mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ MutualPass - La Card Salute è Benessere it-it Tue, 10 Jul 2018 10:56:15 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@emovus.it (Emovus srls) info@emovus.it (Emovus srl) Mediacontent http://www.mutualpass.it/vida/foto/logo.png mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ Accadde oggi... 10 Luglio http://www.mutualpass.it/post/816/1/accadde-oggi-10-luglio http://www.mutualpass.it/post/816/1/accadde-oggi-10-luglio]]> Oggi, 10 Luglio, nascevano due stimatissimi artisti: nel 1830 Camille Pissarro, tra i maggiori esponenti dell’impressionismo e nel 1909 Giorgio De Chirico, tra i fondatori della corrente metafisica.

Camille Pissarro nasce nelle Isole Antille, allora note come Indie Occidentali, dove la sua famiglia di piccoli commercianti si era trasferita in cerca di fortuna. La sua formazione scolastica avvenne in Francia e dal 1855 si stabilisce definitivamente a Parigi, dove per un certo periodo la prestigiosa Ecole des Beaux-Arts. Negli ambienti artistici antiaccademici della capitale francese ha ben presto modo di conoscere il giovanissimo Monet e insieme frequentano, agli inizi degli anni Sessanta, la Brasserie des Martyrs, dove l’eccentrico Courbet andava predicando la supremazia della pittura realista.  A quel periodo risale anche l’amicizia con Cézanne, sul quale Pissarro esercitò un’influenza determinante.

Assillato dalle continue ristrettezze economiche Pissarro si ritira in campagna, a Pontoise, mentre nel 1870, per sfuggire alla guerra franco-prussiana, si rifugia a Londra. Nel 1874 è tra i più convinti ed entusiasti organizzatori della prima esposizione impressionista, presso lo studio di Nadar, e anche negli anni successivi sarà l’unico a partecipare a tutte le esposizioni che si svolgeranno fino al 1886, aderendo per qualche tempo anche alle esasperate ricerche del divisionismo neoimpressionista del giovane Seurat. Insieme a Monet, comunque, Pissarro è da tutti considerato uno dei più ferventi Impressionisti. L’arte del maestro, infatti, trae proprio dai paesaggi campestri en plein air, la sua ispirazione più vera. I colori della sua tavolozza, freschi e vivissimi, sanno comunque andare sempre al di là della semplice impressione transitoria, riuscendo a concretizzarsi in spazi e volumi di grande solidità.

Giorgio De Chirico a Volos, capitale della Tessaglia (Grecia). Secondogenito di tre fratelli è figlio di un ingegnere ferroviario e di una nobildonna genovese. Assecondato dal padre nella passione per l'arte, prende le prime lezioni di disegno dal pittore greco Mavrudis poi si iscrive all'Istituto Politecnico di Atene che frequenterà per un breve periodo (un paio di anni). Nel 1905 muore il padre, il tenero e sempre presente sostenitore delle sue inclinazioni. La ferita non sarà facile da rimarginare e, anzi, tempo dopo al pittore maturo capiterà spesso di rievocarne con commozione la figura e il bel rapporto. Rimasto solo con madre e fratello, si trasferisce a Monaco per continuare gli studi. Qui è attratto irresistibilmente dal disegno grafico, assai visionario, di Alfred Kubin nonché dalla pittura dei simbolisti Arnold Boecklin e Max Klinger. Ma l'arte non rimane il suo esclusivo campo di interesse. Si apre invece alla letteratura e alla filosofia di cui comincia a leggerne alcuni esponenti fondamentali.

Nel 1910, torna in Italia con la madre che lo accompagna prima a Milano poi a Firenze; Sul piano artistico si fanno invece strada le prime coordinate stilistiche del De Chirico più conosciuto. Dopo lungo rovello interiore, l'artista perviene alla conclusione che l'arte debba "creare sensazioni sconosciute in passato; spogliare l'arte dal comune e dall'accettato... sopprimere completamente l'uomo quale guida o come mezzo per esprimere dei simboli, delle sensazioni, dei pensieri, liberare la pittura una volta per tutte dall'antropomorfismo... vedere ogni cosa, anche l'uomo, nella sua qualità di cosa". In pratica, il manifesto condensato della pittura Metafisica, che in questa fase, sul piano delle produzioni, appare solo abbozzata.

I suoi quadri rappresentano magari semplici e disadorne piazze, dove si materializzano oggetti che vivono di una luce propria, estrapolati dalla dimensione banale e utilitaria dell'esistenza rivivono nel quadro come segni assoluti di memoria e nello spazio mentale del quadro si assemblano con lo stesso non senso in cui si vive la realtà del sogno: l'unica che può giustificare la riduzione dell'uomo a cosa, a manichino, a statua di marmo, a silhouette, privi di qualsiasi identità che non sia la pura apparizione metafisica.Nel 1935 è chiamato negli Stati Uniti dove rimane fino al 1936 con la compagna Isabella Far, cui resterà legato fino alla morte. Nel 1937 è costretto a spostarsi tra Milano, Parigi, Londra, Firenze, Torino e Roma dove espone per la seconda volta alla Quadriennale

Giunto ormai al termine della sua vita, continua incessantemente a dipingere con maggiore passione: "Per le emulsioni e il mio olio emplastico, che possano dare alla materia della mia pittura sempre maggiore trasparenza e densità, sempre maggior splendore e fluidità, io mi perdo in sogni bizzarri davanti allo spettacolo della mia pittura e mi sprofondo in riflessioni sulla scienza della pittura e sul grande mistero dell'arte".

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Tue, 10 Jul 2018 10:56:15 +0000 http://www.mutualpass.it/post/816/1/accadde-oggi-10-luglio
Messinesi al mare http://www.mutualpass.it/post/815/1/messinesi-al-mare http://www.mutualpass.it/post/815/1/messinesi-al-mare]]> Saliamo sulla macchina del tempo per viaggiare a ritroso alla ricerca delle estati di una volta che i “messinesi al mare” spendevano in una sorta di rito, sempre uguale ma pur sempre diverso, negli stabilimenti balneari che punteggiavano la riviera cittadina da sud a nord. Nella zona meridionale della città sorgevano tre stabilimenti balneari: il “Colapesce” gestito da maestro Orefici; il “Sirena” o “Nuova Sirena” e, adiacente a quest’ultimo, il più famoso “Lido Sud”.
Edificato sull’area dell’antico cimitero dei colerosi dove furono seppelliti migliaia di morti durante le epidemie del 1853, 1867 e 1887 (il tempietto a pianta centrica superstite veniva utilizzato come bar), il “Lido Sud” era ubicato nella parte bassa della via Carlo Citarella e funzionò fino agli anni ’60 (il 2 dicembre 1959 una violenta mareggiata distruggeva gli stabilimenti balneari di Maregrosso). Qui esistevano le cosiddette “cabine per famiglie” sopraelevate mediante palafitte sul mare e dotate di botole a pavimento che consentivano alle donne di fare il bagno senza uscire dalla cabina e, quindi, senza essere viste (potenza del sentimento pudico dell’epoca!). Gli uomini, al “Lido Sud”, compravano le relative cartoline che davano diritto di voto e con una coccarda eleggevano la più bella della serata o la migliore ballerina; le donne anziane, brutte o obese, sopraffatte da un senso di vergogna, si recavano invece allo stabilimento alle cinque del mattino di domenica per non farsi vedere e alle sei riprendevano la strada di casa.

