mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ MutualPass - La Card Salute è Benessere it-it Tue, 16 Jul 2019 10:00:33 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@emovus.it (Emovus srls) info@emovus.it (Emovus srl) Mediacontent http://www.mutualpass.it/vida/foto/logo.png mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ Sorelle - Bernard Minier http://www.mutualpass.it/post/1045/1/sorelle-bernard-minier http://www.mutualpass.it/post/1045/1/sorelle-bernard-minier]]> Torna in libreria la saga thriller con Martin Servaz scritta da Bernard Minier e targata Nave di Teseo.

Il 28 maggio del 1993 vengono trovati nella Garonna, all’Ile du Ramier di Tolosa, i cadaveri di due ragazze ventenni, sorelle, stranamente vestite da prima comunione e legate a due tronchi. Sotto l’ala protettiva di Kowalski il giovane poliziotto Martin Servaz si trova a dover risolvere il suo primo caso in compagnia del collega segaligno Mangin, un poliziotto che quando gli è permesso non va troppo per il sottile.

A Martin la vita sembra stargli sfuggendo di mano. Sono trascorsi quattro anni da quando suo padre si è suicidato a causa dello stupro e omicidio della moglie da parte di due malviventi, avvenuto quando Martin aveva solo otto anni, e la moglie Alexandra — che di mestiere fa la hostess — è sempre più distaccata e teme che lo tradisca con qualche aviatore.

Al lavoro Servaz non è visto di buon occhio per i capelli lunghi, l’aria da intellettuale dovuta alla passione per la letteratura e agli anni trascorsi alla facoltà di lettere di Tolosa e al fatto di essere un raccomandato.

L’intenzione di Martin era quella di fare lo scrittore, ma poi suo padre si è suicidato e ha deciso di dare una svolta alla propria vita iscrivendosi all’accademia di polizia. Nel giro di breve tempo ha portato a termine il percorso di studi e in parte per il talento mostrato e in parte per la raccomandazione di uno zio poliziotto si è ritrovato al SRPJ di Tolosa. L’unica sua consolazione è data dalla figlia Margot, che lo riempie di affetto ogni qualvolta rientra a casa dal lavoro.

Per Martin è giunto il momento di dimostrare il suo valore e svoltare definitivamente pagina. Le due sorelle Ambre e Alice Oesterman risiedevano al residence universitario Daniel Faucher — residence in cui anch’io ho vissuto quando ho fatto l’Erasmus a Tolosa — e nel giro di breve tempo la polizia scopre che erano due fan accanite di Erik Lang, uno scrittore di gialli autore di best seller come La communiante (La comunanda).

Tutte le prove sembrano andare contro allo scrittore, che con le ragazze intratteneva un rapporto epistolare molto intenso e lascivo fin da quando erano adolescenti. Inoltre l’incontro animato avuto con Ambre al quai de la Daurade mentre lei passeggiava con il suo ragazzo sfigato sembra convalidare l’ipotesi della polizia.

Soltanto che quando la polizia sembra avere Lang in pugno arriva il colpo di scena. Cédric Dhombres, uno studente della facoltà di medicina dell’università Paul Sabatier e collega di Ambre, viene trovato impiccato nella sua stanza del Daniel Faucher con una confessione del duplice omicidio che sembra togliere ogni dubbio e scagiona Erik Lang.

Nel 2018, ben venticinque anni dopo il duplice omicidio delle sorelle Oesterman, Amalia Lang, la moglie di Erik, viene trovata morta nel suo appartamento vestita da prima comunione — esattamente come Ambre e Alice — dopo essere stata morsa dai serpenti tropicali del marito. Per il capitano Martin Servaz è tutto troppo familiare. Il passato ritorna con tutti i suoi strascichi e la morte della moglie dello scrittore riapre anche il caso delle sorelle Oesterman. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato e adesso il capitano Servaz non può più permettersi di sbagliare.

Chi è il vero assassino? Perché c’è sempre in mezzo lo scrittore Erik Lang? Chi è l’uomo senza pietà di cui Dhombres aveva paura e che probabilmente l’ha spinto al suicidio?

Sorelle di Bernard Minier è un thriller ben congegnato che lascia il segno nel lettore. Dalla serie di thriller con Martin Servaz è stato tratto anche un telefilm di successo andato in onda su Netflix vincitore del premio come migliore serie al Festival di La Rochelle 2016. Minier inoltre ha vinto una serie di premi per i suoi romanzi come il Prix Polar de Cognac nel 2011 e nel 2015. Un libro consigliato a chi ama il genere e che permette di conoscere Tolosa da cui passeranno l’undicesima (mercoledì 17 luglio) e la dodicesima (giovedì 18 luglio) tappa del Tour de France 2019.      


Roberto Cavallaro

]]>
Tue, 16 Jul 2019 10:00:33 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1045/1/sorelle-bernard-minier
10 Consigli per proteggere la pelle dai raggi solari http://www.mutualpass.it/post/1044/1/10-consigli-per-proteggere-la-pelle-dai-raggi-solari http://www.mutualpass.it/post/1044/1/10-consigli-per-proteggere-la-pelle-dai-raggi-solari]]> La passione per la pelle ambrata può giocare brutti scherzi. Eritemi, eczemi e nei possono fare la loro comparsa proprio durante il periodo estivo, causando fastidi e preoccupazioni. Come proteggersi allora, salvaguardando pelle e abbronzatura? “La pelle va protetta dai raggi Uv – raccomanda la dermatologa dell’Ini-Istituto neurotraumatologico italiano, Francesca Bruni – Se chi ha la carnagione chiara rischia di più un’eritema o un’ustione e chi ha la carnagione scura rischia di meno, nessuno è immune dall’eventuale comparsa o trasformazione di nei che, sotto l’effetto dei raggi ultravioletti, possono diventare maligni”.

Per evitare di andare incontro a brutte sorprese, alcuni accorgimenti possono essere adottati prima di partire. “Prima di andare in vacanza è consigliabile, se suggerito dal medico, sottoporsi all’epiluminescenza, l’unico esame strumentale che permette di vedere i nei a un forte ingrandimento e percepire i cambiamenti molto prima di quanto possa fare l’occhio nudo – prosegue la dermatologa – Si consiglia il periodo prima dell’estate perché la pelle non deve essere ancora abbronzata e perché in caso di rischio il neo viene tolto prima dell’esposizione solare per evitare danni. L’esame è consigliato a chi ha molti nei, a chi ha notato la comparsa di nei recenti, a chi ha nei congeniti e a chi ha familiarità per il tumore della pelle. In questi ultimi casi il controllo dovrebbe essere annuale”.

Ecco i 10 consigli dell’esperta per una corretta esposizione al sole:

1) Gradualità: si inizia i primi giorni con un paio d’ore, per poi aumentare, giorno dopo giorno, il tempo e la quantità di sole assorbito.

2) Niente sole nelle ore centrali: da mezzogiorno alle 4 del pomeriggio le radiazioni fanno più male, per cui, per l’intera vacanza, in quegli orari bisognerebbe evitare di prendere il sole. Non si deve rinunciare al mare, ma bisogna prediligere l’ombra.

3) Protezione in anticipo: la protezione va applicata mezz’ora prima dell’esposizione al sole.

4) Si parte con la 50: tutti devono iniziare con la protezione 50, poi chi ha la carnagione scura può diminuire fino a 30, chi è più chiaro deve continuare con la 50.

5) Crema ogni 2 ore: è importante che tutta la superficie corporea sia protetta e, soprattutto, che la crema solare venga applicata ogni 2 ore, perché tra salsedine, sabbia e sudore si perde l’efficacia.

6) Cerotti per i nei: se notiamo un neo che non ci piace, che ha cambiato forma o dimensione, possiamo coprirlo anche con un cerotto. Ma solo se si tratta di un neo sospetto particolarmente allarmante.

7) Cappello e occhiali: proteggere sempre il viso con un cappello e gli occhi con gli occhiali da sole.

8) Integratori: per chi vuole proteggersi senza rinunciare all’abbronzatura sono consigliabili gli integratori solari che vanno a potenziare l’effetto dei cibi rossi e arancioni a base di betacarotene. Si protegge la pelle da eritemi ed eczemi e si acquista colorito.

9) Acqua e doposole: nelle giornate molto assolate, se ci si espone molto al sole si raccomanda di bere tanta acqua e idratare molto la pelle. Sole e abbronzatura sono fonte di disidratazione.

10) Fondotinta protettivo: per chi ha problemi di macchie sul viso in farmacia sono disponibili fondotinta compatti a protezione 50+, da applicare prima di esporsi al sole.    

AdnKronos Salute

 

]]>
Thu, 11 Jul 2019 10:27:43 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1044/1/10-consigli-per-proteggere-la-pelle-dai-raggi-solari
Accadde oggi... 10 Luglio http://www.mutualpass.it/post/1043/1/accadde-oggi-10-luglio- http://www.mutualpass.it/post/1043/1/accadde-oggi-10-luglio-]]> Oggi, 10 Luglio, nascevano due stimatissimi artisti: nel 1830 Camille Pissarro, tra i maggiori esponenti dell’impressionismo e nel 1909 Giorgio De Chirico, tra i fondatori della corrente metafisica.

Camille Pissarro nasce nelle Isole Antille, allora note come Indie Occidentali, dove la sua famiglia di piccoli commercianti si era trasferita in cerca di fortuna. La sua formazione scolastica avvenne in Francia e dal 1855 si stabilisce definitivamente a Parigi, dove per un certo periodo la prestigiosa Ecole des Beaux-Arts. Negli ambienti artistici antiaccademici della capitale francese ha ben presto modo di conoscere il giovanissimo Monet e insieme frequentano, agli inizi degli anni Sessanta, la Brasserie des Martyrs, dove l’eccentrico Courbet andava predicando la supremazia della pittura realista.  A quel periodo risale anche l’amicizia con Cézanne, sul quale Pissarro esercitò un’influenza determinante.

Assillato dalle continue ristrettezze economiche Pissarro si ritira in campagna, a Pontoise, mentre nel 1870, per sfuggire alla guerra franco-prussiana, si rifugia a Londra. Nel 1874 è tra i più convinti ed entusiasti organizzatori della prima esposizione impressionista, presso lo studio di Nadar, e anche negli anni successivi sarà l’unico a partecipare a tutte le esposizioni che si svolgeranno fino al 1886, aderendo per qualche tempo anche alle esasperate ricerche del divisionismo neoimpressionista del giovane Seurat. Insieme a Monet, comunque, Pissarro è da tutti considerato uno dei più ferventi Impressionisti. L’arte del maestro, infatti, trae proprio dai paesaggi campestri en plein air, la sua ispirazione più vera. I colori della sua tavolozza, freschi e vivissimi, sanno comunque andare sempre al di là della semplice impressione transitoria, riuscendo a concretizzarsi in spazi e volumi di grande solidità.

Giorgio De Chirico a Volos, capitale della Tessaglia (Grecia). Secondogenito di tre fratelli è figlio di un ingegnere ferroviario e di una nobildonna genovese. Assecondato dal padre nella passione per l'arte, prende le prime lezioni di disegno dal pittore greco Mavrudis poi si iscrive all'Istituto Politecnico di Atene che frequenterà per un breve periodo (un paio di anni). Nel 1905 muore il padre, il tenero e sempre presente sostenitore delle sue inclinazioni. La ferita non sarà facile da rimarginare e, anzi, tempo dopo al pittore maturo capiterà spesso di rievocarne con commozione la figura e il bel rapporto. Rimasto solo con madre e fratello, si trasferisce a Monaco per continuare gli studi. Qui è attratto irresistibilmente dal disegno grafico, assai visionario, di Alfred Kubin nonché dalla pittura dei simbolisti Arnold Boecklin e Max Klinger. Ma l'arte non rimane il suo esclusivo campo di interesse. Si apre invece alla letteratura e alla filosofia di cui comincia a leggerne alcuni esponenti fondamentali.

Nel 1910, torna in Italia con la madre che lo accompagna prima a Milano poi a Firenze; Sul piano artistico si fanno invece strada le prime coordinate stilistiche del De Chirico più conosciuto. Dopo lungo rovello interiore, l'artista perviene alla conclusione che l'arte debba "creare sensazioni sconosciute in passato; spogliare l'arte dal comune e dall'accettato... sopprimere completamente l'uomo quale guida o come mezzo per esprimere dei simboli, delle sensazioni, dei pensieri, liberare la pittura una volta per tutte dall'antropomorfismo... vedere ogni cosa, anche l'uomo, nella sua qualità di cosa". In pratica, il manifesto condensato della pittura Metafisica, che in questa fase, sul piano delle produzioni, appare solo abbozzata.

I suoi quadri rappresentano magari semplici e disadorne piazze, dove si materializzano oggetti che vivono di una luce propria, estrapolati dalla dimensione banale e utilitaria dell'esistenza rivivono nel quadro come segni assoluti di memoria e nello spazio mentale del quadro si assemblano con lo stesso non senso in cui si vive la realtà del sogno: l'unica che può giustificare la riduzione dell'uomo a cosa, a manichino, a statua di marmo, a silhouette, privi di qualsiasi identità che non sia la pura apparizione metafisica.Nel 1935 è chiamato negli Stati Uniti dove rimane fino al 1936 con la compagna Isabella Far, cui resterà legato fino alla morte. Nel 1937 è costretto a spostarsi tra Milano, Parigi, Londra, Firenze, Torino e Roma dove espone per la seconda volta alla Quadriennale

Giunto ormai al termine della sua vita, continua incessantemente a dipingere con maggiore passione: "Per le emulsioni e il mio olio emplastico, che possano dare alla materia della mia pittura sempre maggiore trasparenza e densità, sempre maggior splendore e fluidità, io mi perdo in sogni bizzarri davanti allo spettacolo della mia pittura e mi sprofondo in riflessioni sulla scienza della pittura e sul grande mistero dell'arte".


Medika - La Card della Salute

]]>
Wed, 10 Jul 2019 10:06:06 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1043/1/accadde-oggi-10-luglio-
Gli Undici - Pierre Michon http://www.mutualpass.it/post/1042/1/gli-undici-pierre-michon- http://www.mutualpass.it/post/1042/1/gli-undici-pierre-michon-]]> Gli Undici è un romanzo di Pierre Michon edito da Adelphi che racconta di quando il 15 nevoso dell’anno II rivoluzionario (5 gennaio 1794) un pittore mai esistito di nome François-Élie Corentin, ex allievo di Tiepolo alle dipendenze di David al Comitato delle arti, viene preso con la forza dai sanculotti per essere condotto all’ex convento dei Giacobini al cospetto del pedagogista Léonard Bourdon (segretario dei Giacobini nel 1791), del banchiere Proli e di Jean-Marie Collot d’Herbois, drammaturgo giacobino che per due volte ricoprì la carica di presidente della Convenzione Nazionale (il Parlamento del periodo rivoluzionario).

Corentin riceve una proposta che non può assolutamente rifiutare: raffigurare gli undici membri del Comitato di Salute Pubblica (l’esecutivo fantasma degli anni del Terrore) in una sorta di Ultima Cena laica e repubblicana. L’idea è venuta a Collot in modo da poter sfruttare il quadro a favore o ai danni del presidente Maximilien Robespierre. A favore, nel caso in cui Robespierre riuscisse ad affermare la propria autorità, contro, nel caso in cui dovesse perdere il controllo del Comitato e della Convenzione.

Un’idea geniale che sarebbe potuta venire in mente soltanto a un attore drammaturgo, quale è Collot, capace di sfruttare a proprio vantaggio i sentimenti della platea popolare nella rappresentazione del grande spettacolo politico rivoluzionario. Ovviamente nel quadro Robespierre dovrà dominare su tutti e il pittore potrà ritrarre questi onesti cittadini come meglio crede.Corentin si convincerà e realizzerà il quadro Gli Undici in barba a David e nel massimo segreto così come pattuito con i tre rivoluzionari.

Nel pieno dell’Ottocento lo storico Jules Michelet, autore della monumentale Storia di Francia e della Storia della rivoluzione francese, ammirerà il quadro al Pavillon de Flore, ala estrema del Louvre, e rimarrà colpito dalle fattezze di quegli undici tiranni disposti da sinistra a destra nell’ordine seguente: Jacques Nicolas Billaud-Varenne, Lazare Nicolas Marguerite Carnot, Pierre-Louis Prieur, Claude-Antoine Prieur-Duvernois detto Prieur de la Cȏte d’Or, Georges-Auguste Couthon, Maximilien Robespierre, Jean-Marie Collot d’Herbois, Bertrand Barére de Vieuzac, Robert Lindet, Louis-Antoine de Saint-Just e André Jeanbon Saint-André.

Ciò che più colpisce degli undici membri del comitato è la loro formazione giuridica, letteraria o scientifica. Inoltre avevano quasi tutti un’anima poetica.

Billaud-Varenne sperava di modificare i costumi libertini dell’epoca e renderli virtuosi con le sue commedie; Carnot fu un genio della matematica con i suoi studi sul calcolo infinitesimale e autore del teorema del coseno oltre ad essere un eccellente stratega militare. Sono sue le proposte inserite nella Costituzione del 1793 concernenti il cittadino soldato, la necessità dell’esercito di massa, la guerra totale di movimento e la funzione sociale del lavoro che, a mio modo di vedere, segneranno la sopravvivenza della rivoluzione francese e che condurranno all’ascesa di Napoleone Bonaparte e della sua Grande Armée.

Carnot inoltre è sepolto al Panthéon di Parigi ed era probabilmente il più democratico e repubblicano tra tutti i membri del comitato, poiché credeva nell’importanza di un’educazione popolare accessibile a tutti i cittadini - prova di ciò è senza dubbio il Politecnico di Parigi da lui istituito – e negli anni del Direttorio si oppose con fermezza all’accentramento dei poteri del primo console Napoleone Bonaparte.

Senza dimenticare i successi artistici di Collot d’Herbois, che ancor prima dello scoppio della rivoluzione francese era noto come attore e per le sue opere teatrali, alcune delle quali come Lucia o i genitori imprudenti o Il contadino magistrato conobbero un discreto successo; o ancora di Barére, l’Anacreonte della ghigliottina e dall’incorruttibile Robespierre definito anche come l’equivoco, che fin da giovane si distinse come poeta e studioso tanto da entrare a far parte dell’Accademia delle Scienze di Tolosa e dell’Accademia dei Giochi Floreali, la celebre istituzione letteraria francese avente sede sempre a Tolosa nota per aver premiato alcuni dei più importanti scrittori francesi come Voltaire e Victor Hugo.

Inoltre bisogna ricordare che anche Maximilien Robespierre, Saint-Just e Couthon – i membri del comitato che insieme a Augustin Robespierre, fratello del più celebre Maximilien, e Le Bas (quest’ultimo a dire il vero si suicidò prima di salire sulla ghigliottina) saranno condannati a morte il 10 termidoro (28 luglio) del 1794 - coltivavano ambizioni letterarie di non poco conto.

Maximilien Robespierre scrisse il saggio di filosofia politica Il terrore e la virtù in cui spiegava la necessità del Terrore e le motivazioni alla base della sua prosecuzione. È anche noto come Robespierre si dilettasse a scrivere poesie – ha lasciato traccia di alcuni madrigali a tal proposito - quando di tanto in tanto si prendeva una pausa dagli impegni politici.

Saint-Just è il rivoluzionario che in cuor suo sperava più di tutti di diventare un poeta illustre fin dalla più tenera età – Michon lo definisce un “Rimbaud à la nation” -, che nel 1789 pubblica con scarso successo il poema libertino Organt e l’opera teatrale Arlecchino-Diogene per poi passare alla storia con i saggi di filosofia politica Lo Spirito della rivoluzione e della costituzione francese e l’opera incompiuta Frammenti delle istituzioni repubblicane.

Couthon, invece, nonostante l’infermità che lo aveva colpito all’età di 22 anni, quando una misteriosa malattia lo rese paralitico, aveva una mente vivace e una personalità ardita e pubblicò nel 1791 la commedia L’aristocratico convertito e, una volta divenuto membro del Comitato di salute pubblica, si occupò della corrispondenza generale all’interno del Comitato, che verrà pubblicata postuma nel 1872.

Nel romanzo l’autore definisce tutti questi politici e intellettuali del Comitato di salute pubblica come “scrittori in potenza”, degli écrivaillons (ossia degli scrittori mediocri) che non hanno raggiunto la gloria delle lettere e che dominati dall’ésprit (cioè quel misto di ragione e sensibilità proprio del XVIII secolo francese) hanno compiuto le nefandezze del Terrore che, proprio perché in loro c’è tanto la raffinatezza dell’uomo di cultura quanto l’ebrezza del popolo limosino – a cui Corentin appartiene - immerso nel fango e dedito al vino, alla fine non si possono non assolvere in quanto nostri amici, nostri fratelli, a cui siamo legati dalla Storia.

Lungi da me considerare questi uomini politici degli scrittori mediocri - non faranno sicuramente parte della Pleiade delle lettere come Voltaire e Rousseau –, è indubbio però come alcuni dei loro scritti siano imprescindibili per chi vuole capire gli anni turbolenti e incerti della rivoluzione francese come anche le riflessioni politiche, letterarie e scientifiche scaturite in quel periodo.

Il romanzo di Michon, vincitore del Prix de l’Académie Française 2009, è stato scritto in due periodi differenti.

La prima parte è stata redatta nel 1993 e raffigura l’Ancien Règime partendo da un quadro di Gianbattista Tiepolo padre a cui ha contribuito l’apprendista Corentin e che si caratterizza per l’atmosfera pastorale e l’uso di uno stile vintage a imitazione degli scrittori preromantici come il marchese de Sade, Jean-Jacques Rousseau e Bernardin de Saint-Pierre.

La seconda parte è stata composta invece nell’ottobre 2008, dopo aver scritto il quarto e ultimo capitolo della prima parte e intercettato l’ispirazione per scrivere i restanti quattro capitoli conclusivi. Quest’ultima parte ha tinte più caravaggesche e tardo romantiche – e non fredde e statuarie alla Jacques Louis David come ci potremmo aspettare – in cui scorgiamo un Corentin bambino che scappa dalla bella giovane madre bionda Suzanne, delicata come porcellana, per arrestarsi sull’argine della Loira dove vede il popolo lavoratore in mezzo al fango del letto del fiume per poi arrivare al momento culmine della committenza sotto lo sguardo dello storico Jules Michelet.

Con il suo romanzo Pierre Michon crea la più grande illusione della storia dell’arte – una truffa ben congegnata – facendoci entrare nel cuore della Storia, una Storia che “è terrore allo stato puro” e da cui ne usciamo più consapevoli, maturi e con la voglia di leggere le opere di quei mostri sacri della letteratura settecentesca francese.

