mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ MutualPass - La Card Salute è Benessere it-it Wed, 13 Nov 2019 17:46:49 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@emovus.it (Emovus srls) info@emovus.it (Emovus srl) Mediacontent http://www.mutualpass.it/vida/foto/logo.png mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ 14 Novembre 2019 - Giornata Mondiale del Diabete http://www.mutualpass.it/post/1099/1/14-novembre-2019-giornata-mondiale-del-diabete http://www.mutualpass.it/post/1099/1/14-novembre-2019-giornata-mondiale-del-diabete]]> Oggi, 14 novembre, ricorre la Giornata Mondiale del Diabete (WDD), istituita nel 1991 dalla Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del diabete. La data scelta rappresenta un tributo a Sir Frederick Banting, nato in questo giorno del 1891 e padre dell’insulina insieme a Charles Best nel 1922.

Negli ultimi anni sono aumentate le preoccupazioni sull’aumento della minaccia sanitaria rappresentata da questa patologia. Il diabete è una malattia cronica che si verifica quando il pancreas non è più in grado di produrre insulina o quando il corpo non può fare un buon uso dell'insulina prodotta.

L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas, che agisce come una chiave per far passare il glucosio dal cibo che mangiamo dal flusso sanguigno alle cellule del corpo per produrre energia. Tutti gli alimenti a base di carboidrati sono suddivisi in glucosio nel sangue. L'insulina aiuta il glucosio a entrare nelle cellule. Non essere in grado di produrre insulina o usarlo in modo efficace porta ad un aumento dei livelli di glucosio nel sangue (noto come iperglicemia). A lungo termine alti livelli di glucosio sono associati a danni al corpo e al fallimento di vari organi e tessuti.

Le persone con diabete hanno un aumentato rischio di sviluppare una serie di gravi problemi di salute. Livelli di glicemia costantemente alti possono portare a gravi malattie che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni , gli occhi , i reni , i nervi e i denti . Inoltre, le persone con diabete hanno anche un rischio maggiore di sviluppare infezioni. In quasi tutti i paesi ad alto reddito, il diabete è una delle principali cause di malattie cardiovascolari , cecità , insufficienza renale e amputazione degli arti inferiori .


In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, Medika propone e lancia la Settimana di prevenzione del Diabete. Dal 18 al 22 novembre 2019 infatti sarà possibile, ai titolari della card Medika, accedere ad un programma gratuito di prevenzione.

STEP 1: Senza necessità di prenotazione, presso il laboratorio di analisi cliniche 2010 Group – Studio 3 Mondello di Via Maddalena, 24 a Messina (tel. 090 2927843), verrà effettuato un prelievo gratuito per il controllo della glicemia e dell’emoglobina glicosilata, indicato come primo step per monitorare eventuali alterazioni del metabolismo degli zuccheri e del glucosio.

STEP 2: Nei giorni di mercoledì 20 e venerdì 22 novembre, previa prenotazione al numero 3494768821, presso lo Studio Medico Certo di Via Trento, 6 a Messina verrà effettuata gratuitamente la valutazione metabolica con rilevazione dei parametri clinici ed analisi dei fattori di rischio.

Non perdere tempo, abbi cura della tua Salute!

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Wed, 13 Nov 2019 17:46:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1099/1/14-novembre-2019-giornata-mondiale-del-diabete
13 Novembre 2019 - Giornata della Gentilezza http://www.mutualpass.it/post/1098/1/13-novembre-2019-giornata-della-gentilezza http://www.mutualpass.it/post/1098/1/13-novembre-2019-giornata-della-gentilezza]]> Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.” (Anne Herbert)

Il 13 novembre di ogni anno, dal 1997, si festeggia la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata in Giappone per ricordare che la gentilezza ci aiuta a vivere meglio nella società, riduce l’ansia ed è contagiosa poiché viene dal cuore.

Essere gentili non costa nulla e fa stare meglio, ce lo ricorda il World Kindness Movment (Movimento Mondiale della Gentilezza), nato con lo scopo di incitare ogni cittadino a raggiungere il benessere comune proprio attraverso la Gentilezza.

La frenetica quotidianità spesso ci fa perdere di vista la necessità di essere rispettosi verso gli altri e questa giornata ci aiuta a riflettere sulle opportunità e benefici nel trattare l’altro con gentilezza e amore. Dobbiamo ricordarlo ogni giorno ma oggi, in particolare, proponiamoci una semplice “Buona Azione” gentile che possa cominciare a far cambiare i nostri atteggiamenti e lavorare per una società più garbata.

E tu, che gesto di gentilezza hai in mente di fare oggi?


Medika - la Card della Salute

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Tue, 12 Nov 2019 18:20:10 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1098/1/13-novembre-2019-giornata-della-gentilezza
12 Novembre 2019 - Giornata Mondiale contro la Polmonite http://www.mutualpass.it/post/1097/1/12-novembre-2019-giornata-mondiale-contro-la-polmonite http://www.mutualpass.it/post/1097/1/12-novembre-2019-giornata-mondiale-contro-la-polmonite]]> Compie dieci anni la Giornata mondiale della Polmonite che ricorre ogni anno il 12 novembre con lo scopo di:

- Aumentare la consapevolezza sulla polmonite, il killer infettivo leader a livello mondiale dei bambini di età inferiore ai 5 anni;

- Promuovere interventi per proteggere, prevenire e curare la polmonite ed evidenziare approcci e soluzioni collaudati che necessitano di risorse aggiuntive ed attenzione;

- Generare azioni per combattere la polmonite e altre malattie infantili comuni, ma a volte mortali.

Con oltre 800.000 vittime all'anno la polmonite è una delle principali cause di morte nei bambini sotto i cinque anni nonostante sia facilmente prevenibile e curabile. Sebbene i vaccini e altri sforzi preventivi stiano riducendo il peso della malattia, c’è ancora molto da fare. Chi vive in comunità povere ha un più alto rischio di contrarre la malattia.

Ogni bambino, indipendentemente da dove sia nato, merita l'accesso a vaccini e medicine salvavita.

La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio caratterizzata dall'infiammazione degli alveoli polmonari, i quali si riempiono di liquido che ostacola la funzione respiratoria. Di solito è causata da un'infezione dovuta a virus, batteri e altri microrganismi.

Fondamentale è proteggere dalla polmonite fin dalla nascita, con pratiche salutari che evitano a bambini, famiglie e comunità enormi sofferenze. Il trattamento della polmonite non solo ha un forte impatto emotivo sulla famiglia, ma può anche causare gravi difficoltà finanziarie per le famiglie e le comunità, contribuendo al ciclo di povertà.

Ecco perché è fondamentale promuovere un insieme di pratiche sanitarie per evitare la polmonite, come la protezione con l'allattamento al seno esclusivo durante i primi 6 mesi di vita, un'alimentazione adeguata e un'integrazione di vitamina A.

E’ necessario impedire l’insorgenza dalla malattia, con l'attuazione di interventi in materia di acqua, servizi igienici e igiene, la riduzione dell'inquinamento dell'aria interna e il ricorso cruciale ai vaccini, che aiuta le famiglie a evitare i costi di trattamento.

Nei casi di contagio da polmonite è importante una diagnosi accurata e tempestiva e rendere accessibili le cure, prime fra tutte il trattamento antibiotico di prima linea con l’amoxicillina e l’ossigenoterapia.

Combattere la polmonite e salvare migliaia di vite è possibile, servono consapevolezza e prevenzione!


Medika - la Card della Salute

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Mon, 11 Nov 2019 17:06:02 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1097/1/12-novembre-2019-giornata-mondiale-contro-la-polmonite
Placida - Eugenio Vitarelli http://www.mutualpass.it/post/1096/1/placida-eugenio-vitarelli http://www.mutualpass.it/post/1096/1/placida-eugenio-vitarelli]]> Placida è un romanzo di formazione dello scrittore messinese Eugenio Vitarelli edito da Mesogea che narra la storia di un giovane sfollato messinese diciassettenne di nome Simone che, a causa dei bombardamenti dell’estate 1943 sulla città dello Stretto, si trasferisce con la famiglia in un casolare di campagna non lontano da Spadafora.

Ogni giorno Simone, per acquietare i timori dei genitori, si trova a percorrere, come Sisifo con il suo masso, la strada di campagna che porta al villaggio per verificare l’integrità della casa di famiglia. Lungo il cammino il protagonista incontra non soltanto aerei distrutti e corpi in stato di putrefazione, ma anche popolani come la prostituta Serafina La Saporita o lo scemo del villaggio Petru u’ Raggiatu.

Da questo compito assurdo che Simone compie per senso del dovere nei confronti dei genitori emerge la gioia della vita. Una gioia che non è data soltanto dalle nuotate a mare e dalle tintarelle di sole in cui, seppur per un breve momento, il protagonista riesce a distogliere i pensieri dal dramma della guerra, ma soprattutto dalla scoperta dell’amore.

Nel casolare di campagna dove Simone e la sua famiglia soggiornano temporaneamente vivono le contadine Cosma e Placida. Da quando il marito Martino è partito per la guerra ed è stato fatto prigioniero in Africa Cosma porta avanti l’economia familiare, lavorando i campi e cucinando per gli ospiti, e il suo aspetto è segnato dalla fatica che la terra comporta. La figlia Placida è una giovane ventiquattrenne che ha perso precocemente il marito allo scoppio della guerra e che aiuta la madre nel lavoro dei campi e nei lavori domestici. Di lei Simone si innamora perdutamente e scoprirà la bellezza di vivere nonostante l’orrore della guerra.

Nel romanzo, inizialmente pubblicato nel 1983 da Mondadori in un cofanetto comprendete altri tre esordienti, e che lanciò lo scrittore messinese nel panorama editoriale, si avverte l’influenza di Hemingway per l’impostazione romanzesca e per i dialoghi, di Vittorini per l’attenzione rivolta alle figure sociali più deboli e di Camus per le tematiche dell’assurdo di cui Sisifo ne è la rappresentazione simbolica e della rivolta meridiana in cui si afferma la gioia di vivere e non il trionfo di una verità assoluta di qualunque fattispecie essa sia.

L’opera di Vitarelli, tutta edita da Mesogea, è composta anche da Acqualadrone sette storie più una (che include la raccolta di racconti che dà il titolo all’opera e la novella La chiurma) e Sireine e altri racconti (comprendente oltre ai racconti di ambientazione messinese e africana contenuti in Sireine anche il racconto simbolico La sete e i racconti brevi Leggenda di Genco e Barca di carta).

In conclusione Vitarelli è un grande scrittore che merita di essere riscoperto e celebrato e in questo spirito si colloca la staffetta di lettura di Mesogea dal titolo “Il canto del mare, il silenzio della città. Omaggio a Vitarelli” che martedì 12 Novembre si terrà alla libreria Dedalus e che si coinvolgerà dal 12 al 15 novembre anche altre librerie messinesi per celebrare i venticinque anni della morte dello scrittore messinese e i vent’anni di attività della casa editrice.


Roberto Cavallaro di Dedalus Libreria

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Mon, 11 Nov 2019 10:08:38 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1096/1/placida-eugenio-vitarelli
La mostra di Angela Andaloro al Teatro Vittorio Emanuele http://www.mutualpass.it/post/1095/1/la-mostra-di-angela-andaloro-al-teatro-vittorio-emanuele http://www.mutualpass.it/post/1095/1/la-mostra-di-angela-andaloro-al-teatro-vittorio-emanuele]]> Alle ore 18 di venerdì 8 novembre 2019, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’ambito del progetto “L’Opera al Centro” curato da Giuseppe la Motta, verrà inaugurata la mostra di Angela Andaloro con la presentazione critica di Mosè Previti.
Saranno presenti il Presidente Orazio Miloro, il Sovrintendente Gianfranco Scoglio e i consiglieri d’amministrazione.

Angela Andaloro è poetessa e narratrice della pittura. Della narrazione ha la solida struttura data dal disegno, della poesia gli accenti musicali, l’aria liquida e spaziale del concetto razionale che si mette a danzare col sogno. La sua figurazione ha un carattere doppio: insieme intima e pubblica, sciolta e legata, personale e universale. La pittura di Angela Andaloro è fatta di presenze, di persone, che sono anche corpi, ma che l’artista sceglie accuratamente per metafore, per simboli di un dialogo altro.


La mostra potrà essere visitata dall’8 al 19 novembre nelle fasce orarie 10-13 / 16-19 escluso il lunedì.

Mostra di Angela Andaloro
Teatro Vittorio Emanuele, via Garibaldi – Messina
Dall’8 al 19 novembre 2019 escluso il lunedì.
Inaugurazione, venerdì 8 novembre 2019, ore 18:00

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Fri, 8 Nov 2019 09:47:32 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1095/1/la-mostra-di-angela-andaloro-al-teatro-vittorio-emanuele
La dimora del Graal alla Galleria Cavour http://www.mutualpass.it/post/1094/1/la-dimora-del-graal-alla-galleria-cavour- http://www.mutualpass.it/post/1094/1/la-dimora-del-graal-alla-galleria-cavour-]]> Sabato 9 novembre 2019, ore 17:30, la Galleria Arte Cavour ospita la presentazione del libro “La dimora del Graal” di Dominga Carrubba e Claudio Bonaccorsi.

La presentazione del libro sarà impreziosita dalla mostra di alcune delle foto che hanno ispirato le poesie contenute nel testo. La relazione del libro sarà curata dalla prof.ssa Ella Imbalzano. All’evento culturale parteciperà Vera Ambra, Presidente dell’Associazione Akkuaria.

Le poesie di Dominga Carrubba, con le fotografie di Claudio Bonaccorsi, propongono un viaggio allegorico dell’Uomo nella vita.

Forse che la vita non è la dimora della bellezza espressa dalla natura, dall’arte, dalle tradizioni di un popolo, dagli antichi mestieri che guardano al futuro? La vita è il viaggio che percorre i luoghi dell’anima e del pensiero in divenire.

L’Autrice afferma: "Il Graal è nella conoscenza della sinestesia dei sensi, che unisce la natura all’uomo, e l’uomo a se stesso. Laddove il giorno si affaccia alla luce e la sera si affida alla luna, lo stupore prende le sembianze di un tronco, che nelle foglie respira e nelle radici cammina", e prosegue: "La dimora del Graal è il prezioso legame tra il cielo e la terra".

I versi riflessi introducono alla dimora del Graal, ambientata nella Sicilia resiliente, che incanta con i paesaggi, raccontata nei fregi e nei borghi custodi di storia e di miti. La dimora del Graal fa rivivere un luogo leggendario dell’immaginario collettivo, tracciato dallo scambio emozionale tra parole e immagini, metrica e colori.

Bonaccorsi aggiunge: "Non è soltanto un libro di poesie e fotografie, ma un altro esempio di come dare risalto ad un dettaglio, trasferire un’emozione e raccontare la storia di un luogo".


Note biografiche:

Dominga Carrubba scopre la forza espressiva delle immagini, trasmesse con la parola in poesia, sui banchi del Liceo. Alla passione verso la poesia si affianca l’interesse per il giornalismo. “ La dimora del Graal ” è la terza pubblicazione, dopo “ Cimeli di Organza ” (Ateneo Nazionale di Poesia e di storia delle Poetiche Europee, 2006) e “ dal bianco di un foglio ” (ed. Akkuaria, 2016).

Claudio Bonaccorsi ha una formazione da autodidatta, derivata dal proprio interesse per la fotografia dei primi anni novanta. Utilizza per lungo tempo la tecnica analogica, adottando successivamente quella digitale. Le sue fotografie riproducono, in particolare, angoli della propria Sicilia, preferendo luoghi quotidiani e intimi, resi tangibili dal contrasto visivo tra zone perfettamente illuminate e zone d’ombra.


Organizzazione:

Direttore Paolo Accordino

Direttore artistico Maurizio Gemelli

“La dimora del Graal"

Galleria “Arte Cavour” Corso Cavour 119 – Messina

Presentazione libro e vernissage 09 novembre 2019 - ore 17:30

Esposizione 09 novembre - 16 novembre 2019

Orari di visita dal lunedì al sabato 17:00-20:00

Ingresso Gratuito

Contatti con galleria: galleria.artecavour@libero.it

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Thu, 7 Nov 2019 17:44:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1094/1/la-dimora-del-graal-alla-galleria-cavour-
Le 8 opere più belle esposte al MoMa http://www.mutualpass.it/post/881/1/le-8-opere-piu-belle-esposte-al-moma http://www.mutualpass.it/post/881/1/le-8-opere-piu-belle-esposte-al-moma]]> Il 7 Novembre del 1929 apriva i battenti, in un modesto edificio al 730 di Fifth Avenue, a New York, il Museum of Modern Art, conosciuto oggi con l’acronimo MoMa

La mostra inaugurale era composta da otto stampe e un disegno. Oggi, a navant'anni dalla sua apertura, ospita più di 150.000 opere di ogni genere, dalle sculture alle fotografie, possiede 22.000 pellicole e 4.000.000 fermi immagine.  La sede attuale è stata spostata in Midtown Manhattan, in un edificio ben più prestigioso di quello iniziale. 

 

Vogliamo proporvi le 8 opere più belle esposte oggi al Museum of Modern Art:

 

8 - La Zingara Addormentata / Henri Rousseau (olio su tela 129,5×200,7 cm - 1897)

 

7 - La Danza I / Henri Matisse (olio su tela 2,6 m x 3,91 m - 1909)

 

6 – Forme uniche della continuità nello spazio / Umberto Boccioni (bronzo 1,11 m x 88 cm – 1913)

 

5 - Broadway Boogie Woogie / Piet Mondrian (olio su tela 1,27 m x 1,27 m – 1942/43)

 

4 - Campbell’s Soup Cans / Andy Warhol ( polimero sintetico su tela 32 * 51x41cm – 1962)

 

3 - Les Demoiselles d’Avignon / Picasso ( olio su tela 243,9 x 233,7cm – 1907)

 

2 – La persistenza della memoria / Salvador Dalì (olio su tela 24x33cm – 1931)

 

1 – Notte Stellata / Vincent Van Gogh (olio su tela 72x92cm – 1889)

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Thu, 7 Nov 2019 09:22:51 +0000 http://www.mutualpass.it/post/881/1/le-8-opere-piu-belle-esposte-al-moma
MusikaTherapy - Le 5 Canzoni più belle di Pierangelo Bertoli http://www.mutualpass.it/post/1093/1/musikatherapy-le-5-canzoni-piu-belle-di-pierangelo-bertoli http://www.mutualpass.it/post/1093/1/musikatherapy-le-5-canzoni-piu-belle-di-pierangelo-bertoli]]> Il 5 Novembre 1942 nasceva a Sassuolo il cantautore italiano Pierangelo Bertoli.

Considerato un vero e proprio “cantastorie” e voce autentica e unica della propria terra, Bertoli fu una figura centrale della canzone d’autore italiana dagli anni ’70 fino ai primi del 2000. Il suo panorama musicale spaziava dalla popolare al rock, con testi significativi pieni di riferimenti sociali e politici.

L'immediatezza dei messaggi e la sincerità dell'ispirazione sono la peculiarità delle sue composizioni; la denuncia sociale, ora più meditata ora più aggressiva, connota il suo modo di raccontare l'uomo e il tempo in cui vive. Non ci sono coinvolgimenti nel consumismo del mercato, ma semmai una rabbia autentica certo non più attuale nel dilagante qualunquismo, ma frutto anche della maggiore sensibilità che egli ha come portatore di handicap.

 

Le 5 Canzoni più belle di Pierangelo Bertoli:

 

5: Dimmi (1995)

 

4: Non ti sveglierò (1995)

 

3: Italia d'oro (1992)

 

2: Spunta la luna dal monte (1992)

 

1: Pescatore (1980)

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Mon, 4 Nov 2019 16:54:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1093/1/musikatherapy-le-5-canzoni-piu-belle-di-pierangelo-bertoli
Il Gran Camposanto di Messina http://www.mutualpass.it/post/1091/1/il-gran-camposanto-di-messina http://www.mutualpass.it/post/1091/1/il-gran-camposanto-di-messina]]> "Il grande camposanto di Messina, ammirato da tutti gli stranieri, ed ultimamente richiesti con insistenza i disegni dal prof. Moritz Schultz della scuola di Belle Arti a Berlino, per essere inseriti in quella famosa pubblicazione periodica illustrata di architettura, come uno fra i più bei monumenti moderni degni di studio, attesta inequivocabilmente il merito artistico del Savoja”.

Questo brano, tratto dalla commemorazione di Leone Savoja, che l’ingegnere e architetto Michele Basile scrisse nel giugno del 1885, meglio di qualunque altro si presta a sottolineare la bellezza architettonica di un “unicum monumentale” che proiettò Messina nel novero delle grandi città europee.

Nel progettare il cimitero monumentale (posto a concorso dal Comune di Messina nel 1853-54, iniziato nel 1865 ed ultimato nel 1872), si può senz’altro affermare che Leone Savoja fu vero e proprio interprete della corrente del Romanticismo a Messina, perché attiene al gusto del romantico la sua sistemazione urbanistica: quella dell’architettura dei giardini. Il Gran Camposanto, oggi, rappresenta l’unica memoria storica delle notevoli qualità artistiche, stilistiche e formali raggiunte dai nostri scultori ed architetti nel XIX secolo. La gran parte della statuaria e dell’architettura del neoclassicismo messinese, stagione artistica particolarmente prolifica, si trova appunto custodita nel Gran Camposanto.

Di contro questa immemore e sciroccata città non sembra, però, molto interessata al valore artistico di questo pregevole complesso, dove, non solo bisogna fare i conti con l’inclemenza del tempo che inesorabilmente sta cancellando ogni memoria del passato, ma anche con i profanatori di tombe che, totalmente indisturbati, sottraggono dalla parte più antica del cimitero oggetti di grandissimo valore storico ed architettonico.