Nell’aria risuonava spesso la “’bbanniata” del barcaiolo: “’a bacca è pronta! Viniti fimmini, picciriddi, cu ddu soddi vi pottu a Riggiu!” o dei pescatori che vendevano “sciabbacheddu” fresco che veniva acquistato, cucinato e mangiato immediatamente sulla spiaggia. Nella zona settentrionale, i primi stabilimenti che si incontravano erano il “Trinacria” che sorgeva accanto alla “Rotonda” di San Francesco di Paola in prossimità della fermata del tram, il “Vittoria” e il “Principe Amedeo”, tutti e tre esistenti prima del 1908 e tutti e tre oggi scomparsi. Al Vittoria, famose, erano le “Super Matinèe Danzanti” che si tenevano dalle 17,30 alle 21 o i “Gran Balli dell’Unica” della ditta Andrea Rizzo. Inoltre, lo stabilimento era dotato di una “Terrazza” a mare che costituiva il “ritrovo preferito per le Colazioni, Pranzi, Cene per il Ballo Serale dalle 21 alle 24” e per le numerose “Feste delle Fragole”. Più avanti, il “Miramare”, Ristorante, Bar, Dancing dove si gustava uno dei migliori coni gianduia di Messina.
Di fronte al “Pantano piccolo” di Torre Faro, uno dopo l’altro, la “Colonia Marina” dei postelegrafonici e l’”Ospizio Marino” di Mortelle – “American Red Cross”, istituito su iniziativa del dott. Domenico Faucello e inaugurato il 4 agosto 1918, ulteriormente ampliato e dotato dai benefattori coniugi Adriana Caneva e Giuseppe Bosurgi negli anni ’30, assicuravano ai piccoli messinesi la loro razione quotidiana di sole e di mare.
Ma il più illustre di tutti, tanto da essere definito da Giovanni Ghibaudi in un suo articolo del 7 luglio 1955 sul “Roma” di Napoli “[...] il più moderno lido della Sicilia”, fu ed è, anche se oggi in un tono più dimesso, il “Lido di Mortelle” progettato insieme all’Hotel Lido dall’architetto messinese Filippo Rovigo con i calcoli statici dell’ing. Domenico Cannata. Committente fu l’ing. Leopoldo Rodriquez, l’imprenditore dei celeberrimi aliscafi ad ali portanti. Insieme all’adiacente “Lido del Tirreno” (progetto ing. Napoleone Cutrufelli, calcoli statici ing. Giovanni Gregorio, impresa costruttrice Alberto Costa) il “Lido di Mortelle” segnò un’epoca divenendo ben presto una delle immagini “parlanti” con la quale la città felicemente si identificava.

Innumerevoli manifestazioni di vario genere si svolsero nei suoi eleganti ambienti e fra le tante, a caso, ricordiamone alcune dei mitici anni Sessanta: 14 luglio, la studentessa Maria Ricciardi viene eletta “Miss Lido 1960”; 17 luglio 1960, inaugurata la “Rassegna dello spettacolo universitario” con un repertorio di romanze di Pergolesi, Monteverdi, Bach e Palestrina; 3 settembre, vengono elette rispettivamente “Miss Sicilia 1960” e “Miss Fascino”, Rosalba La Duca, da Catania, ed Annabella Di Dio, da Messina...e qui potremmo continuare per un bel pò ma ci fermiamo perché è troppo triste ricordare e ci accorgiamo che questi avvenimenti, queste date di cui abbiamo parlato, sono diventate oggi echi struggenti di una “dolce vita” messinese che abbiamo perso per sempre e della quale rimangono solo pochi brandelli fluttuanti nel grande mare della nostra memoria.

Nino Principato

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Mon, 9 Jul 2018 11:06:52 +0000 http://www.mutualpass.it/post/815/1/messinesi-al-mare
“Bellezza oltre i confini”: la mostra nel reparto di oncologia del Policlinico di Messina http://www.mutualpass.it/post/811/1/-bellezza-oltre-i-confini-la-mostra-nel-reparto-di-oncologia-del-policlinico-di-messina http://www.mutualpass.it/post/811/1/-bellezza-oltre-i-confini-la-mostra-nel-reparto-di-oncologia-del-policlinico-di-messina]]> Lunedì 9 luglio alle ore 16, presso il Day Hospital dell’U.O.C. Oncologia Medica del Policlinico “G. Martino” di Messina, al piano terra del padiglione H, sarà inaugurata la mostra di pittura “Bellezza oltre i confini”.

L’esposizione rappresenta il momento conclusivo del corso di pittura, voluto dal Direttore dell’U.O.C. prof. Giuseppe Altavilla, che ogni anno coinvolge persone con un percorso di cura oncologica in atto o già superato. A curare il corso, i Maestri Josè Martino, Claudio Militti, Piero Serboli ed Aurelio Valentini, mentre la mostra è ideata e organizzata dalle dott.sse Francesca Albiero e Stefania Panetta.