Disponibile in italiano dal 2018 per le edizioni Adelphi, Gli Undici di Pierre Michon è il romanzo contemporaneo che più di ogni altro ci permette di cogliere la grandezza e l’importanza che tutt’oggi ricopre la rivoluzione francese a 230 anni di distanza. 


Roberto Cavallaro   

Dedalus Libreria  

]]>
Mon, 8 Jul 2019 10:29:29 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1042/1/gli-undici-pierre-michon-
6 Luglio 2019 - Giornata Mondiale del Bacio http://www.mutualpass.it/post/1041/1/6-luglio-2019-giornata-mondiale-del-bacio http://www.mutualpass.it/post/1041/1/6-luglio-2019-giornata-mondiale-del-bacio]]> Il 6 luglio di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale del Bacio, festa nata in Gran Bretagna nel 1990, ma presto diffusa in tutto il mondo con l’obiettivo di ricordare, con una giornata ad esso dedicata, quanto può essere importante un bacio: gesto terreno e sacrale al tempo stesso, tra i più universali del comportamento umano, il bacio addensa uno spettro straordinariamente ampio di significati

Aiuta a mantenere viva la coppia e rende più forte l'amicizia, anche se a volte lo. In occasione di questa giornata, scopriamo che per 7 fra psicologi e psichiatri su 10 (72%) baciare aiuta a vivere meglio. Un dato che viene confermato da diversi studi internazionali. Ma quali sono gli effetti positivi di questo gesto? Per prima cosa aumenta l'affetto delle persone verso i propri cari (72%) e allo stesso tempo provoca una forte scarica ormonale nella coppia (65%). Ma a far dimenticare il valore benefico del bacio, a volte si mettono di mezzo il lavoro eccessivo (39%) e la fissazione per i social network (26%). E' quanto emerge da uno studio di Baci Perugina condotto su circa 4mila italiani, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

Con un bacio appassionato di 10 secondi condividiamo circa 80 milioni di batteri, secondo gli esperti della Netherlands Organisation for Applied Scientific Research, ma tutto questo non fa male, anzi rinforza le nostre difese immunitarie.

E se non bastasse, sappiate che i baci possono essere efficaci per calmarci, ridurre l'ansia e farci sentire meno stressati perché diminuiscono il cortisolo, l'ormone dello stress, e aumentano invece i livelli di serotonina, l'ormone del buonumore.

In più, quando le labbra si uniscono in un bacio, i vasi sanguigni si dilatano, favorendo il flusso del sangue e portando un abbassamento della pressione. Baciarsi poi allena i muscoli facciali. Secondo uno studio inglese, richiede il coordinamento di 146 muscoli, tra cui 34 facciali e 112 posturali. Infine, scambiare saliva, come avviene in un bacio, ne aumenta il flusso, il che aiuta a mantenere sani bocca, denti e gengive. In media, nella vita trascorriamo due settimane baciando e la 'ricetta' per una relazione in salute secondo un sondaggio britannico di qualche anno fa prevede 5 baci al giorno. Per chi vuole recuperare il tempo perduto, si può partire già da oggi. 

Quanto alle diverse tipologie di bacio, quello sulla bocca è ritenuto di gran lunga il più passionale, quello che rilascia i feromoni e stimola il desiderio. Il bacio sulla guancia invece dà un effetto di legame e simpatia: è la base di un rapporto amichevole. Il bacio sulla fronte dà un forte senso di sicurezza e protezione. Viene utilizzato soprattutto dal compagno per rassicurare la propria ragazza e dal padre di famiglia, per trasmettere amore ai propri figli. Il bacio sul collo è un segnale di grande complicità e attrazione. Quello sulla testa è meno intimo di quello sulla fronte e "rappresenta un gesto di apertura verso una nuova avventura. E' il passo successivo al bacio sulla guancia ed è il classico segnale che si vuole costruire qualcosa di più importante".


Fonti: AdnKronos - Ansa Salute

]]>
Sat, 6 Jul 2019 12:28:44 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1041/1/6-luglio-2019-giornata-mondiale-del-bacio
"Ritorno alle origini" di Alvaro e Togo http://www.mutualpass.it/post/1040/1/ritorno-alle-origini-di-alvaro-e-togo http://www.mutualpass.it/post/1040/1/ritorno-alle-origini-di-alvaro-e-togo]]> Alle ore 18.30 di venerdì 5 luglio 2019, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’ambito del progetto “Opera al Centro” curato da Giuseppe la Motta, si chiude la Stagione Artistica 2018/2019 con la grande mostra “Ritorno alle Origini” di Alvaro e Togo.

La Mostra “Ritorno alle Origini” ha le basi nel crogiuolo formativo del Caffè Nettuno e nel gruppo di ragazzi con la medesima visione romantica e idealista dell’arte, della poesia e della letteratura nella fronda ingenua verso gli “universitari” dell’Ospe, libreria dell’Intellighentia, o l’assistere defilati sotto i ficus del Ritrovo Irrera alle “lezioni” degli intellettuali locali: i pittori Giulio D’Anna e Felice Canonico, Il letterato Vincenzo Palumbo, il poeta Vann’Antò e quelli forestieri: Il filosofo Galvano della Volpe, il critico letterario Giacomo De Benedetti. Era possibile incontrare il Magnifico Rettore Salvatore Pugliatti e il poeta Salvatore Quasimodo quando veniva in città e si concedeva.

Il confronto è il terzo ed è particolarmente apprezzabile che avvenga nella nostra città. Il primo si tenne nel 1982 presso lo spazio Grifone Arte a Messina: “Oltre lo stretto” con l’introduzione in catalogo di Vincenzo Celi e la presentazione critica, approfondita di Lucio Barbera. Il secondo è avvenuto presso la Permanente di Milano: “Conversazioni”, vittoriniana lettura critica di Angela Manganaro.


L’interessante mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso la domenica, dal 5 Luglio al 3 Agosto, nelle fasce orarie 10:00-13:00/16:00-19:00.

 

]]>
Fri, 5 Jul 2019 09:53:39 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1040/1/ritorno-alle-origini-di-alvaro-e-togo
Messina tra i dipinti circolari del “Teatro Panorama” di Leicester Square a Londra http://www.mutualpass.it/post/1039/1/messina-tra-i-dipinti-circolari-del-teatro-panorama-di-leicester-square-a-londra http://www.mutualpass.it/post/1039/1/messina-tra-i-dipinti-circolari-del-teatro-panorama-di-leicester-square-a-londra]]> Messina tra i dipinti circolari del “Teatro Panorama” di Leicester Square a Londra

di Enzo Caruso

 

Il casuale ritrovamento di una inedita, quanto insolita stampa di Messina riferita al 1810, acquistata, dal mio amico Giorgio Serraino, in un mercatino dell’usato di Londra al prezzo di 60 sterline, ha condotto ad una originale ricerca che ha evidenziato aspetti storici e alquanto curiosi riferiti alla fama che la nostra città aveva presso gli inglesi nel XIX secolo.

La parola Panorama, che si legge al centro di questa particolare cartina, potrebbe istintivamente indurre in un errore molto grossolano, se ci si limitasse a considerare la mappa come un semplice disegno paesaggistico della costa messinese. Un’attenta e puntuale indagine rivela invece che la stampa si rifà ad una rappresentazione pittorica realizzata nel luglio 1811 presso un particolarissimo e originale Teatro, chiamato “Panorama”, esistente a Londra nella famosa piazza di Leicester Square.

L’inedita stampa ritrovata a Londra risulta essere in effetti il “programma di sala” dello spettacolo visivo relativo alla veduta di Messina rappresentato a Londra nel 1811 che si rifà al tentativo di sbarco delle truppe francesi di Gioacchino Murat sulle spiagge di Mili, avvenuto il 18 settembre 1810 e respinto dagli inglesi. Attraverso la legenda, allegata al programma, il visitatore aveva la possibilità di individuare sulla costa messinese, in una veduta a 360 gradi, non solo i numerosi monumenti e le bellezze della città, ma indirettamente, la dislocazione delle truppe di occupazione inglesi e la difesa costiera che era stata approntata per fronteggiare l’atteso attacco dell’esercito francese.

Questi fatti storici, unitamente a quelli in cui l’Impero britannico, in un modo o nell’altro, era stato protagonista, venivano rappresentati al Teatro Panorama che si caratterizzava per la particolare invenzione del suo ideatore, Sir Robert Aston Barker. Nel 1787, Barker (1739-1806), pittore ritrattista irlandese, aveva ideato un’originalissima forma di spettacolo che prevedeva la visione a 360 gradi di scene panoramiche all’interno di una struttura circolare di circa 30 metri di diametro entro la quale il pubblico, da una piattaforma centrale, aveva la possibilità di ammirare il paesaggio di famose città europee o scene di celebri battaglie, dipinte su oltre 900 metri quadrati di tela, alta 9 metri, distribuita sulle pareti.

La storia racconta che Barker, nel realizzare nel 1787 il dipinto della città di Edimburgo, ebbe l’idea di riprodurre la scena su una grande tela da appendere tutto intorno alle pareti interne di una grande struttura cilindrica. L’idea era che un osservatore, al centro di questo grande cilindro, sarebbe stato circondato da una vista senza la percezione dei confini di una regolare cornice di un quadro. In questo modo, la scena dipinta avrebbe riempito completamente il campo visivo dell’osservatore rendendo l’effetto più vicino possibile alla realtà. Si realizzò così la prima realtà virtuale immersiva.

L’ideazione, inizialmente fu denominata Nature à coup d’oeil, (la natura in un colpo d’occhio) e successivamente nel 1792 venne coniato il termine di Panorama, etimologicamente derivata dal greco (pan = tutto insieme e orama = veduta). Barker intuendone da subito le potenzialità non solo espressive ma soprattutto economiche, brevettò a Londra nel 1787 l’invenzione e la sua applicazione pratica. I panorami circolari, abilmente dipinti e illuminati dall’alto dalla luce del giorno, davano l’illusione a coloro che stavano in piedi sulla piattaforma centrale di far parte integrante del paesaggio. Questa forma di spettacolo proposta da Barker e dai suoi successori tra il 1794 e il 1863, venne in seguito imitata da altri imprenditori che la diffusero negli anni in tutta Europa e in America dove, tra il 1840 e il 1850, fu introdotta con il nome di Cyclorama.

Il Teatro circolare di Leicester Square misurava 11 metri d’altezza ed era stato realizzato in modo da consentire la visualizzazione simultanea di due panorami, montati su due piani sovrapposti.

I visitatori venivano ammessi attraverso un percorso buio al fine di aumentare l’effetto sorpresa e la sensazione di entrare in un mondo surreale. Il tetto, a forma di ombrello, consentiva alle scene dipinte di essere illuminate da una luce naturale che entrava direttamente al di sopra delle tele. Questa particolare forma di illuminazione evitava che le ombre dei visitatori si proiettassero sul dipinto con conseguente interruzione dell’illusione. I limiti inferiori e superiori del campo visivo venivano drappeggiati in modo da rendere la vista infinita. Il Teatro era aperto al pubblico dalle 10 del mattino fino al tramonto e il biglietto d’ingresso era di 1 scellino. Quando si rappresentavano i panorami delle battaglie navali, la piattaforma dei visitatori era a volte costruita in modo da somigliare al ponte di una nave.

Alla morte di Robert Barker, suo figlio Henry continuò a portare avanti l’attività con l’impegno di onorare la memoria del padre, garantendo lo stesso rigore e fedeltà nella realizzazione dei dipinti. Il Teatro circolare di Leicester Square fu chiuso nel 1863 per essere demolito dai lavori di realizzazione della metropolitana, quando questa forma di intrattenimento subì il suo più grande declino con l’avvento della fotografia e successivamente delle immagini in movimento. Grazie all’invenzione di Barker la gente, senza la necessità di dover viaggiare ebbe l’occasione, per quasi settant’anni, di ammirare gli splendidi paesaggi di Parigi, Dover, New York City, le Cascate del Niagara, Amsterdam, la scalata del Monte Bianco, Malta, Edimburgo, Costantinopoli, Losanna, Venezia, l’isola d’Elba, Pompei, Palermo, Napoli, Firenze, Roma, Milano e il Lago Maggiore e, sorprendentemente, Messina.

Il panorama di Messina fu aperto al pubblico il 20 luglio 1811, come evidenziato dall’inserzione pubblicitaria apparsa sul principale quotidiano londinese The Times e le rappresentazioni proseguirono per circa un anno. Successivamente si tenne una ultima rappresentazione nel dicembre 1860, quando i Barker avevano già ceduto il teatro al fidato assistente Mr. Burford. Uno spettatore racconta: "Mi è capitato di vedere i panorama di Mr. Barker dell’assedio di Flushing, e della Baia di Messina. Essi sono talmente ben dipinti da essere quasi un inganno…. poichè si estendono in forma circolare tutto intorno alla sala. Gli spettatori sono posizionati nel centro, l’effetto è davvero impressionante. Io, in realtà, indossai il mio cappello con la sensazione di essere all’aria aperta. Queste immagini mostrano entrambe le sezioni della prospettiva in modo perfetto; rimasi talmente ingannato da non potermi rendere conto di quanto fosse distante la tela da miei occhi; da una posizione sembra distante 30 miglia e da un’altra pochi centimetri; l’effetto è talmente stupefacente che può venire soltanto da una rigorosa e fedele riproduzione della Natura."

Il programma di sala del “Panorama di Messina” è una insolita rappresentazione a 360° di Messina e dello Stretto, contiene al centro una serie di informazioni sullo spettacolo che si teneva al Teatro di Mr. Barker in Leichester Square, ovvero “spiegazione della meravigliosa vista di Messina presa dalla Lanterna e dipinta su 10.000 piedi quadrati di tela da Henry Baston Barker ora esposta nella grande rotonda in Leichester square”. Tutto intorno, a chiudere, vi è una legenda con specificati ben 39 punti di interesse, che lo spettatore all’interno del teatro, poteva facilmente individuare sulla tela durante la visione del Panorama. Sono evidenziati tutti gli edifici e luoghi principali della città quali chiese, conventi, fortificazioni, vie di comunicazione, fiumare ed in genere tutti i luoghi simbolici dello Stretto e di maggior interesse, per le notizie riferite alla situazione militare dell’epoca, completano la rappresentazione l’indicazione delle cannoniere britanniche e francesi in azione e il gorgo di Cariddi.

]]>
Wed, 3 Jul 2019 10:19:35 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1039/1/messina-tra-i-dipinti-circolari-del-teatro-panorama-di-leicester-square-a-londra
Qual è il numero mancante? http://www.mutualpass.it/post/1038/1/qual-e-il-numero-mancante http://www.mutualpass.it/post/1038/1/qual-e-il-numero-mancante]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno tra i più diffusi è quello che ci chiede di risolvere l'enigma che consiste nel trovare il numero corretto da posizionare all'interno del cerchio, operazione che appare subito semplice ma che nasconde molte insidie e chiede alla nostra mente uno sforzo non indifferente.

Ecco la sorprendente soluzione dettagliata:

]]>
Tue, 2 Jul 2019 12:28:32 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1038/1/qual-e-il-numero-mancante
Il solco - Valérie Manteau http://www.mutualpass.it/post/1037/1/il-solco-valerie-manteau- http://www.mutualpass.it/post/1037/1/il-solco-valerie-manteau-]]> Il solco è un romanzo reportage della scrittrice e giornalista francese Valérie Manteau edito da L’Orma editore, che affronta le tematiche quanto mai attuali delle minoranze presenti in Turchia (in particolare quella armena), dell’identità turca e della dissidenza politica al presidente Recep Tayyip Erdoğan.

Nel 2016 la giornalista collaboratrice di Charlie Hebdo decide di trasferirsi a Istanbul per ritrovare un amore sfuggente, i vecchi amici del collettivo Muz e soprattutto per sfuggire all’angoscia del mondo che ritrova nel suo paese natio.

Sono passati tre anni dalla repressione della rivolta di Gezi Park e siamo nel pieno del processo al periodico Özgür Gündem, che vede convolte tra l’altro le scrittrici Asli Erdoğan (scrittrice nota in tutto il mondo per i suoi scritti come ad esempio il romanzo “Il mandarino meraviglioso” edito in Italia da Keller) e Necmiye Alpay. La dissidenza in Turchia è presente ma è più accorta rispetto al 2013, poiché non ci vuole niente ad essere processati per vilipendio dell’identità turca sancito dall’articolo 301 del codice penale turco e di cui lo Stato si avvale per fare tacere l’opinione pubblica più radicale.

Ci sono infatti alcune g-words, ossia parole proibite, che non possono essere pronunciate se non si vuole incorrere nel pericolo di essere considerato nemico dello Stato: una di queste è genocidio. Crogiolo di etnie con una storia secolare, dall’atto della sua nascita (1915) la repubblica turca ha avuto difficoltà ad accettare le minoranze etniche che la popolano: greci, armeni, curdi, siriani ed ebrei.

Un nome in particolare darà senso alla permanenza in Turchia dell’autrice. Quel nome è Hrant Dink: il grande giornalista e intellettuale armeno, fondatore e direttore editoriale del quotidiano Agos (Il solco), assassinato il 19 gennaio 2007 da un giovane nazionalista turco davanti alla sede della redazione del giornale. E così mentre la relazione col compagno si fa sempre più tesa, la giornalista si getta a capofitto nella sua ricerca per far sì che la morte di Dink non sia vana. Perché non si può morire per aver messo in evidenza il “veleno turco nell’identità armena”, intendendo con quest’affermazione la necessità di porre fine al nazionalismo, non negare le atrocità della Storia e battersi per uno Stato in cui sia possibile la convivenza delle differenze.

I libri richiamano altri libri e gli scrittori si compenetrano avvicenda. È ciò che avviene nel romanzo di Valérie Manteau. Una storia che l’autrice non avrebbe scritto, come lei stessa afferma nel romanzo, se non avesse letto La maschera della verità della scrittrice Pinar Selek in cui incontra per la prima volta la figura di Hrant Dink. Inoltre molti sono gli scrittori turchi citati quali Uyurkulak, Elif Şafak, Ece Temelkuran, Ahmet Altan e tanti altri.

Il romanzo, che si caratterizza per l’uso del “presente intimo”, è valso alla scrittrice il Prix Renaudot 2019.Dink in un suo editoriale affermò di sentirsi “prigioniero nell’inquietudine della colomba”, ma grazie a Valérie Manteau il suo messaggio di libertà e di pace non sarà inascoltato.


Roberto Cavallaro

]]>
Mon, 1 Jul 2019 10:27:37 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1037/1/il-solco-valerie-manteau-
Accadde oggi... 28 Giugno - Le 5 opere più belle di Rubens http://www.mutualpass.it/post/1036/1/accadde-oggi-28-giugno-le-5-opere-piu-belle-di-rubens http://www.mutualpass.it/post/1036/1/accadde-oggi-28-giugno-le-5-opere-piu-belle-di-rubens]]> Pieter Paul Rubens nasce il 28 giugno del 1577 a Siegen, in Westfalia. Cresciuto a Colonia, dove il padre si era rifugiato per evitare la persecuzione spagnola nei confronti dei protestanti, a dodici anni si trasferisce ad Anversa, dove studia il latino, riceve un'educazione umanista e diventa cattolico. Nel 1596 realizza con Otto van Veen e Jan Brueghel il Vecchio il "Parnaso"; nello stesso periodo, porta a termine anche la "Battaglia delle amazzoni" e il "Peccato originale". Nel 1598 Rubens viene iscritto alla corporazione dei pittori della gilda locale come maestro, mentre due anni più tardi si reca in Italia: vi rimarrà fino al 1608.

Dapprima fa tappa a Venezia, dove entra in contatto con le opere di Tintoretto, di Veronese e di Tiziano; poi, conosciuto il duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga, viene nominato pittore di corte. Nel 1601 viene spedito a Roma allo scopo di copiare alcuni dipinti: in questa occasione scopre le opere di Raffaello e di Michelangelo, ma anche di Federico Barocci, di Caravaggio e del Carraggi.

Nel 1603, sempre in missione per Vincenzo I Gonzaga, si sposta in Spagna; tornato a Mantova, soggiorna a Genova, dove realizza il "Ritratto di Brigida Spinola Doria", per poi ritrovare Roma: qui vive con suo fratello Philipp e viene incaricato di decorare l'abside di Santa Maria in Vallicella. Nel 1608, Rubens torna in patria, dove trova il sostegno di Nicolas Rockx, scabino e borgomastro, e di un altro potente protettore, l'arciduca Alberto, al tempo governatore dei Paesi Bassi meridionali. Sul fronte artistico, in questo frangente il suo stile si indirizza verso contrasti luministici evidenti e figure michelangiolesche in gruppi.

Dal 1612 in poi, tuttavia, il suo modo di dipingere si evolve con opere che diventano più chiare e con colori più freddi, ma anche una distribuzione più armoniosa dei personaggi. Nel 1620 si occupa della decorazione dei soffitti della Chiesa di San Carlo Borromeo di Anversa, con quaranta dipinti di grandi dimensioni che raffigurano scene tratte dalle vite dei santi, dall'Antico Testamento e dal Nuovo Testamento.

Nel 1621 Rubens riceve l'incarico di realizzare alcuni dipinti monumentali che andranno ad arricchire la galleria del Palazzo del Luxembourg: ad assegnargli il compito è la madre del re Luigi XIII, Maria de' Medici. Nella seconda metà degli anni Venti del XVII secolo, Rubens è impegnato nella preparazione dei bozzetti relativi a quindici arazzi di grandi dimensioni commissionatigli dall'arciduchessa Isabella, che dovranno essere collocati nel convento delle Carmelitane scalze di Madrid

Dopo avere comprato una casa di campagna ad Ekeren, il pittore fiammingo si reca in Spagna in missione diplomatica, alla corte del re Filippo IV, per poi visitare la corte di Carlo I d'Inghilterra: proprio su commissione di quest'ultimo lavora, all'inizio degli anni Trenta, a nove opere con la "Glorificazione di Giacomo I" per la Banqueting House di Whitehall a Londra.

Dopo avere completato otto arazzi con la "Storia di Achille", Rubens acquista nel 1635 la tenuta dello Steen a Elewyt e si dedica alla creazione degli apparati per l'entrata trionfale dell'arciduca Ferdinando d'Austria, nuovo governatore generale dei Paesi Bassi, ad Anversa. Dopo essere stato chiamato a decorare venticinque stanze del padiglione di caccia di Filippo IV, re di Spagna, Rubens muore ad Anversa il 30 maggio del 1640, poco prima di compiere sessantaquattro anni.