Anni fa, infatti, nella zona del “Conventino” presero il largo quattro zampe di leone marmoree, che facevano da supporto ad un antico sarcofago. Di recente, è stata asportata la testa del bellissimo monumento al bambino Francesco Augusto Marangolo dello scultore Giovanni Scarfì (sec. XIX) ed è stata trafugata una madonnina da un monumento funerario opera di Antonio Bonfiglio. Non si contano, poi, le mutilazioni inferte a pregevoli sculture ottocentesche. Ma i mali del “monumentale” non finiscono assolutamente qui. Infatti, anche “l’urne de’ forti” hanno bisogno di essere salvaguardate, tutelate e protette dalla volgare invadenza di tombe e marmi policromi che, senza pretese artistiche, vengono realizzati nella zona monumentale del “Conventino” o nello spiazzo antistante il “Famedio”, a stretto contatto con opere neoclassiche realizzate da insigni scultori messinesi.

Nella nostra città, infatti, la decadenza delle lastre tombali con banali epigrafi e il dubbio gusto di ritratti del defunto, eseguiti al pantografo su granito grigio o nero, hanno fatto scadere nella volgarità secoli di arte scultorea funeraria che ha avuto la massima concentrazione nel Gran Camposanto, il terzo cimitero monumentale d’Italia dopo quelli di Milano e Genova.

Ancora, è purtroppo da registrare l’abbandono ed il vergognoso degrado in cui versano le strutture architettoniche del “Famedio” ed i monumenti a Giuseppe La Farina dello scultore Gregorio Zappalà; a Giuseppe Natoli di Lio Gangeri; a Felice Bisazza di Gaetano Russo.

L’indignazione dovrebbe qui raggiungere il suo culmine, se si pensa che il cimitero venne inaugurato, non casualmente, il 6 aprile 1872: quel giorno, infatti, la città di Torino aveva restituito ai messinesi le ceneri di Giuseppe La Farina, dopo averle custodite con amore sin dal 1863, accanto a quelle di Vincenzo Gioberti e Guglielmo Pepe. Ad onta ed offesa del pregio con il quale Torino teneva le spoglie mortali di un così grande personaggio che oltretutto non era suo figlio, oggi la sua città natale, con tracotante disprezzo, lascia nel più vergognoso abbandono lo stupendo monumento funerario al La Farina destinato: marmi anneriti e sbrecciati che non hanno mai conosciuto l’ombra di un restauro; erbacce e sporcizia dappertutto; coperture crollate e strutture pericolanti; cornici, stucchi, rivestimenti nella più totale devastazione; sarcofago contenente i resti mortali, ricoperto di scritte e graffiti.

E sarebbe stato certamente meglio se le ceneri di Giuseppe La Farina fossero rimaste, per sempre, a Torino.


Nino Principato

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Fri, 1 Nov 2019 09:00:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1091/1/il-gran-camposanto-di-messina
#ZeroZucchero: Torta Zucca e Mandorle http://www.mutualpass.it/post/1092/1/zerozucchero-torta-zucca-e-mandorle http://www.mutualpass.it/post/1092/1/zerozucchero-torta-zucca-e-mandorle]]> La Torta di zucca è un dolce tipicamente autunnale. Questo ortaggio in cucina si presta a molteplici utilizzi, sia in ricette dolci che salate; può essere cotto in padella, al forno o al vapore, per la preparazione della nostra ricetta consigliamo la cottura in forno, in modo da ottenere una purea densa ed evitare l’emissione di troppa acqua.

La zucca è un ortaggio sano, con poche calorie e molta acqua, contiene pochi grassi ed è ricca di vitamine e minerali.

La torta di zucca è un dolce soffice e dal delicato aroma di mandorle, può essere ulteriormente aromatizzata alla vaniglia o alla cannella. Ve la proponiamo nella versione senza zucchero, utilizzando il dolcificante alla Stevia, evitando l’impiego di latticini e con l’olio a sostituzione del burro.

 

Ingredienti:

  • 350 gr. polpa di zucca
  • 2 uova
  • 100 ml olio di girasole  
  • 60 gr dolcificante allo stevia
  • 100 gr. mandorle 
  • 1 cucchiaino cannella in polvere o 1 bustina di vaniglia  
  • 150 gr. farina 00  
  • 1 bustina di lieviti per dolci   

Sistemate la polpa di zucca in una teglia, copritela con un foglio di carta di alluminio e cuocetela nel forno preriscaldato a 200 °C per circa un’ora, controllando fino a quando diventa morbida. 

Togliete la teglia dal forno e fatela raffreddare completamente, frullatela col mixer e riducetela in purea. Tostate le mandorle in padella per un paio di minuti avendo cura di girarle spesso per non farle bruciare e tritatele finemente, senza però ridurle in farina. Aggiungete la zucca frullata in una ciotola, versate le uova, il dolcificante Stevia e amalgamate bene il tutto con un frusta.

Aggiungete l'olio di girasole, le mandorle tritate e la cannella (o vaniglia), unite anche la farina e il lievito setacciato; mescolate brevemente per amalgamare gli ingredienti.

Versate il composto in una teglia del diametro di circa 20 rivestita di carta forno oppure oliata e infarinata e fate cuocere in forno a 180 °C per circa 35 minuti. Fate sempre la prova stecchino per verificare la cottura e prolungatela se necessario.

Fatela raffreddare prima di servirla ed eventualmente aggiungere un po’ di scorza d’arancia.


Medika - La Card della Salute 

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Thu, 31 Oct 2019 10:20:57 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1092/1/zerozucchero-torta-zucca-e-mandorle
29 Ottobre 2019 - Giornata Mondiale della Psoriasi http://www.mutualpass.it/post/1090/1/29-ottobre-2019-giornata-mondiale-della-psoriasi http://www.mutualpass.it/post/1090/1/29-ottobre-2019-giornata-mondiale-della-psoriasi]]> Il 29 Ottobre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Psoriasi, dedicata alle persone che vivono con la psoriasi o l’artrite psoriasica.

La psoriasi è una dermatite cronica, ossia persistente e duratura, che nella maggior parte dei pazienti si manifesta con la comparsa di lesioni caratterizzate da pelle ispessita con aspetto squamoso bianco-argenteo, spesso associate a prurito. Circa il 15% delle persone affette da psoriasi soffre di un’infiammazione alle articolazioni che provoca i sintomi dell’artrite.

La causa della condizione è legata a un malfunzionamento del sistema immunitario, che per errore attacca i tessuti sani dell’organismo, scambiandoli per un aggressore esterno e innescando così un eccessivo turn-over cellulare.

La psoriasi può essere difficile da diagnosticare, perché i sintomi più frequenti sono comuni a numerose altre malattie della pelle.

Questa patologia colpisce oltre 125 milioni di persone in tutto il mondo - non solo fisicamente, ma anche socialmente, emotivamente e finanziariamente. La Giornata mondiale della psoriasi mira a migliorare il profilo di questa malattia debilitante e ad aumentare la consapevolezza degli effetti che ha sulla vita delle persone. Per molti è ancora una malattia relativamente sconosciuta e molte persone che ci convivono possono avere difficoltà a far sì che il mondo ascolti i loro bisogni. 

Mai come in questo momento, di precarietà sanitaria, bisogna alzare la voce verso le autorità di competenza che non riescono più a garantire un’assistenza omogenea sul territorio nazionale e che vedono ridursi le prestazioni sanitarie. Perché risiedere in una determinata Regione può significare essere più sfortunati rispetto a una Regione più fortunata, togliendo di fatto al malato il diritto alla salute come prevede la nostra Costituzione.


Medika - la Card della Salute

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Tue, 29 Oct 2019 10:48:32 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1090/1/29-ottobre-2019-giornata-mondiale-della-psoriasi
Volpe 8 - George Saunders http://www.mutualpass.it/post/1089/1/volpe-8-george-saunders http://www.mutualpass.it/post/1089/1/volpe-8-george-saunders]]> Volpe 8 è una novella di George Saunders edita da Feltrinelli che racconta la storia di una volpe gentile e sognatrice di nome Volpe 8, che sa parlare la lingua degli uomini e scrive in maniera originale.

Per una volpe scrivere in lingua umana non è una passeggiata, ma il nostro protagonista ha una storia che non può essere taciuta che riguarda il rapporto tra l’uomo e la natura e la convivenza tra animali e uomini.

Volpe 8 ha appreso l’Humano andando tutti i giorni alla finestra di una casa ad ascoltare le storie della buonanotte che una mamma raccontava ai suoi bambini e, restando estasiato dalla musicalità delle parole, riuscì a farsi l’orecchio finché un giorno un ramo cadde sulla testa di Volpe 7 e si è messo a conversare nella lingua dei civilizzati facendo rimanere basito il suo migliore amico.

Volpe 8 sfrutta allora il suo talento per aggiornare Grande Guida e gli altri componenti del branco sulle novità del mondo degli uomini. Una di queste novità colpisce direttamente la sua specie, perché un grande centro commerciale di nome Parco delle Volpi ridurrà ampiamente la superficie boschiva e quindi anche la possibilità di approvvigionamento di cibo da parte delle volpi.

Tuttavia il nostro protagonista non vede nell’uomo una minaccia, poiché gli uomini amano gli animali i quali sono sempre i protagonisti delle storie che raccontano ai figli. La sua ammirazione per gli uomini è sconfinata e la sua bontà e ottimismo non gli fanno vedere la malvagità e l’egoismo che a volte traspaiono nei comportamenti umani. Sognatrice com’è, per Volpe 8 è possibile una pacifica e proficua convivenza tra volpi e uomini. D’altra parte tutti, dagli uccelli agli uomini che finora ha incontrato, ne hanno lodato l’intelligenza e la gentilezza.

La realtà però è ben diversa e Volpe 8 dovrà fare i conti con la visione idillica dell’umanità a cui ha creduto fino adesso.

Che cosa ne sarà di Volpe 8 e del suo branco?

Con la novella Volpe 8 George Saunders, vincitore nel 2013 del PEN/Malamud Award con la raccolta di racconti Dieci dicembre e del Man Booker Prize nel 2017 con il romanzo Lincoln nel Bardo, si conferma uno dei migliori scrittori americani del Ventunesimo secolo, capace di far riflettere il lettore col sorriso su argomenti di una certa rilevanza sociale come l’assurdità del consumismo, del ruolo dei mass media e della distruzione dell’ambiente e della fauna a causa del forte impatto distruttivo dei comportamenti umani.            


Roberto Cavallaro di Dedalus Libreria

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Mon, 28 Oct 2019 10:41:05 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1089/1/volpe-8-george-saunders
Accadde oggi... 25 Ottobre - Le 5 Opere più belle di Picasso http://www.mutualpass.it/post/1088/1/accadde-oggi-25-ottobre-le-5-opere-piu-belle-di-picasso http://www.mutualpass.it/post/1088/1/accadde-oggi-25-ottobre-le-5-opere-piu-belle-di-picasso]]> Oggi, 25 Ottobre, ricorre l’anniversario della nascita di Pablo Ruiz Picasso nel 1881 a Malaga. Si racconta che la prima parola pronunciata dal piccolo Pablo non sia stata la tradizionale "mamma", ma "Piz!", da "lapiz", che significa matita. Prima ancora di incominciare a parlare Pablo disegna. Gli riesce talmente bene che, qualche anno dopo, il padre lo lascia collaborare ad alcuni suoi quadri. Il risultato sorprende tutti: il giovane Picasso rivela subito una precoce inclinazione per il disegno e la pittura

Dopo aver frequentato dei corsi alla Scuola di Belle Arti di La Coruna, Pablo prosegue i suoi studi artistici presso l’Accademia di Barcellona. Ha perfino uno studio, in calle de la Plata, che divide con il suo amico Manuel Pallarès. 

Negli anni successivi Pablo vince il concorso dell'Accademia Reale di Madrid. Lavora moltissimo, mangia poco, vive in un tugurio mal riscaldato e, alla fine, si ammala. Per un periodo frequenta la taverna artistica letteraria "Ai quattro gatti" ("Els Quatre Gats"), così chiamata in onore de "Le Chat Noir" di Parigi. Qui si ritrovano artisti, politicanti, poeti e vagabondi di ogni tipo e razza.

Nel 1897 porta a termine una serie di capolavori, fra cui la famosa tela "Scienza e carità", ancora assai legata alla tradizione pittorica dell'Ottocento. Fedele alle sue radici e ai suoi affetti, è proprio nella sala delle rappresentazioni teatrali di "Els Quatre Gats" che Picasso allestisce la sua prima mostra personale, inaugurata il primo febbraio 1900.

Malgrado l'intento di fondo dell'artista sia quella di scandalizzare il pubblico, la mostra sostanzialmente piace. Pablo comincia a diventare un "personaggio", odiato e amato. Il ruolo dell'artista maledetto per un po' lo soddisfa. Ma alla fine dell'estate 1900, soffocato dall' "ambiente" che lo circonda, prende un treno per Parigi.

Si stabilisce a Montmartre dove incontra molti dei suoi compatrioti tra i quali Pedro Manyac, mercante di quadri che gli offre 150 franchi al mese in cambio della sua produzione: la somma è discreta e permette a Picasso di vivere qualche mese a Parigi senza troppe preoccupazioni. Il clima parigino, e più specificamente quello di Montmartre, ha una profonda influenza. In particolare Picasso rimane colpito da Toulouse-Lautrec, a cui si ispira per alcune opere di quel periodo. 

A venticinque anni Picasso é riconosciuto ed ammirato non solo come pittore, ma anche come scultore ed incisore. Durante gli anni parigini viene alla luce l'opera "Les Demoiselles d'Avignon", che inaugura uno dei più importanti movimenti artistici del secolo: il cubismo.

Nel 1936 in Spagna scoppia la guerra civile: i repubblicani contro i fascisti del generale Franco. Per il suo amore per la libertà Picasso simpatizza per i repubblicani. Molti amici dell'artista partono per unirsi alle Brigate Internazionali.

Il 1937 é l'anno dell'Esposizione Universale di Parigi. Per i repubblicani del Frente Popular é importante che il legittimo governo spagnolo vi sia ben rappresentato. Per l'occasione Picasso crea un'opera enorme: "Guernica", dal nome della città basca appena bombardata dai tedeschi. Attacco che aveva provocato moltissimi morti, tra la gente intenta a compiere spese al mercato. La "Guernica" diventerà l'opera simbolo della lotta al fascismo.

Negli anni '50 Pablo Picasso é ormai un'autorità in tutto il mondo. Ha settant'anni ed é finalmente sereno, negli affetti e nella vita lavorativa. Si succedono mostre e personali, opere su opere, quadri su quadri. Fino al giorno 8 aprile 1973 quando Pablo Picasso, all'età di 92 anni, improvvisamente, si spegne. 


Vi proponiamo 5 delle opere più belle di Picasso scelte da noi:

5 - Famiglia di Saltimbanchi (1905) - National Gallery of Art di Washington

 

4 - Guernica (1937) -  Museo nacional centro de arte reina Sofia di Madrid

 

3 - I Tre Musicisti (1921) -  Museum of Modern Art di New York

 

2 - Ragazzo con la pipa (1905) -  Collezione privata

 

1 - Les Demoiselles d'Avignon (1907) -  The Museum of Modern Art di New York

 
 

 

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Thu, 24 Oct 2019 17:17:08 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1088/1/accadde-oggi-25-ottobre-le-5-opere-piu-belle-di-picasso
Il semaforo blu - Gianni Rodari http://www.mutualpass.it/post/1087/1/il-semaforo-blu-gianni-rodari http://www.mutualpass.it/post/1087/1/il-semaforo-blu-gianni-rodari]]> Tra un anno ci sarà il centenario della nascita di Gianni Rodari e per l’occasione le case editrici di narrativa per l’infanzia si stanno mobilitando per pubblicare nuove edizioni delle sue celebri fiabe.

Tra queste si segnala Emme edizioni, che nella nuova collana "Leggo una storia con il maestro Gianni" ha avviato la pubblicazione di alcune delle più importanti fiabe di Gianni Rodari rivolgendosi ai primi lettori.

Le storie si caratterizzano per il prezzo accessibile e per la facilità di lettura dovuta ai caratteri in stampatello e dalle illustrazioni vivaci.

Una delle favole della collana è Il semaforo blu che narra della storia di un semaforo di Milano che un giorno improvvisamente diventa blu, creando scompiglio tra i pedoni e gli automobilisti i quali si mettono a dare il peggio di sé a forza di urla, colpi di clacson e litigi e forniscono le motivazioni più fantasiose e divertenti per comprendere la causa del malfunzionamento del semaforo.

In realtà se un semaforo si comporta in questo modo ci sarà un perché e le parole di Gianni Rodari e le illustrazioni di Francesco Zito mostreranno ai giovani lettori il motivo che sta alla base del comportamento bizzarro di questo semaforo meneghino incompreso e odiato da tutti, ma anche la forza creativa e visionaria della fantasia di cui Rodari fu maestro indiscusso.


Roberto Cavallaro di Dedalus Libreria                 

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Mon, 21 Oct 2019 10:30:10 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1087/1/il-semaforo-blu-gianni-rodari
Scipione Errico, un grande messinese poeta e drammaturgo del seicento http://www.mutualpass.it/post/1086/1/scipione-errico-un-grande-messinese-poeta-e-drammaturgo-del-seicento http://www.mutualpass.it/post/1086/1/scipione-errico-un-grande-messinese-poeta-e-drammaturgo-del-seicento]]> Al Rione Aldisio c’è la via Scipione Errico: “Carneade, chi era costui?”, avrebbe esclamato il buon Don Abbondio. E quanti sanno a Messina chi era Scipione Errico?

Vengo e mi spiego.

Nacque a Messina nel 1592 e rimasto orfano in giovane età, compì gli studi nel locale Seminario dove conseguì la laurea in Teologia che gli aprì le porte verso la carriera ecclesiastica. La sua vocazione era, però, anche la poesia e a diciannove anni pubblicò a Messina due idilli, “Endimione” e “Arianna”: era l’inizio della sua attività di poeta e letterato che gli assicurerà una vasta rinomanza nazionale. Nella sua Messina pubblica nel 1619 una raccolta di Rime comprendente sonetti, madrigali, odi, egloghe, idilli, capitoli, un epitalamio, il poemetto “La via lattea” e il panegirico “Il ritratto di bella donna”.

Si legge in Dizionario Biografico degli Italiani “Treccani” a cura di Rosario Contarino: “L'Errico, che fa sovente ricorso allo pseudonimo di "Opico pastore", è palesemente influenzato dalla recente esperienza della lirica mariniana, che egli mostra di conoscere e condividere sia nella ricerca di nuovi temi poetabili, sia nell'assunzione delle moderne soluzioni stilistiche. Ed infatti tutto intriso della "retorica" marinista è il tessuto poetico di queste Rime, dove abbondano chiasmi e paronomasie, metafore e calembours; e dove soprattutto la pratica del concettismo dà vita ad inattese pointes finali. 

All'interno del tema amoroso, l'Errico gioca tutte le sue carte di paladino della modernità, ora puntando sull'effetto delle situazioni escogitate (gli arditi paragoni con il bombice oppure con il mito di Ercole e Anteo, o, ancora, con la neve e il fuoco dell'Etna); ora, invece, mirando alla valorizzazione peregrina di inconsuete sorgenti di erotismo (la "pozzetta" del mento, la puntura di una zanzara), ora infine alla demistificazione di una passione dove si annida la venalità mercenaria ("de lo strale / Onde ferisce Amor, la punta è d'oro").”: non c’è che dire, un orgoglio per Messina.

Nel 1623 si pubblicò a Messina il poema “La Babilonia distrutta”, dove viene celebrata la vittoria dei Tartari cristiani sui califfi Abassidi, avvenuta nel sec. XIII. Scipione Errico, nei suoi scritti successivi, adottò singolari e nuove forme letterarie. Nella sua commedia capolavoro “Le rivolte di Parnaso” del 1626, in cinque atti e ambientata sul monte caro ad Apollo, in una sorta di una satira letteraria, vengono introdotti "uomini conosciuti e veri" sull'esempio "d'Eupolio, di Cratino, d'Aristofane"; essa si propone di "censurar gli errori delli Poeti", evitando le ambizioni di critica sociale della commedia antica, che fu tolta dalle scene "per la soverchia licenza".

Un trattato allegorico che inizia con la descrizione del Parnaso e successivamente prosegue con l'avventura di Apollo, il quale è deciso a trovare una degna sposa che lo aiuti nella reggenza del Parnaso. Seguace della corrente del marinismo, Errico operò in tutta Italia con successo: fu accolto, infatti, nell'Accademia degli Oziosi a Napoli, nell’Accademia della Fucina di Messina col nome di Occupato e nell’Accademia degli Incogniti a Venezia. Dimenticato a lungo dalla critica, la sua riscoperta si deve al lavoro di Benedetto Croce. Oltre “La Babilonia distrutta” e “Le rivolte di Parnaso”, pubblicò “Rime” (1619); “L'occhiale appannato” (1629); “Le liti di Pindo” (1634); “Poesie liriche” (1646). 

Errico fu un sostenitore del valore spettacolare e culturale del neonato melodramma, e anche un severo teologo e controversista della Curia pontificia.

Morì ormai cieco, a Messina, il 18 sett. 1670.


Nino Principato

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Fri, 18 Oct 2019 09:53:02 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1086/1/scipione-errico-un-grande-messinese-poeta-e-drammaturgo-del-seicento
16 Ottobre 2019 - Giornata Mondiale dell’Alimentazione http://www.mutualpass.it/post/1085/1/16-ottobre-2019-giornata-mondiale-dell-alimentazione http://www.mutualpass.it/post/1085/1/16-ottobre-2019-giornata-mondiale-dell-alimentazione]]> Il 16 ottobre di ogni anno, dal 1981, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione (World Food Day) per commemorare l’anniversario della sua fondazione, avvenuta il 16 ottobre 1945.

Gli obiettivi della Giornata sono: sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della fame nel mondo, promuovere il trasferimento di conoscenze tecniche ai paesi in via di sviluppo; rafforzare la solidarietà internazionale e nazionale nella lotta contro la fame, la malnutrizione e la povertà e incoraggiare la cooperazione economica e tecnica tra i paesi in via di sviluppo.