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Sat, 7 Jul 2018 16:20:22 +0000 http://www.mutualpass.it/post/811/1/-bellezza-oltre-i-confini-la-mostra-nel-reparto-di-oncologia-del-policlinico-di-messina
6 Luglio - Giornata Mondiale del Bacio http://www.mutualpass.it/post/814/1/6-luglio-giornata-mondiale-del-bacio http://www.mutualpass.it/post/814/1/6-luglio-giornata-mondiale-del-bacio]]> ADNKronos Salute) Il 6 luglio, si celebra il World Kiss Day, la Giornata Mondiale del Bacio, festa nata in Gran Bretagna nel 1990, ma presto diffusa in tutto il mondo con l’obiettivo di ricordare, con una giornata ad esso dedicata, quanto può essere importante un bacio: gesto terreno e sacrale al tempo stesso, tra i più universali del comportamento umano, il bacio addensa uno spettro straordinariamente ampio di significati

Aiuta a mantenere viva la coppia, rende più forte l'amicizia, ma a volte lo dimentichiamo per colpa del lavoro e della mania per i social network. In occasione di questa giornata, scopriamo che per 7 fra psicologi e psichiatri su 10 (72%) baciare aiuta a vivere meglio. Un dato che viene confermato da diversi studi internazionali. Ma quali sono gli effetti positivi di questo gesto? Per prima cosa aumenta l'affetto delle persone verso i propri cari (72%) e allo stesso tempo provoca una forte scarica ormonale nella coppia (65%). Ma a far dimenticare il valore benefico del bacio, a volte si mettono di mezzo il lavoro eccessivo (39%) e la fissazione per i social network (26%). E' quanto emerge da uno studio di Baci Perugina condotto su circa 4mila italiani, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con metodologia Woa (Web Opinion Analysis), e su un panel di 60 esperti tra psichiatri e psicologi, attraverso un monitoraggio dei principali social network, forum, blog e community.

"Il bacio, sia amicale che passionale, è importante nel ventaglio dei comportamenti pro-sociali - afferma lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro medico Santagostino di Milano - Purtroppo è un gesto o troppo ritualizzato (i tre baci sulla guancia del saluto degli adolescenti) o dimenticato, quasi estinto, anche e soprattutto nelle coppie. Il bacio invece è importante perché entriamo in contatto intimo con l'altro, vinciamo resistenze psicologiche e sentiamo l'altro attraverso odori, sapori, fisicità".

"Inoltre - prosegue lo psichiatra - con il bacio dell'innamorato (bocca a bocca) scambiamo feromoni, le molecole dell'attrazione sessuale. L'uomo trasmette anche il testosterone, eccitante anche per la donna. I baci danno un impulso diretto al rinencefalo, l'area antica del nostro cervello che permette l'eccitazione sessuale. E ancora, il bacio produce ossitocina in chi lo dà, l'ormone dell'affiliazione, della condivisione e dell'attaccamento", meglio noto come 'ormone delle coccole', "aspetti che nelle relazioni oggi tendono a mancare".

Per 7 esperti su 10, dunque, baciare aiuta a vivere meglio perché unisce insieme tanti aspetti positivi. E se il 20% reputa questo gesto positivo, ma non essenziale, solo l'8% avanza dei dubbi sul valore del bacio. Ma perché gli italiani oggi trascurano il bacio e dimenticano i vantaggi di questo semplice gesto? Nella maggior parte dei casi i connanzionali intervistati ammettono di trovare poco tempo per baci e coccole a causa del lavoro (39%). Anche i social network (26%) incidono: il rientro dal lavoro non è più sinonimo di baci e abbracci con il partner o con la famiglia, ma un appuntamento fisso con il computer.

Quanto alle diverse tipologie di bacio, quello sulla bocca è ritenuto di gran lunga il più passionale, quello che rilascia i feromoni e stimola il desiderio, secondo gli esperti intervistati. Il bacio sulla guancia invece dà un effetto di legame e simpatia: è la base di un rapporto amichevole. Il bacio sulla fronte dà un forte senso di sicurezza e protezione. Viene utilizzato soprattutto dal compagno per rassicurare la propia ragazza e dal padre di famiglia, per trasmettere amore ai propri figli. Il bacio sul collo è un segnale di grande complicità e attrazione. Quello sulla testa è meno intimo di quello sulla fronte e "rappresenta un gesto di apertura verso una nuova avventura. E' il passo successivo al bacio sulla guancia ed è il classico segnale che si vuole costruire qualcosa di più importante".

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Fri, 6 Jul 2018 15:49:19 +0000 http://www.mutualpass.it/post/814/1/6-luglio-giornata-mondiale-del-bacio
Luglio - Prevenzione Nutrizionale http://www.mutualpass.it/post/813/1/luglio-prevenzione-nutrizionale http://www.mutualpass.it/post/813/1/luglio-prevenzione-nutrizionale]]> Mutualpass, nell’ambito delle proprie campagne di prevenzione, dedica il mese di Luglio alla prevenzione Nutrizionale.

Ogni giorno facciamo delle scelte alimentari e di vita; una buona prevenzione, che abbia l’obiettivo di mantenere il nostro fisico in salute, parte da piccole e grandi azioni quotidiane ed è formata da una serie di attenzioni che volontariamente e coscienziosamente decidiamo di attuare nella nostra vita. Una buona salute può essere mantenuta scegliendo una alimentazione equilibrata, varia e armoniosa e parallelamente può essere supportata da una corretta, costante e moderata attività fisica.

Mutualpass offre, gratuitamente ai titolari della card, una visita nutrizionistica per una prima valutazione dello stile di vita alimentare.

Potrai prenotare il TUO colloquio gratuito, contattandoci al numero 800 090 134, inviando una mail a info@emovus.it, contattandoci tramite la nostra pagina facebook o direttamente presso i nostri uffici di Via Maddalena, 24.

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Fri, 6 Jul 2018 10:57:53 +0000 http://www.mutualpass.it/post/813/1/luglio-prevenzione-nutrizionale
Fino al 15 Luglio a Capo Peloro la mostra itinerante “Simone Caliò al Faro” http://www.mutualpass.it/post/812/1/fino-al-15-luglio-a-capo-peloro-la-mostra-itinerante-simone-calio-al-faro- http://www.mutualpass.it/post/812/1/fino-al-15-luglio-a-capo-peloro-la-mostra-itinerante-simone-calio-al-faro-]]> Il titolo della mostra “Simone Caliò al Faro” ricorda quel romanzo rapsodico e vivace di Mimmo Rando e quel viaggio di Omero tra infanzia e giovinezza che è anche viaggio interiore sino alla approssimazione dell’anima.
Il viaggio di Simone tra le vie di Capo Peloro, inizia da Nebe CoffeeBook dove i brillanti colori del mare sono protagonisti, poi la gioia e la freschezza approdano a La Punta Torre Faro ed infine, dopo un lungo viaggio, l’artista torna a Casa Peloro dove trova ristoro a contemplare l’infinito vivente.