 

Abbiamo provato a stilare una classifica con le 5 più belle opere, scelte da noi, di Rubens:

 

5) Giardino d'amore (1632/1633) - Museo del Prado (Madrid)

 

4) Due Satiri (1619) - Alte Pinakothek (Monaco)

 

3) Ritratto di Suzanne Fourment  (1622) - National Gallery (Londra)

 

2) Innalzamento della Croce  (trittico 1610/1611) - Cattedrale di Nostra Signora (Anversa)

 

1) Le conseguenze della guerra  (1637/1638) - Galleria Palatina (Firenze)


Fonti biografiche: Biografieonline.it

]]>
Fri, 28 Jun 2019 09:59:59 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1036/1/accadde-oggi-28-giugno-le-5-opere-piu-belle-di-rubens
L’estate da mangiare: il gelo di melone http://www.mutualpass.it/post/1035/1/l-estate-da-mangiare-il-gelo-di-melone http://www.mutualpass.it/post/1035/1/l-estate-da-mangiare-il-gelo-di-melone]]> Molti, nei secoli, sono i rimedi messi a punto dai siciliani per affrontare le caldissime giornate estive, tra questi ce n’è uno particolarmente fresco e gustoso, il gelo di melone, un dolce al cucchiaio delicato e leggero.

L’origine della ricetta è incerta, alcune fonti la attribuiscono al periodo della dominazione araba, altre alle popolazioni arbëreshë albanesi insediate nell’entroterra palermitano, dove questo dolce è particolarmente diffuso grazie anche al ruolo centrale che l’anguria riveste durante il sentitissimo Festino di Santa Rosalia, patrona della città.

Molte sono le varianti esistenti in tutto il territorio siciliano, noi ve ne proponiamo una di queste.

Ingredienti

  • Un litro di succo di anguria
  • 100-200 g di zucchero (in base alla dolcezza naturale del succo)
  • 90 g di amido per dolci
  • Cannella in polvere q.b.
  • Pistacchi tritati q.b.
  • 6 fiori di gelsomino
  • Gocce di cioccolato

 

Per prima cosa è necessario estrarre un litro di succo passando o frullando l’anguria e filtrare il tutto per eliminare semi ed altre eventuali impurità. A questo punto versare il succo in una pentola aggiungendo, poco a poco, l’amido setacciato.

Unire al composto lo zucchero, i fiori di gelsomino e mettere la pentola sul fornello a fiamma moderata, mescolando con cura per un periodo compreso tra i 10 e i 20 minuti, fino a quando il succo avrà assunto una consistenza vischiosa e un colorito intenso.

Trascorso questo tempo, rimuovere i fiori di gelsomino, togliere il gelo dal fuoco e metterlo a raffreddare in un altro recipiente. Quando si sarà un po’ raffreddato, unire le gocce di cioccolato e versare il tutto in alcune coppette o stampini. 

Fare raffreddare il gelo di anguria in frigorifero per il tempo necessario affinché assuma più o meno la consistenza di un budino e, infine, guarnire con una spolverata di cannella, qualche altra goccia di cioccolato e la granella di pistacchio prima di servire.


MutualPass - Medika, la Card della Salute

]]>
Wed, 26 Jun 2019 10:56:00 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1035/1/l-estate-da-mangiare-il-gelo-di-melone
Accadde oggi... 25 Giugno http://www.mutualpass.it/post/1034/1/accadde-oggi-25-giugno http://www.mutualpass.it/post/1034/1/accadde-oggi-25-giugno]]> Il 25 Giugno festeggiamo la nascita di due grandi artisti del '900, Antoni Gaudì e George Orwell.

 

Antoni Gaudì

Nato il 25 giugno 1852 a Reus, Antonio Gaudì Cornet, oggi considerato uno dei più grandi architetti degli ultimi due secoli, discendeva da una famiglia di modeste origini sociali. Il padre, il nonno e il bisnonno furono calderai (artigiani che costruivano caldaie e manufatti in rame o lamiera), ma lui, portato per gli studi e la riflessione, frequentò prima la scuola degli Scolapi di Reus e poi, nel 1870, la Scuola di Architettura di Barcellona.

Fra il 1876 e il 1878 Gaudì, ancora studente, realizza lavori con gli architetti Villar, Sala e Martorell, così come con il capomastro Fontserè. Nel 1878 ottiene il titolo di architetto, che gli consente di aprire un ufficio nella barcellonese Via Call.

Nel 1883 assume l'incarico della realizzazione del progetto ambizioso del tempio della Sagrada Familia. Fra il 1890 e il 1894 si trasferisce in Andalusia, a Leon e Astorga, città queste in cui lascerà una profonda impronta architettonica. Il 3 settembre 1901 ottiene il Premio dal Municipio di Barcellona per la realizzazione della Casa Calvet.

Nel 1904 visita Palma di Maiorca, nella quale tornerà nel 1914. Nel 1910 ottiene un enorme successo nell'Esposizione del "Societè Generale des Beaux Arts" di Parigi. L'anno dopo, purtroppo, nel visitare Malta si ammala gravemente contraendo una rara specie di febbre.

Il 7 giugno 1926 Gaudì viene tragicamente investito da un tram. Il suo miserevole aspetto ingannò i soccorritori che pensarono si trattasse di un povero vagabondo. Lo trasportarono all'ospedale della Santa Croce, un ospizio che la ricca borghesia catalana aveva costruito per i mendicanti. Venne identificato, ma il 10 giugno spirò: venne seppellito a Barcellona, proprio nel cuore della Sagrada Familia.

Considerato l'architetto emblematico del modernismo novecentesco, Gaudì fu anche rappresentante di una corrente culturale e spirituale che opponeva all'anarchismo e ai fervori socialisti dei primi del '900, valori profondamente cristiani, quasi mistici. E mistico era lui stesso, come dimostra bene una vita di povertà e solitudine spesa a servizio della sua professione, ma con un fine più alto: costruire la città di Dio nella città degli uomini, per questo venne soprannominato già dai contemporanei "Architetto di Dio".

Per quarantadue anni, dal 1884 fino al giorno dell'improvvisa morte, Gaudì lavorò instancabilmente alla "cattedrale dei poveri". Negli ultimi tempi non si allontanava più dal gigantesco cantiere neppure per dormire. Nonostante avesse una piccola casetta nel centro storico di Barcellona, si era ricavato un angolino nella Sagrada Familia, dove studiava e lavorava, giorno e notte. Non si sposò mai e non ebbe figli.

Tra le altre sue meravigliose opere ricordiamo la Casa Vicens, il sobrio Collegio delle Teresiane, le audaci e geniali della Casa Milà (la Pedrera) e la Casa Batlló, nonché il meraviglioso Parco Güell.

 

George Orwell

George Orwell nasce in India il 25 giugno 1903 con il nome di Eric Arthur Blair, a Motihari, nel Bengala. La famiglia, di modeste condizioni economiche, è di origine scozzese.

Tornato in patria nel 1907 con la madre e le due sorelle, si stabilisce nel Sussex, dove si iscrive alla Saint Cyprian School. Ne esce con un opprimente complesso d'inferiorità, dovuto alle sofferenze ed alle umiliazioni che era stato costretto a subire per tutti i sei anni di studio. Rivelatosi tuttavia studente precoce e brillante, vince una Borsa di Studio per la famosa Public School di Eton, che frequenta per quattro anni.

Non prosegue gli studi, come invece ci si aspettava da lui, ad Oxford o Cambridge ma, spinto da un profondo impulso all'azione, si arruola nel 1922 nella Indian Imperial Police, prestando servizio per cinque anni in Birmania. Pur avendo ispirato il suo primo romanzo, "Giorni birmani", l'esperienza vissuta nella Polizia Imperiale si rivela traumatica, si dimette infatti nel 1928.

Rientrato in Europa, il desiderio di conoscere le condizioni di vita delle classi subalterne lo induce a umili mestieri nei quartieri più poveri di Parigi e di Londra. Tornato in Inghilterra alterna all'attività di romanziere quella di insegnante in scuole private, di commesso di libreria e di recensore di romanzi per il New English Weekly.

Durante la Seconda Guerra Mondiale cura per la BBC una serie di trasmissioni propagandistiche dirette all'India, quindi è direttore del settimanale di Sinistra "The Tribune" ed infine corrispondente di guerra dalla Francia, Germania e Austria, per conto dell'Observer.

Nel 1945 compare il primo dei suoi due famosi romanzi utopici "La fattoria degli animali" che coniugando il romanzo con la favola animale e la lezione satirica, costituisce un unicum della narrativa orwelliana; nel 1948 esce l'altra sua celebre opera "1984", utopia che prefigura un mondo dominato da due superstati perennemente in guerra tra loro, e scientificamente organizzati all'interno in modo da controllare ogni pensiero ed azione dei propri sudditi. Con questo romanzo George Orwell prosegue e dà nuova linfa alla cosiddetta tradizione della letteratura distopica, cioé dell'Utopia alla rovescia.

George Orwell è morto il 21 gennaio 1950 per tubercolosi, in un ospedale di Londra.


Fonti Biografiche: biografieonline.it

]]>
Tue, 25 Jun 2019 11:03:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1034/1/accadde-oggi-25-giugno
Fino al 2 Luglio "I nuovi paladini" di Gregorio Cesareo in mostra a Messina http://www.mutualpass.it/post/1031/1/fino-al-2-luglio-i-nuovi-paladini-di-gregorio-cesareo-in-mostra-a-messina http://www.mutualpass.it/post/1031/1/fino-al-2-luglio-i-nuovi-paladini-di-gregorio-cesareo-in-mostra-a-messina]]> Alle ore 18,30 di venerdì 21 Giugno, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’ambito del progetto “Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta, è stata inaugurata la mostra “I nuovi Paladini” di Gregorio Cesareo, presentazione critica di Mosè Previti.

In questa mostra personale l’artista presenta i suoi nuovi guerrieri, esito di un’attività espositiva che l’ha visto al centro di numerose mostre di successo e sotto la lente di ingrandimento di prestigiose realtà internazionali. Questo successo, deriva dal fatto che “I nuovi Paladini” di Cesareo parlano una lingua fiabesca che colpisce il “fanciullo” ancora vivo dentro di noi.

Creature fantastiche e archetipiche, i paladini ammaliano lo spettatore con la magia del teatro, il fascino sacro dell’arte come evocazione di immagini perenni, sempre presenti nell’animo di tutti gli uomini, di tutti i tempi.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, esclusa la domenica, dal 21 giugno al 2 luglio nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.


MutualPass - Medika, la card della Salute

]]>
Mon, 24 Jun 2019 16:59:52 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1031/1/fino-al-2-luglio-i-nuovi-paladini-di-gregorio-cesareo-in-mostra-a-messina
Io, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande Guerra - Vincenzo D’Aquila http://www.mutualpass.it/post/1033/1/io-pacifista-in-trincea-un-italoamericano-nella-grande-guerra-vincenzo-d-aquila http://www.mutualpass.it/post/1033/1/io-pacifista-in-trincea-un-italoamericano-nella-grande-guerra-vincenzo-d-aquila]]> Io, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande Guerra è un memoir sulla Prima Guerra Mondiale di Vincenzo D’Aquila, un italoamericano che nel 1915 partecipò come volontario al conflitto bellico nelle fila dell’esercito italiano per poi diventare nel pieno della guerra un pacifista convinto e ciò gli causerà non pochi problemi.

Il memoir è stato pubblicato negli USA nel 1931 con il titolo Bodyguard Unseen. A true autobiography, ma soltanto nell’aprile di quest’anno l’opera è stata pubblicata in italiano da Donzelli editore grazie all’operato del messinese Claudio Staiti, dottorando di ricerca di Storia contemporanea all’Università di Messina, che ha tradotto e curato il memoir di D’Aquila con perizia e acume come dimostrano, non soltanto le note esplicative, ma anche l’introduzione, l’appendice contenente i documenti storiografici relativi all’esperienza bellica e sanitaria di Vincenzo D’Aquila e la prefazione dello storico Emilio Franzina, uno dei massimi esperti sulla Grande Guerra.

La partecipazione degli emigranti italiani alla Prima Guerra Mondiale non fu ininfluente. Come rileva Franzina nella prefazione ci furono 100.000 soldati italoamericani che parteciparono attivamente alle operazioni belliche, 300.000 italoamericani furono impiegati dall’esercito statunitense senza mai raggiungere il fronte, 100.000 furono gli emigranti italiani provenienti dagli altri Stati del Nord d’America, 150.000 i soldati di origine italiana provenienti dai vari paesi europei e poco meno di 50.000 provenienti dal Sudamerica: come ad esempio l’italo-brasiliano di origini venete Olyntho Sanmartin che nel 1955, vale a dire quarant’anni dopo la pubblicazione del libro di D’Aquila, scrisse un memoir sulla sua partecipazione al primo conflitto bellico dal titolo Escola da morte.

Vincenzo D’Aquila scrisse le sue memorie agli inizi degli anni 30’, sfruttando l’onda della narrativa di guerra che ebbe il suo anno di gloria nel 1929, con la pubblicazione di romanzi autobiografici che hanno fatto la storia della letteratura come Addio alle armi di Ernest Hemingway e Niente di nuovo sul fronte occidentale di Rainer Maria Remarque.

Il memoir è fondamentale per capire non soltanto la vita in trincea, ma anche la società italiana e il funzionamento degli ospedali psichiatrici in Italia tra il 1915 e il 1918.

Partito come volontario agli inizi di luglio del 1915 da New York con il piroscafo San Guglielmo, dopo aver letto un annuncio del consolato in un giornale italoamericano in cui si invitava gli italiani d’America ad arruolarsi nell’esercito italiano (l’Italia era entrata in guerra a fianco dell’Intesa nel maggio del 15’) per la gloria e la salvezza della Patria, l’autore s’imbarcò animato dal desiderio di servire il proprio paese (Vincenzo D’Aquila era nato a Palermo il 19 settembre 1892) ma anche da un non secondario spirito d’avventura scaturito dalle letture che lo avevano influenzato nell’infanzia.

Sbarcati a Napoli l’autore e gli altri volontari italoamericani si aspettavano di essere accolti come eroi dalla popolazione, ma il loro arrivo passerà in sordina come anche l’accoglienza di lì a qualche giorno a Palermo. Vincenzo D’Aquila viene assegnato al reggimento di Piacenza dove giungerà l’8 agosto del 1915. Durante il faticoso viaggio in treno passerà da Messina.

Fu colpito negativamente dal fatto che ben poco fosse stato fatto per ricostruire la città dalle macerie del terremoto del 1908 la quale, come afferma l’autore, “si stava ricostruendo senza fretta, o, potrei dire, con massima cura”. La stazione era formata da una baracca e ciò che gli rimase in presso della città fu più il pasto a base di pesce in una taverna in mezzo alle rovine che “la sua cadente bellezza”. Dopo aver fatto un viaggio estenuante l’accoglienza riservata ai volontari italoamericani dai soldati di stanza a Piacenza non fu delle migliori. Furono accusati di essere degli stolti che avevano abbandonato le loro “pacifiche occupazioni nel Nuovo mondo” per una guerra folle che, forse, senza la loro presenza sarebbe terminata prima.

Durante il soggiorno piacentino è interessante la riflessione che fa l’autore sull’evoluzione dei costumi e del ruolo della donna negli anni del primo conflitto bellico e che trova conferma nella storiografia ufficiale.

Infatti dovendo partire per il fronte, gli uomini dovettero abbandonare le loro occupazioni – come ad esempio quelle nelle fabbriche – e furono sostituiti dalle donne che, non dovendo più sottostare al giogo dell’uomo, acquisirono, non soltanto un aumento della retribuzione economica, ma anche una maggiore libertà nello stile di vita e nei costumi come anche una maggiore consapevolezza dei propri diritti e del ruolo della donna nella società.

Una volta giunto al fronte Vincenzo D’Aquila mutò la propria convinzione riguardo la guerra e divenne un convinto pacifista e promotore della non violenza. Durante le operazioni evitava di uccidere, sparando alle stelle per adempiere alla sua “chimerica promessa” finché, un giorno, approfittò del posto vacante di dattilografo di un ufficiale per poter stare lontano dalle linee di guerra e non venire meno al suo intento.

Convinto di avere una sorta di Potere Divino che lo guidava nel suo proposito pacifista e non violento, Vincenzo D’Aquila riuscirà a farsi inserire nella lista dei malati durante il Natale del 1915. Il problema è che malato lo diventerà veramente. Dopo aver bevuto inconsapevolmente del latte rancido, che aveva acquistato da un malato che desiderava fumarsi una sigaretta, l’autore si beccherà la febbre tifoide cerebrale che lo porterà a un breve periodo di delirio. Internato dapprima all’ospedale psichiatrico di Udine e poi a quello di Siena, all’epoca uno dei centri di psichiatria più all’avanguardia in Italia, D’Aquila metterà in atto il proprio pacifismo e, al contrario dei medici, - in base a quello che dichiara - riuscirà a farsi ascoltare dai veri malati e, con il dialogo e l’ascolto, a risolvere casi considerati irreversibili dagli specialisti.

Ad esempio, D’Aquila racconta del caso di un vicino di letto che aveva la fobia della sporcizia causata dallo shell shock. Ogni dieci minuti l’infermiere gli portava una bacinella di acqua e sapone perché il malato avvertiva il bisogno continuo di lavarsi per togliersi la sporcizia e le pulci che si sentiva addosso, con il risultato che non riusciva praticamente a prendere sonno. Insieme a questo malato ce n’era un altro che aveva la fobia dei vermi e dei pidocchi e ripetutamente si schiacciava il cuscino addosso per poi prendere la pulce con le dita e schiacciarla. D’Aquila afferma che, approfittando di una momentanea assenza del personale, semplicemente guardando fisso negli occhi i due malati e dicendo loro con tono imperativo “Siete limpidi, alzatevi”, lui era riuscito a guarire i due pazzi dalla follia mentre la scienza medica non aveva potuto fare altrettanto.

I medici si convinsero che l’autore del memoir avesse qualche potere ipnotico dovuto alla sua profonda fede religiosa e alle radicate idee pacifiste e non violente e tuttavia, pur sapendo che non fosse per niente pazzo, lo tennero sotto osservazione fino a quando, dopo essersi ribellato al dottore Antonio D’Ormea, direttore del manicomio San Nicolò di Siena, e aver passato tre giorni in cella di isolamento, Vincenzo D’Aquila fu dimesso e, dopo un periodo di licenza di due mesi, ebbe la possibilità di ritornare al proprio reggimento di Piacenza.

Di fatto D’Aquila non tornerà più al fronte riuscendo di volta in volta a ottenere dei periodi di licenza, finché nell’ottobre del 1918 riuscì a imbarcarsi per gli Stati Uniti d’America e apprendere la notizia dell’armistizio.

Il memoir di Vincenzo D’Aquila merita di essere letto perché fa comprendere la crudeltà e l’insensatezza della guerra che, invece, un saggio storico sull’argomento in questione, per quanto dettagliato, magari non lascia trapelare in maniera sufficiente.

Al di là di qualsiasi provvidenzialismo dovuto alla forte fede dell’autore, il libro di D’Aquila effettivamente ci fa comprendere come i soldati erano considerati all’epoca carne da macello ed erano trattati come bestie, mentre il comando militare conduceva una vita praticamente di lusso, bevendo sherry della migliore qualità alla faccia dei loro sottoposti; oppure di soldati che hanno preso la medaglia al valore quando se in realtà si fosse saputo del loro effettivo operato sarebbero stati fucilati seduta stante; o ancora di soldati mutilati o resi realmente pazzi dalla guerra che possiamo conoscere grazie all’astuzia dell’autore di farsi credere pazzo, quando in realtà non lo era, e alla fine affermare - nonostante tutti i nostri piccoli problemi quotidiani e le grandi problematiche economiche, ambientali e di politica interna ed estera che ci affliggono - quanto siamo fortunati a non dover combattere una simile guerra.             


Roberto Cavallaro      

]]>
Mon, 24 Jun 2019 10:27:22 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1033/1/io-pacifista-in-trincea-un-italoamericano-nella-grande-guerra-vincenzo-d-aquila
21 Giugno 2019 - Giornata Nazionale per la lotta contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma http://www.mutualpass.it/post/1032/1/21-giugno-2019-giornata-nazionale-per-la-lotta-contro-le-leucemie-i-linfomi-e-il-mieloma http://www.mutualpass.it/post/1032/1/21-giugno-2019-giornata-nazionale-per-la-lotta-contro-le-leucemie-i-linfomi-e-il-mieloma]]> Come ogni anno il 21 Giugno, al solstizio d’estate, AIL organizza la Giornata Nazionale per la lotta contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma. Un'occasione molto importante per promuovere l’attenzione e l’informazione sulla cura delle malattie del sangue, sottolineando i grandi progressi della Ricerca Scientifica e delle terapie.

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 9.200 nuovi casi di leucemie, le cui forme acute rappresentano più del 25 per cento dei casi di tutti i tumori dei bambini. Per tutto il giorno, inoltre, otto illustri ematologi risponderanno al numero verde 800.22.65.24 per dare informazioni sulle malattie e i centri di terapia, un call center dedicato alle domande di pazienti e familiari

Negli ultimi anni si è assistito a una “rivoluzione della speranza” contro forme di malattie del sangue come le leucemie acute e le mielodisplasie. Contro queste patologie ci sono otto nuovi farmaci. Nel presentare la giornata nazionale, gli esperti hanno spiegato che si stanno facendo grandi passi avanti nello sviluppo di nuovi farmaci promettenti in termini di prolungamento della sopravvivenza. Nell’arco di pochi anni sono stati approvati, sia negli Stati Uniti che in Europa, un numero di nuovi farmaci come non si era visto nei 40 anni precedenti

Tra i farmaci più promettenti che saranno disponibili a breve c’è la gemtuzumab ozogamicina, un anticorpo monoclonale che insieme alla chemioterapia può di prolungare di circa nove mesi la durata della risposta in alcune categorie di leucemie mieloidi acute. Il CPX-351 è capace invece di dare risposte ai pazienti di età superiore ai 60-65 anni con forme di Leucemia mieloide acuta molto aggressive. Poi vi sono le sindromi mielodisplastiche, un gruppo eterogeneo di malattie, prevalenti tra gli anziani, caratterizzate da una difettosa produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine: “Grazie al miglioramento delle tecniche diagnostiche e alla possibilità di meglio caratterizzare la malattia dal punto di vista molecolare”, ha detto Maria Teresa Voso, associata di Ematologia a Tor Vergata, “la disponibilità di farmaci mirati sta diventando sempre più concreta”.


Fonte: AIL

]]>
Fri, 21 Jun 2019 17:19:11 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1032/1/21-giugno-2019-giornata-nazionale-per-la-lotta-contro-le-leucemie-i-linfomi-e-il-mieloma
20 Giugno 2019 - Giornata Mondiale del Rifugiato http://www.mutualpass.it/post/1030/1/20-giugno-2019-giornata-mondiale-del-rifugiato http://www.mutualpass.it/post/1030/1/20-giugno-2019-giornata-mondiale-del-rifugiato]]> Il 20 Giugno di ogni anno, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto di celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato, per ricordare che chi fugge non è una pedina ma una persona in cerca di dignità.