Il tema di quest’anno, in linea con gli obiettivi fissati nell'Agenda 2030, è “Fame Zero”, cioè collaborare affinché tutti, dovunque, abbiano accesso a cibo sufficiente e che sia sicuro, sano e nutriente. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo adottare uno stile di vita più sostenibile, lavorare con gli altri, condividere le nostre conoscenze ed essere disposti a dare una mano per migliorare il mondo.

Dopo un periodo positivo, la fame nel mondo è di nuovo in aumento. Oggi oltre 820 milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. Guerre, eventi meteorologici estremi collegati ai cambiamenti climatici, crisi economica, rapido aumento dei livelli di sovrappeso e obesità stanno invertendo la tendenza dei progressi fatti per combattere la fame e la malnutrizione. È giunto il momento di rimettersi al lavoro. Il mondo può raggiungere l'obiettivo Fame Zero se uniamo le forze tra Paesi, continenti, settori e professioni.

Il 70% delle popolazioni povere mondiali vive in aree rurali, in cui la sopravvivenza è legata all'agricoltura, alla pesca e alla silvicoltura.

Per questo motivo Fame Zero richiede la trasformazione dell'economia rurale. I governi devono creare maggiori investimenti nell'agricoltura da parte del settore privato, promuovendo programmi di protezione sociale per i più deboli e collegando i produttori di generi alimentari con le aree urbane. I piccoli agricoltori devono adottare nuovi metodi di agricoltura sostenibile per aumentare la produttività e il reddito. Garantire la resilienza delle comunità rurali richiede un approccio attento all'ambiente, che sfrutti il ​​potere dell'innovazione tecnologica e crei opportunità di lavoro stabili e gratificanti.

Cosa possiamo fare per il raggiungimento dell'obiettivo #FameZero:

Ecco un elenco di semplici azioni per aiutarti a realizzare lo stile di vita #FameZero, che ti aiuterà a riprendere contatto con il cibo e con ciò che rappresenta.

- NON SPRECARE CIBO: Se hai degli avanzi, congelali per consumarli in un secondo momento, oppure usali come ingrediente per un altro pasto. Quando mangi al ristorante, chiedi una mezza porzione se non hai molta fame, oppure porta a casa gli avanzi.

- PRODURRE DI PIÙ CON MENO: Con una popolazione in crescita che si prevede raggiungerà i 9 miliardi nel 2050, gli agricoltori dovrebbero trovare modi nuovi e più produttivi per coltivare e diversificare i raccolti. L'utilizzo di un approccio integrato all'agricoltura non solo aiuterà gli agricoltori ad aumentare la resa dei raccolti, e di conseguenza i relativi profitti, ma può anche migliorare la qualità dei loro terreni.

- SEGUIRE UNA DIETA PIÙ SANA E SOSTENIBILE: La vita è frenetica e trovare il tempo per preparare pasti sani e nutrienti può essere una sfida se non sai come fare. I pasti sani non devono necessariamente essere elaborati. In realtà il cibo sano può essere cucinato in modo rapido e semplice, utilizzando solo pochi ingredienti. Condividi le tue ricette rapide e sane con amici, parenti, colleghi e su internet. Segui le ricette sostenibili di chef e blogger per imparare nuove ricette o consulta il tuo agricoltore locale per sapere come cucina a casa i suoi prodotti.

- SOSTIENI #FAMEZERO: Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere per raggiungere #FameZero, ma i Paesi, le istituzioni e le persone devono collaborare per realizzare questo obiettivo. Creare partnership, condividere conoscenze e risorse, sviluppare strategie innovative e scoprire nuove opportunità contribuiscono alla lotta contro la fame. Parlane con le tue autorità regionali e nazionali, promuovi programmi didattici sull'argomento nella tua comunità e fai arrivare il messaggio di #FameZero a tutta la tua rete.


Medika, la Card della Salute

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Wed, 16 Oct 2019 10:15:30 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1085/1/16-ottobre-2019-giornata-mondiale-dell-alimentazione
15 Ottobre 2019 - Social Book Day http://www.mutualpass.it/post/1084/1/15-ottobre-2019-social-book-day http://www.mutualpass.it/post/1084/1/15-ottobre-2019-social-book-day]]> "Leggere è Bellezza". Si concentra in questo aforisma il senso della settima edizione del Social Book Day, la giornata mondiale dedicata ai libri sui social organizzata da Libreriamo a sostegno della lettura che si tiene come ogni anno il 15 ottobre. Abbiamo deciso di aderire anche noi a questa speciale giornata col supporto delle oltre 80 recensioni di Roberto Cavallaro della libreria Dedalus.

'booklovers' potranno sostenere la lettura tramite un semplice intervento su Facebook, Twitter o Instagram postando frasi, foto e video dedicati al mondo dei libri, utilizzando l’hashtag #SocialBookDay e taggando @mutualpass. Complessivamente negli ultimi 6 anni questo appuntamento digitale ha generato oltre 57mila tweet e retweet e oltre 28 milioni di impression. 

 

"Il libro per noi è uno strumento di crescita della cultura di una nazione, come unione delle persone, come propulsore della democratizzazione del pensiero pubblico - afferma Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo - per questo fin dalla nascita di Libreriamo abbiamo deciso di istituire una giornata, il 15 ottobre, dedicata a celebrare la bellezza della lettura. Il Social Book Day è un evento digitale che ogni anno si rinnova grazie al sostegno e la condivisione da parte delle diverse community dedicate ai libri e alla lettura, di personaggi e profili appassionati di libri e che celebrano la bellezza della lettura."

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Tue, 15 Oct 2019 10:48:19 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1084/1/15-ottobre-2019-social-book-day
Milkman - Anna Burns http://www.mutualpass.it/post/1083/1/milkman-anna-burns http://www.mutualpass.it/post/1083/1/milkman-anna-burns]]> Milkman di Anna Burns è un romanzo edito da Keller che narra la storia in prima persona di una ragazza di diciotto anni che non dichiara il suo vero nome, ma che si presenta al lettore come ragazza di mezzo, in una città turbolenta degli anni ’70 in cui si riconosce la Belfast dei Troubles

Una città frammentata in tante identità in cui far parte di questo lato o dell’altro lato della strada fa la differenza e bisogna stare attenti a chi si frequenta, a chi si rivolge la parola e anche a ciò che si pensa e a come si agisce. Infatti se si fa parte di questo lato della strada si è contro lo Stato inglese e di religione cattolica, mentre dall’altro lato della strada sono unionisti e di confessione protestante. Pertanto i cattolici frequentano determinati negozi, pub, scuole, hanno una propria bandiera e perfino una birra di riferimento e allo steso modo i protestanti hanno i loro usi e costumi inconciliabili con quelli dei cattolici.

Se un cattolico viene trovato in possesso della bandiera dell’altra fazione sono guai seri che mettono a rischio la propria vita e quella della sua comunità.

È ciò che è successo a forse fidanzato, il compagno di ragazza di mezzo, quando si vede ricevere in omaggio da un donatore benestante, giunto nell’officina in cui lavora come meccanico, un sovralimentatore di una rarissima Blower Bentley. Il problema è che nella macchina c’era anche una bandiera dell’altro lato della strada e quando i vicini di forse fidanzato l’hanno scoperto per il compagno di ragazza di mezzo le cose hanno preso una brutta piega.

Infatti nel quartiere si aggira su un furgoncino bianco il lattaio, il milkman che dà il titolo al romanzo, che spia in continuazione ragazza di mezzo e sa tutto di lei: che le piace leggere romanzi del diciannovesimo secolo mentre cammina, che ama correre per tenersi in forma, che frequenta una scuola serale di mercoledì, che cammina con la testa di un gatto trovato nell’area-da-dieci-minuti dove c’era stata un’esplosione per dargli degna sepoltura e che frequenta forse fidanzato.

Per tutti ragazza di mezzo è un’inaccettabile – tranne per forse fidanzato ovviamente – perché ha dei comportamenti non conformi al proprio gruppo sociale – e di questo il lattaio ne è consapevole – e inoltre la gente del quartiere l’ha vista incontrarsi con il lattaio e si è sparsa voce che i due abbiano una relazione sentimentale.

Ragazza di mezzo si troverà così ad affrontare il pettegolezzo che si fa verità e l’ossessione del lattaio, che in realtà è un paramilitare, che con il passare del tempo diventa sempre più molesto e insistente nei suoi confronti. Riuscirà la protagonista ad uscire indenne dal caos sociale e a vivere liberamente e in maniera autentica la propria vita eludendo le etichette, i giudizi e le pressioni sociali?

Con Milkman la scrittrice nordirlandese Anna Burns si è aggiudicata il Man Booker Prize e il National Book Critics Circle Award nel 2018 con giudizi positivi da parte della critica che, per l’inventiva e l’originalità del suo romanzo, l’ha paragonata a Laurence Sterne, James Joyce e Samuel Beckett.

In Milkman si ha a mio parere la compresenza dell’empirismo del filosofo irlandese George Berkeley secondo cui la realtà esiste e viene percepita in base alle idee presenti nella mente di ciascun individuo e la teoria del fatto sociale del sociologo francese Émile Durkheim secondo cui il fatto sociale è qualsiasi modo di agire, di pensare e di sentire che esercita una costrizione sui comportamenti degli individui in quanto membri di un gruppo sociale.

Sono due correnti di pensiero antitetiche perché una afferma che non esiste nulla al di fuori della mente e l’altra che esistano delle rappresentazioni psichico collettive coercitive esterne all’individuo.

La realtà di cui noi leggiamo nel romanzo è quella presente nella mente di ragazza di mezzo e pertanto ogni personaggio, ogni quartiere e perfino le cose sono descritte in base alle idee presenti nella protagonista. Ogni personaggio è descritto in base al ruolo che ha nella vita della voce narrante e non viceversa. Inoltre di essi non sappiamo il nome, perché per la protagonista non ha importanza un dettaglio del genere in una società spersonalizzata. D’altra parte però ragazza di mezzo risente del potere coercitivo dei modi di pensare, di agire e di sentire del quartiere in cui vive. La maldicenza condivisa dalla gente del quartiere, famiglia inclusa, che lei abbia una relazione con il lattaio mina fortemente la sua libertà e teme che ogni suo comportamento “inaccettabile” possa nuocerle.        

Il romanzo infine si caratterizza per una scrittura densa e profonda capace di descrivere con egregia una società spersonalizzante contrassegnata dal terrorismo e dalle molestie sessuali in cui è difficile essere se stessi se non si è omologati al gruppo sociale. In ciò però non c’è disfattismo. Anzi tutt’atro, poiché attraverso il personaggio ben riuscito di ragazza di mezzo l’autrice rivendica la necessità della libertà di pensiero in un mondo in cui predomina l’ideologia del “noi-contro-loro”.

In conclusione Milkman è un libro consigliato a tutti i lettori che desiderano leggere un romanzo originale con una bella storia che faccia riflettere.        


Roberto Cavallaro di Dedalus Libreria

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Mon, 14 Oct 2019 17:03:32 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1083/1/milkman-anna-burns
A Palermo la mostra "Io Sono Cammarata Giovanni l’artista di Maregrosso" http://www.mutualpass.it/post/1082/1/a-palermo-la-mostra-io-sono-cammarata-giovanni-l-artista-di-maregrosso http://www.mutualpass.it/post/1082/1/a-palermo-la-mostra-io-sono-cammarata-giovanni-l-artista-di-maregrosso]]> Per il progetto “Dintorni – Luoghi Circostante per l’arte 2019” inaugura venerdì 11 alle ore 18.00, presso i Magazzini di Via Alloro 129 a Palermo, la mostra “Io Cammarata Giovanni l’artista di Maregrosso” a cura di Mosè Previti e Pier Paolo Zampieri.

La mostra “Io sono Cammarata Giovanni l’artista di Maregrosso” vuole divulgare la figura di questo artista irregolare quale precursore di tutte le iniziative che trovano nell’arte e nella cultura l’elemento rigenerativo degli spazi e delle comunità.  Si tratta di testimonianze di una parte della produzione delle sculture in gesso e cemento dipinte a mano e pensate dall’artista, come tutte le sue opere, per gli ambienti esterni alla sua casa di Maregrosso a Messina.

L’arte di Giovanni Cammarata è stata a lungo considerata l’opera di un esaltato, un naif da relegare nelle pagine delle “curiosità”. Tuttavia, Cammarata è importante per almeno tre ragioni: 1) egli progetta e realizza in solitaria un’operazione di riqualificazione e risemantizzazione dello spazio urbano antesignana della moderna “resilienza”; 2) è artista del cemento, materiale della modernità ed elemento fondativo della meno siciliana della città di Sicilia; 3)  trasforma la sua baracca in un museo, ribaltando quel paradigma abitativo che ancora oggi vede Messina come l’unica città d’Europa dove più di settemila persone vivono in baracca.

Biografia Giovanni Cammarata

Giovanni Cammarata è nato a Messina il 29 giugno del 1914, nel quartiere della Palmara, vicino al Cimitero. Da bambino frequenta e le botteghe degli artisti che lavoravano alle cappelle monumentali e ai sepolcri del Gran Camposanto. Impara il mestiere di cementiere nei numerosi cantieri della ricostruzione successiva al terremoto del 1908. La città interamente distrutta, fu rifondata secondo i criteri urbanistici antisismici più moderni  e con l’uso sistematico del cemento armato. La nuova Messina doveva ricordare i fasti del passato, grazie ad un repertorio architettonico e decorativo che attingeva a piene mani  alla tradizione artistica italiana ed europea. Questo eclettismo permise a Cammarata  di scoprire quel multiforme dizionario figurativo di colonne, lesene, paraste, putti, archi, cornici, teste zoomorfe e antropomorfe che più tardi tornerà in nuove forme nel suo lavoro. 

Negli anni ’30 Cammarata si arruola nell’esercito coloniale e parte per l’Africa. Nel 1944 viene fatto prigioniero dagli inglesi e rinchiuso nel campo di concentramento di Gaza. Riesce a farsi liberare grazie a uno straordinario castello in creta che realizza di fronte  agli ufficiali sbalorditi. Alla fine della seconda guerra mondiale tenta la fortuna in Argentina ma nel 1955 è di nuovo a Messina. Con la moglie Paola e i tre figli si installa in quartiere in forte espansione demografica: Maregrosso. Con questa toponomastica, la cultura messinese segnala il litorale bagnato dalle potenti correnti dello Stretto a sud del porto storico. Negli anni ‘50 l’area ospitava laboratori industriali e artigianali che convivevano con una trama irregolare di baracche e alloggi di fortuna  dove risiedeva, in precarie condizioni igienico sanitarie, una popolazione di operai e artigiani. Il Cavaliere (per meriti di guerra) costruì la sua nuova casa in Via Maregrosso, in contiguità con il suo laboratorio per la produzione di calchi in cemento e gesso. Il quartiere degradò ulteriormente dopo lo “sbaraccamento” del 1979. 

Il popolo che abitava le casupole costruite sui marciapiedi della via lasciò il Cavaliere in una periferia invasa dai rifiuti di ogni sorta, non illuminata, periodicamente allagata dalle fogne. Cammarata iniziò allora un’operazione di riqualificazione urbana “dal basso”, trasformando l’ingresso della casa, e il relativo marciapiede, in una sorta di Boboli irregolare decorata da bassorilievi e sculture raffiguranti divinità dell’antico Egitto, duelli omerici, Napoleone e Don Chisciotte, Stanlio e Ollio, Santi, Madonne, gnomi, dinosauri, eroi medievali, tempi e castelli. L’ingresso del “Museo Cattolico Giovanni Cammarata”, come l’aveva intitolato il suo creatore, ospitava al suo interno una sorta di “parco urbano abusivo” letteralmente stracolmo di sculture in cemento dipinto di ogni dimensione. 

Tra queste sculture, troneggiavano tre elefanti gialli in corsa, di cui due esemplari, ritrovati da Pier Paolo Zampieri e Mosè Previti,  oggi sono ospitati nella Galleria d’Arte Moderna di Messina. Cammarata, con un gesto concesso solo all’autorità e ai monarchi, rinominò anche Via Maregrosso in Via Belle Arti con l’intento di trasformare il quartiere in una meta per i turisti e, soprattutto, in un posto migliore per i bambini.

Il Cavaliere di Maregrosso in numerose interviste rilasciate alla stampa, divulgò la sua intensione di costituire una scuola d’arte per i giovani, denunciando pubblicamente l’opera di distruzione perpetrata dai ignoti alle sue opere. Di fatto, gli ultimi anni di vita di Cammarata furono travagliati da un’istanza di sgombero coatto perpetrata dal proprietario dell’area in cui egli abitava da più di 50 anni. In più occasioni si frappose fisicamente tra la ruspa e la sue opere nel tentativo di scongiurarne la distruzione.  Nel  2000 la Soprintendenza di Messina, per volontà dell’antropologo Sergio Todesco, avviò una ricognizione fotografica sull’opera dell’artista: oggi questo inventario fotografico è tra le testimonianze visive più complete della Casa di Cammarata al suo apogeo, anche se non l’unico. 

La casa del Cavaliere fu visitata da artisti, cittadini e viaggiatori dalla metà degli anni ’80 fino alla sua morte. Il tentativo di Sergio Todesco di porre un vincolo di tutela sul bene, non andò a buon fine. Nel 2007 le ruspe distrussero buona parte dell’opera di questo artista. Rimangono oggi solo i resti della casa che insistono sul pubblico marciapiede: una concrezione coloratissima di cemento e gesso protetta da un muretto e da un cancello da cui si accede alla “cappella privata” di Casa Cammarata.  Sui muri di questo ambiente interno, il commovente mosaico della Madonna della Birra Messina restituisce lo spettacolare sforzo di un uomo che ha voluto combattere il degrado con l’arte, in aperto conflitto con gli apparati istituzionali e culturali, seguendo un’utopia personale che oggi è una condivisa vulgata materia d’insegnamento nelle facoltà di tutto il mondo.

Dal 2012 Pier Paolo Zampieri e Mosè Previti, con le attività del collettivo Zonacammarata e dell’associazione Lalleru, si sono impegnati in una costante opera di ricerca e divulgazione che ha coinvolto una comunità di cittadini, studiosi e artisti internazionali. Convegni, lezioni, incontri, mostre, libri e articoli hanno contribuito alla conoscenza e alla comprensione dell’opera di questo artista. Dal 2016, grazie al anche al supporto economico del COSPECS dell’Università di Messina, Zonacammarata e Lalleru, interpretando la “Via Belle Arti” realizzato dall’artista, hanno avviato una campagna di street art in Via Maregrosso.  Sono stati realizzati quattro murales da street artisti nazionali: Collettivo fx, Poki, Kuma e il collettivo “Artisti per Caso”. L’artista RE ha lavorato alla lavoro di pulizia e consolidamento di un murale autografo di Cammarata, e lo scultore Giuseppe Raffaele ha realizzato un pescespada in ferro sul marciapiede della via. Queste iniziative programmatiche hanno fatto da apripista ad una vera e propria esplosione di street art che sta trasformando Maregrosso in un laboratorio spontaneo di questo linguaggio.

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Fri, 11 Oct 2019 10:06:34 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1082/1/a-palermo-la-mostra-io-sono-cammarata-giovanni-l-artista-di-maregrosso
10 Ottobre 2019 - Giornata Mondiale della Salute Mentale http://www.mutualpass.it/post/1081/1/10-ottobre-2019-giornata-mondiale-della-salute-mentale http://www.mutualpass.it/post/1081/1/10-ottobre-2019-giornata-mondiale-della-salute-mentale]]> Dal 1992, il 10 Ottobre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale (World Mental Health Day) con l'obiettivo generale di sensibilizzare le problematiche relative alla salute mentale e mobilitare gli sforzi a sostegno del benessere psicologico. La Giornata offre l'opportunità, a tutti gli operatori che lavorano nell’ambito della salute mentale, di parlare del loro lavoro e di cosa è necessario fare per rendere la cura della benessere psichico una realtà per le persone in tutto il mondo.

Il tema scelto per il 2019 è la prevenzione del suicidio e il ruolo che tutti possono svolgere per prevenirlo. L’obiettivo è fare in modo che le persone parlino di un argomento che tende ad essere un tabù, conoscere le molte idee errate e prevenute aiuterà la comunità a conoscere i fattori di rischio in modo che possano identificarli e imparare ad affrontarli.

I Dati

Circa 800.000 persone muoiono ogni anno togliendosi la vita in tutto il mondo e molti altri tentano il suicidio. In Italia il tasso di mortalità per suicidio è in diminuzione negli anni ed è pari a meno di 6 ogni 100.000 residenti. La media europea è pari quasi a 11 per 100.000. Per ogni suicidio ci sono più di 20 tentativi di suicidio.

Ogni suicidio è una tragedia che colpisce una famiglia, una comunità o un intero paese; e ha conseguenze a lungo termine in tutti coloro che sono vicini alla vittima. Il suicidio si verifica in ogni fascia di età ed è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni.

I disturbi mentali, come depressione e problemi legati al’abuso di alcol, sono fortemente collegati al suicidio, ma ci sono anche molti suicidi che sono scatenati da momenti di crisi e avvengono in maniera impulsiva.

La Prevenzione

Secondo l’OMS ci sono varie misure in grado di prevenire il suicidio: limitare l’accesso ai mezzi di suicidio, quali armi, farmaci e pesticidi; affrontare negli edifici scolastici questa tematica; introdurre delle politiche informative serie sui rischi dell’alcol; informazione responsabile da parte dei media su questo tema delicato; curare le persone affette da disturbi mentali, dolore cronico e le persone che fanno abuso di sostanze; formare operatori sanitari nella gestione del comportamento suicidario; assistere le persone che hanno tentato il suicidio attraverso un costante follow-up; aiutare i giovani a far fronte alle pressioni della vita.

#40secondi

Questa Giornata mondiale della salute mentale continua la campagna avviata lo scorso 10 settembre, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, per sensibilizzare sull'impatto del suicidio nel mondo e sul ruolo che ciascuno di noi può svolgere per prevenirlo.