Simone Caliò nasce a Messina nel 1975 dove attualmente vive e lavora. Da giovane, maturata una spiccata predisposizione verso il disegno e la pittura decide di intraprendere la carriera artistica iscrivendosi all’Istituto d’Arte e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti dove conseguirà diploma. Dal 1995 ad oggi ha partecipato a numerose personali di pittura in Italia e all’estero, esponendo in importanti Gallerie e spazi istituzionali tra Messina, Palermo, Catania, Firenze, Roma, Siegen. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private. Simone e le sue creazioni vivono sotto lo stesso tetto nell’antico borgo di Contemplazione a Messina.
Ideata da Nello Cutugno e Francesca Crescenti la mostra di Simone Caliò colorerà l’incipit dell’estate messinese al Faro fino al 15 luglio. Direzione artistica affidata a Sergio Maggio, curatela ad opera di Gabriella Papa e grafiche realizzate da Barbara Buceti.

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Thu, 5 Jul 2018 17:02:34 +0000 http://www.mutualpass.it/post/812/1/fino-al-15-luglio-a-capo-peloro-la-mostra-itinerante-simone-calio-al-faro-
Paolo Piccione - Vita mortale http://www.mutualpass.it/post/810/1/paolo-piccione-vita-mortale http://www.mutualpass.it/post/810/1/paolo-piccione-vita-mortale]]> Siamo forse in sala operatoria o in una sala per le autopsie. L’artista non spiega, presenta una visiona surreale ed inquietante di grande effetto. Una giovane donna distesa su un tavolo che non vediamo, un chirurgo su cui si poggia un rettile, un’ombra dietro di lui. Più che un chirurgo potrebbe trattarsi di un assassino, non lo sappiamo. Il suo occhio inquietante spinge ancora di più contro di noi uno una potente sensazione di malessere. Esiste anche una medicina mortifera piuttosto che salvifica, popolata di animali a sangue freddo con gli occhi accesi e minacciosi che guardano altrove che non ci fanno sentire la vita? Il potere della medicina è pur sempre una forma di potere. Per questo può essere usato per il bene e per il male. Forse lo sguardo alzato del chirurgo, insieme all’indice, è una forma di interrogazione muta alle divinità e al giudizio?

Un tempo i medici erano anche sacerdoti, sciamanesimo e medicina tradizionale sono pratiche perfettamente sovrapponibili in molte culture. Il mondo della natura è un sistema di regole razionali o un iniziatico sistema di segreti? In realtà, nella pittura antica la lucertola e il ramarro erano i simboli del risveglio degli uomini e delle donne dall’intorpidimento del vizio e dall’ossessioni amorose. L’artista ci lascia in un piacevole enigmatica sospensione intorno al senso della sua immagine.

Il quadro ha certi modi espressivi ed alcuni elementi della composizione che possono essere fatti risalire a Francis Bacon, qui però non ci sono i contrasti violenti del pittore irlandese. Una gamma cromatica che va dal grigio al nero costituisce il tono scuro su cui emerge l’epidermide rosa della ragazza che con le sue labbra minute e rosse risponde simbolicamente all’incubo affascinante di cui è stata vittima.

Mosè Previti

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Wed, 4 Jul 2018 18:56:16 +0000 http://www.mutualpass.it/post/810/1/paolo-piccione-vita-mortale
Salvezza http://www.mutualpass.it/post/809/1/salvezza- http://www.mutualpass.it/post/809/1/salvezza-]]> Salvezza” è un reportage a fumetti di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso edito da Feltrinelli che affronta la tematica dell’immigrazione analizzando le operazioni di salvataggio compiute dall’Aquarius della Sos Mediterranée.

Dal 10 al 27 novembre 2017 i due autori si sono imbarcati sull’Aquarius per testimoniare l’importanza del ruolo delle Ong nella gestione dell’emergenza dell’immigrazione clandestina. Una tematica quanto mai attuale contrassegnata da un’opinione pubblica sempre più intollerante nei confronti dei migranti e dalla miopia delle istituzioni europee, che non intendono affrontare la questione in maniera condivisa e con spirito solidale come testimoniano le notizie degli ultimi giorni. Il reportage descrive l’organizzazione del team dell’Aquarius, le leggi – in primis il codice Minniti - che regolano la posizione delle Ong nella gestione degli sbarchi clandestini e, cosa più importante, come avviene un’operazione di salvataggio. Inoltre vengono narrate storie di vita vissuta di alcuni migranti – di chi ce l’ha fatta come anche di chi non si è potuto salvare – e di operatori di bordo della Sos Mediterranée.

Toccanti le storie di Lola Stefanos, una ragazza eritrea morta di parto sulla costa libica che è stata trasportata sul barcone a fronte di un pagamento “scontato” di 2.200 $ a favore del trafficante che gestiva la tratta, e dei coniugi - anch’essi eritrei - Abraham e Ruta che, dopo essere partiti da Asmara per andare in Germania a trovare una cura per il cancro di Ruta, hanno attraversato il deserto per essere separati nelle carceri libiche e, dopo una serie di vicissitudini, si sono ricongiunti ma temono di venire separati nuovamente al loro arrivo in Europa.

“Salvezza” è un reportage fondamentale che scuote la coscienza del lettore assopita dalla realtà mediata a cui è sottoposto quotidianamente. Aylan non fa più scalpore, non turba più le coscienze. Eppure, ci sono altrettante persone con un nome e un vissuto che continuano a perire. La politica cavalca l’onda populista e concetti infondati come quello di razza o affermazioni dettate dal pregiudizio e l’ignoranza, come “gli stranieri ci rubano il lavoro, uccidono, rubano e stuprano”, vengono asserite sempre più spesso. Col risultato che la realtà viene sempre più distorta e manipolata a vantaggio dell’élite populista al potere. Di questo passo riprenderanno vigore teorie smentite dalla scienza come la teoria della razza di Gobineau, Chamberlain e Rosenberg – tanto per nominarne alcuni – o ancora, la frenologia di Cesare Lombroso e simili. Fu a causa di queste teorie che furono perpetrati genocidi di massa delle etnie più disparate e condannati ingiustamente personalità come Alfred Dreyfus.

Se Emile Zola fu in grado per fortuna di riaprire il caso Dreyfus al tramonto dell’Ottocento, per fortuna ci sono autori come Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso che svegliano le nostre coscienze ma soprattutto ci ricordano di restare umani.  