Per celebrare la Giornata, l’UNHCR ha lanciato la campagna #WithRefugees che durerà fino al 19 settembre. La campagna ha come obiettivo quello di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze: prendersi cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola e avere un posto che si possa chiamare “casa”.

Negli ultimi dieci anni, l’UNHCR ha presentato la richiesta per il reinsediamento in favore di più di 1 milione di rifugiati a 30 diversi paesi, ma il numero di persone che necessitano di reinsediamento supera di gran lunga le opportunità disponibili in un paese terzo. Nel rapporto Projected Global Resettlement Needs che fotografa questa situazione, si afferma che in virtù dell’aumento delle quote di reinsediamento da parte di alcuni paesi, e dell’aumento delle richieste, il numero previsto di persone che necessiteranno di reinsediamento nel 2020 raggiungerà i 1,19 milioni, ovvero il 72% in più rispetto al 2014.

Il reinsediamento è una delle soluzioni migliori per i rifugiati, insieme all’integrazione nella società di accoglienza e al rimpatrio volontario. Grazie a questo strumento, ai rifugiati che non possono rimanere nel Paese di primo asilo, né possono rientrare nel proprio, viene data la possibilità di cominciare una nuova vita in un Paese terzo.

L’UNHCR sta conducendo un programma per lo sviluppo di meccanismi regionali e nazionali di risposta rapida alle sfide poste dalla migrazione irregolare, alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti in Nord Africa. In particolare, l’iniziativa si basa sul rafforzamento della cooperazione fra i principali attori (governi, ONG e organizzazioni internazionali e regionali).

"Gli Stati hanno il diritto di gestire la migrazione attraverso i propri confini, ma hanno anche la responsabilità di ridurre al minimo la sofferenza umana. Non possiamo più tollerare politiche che causano consapevolmente sofferenze e non dobbiamo credere a chi sostiene che cercare protezione sia un atto criminale o che aiutare chi ha bisogno sia sbagliato", precisa Claudia Lodesani, presidente di Medici Senza Frontiere.


Fonte: Onu Italia 

Immagine di copertina: Opera della mostra "Presente Umano" di Giuseppe Raffaele

]]>
Thu, 20 Jun 2019 12:07:37 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1030/1/20-giugno-2019-giornata-mondiale-del-rifugiato
Scoperto il luogo da cui Antonello da Messina dipinse la "Pietà con un angelo" http://www.mutualpass.it/post/1029/1/scoperto-il-luogo-da-cui-antonello-da-messina-dipinse-la-pieta-con-un-angelo http://www.mutualpass.it/post/1029/1/scoperto-il-luogo-da-cui-antonello-da-messina-dipinse-la-pieta-con-un-angelo]]> Una sensazionale scoperta per il mondo dell'arte e per la città di Messina, scoperto il punto esatto da cui Antonello da Messina dipinse la "Pietà con un angelo" (1475 - Olio su tavola 74x51 - Museo del Prado, Madrid).

Si tratta della collinetta oggi sede della “Villetta Prudente” a monte di Piazza Castronovo. Coincidono perfettamente le posizioni del Calvario con le tre croci, a sinistra del dipinto, con la torre di S. Anna (oggi stele votiva della Madonnina del Porto) e la torre di Roccaguelfonia, a destra del dipinto, con quella attuale accanto al Sacrario di Cristo Re, anche se idealizzata. Campanile e Duomo sono stati spostati a destra dalla loro posizione originaria per non essere coperti dal corpo di Cristo.


Nino Principato 

]]>
Tue, 18 Jun 2019 11:00:07 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1029/1/scoperto-il-luogo-da-cui-antonello-da-messina-dipinse-la-pieta-con-un-angelo
Con altri occhi - Maria Stella Barone http://www.mutualpass.it/post/1028/1/con-altri-occhi-maria-stella-barone http://www.mutualpass.it/post/1028/1/con-altri-occhi-maria-stella-barone]]> Mercoledì 19 Giugno 2019 alle ore 18,30, presso la Libreria Dedalus, prevista la presentazione del libro "Con altri occhi. Storia di un sì che cambiò la mia vita", un memoir di Maria Stella Barone edito da Pathos edizioni.

L’opera è un invito alla lettura, un invito diretto, costruito con l’intercalare invitante del “caro”. La testimonianza nella vita quotidiana è l’invito, una testimonianza d’accoglienza verso la persona con disabilità, verso ogni persona in condizione di fragilità, verso chiunque si trovi in difficoltà. Testimonianza che rivela la vicinanza o la lontananza, la coerenza o l’ipocrisia rispetto alle affermazioni di accessibilità, di accoglienza, di rispetto, di integrazione.

Un grido, anche se spesso si parla di lacrime che riempiono gli occhi di una mamma, un grido espresso anche nelle parti in poesia. Un invito a mantenere forte il legame familiare, legame che si rivela sempre più forte nella famiglia di Stella.

L’affermazione che la fede e la fiducia nell’operato del Signore aiuta ad affrontare tutti i problemi con tempi e modi che spesso gli umani non sono in grado di comprendere. La fede che, nell’esperienza forte, vissuta, fa vedere la mano divina che guida. Per l’autrice la vita si conferma quale manifestazione del divino nella scoperta e nella gioia. Una gioia che si esprime in Emy nel suo sguardo e nei suoi sorrisi, ed in una curiosità che lentamente lo avvicina ai ritmi ed alle regole che un bambino deve conoscere per stare in società.

Qui Stella, la mamma speciale, si racconta, e l’invito alla lettura è sempre, soprattutto ad Emy, nato con un cromosoma in più, è lui invitato a leggere e riflettere su tutte le vicissitudini di tipo etico, sociale, educativo, familiare e di vita quotidiana. La farfalla ha visto con altri occhi, quelli suoi propri con migliaia di ommatidi, ma attenzione ha alzato le antenne e spiegato le ali e questi strumenti sono sicuramente più incisivi.


Roberto Cavallaro

]]>
Sun, 16 Jun 2019 12:55:08 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1028/1/con-altri-occhi-maria-stella-barone
14 Giugno 2019 - Giornata Mondiale del Donatore di Sangue http://www.mutualpass.it/post/1027/1/14-giugno-2019-giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue http://www.mutualpass.it/post/1027/1/14-giugno-2019-giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue]]> Ogni anno, il 14 giugno, i paesi di tutto il mondo celebrano la Giornata mondiale del donatore di sangue, istituita nel 2004 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in concomitanza con l’anniversario della nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni.

Trasfusione di sangue e di prodotti sanguigni salvano milioni di vite ogni anno. Il sangue e i prodotti sanguigni sono componenti essenziali nella corretta gestione sanitaria delle donne che soffrono di sanguinamento associato alla gravidanza e al parto; nei bambini affetti da grave anemia dovuta a malaria e malnutrizione; nei pazienti con disturbi del sangue e del midollo osseo, disturbi ereditari dell'emoglobina e condizioni di immunodeficienza; nelle vittime di traumi, emergenze, disastri e incidenti; così come nei pazienti sottoposti a procedure mediche e chirurgiche avanzate. Sebbene la necessità di sangue e prodotti sanguigni sia universale, vi è una marcata differenza nel livello di accesso al sangue e ai prodotti sanguigni sicuri da paese a paese. In molti paesi, infatti, la disponibilità di questi servizi non è sufficiente o comunque difficilmente accessibile.

Il tema della campagna di quest'anno è la "donazione di sangue e l'accesso universale alla trasfusione di sangue sicura, come componente del raggiungimento di una copertura sanitaria universale". Abbiamo sviluppato lo slogan "Sangue sicuro per tutti" per aumentare la consapevolezza del bisogno universale di sangue sicuro nell'erogazione dell'assistenza sanitaria e dei ruoli cruciali che le donazioni volontarie svolgono nel raggiungimento dell'obiettivo della copertura sanitaria universale. Il tema incoraggia fortemente le persone in tutto il mondo a diventare donatori di sangue e donare sangue regolarmente, azioni che sono fondamentali per costruire una solida base di approvvigionamenti di sangue nazionali sostenibili sufficienti a soddisfare le esigenze di tutti i pazienti che necessitano di trasfusioni.

La giornata e il tema sono anche un appello all'azione di tutti i governi, le autorità sanitarie nazionali e i servizi sanitari nazionali per fornire risorse adeguate e mettere in atto sistemi e infrastrutture per aumentare la raccolta di sangue da donatori di sangue volontari e regolari non retribuiti; fornire cure di qualità per i donatori; promuovere e attuare un uso clinico appropriato del sangue e istituire sistemi per la supervisione e la sorveglianza dell'intera catena di trasfusioni di sangue.

Gli obiettivi della campagna di quest'anno sono:

- celebrare e ringraziare le persone che donano il sangue e incoraggiare coloro che non hanno ancora donato il sangue a iniziare la donazione;

- sottolineare la necessità di una donazione di sangue per tutto l'anno, di mantenere forniture adeguate e di raggiungere un accesso universale e tempestivo a trasfusioni di sangue sicure;

- focalizzare l'attenzione sulla salute dei donatori e sulla qualità della cura degli stessi

- dimostrare la necessità di un accesso universale a trasfusioni di sangue sicure e fornire sostegno sul suo ruolo nella fornitura di un'assistenza sanitaria efficace e nel raggiungimento dell'obiettivo della copertura sanitaria universale;

- mobilitare il sostegno a livello nazionale, regionale e globale tra governi e partner di sviluppo per investire, rafforzare e sostenere i programmi nazionali sul sangue.


Fonte: WHO 

]]>
Thu, 13 Jun 2019 17:21:44 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1027/1/14-giugno-2019-giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue
Arte in Laboratorio, inaugurata la mostra "Quadro Clinico" http://www.mutualpass.it/post/1026/1/arte-in-laboratorio-inaugurata-la-mostra-quadro-clinico http://www.mutualpass.it/post/1026/1/arte-in-laboratorio-inaugurata-la-mostra-quadro-clinico]]> E’ stata inaugurata, nei locali di via Maddalena 24 (2010 Group – dott. Luigi Mondello), la mostra “Quadro Clinico”, nuovo appuntamento di “Arte in Laboratorio”, che potrà essere visitata fino al 21 luglio. Speciale e toccante la dedica all’artista Claudio Militti, improvvisamente scomparso lo scorso gennaio. Il suo quadro è al centro dell’intera esposizione, doveroso omaggio all’elevata caratura del personaggio.

Prosegue, così, l’ambizioso progetto di Mutualpass – Medika di voler trasformare un laboratorio di analisi cliniche in una vera e propria galleria d’arte, dove anche osservatori casuali e neutrali possono trarre speciali emozioni, e nel contempo di coniare un nuovo paradigma della salute, rendendola sempre più umana.

Sulle tematiche e gli spunti dell’iniziativa si è soffermato il critico d’arte Mosè Previti: “Quadro Clinico può essere considerato il manifesto dell’attività culturale e sociale di Mutualpass – Medika, che da più di un anno porta avanti il progetto “Arte in Laboratorio”, ideato e promosso dal team coordinato dal dott. Luigi Mondello e dal dott. Daniele Di Bartolo, dedicato nell’occasione a Claudio Militti, importante artista messinese recentemente venuto a mancare.

Una personalità molto interessante, che ha avuto una prolungata fase di proficua sperimentazione durata ininterrottamente dagli anni Settanta. Un artista dotato di sensibilità, creatività e capacità di coinvolgere il mondo circostante. Militti è stato, tra l’altro, uno dei promotori della bellissima iniziativa laboratoriale di pittura al Policlinico Universitario di Messina”. “Quadro Clinico” ripropone il fortunato binomio arte-medicina.

Si tratta di una relazione molto avanzata nella ricerca scientifica internazionale. Esistono, infatti, specifici protocolli e pratiche mediche che si basano sull’arte e noi rivisitiamo questi indirizzi e li riattraversiamo in questa veste, cercando di stimolare gli utenti attraverso le opere”.     


Omar Menolascina

]]>
Thu, 13 Jun 2019 10:40:13 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1026/1/arte-in-laboratorio-inaugurata-la-mostra-quadro-clinico
La mostra "Quadro Clinico" in ricordo dell’artista Claudio Militti http://www.mutualpass.it/post/1025/1/la-mostra-quadro-clinico-in-ricordo-dell-artista-claudio-militti http://www.mutualpass.it/post/1025/1/la-mostra-quadro-clinico-in-ricordo-dell-artista-claudio-militti]]> Il nuovo appuntamento di “Arte in Laboratorio” avrà un significato speciale, perché la mostra “Quadro Clinico”, che sarà inaugurata martedì 11 giugno, alle ore 18, nei locali di via Maddalena 24 a Messina (2010 Group - dott. Luigi Mondello), è dedicata all’indimenticato artista Claudio Militti, improvvisamente scomparso nel gennaio di quest’anno.

Il suo quadro sarà al centro dell’intera esposizione, doveroso omaggio all’elevata caratura sia umana che culturale del personaggio. La figura di Militti è stata esemplare, infatti, per l’arte della città peloritana. Maestro e creatore prolifico ha lungamente sperimentato materiali e linguaggi in un’attività vivace e interrotta dagli anni ‘60. Militti, assieme Piero Serboli, Aurelio Valentini e Jose Martino, è stato, inoltre, tra i promotori del laboratorio di pittura del reparto di Oncologia del Policlinico Universitario di Messina. Questa intensa esperienza testimonia quanto sia proficuo il dialogo tra arte e medicina che il team di Mutualpass – Medika, la Card della Salute, coordinato dal dott. Luigi Mondello e dal dott. Daniele Di Bartolo, sta portando avanti con varie iniziative, come appunto “Arte in Laboratorio”. Trasformare un laboratorio di analisi cliniche in una galleria d’arte produce un’emozione nel singolo visitatore e funge da importante stimolo per la realtà locale.

Quadro Clinico è il titolo di una mostra collettiva ideata e curata da Mutualpass – Medika, che si è tenuta dal 15 al 27 gennaio 2018 nella chiesa Santa Maria degli Alemanni, coinvolgendo 28 artisti ed un nutrito gruppo di performer ed esperti. La mostra, il cui sottotitolo era “Stare Bene con Arte”, è stata l’evento manifesto dell’attività del gruppo Mutualpass-Medika, che in questi anni si è contraddistinto per l’organicità e l’originalità della sua proposta.  L’obiettivo di questa azione multidisciplinare è ambizioso quanto condiviso dai più avanzati centri di ricerca del mondo: coniare un nuovo paradigma della salute, rendendola sempre più umana. Gli artisti hanno rielaborato l’iconografia delle discipline mediche, dando vita a lavori accattivanti per l’osservatore, intento a identificare nell’immagine la corrispettiva branca medicale.


MutualPass - Medika, la card della salute

]]>
Mon, 10 Jun 2019 09:27:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1025/1/la-mostra-quadro-clinico-in-ricordo-dell-artista-claudio-militti
Unisci i cerchi con una linea senza staccare la penna dal foglio http://www.mutualpass.it/post/1024/1/unisci-i-cerchi-con-una-linea-senza-staccare-la-penna-dal-foglio http://www.mutualpass.it/post/1024/1/unisci-i-cerchi-con-una-linea-senza-staccare-la-penna-dal-foglio]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno tra i più diffusi è quello che ci chiede di risolvere l'enigma che consiste nell'unire i cerchi con dei segmenti di linea continui, senza staccare la penna dal foglio, operazione che appare subito semplice ma che nasconde molte insidie e chiede alla nostra mente uno sforzo non indifferente.

Ecco la sorprendente soluzione dettagliata:

]]>
Fri, 7 Jun 2019 18:09:29 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1024/1/unisci-i-cerchi-con-una-linea-senza-staccare-la-penna-dal-foglio
Accadde oggi... 7 Giugno - Le 5 opere più belle di Paul Gauguin http://www.mutualpass.it/post/1023/1/accadde-oggi-7-giugno-le-5-opere-piu-belle-di-paul-gauguin http://www.mutualpass.it/post/1023/1/accadde-oggi-7-giugno-le-5-opere-piu-belle-di-paul-gauguin]]> Paul Gauguin nasce a Parigi il 7 giugno 1848. I suoi genitori sono grandi oppositori del regime politico di Napoleone III, per cui sono condannati all'esilio e nel 1849 devono lasciare la Francia, per partire alla volta del Perù. Gauguin trascorre parte della sua infanzia in Perù insieme alla sorella Marie Marceline e solo sei anni dopo torna in Francia insieme alla madre e alla sorella.

Studia nella città di Orléans presso le Petit-Sèminaire e sei anni dopo decide di imbarcarsi prima in un mercantile e poi nella Marina militare francese. Una volta congedato si stabilisce a Parigi dove inizia a dedicarsi alla pittura, intraprendendo la professione da autodidatta. Il suo tutore possiede un'importante collezione d'arte contenente dei dipinti di Eugène Delacroix, da cui Paul trae ispirazione.

Nel 1873 conosce Mette Sophie Gad, una giovane ragazza danese, con cui si unisce in matrimonio nello stesso anno. L'anno dopo frequenta l'Accademia Colarossi e conosce Camille Pissarro, pittore impressionista francese, che gli da consigli importanti che influenzeranno il suo modo di dipingere. In questo periodo acquista tele impressioniste e espone una sua opera paesaggistica presso il Salon di Parigi.

In questo periodo conosce anche i fratelli Theo e Vincent Van Gogh. Nei due anni successivi parte alla volta di Panama insieme al pittore Charles Laval e poi si reca nella Martinica. Al suo ritorno in Francia, trascorre un breve periodo ad Arles con Vincent Van Gogh. Grazie all'arrivo di Paul Gauguin, lo stato di salute mentale di Van Gogh migliora sensibilmente. Questo miglioramento di salute dura poco, perché il pittore olandese il 23 dicembre 1888 si taglia una parte dell'orecchio con un rasoio. In questa drammatica circostanza, Gauguin lascia Arles.

Continua a dedicarsi alla sua attività artistica e una delle opere che realizza in questo periodo è "La visione dopo il sermone", in cui utilizza uno stile pittorico simbolista, rompendo definitivamente con l'impressionismo.

Tra il 1889 e il 1890 torna in Bretagna e l'anno dopo parte alla volta di Tahiti, dove riesce a vendere uno dei suoi quadri, "La Belle Angèle". Durante questo suo soggiorno prova un grande interesse per la cultura maori e per le sue usanze, dipingendo nelle sue tele scene di vita quotidiana e le persone del luogo. Nel giugno 1893 lascia Tahiti per far ritorno in Francia. Qualche mese dopo espone quarantuno opere realizzate durante il soggiorno tahitiano. Non ottiene un giudizio artistico positivo dalla critica francese in merito alle sue opere tahitiane, per cui rimane molto deluso.

Nel 1901 si trasferisce definitivamente nelle Isole Marchesi. Sfidando la povertà, continua la sua attività artistica fino al giorno della sua morte, avvenuta l'8 maggio 1903 a Hiva Oa, a causa della sifilide.

 

Abbiamo provato a stilare una classifica con le 5 più belle opere, scelte da noi, di Paul Gauguin.

 

5) Lo spirito dei morti veglia (1892) - Albright-Knox Art Gallery (Buffalo)

 

 

4) Due donne tahitiane (1891) - Museo D'Orsay (Parigi)

 

 

3) Van Gogh mentre dipinge i girasoli (1888) - Van Gogh Museum (Amsterdam)

 

 

2) Arearea (1892) - Museo D'Orsay (Parigi)

 

 

1) Il Cristo Giallo (1889) - Albright-Knox Art Gallery (Buffalo)

]]>
Fri, 7 Jun 2019 10:32:14 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1023/1/accadde-oggi-7-giugno-le-5-opere-piu-belle-di-paul-gauguin
La "pittura in condominio" di Mantilla dal 7 giugno http://www.mutualpass.it/post/1022/1/la-pittura-in-condominio-di-mantilla-dal-7-giugno http://www.mutualpass.it/post/1022/1/la-pittura-in-condominio-di-mantilla-dal-7-giugno]]> Prevista per venerdì 7 giugno 2019, alle ore 18, l'inaugurazione della mostra "Pittura in condominio" dell'artista Mantilla.

Presso il condominio di Via Curtatone e Montanara 28, fino al 16 giugno, previa prenotazione tramite i numeri 329 5876745 - 349 4049262, verranno esposte le opere dell'artista messinese. 

Pietro Mantineo, in arte Mantilla, è nato a Messina nel 1952. Dotato di una grande sensibilità artistica, ha abbandonato presto la primitiva d'idea di diventare scrittore per intraprendere, a 23 anni, quella di pittore. Totalmente autodidatta, è partito a 26 anni alla volta di Milano, allora centro propulsivo dell'economia e dell'intellighenzia italiana. Tornato a Messina, vi si è stabilito definitivamente grazie all'incontro con il maestro Bruno Samperi.


MutualPass - Medika, la card della Salute

]]>
Thu, 6 Jun 2019 16:47:50 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1022/1/la-pittura-in-condominio-di-mantilla-dal-7-giugno
5 Giugno 2019 - Giornata Mondiale dell’Ambiente http://www.mutualpass.it/post/1021/1/5-giugno-2019-giornata-mondiale-dell-ambiente http://www.mutualpass.it/post/1021/1/5-giugno-2019-giornata-mondiale-dell-ambiente]]> Oggi, 5 Giugno, si festeggia la Giornata Mondiale dell'Ambiente, istituita delle Nazioni Unite per incoraggiare la consapevolezza e l'azione a livello mondiale per proteggere il nostro ambiente.

Dal 1974 l'evento è cresciuto fino a diventare una piattaforma globale per la sensibilizzazione del pubblico, ampiamente celebrata in oltre 100 paesi. Questa giornata è riconosciuta per essere il “giorno della gente”, così da far sentire tutti partecipi di prendersi cura della Terra.

Il tema di ogni Giornata mondiale dell'ambiente è organizzata attorno ad una problematica che richiama l'attenzione su una preoccupazione ambientale particolarmente urgente. Il tema per il 2019 è "Inquinamento atmosferico".

L'inquinamento atmosferico è ovunque. Ogni respiro può contribuire a far assimilare piccole particelle che attaccano i polmoni, il cuore e il cervello. La Giornata mondiale dell'ambiente 2019 lancia un appello all'azione per combattere questa crisi globale. Il paese ospite di quest'anno è la Cina, che ci invita a riflettere su come possiamo cambiare la nostra vita quotidiana per ridurre la quantità di inquinamento atmosferico che produciamo e contrastare il suo contributo al riscaldamento globale e ai suoi effetti sulla nostra Salute.