Ogni 40 secondi qualcuno muore per suicidio in tutto il mondo. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale di quest'anno l'OMS sta incoraggiando tutti a partecipare prendendo "40 secondi di azione" al fine di:

- migliorare la consapevolezza dell'importanza del suicidio come problema globale di salute pubblica;

- migliorare la conoscenza di cosa si può fare per prevenire il suicidio;

- ridurre lo stigma associato al suicidio; 

- far sapere alle persone che stanno lottando di non essere sole.

 

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Thu, 10 Oct 2019 10:37:52 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1081/1/10-ottobre-2019-giornata-mondiale-della-salute-mentale
Accadde oggi.. 9 Ottobre - John Lennon http://www.mutualpass.it/post/1080/1/accadde-oggi-9-ottobre-john-lennon http://www.mutualpass.it/post/1080/1/accadde-oggi-9-ottobre-john-lennon]]> Il 9 ottobre 1940 nasce a Liverpool John Winston Lennon. I genitori, Julia Stanley e Alfred Lennon si separarono due anni dopo, evento che influì fortemente sulla vita di John. Il padre vorrebbe portarlo con sè in Nuova Zelanda ma John preferisce restare con sua madre che lo affida alle cure di sua zia Mimì, che lo educa con rigore. Lo spirito di John Lennon si manifesta sin da subito come ribelle e libero.

La madre è la persona che più di ogni altra ha spinto John nel diventare indomabile e ad insegnargli i primi accordi su un banjo. Famosa divenne la raccomandazione che la zia fa a John vedendolo trascorrere molto tempo a strimpellare la chitarra: "con quella non ti guadagnarai mai da vivere!". Nel 1956, ad appena 16 anni, John fonda la sua prima band, “The Quarrymen”, la cui prima apparizione in pubblico avverrà il 9 Giugno 1957.

Il successivo 9 Luglio durante un concerto, il loro sound impressiona profondamente uno spettatore che alla fine del concerto chiede a John di essere sentito per alcuni minuti accompagnandosi con la chitarra, il suo nome era Paul McCartney. John rimane colpito dalla bravura di quel ragazzo e si costituisce il duo Lennon-McCartney, ha inizio così l'avventura musicale chiamata Beatles. Nel 1959 i Quarrymen cambiano nome in Silver Beatles prima e in Beatles poi e divengono l'attrazione fissa del Casbah Club di Liverpool, gestito dalla famiglia del nuovo batterista, Pete Best.

Nell'Agosto del 1960 debuttano al Reeperbahn di Amburgo, dove suonano per otto ore al giorno. Per tenere quel ritmo John Lennon comincia a prendere pillole di anfetamina che i camerieri del locale fornivano tranquillamente.

Nel Gennaio del 1961 si cimentano nel loro primo concerto al Cavern Club di Liverpool. Il 23 Agosto dello stesso anno John sposa Cynthia, una ragazza conosciuta al college qualche anno prima. L'8 Aprile del 1963 Cynthia dà alla luce, al Sefton General Hospital di Liverpool, John Charles Julian Lennon, evento che si rivelerà stressante per la psiche di Lennon, tanto che comincia a far uso di droghe pesanti. Nel frattempo il successo dei Beatles diventa un vero e proprio fenomeno mondiale, il gruppo viene accolto ovunque con un entusiasmo che sfiora il fanatismo.

Nel Novembre 1966 John incontra per la prima volta Yoko Ono, avvenimento che avrebbe cambiato la sua vita. John e Yoko si sposano a Gibilterra il 23 Marzo 1969 ed iniziano una forma pacifica di protesta all'Hilton di Amsterdam. L'iniziativa, finalizzata a favore della pace nel mondo, ha grande eco sulla stampa mondiale. Come gesto simbolico, inviano un pacchetto contenente "semi di pace" ai maggiori leaders politici mondiali. 

Nell'Aprile del 1970 i Beatles si sciolgono ed anche se il fatto sembra non turbare troppo John, si apre un’aspra polemica con l’ormai ex amico Paul. Nel suo primo vero lp da solista dichiara "io non credo nei Beatles, io credo solo in me, in Yoko e in me, il sogno è finito". Nel disco successivo, Imagine, John Lennon si scaglia apertamente contro Paul McCartney con il durissimo testo di How do you sleep?

Nel 1973 John e Yoko comprano un appartamento a New York, di fronte a Central Park, dove vanno a risiedere; John nel frattempo ha grossi problemi col governo federale per il riconoscimento della cittadinanza americana e tra l'altro viene controllato dagli agenti della C.I.A. per il suo impegno politico. Nello stesso anno John e Yoko si separano.

John si trasferisce momentaneamente a Los Angeles ed intreccia una relazione con la segretaria di Yoko. La separazione si interrompe più di un anno dopo, quando i due si rivedono in occasione dell'apparizione di John al concerto di Elton John al Madison Square Garden nel Novembre 1974. Altra tappa fondamentale della breve vita di John è costituita dalla nascita del suo secondo figlio Sean Taro Ono Lennon, nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno, il 9 ottobre 1975.

Da quel momento in poi dedica tutta la sua vita alla famiglia, accumulando materiale per nuove canzoni, finchè l'8 Dicembre 1980 al termine di un pomeriggio trascorso al Record Plant Studio, mentre Lennon si accingeva a rincasare con la moglie, un venticinquenne di nome Mark Chapman esplose contro di lui cinque colpi di pistola colpendolo quattro volte mentre esclamava: «Hey, Mr. Lennon». Uno dei proiettili trapassò l'aorta e Lennon fece in tempo a mormorare «I was shot…» (mi hanno sparato), prima di cadere al suolo perdendo i sensi. Alle 23:15 fu dichiarato morto.

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Wed, 9 Oct 2019 09:55:17 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1080/1/accadde-oggi-9-ottobre-john-lennon
Giacomo Rondinella, cantante, attore e compositore messinese http://www.mutualpass.it/post/1079/1/giacomo-rondinella-cantante-attore-e-compositore-messinese http://www.mutualpass.it/post/1079/1/giacomo-rondinella-cantante-attore-e-compositore-messinese]]> Nel 2015 moriva a Fonte Nuova, Comune della città metropolitana di Roma, il primo cantante ad aver inciso “Malafemmena”, il brano composto e musicato da Totò nel 1951 e la cui versione, a oggi, rimane la più celebre mai incisa.

Si chiamava Giacomo Rondinella, voce storica della canzone napoletana, ed era nato a Messina il 30 agosto 1923. Figlio di Ciccillo e di Maria Sportelli, cantanti e attori specializzati in un repertorio di genere napoletano (il fratello Luciano cantante e discografico, la nipote Clelia attrice e le sue sorelle Francesca e Amelia cantanti anche loro), i genitori che non vogliono che segua il loro mestiere lo iscrivono all’Istituto Nautico per conseguire il diploma di capitano di lungo corso. 

Allo scoppio del Secondo conflitto mondiale, si arruola in Marina nel Battaglione “San Marco” e dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si dedica al pugilato con scarsi risultati. Vince nel 1944 il concorso di “Voci Nuove” indetto da Radio Napoli e da questo momento ha inizio la sua splendida carriera di cantante melodico-sentimentale che lo porterà a diventare un’autentica star della canzone napoletana.

Nel 1945 il debutto nel mondo dello spettacolo con la rivista “Imputati…alziamoci!” di Michele Galdieri e dove interpreta e lancia, per la prima volta, la canzone “Munasterio 'e Santa Chiara”, che diventerà un successo mondiale. Partecipa ad alcuni spettacoli del mitico duo Garinei e Giovannini fra i quali “Cantachiaro n.2” con Anna Magnani e Gino Cervi (1945), “Sono le dieci e tutto va bene”con la Compagnia Za-Bum (1946) e “Black and White” (1951); quindi “Sotto i ponti del Naviglio” di Bracchi con Tino Scotti (1949) e “La piazza”di Galdieri con Carlo Dapporto (1952). Importante interprete del repertorio melodico partenopeo, Rondinella debutta come cantante nel 1951 con "Luna rossa", alla quale seguono, oltre "Malafemmena", fra le tantissime altre, “Me so ‘mbriacato “e sole” (1951), “Anema e core” (1951), “Che m’ha saputo fa stu quarto ‘e luna” (1951), “Nun t’addurmì” (1956), “Guaglione” (1956), “’Na voce ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna” (1956), “Sciummo” (1956), “Aggio perduto ‘o suonnu” (1956), “’O calippese napulitano” (1958), "Giulietta e Romeo" (1958), “’A resatella” (1958), "Serenella" (1961), “Il nostro amore” (1962), “So’ turnato cu tte” (1964), “Guappetella” (1968), "Giuvanne simpatia" (1969).

Bello, alto, atletico e dongiovanni, fotogenico, disinvolto, di Giacomo Rondinella ben presto si accorge anche il cinema e i produttori cinematografici, consapevoli del successo che il giovane cantante può ottenere sullo schermo e particolarmente nel gentil sesso, se lo contendono dal dopoguerra in poi per girare pellicole di grande successo. “Notte di tempesta” il suo primo film, diretto nel 1946 da Gianni Franciolini cui seguono, tra i tantissimi, “L’isola del sogno” di Ernesto Remani (1947), “Ultimo amore” di Luigi Chiarini (1947), “Natale al campo 119” di Pietro Francisci (1947), “Napoli milionaria” del grande Eduardo De Filippo (1950), “Porca miseria!” di Giorgio Bianchi (1951), “Solo per te Lucia” di Franco Rossi (1952), “Città canora” di Mario Costa (1952), “Viva il cinema!” di Enzo Trapani e Giorgio Baldaccini (1952), “…e Napoli canta!” di Armando Grottini (1953), “Finalmente libero” di Mario Amendola e Ruggero Maccari (1953). Nel 1954 arriva a girare addirittura dieci pellicole fra le quali “Cento serenate” di Anton Giulio Majano, “Napoli terra d’amore di Camillo Mastrocinque, “Piscatore ‘e Pusilleco” di Giorgio Capitani, “Violenza sul lago”, di Leonardo Cortese. Sue sono inoltre le colonne sonore dei film “Domenica d’agosto” di Luciano Emmer (1950), “Viva la rivista!” di Enzo Trapani (1953),“Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini (1954), “Addio mia bella signora!” di Fernando Cerchio (1954).

Nel 1954 Roberto Rossellini lo vuole nel cast di “Dov’è la libertà…?”, un film commedia dei più travagliati di Totò poiché, dopo aver girato alcune scene, Rossellini si disinteressò della pellicola che venne completata dopo circa un anno principalmente da Mario Monicelli e le inquadrature finali girate da Federico Fellini. 

Ma a consegnarlo alla storia dello spettacolo è il film “Carosello napoletano” del 1954, diretto da Ettore Giannini e portato dal palcoscenico al grande schermo. Con attori del calibro di Sophia Loren e Paolo Stoppa (il film vinse il “Prix International” al Festival di Cannes 1954), Giacomo Rondinella oltre a recitare interpreta quasi tutte le canzoni. La storia è quella di Salvatore Esposito (Paolo Stoppa), un cantastorie sfrattato che vagabonda per Napoli con la sua numerosa famiglia tirando un carretto che contiene tutte le sue cose. Questo è il filo conduttore che lega gli episodi del film, una sorta di rievocazione in chiave musicale della tormentata storia della città attraverso i secoli, dalle dominazioni francesi e spagnole, a quelle inglesi e americane.

Gianni Rondolino, nel Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1945/1955, così ne parlò: “Uno dei primi e più validi esempi di "Film rivista" italiano può essere considerato questo film di Giannini, tratto dall'omonima opera teatrale dello stesso Giannini. Il panorama che esso offre della multiforme società napoletana, dei tipi, dei caratteri, degli usi e dei costumi, è vario e colorito e nell'ambito di uno spettacolo coreografico e rivistaiolo, abbastanza approfondito. Ci sono numeri e scenette, episodi e balletti di classe, una recitazione sciolta e brillante, anche se sullo schermo molto del ritmo e del fascino della rivista va perduto; perché vi manca quel calore e quella comunicazione umana che solo il palcoscenico, in questo genere di spettacolo, può dare”.

Per la sua bellezza e importanza, il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.  Giacomo Rondinella, un mito, un’icona della musica napoletana, un messinese che ebbe il merito di scoprire da talent scout due grandi attrici italiane: grazie a lui una giovanissima Virna Lisi arrivò al produttore Antonio Ferrigno e Marisa Allasio lavorò in “Poveri ma belli” e “Belle ma povere” di Dino Risi. 


Nino Principato

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Mon, 7 Oct 2019 10:38:27 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1079/1/giacomo-rondinella-cantante-attore-e-compositore-messinese
4 Ottobre 2019 - Giornata Mondiale del Sorriso http://www.mutualpass.it/post/1078/1/4-ottobre-2019-giornata-mondiale-del-sorriso http://www.mutualpass.it/post/1078/1/4-ottobre-2019-giornata-mondiale-del-sorriso]]> Il primo venerdì di ottobre di ogni anno si festeggia la Giornata Mondiale del Sorriso, World Smile Day. Istituita nel 1999 dall’artista Harvey Ball, creatore del famoso simbolo “smile”.

Il tema di quest’anno è “Fai un atto di gentilezza. Aiuta una persona a sorridere!”.

Sorridere fa bene alla salute, come afferma Giulio Pompilio, vicedirettore scientifico, responsabile unità di biologia vascolare e medicina rigenerativa del Centro Cardiologico Monzino - "È scientificamente provato che un grande dolore o una grande sofferenza morale può provocare un danno cardiaco acuto, si chiama sindrome di Tako-tsubo ma tutti la conosciamo come sindrome del crepacuore. Sappiamo anche che le donne ne soffrono di più perché probabilmente da questo punto di vista sono più vulnerabili.

Ma se un grande dolore provoca un danno al cuore, per contro, la gioia non può che fare bene. Se il sorriso è inserito in un contesto di stile di vita positivo, in cui c'è una condizione psicofisica ottimale improntata a comportamenti virtuosi come attività fisica e alimentazione sana, può portare benessere non solo morale ma anche fisico".

Abbiamo scelto come emblema il sorriso più enigmatico della storia, quello dipinto da Leonardo da Vinci per la Gioconda. Decine di studi di ogni genere hanno tentato di trovare la soluzione al mistero. Per alcuni è un sorriso che lascia trasparire tristezza, altri sono sicuri che trasmetta gioia, altri ancora sostengono che l’umore di chi la guarda sia fondamentale per valutarne l’espressione.

La verità è che ognuno ha il proprio modo di sorridere, con le labbra, con i denti, con gli occhi o con il cuore, la cosa più importante è cercare di farlo, ogni giorno, perché è la migliore medicina per il corpo e per l’anima.


Medika - La card della Salute

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Fri, 4 Oct 2019 09:51:13 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1078/1/4-ottobre-2019-giornata-mondiale-del-sorriso
Il Test Patologia di Pooh http://www.mutualpass.it/post/1077/1/il-test-patologia-di-pooh http://www.mutualpass.it/post/1077/1/il-test-patologia-di-pooh]]> Che lo si ami o no, tutti conoscono la storia ed i personaggi di Winnie The Pooh, la fortunata saga inventata dallo scrittore inglese Alan A. Milne nel 1926 e divenuta celebre grazie alla Disney che ne ha realizzato numerosi cartoni animati a film.

Eppure non tutti sanno che il racconto così amato dai bambini nasconde delle curiosità interessanti, ogni personaggio delle avventure di Winnie The Pooh, infatti, rappresenta un disturbo mentale comune.

La ricerca, svolta da IDRlabs International e pubblicata sul Canadian Medical Association Journal, ha prodotto un vero e proprio test che permette di scoprire il proprio tipo di personalità collegandolo ad uno dei sette personaggi di Winnie the Pooh. Winnie rappresenta la Teoria dell’attaccamento (TDA), Pimpi l’Ansia, Tigro il disturbo dell’attenzione (ADHD), Tappo i Disturbo ossessivo compulsivo, Ro l’Autismo, Ih-Oh la Depressione e Christopher Robin la Schizofrenia.

E tu a quale personaggio assomigli? Scoprilo subito facendo il TEST

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Thu, 3 Oct 2019 10:44:01 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1077/1/il-test-patologia-di-pooh
2 Ottobre 2019 - Festa dei Nonni http://www.mutualpass.it/post/1076/1/2-ottobre-2019-festa-dei-nonni http://www.mutualpass.it/post/1076/1/2-ottobre-2019-festa-dei-nonni]]> Ogni anno in Italia, il 2 ottobre, si celebra la Festa dei Nonni, una giornata speciale per onorare e ringraziare i nonni. Questa speciale ricorrenza è stata istituita dal parlamento italiano nel 2005 per rinforzare il legame tra generazioni e permettere di costruire una rete con diverse generazioni che permette di impedire la solitudine in età più avanzata.

In Italia si celebra proprio il 2 ottobre perchè in questo giorno la Chiesa Cattolica celebra gli "angeli custodi", e i nonni sono considerati gli angeli custodi dell'infanzia.

Esiste un fiore ufficiale legato a questa ricorrenza, con un significato speciale che lo rende un regalo perfetto, è il nontiscordardimé o myosotis, un piccolo fiore dal delicato colore azzurro. il non ti scordar di me simboleggia gli affetti duraturi e incrollabili, il ricordo e la memoria dell’amore che si tramanda nel tempo.

La festa dei nonni è stata creata negli Stati Uniti nel 1978 durante la presidenza di Jimmy Carter su proposta di Marian McQuade, una casalinga della Virginia Occidentale, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti. La McQuade incominciò a promuovere l'idea di una giornata nazionale dedicata ai nonni nel 1970, lavorando con gli anziani già dal 1956. Riteneva, infatti, come obiettivo fondamentale per l'educazione delle giovani generazioni, la relazione con i loro nonni.

In Francia e Polonia ci sono due feste separate, una per le nonne e una per i nonni; A Hong Kong esiste anche la canzone ufficiale per la festa dei nonni: è una ballad e si intitola The Good Times; nelle Filippine coincide con la festa della famiglia.

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Wed, 2 Oct 2019 10:26:24 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1076/1/2-ottobre-2019-festa-dei-nonni
Aquile Randagie, il film sulla Resistenza degli scout http://www.mutualpass.it/post/1075/1/aquile-randagie-il-film-sulla-resistenza-degli-scout http://www.mutualpass.it/post/1075/1/aquile-randagie-il-film-sulla-resistenza-degli-scout]]> Nei giorni 30 settembre, 1 e 2 Ottobre al cinema Apollo  le proiezioni del film "Aquile Randagie". 

Il 9 aprile 1928 lo scautismo fu dichiarato soppresso dal Consiglio dei ministri. Ma un gruppo di ragazzi disse no, si chiamavano Aquile Randagie, ragazzi del gruppo di scout di Milano e Monza continuarono a svolgere attività scout in clandestinità.

Usando messaggi in codice e cifrati per non venire scoperti, quei ragazzi continuarono a ritrovarsi, utilizzando la Val Codera (provincia di Sondrio), per le attività clandestine, i campi estivi, i fuochi serali. Li guidavano Andrea Ghetti, del gruppo Milano 11, detto Baden, e Giulio Cesare Uccellini, capo del Milano 2, che prenderà il nome di Kelly, e che ebbe anche il soprannome di Bad Boy, affibbiatogli da J.S. Wilson, all'epoca direttore del Bureau Mondiale dello Scoutismo. Il fascismo non li ignorò: Kelly fu pestato a sangue da una squadraccia, in una notte d’autunno, e ci rimise l’udito da un orecchio.

Ma questo non bastò a fermare le Aquile. Dopo l'8 settembre 1943, insieme a Don Giovanni Barbareschi e ad altri parroci milanesi, diedero vita all'OSCAR (Organizzazione Scout Collocamento Assistenza Ricercati) che si impegnò in un'opera di salvataggio di perseguitati e ricercati di diversa nazione, razza, religione, con espatri in Svizzera attraverso i boschi e i monti che nessuno conosceva meglio di loro. Il loro servizio si concluse proteggendo la vita, a guerra finita, ai persecutori di ieri, salvando per quegli stessi sentieri gerarchi nazisti che furono consegnati alle autorità svizzere per avere un giusto processo, dalla giustizia degli uomini. E’ la loro storia che vogliamo raccontare. Una storia di coraggio, di paura, di fedeltà e di ribellione. Perché cambiare il mondo si può.

E’ la nostra storia, la storia di un movimento che da 112 anni educa i ragazzi alla consapevolezza del mondo, al rapporto con gli altri e con l’ambiente, al rispetto dei diritti di tutti e al servizio – dicono i Responsabili regionali dell’Agesci Sicilia, Marilena Galletta e Giulio Campo – è la storia di ragazzi e di giovani uomini che con la loro scelta hanno sfidato la follia della dittatura fascista, l’hanno vista cadere e hanno aiutato un intero Paese a rialzarsi; una scelta di impegno concreto che continuiamo a testimoniare ancora oggi, nella nostra regione, educando i ragazzi alla legalità come valore irrinunciabile e al servizio qualificato come cittadini del futuro”.


Orari:

Lunedì 30: 18:30-20:30
Martedì 1: 16:30-20:30
Mercoledì 2: 20:30

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Tue, 1 Oct 2019 10:28:09 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1075/1/aquile-randagie-il-film-sulla-resistenza-degli-scout
La mostra di Bruno Samperi al Teatro Vittorio Emanuele http://www.mutualpass.it/post/1074/1/la-mostra-di-bruno-samperi-al-teatro-vittorio-emanuele http://www.mutualpass.it/post/1074/1/la-mostra-di-bruno-samperi-al-teatro-vittorio-emanuele]]> Inaugurata venerdì 27 settembre 2019, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’ambito del progetto “L’Opera al Centro” curato da Giuseppe la Motta, alla presenza dei vertici istituzionali dell’Ente, la mostra di Bruno Samperi con la presentazione critica di Mosè Previti.