Roberto Cavallaro                            

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Mon, 2 Jul 2018 11:16:08 +0000 http://www.mutualpass.it/post/809/1/salvezza-
29 Giugno - Giornata Mondiale contro la Sclerodermia http://www.mutualpass.it/post/808/1/29-giugno-giornata-mondiale-contro-la-sclerodermia- http://www.mutualpass.it/post/808/1/29-giugno-giornata-mondiale-contro-la-sclerodermia-]]> (ADNKronos Salute): Mani fredde e bianche, che virano prima al blu e poi al rosso. Mani che perdono sensibilità, percorse da formicolii e dolori. Mani paffute, ingrossate da edemi e gonfiori. Quasi sempre mani di donna, la vittima preferita della sclerodermia, patologia cronica autoimmune che in Italia colpisce 25 mila persone. Un 'bacio blu' che all'inizio indurisce la pelle e poi si posa anche su stomaco, intestino, cuore, polmoni. Organi che diventano 'pietra' e smettono di funzionare come dovrebbero. Ma se la diagnosi è precoce può esserlo anche la terapia, più mirata e personalizzata. La marcia della malattia può essere frenata, la sfida vinta.

E' un messaggio di speranza quello lanciato dagli esperti per la decima Giornata Mondiale della Sclerodermia (29 giugno). Un invito letterale a prendere in mano il proprio destino, perché è la mano la prima da guardare per capire. Il fenomeno di Raynaud, così come viene chiamato l'improvviso vasospasmo che raffredda e ruba colore alle estremità, "è un sintomo specifico della sclerodermia e può precederne anche di 10-15 anni la diagnosi", spiega Nazzareno Galiè, che al Policlinico Sant'Orsola, università di Bologna è responsabile del Centro di ipertensione polmonare, fra le complicanze più gravi della sclerodermia, "anch'essa preceduta mediamente 25 anni prima dal fenomeno di Raynaud".

UNA 'TABELLA' MISURA IL RISCHIO - Punta sulle garanzie offerte da uno strumento standardizzato scientificamente anche il protocollo illustrato da Galiè: "L'obiettivo - riferisce l'esperto - è quello di stratificare i pazienti in base al rischio di ipertensione polmonare, che si sviluppa nel 10% dei casi di sclerodermia". Poiché infatti "oggi abbiamo a disposizione oltre 10 farmaci di 3 famiglie diverse", lo sforzo è volto da un lato a "imparare il modo di combinarli al meglio" e dall'altro a "personalizzare la terapia a seconda delle caratteristiche del paziente. Per farlo è stata messa a punto una tabella di rischio semplificata che considera 4 parametri invece di 16. Una strategia la cui efficacia è stata validata su mille pazienti", evidenzia Galiè. Il suo centro ha condotto lo studio che verrà presentato a fine agosto a Monaco di Baviera, in Germania, al Congresso annuale della Società europea di cardiologia Esc.

I BISOGNI INSODDISFATTI - Oggi i bisogni che esprimono i pazienti non sono tutti soddisfatti. Da un sondaggio internazionale realizzato quest'anno con interviste telefoniche in numerosi Paesi fra cui l'Italia, emerge per esempio la necessità di più infermieri specializzati. "In particolare per la gestione delle ulcere sclerodermiche dolenti, che non si rimarginano spontaneamente, sono altamente invalidanti e se non vengono medicate adeguatamente possono portare all'amputazione", avverte Galetti, voce dei pazienti all'interno di ReConnet, rete europea di riferimento per le malattie muscoloscheletriche e del tessuto connettivo, 8 centri tricolore su un totale di 26. L'altro elemento su cui lavorare è un maggiore coinvolgimento dei malati nelle decisioni che li riguardano, e soprattutto in una scelta dei farmaci che sia "funzionale non solo agli aspetti economici - puntualizza la rappresentante del Gils - ma anche e soprattutto alla qualità di vita che possono garantire".

'MALATTIE SENZA DIGNITA'', 20 SCATTI IN MOSTRA - Un traguardo "possibile anche quando si soffre di malattie come la sclerodermia", assicura Paola Muti, consigliera e coordinatrice della commissione scientifica dell'Ails, l'Associazione italiana lotta alla sclerodermia Onlus. "Teniamo a dare anche un messaggio di ottimismo", ribadisce. "Un quadro con un negativo, ma anche un positivo", come accade nelle foto protagoniste della mostra itinerante che approda al Pini di Milano. Organizzata dall'Ails in collaborazione con il Crei, Collegio reumatologico italiano, fra il 2015 e il 2016 ha toccato molte città italiane con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle patologie reumatiche. "Gli scatti esposti sono di Roberto Murgia, reumatologo e foto-blogger. Si tratta di 20 immagini con richiami a parole che riguardano la sclerodermia. Non ritratti di malattia - conclude Muti - ma un invito alla speranza".

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Fri, 29 Jun 2018 11:19:10 +0000 http://www.mutualpass.it/post/808/1/29-giugno-giornata-mondiale-contro-la-sclerodermia-
Dania Mondello - l’istante dell’incanto http://www.mutualpass.it/post/807/1/dania-mondello-l-istante-dell-incanto http://www.mutualpass.it/post/807/1/dania-mondello-l-istante-dell-incanto]]> La corsia ospedaliera è pallida, un disegno sbiadito e freddamente tecnico dove non ci sono pazienti, solo apparati per curare. Un bambino ci guarda con un indefinito stupore, i suoi occhi lucidi ci chiamano dalla limpida infantile bellezza del loro smarrimento. Dietro di lui un clown, o meglio, un medico clown, riempie il grigio dell’immagine con sfere colorate di sapone.

La possibilità di salvezza c’è, l’artista decide di costruire una relazione tra mondi isolati a cui sfugge solo la via aperta dallo splendido sguardo innocente e straordinariamente emotivo del ragazzino. L’opera si appella all’empatia dello spettatore, l’empatia del medico è rappresentata dal suo gesto ludico.

Forse, la cura qui è proprio in questa relazione chi sta guardando l’opera, nel doppio confronto tra realtà e arte, in cui ci sentiamo implicati con un definitivo senso di responsabilità. Oltre l’ordine scientifico, l’apparato di pratiche e tecnologie moderne, la vita esige un coinvolgimento, deve trovare risposta nel cuore, nell’emozione. Il gioco certamente può distrarre dal male ma per certi versi ne rappresenta una purificazione, un viatico catartico, esattamente come l’arte. Nell’umanità della condivisione e nella messa in discussione delle regole, dei ruoli e degli spazi si situa la rivoluzione umana che l’arte opera strenuamente come sua fondamentale caratteristica. Non si tratta di un mero spettacolo da contemplare, l’invito di Dania Mondello è quello di prendervi parte attivamente.