Nove persone su dieci in tutto il mondo sono esposte a livelli di inquinanti atmosferici che superano i livelli di sicurezza dell'Organizzazione mondiale della sanità. Circa sette milioni di persone in tutto il mondo muoiono prematuramente ogni anno a causa dell'inquinamento atmosferico, circa quattro milioni di questi decessi si verificano nell'Asia-Pacifico.

Ci sono così tante cose che possiamo fare: andare in bici o camminare per andare al lavoro o a scuola, riciclare i rifiuti non organici, promuovere azioni e petizioni per migliorare gli spazi verdi nelle nostre città. Possiamo spegnere le luci e gli apparecchi elettronici non in uso, scegliere un riscaldamento domestico efficiente e fare attenzione all’acqua corrente che sprechiamo.

L'inquinamento atmosferico è prevenibile e ci sono molte soluzioni. Facciamo vedere al mondo che il momento di agire è ora.


WorldEnvironmetDay.global

]]>
Wed, 5 Jun 2019 11:49:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1021/1/5-giugno-2019-giornata-mondiale-dell-ambiente
La casa della fame - Dambudzo Marechera http://www.mutualpass.it/post/1020/1/la-casa-della-fame-dambudzo-marechera http://www.mutualpass.it/post/1020/1/la-casa-della-fame-dambudzo-marechera]]> Con La casa della fame dello scrittore africano Dambudzo Marechera la casa editrice Racconti edizioni inaugura la collana dedicata alle novelle, vale a dire ai racconti lunghi.

La novella tratta di un giovane studente universitario degli anni ’70 che decide di lasciare il ghetto di Rusape (Rhodesia Meridionale, oggi Zimbabwe) in cui è cresciuto. Tutto ciò avviene con un incipit secco e diretto come un pugno sul naso: “Presi le mie cose e me ne andai”. Subito dopo apprendiamo che sta andando al bar del ghetto, ma che non ha nessuna intenzione di tornare alla casa della fame. Quella dimora toglie “ogni boccone di sanità mentale” e tiene ingabbiati i suoi inquilini in una ragnatela per trasformali in “torcibudella”. I torcibudella hanno “fame della propria anima” e il protagonista della novella ne ha più di tutti. La sua è una fame di conoscenza e di riscatto.

Non sopporta più la violenza che fino a quel momento ha caratterizzato la sua vita. Come al bar le fa notare Julia, la ragazza nera con labbra cremisi e seni prominenti su cui campeggia la maglietta della leggenda Zimbabwe con cui ha avuto una storia, il giovane studente universitario appare confuso. In realtà ne ha abbastanza della segregazione razziale del regime di Ian Smith, di ricevere sberle dalla madre perché gli parla in inglese e lei capisce solo lo shona (una lingua africana) e le parole a causa dell’alcolismo si scontrano al passaggio al livello in cui ha trovato la morte il vecchio vagabondo che raccontava storie; ma soprattutto ne ha abbastanza “di dire che è bello” essere nero ed è “stanco della gente che si ammacca le nocche” sul suo volto. Così mentre il corpo è temporaneamente al bar assistiamo al girovagare della sua mente raminga nei meandri del suo passato. Un passato fatto di frammenti di carne, fango e sangue in cui nessuno ne è immune.

Non è immune Immaculate, la compagna di suo fratello Peter che ha appena avuto un bambino e che viene picchiata dal compagno ogni giorno ma lei, che ha avuto la triste sorte di nascere “nella turpitudine della nostra storia”, resiste con coraggio con i suoi occhi “ferini”. Oppure Nestar, la regina delle prostitute e primo amore del protagonista, che era stata sua compagna di classe e che quando è stata messa incinta ha dovuto lasciare la scuola e che per tirare avanti ha dovuto vendere il corpo e partorire da sola, senza nessuno al mondo, in un dannato fiume, e ora il figlio è un bulletto senza spina dorsale che stupra le ragazze incoscienti.

Però non si deve pensare che questa vita brutale coinvolga soltanto i neri. Ci sono anche i bianchi che ne rimangono travolti. Come l’artista Patricia, la sua ultima ragazza, che è stata picchiata all’università nel pieno di una manifestazione razzista di bianchi e lui non ha potuto fare niente per proteggerla, anzi ne è uscito ammaccato. Però lei ha avuto la peggio, poiché da quel giorno non è stata più la stessa.

Con La casa della fame Marechera ci mostra con un uso espressionista della parola e periodi ricchi di metafore mai superflue che restano incise nella pelle il grido di un’umanità in fermento alla ricerca di riscatto. La vita del giovane studente universitario vagabondo con i suoi sogni, incubi, amore per la letteratura, le cicatrici del passato e un futuro incerto prossimo all’abisso si intreccia con le vite degli altri personaggi, perfettamente rappresentati, e che forse non riuscirà mai a lasciarsi alle spalle. Marechera aveva soltanto trentacinque anni quando l’Aids, l’alcolismo e la schizofrenia se lo sono portati via. Di lui non potremmo avere più niente, ma ci ha lasciato questa novella che è un diamante della letteratura e un romanzo, Black Sunlight, che purtroppo non è mai stato tradotto in italiano.

Con La casa della fame Marechera ci vuole scuotere le nostre coscienze assopite e ci riesce appieno con la sua scrittura geniale.

Il ghetto di Rusape non è poi così diverso dai bassifondi di Messina descritti da Vitarelli in Sireine dove c’è la bambina prostituta che manda avanti la baracca, oppure la Monto della Dublino dell’Ulisse – a proposito Marechera è considerato il Joyce africano – o ancora l’umanità composita della Comedie humaine di Balzac, le banlieues della Parigi piena di miserabili di Hugo o le periferie inglesi descritte da Dickens e da cui sono scaturiti gruppi come i Black Sabbath (Birmingham), gli Smith (Manchester) o gli Iron Maiden (Londra).

Il valore della novella venne colto fin da subito. Marechera scrisse la casa della fame quando fu espulso dall’università di Oxford in cui studiava letteratura. In quel momento era un clandestino e la sua mente partorì questo gioiello letterario pari a opere come La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth. Scrittrici dal calibro di Doris Lessing dissero che leggere la novella di Marechera è come “ascoltare un grido”. Il romanzo ottenne successo anche all’estero, come ad esempio in Germania dove fece una tournée, e alla fine si cercò in Rhodesia di farne un film, ma non se ne fece niente perché lo scrittore non riuscì a domare la schizofrenia e fece saltare baracche e burattini.

La casa della fame è una novella che non potete fare a meno di leggere. La si dovrebbe portare sempre appresso o comunque avercela a portata di mano, perché non tratta semplicemente dello Zimbabwe degli anni ’70, ma ci parla del mondo e soprattutto parla dritto al nostro cuore per far scaturire l’umanità insita in noi.

Grazie Racconti edizioni per aver pubblicato questa bellissima novella.      


Roberto Cavallaro                         

]]>
Tue, 4 Jun 2019 10:58:23 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1020/1/la-casa-della-fame-dambudzo-marechera
La Manta della Madonna della Lettera http://www.mutualpass.it/post/790/1/la-manta-della-madonna-della-lettera http://www.mutualpass.it/post/790/1/la-manta-della-madonna-della-lettera]]> LA MANTA DELLA MADONNA DELLA LETTERA

In occasione della festività, molto cara ai messinesi, della Madonna della Lettera, vi proponiamo, in questo articolo di Nino Principato, la storia del capolavoro orafo del sex. XVII custodito nella Cattedrale di Messina

Nel “Tesoro del Duomo”, in Cattedrale, la seconda sala è dedicata alle opere che sono legate alla devozione verso la Madonna della Lettera, tra cui l’opera più importante del Museo: la Manta d’oro. Essa è l'oggetto più caro al cuore di ogni messinese al punto che rivestiva l'immagine preziosa, secondo l'antica tradizione, dipinta da S. Luca ed attorno a cui generazioni di fedeli profusero centinaia e centinaia di gioie, come ex-voto, espressione di ardente riconoscenza alla Vergine Santa. Interamente in oro (alt. m. 1.60 x 0,98), delicatamente cesellata, è opera del fiorentino Innocenzo Mangani - orafo, scultore ed architetto - ed è quanto di più ricco e fastoso si possa immaginare. Il Senato messinese e i rappresentanti della Cappella della Lettera la commissionarono il 5 novembre del 1658 e il Senato, a tale scopo, il 29 aprile 1659 dispose una tassa di 12 tarì a carico dei laureandi universitari da destinarsi a favore della lavorazione della Manta, che fu compiuta nel l668. Diamanti, rubini, smeraldi, zaffiri, perle, ametiste, in gran copia, gioielli di alto pregio, doni di sovrani, di signori e di gentildonne, si accumularono, di anno in anno, di secolo in secolo, su di essa, in maniera da conferirle complessivamente un valore inestimabile. Ma, a parte i gioielli, l'opera d'arte in se stessa merita l'attenzione e l'esame dello studioso per il fine e diffuso lavoro di cesello consistente in motivi floreali e geometrici e in cartoccetti. L'attività di Mangani si svolse a Messina fra il 1657 e il 1676, periodo nel quale monasteri, chiese e privati, fra cui il celebre don Antonio Ruffo, gareggiarono nel ricercarne l'opera. La manta fu realizzata al fine di coprire, secondo la tradizione bizantina, l’immagine sacra raffigurante la Madonna della Lettera, icona che andò distrutta nell’incendio del 1943 a seguito dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale e rifatta dal pittore messinese Adolfo Romano. Il manufatto, come riporta l'iscrizione incisa sotto il collo della Vergine, fu iniziato nel 1661 e ultimato nel 1668:

"Il Tesoriero della Cappella D. Carlo Gregorio Primo marchese di Poggio Gregorio e cavaliere della Stella incominciata questa manta Della Beatatissima Vergine dell'anno 1661 all'anno 1668 Innocenzo Mangani argentiere scultore architetto fiorentino".

Ecco un elenco, stilato nel 1929, dei preziosi che ornano la Mata (cfr. Stefano Bottari, Il Duomo di Messina):

  • Una gioia di smeraldi donata dalla Vice Regina Duchessa Usseda nel 1695.
  • Un monile d'oro con perle e diamanti, realizzato nel 1690 con il contributo dei messinesi e del Vicerè Duca di Usseda, che intervenne con 150 scudi.
  • Un anello con diamante della Contessa di Barbò di Casa Stizia (1695).
  • Una gemma di diamanti della Marchesa di Geraci (1714).
  • Una croce di diamanti della marchesa di Condagusta (1714).
  • Un cuore in oro del generale tedesco conte Wallis.
  • Una catena di anelli di don Federico Ruffo (1723).
  • Uno schifazzo d'oro con uno smeraldo, diamanti attorno e 3 perle, di Donn'Angela Procopio (1749).
  • Un gioiello con una grossa e rara perla a forma detta la pecorella del canonico decano d. Alberto Arenaprimo.
  • Un fiore di brillanti della Marchesa Maria Scoppa.
  • Una margherita di diamanti donata nel 1881 dalla regina Margherita.

L’orafo messinese Giuseppe Irrera, nel 1965, insieme con il collega Giacomo Ivaldi, restaurarono la Manta della "Madonna della Lettera", che ancora oggi viene esposta a coprire il dipinto del prof. Romano nell’altare maggiore della Cattedrale, solo il 3 giugno di ogni anno, festa della nostra Celeste Patrona.

Nino Principato

 

]]>
Tue, 4 Jun 2019 08:59:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/790/1/la-manta-della-madonna-della-lettera
31 Maggio 2019 - Giornata Mondiale senza Tabacco http://www.mutualpass.it/post/1019/1/31-maggio-2019-giornata-mondiale-senza-tabacco http://www.mutualpass.it/post/1019/1/31-maggio-2019-giornata-mondiale-senza-tabacco]]> Ogni anno, il 31 maggio, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e i partner globali celebrano la Giornata Mondiale senza Tabacco (World No Tobacco Day - WNTD). La campagna annuale è un'opportunità per sensibilizzare sugli effetti nocivi e mortali dell'uso del tabacco e dell'esposizione al fumo passivo e per scoraggiare l'uso del tabacco in qualsiasi forma.

Il tema del World No Tobacco Day 2019 è "Tabacco e salute dei polmoni"

La campagna si propone di fare luce su: 

- L'impatto negativo che il tabacco ha sulla salute dei polmoni delle persone, dal cancro alle malattie respiratorie croniche.

- Il ruolo fondamentale che i polmoni svolgono per la salute e il benessere di tutte le persone.

La campagna serve anche come invito all'azione, sostenendo politiche efficaci per ridurre il consumo di tabacco e coinvolgere le parti interessate in più settori nella lotta per il controllo del tabacco. 

 

Cosa succede all'organismo quando smettiamo di fumare?

Stare due ore senza fumare produce un abbassamento della frequenza cardiaca e una normalizzazione dei livelli pressori, si registrano benefici anche alla circolazione del sangue.

Dopo mezza giornata senza tabacco i livelli di monossido di carbonio nel corpo si abbassano. Questa sostanza, che viene rilasciata dal tabacco che brucia e viene inalata mentre si fuma, si lega molto bene alle cellule del sangue, per cui alti livelli di monossido di carbonio nell’organismo possono compromettere il legame delle cellule con l’ossigeno, con una carenza di ossigeno nel sangue e conseguenti problemi di natura cardiovascolare. Dopo 12 ore dall’ultima sigaretta, i livelli di monossido di carbonio diminuiscono, mentre aumentano quelli di ossigeno nel sangue.

In 25 ore si riduce il rischio di malattia coronarica. I fumatori corrono un rischio del 70% superiore rispetto ai non fumatori di malattia coronarica, una delle patologie cardiache più diffuse. Insieme alla riduzione del rischio di malattia coronarica, si abbassa anche il rischio di infarto.

In due giorni migliorano gusto, olfatto e la capacità polmonare. Smettendo di fumare, si incoraggia la crescita delle terminazioni nervose, con un recupero delle capacità di gusto e olfatto. Dopo 3 giorni migliora anche la capacità polmonare.

Già dopo due settimane si iniziano a vedere i primi cambiamenti. Dopo un mese senza sigarette quelle minuscole strutture che spingono il muco fuori dai polmoni, dette ciglia polmonari, iniziano a ripararsi. Avere i polmoni liberi diminuisce in maniera significativa la tosse e il fiato corto e aiuta a combattere le infezioni e liberare i polmoni in maniera efficiente.In due mesi chi smette noterà che pelle e capelli tornano ad assumere un aspetto più sano: sono meno spenti, la pelle è più elastica e si attenuano le rughe.

Dopo un anno senza sigarette si registra un calo del rischio di malattie cardiovascolari. Dopo cinque anni invece diminuisce il rischio di infarto e quello di insorgenza di malattia neoplastica. Trascorsi 15 anni dall’ultima sigaretta, il rischio di malattia cardiovascolare, di bronchite cronica e di enfisema è pari a quello di un non fumatore, così come quello di insorgenza di tumore. 


Fonti: WHO - HumanitasSalute

]]>
Fri, 31 May 2019 11:12:51 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1019/1/31-maggio-2019-giornata-mondiale-senza-tabacco
30 Maggio 2019 - Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla http://www.mutualpass.it/post/1018/1/30-maggio-2019-giornata-mondiale-della-sclerosi-multipla http://www.mutualpass.it/post/1018/1/30-maggio-2019-giornata-mondiale-della-sclerosi-multipla]]> Il 30 Maggio si celebra la giornata mondiale dedicata alla Sclerosi Multipla. Si stima che quasi tre milioni di persone al mondo soffrano di questa patologia, soltanto in Italia i casi sarebbero oltre 118 mila (AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla). Nonostante ciò, la sclerosi multipla è una di quelle malattie di cui non si parla mai abbastanza.

 

Di cosa parliamo quando ci riferiamo alla Sclerosi Multipla?

La sclerosi multipla è una patologia appartenente al gruppo delle malattie autoimmuni, ovvero quelle malattie che sono caratterizzate da un comportamento anomalo del sistema immunitario. Il sistema immunitario ha l’incarico di proteggere il nostro corpo dalle infiltrazioni da parte di organismi esterni pericolosi, ma nel caso delle malattie autoimmuni esso classifica come potenzialmente pericolose parti del nostro stesso corpo, attaccandole.

Le parti soggette all’attacco degli anticorpi nel caso della sclerosi multipla sono le guaine mieliniche che circondano gli assoni, utilizzati dai neuroni per scambiarsi le informazioni sottoforma di impulsi elettrici. Dovendo trasmettere segnali elettrici ad alta velocità, gli assoni sono isolati per gran parte della loro lunghezza da una guaina formata da una sostanza chiamata mielina, la quale permette agli impulsi di viaggiare ad una velocità di 100 m/s. Il severo danneggiamento di questa guaina provocato dalla malattia riduce la velocità di trasporto dell’impulso di circa 20 volte, provocando nel paziente i sintomi caratteristici della malattia.

Il nome deriva appunto dalle cicatrici che si vengono a formare nella materia bianca del midollo spinale e del cervello (dette sclerosi, placche o lesioni). La sclerosi multipla può presentarsi a qualsiasi età, si stima però che la fascia più a rischio sia quella dai 20 ai 40 anni, con circa il doppio delle donne colpite rispetto agli uomini.

 

Quali sono i sintomi?

A seconda della gravità della condizione, la sclerosi multipla può presentare sintomi differenti. I sintomi più comuni sono disturbi vescicali e/o intestinali, eccessivo affaticamento, problemi relativi alla vista e alla sensibilità (ridotta sensibilità al caldo, al freddo, al dolore), disturbi del linguaggio e della coordinazione, disfunzioni sessuali e depressione. I sintomi meno comuni variano dall’epilessia alla cefalea, dai disturbi all’udito ai disturbi della respirazione, dai problemi vascolari alla disfagia (problemi nel deglutire). Questi sintomi possono essere presenti in forma lieve o no, per un periodo di tempo più o meno prolungato e in diverse fasi o in un unico lungo decorso.

Si distinguono principalmente quattro diverse forme della malattia, le quali possono presentarsi con sintomi lievi, moderati o gravi:

- Sclerosi multipla a decorso recidivante-remittente (SM-RR): comprende inizialmente circa l’85% dei casi, questa fase è caratterizzata da periodi acuti e periodi di remissione.

- Sclerosi multipla secondariamente progressiva (SM-SP): la forma di tipo recidivante può successivamente evolversi in una forma progressiva (questo avviene in circa il 50% dei casi), la quale non presenta momenti di remissione ma un lento e costante peggioramento alternato a fasi senza progressione.

- Sclerosi multipla primariamente progressiva (SM-PP): circa il 15% dei pazienti sviluppa questa forma. I sintomi progrediscono regolarmente fin dalla prima comparsa, questa forma non presenta ricadute ma un costante peggioramento dei sintomi alternato a fasi di stabilità.

- Sclerosi multipla progressivo-recidivante (SM-RP): questa forma è caratterizzata da un esordio progressivo alternato a fasi recidive a cui possono seguire o meno riprese.

 

Quali sono le cause?

Il perché dell’insorgenza della sclerosi multipla è un argomento ancora fortemente discusso. La SM è considerata una patologia multifattoriale, ovvero una patologia per il cui sviluppo è necessaria una combinazione di diversi fattori. Questo spiega la difficoltà nella progressione delle ricerche e dunque la difficoltà nel trovare una cura definitiva per questa malattia. Si pensa che vi sia una componente genetica, una infettiva e una ambientale. La sclerosi multipla non è considerata una malattia ereditaria, nonostante i parenti stretti di persone affette da SM siano esposti ad un rischio maggiore di soffrirne. Si ritiene, però, che l’appartenenza ad un gruppo etnico rispetto ad un altro aumenti le probabilità di sviluppare la malattia. Inoltre, la presenza di alcune alterazioni a livello genetico ne favorirebbe allo stesso modo l’insorgenza.

L’esposizione a specifici agenti infettivi, soprattutto nei primi anni di vita, sarebbe riconducibile allo svilupparsi della malattia. Nonostante questa sia una convinzione diffusa e molti studi siano stati effettuati a riguardo, ancora non si hanno prove definitive di un’associazione forte tra uno o più determinati agenti infettivi e la SM. Così come per gli agenti infettivi, gli studi hanno messo in relazione la patologia con alcuni fattori ambientali. Nonostante anche in questo caso le prove a supporto non siano definitive, si pensa che la latitudine e l’esposizione alla luce solare siano concausa della SM. Tra gli altri fattori di rischio indipendenti troviamo lo stress e il fumo. Numerose altre associazioni sono state ampiamente studiate ma con “scarsi e poco convincenti risultati”.

 

Qual è il trattamento?

Come già accennato, non esiste ancora un trattamento definitivo per la sclerosi multipla. Data la natura della malattia, caratterizzata da remissioni spontanee, è inoltre difficile stabilire quali tra le cure sperimentali siano efficaci. Nonostante ciò, esistono farmaci capaci di influenzarne positivamente il decorso e alleviarne i sintomi.

 

Cosa possiamo fare?

La ricerca nei confronti della SM è un campo in continua evoluzione, vengono effettuati studi e sperimentate nuove terapie ogni anno e i risultati, anche se non risolutivi, sono incoraggianti.  Ciò che possiamo fare noi è cercare di far parlare di questa malattia quanto più possibile, informare l’opinione pubblica e sostenere le associazioni che si occupano della ricerca. Ciascuno di noi, nel proprio piccolo, può aiutare. Rendiamo visibile l’invisibile.


Fonte: Aism

Immagine informativa: MyTheraphyApp

]]>
Wed, 29 May 2019 17:38:55 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1018/1/30-maggio-2019-giornata-mondiale-della-sclerosi-multipla
Il Sacro Ordine della Zammara http://www.mutualpass.it/post/1017/1/il-sacro-ordine-della-zammara http://www.mutualpass.it/post/1017/1/il-sacro-ordine-della-zammara]]> SACER ORDO ZAMMARAE

Storia della Goliardia a Messina

In pieno Medioevo nacque l’”Ordo clericalis” i cui confratelli, esentati dal servizio militare, immuni da processi e affrancati dalle tasse, ricoprivano il ruolo di “Liberi uomini di lettere”. Provenivano dalla Francia e dalla Germania e il più celebre di tutti fu Abelardo, che compose anche un carme dal titolo “Ordo vagorum”. Uno scritto che può senz’altro essere definito come il manifesto dei “Clerici vagantes”. “La poesia goliardica dei clerici – scrive Carlo Previtera nel 1938 – è ricca di motivi giocosi e d’entusiasmo per la vita libera, per un godimento che non ha limiti, rotti i freni della morale. Essa canta, con ritmi agili e flessuosi, le donne, il vino, il gioco, con un senso gaio e giocondo della vita”.