Bruno Samperi (Messina, 1933) è uno degli artisti più prolifici della Messina contemporanea. Il suo nome è molto noto nell’ambito dei collezionisti e degli amatori, una schiera cui bisogna aggiungere un lunghissimo elenco di uomini e donne che hanno incontrato questo artista innamorandosi immediatamente del suo lavoro.  A dispetto di questa fama, Bruno rimane, è ed è sempre e stato, un artista molto coerente con la sua volontà e con le sue idee, un artista intensamente romantico, intensamente innamorato dell’arte, dell’arte intesa come vita.

L’intensità di questa passione è testimoniata da una produzione ininterrotta che dalla fine degli anni ’50 arriva ai giorni nostri, oltre che dalla libertà assoluta con la quale Samperi amministra e gestisce il suo lavoro, sempre molto richiesto, sempre sfuggente. Organizzare una mostra di Bruno Samperi è un’impresa, la sua ritrosia nell’accettazione dei rituali e delle prassi professionali dell’arte è un fatto noto che fa parte della sua personalità. Non è un vezzo, piuttosto l’esito dia filosofia personale che egli ha sempre il piacere di discutere, di argomentare con nuovi risvolti, nuove prospettive. Innanzitutto, Samperi rifiuta la definizione di “artista” e preferisce di gran lunga quella di “artigiano” se non addirittura di “apprendista artigiano”.

In più occasioni mi ha riferito che considera la sua opera come il frutto della storia di tutte le opere prima di lui, oltre che dei suoi incontri personali. Di fatto, l’arte di Samperi si nutre di innumerevoli influssi che dall’espressionismo, passano per l’astrattismo, fino ai maestri del Seicento europeo.  Ma la pittura di Samperi è sempre totalmente libera, sempre felice, spontanea nei generi che l’artista attraversa continuamente: autoritratto, natura, paesaggio, etc. La natura è l’elemento centrale della poetica di Samperi, la matrice, il soggetto che ritrae e l’oggetto ritratto, il pittore e la tela, il cavalletto, la sedia. Ogni cosa è natura ed è legata all’artista dall’identica energia che anima il mondo: le sue opere ne sono totalmente impregnate.

La sua pittura vibra, a volte di drammatica inquietudine, a volte di esplodente gioia di vivere, a volte di un dolce chiarore in grado di far splendere gli oggetti nella penombra. Certo è il “ductus”, il tratto samperiano, la sua mano di pittore che genera questa vibrazione ma essa dipende da un’empatia profonda, totale, con tutto ciò che esiste, ed è la sua fremente accettazione che affascina, che seduce l’occhio dello spettatore. Non ci sono molte spiegazioni possibili, per quanto il critico possa cercare di affondare il bisturi, Samperi rimane infrangibile nell’ariosa e fascinosa potenza della sua pittura.


La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il sabato e la domenica, dal 27 settembre all’8 ottobre, nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.

Mostra di Bruno Samperi
Teatro Vittorio Emanuele, via Garibaldi – Messina
Dal 27 settembre all’8 ottobre 2019.
 

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Mon, 30 Sep 2019 11:32:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1074/1/la-mostra-di-bruno-samperi-al-teatro-vittorio-emanuele
Incontro con l’autore - Roberto Sciarrone http://www.mutualpass.it/post/1073/1/incontro-con-l-autore-roberto-sciarrone http://www.mutualpass.it/post/1073/1/incontro-con-l-autore-roberto-sciarrone]]> Venerdì 27 settembre, alle ore 17, presso la sala lettura della Biblioteca regionale, previsto l'incontro con Roberto Sciarrone, autore del libro “La primavera dei popoli - La rivoluzione siciliana del 1848”, testo già presentato in territorio messinese con notevole interesse e apprezzamento.

L’iniziativa culturale è organizzata dalla Biblioteca regionale in collaborazione con il “Comitato Messinese 908”.

All’incontro parteciperanno: il dirigente responsabile della Biblioteca, dottoressa Tommasa Siragusa, che introdurrà l’argomento e fungerà da moderatore; il professore Santi Calderone in rappresentanza del “Comitato Messina 908”; l’autore del testo, professore Roberto Sciarrone, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Storia Culture Religioni dell’Università La Sapienza di Roma; il professore Enzo Caruso, direttore del Museo storico Forte Cavalli, l’architetto Nino Principato, cultore di storia patria, e il dottor Domenico Interdonato, presidente dell’Ucsi Sicilia.

Previsti in apertura e nel corso dell’iniziativa, brevi interventi musicali a cura del professore Enzo Caruso (chitarra e voce) e del maestro Antonio Pizzi (violoncello).

"La rivoluzione siciliana - scoppiata il 12 gennaio del 1848 - fu l’ultima di quattro grandi rivolte che ebbero luogo in Sicilia tra il 1800 e il 1849 contro i Borbone di Napoli. Messina e Palermo furono le città più coinvolte, luogo di feroci combattimenti, l’assedio della città dello Stretto durò circa nove mesi attraverso un interminabile sequenza di azioni militari e scontri di diversa portata fino all’episodio clou dell’intera rivoluzione che si concluse con un bombardamento indiscriminato e prolungato su Messina che susciterà stupore nell’opinione pubblica europea e statunitense." (Domenico Maria Ardizzone)


Roberto Sciarrone è assegnista di ricerca in Storia dell’Europa orientale presso il Dipartimento di Storia Culture Religioni dell’Università di Roma La Sapienza, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia d’Europa nel 2013. Si occupa di politica estera italiana dall’Unità alla Seconda guerra mondiale, ha pubblicato numerosi saggi su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Tra le monografie: Strategie militari franco-tedesche a confronto (1905-1913), Nuova Cultura, Roma, 2013; La Repubblica di Weimar nei documenti del Servizio Informazioni Militare, Nuova Cultura, Roma, 2013; L’Italia nella Triplice Alleanza. Politica e sistema militare, Aracne Editrice, Roma, 2014; I Bulgari e la Bulgaria in Europa, Aracne Editrice, Roma, 2014; L’Impero ottomano e la Grande Guerra, Il carteggio dell’addetto militare italiano a Costantinopoli (1914-1915), Nuova Cultura, Roma, 2015. Collabora con l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito (AUSSME), è inoltre membro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, della Società Italiana di Storia Militare (SISM) e della Società Messinese di Storia Patria. Collabora con Scienze e Ricerche, Rivista Militare, Il Nodo di Gordio, Geopolitica.info, Paese Italia Press e America Oggi.

 

 

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Thu, 26 Sep 2019 11:33:35 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1073/1/incontro-con-l-autore-roberto-sciarrone
25 Settembre 2019 - Giornata Mondiale dei Sogni http://www.mutualpass.it/post/1072/1/25-settembre-2019-giornata-mondiale-dei-sogni http://www.mutualpass.it/post/1072/1/25-settembre-2019-giornata-mondiale-dei-sogni]]> Il 25 settembre di ogni anno si celebra il World Dream Day, la Giornata Mondiale dei Sogni, unisciti a persone provenienti da tutto il mondo che stanno trasformando se stessi e il mondo un sogno alla volta!

Tutti abbiamo sogni, obiettivi e aspirazioni per un domani migliore, ciò per cui dobbiamo lottare è abbattere le molte barriere che impediscono di realizzare i nostri sogni. Dobbiamo dedicare tempo ed energie nel concentrarci a trasformali in realtà. Ogni anno, il World Dream Day ispira, autorizza e incita i cittadini del mondo a sollevarsi e prendere posizione per ciò che desiderano e meritano veramente, non solo per se stessi, ma per le loro famiglie, comunità e il mondo!

Il tema del 2019 è “Dream Higher”

Siamo arrivati ​​a un "punto di scelta" lungo il cammino dell'esistenza umana. Molti fabbricanti di cambiamenti segnalano l'importanza dell'azione a nome del nostro pianeta. È tempo per noi di dedicare del tempo a riflettere su come ri-orientarci e ri-orientare la nostra realtà personale e collettiva verso il sogno di un pianeta sano e una società sana.

A causa delle molte distrazioni che sono diventate parte della vita moderna, abbiamo iniziato a guardare solo i nostri schermi e non più verso il cielo. Quest'anno, ti invitiamo a tornare a impostare la tua visione verso idee, obiettivi e sogni che ti aiuteranno a elevare te stesso e l'umanità.


Fonte: dayfordreamers

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Wed, 25 Sep 2019 11:24:46 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1072/1/25-settembre-2019-giornata-mondiale-dei-sogni
Dal 27 settembre "il cantastorie" di Maurizio Gemelli alla Galleria Cavour http://www.mutualpass.it/post/1071/1/dal-27-settembre-il-cantastorie-di-maurizio-gemelli-alla-galleria-cavour http://www.mutualpass.it/post/1071/1/dal-27-settembre-il-cantastorie-di-maurizio-gemelli-alla-galleria-cavour]]> Inizia la nuova stagione della galleria Arte Cavour con affermati talenti messinesi.

Sarà inaugurata venerdi 27 settembre 2019, ore 18, presso la Galleria Arte Cavour di Corso Cavour 119, Messina, la mostra dell'illustratore Maurizio Gemelli intitolata “Il cantastorie".

Maurizio Gemelli è nato e vive a Messina. Negli anni 90 affina la propria attitudine alle discipline figurative presso l’Ied di Roma, ne scaturisce una fruttuosa collaborazione con l’Università di Tor Vergata nell’ambito di una ricerca tra computergrafica e arte. Si occupa della pubblicazione di videogiochi con la mansione di Lead Artist quali Land of Genesis e Defender of the crown remastered ed. per società statunitensi. Lavora come illustratore per innumerevoli aziende estere, oltre a creare storyboards e fumetti. Come Matte painter artist produce lavori per film Hollywoodiani di alta qualità in cui spicca Under the Silver Lake.

Negli ultimi anni ha intrapreso a tempo pieno la carriera di pittore. Attualmente è Art director presso la Galleria Arte Cavour. In esposizione 4 tele rappresentanti la storia di Rometta, dalla fondazione alla caduta della cittadina ad opera dei Saraceni, una ricostruzione della storia della cittadina con riferimenti culturali e sociali di rilievo su tele di 2 metri per 2. Alle tele su Rometta si affiancano oli su tela con tematiche che vanno dal figurativo alla paesaggistica.

L'arte di Maurizio Gemelli è principalmente figurativa, basata sulla colorazione ad olio su tela con tematiche e tecniche relazionabili alla pittura del 500. Eventi storici, nudi, paesaggi ed eroi epici basati sul mito sono la tematica di base della sua arte.

“Il cantastorie" rimarrà aperta fino al 3 ottobre. La mostra osserverà i seguenti orari di visita: da lunedì al sabato dalle ore 17.00 alle 20.00.



Organizzazione:

Direttore Paolo Accordino

Direttore artistico Maurizio Gemelli

“Il cantastorie"

Galleria “Arte Cavour”

Corso Cavour 119 – Messina

Inaugurazione 27 settembre 2019 ore 18

Esposizione 27 settembre - 3 ottobre 2019

Orari di visita dal lunedì al sabato 17:00-20:00

Ingresso Gratuito

Contatti con galleria:

galleria.artecavour@libero.it

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Tue, 24 Sep 2019 10:31:57 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1071/1/dal-27-settembre-il-cantastorie-di-maurizio-gemelli-alla-galleria-cavour
21 Settembre 2019 - Giornata Mondiale dell’Alzheimer http://www.mutualpass.it/post/1070/1/21-settembre-2019-giornata-mondiale-dell-alzheimer http://www.mutualpass.it/post/1070/1/21-settembre-2019-giornata-mondiale-dell-alzheimer]]> Oggi, 21 Settembre 2019, si celebra la Giornata Mondiale dell' Alzheimer, una malattia che provoca un lento declino delle capacità cognitive. Non esiste al momento la possibilità di predire lo sviluppo o meno della malattia, anche se ci sono vari test cognitivi che vanno a indagare le aree deficitarie.

Tuttavia se un soggetto ha persistenti difficoltà di memoria, di ragionamento, di linguaggio o nella capacità di pensare in maniera adeguata, questi segnali "non vanno ignorati", perché potrebbe trattarsi dei cosiddetti "campanelli di allarme" della malattia. A riassumere in un decalogo queste 'spie' è Loredana Locusta, responsabile del Centro Alzheimer di Villaggio Amico alle porte di Milano.

1) Amnesie: uno dei segnali più comuni della malattia di Alzheimer è la perdita di memoria. il soggetto comincia ad avere difficoltà nel ricordare ciò che è accaduto di recente, come ad esempio cosa ha mangiato per il pranzo; nell’invecchiamento non patologico, il soggetto ha delle dimenticanze, relative ad esempio ad alcuni nomi di persone a lui familiari, ma li ricorda dopo poco.

2) Impossibilità nel portare a termine compiti semplici: tutte quelle attività che prima si facevano con facilità ora diventano più complicate; pensiamo, ad esempio, al vestirsi da soli o alla difficoltà che si può incontrare nel preparare una ricetta che in precedenza era familiare.

3) Disturbi del linguaggio: il soggetto ha difficoltà nel denominare un oggetto, pur riconoscendolo, spesso per arginare tale difficoltà utilizza termini non esatti, spesso parole più semplici che impoveriscono il linguaggio stesso, inoltre, si ha la sensazione di avere sempre la parola cercata "sulla punta della lingua", senza riuscire ad esplicitare il concetto che si ha in mente.

4) Difficoltà di ragionamento e pianificazione: diventa sempre più difficile eseguire i calcoli, seppur semplici e condurre un ragionamento lineare, una delle difficoltà più comuni riguarda l'incapacità di gestire in maniera adeguata il denaro, portando a termine spese eccessive o prive di utilità.

5) Disorientamento temporale: il soggetto tende a perdere il senso delle date e a confondere i giorni della settimana o le stagioni dell'anno.

6) Disorientamento spaziale: i percorsi abituali diventano complicati, anche il tornare verso la propria abitazione può generare confusione, uno dei primi segnali di un'alterazione a questo livello è la perdita di orientamento dei soggetti quando sono alla guida dell'automobile oppure quando si allontanano da ambienti familiari come, ad esempio, dalla propria abitazione.

7) Difficoltà a capire le immagini visive e i rapporti spaziali: avere dei problemi visivi potrebbe essere un segnale del morbo di Alzheimer; si può avere difficoltà a leggere, a giudicare la distanza e a stabilire il colore o il contrasto. Bisogna però prima effettuare un'analisi differenziale che escluda che si tratti di problemi visivi legati, ad esempio, alla cataratta.

8) Irritabilità e delirio: sono frequenti gli episodi in cui il soggetto appare irascibile e accusa le persone che gli sono vicino, attuando comportamenti spesso incongrui; possibili sono anche i deliri, soprattutto di tipo persecutorio.

9) Ansia e depressione: frequenti episodi di ansia e deflessione del tono dell'umore.

10) Apatia e abulia: perdita di interesse verso le persone care e tutte quelle attività che prima risultavano fonte di interesse e piacere; il soggetto può iniziare a rinunciare alle attività sociali e relazionali, gli hobby, i progetti di lavoro o le attività sportive vengono tralasciate.


Fonte: ADNKronos Salute

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Thu, 19 Sep 2019 16:33:32 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1070/1/21-settembre-2019-giornata-mondiale-dell-alzheimer
Quale numero risolve la terna mancante? http://www.mutualpass.it/post/1069/1/quale-numero-risolve-la-terna-mancante http://www.mutualpass.it/post/1069/1/quale-numero-risolve-la-terna-mancante]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno tra i più diffusi è quello che ci chiede di risolvere l'enigma che consiste nel trovare il numero corretto da posizionare al centro della terna irrisolta, operazione che appare subito semplice ma che nasconde molte insidie e chiede alla nostra mente uno sforzo non indifferente.

Ecco la sorprendente soluzione dettagliata:

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Wed, 18 Sep 2019 09:57:33 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1069/1/quale-numero-risolve-la-terna-mancante
La storia dei giganti Mata e Grifone http://www.mutualpass.it/post/1068/1/la-storia-dei-giganti-mata-e-grifone http://www.mutualpass.it/post/1068/1/la-storia-dei-giganti-mata-e-grifone]]> Dopo la creazione del Regno di Sicilia, tra Messina e Palermo si stabilì un’aspra rivalità per la contesa del titolo di capitale dell’isola, rivalità che proseguì fino all’arrivo degli spagnoli, nel‘500, che riaccesero la polemica.  A sostegno delle loro ragioni, le due città esibivano titoli e prerogative d’eguale misura, e, alla fine, si decise di vagliare anche i titoli storici di fondazione. Avendo Palermo qualche prerogativa in più rispetto a Messina, i messinesi si appellarono al mito del Gigante Zanclo, primo re dei Siculi, ma anche questo non servì alla causa della città peloritana.

Le versioni sulla nascita dei “Giganti” Mata e Grifone, mitici progenitori di Messina, sono due, una leggendaria radicata nella tradizione e un’altra storica, che venne proposta da Domenico Puzzolo Sigillo. La leggenda vuole che, verso il 965, un gigantesco moro di nome Hassam-Ibn-Hammar sbarcasse alla testa di numerosi pirati nelle vicinanze della città, iniziando a depredarla. Durante le sue scorrerie, vide a Camaro la bella Marta (dialettalmente “Mata”) che era figlia di un non meglio identificato Cosimo II di Castellaccio e se ne innamorò perdutamente.

I due erano però divisi dalla diversa religione, e, ottenuto un secco diniego dai genitori alla sua richiesta di matrimonio, Hassam decise di rapirla. Inutilmente cercò in tutti i modi di essere ricambiato del suo amore: Mata cedette soltanto quando il saraceno ricevette il battesimo e cambiò il nome in Grifone. Abbandonata la spada, si dedicò esclusivamente all’agricoltura, sposò la bella cammarota e fondò, con lei, la città di Messina.

Secondo la versione storica, invece, i Giganti sono figure allegoriche che ricordano un importante episodio avvenuto a Messina al tempo di Riccardo I duca di Normandia e re d’Inghilterra, meglio noto col soprannome di “Cuor di Leone”. Il sovrano si trovava nella nostra città, in occasione della Terza Crociata, dal settembre 1190 all’aprile 1191, in un periodo in cui i greci erano potentissimi e angariavano i messinesi (latini). Malvisti da Riccardo, furono da esso osteggiati e durante il suo soggiorno messinese egli riuscì a fiaccarne l’orgoglio facendo ampliare ed ulteriormente fortificare sulle alture della città un’imponente e antica fortezza, dominatrice e intimidatorie dei greci: non a caso il castello ebbe il nome di “Matagriffone” (oggi Tempio-Sacrario di “Cristo Re”).

L’allusione del nome è evidentissima derivando, “Mata”, dal latino “mateare” (ammazzare) mentre “Grifoni” erano detti, nel Medio Evo e specialmente a Messina, i greci. Se esaminiamo con attenzione le teste dei Giganti si possono cogliere – osserva il Puzzolo Sigillo - in quella di Mata le espressioni di dominatrice e trionfatrice, simboleggiate dal serto di alloro fra i capelli e la “messinesità” sottolineata dal castello a tre torri (Matagriffone, Castellaccio e Gonzaga). La testa di Grifone, invece, dai capelli incolti, la folta barba, lo sguardo truce e l’aspetto arcigno e selvaggio, la pelle scura, è quella di un greco vinto che è portato da Mata trionfatrice in stato di servitù e che il capo scoperto e i lunghi orecchini pendenti confermano.

Non si conosce la data della prima costruzione dei due Giganti, ma dalle fonti scritte e dai documenti, si apprende che lo scultore fiorentino Martino Montanini realizzò nel 1560 la statua di Grifone, con la testa e le braccia mobili. Nel 1581, secondo Gaetano La Corte Cailler, gli arti e la testa vennero fissati, sul disegno precedente, dal carrarese Andrea Calamech. Sull’antichità della Statua di Grifone, testimonia il La Corte Cailler che nel corso dei restauri del 1926: “…sul petto del Gigante si sono notati tre medaglioni, che prima nessuno aveva osservato, uno dei quali risale certamente al XIII secolo mentre gli altri due sono dei secoli susseguenti”. La Gigantessa Mata, invece, venne completamente rifatta dopo il terremoto del 1783 (la testa era stata modellata dallo scultore Santi Siracusa nel 1709) ed entrambi i Colossi, nel 1723, assunsero l’attuale posizione equestre.

Ulteriormente danneggiati dal sisma del 1908, furono restaurati nel 1926, e, ancora danneggiati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, nel 1951 furono sottoposti a rifacimenti da parte del prof. Michele Amoroso con la consulenza storica di Domenico Puzzolo Sigillo. La testa di Mata, già rifatta in gesso dal prof. Amoroso, nel 1958 venne sostituita dall’attuale scolpita dal giarrese Mariano Grasso e dipinta dallo stesso prof. Amoroso. La testa di Grifone, invece, è quella originale cinquecentesca del Calamech. Fino agli anni ’30 del Novecento furono trasportati a spalla, per poi essere montati su carrelli con ruote ed essere trainati con le corde da tiratori vestiti di bianco con la tradizionale meusa rossa in testa, poi sostituiti dal trattore. 


Nino Principato

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Tue, 17 Sep 2019 11:13:48 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1068/1/la-storia-dei-giganti-mata-e-grifone
...a casa nostra. Cronache da Riace http://www.mutualpass.it/post/1067/1/a-casa-nostra-cronache-da-riace http://www.mutualpass.it/post/1067/1/a-casa-nostra-cronache-da-riace]]> a casa nostra. Cronache da Riace è un reportage a fumetti di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso edito da Feltrinelli, che affronta le tematiche strettamente connesse dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti dopo la “salvezza” dai viaggi della speranza: affrontata dai due autori nell’opera precedente, Salvezza, che narra le vicende vissute e le testimonianze raccolte a bordo della nave Aquarius. In tal senso il nuovo reportage delle due tra le migliori firme del graphic journalism italiano può essere considerato il seguito di Salvezza, sempre pubblicato da Feltrinelli.