Mosè Previti

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Wed, 27 Jun 2018 10:02:35 +0000 http://www.mutualpass.it/post/807/1/dania-mondello-l-istante-dell-incanto
Il mio romanzo viola profumato http://www.mutualpass.it/post/806/1/il-mio-romanzo-viola-profumato http://www.mutualpass.it/post/806/1/il-mio-romanzo-viola-profumato]]> Il mio romanzo viola profumato” è un piccolo libriccino di Ian McEwan pubblicato da Einaudi contenente un racconto breve pubblicato dall’autore inglese sul New Yorker e un saggio breve divulgativo dal titolo “L’Io”.

Tra il racconto e il saggio c’è una connessione profonda data dalla riflessione sull’individualità nella società odierna. Nel racconto Parker Sparrow e Jocelyn Tarbel sono due scrittori amici dai tempi dell’università. Dopo essersi laureato a pieni voti e aver pubblicato un romanzo di discreto successo, Parker si è visto col tempo oscurare dall’improvviso successo letterario di Jocelyn. Nonostante la vita avesse riservato ai due scrittori destini diversi, niente sembrava poter incrinare un’amicizia apparentemente ben salda.

Un giorno però Parker ebbe l’occasione della sua rivincita. Jocelyn era andato per qualche giorno in vacanza in Umbria con la sua compagna e per non lasciare la villa incustodita consegnò le chiavi all’amico fidato. Parker sapeva che Jocelyn stava lavorando a un romanzo ambizioso, che però non si decideva a pubblicare perché non lo riteneva all’altezza delle opere precedenti. Approfittando dell’assenza dell’amico si appropria del manoscritto e, cambiando qualche parola qua e là, lo pubblica col proprio nome. Il romanzo conoscerà il successo che Parker aveva sempre auspicato, mentre l’amico di successo – dopo essersi fatto convincere dal mondo delle belle lettere a pubblicare l’opera a cui stava lavorando – verrà ritenuto un impostore e la sua carriera letteraria si avvia a un rapido declino.

Nel saggio a compendio del racconto McEwan approfondisce con competenza il concetto di Io come “racconto incessantemente riscritto” e “storia che raccontiamo a noi stessi”, facendo riferimenti filosofici – ad esempio John Locke - ma anche sociologici, psicologici e ovviamente letterari. Un io che attraverso i selfie richiama sempre più la propria attenzione, ma che sarebbe sbagliato ridurre a entità precostituita, stabile, duratura e localizzata. Esso è in realtà un’entità dinamica e molteplice che si muove lungo le connessioni neuronali del nostro cervello, si manifesta col corpo attraverso i sensi e si rimette in discussione attraverso l’esperienza.

In conclusione “Il mio romanzo viola profumato” è una opera breve, scorrevole e al contempo profonda, che unendo narrazione e saggistica fa riflettere il lettore sulla società contemporanea senza annoiare. Un’opera che si fa rileggere con piacere e il cui prezzo contenuto – di soli 5,00 euro – è un ulteriore incentivo all’acquisto.                

Roberto Cavallaro              

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Mon, 25 Jun 2018 11:12:08 +0000 http://www.mutualpass.it/post/806/1/il-mio-romanzo-viola-profumato
Il castello di S. Stefano Medio http://www.mutualpass.it/post/805/1/il-castello-di-s-stefano-medio http://www.mutualpass.it/post/805/1/il-castello-di-s-stefano-medio]]> di Nino Principato

Santo Stefano Medio è uno dei quarantotto Casali messinesi, misconosciuto ai più, il cui primo raggruppamento abitativo si ebbe già nel sec. XII, in Contrada Bruga. In antico il Casale veniva denominato “Mezzano” perché, geograficamente, era sito in posizione intermedia fra quello “Sottano” o “Santo Stefano Inferiore” (l’attuale “Santa Margherita”) e quello “Soprano” o “Santo Stefano di Briga”.

Fare due passi oggi, nel centro del vetusto Casale, significa riscoprire ancora conservate, sia pure in parte stravolte da “disinvolti” interventi edilizi, le cospicue impronte del suo antico passato. Il benvenuto al visitatore viene dato dalla cinquecentesca chiesa di San Nicola, la cui caratteristica cupola di sapore rinascimentale svetta sulle prime case. Ma ciò che sbalordisce di questo antico Villaggio dall’impianto urbanistico medievale, è la Chiesa Madre dedicata a Santa Maria dei Giardini che ostenta la barocca facciata abbacinata dal sole. Più che una chiesa è un ricco museo che custodisce preziose opere d’arte: il soffitto ligneo cassettonato; un dipinto raffigurante l’Assunta di Onofrio Gabrieli (sec. XVII); una tela di ignoto settecentesco con l’”Incoronazione della Vergine”; “La Pesca Miracolosa” del pittore Giovanni Simone Comandè (1580-1634); un’acquasantiera marmorea di Andrea Calamech (1524-1580); il pergamo marmoreo rinascimentale; l’affresco  aon le “Pie Donne” di Domenico Di Galli (1722) e l’opera più importante, il capolavoro assoluto, la tavola di “Santa Maria dei Giardini” di impianto raffaellesco, opera di Girolamo Alibrandi (1470-1524), del 1514.

Da una stradella campestre si sale al castello detto “dei Saraceni”, già appartenuto ai marchesi De Gregorio-Alliata, poi ai Picardi e quindi alla famiglia Martino ed oggi in abbandono. Una massiccia torre a pianta quadrata, il dongione o mastio, nido di pipistrelli e cornacchie, in compagnia di tre torrette-guardiole di avvistamento e circondata da un tratto di cortina muraria, è quanto rimane del vetusto edificio fortificato. Alle spalle, lungo la collina, si sviluppa il borgo dove fra “bagghi” e “curtigghi” gelosamente rinserrati fra le antiche abitazioni, si svolgeva la vita all’ombra amica e rassicurante del maniero feudale. Sotto, dal lato di nord-est, un affluente del torrente Santo Stefano è contenuto fra due bassi muri d’argine. Sull’intonaco ormai grigio, graffita quattro secoli fa con rozza mano d’ignoti marinai, una flotta veleggia col vento in poppa. Sono galeazze, galere, feluche, tartane, brigantini, forse il ricordo di un’epica giornata giunto miracolosamente intatto fino a noi: la battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

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Wed, 20 Jun 2018 10:51:46 +0000 http://www.mutualpass.it/post/805/1/il-castello-di-s-stefano-medio
“Arte in Laboratorio”, inaugurata la mostra di Mantilla http://www.mutualpass.it/post/804/1/-arte-in-laboratorio-inaugurata-la-mostra-di-mantilla http://www.mutualpass.it/post/804/1/-arte-in-laboratorio-inaugurata-la-mostra-di-mantilla]]> Ha preso il via il secondo appuntamento dell’originale ed ambizioso progetto “Arte in Laboratorio”, promosso dal team di MutualPass, che intende esaltare il benefico connubio arte-salute. Per quattro settimane (fino a venerdì 13 luglio, ndr) il pittore messinese Mantilla esporrà le proprie opere nei locali di via Maddalena 24 a Messina (Studio 3 - dott. Luigi Mondello). Tramite questa e le altre mostre che si succederanno, dopo la precedente di Aurelio Valentini, che ha riscosso un ottimo successo, si punta “a ribaltare l’immagine comune e stereotipata degli spazi legati alla malattia, unendo medicina ed arte in una visione unitaria, che trae nella bellezza estetica da condividere con gli altri uno dei suoi punti di forza”, come tiene sempre a sottolineare Luigi Mondello, tra gli ideatori dell’evento.