Questa sfrenata sensualità ed incontenibile gioia di vivere costò cara ad Abelardo che fu evirato dagli sgherri del canonico Fulberto per aver sedotto sua nipote Eloisa e fu definito, da Agostino da Beta, “Mastro fornicatore” e “Novello Golia”. Da qui il termine di “goliarda”, dal quale derivò la Goliardia. Nel 1200 il re Filippo Augusto di Francia e Innocenzo II riconobbero l’istituzione dell’Università di Parigi e con un editto successivo ordinarono che “[...] tutti i sacerdoti non permettessero ai vaganti e ai Goliardi di cantare versi sui santi e l’Agnus Dei nelle messe e negli Uffizi Divini”: la Goliardia era così ufficialmente nata.

A Messina “Santa Madre Goliardia” ebbe il suo momento di grazia a partire dagli anni Trenta e famose furono le burle goliardiche che Francesco Tropeano aveva escogitato in quegli anni con la sua maccheronica “Accademia dei Sofi”. Il neofita era portato nella stanza cosiddetta dell’”iniziazione” nella sede dell’Accademia, che era l’appartamento dello stesso Tropeano, dove lo si spogliava e gli si faceva indossare un semplice lenzuolo bianco. Quindi due goliardi “Sicofanti”, cioè due soci anziani, gli mostravano un pitale (che non era mai stato usato, ma questo l’ammittendo non lo sapeva). Subito dopo, si sistemava il pitale sul pavimento e, volgendo le spalle al neofita, i due soci facevano l’atto di orinarvi dentro. In realtà il liquido biondo altro non era che birra versata da due bottiglie nascoste fra le pieghe dei manti. A questo punto, parte del contenuto del pitale si versava, a mo’ di “battesimo letterario”, direttamente sul capo dell’incredulo postulante che da quel momento era ammesso nell’Accademia, con il privilegio di bere anche lui, dopo averlo fatto tutti i presenti, lo spumeggiante liquido rimasto nello stomachevole “calice”.

Ma il periodo ruggente delle “Feriae matriculorum” messinesi fu quello degli anni Cinquanta. Si arrivava persino ad allestire esilaranti carri allegorici che sfilavano sul basolato lavico delle principali vie cittadine, trainati su “carrumatti” da una pariglia di virilissimi buoi bardati a festa e gremiti all’inverosimile da goliardi con la classica feluca in testa. E così gli anni della Goliardia messinese scorrevano fra accanite “cacce alle fetentissime matricole”, “cinema a sbafo”, “balli di primavera”, emozionanti corse con i “carritteddhia cuscinetti a sfera lungo il perimetro dell’Ateneo, partite a scacchi viventi, elezioni di “Miss Goliardia”. E la sera si andava tutti nel viale San Martino, ostentando con orgoglio il variopinto berretto goliardico, la “feluca”. Le matricole dovevano portarlo rigorosamente nudo. I “fagioli”, II° anno, potevano adornarlo con sette elementi, ma senza nessun pendaglio come piume, code o sottogola. Gli “anziani”, i venerabilissimi anziani, non avevano restrizione alcuna. I “fuoricorso” potevano adornarlo con una penna di pavone o una coda, mentre i “laureandi” lo bardavano con una frangia d’oro o altro modello nobile. Infine, le piume erano riservate ai “Gran maestri” degli ordini goliardici e ai componenti dei loro Consigli.

I “delitti” contro i principi e le tradizioni di “Nostra Sancta Matre Goliardia” si punivano con apposite bolle d’infamia dove il reo era allegoricamente “recoverto de merda” lasciandogli solo “li occhi per piangere et le mani per li minuti piaceri”. Per “deambulare liciter et libenter omnes bucos nostri Atenei”, a Messina era indispensabile che la “fetentissima matricola” si munisse di un apposito lasciapassare, il cosiddetto “papiro”, rilasciato dal “Sacer Ordo Zammare” e che si otteneva a pagamento, “absolvendo lo debito in nomine Bacci, Tabacci e Venerisque, non modo pecunia”. L’Ordine goliardico messinese col nome di “Sacer Ordo Zammarae Seanatus Universitas Messanae”, fondato nel 1947 (Grifone, Augusto Pollicina; Vicario Generale, Antonio Minissale; Senatori, Paolo Chiassone, Mimmo Giorgianni, Leo La Rosa, Pasquale Princi, Antonino Scimone, Francesco Currò, Gaetano Bellomo), aveva come emblema una pianta di agave americana originaria del Messico e naturalizzata in Sicilia, dalla caratteristica effiorescenza centrale e alta alcuni metri. Denominata dialettalmente “zammara” (termine di origine araba che deriva da “sebbana”), era stata scelta per l’evidente allusione all’organo genitale maschile.

Molto diffuso era il “rapimento goliardico” e negli anni Sessanta quattro goliardi di Castanea guidati da Giovanni Parisi tentarono, addirittura, di rapire il Grifone (capo della goliardia messinese) per poi chiederne il “riscatto”. Il rapimento andò a vuoto perché qualcuno, all’ultimo momento, avvertì il Grifone. Ed è ancora vivo nella memoria della città il 26 aprile 1968 quando la Goliardia messinese organizzò una “fantasmagorica festa della matricola”. Quell’anno regnava il Grifone Calogero XII (al secolo Calogero Centofanti) con Pasquale Gioffrè come Vicario generale e senatori dell’Ordine della Zammara, fra gli altri, Pippo Fiore, Francesco Trimarchi, Sergio Billè, Carlo Vermiglio e il “Cucco” (il più anziano universitario) Michele Girelli.

Per l’occasione confluirono a Messina ben 15 mila studenti (in Sicilia solo la città dello Stretto organizzava le “Feriae Matriculorum”) quando Padova ne contava 50 mila e Bologna 40 mila. Il 1968 non fu soltanto l’anno delle rivolte studentesche ma fu anche l’anno in cui la Goliardia iniziò a tramontare. “La Goliardia è morta – scriveva nel ’68 Angelo Molaidi in “Test”, rivista goliardica d’avanguardia – e non perché la società di oggi o il progresso l’abbiano superata. No. L’hanno uccisa un branco di sanguisughe che con lo “status” di goliarda ben poco hanno a che fare [...] Goliardia è sempre più diventato sinonimo di ricatto, di accattonaggio. La libertà dal conformismo si è ridotta al più vieto conformismo: quello cioè di ridurre la Goliardia in un carnevale in cui solo chi va in festa di Matricola in mutande può considerarsi “intelligentemente Goliarda”, solo chi si mette la feluca e il mantello e usa la prima come berretto per accattonaggio e il secondo coma maschera può essere considerato “un astuto Goliarda””. Scrive anche Tanino La Versa (nel 1972 Vicario generale, cioè Grifo pro – tempore a Messina): “Fino al 1976 era normale tradizione, con la scomparsa del Rettore Pugliatti la volontà dei politicanti locali ebbe il sopravvento, così dopo 30 anni si volle distruggere questo giocoso modo di vivere, un’altra parte di Storia e tradizione dell’Università veniva cancellata volutamente. Nell’Ateneo non si innalzavano al cielo i canti di gioia, di vita, di amore”. 

E la verità fu anche questa e, cioè, che si andò appunto perdendo con le mutazioni sociali e con l’eccessiva politicizzazione delle Università il gusto per la crassa ma sana risata e per lo sberleffo irriverente, per il divertimento pulito e fine a se stesso di quando cantavamo: “Cosa importa se voi non volete?/Siete vecchi, barbosi e tiranni!/I Goliardi hanno sempre vent’anni/anche quando ne hanno di più!”.


Nino Principato

]]>
Tue, 28 May 2019 17:07:07 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1017/1/il-sacro-ordine-della-zammara
Vento in scatola - Marco Malvaldi e Glay Ghammouri http://www.mutualpass.it/post/1016/1/vento-in-scatola-marco-malvaldi-e-glay-ghammouri http://www.mutualpass.it/post/1016/1/vento-in-scatola-marco-malvaldi-e-glay-ghammouri]]> Vento in scatola è un romanzo scritto da Marco Malvaldi, autore della saga dei Delitti del BarLume, e da Glay Ghammouri, ex militare tunisino detenuto in carcere in Italia, pubblicato da Sellerio.

Il romanzo nasce da un corso di scrittura creativa che lo scrittore e chimico Malvaldi ha tenuto al carcere di Pisa dove ha conosciuto Ghammouri, il quale ha contribuito all’opera con l’idea iniziale della trama e con la descrizione veritiera e dettagliata della vita carceraria.

Il romanzo è un giallo e allo stesso tempo una commedia avente come protagonista un ex broker tunisino di nome Salim Mohamed Salah che non si trova in carcere per il vero reato commesso, ossia truffa finanziaria, ma per un reato che non ha commesso: essere stato beccato dalla polizia in divieto di sosta con in possesso di stupefacenti – che non sapeva di avere – lasciati dal cugino che si è appena recato alla stazione ferroviaria e che ha deciso di tendergli una trappola.

Ritroviamo così Salim in cella con due italiani e un albanese a dover affrontare la quotidianità del carcere: il passaggio dello spesino per permettere ai detenuti di acquistare i generi di conforto indicati nella “richiesta settimanale di sopravvitto” quali cibo come il tonno in scatola, aperto e senza linguetta per impedire ai detenuti qualche gesto di follia, oppure oggetti e utensili come la carta igienica o la caffettiera; o ancora il lavoro da svolgere in carcere in base alle proprie capacità e competenze per avere una magione da versare nel proprio conto corrente postale e utilizzare all’interno della struttura detentiva; senza dimenticare le ore d’aria e in generale le relazioni con gli altri detenuti e con gli assistenti carcerari.

Salim dovrà aspettare sei anni e mezzo prima di uscire dal carcere ma, proprio quando tutto sembra volgere per il peggio, lo spesino Buscaino rivela di non essere un detenuto ma un poliziotto sotto copertura e, con il beneplacito del vicecommissario, coinvolge il protagonista in un’indagine di polizia per incastrare, sfruttando le proprie competenze economiche e finanziarie, il camorrista Gaetano Quarello, che dal carcere gestisce il riciclaggio di denaro convogliandolo nei cinema multisala da lui posseduti. Salim dovrà far credere a Quarello di stare al suo gioco e, investendo i propri risparmi, acquistare la sua fiducia per avere così la gestione dei conti del camorrista e, attraverso il trading di cui è un esperto, abbindolarlo con facili e rapidi guadagni.

Riuscirà Salim a incastrare il camorrista e a ottenere la libertà?

Non sarà un’operazione semplice, anche perché sta per emergere la verità sui suicidi del detenuto Cassarà, trovato sotto il lettino con un’ottantina di scatole di tonno vuote, e di un giovane assistente carcerario apparentemente suicidatosi per depressione e di cui uno dei sottotenenti della struttura detentiva si sente in colpa per non esserci stato nel momento del bisogno.

Il lettore si troverà pertanto a scoprire la soluzione di due indagini che fanno riflettere sulla società di oggi, sulla struttura e sul funzionamento delle carceri. Vento in scatola è un romanzo illuminante che scuote le coscienze, inducendo il lettore a riflettere sulle condizioni di vita dei detenuti e sulla necessità di abbattere i muri dell’odio e dell’indifferenza eretti contro la diversità di qualsiasi genere perché, come afferma Salim in un proverbio da lui coniato, “non si può tenere il vento in scatola” e quindi, non si può tenere imprigionata la nostra umanità.   


Roberto Cavallaro

]]>
Mon, 27 May 2019 10:46:13 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1016/1/vento-in-scatola-marco-malvaldi-e-glay-ghammouri
Lo Spiaggiamento http://www.mutualpass.it/post/1015/1/lo-spiaggiamento http://www.mutualpass.it/post/1015/1/lo-spiaggiamento]]> Il fenomeno dello spiaggiamento nello Stretto di Messina costituisce una delle caratteristiche più singolari di quest'area geografica che ha sempre destato l'interesse del mondo scientifico ed è ancora oggi di grande attualità.

Le principali cause che normalmente favoriscono questo singolare fenomeno marino sono legate alle correnti di marea, ai venti, al moto ondoso, alle fasi lunari ed alla stagionalità. Le migliori condizioni si hanno quando coincidono: la corrente montante che proviene dallo Ionio in direzione S - N ed i venti del quadrante SE - S – SW ed è particolarmente intenso nelle fasi di Luna Piena e Luna Nuova (Sizigie) e nei mesi da Ottobre ad Aprile. Durante questi periodi e con tali condizioni meteo marine, si verifica lo spiaggiamento di fauna marina, in particolare di animali della fauna “abissale” che vengono trasportati in superficie dalla corrente montante e finiscono spiaggiati ad opera del vento, del moto ondoso e delle correnti superficiali.  

I pesci “abissali”, grazie a questo fenomeno, già da tempi antichi sono ben conosciuti, dai pescatori e dai rivieraschi messinesi che hanno attribuito a questi animali a causa del loro aspetto poco rassicurante e spesso orripilante, la denominazione dialettale, di “Pisci Diauli”, in quanto pensavano che provenissero da misteriose e recondite zone degli abissi. I pesci “Abissali” sono infatti animali che vivono in un ambiente estremo e sono in genere tutti predatori. La loro grande bocca è armata con denti particolarmente aguzzi, gli occhi sono anch’essi molto grandi ed il corpo ha una colorazione generalmente neroargentea con riflessi color bronzo o azzurro. Sulle parti laterali e ventrali si trovano alcuni organi in grado di emettere luce chiamati “fotofori”.

Questo fenomeno, unico nel suo genere e peculiare per i pesci spiaggiati nello Stretto di Messina, ha consentito agli studiosi, di reperire la ricchissima fauna che popola l’ecosistema profondo. Sono infatti molto numerose le pubblicazioni scientifiche che descrivono le molteplici specie animali, alcune molto rare, reperite nel tratto di costa litorale di Ganzirri, Torre Faro, Capo Peloro e S. Ranieri. Il primo prezioso contributo scientifico fu dato dal Prof. Anastasio Cocco che già nel 1829 aveva descritto alcune di queste specie ed i loro organi luminosi, destando interesse e curiosità nel mondo accademico.

Il fenomeno dello spiaggiamento non è limitato alla sola fauna “abissale” ma interessa anche un gran numero di organismi vegetali ed animali che popolano le acque dello stretto. In particolare, si riscontrano relitte nella battigia soprattutto nei mesi primaverili, numerose forme planctoniche di vertebrati ed invertebrati marini anche di acque superficiali.

A volte lo spiaggiamento è così massivo e spettacolare da invadere tutto il litorale con un gran numero di organismi, creando delle spesse “strisce” lunghe anche decine di metri, come nel caso degli invertebrati, simili a piccole meduse, appartenenti alla “Famiglia Porpitidae” ed alla Specie “Velella velella”, dallo sgargiante colore blu intenso, somiglianti ad una barchetta a vela, che spesso, soprattutto tra la fine del mese di Maggio e la metà del mese di Giugno, coprono l’arenile e sono anche conosciute come “ barchette di San Pietro”. Altri organismi che talora danno spettacolo con la loro relativa massiccia presenza, sono dei minuscoli gamberetti di colore rosa intenso appartenente all'Ordine degli “Eufasiacei” che sono conosciuti con il nome anglosassone di “Krill”.

Tutto ciò è la testimonianza della straordinaria ricchezza naturalistica, di biodiversità e di rari fenomeni idrodinamici di questo ecosistema unico al mondo.


Ignazio Rao

]]>
Fri, 24 May 2019 16:16:06 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1015/1/lo-spiaggiamento
Inaugurata a Messina la mostra “Fotogrammi – Volti e personaggi del cinema” http://www.mutualpass.it/post/1014/1/inaugurata-a-messina-la-mostra-fotogrammi-&8211-volti-e-personaggi-del-cinema- http://www.mutualpass.it/post/1014/1/inaugurata-a-messina-la-mostra-fotogrammi-&8211-volti-e-personaggi-del-cinema-]]> In occasione della 51esima edizione del Fotogramma d’Oro Short Film Festival è stata inaugurata, al Cinema Multisala Apollo di Messina, la mostra “Fotogrammi – Volti e personaggi del cinema” tema ispirato alle immagini che negli anni ’50 animavano l’ingresso del cinema Trinacria e probabilmente anche di altri. Erano quadri di modeste dimensioni con foto ritoccate a colori dei grandi attori del momento.

Come nella precedente edizione anche questa volta hanno risposto con entusiasmo autori di diverse generazioni e questo ha conferito all’evento una pluralità di angolazioni e prospettive.

I più giovani sono andati alla ricerca dei volti di un tempo, curiosi di un mondo distante dal loro vissuto, filtrato dall’immaginario. La mostra è dedicata al pittore Claudio Militti, recentemente scomparso.

Coinvolti 35 artisti pittori, illustratori e uno scultore: Antonio Amato, Angela  Andaloro, Antonello Arena, Mariella Bellantone, Antonello Bonanno Conti, Fabrizio Ciappina, Mamy Costa, Ilenia Delfino, Luigi Di Bella, Massimo Di Prima, Alessandro Faccini, Nello e Laura Fatato, Francesca Fulci, Maurizio Gemelli, Giusy Giorgianni, Alessandra Lanese, Venera Leto, Giuseppe Lisciotto, Mantilla,  Salvo Mulfari, GiusyOliveri, Riccardo Orlando, Mimma Oteri, Paolo Piccione, Fabio Pilato, Sabrina Pistone, Pasquita Pollicino, Mariagrazia Rando, Rosa Rigano, Alfredo Santoro, Margherita Serboli, Togo, Mariagrazia Toto, Valeria  Trimboli e Aurelio Valentini.

La Mostra si può visitare nei giorni di apertura del Cinema Multisala Apollo fino al 31 maggio 2019, salvo proroghe.


MutualPass

]]>
Wed, 22 May 2019 10:16:02 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1014/1/inaugurata-a-messina-la-mostra-fotogrammi-&8211-volti-e-personaggi-del-cinema-
21 Maggio 2019 - Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il dialogo e lo sviluppo http://www.mutualpass.it/post/1013/1/21-maggio-2019-giornata-mondiale-della-diversita-culturale-per-il-dialogo-e-lo-sviluppo http://www.mutualpass.it/post/1013/1/21-maggio-2019-giornata-mondiale-della-diversita-culturale-per-il-dialogo-e-lo-sviluppo]]> Il 21 Maggio si festeggia la Giornata Mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo, è un'occasione per celebrare gli straordinari benefici della diversità culturale, incluso il ricco patrimonio immateriale, e per riaffermare l'impegno della comunità internazionale verso il mutuo intendimento e il dialogo interculturale. Impegno che diventa sempre più gravoso a causa degli estremisti che rivolgono la loro violenza verso le minoranze culturali e distruggono il nostro patrimonio comune per indebolire i legami tra i popoli e la loro storia, ma anche a causa dello sviluppo urbano incontrollato, che tende a standardizzare le nostre città, svuotandole delle loro identità e diversità sociali.

Tre quarti dei principali conflitti mondiali hanno una dimensione culturale. Colmare il divario tra le culture è urgente e necessario per la pace, la stabilità e lo sviluppo.

La diversità culturale è una forza trainante dello sviluppo, non solo rispetto alla crescita economica, ma anche come mezzo per condurre una vita intellettuale, emotiva, morale e spirituale più soddisfacente. Questo è catturato nelle sette convenzioni culturali , che forniscono una solida base per la promozione della diversità culturale. La diversità culturale è quindi una risorsa indispensabile per la riduzione della povertà e il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile.

Allo stesso tempo, l'accettazione e il riconoscimento della diversità culturale - in particolare attraverso l'uso innovativo dei media e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) - favoriscono il dialogo tra civiltà e culture, il rispetto e la comprensione reciproca.

Anche l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che reputa la cultura un mezzo di cambiamento e di sviluppo, ritiene necessario fare ricorso alla forza e al potenziale creativo della diverse culture presenti nell'umanità, mantenendo un dialogo continuo per assicurare che tutti i membri della società traggano beneficio dallo sviluppo.


MutualPass

]]>
Tue, 21 May 2019 10:47:18 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1013/1/21-maggio-2019-giornata-mondiale-della-diversita-culturale-per-il-dialogo-e-lo-sviluppo
Settimana Mondiale della Tiroide 2019 http://www.mutualpass.it/post/1012/1/settimana-mondiale-della-tiroide-2019 http://www.mutualpass.it/post/1012/1/settimana-mondiale-della-tiroide-2019]]> MutualPass, con la collaborazione della dott.ssa Rosaria Certo, aderisce alla Settimana Mondiale della Tiroide, proponendo un pacchetto di prevenzione dal costo di € 60 che comprende un prelievo ematico per il controllo di FT3, FT4, TSH, una visita specialistica endocrinologica e un’ecografia tiroidea.

Per aderire all’iniziativa puoi scaricare il voucher e presentarti direttamente presso lo studio MutualPass – Medika (Via Maddalena, 24) o presso lo studio Certo (Via Trento, 6),  puoi contattaci al numero verde 800 090 134 o tramite la nostra email info@emovus.it

La tiroide è una ghiandola piccola, ma molto importante perché esercita funzioni critiche durante tutto l’arco della vita. Infatti, gli ormoni prodotti dalla tiroide regolano l’accrescimento e lo sviluppo del sistema nervoso nel bambino e in tutte le età agiscono sui sistemi cardiovascolare e osseo, sul metabolismo lipidico, glucidico e sul mantenimento dell’omeostasi energetica. Una riduzione (ipotiroidismo) o un eccesso (ipertiroidismo) del funzionamento della tiroide alterano tutti questi processi. La carenza iodica insieme ad una predisposizione genetica sono le cause più frequenti di patologia nodulare della tiroide.

Quali sono le cause delle malattie della tiroide?

Il 50-60% della popolazione generale presenta noduli di piccole dimensioni all’esame ecografico, mentre nel 5% dei soggetti i noduli tiroidei sono palpabili. I noduli si possono presentare isolati o nell’ambito di una tiroide ingrandita (gozzo). Lo iodio è il costituente essenziale dell’ormone tiroideo e viene introdotto nell’organismo con gli alimenti che generalmente ne contengono basse concentrazioni. La carenza iodica può provocare, a seconda dell’età della vita in cui si verifica e dell’entità, riduzione del quoziente intellettivo, deficit neurologici “minori”, gozzo, formazione di noduli o ipertiroidismo. Per prevenire la carenza di iodio è necessario consumare in maniera varia e quotidiana cibi a più alto contenuto di questo micronutriente (pesce, latte e formaggi) e soprattutto fare uso di moderate quantità di sale arricchito di iodio (sale iodato). Durante la gravidanza e l’allattamento le donne hanno bisogno di un apporto maggiore di iodio. Pertanto nelle aree iodocarenti, le donne oltre ad utilizzare con regolarità il sale iodato, dovrebbero assumere una quantità supplementare di iodio ricorrendo a specifiche integrazioni (per esempio multivitaminico materno).