In …a casa nostra. Cronache da Riace Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso raccontano sei storie di vita di migranti e operatori sociali raccolte tra gennaio e luglio 2019 nel triangolo calabrese di Gioiosa Ionica, Riace e San Ferdinando. Tra queste storie si include anche l’intervista all’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano in cui si ripercorre non soltanto il suo mandato come primo cittadino nella creazione di una società ideale fondata sull’accoglienza e l’integrazione, “di uguaglianza nella diversità” e “dove gli spazi e le proprietà vengono condivisi”; ma anche gli errori commessi nel fidarsi di persone più legate al business che agli ideali e nell’importanza di parlare di politica dell’accoglienza e dell’integrazione nelle scuole per fra comprendere alle giovani generazioni la necessità di fare una scelta tra una società multiculturale in cui tutti collaborano per il bene comune e un’altra fondata sull’odio per gli stranieri, i deboli e i bisognosi.

Il reportage contiene storie di successo come quella del senegalese Buba che, dopo la morte del padre, è dovuto scappare di casa perché lo zio, divenuto capofamiglia, lo faceva lavorare nei campi come uno schiavo e, costretto ad abbandonare gli studi, ha deciso di cercare fortuna altrove. Dopo aver lavorato gratuitamente in Libia per due anni e discriminato nell’azienda in quanto unico nero, Buba è stato messo in contatto dal titolare della ditta con un amico trafficante e, dopo tre mesi di attesa in cui ha patito i morsi della fame, è riuscito ad arrivare in Italia. Oggi il giovane senegalese lavora in una pinseria in cui si trova benissimo – addirittura considera il titolare e i colleghi come la sua nuova famiglia – e ha trovato casa.

La storia di Buba è però accompagnata da altre testimonianze in cui i migranti protagonisti sono rimasti ostaggio della burocrazia e temono nel mancato rinnovo del permesso di soggiorno e la conseguente espulsione dall’Italia.

Inoltre alle esperienze positive di accoglienza e integrazione, riscontrate a Gioiosa Ionica e Riace, fa da contraltare la vicenda della baraccopoli di San Ferdinando – all’epoca non ancora rasa al suolo – in cui i migranti vivono in condizioni pessime come se fossero in uno slum africano e dove si muore come animali. Infatti non sono pochi i migranti periti nei roghi delle tendopoli o che vengono ammazzati come l’attivista sindacale Soumaila Sacko.

Con …a casa nostra. Cronache da Riace Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso raccontano l’immigrazione vissuta dai protagonisti e dagli operatori degli Sprar – che aiutano i migranti a inserirsi nella società – in modo tale da fornire al lettore la realtà documentata, in cui le storie di successo si alternano alle tragedie, e lo inducono a riflettere sull’insensatezza e pericolosità della politica dell’odio.             


Roberto Cavallaro di Dedalus Libreria     

 

  

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Mon, 16 Sep 2019 10:24:52 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1067/1/a-casa-nostra-cronache-da-riace
Tornano "Le Vie dei Tesori" a Messina http://www.mutualpass.it/post/1066/1/tornano-le-vie-dei-tesori-a-messina http://www.mutualpass.it/post/1066/1/tornano-le-vie-dei-tesori-a-messina]]> Tornano “Le vie dei Tesori”, la manifestazione che svela le meraviglie nascoste delle più belle città italiane. Nata 13 anni fa a Palermo, l’iniziativa raggiunse Messina grazie all’ex assessore Carlo Vermiglio e oggi ha ampio respiro regionale e nazionale.

Nel 2018 Messina ha registrato più di 14mila presenze, raccontando la città a chi la abita attraverso una serie di visite guidate che riescono a coinvolgere ancor di più i visitatori.

Le Vie dei Tesori vuole dare nuova energia alla tutela e conservazione dei beni culturali nel nostro territorio, con la speranza, contemporaneamente, che questo possa essere un primo passo per la creazione di nuove opportunità per i giovani.

Le vie dei Tesori – ha dichiarato la presidente dell’Associazione organizzatrice Laura Anello - è diventato uno dei principali eventi italiani dedicati ai beni culturali, una manifestazione di cittadinanza attiva e, in seconda istanza, una vetrina per turisti e visitatori

L’edizione 2019 è dedicata al compianto ed indimenticato assessore ai beni culturali della Regione Sicilia Sebastiano Tusa, scomparso lo scorso marzo.

 

Le iniziative a Messina

Quest’anno tre weekend a disposizione, venerdì, sabato e domenica, dal 13 al 29 settembre. Da Palazzo Zanca a Villa Rodriguez, da Villa Cianciafara alla Prefettura, dall’antico Monastero di san Placido Calonerò al Santuario di Montalto, saranno in tutto 26 i siti da poter visitare.

Previste inoltre tre “passeggiate” disponibili su prenotazione, “Sulle orme del mito”, Un percorso che affonda le sue pieghe nel vasto patrimonio mitologico della città attraverso la visita di alcuni tra i monumenti e i luoghi del centro storico, “Sulle orme del sacro”, per conoscere le origini e la storia del culto a Messina e “L’antica via del Dromo”, un viaggio tra i casali della periferia nord lungo la via “dromo” cioè “veloce”.

Il ricco programma propone anche due degustazioni, una presso il Sacrario di Cristo re e l’altra a Forte Gonzaga.

 

Come partecipare

Per partecipare basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi sul luogo.

Un coupon da 12 euro è valido per 10 visite a scelta tra i luoghi del circuito.

Un coupon da 6 euro è valido per 4 visite a scelta tra i luoghi del circuito.

Un coupon da 2.50 euro è valido per un singolo ingresso a scelta tra i luoghi del circuito.

Un coupon da 3.50 euro è valido per un singolo ingresso ai luoghi su prenotazione (previa prenotazione su www.leviedeitesori.it o con ingresso sul luogo, se i posti non sono tutti prenotati)

Un coupon da 5 euro è valido per la partecipazione a una passeggiata (previa prenotazione su www.leviedeitesori.it o con ingresso sul luogo, se i posti non sono tutti prenotati)

A tutti coloro che acquisiranno i coupon verrà inviata per mail una pagina dotata di un codice QR, come una carta d’imbarco. La pagina con il codice dovrà essere stampata e mostrata all’ingresso dei luoghi. Chi vorrà, potrà fare a meno di stamparla e potrà mostrarla sul proprio smartphone o tablet. I coupon da 10 e 4 visite sono disponibili pure nell’hub presso la chiesa di san Giovanni di Malta (via S.Giovanni di Malta 2). I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più persone fi no a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” saranno disponibili agli ingressi dei luoghi esclusivamente ticket singoli da 2.50 euro. Sono esentati dal contributo soltanto i bambini sotto i 5 anni e gli accompagnatori delle persone con disabilità. Le scuole o i gruppi organizzati che volessero stabilire data e orario della visita, possono scrivere all’indirizzo mail prenotazioni@leviedeitesori.it

Qui il programma dettagliato della manifestazione


Medika, la Card della Salute

 

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Fri, 13 Sep 2019 10:28:41 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1066/1/tornano-le-vie-dei-tesori-a-messina
Il Paraolimparty: tre giorni all’insegna dell’inclusione http://www.mutualpass.it/post/1065/1/il-paraolimparty-tre-giorni-all-insegna-dell-inclusione http://www.mutualpass.it/post/1065/1/il-paraolimparty-tre-giorni-all-insegna-dell-inclusione]]> Sei testimonial campioni degli sport paralimpici, circa cinquecento partecipanti ai tornei e alle attività sportive, migliaia di presenze nei vari momenti della manifestazione. Confermano i già straordinari risultati dello scorso anno, i numeri della seconda edizione del “Parolimparty”, la mega convention multisport da spiaggia che per tre giorni ha animato il lido “Open Sea AISM” di Milazzo, l’unica struttura in Sicilia che garantisce a tutti la balneazione assistita.

Parlano di un vero e proprio successo l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, MediterraneaEventi, Bios e il Comune di Milazzo, le quattro realtà che hanno promosso la manifestazione in cui normodotati e persone con disabilità si sono cimentati in nove tornei: dal baskin al rugby in carrozzina, dal sitting volley al calcio balilla, dal tiro con l’arco alla scherma, passando per svariate attività di fitness. Agonisti e amatori, bambini e adulti si sono confrontati tutti alle stesse condizioni.

Sono stati tre giorni all’insegna dell’inclusione. Il Parolimparty è un contesto esperenziale che va vissuto dal primo all’ultimo minuto”. Angelo La Via, consigliere nazionale AISM, Associazione italiana sclerosi multipla, parla di continua evoluzione culturale: “Dal mare aperto a tutti allo sport aperto a tutti. E’ evidente che qui al lido si incontrano l'emozione e l'agonismo che si incrociano con l’emotività dei volontari. Ritengo che vivere il Parolimparty ti libera da pregiudizi e dalla diffidenza e ti permette un impatto con la persona. Parolimparty è una continua scoperta di emozioni e di sguardi: in questi giorni si accende la speranza di una società più inclusa. C’è ancora tanto da lavorare ma l’Aism, la Mediterranea eventi e l’associazione Bios hanno voluto scommettere in un progetto che vuole fare la differenza, coscienti che la disabilità è un patrimonio di tutti, e non uno strumento di qualcuno. Mi auguro che l’inclusione vera si concretizzi non solo a parole. E’ un diritto delle persone abbattere le barriere architettoniche ma è anche un dovere renderlo possibile”. La Via ha concluso con un desiderio: “Voglio lanciare l’edizione 2020 perchè sia ancora più competitiva e partecipata”.

In questa seconda edizione abbiamo raggiunto nuovi obiettivi: inserendo ulteriori discipline sportive e ricevendo grandi emozioni da tutti i partecipanti. Sono stato il primo io a riceverne vedendo bimbi di otto anni gareggiare senza timore con persone con disabilità e poi chiedere l’autografo ai campioni del mondo che abbiamo ospitato. Campioni dello sport che hanno vinto la loro disabilità e non sono famosi come Totti o Del Piero”. Alfredo Finanze, presidente di Mediterranea eventi è l’anima del Parolimparty: ideatore, promotore, coordinatore della tre giorni. “Siamo molto contenti - continua Finanze - perché abbiamo arricchito questa seconda edizione di una disciplina spettacolare come il rugby in carrozzina e stiamo già prevedendo un’iniziativa che possa coinvolgere tutte le società d’Italia per l’anno prossimo. Abbiamo dato la possibilità ai nostri ospiti di provare l’esperienza di salire su un cavallo in spiaggia. E non dimentichiamo l’esibizione del baskin: abbiamo avuto il piacere di ospitare quest'anno i giocatori della Ssr baskin Messina che si sono “prestati” ad un mini torneo per farci capire la particolarità di questa disciplina sportiva".

Tanti gli eventi collaterali, ancora più grandi le emozioni regalate dall’Aipd di Milazzo e dall’associazione LABo. “Mi hanno fatto venire la pelle d'oca – ha continuato Finanze - Non smetterò mai di emozionarmi per i racconti dei grandi campioni dello sport: abbiamo ascoltato le loro storie così diverse fra loro. Voglio ringraziare lo staff composto da ragazzi provenienti da tutta la Sicilia, quasi tutti volontari Aism. Il merito va a loro perché permettono che le idee si traducano nel Parolimparty. Grazie ai nostri 50 partner, istituzioni pubbliche e privati. Un evento inclusivo rivolto a tutti e non solo a chi ha una disabilità e che da quest’anno ha un inno grazie a Jacopo Genovese che ha tradotto la voglia di cambiamento, il non fermarsi di fronte alle difficoltà, il fare gruppo, in un contesto speciale come il lido Open Sea”.

Tanti anche i campioni degli sport paralimpici che hanno voluto farsi testimonial della manifestazione e che sono arrivati a Milazzo per raccontare quanto lo sport sia capace di abbattere ogni barriera, fisica e culturale. La prima schermitrice agonistica con sclerosi multipla Valeria Pappalardo, il volto nazionale del sitting volley Nadia Bala, il nove volte campione di calcio balilla Francesco Bonanno, il campione del mondo con la nazionale italiana di calcio a 5 Carmelo Messina, il team manager della “Wheelchair Rugby Catania”, l’unica squadra di rugby in carrozzina del Sud Italia Salvo Mirabella e il capitano della nazionale femminile di pallacanestro sorde Simona Cascio.

A partecipare al “Parolimparty” anche il comico palermitano Roberto Lipari che davanti alle centinaia di persone presenti fino a tarda notte sulla riviera di Ponente ha alternato gag di straordinaria comicità a momenti di profonda riflessione sulla Sicilia e sulle derive della politica e dei social. "Ho avuto l’occasione di stare a stretto contatto con persone con disabilità – ha commentato Lipari – e posso dire che sono una vera ricchezza, tante volte non ci accorgiamo neanche di quanto si può imparare dalla loro forza"

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Wed, 11 Sep 2019 17:11:06 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1065/1/il-paraolimparty-tre-giorni-all-insegna-dell-inclusione
Un’ombra sulla luna - Maddalena Schiavo e Susy Zanella http://www.mutualpass.it/post/1064/1/un-ombra-sulla-luna-maddalena-schiavo-e-susy-zanella- http://www.mutualpass.it/post/1064/1/un-ombra-sulla-luna-maddalena-schiavo-e-susy-zanella-]]> Un’ombra sulla luna è una fiaba illustrata per bambini di Maddalena Schiavo e Susy Zanella edita da Edizioni Clichy.

La fiaba tratta di una pantera di nome Nera che non vuole vivere nella foresta, perché non riesce ad accettarsi per quello che è. A causa del colore nero del suo manto Nera non vuole farsi vedere dagli altri animali della foresta e vaga sperduta nei villaggi senza farsi vedere da nessuno.

Un giorno però la pantera solitaria incontrerà Luna, una pantera bianca che le farà comprendere che non è il caso di aspirare a “avere il manto dorato di un giaguaro maculato” o comunque “essere come tutti gli altri”, ma bisogna accettarsi per quello che si è e scoprire il proprio “posto nel mondo”.

I disegni di Susy Zanella si intersecano perfettamente con le parole di Maddalena Schiavo con il risultato che i giovani lettori possono leggere una fiaba illustrata perfettamente riuscita.

Nelle illustrazioni il lettore scorge i desideri e le insicurezze di Nera, che si riversano anche nelle ambientazioni della foresta dorata e del villaggio arabeggiante, e che trovano conferma nelle parole e nel dialogo tra Nera e Luna.

Le autrici inoltre sono state capaci di fare uscire il potenziale nascosto in Nera e che noi apprendiamo già nella seconda pagina quando si afferma: “Solo i suoi occhi brillavano, luminosi come uno spicchio di luna”.

In effetti sarà poi proprio la pantera bianca che, come una maestra di vita e un’amica su cui si può sempre contare, insegnerà alla protagonista a far uscire tutto il potenziale che c’è in lei – e che ognuno di noi ha – in modo tale da non sentirsi inadeguata e di affrontare a testa alta le difficoltà che si incontrano nella vita.

Un’ombra sulla luna non è soltanto una storia di amicizia, ma è anche una fiaba che aiuta i bambini a comprendere se stessi e a non avere paura di essere ciò che si è. 


Roberto Cavallaro di Dedalus Libreria

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Tue, 10 Sep 2019 12:30:20 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1064/1/un-ombra-sulla-luna-maddalena-schiavo-e-susy-zanella-
Accadde oggi... 9 Settembre http://www.mutualpass.it/post/1063/1/accadde-oggi-9-settembre http://www.mutualpass.it/post/1063/1/accadde-oggi-9-settembre]]> Il 9 settembre 1828, nasce a Jasnaja Poljana (Russia), Lev Nikolaevič Tolstoj, da famiglia appartenente alla nobiltà russa.

Perde la madre quando ha solo due anni e rimane orfano all'età di nove: il piccolo Lev viene cresciuto da una zia che gli permette di frequentare l'Università: studia dapprima lingue orientali, poi legge, senza mai conseguire il titolo.

Già negli anni dell'adolescenza Tolstoj sostiene un ideale di perfezionamento e di santità: la sua è la ricerca di una giustificazione della vita davanti alla coscienza.

Si ritira in campagna dove si arruola come ufficiale dell'esercito nel 1851; partecipa nel 1854 alla guerra di Crimea, dove ha modo di essere a contatto con la morte, e con le considerazioni di pensiero che ne derivano. Inizia in questo periodo la sua carriera di scrittore con "I racconti di Sebastopoli", ottenendo un buon successo a Mosca.

Lasciato l'esercito, dal 1856 al 1861 si sposta tra Mosca, Pietroburgo, Jasnaja Poljana con qualche viaggio anche oltre confine.

Nel 1860 perde il fratello; l'evento lo lascia molto turbato; a trentadue anni si reputava già vecchio e senza speranza: si unisce in matrimonio a Sofja Andrèevna Behrs. Il matrimonio gli permetterà di raggiungere uno stato naturale di serenità stabile e duraturo. In quesiti anni nascono i suoi capolavori più noti, "Guerra e pace" (1893-1869) e "Anna Karenina" (1873-1877).

Dopo anni di vera e propria crisi razionalistica, grazie all'esperienza della vita famigliare, matura la convinzione che l'uomo sia stato creato proprio per la felicità, e che il senso della vita sia la vita stessa.

Ma queste sicurezze vengono però lentamente incrinate dal tarlo della morte: in questo ambito si sviluppa la sua conversione verso la religione, che rimane comunque molto legata al pensiero razionalista.

Nell'ultimo periodo della sua vita Tolstoj scrive moltissimo: il suo scopo rinnovato non è più l'analisi della natura umana, bensì la propagazione del suo pensiero religioso, che nel frattempo aveva raccolto numerosi seguaci. Cambiando totalmente lo stile e il messaggio filosofico delle sue opere, senza però perdere la propria maestria stilistica, talento per il quale verrà definito "il più grande esteta russo".

Lev Tolstoj muore all'età di 82 anni, il giorno 20 novembre 1910, a Astapovo.


Cesare Pavese nasce il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, paesino delle Langhe in provincia di Cuneo. Ben presto la famiglia si trasferisce a Torino, anche se il giovane scrittore rimpiangerà sempre con malinconia i luoghi e i paesaggi del suo paese.

Una volta nella città piemontese di lì a poco il padre muore; questo episodio inciderà molto sull'indole del ragazzo, già di per sé scontroso e introverso. Già nell'età dell'adolescenza Pavese era amante dei libri e della natura, vedeva il contatto umano come il fumo negli occhi, preferendo lunghe passeggiate nei boschi in cui osservava farfalle e uccelli.

Rimasto dunque solo con la madre, anche quest'ultima aveva subìto un duro contraccolpo alla perdita del marito.

Un altro aspetto inquietante che si ricava dalla personalità del giovane Pavese è la sua già ben delineata "vocazione" al suicidio, che si riscontra in quasi tutte le lettere del periodo liceale.

Compie gli studi a Torino dove ha come professore al liceo Augusto Monti, figura di grande prestigio della Torino antifascista e al quale molti intellettuali torinesi di quegli anni devono molto. Durante questi anni Cesare Pavese prende anche parte ad alcune iniziative politiche a cui aderisce con riluttanza e resistenza, assorbito com'è da problematiche squisitamente letterarie.

Successivamente si iscrive all'Università nella Facoltà di Lettere. Nel 1931 Pavese perde la madre, in un periodo già pieno di difficoltà. Lo scrittore non è iscritto al partito fascista e la sua condizione lavorativa è molto precaria. Dopo l'arresto di Leone Ginzburg, un celebre intellettuale antifascista, anche Pavese viene condannato al confino per aver tentato di proteggere una donna iscritta al partito comunista; passa un anno a Brancaleone Calabro, dove inizia a scrivere il già citato diario "Il mestiere di vivere".

Il periodo compreso tra il 1936 e il 1949 la sua produzione letteraria è ricchissima.

Durante la guerra si nasconde a casa della sorella Maria, a Monferrato, il cui ricordo è descritto ne "La casa in collina". Il primo tentativo di suicidio avviene al suo ritorno in Piemonte, quando scopre che la donna di cui era innamorato nel frattempo si era sposata.

Alla fine della guerra si iscrive al Pci e pubblica sull'Unità "I dialoghi col compagno", nel 1950 pubblica "La luna e i falò", vincendo nello stesso anno il Premio Strega con "La bella estate".

Il 27 agosto 1950, in una camera d'albergo a Torino, Cesare Pavese, a soli 42 anni, si toglie la vita. Lascia scritto a penna sulla prima pagina di una copia de "I dialoghi con Leucò", prefigurando il clamore che la sua morte avrebbe suscitato: "Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi".


Fonti biografiche: biografieonline.it

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Mon, 9 Sep 2019 10:34:55 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1063/1/accadde-oggi-9-settembre
8 Settembre 2019 - Giornata Mondiale della Fisioterapia http://www.mutualpass.it/post/1062/1/8-settembre-2019-giornata-mondiale-della-fisioterapia http://www.mutualpass.it/post/1062/1/8-settembre-2019-giornata-mondiale-della-fisioterapia]]> Istituita nel 1996, su iniziativa della WCPT (World Confederation for Physical therapy), la Giornata Mondiale della Fisioterapia, celebrata l'8 Settembre di ogni anno, segna l'unità e la solidarietà della comunità globale della terapia fisica.

L’obiettivo è quello di riconoscere il lavoro che i fisioterapisti svolgono per i pazienti e più in generale per la comunità. Anche in Italia è l’occasione per sensibilizzare i cittadini sui benefici e sull’importanza del ruolo del fisioterapista.

Usando la Giornata mondiale della terapia fisica come focus, WCPT mira a supportare le organizzazioni nei loro sforzi per promuovere la professione e far progredire la loro esperienza, con risultati sempre più importanti.

Il tema della Giornata mondiale della terapia fisica di quest'anno è il dolore cronico, un onere significativo per la salute globale. Basti pensare che la lombalgia causa più disabilità rispetto a qualsiasi altra condizione. 