“Sicuramente il laboratorio rappresenta un luogo inusuale per una mostra – ha dichiarato Mantilla – che porterà una tipologia di visitatori diversa da quella abituale. Vedremo se sarà, come credo, maggiore numericamente l’affluenza. E’ un dato questo che mi incuriosisce”. Lei ha alle spalle una lunga carriera, con un inizio a Milano. “Mi è servito molto il periodo trascorso in Lombardia perché Milano era un centro davvero importante dal punto di vista artistico, fervido di contatti ed idee. Dovrebbe essere così in ogni città del mondo, ma, purtroppo, la realtà è ben diversa”. Nei suoi quadri sono ritratte tante immagini femminili. “E’ una scelta precisa e direi obbligata, la donna è in me, poiché ritengo che nell’artista ci debba essere internamente la sensibilità caratterizzante del sesso femminile. In caso contrario, non si è un vero artista, ma soltanto uno che dipinge”.

 

E’ possibile ammirare i quadri di Mantilla durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00)             

Omar Menolascina 

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Tue, 19 Jun 2018 12:40:15 +0000 http://www.mutualpass.it/post/804/1/-arte-in-laboratorio-inaugurata-la-mostra-di-mantilla
Discorso su Messina. Dieci giorni dopo il disastro http://www.mutualpass.it/post/803/1/discorso-su-messina-dieci-giorni-dopo-il-disastro http://www.mutualpass.it/post/803/1/discorso-su-messina-dieci-giorni-dopo-il-disastro]]> Discorso su Messina. Dieci giorni dopo il disastro” di Il’ja Mečnikov edito da Giambra editori è un breve scritto che lo scienziato russo sente di dover scrivere per la città di Messina gravemente danneggiata dal terremoto del 1908. È infatti nella città dello Stretto che Mečnikov scoprirà la fagocitosi che gli varrà il Nobel alla Medicina insieme a Paul Ehrlich nello stesso anno del sisma.

A Messina il premio Nobel soggiornerà per tre volte e dopo aver condotto studi approfonditi di zoologia sui microrganismi dello Stretto avvierà su consiglio del patologo tedesco Rudolf Virchow, che si trovava a Messina per problemi di salute, quegli studi di patologia che gli daranno fama mondiale. Per Mečnikov Messina non era una bella città e la sporcizia regnava sovrana. Soprattutto non gli piacevano per niente la sporcizia e gli odori della zona portuale. La fauna marina e lo “splendido paesaggio dello Stretto” suscitavano però in lui un vivido interesse. Qui poteva potenziare le proprie ricerche sui microrganismi e raggiungere risultati che a Napoli non avrebbe potuto conseguire.

Nel discorso lo scienziato russo è costernato dal numero di vittime causato dal terremoto ed esprime un cordoglio sincero e intenso verso la città di Messina. In mezzo a tanta sofferenza Mečnikov riesce anche a provare un certo sollievo nell’essere venuto a conoscenza che il suo amico professore Giovanni Weiss sia riuscito a salvarsi. Con l’ex rettore dell’università ebbe modo di instaurare un rapporto di amicizia autentico e intellettualmente stimolante che serberà per tutta la vita.

L’autore del discorso si sofferma in particolare sul suo ultimo soggiorno a Messina del 1882. Stanco delle diatribe politiche all’interno dell’università di Odessa, Mečnikov decise di ritornare a Messina a proseguire i propri studi scientifici. Si trasferì con la giovane moglie Olga, i figli e il fratello di lei fuori la città, nel quartiere del Ringo, per avere un po’ di tranquillità.

Un giorno si trovò ad osservare al microscopio “le cellule mobili di una larva trasparente di stella marina”, quando un pensiero gli balenò nella mente: la possibilità che queste cellule mobili (fagociti) avessero un ruolo fondamentale nella difesa dell’organismo dai microbi. Nel Natale dell’82 Mečnikov prese la decisione di attuare un esperimento per verificare la sua ipotesi. Prese delle spine dal giardino della casa del Ringo e le infilò nell’epidermide delle larve di stelle marine. L’indomani vide che in effetti le cellule fagociti avevano circondato la parte danneggiata “come si osserva in un uomo che ha una scheggia nel dito”. Quell’esperimento fu la base di partenza per i suoi studi sulla fagocitosi alla quale dedicò i successivi venticinque anni della sua vita e che gli valsero il premio Nobel alla Medicina.

Roberto Cavallaro

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Mon, 18 Jun 2018 10:58:39 +0000 http://www.mutualpass.it/post/803/1/discorso-su-messina-dieci-giorni-dopo-il-disastro
Bloomsday 2018 http://www.mutualpass.it/post/802/1/bloomsday-2018- http://www.mutualpass.it/post/802/1/bloomsday-2018-]]> Sabato 16 giugno 2018 si terrà alla libreria Dedalus di via Camiciotti 16 alle ore 18:00 il Bloomsday 2018. Il Bloomsday è un evento letterario di caratura internazionale volto a commemorare il 16 giugno di ogni anno – data in cui si svolge il romanzo - l’Ulisse di James Joyce e il suo protagonista: l’agente pubblicitario dublinese di origini ebraiche Leopold Bloom.

Durante la giornata verranno proiettati in libreria filmati su Joyce e l’Ulisse realizzati dallo Staff della libreria, mentre alle 18:00 si terrà la lettura di alcuni estratti dell’undicesimo episodio “Sirene” da parte del titolare stesso.

Il reading sarà preceduto alle ore 17:00 dall’inaugurazione della collettiva di pittura “Le sirene e lo stretto”, organizzata in collaborazione con l’Asas, che si svolgerà dal 16 al 30 giugno nei locali della libreria Dedalus e che vedrà la partecipazione di Angela Alibrandi, Tanino Bruschetta, Diego Manualdi, Tania Mastronardo, Vincenzo Occello, Melania Rossello, Franca Scolari, Maria Lidia Simone e Domenico Spanò.     