Di frequente riscontro sono anche le alterazioni della funzione tiroidea.L’ipotiroidismo è presente in forma lieve in quasi il 5% della popolazione e arriva al 10% nelle donne sopra i 60 anni. La causa più frequente di ipotiroidismo è di origine autoimmune (tiroidite cronica di Hashimoto)  ed ha una forte predisposizione genetica.

L’ ipertiroidismo franco colpisce fino al 2-3% delle donne e raggiunge una prevalenza del 4-6% nelle forme più lievi. L’ipertiroidismo può avere un’origine autoimmune (morbo di Basedow) ed in questo caso colpisce soprattutto le donne in età giovane/adulta oppure può essere causato da noduli tiroidei iperfunzionanti (gozzo multinodulare tossico) specialmente nella popolazione più anziana proveniente da aree iodocarenti ed in questo caso colpisce in egual misura maschi e femmine.

Chi sono i soggetti più a rischio per le alterazioni della funzione tiroidea e delle sue conseguenze ?

E’ necessario identificare e sorvegliare alcuni popolazioni a rischio per patologia tiroidea. In particolare è consigliato uno studio della funzione tiroidea in:

- donne in età fertile che programmano una gravidanza e che abbiano una delle seguenti condizioni:  parenti di primo grado con ipertiroidismo o ipotiroidismo, storia di tireopatia pregressa, presenza di anticorpi antitiroide o di altre patologie autoimmuni, diabete tipo 1, assunzione di farmaci ad azione antitiroidea, residenza in aree a carenza iodica.

- soggetti anziani nei quali le disfunzioni tiroidee anche lievi possono avere effetti dannosi sul sistema cardiovascolare.

L’ipotiroidismo va ricercato in quelli che hanno disturbi metabolici e cardiovascolari, mentre l’ipertiroidismo, che può avere sintomi sfumati, va ricercato in caso di calo ponderale, insorgenza di fibrillazione atriale e riduzione della massa muscolare.


Settimana Mondiale della Tiroide

]]>
Fri, 17 May 2019 16:32:50 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1012/1/settimana-mondiale-della-tiroide-2019
18 Maggio 2019 - Giornata Internazionale dei Musei http://www.mutualpass.it/post/1011/1/-18-maggio-2019-giornata-internazionale-dei-musei http://www.mutualpass.it/post/1011/1/-18-maggio-2019-giornata-internazionale-dei-musei]]> La Giornata Internazionale dei Musei 2019 si concentrerà sul nuovo ruolo dei Musei come attori attivi nelle loro comunità di riferimento. Il ruolo dei Musei nella società sta cambiando. I Musei continuano a reinventarsi nella loro ricerca per diventare più interattivi, partecipativi, orientati alla comunità, flessibili, adattabili e mobili; sono diventati centri che funzionano come hubculturali in cui creatività e conoscenza sono affiancate e dove i visitatori possono anche co-creare, condividere e interagire. Pur preservando le loro missioni primarie – raccolta, conservazione, comunicazione, ricerca, esposizione – i Musei hanno trasformato le loro pratiche per rimanere più vicini alle comunità di riferimento.

Oggi i Musei cercano modi innovativi per affrontare questioni sociali contemporanee. Agendo a livello locale, i Musei possono difendere e mitigare i problemi globali, affrontando le sfide della società contemporanea in modo proattivo. Come istituzioni nel cuore della società, i Musei hanno il potere di stabilire un dialogo tra culture, costruire ponti per un mondo pacifico e contribuire allo sviluppo sostenibile. Mentre i Musei crescono sempre di più nel loro ruolo di hub culturali, essi stanno anche trovando nuovi modi per valorizzare le loro collezioni, le loro storie e le loro eredità, creando tradizioni che avranno un nuovo significato per le generazioni future e rilevanza per un pubblico contemporaneo sempre più diversificato a livello globale.

Questa trasformazione, che avrà un profondo impatto sulle teorie e pratiche museali, ci costringe anche a ripensare il valore del Museo e a mettere in discussione i confini etici che definiscono la natura stessa del nostro lavoro di professionisti museali. Come punto focale per la comunità e parte integrante di una rete globale, i Musei funzionano come hub culturali per tradurre esigenze e punti di vista delle comunità locali in un contesto globale. Il futuro della tradizione continua alla Conferenza Generale di ICOM a Kyoto a settembre 2019. La Giornata Internazionale dei Musei affronta lo stesso tema della 25ª Conferenza Generale ICOM che si terrà a Kyoto, in Giappone, tra il 1 e il 7 settembre 2019. Più di 3.000 professionisti ed esperti museali internazionali parteciperanno a questo evento triennale diventato famoso in tutto il mondo per lo scambio di temi di rilievo che riguardano i Musei di oggi.


Fonte. Icom Italia

]]>
Fri, 17 May 2019 12:53:44 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1011/1/-18-maggio-2019-giornata-internazionale-dei-musei
La Chiesa di San Nicolò di Bari http://www.mutualpass.it/post/1010/1/la-chiesa-di-san-nicolo-di-bari http://www.mutualpass.it/post/1010/1/la-chiesa-di-san-nicolo-di-bari]]> Zafferia come Roma.

Proprio così perché, tutte le volte che la festività dell’Annunciazione del Signore il 25 marzo, coincide con il Sabato Santo, è Anno Santo Giubilare. E quando si verifica ciò, è sufficiente recarsi nella chiesa parrocchiale dell’antico Casale messinese, dedicata a San Nicola di Bari, per lucrare le stesse indulgenze plenarie dell’Anno Santo romano. Tutto ebbe inizio quanto il Papa Sisto IV, pontefice dal 1471 al 1484, in segno di gratitudine verso il proprio medico Giovanni Filippo De Lignamine originario di Zafferia, che lo aveva guarito da una grave malattia, ottenne in riconoscimento di ciò l’ambito privilegio per il suo paese. Che venne poi confermato, con lettera del 1817, dal pontefice Pio VII in persona e da Giovanni Paolo II, nel 1988.

Un privilegio la cui antichità si collega direttamente alla nascita del Casale se si considera che Zafferia data le sue origini al 1176, quando l’Arcivescovo di Messina Nicolò concesse terreni a quanti fossero andati ad abitare in quella contrada, con l’unico obbligo di corrispondere un terratico di frumento, orzo, ceci e lino (i nuclei abitativi originari erano denominati Monalla e Cuba). Fulcro e centro, non solo religioso, della comunità di Zafferia, fu la chiesa parrocchiale di antico insediamento ad unica navata ed officiata da monaci basiliani, sorta su un poggio elevato nel nucleo della Cuba, rifatta, ampliata a tre navate e decorata nel ‘700, danneggiata gravemente dal terremoto del 1908 e che oggi rischia di scomparire definitivamente (si ha notizia della chiesa di S. Nicolò di Bari in un documento del 1308 riportato da Pietro Sella in “Rationes Decimarum Italiae”). 

Completamente abbandonata al degrado, pericolante, senza più copertura e totalmente invasa da una lussureggiante vegetazione spontanea, la chiesa custodiva notevoli opere d’arte, fra le quali i ricchi altari a tarsie marmoree policrome, come quello di Santa Sofia, e la preziosa tavola di San Nicola di Bari dipinta da Giuseppe La Falce nel 1601, trasferiti tutti nella nuova chiesa parrocchiale al centro del Casale, edificata dal 1927 al 1930 su progetto dell’ing. Francesco Calabrò.

Sono invece andati irrimediabilmente persi gli splendidi affreschi realizzati dal pittore messinese Letterio Paladino (1691-1743) nel catino absidale. Nonostante il gravissimo stato di degrado, la chiesa conserva tuttavia cospicui brani delle raffinate decorazioni a stucco settecentesche ed un bellissimo portale di ordine corinzio della stessa epoca, affiancato da elegantissime colonne tortili.

Zafferia come Roma, dicevamo. E invece, purtroppo, per sua sventura e malasorte è uno dei Casali del Comune di Messina, dove si sta facendo di tutto per cancellare definitivamente una così importante ed irripetibile testimonianza di storia, di arte e di cultura.


Nino Principato

]]>
Fri, 17 May 2019 09:47:14 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1010/1/la-chiesa-di-san-nicolo-di-bari
Un Monet da record http://www.mutualpass.it/post/1009/1/un-monet-da-record http://www.mutualpass.it/post/1009/1/un-monet-da-record]]> Asta da record per Sotheby's. 'Meules', un'opera del pittore francese Claude Monet, della famosa serie Haystacks, è stata venduta per 110.747.000 dollari. L'offerta infrange il precedente record della somma più alta mai pagata per un'opera di Monet, segnalando il valore e la popolarità duratura del maestro impressionista francese. L'offerta è anche il record per qualsiasi opera d'arte impressionista.

La prospettiva unica, la composizione dinamica e la vibrante tavolozza di colori contraddistinguono l'opera 'Meules', anche in una serie celebrata come Haystacks. Forti linee diagonali (una dalla prospettiva rivolta a destra, l'altra da raggi solari inclinati) si incontrano al centro dell'opera, mettendo a terra gli strati di elaborate pennellate e guidando lo sguardo dello spettatore sulla tela, sottolinea Sotheby's. Il risultato è un paesaggio accattivante che emana un senso di profonda armonia e benessere. Al di là di un'offerta da record, la vendita di 'Meules' segna un momento cruciale nella storia dell'opera d'arte: è la prima volta che l'opera viene messa all'asta dal 1986. Ma la vendita ha ottenuto un prezzo più di 44 volte superiore al precedente record dell'opera. In soli otto minuti, sei offerenti si sono battuti con fervore per il capolavoro.

'Meules' è stato acquistato per la prima volta da Bertha Honoré Palmer nel 1892. Come moglie del ricco uomo d'affari di Chicago Potter Palmer, la signora Palmer aveva i mezzi per investire liberamente in grandi opere d'arte. Dopo aver sperimentato Haystacks alla mostra di Monet del 1891 a Parigi, la signora Palmer ne rimase affascinata - un anno dopo, acquistò l'opera dal commerciante di Monet, Paul Durand-Ruel.

'Meules', insieme ad altre otto opere della serie Haystacks di Monet, tornò con lei negli Stati Uniti. Nel corso della sua vita, la signora Palmer rimase un'ammiratrice entusiasta dei dipinti della serie di Monet; oltre ai pagliai, possedeva quattro dei pioppi, tre della cattedrale di Rouen e tre opere della mattina sulla serie della Senna. Negli anni successivi, la notevole collezione di opere impressioniste del XIX secolo della signora Palmer è passata attraverso la famiglia Palmer, diventando infine parte della collezione di suo figlio e nuora, Honoré & Grace Palmer, dopo la sua morte.


Fonte: ADNKronos

]]>
Wed, 15 May 2019 16:46:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1009/1/un-monet-da-record
Quale numero risolve l’enigma? http://www.mutualpass.it/post/1008/1/quale-numero-risolve-l-enigma http://www.mutualpass.it/post/1008/1/quale-numero-risolve-l-enigma]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno tra i più diffusi è quello che ci chiede di risolvere l'enigma che consiste nel trovare il giusto valore numerico, operazione che appare subito semplice ma che nasconde molte insidie e chiede alla nostra mente uno sforzo non indifferente.

Ecco la sorprendente soluzione dettagliata:

]]>
Wed, 15 May 2019 11:16:23 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1008/1/quale-numero-risolve-l-enigma
Al Teatro la mostra pittorica di Riccardo Orlando http://www.mutualpass.it/post/1007/1/al-teatro-la-mostra-pittorica-di-riccardo-orlando http://www.mutualpass.it/post/1007/1/al-teatro-la-mostra-pittorica-di-riccardo-orlando]]> Venerdì 10 maggio, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’ambito del progetto “Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta, è stata inaugurata la mostra “Mmmh” di Riccardo Orlando.

Riccardo Orlando nasce a Messina il 16 gennaio 1950. I nonni esercitano un’influenza diretta sulle sue inclinazioni artistiche: quello paterno era un pittore dilettante, mentre quello materno, Gaetano Corsini, allievo di Aristide Sartorio, fu un artista affermato nella prima metà del ‘900. Frequenta il liceo artistico di Reggio Calabria e quello di Torino. Nel ’75 si trasferisce a Roma e nell’81 a Stromboli. Rientra a Messina nel ’97 dove attualmente vive e lavora dedicandosi interamente alla pittura. Sue personali a Messina, Catania, Taormina, Torino, Milano, Heidelberg, Roma e Rivoli.

Il modo di fare pittura di Riccardo Orlando va rintracciato negli autori surrealisti e in particolare in Magritte. Ancor più che negli esiti formali, la lezione di Magritte è evidente nell’atteggiamento intellettuale dell’artista, nella scelta di dipingere enigmi per capire la vita o forse meglio, dipingere enigmi perché la vita non si può capire. Pienamente sicuro nell’utilizzo degli strumenti del mestiere, Riccardo Orlando si muove con disinvoltura sul confine tra realtà e rappresentazione, avvalendosi di linee precise, meticolose, veristiche fino all’iperreale

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 10 al 21 maggio nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.


“Mmmh” di Riccardo Orlando
Teatro Vittorio Emanuele, via Garibaldi – Messina
Dal 10 al 21 maggio 2019.
 

]]>
Tue, 14 May 2019 09:44:21 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1007/1/al-teatro-la-mostra-pittorica-di-riccardo-orlando
Il giro del ’44 - Nicola Cinquetti http://www.mutualpass.it/post/1006/1/il-giro-del-44-nicola-cinquetti http://www.mutualpass.it/post/1006/1/il-giro-del-44-nicola-cinquetti]]> Martino è un bambino appassionato di ciclismo, passione che ha ereditato dal nonno fan accanito di Gino Bartali. Con lui e il signor Romolo, proprietario di un negozio di biciclette, Martino va sull’Abetone a vedere dal vivo la tappa del Giro d’Italia del 1940. Tutti i tifosi sono in visibilio per Gino Bartali, ma al gran premio della montagna il giovane gregario Fausto Coppi di Castellania si mette in luce e conquista il cuore di Martino. Coppi vincerà la tappa ed indosserà la maglia rossa che porterà fino alla tappa finale di Milano. Il giovane protagonista non ci vede dalla gioia e gironzola per le strade in sella alla sua bicicletta Gloria per festeggiare il ciclista che entrerà nella storia come il Campionissimo.

Tuttavia c’è ben poco da festeggiare. L’indomani, il 10 giugno 1940, l’Italia entra in guerra e le gioie dello sport vengono accantonate rapidamente: ma non solo quelle. Anche le lezioni scolastiche vengono interrotte e nel 1944, dopo che la città in cui abita viene bombardata dagli inglesi, Martino e la sua famiglia sono costretti a lasciare casa per traferirsi in un paese di campagna toscano dove vive lo zio Orazio, il fratello rude e anticlericale del nonno.

Nel villaggio toscano Martino fatica ad ambientarsi. I ragazzi del paese guidati da una ragazzina impertinente l’hanno preso di mira e non fanno altro che rubargli la bicicletta tra una monelleria e l’altra. Orazio sembra capire quei ragazzi di campagna che non hanno le stesse opportunità di quelli di città, ma Martino non riesce a capacitarsi di come lo zio la possa pensare in questi termini. Uno zio misterioso che la notte lo sente parlare con i briganti (i partigiani in realtà) che gli ricordano la canzone Caramba con quei “dodici briganti al chiaror di una lanterna”.

Per non parlare poi della mamma che lo rimbrotta per essersi portato appresso quel dannato veicolo a due ruote e mettersi sempre nei guai. Soltanto il nonno, ex promessa del ciclismo, sembra capirlo e spronarlo a portare avanti la sua passione. Martino non può tollerare che la guerra gli abbia tolto il Giro d’Italia – che non si terrà dal 1941 al 1945 – e teme che il suo mito Fausto Coppi, partito per la campagna d’Africa, possa non tornare vivo dal fronte bellico. Allora, ricorrendo all’immaginazione galoppante che lo contraddistingue, Martino crea il suo personale Giro d’Italia del 1944 con partenza da Marsala e arrivo a Milano. Sarà un giro entusiasmante in cui Fausto Coppi, Gino Bartali, Sylvère Maes e tanti altri dovranno dimostrare tutto il loro valore. Ce la farà Coppi a vincere il Giro d’Italia? Ma soprattutto Martino riuscirà a sfuggire ai drammi della guerra rimanendo a riparo nella bambagia della sua incontenibile passione per il ciclismo?

Il giro del ’44 di Nicola Cinquetti è un romanzo per ragazzi edito da Bompiani che, a mio parere, celebra al meglio la passione che lega gli italiani al ciclismo e, sotto il punto di vista di un ragazzino, ricorda con candore la figura di Fausto Coppi a cui quest’anno è dedicato il 102esimo Giro d’Italia. Un romanzo pieno di dolcezza e sensibilità in cui l’epica del ciclismo si intreccia con i sogni e l’immaginazione di un ragazzino che, citando i migliori romanzi d’avventura e per ragazzi, sogna di seguire le orme del suo campione. D’altronde chi non ha mai sognato di tenere stretta a sé la propria passione – la biciletta nel caso di Martino – così come Sandokan tiene a sé la Perla di Labuan? 


Roberto Cavallaro       

]]>
Mon, 13 May 2019 10:46:24 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1006/1/il-giro-del-44-nicola-cinquetti
10 Maggio 2019 - Giornata Mondiale contro il Lupus http://www.mutualpass.it/post/1005/1/10-maggio-2019-giornata-mondiale-contro-il-lupus http://www.mutualpass.it/post/1005/1/10-maggio-2019-giornata-mondiale-contro-il-lupus]]> Il 10 maggio si celebra la Giornata mondiale contro il Lupus, una giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo una malattia autoimmune con conseguenze spesso debilitanti e di cui non si conoscono le cause né le possibili cure. Il lupus è una malattia cronica che può danneggiare qualsiasi parte del corpo (pelle, articolazioni e / o organi all'interno del corpo). Cronico significa che i segni e i sintomi tendono a durare più di sei settimane e spesso per molti anni. Nel lupus, qualcosa altera il sistema immunitario, che è la parte del corpo che combatte contro virus, batteri e germi ("invasori stranieri", come l'influenza). Normalmente il nostro sistema immunitario produce proteine ​​chiamate anticorpi che proteggono il corpo da questi invasori. Autoimmune significa invece che il sistema immunitario non può riconoscere la differenza tra questi invasori stranieri e i tessuti sani del corpo e crea autoanticorpi che attaccano e distruggono i tessuti sani. Questi autoanticorpi causano infiammazione, dolore e danni in varie parti del corpo.

Ogni giorno, più di 5 milioni di persone in tutto il mondo lottano con le conseguenze spesso debilitanti della salute del lupus, problemi a pelle, cuore, polmoni, reni e cervello. Il Lupus colpisce le persone in tutte le parti del mondo, in particolar modo l’incidenza di questa malattia si fa più forte per alcuni particolari gruppi di persone.  World Lupus Day è un evento promosso dalla Federazione Mondiale del Lupus, una coalizione di pazienti di tutto il mondo, uniti per migliorare la qualità della vita delle persone affette da lupus. Attraverso gli sforzi coordinati dei suoi affiliati globali, la Federazione Mondiale Lupus lavora per creare una maggiore consapevolezza e comprensione del lupus, fornire istruzione e servizi alle persone che vivono con la malattia e difendere a loro nome. La giornata mondiale si concentra sulla necessità di migliorare i servizi sanitari per i pazienti, una maggiore ricerca sulle cause e la cura del lupus, una diagnosi e un trattamento precoci


Mutualpass - Medika, la Card della Salute

]]>
Fri, 10 May 2019 09:40:56 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1005/1/10-maggio-2019-giornata-mondiale-contro-il-lupus
Il Palazzo degli Elefanti http://www.mutualpass.it/post/1004/1/il-palazzo-degli-elefanti http://www.mutualpass.it/post/1004/1/il-palazzo-degli-elefanti]]> Ciò che oggi rimane di questo monumentale fabbricato all’inizio della via Porta Imperiale incrocio Tommaso Cannizzaro, databile tra Cinquecento e Seicento, è soltanto la parte a piano terra comprendente il portale principale e l’ala destra (quella di sinistra, non più esistente, è occupata dall’edificio conventuale annesso alla chiesa di San Lorenzo, comunemente intesa “del Carmine”). In origine si componeva, oltre che del piano terra e di quello ammezzato, di un piano nobile corrispondente al livello di calpestio del balcone centrale; complessivamente, quindi, considerando il piano ammezzato, tre elevazioni fuori terra.

Dalla porzione di facciata superstite, è possibile ricostruire lo schema compositivo gravitante sul portale centrale, asse-cerniera di simmetria e fulcro di tutta la composizione che ripropone, col sovrastante balcone a quattro mensole, lo stereotipo calamecchiano tardo cinquecentesco che tanta e lunga influenza esercitò a Messina presso architetti e maestranze (cfr. col portale bugnato di palazzo Balsamo dei Principi di Roccafiorita poi Grano di Andrea Calamech, non più esistente, dove è analoga l’inquadratura dell’arco a tutto sesto entro un sistema rettilineo architravato).

Inquadrata e spazialmente definita da due potenti paraste bugnate d’angolo, la facciata si distende senza soluzione di continuità in un’alternanza di pieni e di vuoti aventi il medesimo passo modulare, e, la preminenza gerarchica del grande portale d’ingresso, viene sottolineata e allo stesso tempo bilanciata dalle quattro porte architravate bugnate e immediatamente sormontate da altrettante finestre-balconi del piano ammezzato: in questo modo l’altezza del portale maggiore viene a comprendere, esattamente, quella complessiva dell’insieme bottega-magazzino. In sostanza, la tipologia abitativa che il palazzo presenta è quella quasi codificata in anni di consolidate prassi sociali e costruttive: piano terra occupato da botteghe a conduzione familiare sormontate dai cosiddetti mezzanini, costituenti il piano ammezzato corrispondente alla seconda elevazione fuori terra, di bassa altezza (generalmente metri 2,40) e collegati al pian terra tramite scala interna in legno ad unica rampa (“casa e putia” – casa e bottega); il terzo piano (in questo edificio, non più esistente), è riservato alla classe medio-borghese e per potervi accedere si rende necessario l’inserimento dell’androne con grande apertura ad arco e scala rampante. Le abitazioni di questo piano, non a caso denominato piano nobile, sono più evolute di quelle sottostanti e assumano la denominazione di “quarti” o “quartini”.