Medika, la Card della Salute, conta, tra i propri convenzionati, alcuni tra i migliori professionisti del settore:

- New Delta s.r.l. Centro di Fisiokinesiterapia

- KineCenter Centro medico di riabilitazione funzionale

- Dott. Davide Milone Fisiatra

- Studio Fisiokinesis Fisioterapia, Osteopatia, Chinesiologia


Medika, la Card della Salute

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Fri, 6 Sep 2019 17:46:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1062/1/8-settembre-2019-giornata-mondiale-della-fisioterapia
Accadde oggi... 6 Settembre http://www.mutualpass.it/post/1061/1/accadde-oggi-6-settembre http://www.mutualpass.it/post/1061/1/accadde-oggi-6-settembre]]> Il 6 settembre 1925 nasceva a Porto Empedocle (Agrigento) il maestro Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e insegnante.

Conseguita la maturità liceale e non ancora diciottenne assiste allo sbarco degli alleati nella natia Sicilia riportandone un'impressione profonda. Frequenta quindi l'Accademia d'Arte Drammatica e a partire dal 1949 inizia a lavorare come regista, autore e sceneggiatore, sia per la televisione (celebri le sue riduzioni di polizieschi come "Il Tenente Sheridan" e il "Commissario Maigret"), sia per il teatro.

Col passare degli anni ha affiancato a queste attività principali quella più squisitamente creativa di scrittore. Il suo esordio in questo campo risale precisamente al primo dopoguerra; se dapprima l'impegno nella stesura di romanzi è blando, col tempo si fa decisamente più intenso fino a dedicarvi un'attenzione esclusiva a partire da quando, per sopraggiunti limiti d'età, abbandona il lavoro nel mondo dello spettacolo. Una serie di racconti e poesie gli varranno il premio Saint Vincent.

Il grande successo è però arrivato con l'invenzione del personaggio del Commissario Montalbano, protagonista di romanzi che non abbandonano mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane e che non fanno alcuna concessione a motivazioni commerciali o a uno stile di più facile lettura. Infatti, dopo "Il corso delle cose" (1978), passato pressoché inosservato, pubblica nel 1980 "Un filo di fumo", primo di una serie di romanzi ambientati nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigàta, a cavallo fra la fine dell'800 e l'inizio del '900.

In tutti questi romanzi Camilleri dà prova non solo di una straordinaria capacità inventiva, ma riesce a calare i suoi personaggi in un ambiente totalmente inventato e nello stesso tempo realistico, creando dal nulla anche un nuovo linguaggio, una nuova "lingua", derivata dal dialetto siciliano.

L'universale affermazione esplode nel 1994 con l'apparizione de "La stagione della caccia", cui seguono nel 1995 "Il birraio di Preston", "La concessione del telefono" e "La mossa del cavallo" (1999).

Anche la televisione, che tanto Camilleri ha frequentato in gioventù prodigandovi grandi energie, ha contribuito non poco alla diffusione del fenomeno dello scrittore siciliano, grazie alla serie di telefilm dedicati al Commissario Salvo Montalbano (interpretato da un magistrale Luca Zingaretti).

E' dopo il libro di racconti del 1998 "Un mese cono Montalbano" che viene prodotta la serie TV di grande successo.

Andrea Camilleri si è spento a Roma il 19 luglio 2019 all'età di 93 anni.

 

Curiosità

1- Quando pensiamo al Commissario Montalbano, la nostra mente corre subito al volto di Luca Zingaretti. Eppure come viene descritto dallo scrittore nei sui romanzi, con baffi, tanti capelli e il viso segnato dalle rughe, non somiglia tanto all’attore romano. 

2Vigata e Marinella sono luoghi che non esistono nella realtà ma sono il frutto della fantasia dello scrittore. Dietro l'immaginaria cittadina siciliana di Vigata dovrebbe nascondersi Porto Empedocle, città natale di Camilleri in provincia di Agrigento, anche se le riprese poi sono state effettuate nel ragusano. Mentre per ammirare la bellissima casa di Montalbano bisogna andare a Punta Secca, piccolo borgo marinaro, frazione di Santa Croce Camerina. Lo stesso vale per la bella Marinella, che è ambientata nel borgo di Donnalucata.

3- Nel numero 2994 di Topolino compare Topalbano, versione Disney a fumetti del famoso commissario.

4- Il nome del commissario Montalbano è un tributo di Andrea Camilleri allo scrittore spagnolo Manuel Mazquez Montalban.

5- Il Commissario Montalbano è la fiction Rai che negli ultimi vent’anni ha spopolato maggiormente all’estero. I diritti sono stati venduti in tutto il mondo: dagli Stati Uniti ai paesi dell’est Europa, passando per l’America latina, la Russia e il Regno Unito. 


Fonti Biografiche: biografieonline.it

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Fri, 6 Sep 2019 15:55:34 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1061/1/accadde-oggi-6-settembre
Accadde oggi... 5 Settembre http://www.mutualpass.it/post/1060/1/accadde-oggi-5-settembre http://www.mutualpass.it/post/1060/1/accadde-oggi-5-settembre]]> Il 5 settembre 1946, a Stone Town sull'isola tanzaniana di Zanzibar, nasceva l'indimenticabile Freddie Mercury, al secolo Farrokh Bulsara. I suoi genitori lo mandarono in una scuola privata in India prima di trasferirsi in Inghilterra, insieme alla famiglia, nel 1964. Nel 1966 iniziava la sua formazione presso l'Ealing College of Art, dove si è laureato nel 1969. Amava l'arte, e per questo, andava d'accordo con il suo amico Tim Staffell, che suonava in un gruppo chiamato Smile, insieme a Brian May e Roger Taylor . 

Quando Staffell lasciò la band nel 1970, Mercury divenne il loro nuovo cantante. Cambiò il nome della band in Queen e coinvolse nel progetto un nuovo bassista nel febbraio 1971, chiamato John Deacon. Il loro primo album, "Queen", uscì nel 1973. Ma la loro vera svolta fu "Killer Queen", nell'album "Sheer Heart Attack", pubblicato nel 1974. Diventarono immortali con il singolo "Bohemian Rhapsody", pubblicato nell’album del 1975 "A Night At The Opera". 

Dopo il loro più grande successo negli Stati Uniti nel 1980, ottenuto con "Another One Bites The Dust", seguì un periodo complicato. Il loro album "Flash Gordon" non ottenne il successo sperato. Solo la canzone "Under Pressure", cantata insieme a David Bowie, è riuscita a fare la differenza. Nel 1984, dopo un anno di pausa, tornarono con un nuovo album chiamato "The Works". I singoli "Radio Ga Ga" e "I Want to Break Free" hanno fatto grande successo nel Regno Unito, un po’ meno negli Stati.  Nell'aprile del 1985, Mercury pubblicò il suo primo album da solista, il "Bad Guy" meno orientato verso il rock e più orientato alla dance. L'album, criticato da molti, raggiunse il sesto posto in classifica nel Regno Unito e rimase tra le hit per 23 settimane. 

La band tornò di nuovo insieme dopo la loro esibizione al Live Aid nel luglio 1985. Alla fine dell'anno iniziarono a lavorare al loro nuovo album, "A Kind Of Magic" e, nel frattempo, hanno tenuto il loro tour mondiale più grande, il "Magic Tour”, suonando due volte allo stadio di Wembley e concludendo il tour a Knebworth, davanti a 125.000 persone. 

Nel 1987 Mercury confessò alla band di avere l'AIDS, e gli restavano solo pochi anni di vita. Continuò comunque a fare musica, producendo il suo secondo album da solista, "The Great Pretender",uscito nel 1987. Successivamente si recò in Spagna, dove realizzò il magnifico album "Barcelona", insieme a Montserrat Caballé. Grande amante dell’opera, per Freddie, questo album fu come un sogno diventato realtà. Dopo Barcellona tornò di nuovo a lavorare con la band, realizando "The Miracle", pubblicato nel 1989. Successivamente la salute di Mercury peggiorò. Tuttavia il progetto era di fare un ultimoalbum, chiamato "Innuendo". Ci lavorarono nel 1990 e all'inizio del 1991 e ogni volta che Mercury si sentiva bene, andava allo studio e cantava. Con "Innuendo", rilasciato nel gennaio 1991, vennero realizzati due videoclip in cui Mercury era molto magro e aveva ferite piccole su tutto il corpo, usavano molto trucco. Indossava una parrucca e la clip è stata girata in bianco e nero. 

La clip, "These are the days of our lives", si è poi rivelata la sua canzone d'addio. Si vedeva chiaramente che era malato, ma non aveva ancora raccontato al mondo della sua malattia. Freddie Mercury morì a Londra il 24 novembre 1991 all'età di 45 anni; la causa ufficiale del decesso fu una broncopolmonite aggravata da complicazioni dovute all'AIDS.

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Thu, 5 Sep 2019 10:54:07 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1060/1/accadde-oggi-5-settembre
Berta Isla - Javier Marías http://www.mutualpass.it/post/1059/1/berta-isla-javier-mar&237as http://www.mutualpass.it/post/1059/1/berta-isla-javier-mar&237as]]> Berta Isla è un romanzo sentimentale e psicologico dello scrittore spagnolo Javier Marías, edito da Einaudi, che narra dell’amore imperfetto tra la madrilena Berta Isla e il marito Tomás Nevinson, figlio di un diplomatico inglese residente nella capitale spagnola.

Berta e Tomás si sono conosciuti al collegio Estudio, il liceo che durante il franchismo si caratterizzava per l’educazione laica e la presenza di classi miste nell’istituto. All’epoca il giovane anglo-ispanico proveniente dall’Instituto Británico era molto diverso dalla persona ombrosa ed enigmatica che accompagnerà Berta negli anni del matrimonio.

La sua allegria e leggerezza si combinavano alla perfezione con il suo aspetto da aviatore degli anni ’40, evidenziato dai capelli biondi pettinati all’indietro e dalla statura più alta della media. Inoltre Tomás aveva la capacità di riprodurre con precisione le varie parlate spagnole e anglofone, risultando così una piacevole compagnia per i suoi amici.

Berta si innamora di quel ragazzo dal fascino imperturbabile e presto i due si fidanzano. La protagonista si immagina già come signora Nevinson e non saprebbe vedersi diversamente, perché Tomás ha tutte le caratteristiche che lei desidera in un uomo.

Dopo il liceo Berta resta a Madrid per iscriversi a Lettere e filosofia alla Complutense, mentre il fidanzato si trasferisce a Oxford per intraprendere gli studi diplomatici nella speranza di ricoprire in futuro un ruolo di primo piano come ambasciatore al Foreign Office madrileno. Negli anni universitari la coppia riesce a restare unita, pur vivendo avventure sessuali con partner occasionali senza che nessuno dei due venga a saperlo, finché nel maggio del 1974 Berta sposa Tomás nella chiesa di San Fermín de los Navarros, vicino al liceo dove si sono conosciuti.

Prima del matrimonio Berta non aveva mai fatto l’amore con suo marito, perché tra borghesi si era soliti comportarsi in questo modo. Il fatto che entrambi avessero avuto delle avventure in passato era qualcosa che immaginavano l’uno dell’altro e non ne scaturiva un problema.

Tuttavia, una volta sposati, Berta si rende conto di non conoscere fino in fondo il coniuge. Tomás nasconde un segreto che non può o non vuole rivelargli. Un segreto però che sta condizionando la loro vita matrimoniale. Con la scusa di lavorare per il Foreign Office Tomás si assenta per lunghi periodi da casa, lasciando Berta da sola con i due figli. Quando torna non le manca l’amore, eppure c’è qualcosa che non torna.

Suo marito è diventato ombroso e nel sonno spesso è agitato. Non è più l’uomo che aveva conosciuto, ma non vuole lasciarlo. Non è solo per i bambini, lei è ancora innamorata di lui. Tuttavia deve cercare di capire. Che cosa nasconde Tomás? Riuscirà Berta a scoprire il segreto che sta logorando il suo matrimonio e a tenere la famiglia unita?

Con Berta Isla Marías riesce a descrivere con maestria la relazione di una coppia in fragile equilibrio a causa di un segreto, riuscendo a evidenziare come pochi il mistero dell’amore per mostrarne con lucidità i lati bui e luminosi del sentimento amoroso.


Roberto Cavallaro di Dedalus Libreria

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Tue, 3 Sep 2019 10:23:51 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1059/1/berta-isla-javier-mar&237as
Accadde oggi... 2 Settembre http://www.mutualpass.it/post/1058/1/accadde-oggi-2-settembre http://www.mutualpass.it/post/1058/1/accadde-oggi-2-settembre]]> Il grande scrittore siciliano Giovanni Verga nasce il 2 settembre 1840 a Catania (secondo alcuni a Vizzini, dove la famiglia aveva delle proprietà. I Verga Catalano erano una tipica famiglia di "galantuomini" ovvero di nobili di provincia con scarse risorse finanziarie, ma costretti a ben comparire data la posizione sociale. Insomma, il perfetto ritratto di una tipica famiglia uscita dai romanzi di Verga.

Compiuti gli studi primari e medi sotto la guida di Carmelino Greco e di Carmelo Platania, Verga segue le lezioni di don Antonino Abate, poeta, romanziere e acceso patriota, capo di un fiorente studio in Catania.

Nel 1845, a causa di un'epidemia di colera, la famiglia Verga si trasferisce a Vizzini quindi nelle sue terre di Tèbidi, fra Vizzini e Licodia. Qui termina di scrivere il suo primo romanzo, iniziato nel 1856 a soli quindici anni, "Amore e Patria", che al momento non viene però pubblicato per consiglio del canonico Mario Torrisi, di cui il Verga fu alunno. Per desiderio del padre si iscrive alla facoltà di legge dell'Università di Catania, senza dimostrare tuttavia molto interesse per gli studi giuridici, che abbandona definitivamente nel 1861 per dedicarsi all'attività letteraria.

Nel 1860 si arruola nella Guardia Nazionale istituita dopo l'arrivo di Garibaldi a Catania, prestandovi servizio per circa quattro anni. Nel 1861 inizia la pubblicazione, a sue spese presso l'editore Galatola di Catania, del romanzo "I carbonari della montagna", cui aveva lavorato già dal 1859; nel 1862 uscirà il quarto e ultimo tomo del libro che l'autore invierà, fra gli altri, anche ad Alexandre Dumas.

Nel 1867 una nuova epidemia di colera lo costringe a rifugiarsi con la famiglia nelle proprietà di Sant'Agata li Battiati. Ma il 26 aprile 1869 parte da Catania alla volta di Firenze, dove soggiornerà fino al settembre. Viene introdotto negli ambienti letterari fiorentini e prende a frequentare i salotti di Ludmilla Assing e delle signore Swanzberg. In questo stesso periodo, ha inizio l'amicizia con Luigi Capuana, scrittore e intellettuale meridionale. Conosce anche Giselda Fojanesi, con la quale compie il viaggio di ritorno in Sicilia. Comincia a scrivere "Storia di una capinera"  e il dramma "Rose caduche".

Nel novembre 1872 si trasferisce a Milano, dove rimarrà, pur con frequenti ritorni in Sicilia, per circa un ventennio. Il 1874 ha una crisi di sconforto: il 20 del mese, infatti, il suo editore, Treves, gli aveva rifiutato "Tigre reale", cosa che lo spinge quasi a decidere il rientro definitivo in Sicilia. Supera però rapidamente la crisi buttandosi nella vita mondana milanese, scrivendo così in soli tre giorni "Nedda". La novella, pubblicata il 15 giugno nella "Rivista italiana di scienze, lettere e arti", ha un successo tanto grande quanto inaspettato per l'autore che continua a parlarne come di "una vera miseria" e non manifesta alcun interesse, se non economico, al genere del racconto.

Nel 1881 escono i "I Malavoglia", accolti assai freddamente dalla critica.

Il 1884 è l'anno dell'esordio teatrale con "Cavalleria rusticana". Il dramma, letto e bocciato durante una serata milanese da un gruppo di amici è rappresentato per la prima volta, con Eleonora Duse nella parte di Santuzza.

Dopo aver soggiornato a Roma alcuni mesi, all'inizio dell'estate ritorna in Sicilia, dove rimane sino al novembre 1890, alternando alla residenza a Catania lunghi soggiorni estivi a Vizzini. Nella primavera conduce a buon fine le trattative per pubblicare "Mastro-don Gesualdo" nella "Nuova Antologia”.

Ad ogni modo, continua l'"esilio" siciliano, durante il quale si dedica alla revisione o, meglio, al rifacimento di "Mastro-don Gesualdo" che, sul finire dell'anno, uscirà presso Treves.

Rinfrancato dal successo di "Mastro-don Gesualdo "progetta di continuare subito il "Ciclo" con la "Duchessa di Leyra" e "L'onorevole Scipioni". In questo periodo, inizia la causa contro Mascagni e l'editore Sonzogno per i diritti sulla versione lirica di "Cavalleria rusticana". A fine ottobre, però, si reca in Germania per seguire le rappresentazioni di "Cavalleria", che è pur sempre un capolavoro della musica, a Francoforte a Berlino.

Nel 1893 si conclude, in seguito a transazione col Sonzogno, la causa per i diritti su "Cavalleria", già vinta da Verga nel 1891 in Corte d'appello. Lo scrittore incassa così circa 140.000 lire, superando finalmente i problemi economici che lo avevano assillato nel precedente decennio.

Nel '95 incontra a Roma, insieme a Capuana, Emile Zola, importante esponente della letteratura francese e fautore della corrente letteraria del Naturalismo, una poetica assai affine a quella del Verismo.

Verga rallenta sempre più la sua attività letteraria e si dedica assiduamente alla cura delle proprie terre. Continua a lavorare alla "Duchessa di Leyra", di cui sarà pubblicato postumo un solo capitolo a cura del De Roberto nel 1922. Tra il 1912 e il 1914 affida sempre a De Roberto la sceneggiatura cinematografica di alcune sue opere tra cui "Cavalleria rusticana" e "La Lupa", mentre egli stesso stende la riduzione della "Storia di una capinera", pensando anche di ricavarne una versione teatrale. Nel 1919 scrive l'ultima novella: "Una capanna e il tuo cuore", che uscirà pure postuma, il 12 febbraio 1922. Nel 1920 pubblica, infine, a Roma presso "La Voce" una edizione riveduta delle "Novelle rusticane". Nell'ottobre è nominato senatore.

Colpito da paralisi cerebrale il 24 gennaio 1922, muore il 27 dello stesso mese a Catania nella casa di via Sant'Anna, 8. Tra le opere uscite postume, oltre alle due citate, vi sono la commedia "Rose caduche", in "Le Maschere", giugno 1928 e il bozzetto "Il Mistero", in "Scenario", marzo 1940.


Fonti biografiche: https://biografieonline.it/biografia-giovanni-verga

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Mon, 2 Sep 2019 11:10:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1058/1/accadde-oggi-2-settembre
L’estate da mangiare: l’Insalata Greca http://www.mutualpass.it/post/1057/1/l-estate-da-mangiare-l-insalata-greca http://www.mutualpass.it/post/1057/1/l-estate-da-mangiare-l-insalata-greca]]> Oggi vogliamo proporvi una ricetta estiva fresca, semplice e gustosa, l’Insalata Greca o, nella versione originale, insalata horiatiki, che significa “del villaggio”. Esistono decine di versioni diverse a seconda della regione greca da cui proviene, l’insalata esprime, infatti, i sapori e le tradizioni del territorio. Cambiano il tipo di formaggio feta, le olive, i capperi, i peperoni verdi, ma l’essenza rimane sempre immutata.   

Questa pietanza ha nutrito le famiglie greche per generazioni col suo inconfondibile aroma.

Oggi vi proponiamo una delle molte varianti che, a differenza di quella tradizionale, prevede la feta spezzettata grossolanamente piuttosto che sistemata in una fetta intera da apporre sul piatto alla fine.

Ingredienti:

 

Per prima cosa bisogna pelare e tagliare il cetriolo e sistemarlo in una ciotola insieme al pepe, alla cipolla pulita e tagliata a rondelle e al pomodoro a cubetti.

Successivamente si aggiungono le olive nere, quelle verdi, l'aglio e la feta spezzettata a mano grossolanamente.

A questo punto, nella nostra variante, bisogna dividere il peperone a metà, ripulirlo dai semi, tagliarlo a listarelle ed aggiungerlo al composto già preparato.

Per ultimo condite con generosamente con olio d’oliva, un po’ di aceto, origano e sale.

Servite l’insalata, dopo averla fatta riposare per una mezz’ora, guarnendola con le foglie di basilico.

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Fri, 23 Aug 2019 10:10:58 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1057/1/l-estate-da-mangiare-l-insalata-greca
L’ottava meraviglia del mondo: l’elettrodotto dello Stretto http://www.mutualpass.it/post/1056/1/l-ottava-meraviglia-del-mondo-l-elettrodotto-dello-stretto http://www.mutualpass.it/post/1056/1/l-ottava-meraviglia-del-mondo-l-elettrodotto-dello-stretto]]> Nel 1948 l’ing. Arturo Danusso progettava i due piloni sulla sponda sicula e su quella calabra di quello che sarebbe stato l’elettrodotto più lungo del mondo.

I lavori ebbero inizio il 22 ottobre 1952 quando venne affondato, a Torre Faro, il primo cassone della base. Proseguirono, quindi, in mezzo a mille difficoltà ma alla fine il risultato fu quello di aver realizzato, come la definirono i giornali dell’epoca, l’”ottava meraviglia del mondo” che, nel 1957, si aggiudicò il prestigioso premio ANIAI (una sorta di Premio Nobel per la tecnologia).

