti grafici, eseguiti in occasione del concorso nazionale indetto nel 1991 e vinto dal maestro Tiburzi, per la scelta del Crocifisso da realizzare all’interno della Chiesa di San Francesco all’Immacolata, dove sarà inaugurata venerdì 8 giugno alle ore 19. La mostra, che si concluderà lunedì 18 giugno, rientra in una serie di eventi religiosi che riguardano la basilica di S. Francesco d’Assisi all’Immacolata: la Novena in onore di S. Antonio di Padova, che terminerà mercoledì 13 giugno con la processione della statua del Santo alle ore 18, i 30 anni dalla canonizzazione della beata Eustochia, i 28 anni dalla collocazione dell'altare devozionale ed appunto i 25 anni dalla intronizzazione del Crocifisso del Tiburzi di Volterra.  

Due i motivi che hanno indotto Mutualpass a sposare tale idea: l’interesse verso l’arte e la conoscenza del territorio, nella convinzione che ci sia una stretta correlazione tra emozioni e stato di salute di un persona. L’arte può diventare, così, una potente risorsa di benessere, non soltanto per l’ormai riconosciuto valore terapeutico, ma anche per la sua capacità di sensibilizzazione e creazione di una “coscienza culturale”.

Il Crocifisso di Tiburzi è una delle opere sacre più importanti della città di Messina. La sua genesi è un documentato, scientifico e lungimirante processo di committenza guidato da una regia preparata ed accorta, alla quale hanno fatto sponda le istituzioni ecclesiastiche e politiche, i fedeli, gli intellettuali, i lavoratori e uomini e donne comuni in un coro organico, che ancora oggi ha come risultato più commovente e straordinario la grande figura bronzea che pende dalla croce sull’altare maggiore della chiesa di San Francesco all’Immacolata. La realizzazione risale al 1993 ed è l’esito di un articolato progetto che ha in Giuseppe Fanara, all’epoca rettore del tempio di San Francesco, e in Pepé Spatari, noto operatore culturale cittadino, i due principali animatori.  Il Crocifisso di Tiburzi, nome d’arte dell’artista volterrese Fabrizio Ricciardi, venne collocato sull’altare maggiore della chiesa il 18 marzo del 1993.

Fu avviato un concorso, presieduto dal Centro Italiano Promozione Rassegne d’Arte (C.I.P.R.A.), che nel 1991 invitò 200 artisti a produrre bozzetti e progetti per la creazione di un Crocifisso bronzeo. Alla chiamata risposero in 134, dei quali 78 produssero e inviarono bozzetti e studi entro i termini prescritti. La giuria selezionò dieci finalisti per la produzione dei bozzetti plastici in scala 1:5: Antonino Amore, Paola De Gregorio, Giuseppe Farina, Michela Giustolisi, Giovanni Guglielmo, Leone Sinibaldi, Giulio Tamburrini, Giacomo Tarantola, Tiburzi e Marcello Tommasi.  Furono esposti durante il mese di marzo del 1992 e Tiburzi venne ritenuto il vincitore. La figura del Cristo, alta tre metri, venne fusa sotto l’occhio dell’artista presso la fonderia Domus Dei Sud e installata sull’altare della Chiesa il 17 marzo del 1993.

Bozzetti plastici, progetti e documenti sono archiviati e custoditi nei locali del convento. Questo ingente e prezioso patrimonio è stato donato dai Frati minori conventuali al Comune di Messina per renderlo sempre fruibile a visitatori e studiosi. La mostra di 30 lavori selezionati tra quelli proposti vuole essere una sorta di saluto ed un omaggio in grado di rinnovare i legami di fede e cultura che hanno reso possibile questa prestigiosa committenza.

Grazie all’entusiasmo ed al lavoro di MutualPass si è scelto di mettere in mostra i progetti più curati e originali, cercando di fornire una visione d’insieme di questo straordinario momento d’arte sacra, che coinvolse la comunità ed il mondo artistico nazionale.  Qualità, diversità stilistica e organicità globale sono stati i criteri cardine per vagliare le opere in mostra. 

Omar Menolascina