Di fronte alla facciata del palazzo, com’è documentato da una rara foto precedente al terremoto del 1908, sorgeva il Grande Ospedale iniziato ad edificare il 12 ottobre 1542 su progetto del bergamasco Antonio Ferramolino (oggi, sulla sua area, sorge il Palazzo di Giustizia) cui successero il messinese Giovanni Carrara, Andrea Calamech da Carrara, Francesco Zaccarella da Narni e Giovanni Maffei da Carrara. E sembra, come afferma Gaetano La Corte Cailler, che l’autore del “Palazzo degli Elefanti” sia stato proprio il Maffei, raffinato architetto che si divertì ad inserire un’interessante e curiosa notazione decorativa: ai lati dell’arco del portale d’ingresso, infatti, spiccano due atipiche teste di elefante, bizzarra reminescenza figurativa dell’arte manierista. Scrive, infatti, il La Corte: “2 Febbrajo (Venerdì) [1912]. Gli sgombri in Via del Tirone e Via degli Angeli proseguono alacremente. Dietro il Palazzo rimpetto l’Ospedale, proprietà del Dr. Miceli ma che fu già dei Benedettini della Maddalena (dove abitò lungamente il Prof. Giacomo Macrì) e che presenta bella architettura, con portone decorato da due teste di elefanti (ricordo forse di un proprietario catanese) e che si crede architettura di Nicolò Francesco Maffei, vidi il giardinetto, che presenta ancora dei portici signorili con nicchie, vaschette ecc. Ultimamente, prima del disastro, eran ritirate colà alcune monache.” (tratto da: Gaetano La Corte Cailler, “Il mio Diario. 1907-1918” a cura di Giovanni Molonia. Edizioni G.B.M., Messina 2002). 

Nicolò (Niccola) Francesco Maffei, figlio di Giovanni, nacque probabilmente a Messina nel 1607, come si evince dal documento della sua nomina a ingegnere del Senato cittadino avvenuta nel 1656, all'età di quarantanove anni. Morì a Messina nel 1671 e fu sepolto nella chiesa di S. Francesco d'Assisi dei Padri Minori. Un’altra, rarissima e preziosa testimonianza della Messina del passato, rischia di sparire del tutto. Nella totale indifferenza di questa immemore e sciroccata città!

Nino Principato

]]>
Wed, 8 May 2019 11:14:14 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1004/1/il-palazzo-degli-elefanti
Le sette morti di Evelyne Hardcastle - Stuart Turton http://www.mutualpass.it/post/1003/1/le-sette-morti-di-evelyne-hardcastle-stuart-turton- http://www.mutualpass.it/post/1003/1/le-sette-morti-di-evelyne-hardcastle-stuart-turton-]]> Sono trascorsi diciannove anni dalla morte del giovane Thomas Hardcastle, avvenuta al ricevimento in grande stile tenuto dalla famiglia omonima nella tenuta di Blackheat House. Da quel momento la famiglia Hardcastle non è stata più la stessa, andando incontro a un inesorabile declino.

Nel tentativo di riabilitarsi nell’alta società inglese i coniugi Lord Peter e Lady Helena Hardcastle indicono un ballo in maschera aprendo gli inviti a tutti quei banchieri, ufficiali, medici e avvocati che ben conoscono la famiglia e la sua residenza di campagna molto raffinata. Infatti in essa è possibile ammirare statue e stucchi pregevoli che non passano sicuramente inosservati agli ospiti. D’altra parte anche quest’ultimi non hanno alcuna intenzione di sfigurare e venire meno all’etichetta, non rinunciando allo sfarzo dovuto alla loro posizione sociale.

Il problema è che questa non è una festa come tutte le altre. Come un orologio da tasca che ha bisogno di ricaricarsi per funzionare, lo svolgimento della festa si ripete immancabile giorno dopo giorno. Alle undici di sera la morte colpisce senza ritegno a Blackheat House. Nel momento in cui le maschere appaiono, in particolare quella del medico della peste, ed esplodono i fuochi d’artificio gli ospiti vedono sbucare dal nulla Evelyn, la giovane e bella figlia dal corpo esile e la capigliatura bionda dei coniugi Hardcastle, mentre si abbandona nel laghetto antistante la casa a causa di una ferita mortale al ventre dovuta a un colpo di pistola.

Ironia della sorte, Evelyn trova la morte proprio dove diciannove anni prima era stato ucciso il fratellino Thomas di cui lei – e ancor meno il fratello Michael – ha un vago ricordo. Gli ospiti si trovano loro malgrado a far parte di un gioco spietato e uno di loro in particolare, Aiden Bishop, si trova a passare da un corpo all’altro degli ospiti principali per tentare di risolvere l’enigma e identificare l’assassino di Evelyn. Il problema è che la trasmigrazione dell’anima ha i suoi pregi ma anche i suoi difetti. Può capitare, per esempio, di entrare nel corpo di un medico spacciatore di oppio che ha perso la memoria come anche nel corpo di un banchiere pingue dai movimenti lenti ma dall’intelligenza affinata. Pertanto Aiden Bishop dovrà sfruttare appieno le qualità di ciascun ospite per porre fine al macabro gioco; anche perché non ha molto tempo: qualcuno è intenzionato a impedirgli di uscire vivo da Blackheat House.

Con una scrittura densa e calibrata Stuart Turton ha scritto un thriller innovativo, a metà tra i gialli di Agatha Christie e la serie televisiva Black Mirror, che ha trovato i favori della critica e sta riscuotendo consensi tra i lettori di tutto il mondo. Le sette morti di Evelyne Hardcastle è risultato vincitore del Costa First Novel Award e ha consacrato Turton come uno dei più acclamati scrittori inglesi del momento.


Roberto Cavallaro

]]>
Mon, 6 May 2019 10:18:29 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1003/1/le-sette-morti-di-evelyne-hardcastle-stuart-turton-
Il 27 e 28 Aprile in scena "I baffi di Angelica" di Mosè Previti http://www.mutualpass.it/post/1002/1/il-27-e-28-aprile-in-scena-i-baffi-di-angelica-di-mose-previti http://www.mutualpass.it/post/1002/1/il-27-e-28-aprile-in-scena-i-baffi-di-angelica-di-mose-previti]]> Andrà in scena sabato 27 e domenica 28 aprile 2019, ai Magazzini del Sale, l'opera teatrale "I Baffi di Angelica", di Mosè Previti, interpretato da Rosaria Sfragara; la regia è di Federico Bonelli e le musiche a cura di Jans(Ko) VIsser.

Angelica ha i baffi perché è una paladina, una guerriera dell’Opera dei Pupi e una donna e un’attrice. Angelica è un pupo femmina che non ama i fili e che da filo da torcere a chi vuole amarla, a chi vuole comandarla.  Il suo ardore è incontenibile, quasi quanto la sua abilità nel mettersi alla prova. L’ultima battaglia è quella decisiva intorno al suo ruolo nell’armata, intorno alla sua libertà di essere viva, lontano dal puparo e dal palco.

Il monologo è una riflessione sul ruolo dell’individuo all’interno della società, arte e vita si intrecciano e in un flusso di coscienza dai molteplici registri. Ma non si tratta solo di una riflessione individuale, psicologica. Il testo è anche una riflessione sul potere, sulla costrizione imposta dalle convenienze e da quello che, la vita o la vocazione, impone come legame inscindibile. Angelica ha i baffi perché sono segno della sua forza ma anche della sua ambiguità, tuttavia,  il testo non è un lavoro sul “genere” ma piuttosto sull’essere umano in generale. la donna oggi, forse meglio dell’uomo, incarna quella fitta rete di contraddizioni e di sfide che impegnano l’esistenza come una guerra, una guerra dove la capacità di affrontare il conflitto, accenderlo o domarlo, è decisiva. 

Lo spettacolo è nato tra un gruppo di artisti partecipanti alla IV edizione del workshop internazionale “Trasfomatorio”, tenutasi nell’aprile del 2018 a Giampilieri. Il laboratorio, ideato da Federico Bonelli, ha coinvolto 35 artisti provenienti da 15 paesi che hanno donato numerose opere d’arte nel borgo messinese, oltre ad aver attivato una rete internazionale di collaborazioni artistiche che ha in Messina il suo naturale baricentro.


Mosè Previti è uno storico, critico d'arte e artista. Laureato in Storia dell’arte presso La Sapienza di Roma, ha curato numeroso mostre e cataloghi per organizzazioni pubbliche e private, ha scritto monografie, libri, tenuto lezioni e seminari. Ha collaborato con artisti italiani e internazionali per progetti editoriali e videografici, ha scritto per il teatro. A Messina,  ha curato le mostre del progetto "Le Scalinate dell'Arte", con il collettivo Zonacammarata e l’associazione Lalleru si è occupato del processo di valorizzazione dell'eredità artistica di Giovanni Cammarata. Nel 2018 ha collaborato con la fondazione olandese Dyne.org per il workshop internazionale “Trasformatorio”.  Il suo progetto di video poesia “Adesso Premium” è stato ospite della Exchange gallery di Bloomsburg in Pennsylvania. Critico d’arte per il ciclo “Opera al Centro” del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, è consulente culturale per il gruppo Mutualpass – 2010 group. Suona il basso ed è l’autore dei testi della band world music Big Mimma.

Rosaria Valentina Sfragara è un’attrice e doppiatrice siciliana che vive e lavora a Roma. Diplomata presso la scuola di recitazione del Teatro Biondo di Palermo, ha studiato doppiaggio con i maestri italiani Carlo Valli, Bruno Alessandro, Nino D’Agata, Tiziana etc. Ha lavorato a numerosi spettacoli teatrali, per la Tv ha lavorato a “Bleah” di Veronica Pivetti e alla seconda serie “La mafia uccide solo d’estate” di Luca Ribuoli.

Hans(ko) Visser è un compositore e musicista dei Paesi Bassi. Il suo lavoro è poesia fatta suono: a volte fragile, a volte dura e ripetitiva. Suona regolarmente sia come solista sia con la sua ensemble “Plan Kruutntoon”, un’orchestra internazionale di musica composta e improvvisata, a metà strada tra Diksmuide in Occidente e San Pietroburgo in Oriente. Hansko Visser scrive per performance soliste, ensemble, film, teatro e danza.

Federico Bonelli si occupa di ricerca creativa, un termine che non ammette limiti.  Ha studiato filosofia scienza, storia della matematica e arte. Ama coltivare abilità pratiche accanto ai suoi interessi principali e si è fatto le ossa su molti campi differenti della creazione e della ricerca sui media digitali. Si occupa di creare e coordinare produzioni multimediali dal 1995. Ha esperienza di drammaturgia, direzione, interactive media design. Ha lavorato nelle produzioni più disparate, dal no-budget filmaking all’opera. Si trasferisce in Olanda nel 2002. Nel 2005 parte un progetto di ricerca congiunto con “Philips Research” su un’idea relativa alla pittura digitale generativa e alla ricerca su strategie generative di creazione di contenuti digitali. E’ stato iniziatore e promotore tra le altre cose di un concetto per micro-festival di cinema spettacolo (www.vimeo.com/cinemasolubile) e di radio oltranzista (www.radioltranzista.net) un festival nel festival che installava una radio FM/streaming dentro un festival esistente come mezzo per spararne i contenuti nel cielo.  Collabora con la fondazione olandese Dyne.org, è il creatore e il direttore artistico di Trasformatorio, laboratorio d’arte contemporanea site-specif che si svolge da 4 anni in Sicilia.

]]>
Fri, 26 Apr 2019 11:07:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1002/1/il-27-e-28-aprile-in-scena-i-baffi-di-angelica-di-mose-previti
Lo Stretto di Messina tra cielo, terra e mare http://www.mutualpass.it/post/1001/1/lo-stretto-di-messina-tra-cielo-terra-e-mare http://www.mutualpass.it/post/1001/1/lo-stretto-di-messina-tra-cielo-terra-e-mare]]> Lo Stretto di Messina rappresenta per i messinesi una vera e propria identità ed è un Ecosistema unico al mondo. Le sue acque sono popolate da una straordinaria varietà di organismi animali e vegetali che costituiscono un eccezionale patrimonio naturale. Inoltre, in quest'area si verificano peculiari fenomeni naturali che nel corso dei secoli hanno alimentato fantasiosi miti e leggende come “Scilla e Cariddi”, “La Fata Morgana” e “Colapesce”, che si intrecciano con le antichissime tradizioni popolari e che ancora oggi destano fascino e curiosità.

Le sue grandi profondità, che hanno alimentato arcani misteri, sono popolate da organismi “abissali” tra cui numerose specie di pesci armati di denti aguzzi e sul cui corpo si trovano particolari organi luminosi chiamati fotofori, in grado di emettere luce. Per il loro aspetto poco rassicurante e spesso orripilante, i pescatori gli hanno attribuito la denominazione dialettale di “Pisci diavuli” in quanto credevano che provenissero da misteriose zone delle grandi profondità. E' grazie al peculiare fenomeno dello spiaggiamento che questi pesci, a causa delle forti correnti presenti nello Stretto di Messina, vengono trasportati in superficie dalle profondità ed in particolari condizioni meteo marine legate alla stagionalità ,al vento, al moto ondoso ed  alle fasi lunari, finiscono spiaggiati sul litorale.

Lo stretto di Messina già  nel lontano 1844 fu definito “Paradiso degli Zoologi” dal  Prof. A.Krohn, illustre naturalista tedesco durante la sua prima visita nella nostra città e riveste una particolare importanza dal punto di vista scientifico tanto da destare, già da alcuni secoli, l'interesse da parte di valenti scienziati impegnati in importanti progetti di ricerca. Già nel 1829  il Prof. Anastasio Cocco, Medico, Farmacologo ed Ittiologo messinese aveva intrapreso importanti studi  su alcune specie abissali e sui loro organi luminosi.

Particolarmente interessante è anche la geologia dello Stretto di Messina ed in particolare la formazione rocciosa costituita dal conglomerato che affiora sul litorale di Ganzirri e Torre Faro, conosciuta dai messinesi come “Mammurini o Mulari” da cui si estraevano le macine utilizzate nei mulini e nei frantoi. Prossimamente tratterò in modo particolareggiato, non solo alcuni esemplari di flora e fauna, ma anche fenomeni meteorologici e fisici, con l'intento di divulgare e far conoscere meglio gli aspetti più salienti e peculiari del nostro meraviglioso e mitico Stretto di Messina.


Ignazio Rao                                 

 

]]>
Wed, 24 Apr 2019 09:54:58 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1001/1/lo-stretto-di-messina-tra-cielo-terra-e-mare
23 Aprile 2019 - Giornata Mondiale del Libro http://www.mutualpass.it/post/1000/1/23-aprile-2019-giornata-mondiale-del-libro http://www.mutualpass.it/post/1000/1/23-aprile-2019-giornata-mondiale-del-libro]]> La Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore nasce per iniziativa dell'UNESCO nel 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright. La data scelta è il 23 Aprile perché è il giorno in cui sono morti, nel 1616, tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garciloso de la Vega. L’idea di questa celebrazione è nata in Catalogna, dove ogni 23 aprile, giorno di San Giorgio, una rosa viene tradizionalmente data come un dono per ogni libro venduto.

La Conferenza generale dell’UNESCO rende tributo mondiale a libri e autori in questa data, incoraggiando tutti, ed in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura e mostrare un rinnovato rispetto per il contributo insostituibile di quelle persone che hanno promosso il progresso sociale e culturale dell’umanità.

Il libro e la lettura rappresentano un mezzo di approfondimento e di conoscenza, sono strumento di informazione e di apprendimento culturale, entrambi oggi indispensabili per superare le incertezze e le precarietà legate alla paura della globalizzazione, del cambiamento e del diverso. La lettura, che consiste anche in un piacere ineguagliabile per gli appassionati, ci consente di entrare in mondi, vite e tempi diversi e ci dà la possibilità di avvicinarci a esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo così la nostra conoscenza e la consapevolezza di quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico .  


Fonti: UNESCO - WorldBookDay

]]>
Tue, 23 Apr 2019 09:55:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1000/1/23-aprile-2019-giornata-mondiale-del-libro
22 Aprile 2019 - Giornata Mondiale della Terra http://www.mutualpass.it/post/999/1/22-aprile-2019-giornata-mondiale-della-terra http://www.mutualpass.it/post/999/1/22-aprile-2019-giornata-mondiale-della-terra]]> L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo. Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile.

Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

L'idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento, ed al senatore Nelson venne l'idea di organizzare un “teach-in” sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali. L'Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.

Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l'inquinamento da combustibili fossili, contro l'inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l'estinzione della fauna selvatica, improvvisamente compresero di condividere valori comuni. Migliaia di college e università organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.

La Giornata della Terra diede una spinta determinante alle iniziative ambientali in tutto il mondo e contribuì a spianare la strada al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro. Nel corso degli anni l'organizzazione dell'Earth Day si dota di strumenti di comunicazione più potenti arrivando a celebrare il proprio ventesimo anno di fondazione con una storica scalata sul monte Everest in cui un team formato da alpinisti statunitensi, sovietici e cinesi, realizzò un collegamento mondiale via satellite. Al termine della spedizione tutta la squadra trasportò a valle oltre 2 tonnellate di rifiuti lasciati sul monte Everest da precedenti missioni.

Nel 2000, grazie alla diffusione di internet, lo spirito fondante dell'Earth Day ed in generale la celebrazione dell'evento vennero promosse a livello globale. L'evento che ne conseguì riuscì a coinvolgere oltre 5.000 gruppi ambientalisti al di fuori degli Stati Uniti, raggiungendo centinaia di milioni di persone, e molti noti personaggi dello spettacolo come l'attore Leonardo di Caprio. Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all'Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è l'affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un futuro libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.


Fonte: earthdayitalia.org

]]>
Mon, 22 Apr 2019 12:25:16 +0000 http://www.mutualpass.it/post/999/1/22-aprile-2019-giornata-mondiale-della-terra
Accadde Oggi...20 Aprile - le 5 opere più belle di Mirò http://www.mutualpass.it/post/998/1/accadde-oggi20-aprile-le-5-opere-piu-belle-di-miro http://www.mutualpass.it/post/998/1/accadde-oggi20-aprile-le-5-opere-piu-belle-di-miro]]> Il 20 aprile 1893 nasce a Barcellona, in Spagna, l'artista Joan Mirò, uno degli esponenti principali della corrente surrealista.

La predisposizione artistica si manifesta sin da quando è ancora un bambino grazie anche all'influenza della famiglia. Inizia a disegnare da quando ha solo otto anni. Ancora giovane, inizia a lavorare come contabile presso una ditta specializzata in prodotti coloniali e da drogheria, ma viene colto da febbre tifoidea, malattia che in fondo farà la sua fortuna. Da questo momento decide, infatti, di dedicarsi completamente alla sua passione artistica. Per rimettersi trascorre intanto un periodo di convalescenza presso la fattoria di proprietà di famiglia a Montroig, un luogo che influenzerà molte delle sue opere.

Nel 1912 entra nella Scuola d'arte di Barcellona diretta da Francesco Galì e si avvicina alla corrente artistica del fauvisme. Questa corrente pone al centro delle proprie rappresentazioni il colore, preferendo abbandonare la pittura tonale di stampo tradizionale. Tiene la sua prima mostra personale nel 1918 nella Galeries Dalmau. Nel 1920 si trasferisce a Parigi, dove entra a far parte del circolo artistico dei pittori di Mont Martre di cui fanno parte Pablo Picasso e il dadaista Tristan Tzara.

Nel 1923 con la realizzazione a Montroig del dipinto "Terra arata" comincia l'avvicinamento definitivo al surrealismo. In questo periodo Miró vive tra Parigi e la fattoria di Montroig, e, dietro suggerimento del padre del surrealismo Breton, dà vita ad una pittura priva di effetto prospettico con forme in piena libertà. Durante il suo periodo surrealista (1924-1930) si convince del ruolo sociale dell'arte e della sua capacità di raggiungere le masse; ecco perché sfruttando la sua arguzia e uno spiccato senso dell'umorismo dipinge apponendo sulla tela le sue iscrizioni poetiche. Di questo periodo è il famoso dipinto: "Il carnevale di Arlecchino".

La guerra civile appena scoppiata in Spagna lo colpisce profondamente, tenta così di aiutare i suoi connazionali raccogliendo dei fondi a sostegno della repubblica. Ritorna in Spagna per stabilirsi definitivamente tra Maiorca e Montroig. Nel 1954 vince il premio per la grafica alla Biennale di Venezia e nel 1958 il Premio Internazionale Guggenheim. All'inizio degli anni Sessanta viene molto influenzato dalla pittura americana che lo porta verso un astrattismo sempre più insistito e un vero e proprio dominio del colore puro. Nel 1972 crea a Barcellona la fondazione Joan Miró dedicandosi contemporaneamente alla scenografia e alla scultura. A questo periodo risale la monumentale statua "Dona i coeli" che si trova nel parco Joan Miró a Barcellona.

Solo dopo la caduta del franchismo riceve anche in patria i meritati onori per la sua intensa attività artistica come la Medala d'Or de la Generalitat de Catalunya, nel 1978, e la laurea honoris causa all'Università di Barcellona. Joan Miró muore a Palma de Mallorca il 25 dicembre del 1983, all'età di novant'anni.

 

Abbiamo provato a stilare una classifica con le 5 più belle opere, scelte da noi, di Joan Mirò.

 

 

5) The Birth of Day (1968) - MoMa (New York)

 

 

4) Dona i Ocell (1983) - Barcellona

 

 

3) Il Carnevale di Arlecchino (1925) - Albright-Knox Art Gallery (Buffalo)

 

 

2) La terra arata (1924) - Guggenheim Museum (New York)

 

 

1) La fattoria (1921/1922) - National Gallery of Art (Washington)


Fonti biografiche: biografieonline.it

]]>
Sat, 20 Apr 2019 19:46:43 +0000 http://www.mutualpass.it/post/998/1/accadde-oggi20-aprile-le-5-opere-piu-belle-di-miro
Feist - Pleasure http://www.mutualpass.it/post/997/1/feist-pleasure http://www.mutualpass.it/post/997/1/feist-pleasure]]> A distanza di quasi sei anni dal ultimo lavoro e un lungo ritiro su un'isola canadese, il 2017 ha segnato il ritorno di Leslie Feist con "Pleasure". La musicista nord americana riprende, in parte, il discorso cominciato con il precedente "Metals". “Pleasure” è un'opera molto introspettiva, una riflessione sulla solitudine e sul rapporto con gli altri allo stesso tempo. Suoni ruvidi, che inevitabilmente ricordano la Pj Harvey di White Chalks, evidenziano il desiderio della songwriter canadese di essere il più cruda e diretta possibile, tralasciando fronzoli mentali, lirici e musicali.

I toni essenziali  lasciano trasparire nitidamente l'intensità emotiva che caratterizza l'intero scorrere dell'album.
"Pleasure" è la trasposizione in musica di uno stato d'animo, un viaggio attraverso la spiritualità e l'intimità della sua creatrice.

n.b.

 

]]>
Thu, 18 Apr 2019 10:43:35 +0000 http://www.mutualpass.it/post/997/1/feist-pleasure