Queste, cronologicamente, alcune delle tappe più significative della titanica opera:

27 gennaio 1953: inizio ufficiale dei lavori alla presenza dei ministri Aldisio e Restivo;
25 ottobre 1953: sono ultimati i basamenti in cemento armato che costituiscono le fondamenta dei due piloni;
26 febbraio 1954: inizio montaggio primo traliccio metallico;
2 ottobre 1954: i due piloni sono ultimati;
21 luglio 1955: il ministro della Difesa ordina la chiusura del traffico marittimo nello Stretto, fino al 2 agosto, per la tesatura dei cavi dell’elettrodotto;
3 agosto 1955: si rompono due cavi e uno di essi trancia di netto la testa di un operaio. Momenti di grande panico a Torre Faro;
24 agosto 1955: riprende la tesatura dei cavi;
20 settembre 1955: si sfracella al suolo un operaio precipitato da una torre di ancoraggio dopo un volo di 25 metri;
22 settembre 1955: nuovamente ultimata la tesatura dei quattro cavi;
19 novembre 1955: viene effettuato il collaudo, il cosiddetto “battesimo internazionale”, con esiti positivi;
27 dicembre 1955: prova ufficiale dell’elettrodotto;
28 dicembre 1955: alle ore 16,30, l’elettrodotto entra in funzione;
16 maggio 1956: in occasione della celebrazione del decennale dell’autonomia regionale, il presidente della Regione Siciliana, on. Alessi, presenzia alla cerimonia per la posa della prima pietra della nuova zona industriale, all’inaugurazione ufficiale dell’elettrodotto e al battesimo dell’aliscafo “Freccia del Sole”.

Realizzato dalla SGES (Società Generale Elettrica della Sicilia), l’elettrodotto costò quasi 2 miliardi di lire e impegnò 200 mila giornate lavorative. I piloni, alti 232 metri, quasi quanto la Torre Eiffel, ed in grado di resistere alle sollecitazioni provocate da un vento di 150 km/h o dal terremoto (scosse del 10 grado della scala Mercalli), sono raggiungibili alla sommità mediante 1114 gradini, oltre ai 50 delle fondazioni. La stazione di ammaraggio a Torre Faro, con le due imponenti torri, venne progettata dall’ing. Riccardo Morandi. 

Da un’idea lanciata dal Prof. Arch. Marcello Sèstito nel 1990, e cioè la possibilità di un attraversamento con funivia tra le due sponde del canale, nella sua concretezza si è potuta finalmente esplicitare attraverso la tesi di laurea che il prof. Sèstito ha proposto, in qualità di relatore, al laureando in Architettura Luigi Marco Sturniolo, “che ha portato a compimento l’idea originaria definendola, attraverso un lungo percorso progettuale, con risultati coerenti e compiuti.”. 

All’impegno encomiabile de "L'Altra Sicilia” nel 2000 che si è battuta a lungo per il recupero del pilone di Torre Faro, fa seguito oggi l'impegno del Sindaco Cateno De Luca con la sua accensione, ennesimo segnale di rinnovamento per la città che dà l’avvio ad un processo di valorizzazione e riqualificazione di questo simbolo di Messina nel mondo. 

E grande rispetto, grande stima e grande riconoscenza per gli operai-spider man che vi hanno lavorato, che hanno creato questa meraviglia e che vi hanno sacrificato, alcuni, anche la propria vita.


Nino Principato

( le foto storiche della realizzazione del pilone sono tratte dal libro edito nel 1958 dalla SGES (Società Generale Elettrica della Sicilia), Libreria Dedalo Editrice di Roma, "L'attraversamento elettrico dello Stretto di Messina")

 

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Thu, 22 Aug 2019 10:42:16 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1056/1/l-ottava-meraviglia-del-mondo-l-elettrodotto-dello-stretto
Accadde Oggi... 20 Agosto http://www.mutualpass.it/post/1055/1/accadde-oggi-20-agosto http://www.mutualpass.it/post/1055/1/accadde-oggi-20-agosto]]> Il 20 agosto 1901 nasce a Modica (RG) uno dei più grandi e discussi poeti italiani del '900, Salvatore Quasimodo. Esponente di rilievo dell'ermetismo, ha contribuito alla traduzione di vari componimenti dell'età classica, soprattutto liriche greche, ma anche di opere teatrali di Molière e William Shakespeare. Durante l’infanzia la sua famiglia cambia varie volte residenza, spostandosi da un lato all’altro della Sicilia orientale, perché il padre fa il capostazione. Nel 1908, il catastrofico terremoto di Messina, cambia la vita del futuro poeta: al padre, infatti, è dato incarico di riorganizzare la stazione: non c’erano ancora i container e quindi i vagoni fungevano da abitazioni.

A Messina, Quasimodo si diploma all’Istituto Tecnico e comincia a pubblicare poesie su alcune riviste simboliste locali. Nel 1919 si trasferisce a Roma, per studiare ingegneria. Frequenta anche corsi di Latino e Greco. Lavora come disegnatore tecnico, magazziniere, geometra. Nel 1926, per lavoro, si sposta a Reggio Calabria. Le aspirazioni letterarie si facevano sempre più presenti ma la costrizione del lavoro lo allontanava dalle sue passioni. A Reggio, però, ritrova fiducia e slancio grazie al giurista e letterato Salvatore Pugliatti, che lo spinge a riprendere i versi scritti durante il periodo romano, e a lavorarci sopra. Nasce in questo modo la prima edizione delle poesie di Acqua e terre.    

Nel 1929 lo scrittore Elio Vittorini, suo cognato, lo invita a Firenze; è l’occasione per farsi conoscere e sulla rivista «Solaria», il poeta siciliano pubblica Acque e terre (Firenze, 1930); la critica saluta la nascita di un nuovo poeta.

Nel 1934 si trasferisce a Milano dove lavora nel settore editoriale come segretario di Cesare Zavattini. Scrive Erato e Apollion, con la prefazione di Sergio Solmi: si conclude la fase ermetica della sua poesia: è una celebrazione di Apollo, dio del sole e protettore delle Muse, e di Ulisse, l’esule per eccellenza.

La passione per il mondo greco fece nascere in lui una grande affinità con i poeti greci L'affinità con i poeti greci come Saffo, Alceo, Anacreonte. Soprattutto, a colpirlo, è la loro facilità espressiva e il loro rapporto poetico con la vita: la loro immediatezza, la suggestione delle loro parole, frutto non di una approssimativa spontaneità, ma di una ricerca ostinata e profonda. In fondo stavano collimando alcuni aspetti della ricerca ermetica di Quasimodo con l’antico respiro poetico della Grecia classica. Così, nel 1940, pubblica un’antologia dei lirici greci, in una sua personale traduzione, forse più una riscrittura.

Nel 1941 Quasimodo ricevette la cattedra di Italiano al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, insegnamento che terrà fino all’anno della sua morte.

Nel 1942 uscì la raccolta Ed è subito sera, che è una sintesi antologica oltre che un bilancio del primo decennio della sua produzione poetica: fu un best seller, cosa rarissima per la poesia.

La seconda guerra mondiale rappresenta un punto di svolta. La raccolta Giorno dopo giorno, del 1947, segna un netto cambiamento stilistico: la poesia si fa più impegnata, attenta alla società.

Nel 1959, Quasimodo, quasi a sorpresa, imponendosi su poeti ritenuti più illustri, riceve il premio Nobel, «per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi», (motivazione del premio Nobel). Il geometra, l’ingegnere mancato, aveva vinto il premio più prestigioso per uno scrittore. Eppure questo premio, ritenuto immeritato da molti, sospese il giudizio critico sul poeta, che venne lentamente oscurato fino ad essere eclissato dalla triade Saba, Montale, Ungaretti. L’ultima raccolta è Dare e avere (1966). Due anni dopo, nel 1968, fu colto da un malore mentre si trovava ad Amalfi e morì sull’auto che lo portava d’urgenza a Napoli. È un poeta la cui grandezza è sempre oggetto di discussione, ma che tuttavia la critica negli ultimi anni ha cercato sempre più di riabilitare e di ricollocare la sua opera nella giusta dimensione.


Medika - la Card della Salute

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Tue, 20 Aug 2019 09:59:25 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1055/1/accadde-oggi-20-agosto
Come diventai monaca - Cèsar Aira http://www.mutualpass.it/post/1054/1/come-diventai-monaca-cesar-aira http://www.mutualpass.it/post/1054/1/come-diventai-monaca-cesar-aira]]> Come diventai monaca è un romanzo breve allegorico di César Aira edito da Fazi editore, che si contraddistingue per la vena satirica e al contempo poetica dell’autore argentino, capace di costruire un’opera narrativa attorno al desiderio di una bambina di mangiare per la prima volta il gelato e in particolare il gelato fragola per via del colore rosa che affascina la protagonista.

Mescolando ricordo e immaginazione Aira costruisce un romanzo delizioso in cui il tragico e il comico si intrecciano in maniera indissolubile, un po’ come in Herman Melville di cui Aira – che vanta anche una storia di tutto rispetto come traduttore – ne è un ammiratore appassionato da come risulta dalla “Nota del traduttore” curata da Raul Schenardi, che riprende un discorso dell’autore tenuto in occasione del centocinquantesimo anniversario della pubblicazione di Moby Dick e in cui afferma che l’incipit del capolavoro di Melville – il celebre Call me Ismael – « è il “c’era una volta” del romanzo moderno ».

Lo scrittore argentino, avendo ben interiorizzato gli insegnamenti di Melville, costruisce un incipit perfetto che racchiude in sé il gioco meta-letterario del titolo – diventare monaca e quindi prendere l’abito significa narrare al lettore la storia della morte della protagonista – e che mostra al lettore la bellezza meravigliosa del viaggio immaginifico che dovrà affrontare in questa lettura.

Tutto ha inizio quando il padre, un argentino stempiato del ceto medio, decide di portare la figlia di sei anni in una gelateria di Rosario, città a pochi chilometri da Buenos Aires in cui la famiglia si è appena trasferita.

La bambina non ha mai mangiato il gelato e ne ha fatto un mito da come il padre gliene ha parlato, decantandone la cremosità, la freschezza, il gusto piacevole e gli odori rigeneranti.

L’esperienza per la bambina si rivelerà suo malgrado tutt’altro che piacevole. Sarà un’esperienza tragicomica che inciderà pesantemente su di lei e sulla sua famiglia.

Il gelato alla fragola da lei scelto si rivelerà disgustoso e avariato e il padre, vedendo la figlia in preda ai primi sintomi di intossicazione, si fionda infuriato e deluso nella gelateria e uccide il gelataio affogandolo nel fustino del gelato fragola precedentemente utilizzato.

Dopo aver trascorso un breve periodo in ospedale circondata da un’infermiera incompetente e odiata dai genitori seguita sempre da una nana miracolosa, la bambina comincia la scuola in ritardo rispetto ai compagni che già sanno leggere. Senza il padre che si trova a dover scontare il carcere per il delitto commesso, la giovane protagonista stringe un rapporto stretto con la madre e con un coetaneo vicino di casa molto estroso e popolare. Tuttavia la bambina riesce a trovare rifugio e a essere veramente felice solo all’interno della propria immaginazione, stimolata dalle trasmissioni radiofoniche che accompagnano i suoi pomeriggi.

Come il rosa che tinge i cieli la felicità ha però vita breve. Ben presto il gelato alla fragola reclamerà la sua atroce vendetta e il “Non so” della protagonista – non tanto dissimile a mio parere dal “Preferirei di no” del Bartleby di Melville – ben poco potrà nei confronti dell’assurdità, ipocrisia e corruzione della realtà. Una realtà a cui non si può sfuggire ma a cui l’immaginazione si opporrà fino all’ultimo palpito, fino all’ultimo respiro e soprattutto fino all’ultima sinapsi.

Estinta l’immaginazione spontanea del fanciullo può avere inizio la vocazione alla scrittura di César Aira, uno dei più noti scrittori sudamericani finalista al Man Booker International Prize e considerato tra i migliori scrittori argentini contemporanei.  


Roberto Cavallaro di Dedalus Libreria

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Mon, 19 Aug 2019 10:21:19 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1054/1/come-diventai-monaca-cesar-aira
La Vara attraverso i secoli http://www.mutualpass.it/post/1053/1/la-vara-attraverso-i-secoli http://www.mutualpass.it/post/1053/1/la-vara-attraverso-i-secoli]]> La Vara è la trasposizione plastica dell'assunzione della Vergine Maria al cielo. Secondo la "Legenda aurea" di Jacopo da Varagine (1228 ca. - 1298), che si fonda su scritti apocrifi cristiani del III e IV secolo, la Madonna fu rapita in cielo dopo la sua morte in anima e corpo. Gli apostoli, che la vegliavano, videro apparire Cristo insieme all'arcangelo Michele con in mano l'anima della Madre. Una scena, questa, che ebbe notevole diffusione nell'iconografia bizantina con la denominazione di "Dormitio Virginis". Da questo episodio ha origine la Vara di Messina il cui primo accenno si ha in conseguenza dell'arrivo in città dell'imperatore Carlo V, il 21 ottobre 1535 reduce dalla vittoria di Tunisi contro i turchi, quando la Vara viene fatta uscire fuori tempo in suo onore. 

Si legge infatti, alla data 19 settembre 1535 negli atti del notaio del Senato Salesio Mannamo: "darsi compimento alla machina della Vara". Per l'occasione, i personaggi che interpretavano Cristo e l'Anima di Maria nella parte terminale, furono sostituiti da altrettanti raffiguranti Carlo V che nella mano destra sosteneva una vittoria alata. La Vara sarà poi descritta da Francesco Maurolico nel 1562 che, con ogni probabilità, fu l'ideatore dell'apparato scenico-teologico mentre il pittore, scultore e architetto Polidoro Caldara da Caravaggio, ne fu il progettista.

L'enorme carro votivo (alto metri 13,50 e pesante 3000 chili) rappresenta in sostanza la sceneggiatura dell'Assunzione dell'Anima della Vergine in cielo mediante un complesso apparato sviluppato a piramide e mosso da diverse figurazioni, sul tema del teatro edificante delle rappresentazioni sacre che ebbero grande diffusione dal Medio Evo in poi. Partendo dalla piattaforma del "cippo", sulla quale è rappresentata la "Dormitio Virginis" (morte della Vergine) la cui Bara era contornata da dodici apostoli (fino agli anni 70 bambini e bambine seduti su seggiolini e giranti attorno), salendo, sono raffigurati i "Sette cieli " (il Paradiso) che l'anima della Madonna attraversa nella sua ascensione. 

Quindi, in aderenza alla concezione tolemaica dell'Universo - la Terra al centro e il Sole, la Luna e gli altri pianeti, rotanti intorno ad essa - il Sole e la Luna girano sorreggendo, nei rispettivi raggi più lunghi, fanciullini vestiti da angioletti (un tempo erano quattro, a simboleggiare le virtù teologali) e, al culmine, la figura di Cristo che con la mano destra porge l'"Alma Maria" (l' Anima della Vergine) all' Empireo, dove c'è la beatitudine e la diretta visione di Dio.

Alla fine del '500 la Vara era così famosa da valicare i confini dello Stretto: Gioseppe Carnevale, dottore in legge, nel 1591 la definiva, infatti: "Maravigliosa festività...per l'altezza, e grandezza sua; e anco per l'ammirabile arteficio, e magistero: si tiene che sia, la più bella, e pomposa cosa del Mondo". Nel '600 e nel '700, essendo la Vara composta interamente da personaggi viventi, ad ogni fermata si svolgeva un dialogo in dialetto messinese tra l'Anima della Vergine e Cristo suo Figlio. Tutti i più importanti personaggi, re, principi, viceré, letterati e pittori di grande fama, italiani e stranieri, viaggiatori, facevano a gara a vederla: Patrick Brydone (1770), Jean Laurent Houel (1776), Richard De Saint - Non (1785), Johann Heinrich Bartels (1786), W. H. Smith (1824), Alexander Dumas, per citarne solo alcuni. 

A causa delle vibrate proteste di intellettuali ed organi di stampa, nel 1866 tutti i bambini viventi compresi il Cristo e l' Alma Maria, furono sostituiti da figure in legno e cartapesta. Dopo la pausa forzata dal sisma del 1908, la processione riprese nel 1926. Oggi, a trascinare la Vara mediante lunghe gomene, è il popolo messinese, con l'azione congiunta di "capicorda", "vogatori", "timonieri" e "comandante": al grido di "Viva Maria!" si ripete così, ogni anno, una storia di fede lunga cinquecento anni.


Nino Principato

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Thu, 15 Aug 2019 10:13:35 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1053/1/la-vara-attraverso-i-secoli
Qual è il numero coperto dall’auto http://www.mutualpass.it/post/1052/1/qual-e-il-numero-coperto-dall-auto http://www.mutualpass.it/post/1052/1/qual-e-il-numero-coperto-dall-auto]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno tra i più interessanti è quello che ci chiede di risolvere l'enigma che consiste nel trovare il numero coperto dall'auto, gli adulti lo risolvono con difficoltà, eppure i bambini di 6 anni lo risolvono in meno di 20 secondi. Il quiz di logica arriva direttamente dalle scuole elementari cinesi, dove, secondo quanto reso noto, viene risolto in pochissimi secondi: è parte di un test di ammissione e determina in quale scuola di Hong Kong si verrà ammessi.

Ecco la sorprendente soluzione dettagliata:

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Fri, 9 Aug 2019 10:19:01 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1052/1/qual-e-il-numero-coperto-dall-auto
C’era una volta... la Fiera di Messina http://www.mutualpass.it/post/1051/1/c-era-una-volta-la-fiera-di-messina http://www.mutualpass.it/post/1051/1/c-era-una-volta-la-fiera-di-messina]]> C’era una volta la Fiera che era nata il 2 aprile 1296 quando Sua Maestà Federico (III) d’Aragona, II Re di Sicilia di questo nome, con proprio decreto istituiva la “Fiera franca del Santo Sepolcro” che si teneva ogni anno dal 23 aprile al 2 maggio lungo la riviera del Ringo e che faceva, di Messina, la prima e unica sede di Fiera in Sicilia. 

Ci passava da qui, agli inizi del ‘300, un mercante fiorentino, certo Balducci Pegolotti che, entusiasta, scriveva una relazione esaltando la magnificenza della Fiera di Messina dove i toscani acquistavano pellame, lane e soprattutto sete e che, tra le tante mercanzie, si trovavano in vendita velluti di seta, cotone filato e mappato, spezie, gioie d’oro e d’argento, oggetti d’ebanisteria, sculture lignee, corallo bianco dello Stretto, raffinati pizzi e merletti (prodotti da “pizzillari” e “raccamatores”, che a Messina abitavano interi quartieri). 

Il 18 giugno del 1421 un altro re, Sua Maestà Alfonso d’Aragona, in considerazione dello sviluppo dei commerci, decretava il trasferimento della Fiera dal “Campo del Santo Sepolcro” all’interno della città, lungo le banchine del porto. In quell’anno, la data di apertura venne spostata al 1° agosto, in modo da farne coincidere la chiusura con la conclusione dei festeggiamenti in onore dell’Assunta. Con successivo privilegio del 9 luglio 1432, ancora Re Alfonso esentava i messinesi dal pagamento della gabella detta del “Tarì” per tutto il periodo della Fiera, e, nel 1436, l’apertura veniva anticipata al 25 luglio, giorno della festività di San Giacomo Apostolo Maggiore.

La rassegna veniva aperta con solenne cavalcata, guidata dal “Mastro” o “Conestabile”, che si snodava a partire dal monastero benedettino di Santa Maria della Scala detta la “Badiazza” (la cui chiesa è tuttora esistente sull’argine destro dell’omonima fiumara) e la Badessa consegnava lo Stendardo della “Fiera Franca”, ivi custodito durante l’anno ed aveva, in quella circostanza, la facoltà di liberare un reo dalla condanna capitale.

Dopo la fallita rivolta antispagnola del 1674-78 e le conseguenti rappresaglie per la città, a partire dalla prima metà del sec. XVIII la Fiera non veniva più tenuta, salvo qualche sporadica iniziativa come quella del 1882, l’“Esposizione Siciliana Artistica e Industriale” tenuta nell’allora sede dei Magazzini Generali (attuale area del parcheggio Cavallotti e silos granario).

Dopo il terremoto del 28 dicembre 1908, nel 1934 gli artigiani messinesi ridavano vita alla manifestazione che si era interrotta, col titolo di “Mostra dell’Artigianato”, allestita nei locali del Liceo Maurolico e nelle immediate adiacenze su progetto dell’architetto Camillo Autore. 

Nel 1938, per la quinta edizione, si utilizzavano gli ampi spazi del Giardino a Mare “Umberto I” affettuosamente inteso dai messinesi “lo Chalet”, gli stessi di oggi. I nuovi padiglioni venivano progettati, in pulito stile razionalista, da due grandi protagonisti dell’architettura italiana dell’epoca, Adalberto Libera e Mario De Renzi.

La manifestazione fieristica che si articolava fra stand di “Massaie rurali”, “Lavoranti a domicilio”, “Gioventù Italiana Littorio” e perfino, meraviglia delle meraviglie, un palmento rustico dove si potevano osservare i pigiatori d’uva al lavoro, veniva poi sospesa a partire dal 1940, anno in cui l’Italia entrava in guerra. Che cancellava per sempre le “giornate” del Dopolavoro, dell’Autarchia, delle Colonie, del Lavoratore e del Combattente che si tenevano in Fiera, e, nel 1946, il Presidente della giovane Repubblica Italiana, Enrico De Nicola, inaugurava la VII Fiera, la prima del dopoguerra.

Architetti di prestigio si succedevano nella progettazione di padiglioni e dell’ingresso principale: Filippo Rovigo che realizzava nel 1946 un imponente arco alto 22 metri, sostituito, poi, da tre grandi vele al vento nel 1948 e dalla struttura a ripiani per l’XI edizione del 1950, undici piani orizzontali (tanti quanti gli anni di vita della Fiera moderna) ad opera di Vincenzo Pantano, con alcune modifiche mantenutasi fino ai giorni nostri.

Come ultimo atto la Fiera, nel 1955, da “Rassegna delle Attività Economiche Siciliane” diveniva “Fiera Campionaria Internazionale”. Seguirà, a partire dagli anni Ottanta, un periodo di inarrestabile degrado che, salvo alcuni (pochi) momenti felici, segnerà la quasi irreversibile decadenza di una delle più antiche istituzioni economiche siciliane. Il resto, purtroppo, non è più favola ma ordinaria storia di degrado e abbandono di oggi.


Nino Principato

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Wed, 7 Aug 2019 09:49:33 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1051/1/c-era-una-volta-la-fiera-di-messina