Dedalus è una giovane libreria di varia presente sul mercato dal 9 dicembre 2016 e il cui nome rinvia a Stephen Dedalus, il protagonista del Ritratto dell’artista da giovane di James Joyce e che fa la sua apparizione anche nell’Ulisse, il capolavoro dell’illustre scrittore irlandese.

 

Contatti

Email: robby.cavallaro@gmail.com

Telefono aziendale: 0909030803

 

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Sat, 16 Jun 2018 11:59:00 +0000 http://www.mutualpass.it/post/802/1/bloomsday-2018-
14 Giugno - Giornata Mondiale del Donatore di Sangue http://www.mutualpass.it/post/801/1/14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue http://www.mutualpass.it/post/801/1/14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue]]> Ogni anno, il 14 giugno, i paesi di tutto il mondo celebrano la Giornata mondiale del donatore di sangue, istituita nel 2004 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità  in concomitanza con l’anniversario della nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni. Il paese ospitante scelto per gli eventi del World Blood Donor Day 2018 è la Grecia, attraverso l'Hellenic National Blood Center . L'evento globale si terrà ad Atene il 14 giugno 2018.

L'evento serve per ringraziare donatori di sangue volontari per il loro dono salvavita e per sensibilizzare sulla necessità di donazioni di sangue regolari per garantire la qualità, la sicurezza e la disponibilità di sangue e prodotti sanguigni per i pazienti bisognosi. Trasfusioni di sangue e prodotti sanguigni aiutano a salvare milioni di vite ogni anno. È possibile aiutare i pazienti che soffrono di patologie potenzialmente letali a vivere più a lungo e con una qualità della vita migliore. Hanno anche un ruolo essenziale, salvavita nell'assistenza materna e infantile e durante le emergenze causate da catastrofi naturali e provocate dall'uomo.

Un servizio che offra ai pazienti l'accesso a sangue e prodotti sanguigni sicuri in quantità sufficiente è un componente chiave di un sistema sanitario efficace. Una fornitura adeguata può essere garantita solo attraverso donazioni regolari da parte di donatori di sangue volontari. Tuttavia, in molti paesi, i servizi di sangue devono affrontare la sfida di rendere disponibile sangue sufficiente, assicurando al tempo stesso la sua qualità e sicurezza.

Dati

Sono 112,5 i milioni di donazioni di sangue effettuate ogni anno a livello globale. Circa la metà di queste donazioni proviene da Paesi ad alto reddito, dove vive solo il 19% della popolazione mondiale. Nelle aree in via di sviluppo, fino al 65% delle trasfusioni di sangue viene somministrato a bambini di età inferiore ai 5 anni. Nelle nazioni ad alto reddito, il 76% di tutte le trasfusioni riguarda cittadini con più di 65 anni di età. Il tasso di donazione ogni mille abitanti è di 32,1 nei Paesi ad alto reddito, 14,9 in quelli a reddito medio-alto, 7,8 a reddito medio-basso e 4,6 nelle nazioni a basso reddito. In oltre 70 Paesi più del 50% del sangue donato proviene da familiari o donatori retribuiti.

 

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Thu, 14 Jun 2018 16:31:22 +0000 http://www.mutualpass.it/post/801/1/14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue
"Arte in Laboratorio" inaugura la seconda mostra in calendario http://www.mutualpass.it/post/800/1/-arte-in-laboratorio-inaugura-la-seconda-mostra-in-calendario http://www.mutualpass.it/post/800/1/-arte-in-laboratorio-inaugura-la-seconda-mostra-in-calendario]]> Secondo appuntamento di “Arte in Laboratorio”. Dopo l’esposizione delle opere del pittore Aurelio Valentini, verrà inaugurata venerdì 15 giugno alle ore 18, nei locali di via Maddalena 24 a Messina (Studio 3 - dott. Luigi Mondello), la mostra di Mantilla, che sarà possibile visitare per quattro settimane fino al 13 luglio. Il team di MutualPass, che ha ideato ed organizzato l’iniziativa, intende ribaltare la consolidata immagine degli spazi legati unicamente alla malattia e al disagio fisico, trasformando il laboratorio d’analisi 2010 Group in una galleria d’arte a tutti gli effetti. L’ambizioso progetto punta, inoltre, a stringere ancora di più il benefico connubio tra arte e salute, seguendo la linea disegnata da “Quadro Clinico-Stare Bene con Arte”, l’evento culturale realizzato a gennaio nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, che ha posto al centro la collettiva di 27 artisti messinesi o d’adozione dal titolo appunto “Quadro Clinico”.

MANTILLA Pietro Mantineo, in arte Mantilla, è nato a Messina nel 1952. Dotato di una grande sensibilità artistica, ha abbandonato presto la primitiva d'idea di diventare scrittore per intraprendere, a 23 anni, quella di pittore. Totalmente autodidatta, è partito a 26 anni alla volta di Milano, allora centro propulsivo dell'economia e dell'intellighenzia italiana. Tornato a Messina, vi si è stabilito definitivamente grazie all'incontro con il maestro Bruno Samperi.

L’ARTE - Impulsivo e primitivo quasi per esigenza fisiologica, Mantilla ha, in realtà, uno stile peculiare assai riconoscibile. La sua pittura è nettamente figurativa, vicina per certi versi a quella di Carrà o a Novecento, tuttavia le figure sono nella plasticità e nelle forme volutamente anticlassiche. Esalta le asimmetrie degli arti e degli sguardi, le pieghe della carne, il livore della pelle, senza compiacimento, ma con un sottile e profondo senso d'indagine. I sui nudi invitano al dialogo, sembrano voler spiegare allo spettatore il senso dello smarrimento degli ambienti vuoti. La potenza di questo carismatico racconto è ancora più forte nei ritratti. Nella grafica, Mantilla dimostra un'articolata concezione spaziale, plastica e cromatica, che sa usare cornici, chiaroscuri e fondali per creare immagini vivide, cariche di dinamismo e di una drammatica e costante forza psichica.

E’ possibile ammirare i quadri durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00).

Omar Menolascina

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Wed, 13 Jun 2018 18:18:15 +0000 http://www.mutualpass.it/post/800/1/-arte-in-laboratorio-inaugura-la-seconda-mostra-in-calendario
Il gelo di agrumi http://www.mutualpass.it/post/799/1/il-gelo-di-agrumi http://www.mutualpass.it/post/799/1/il-gelo-di-agrumi]]> Tornano le ricette sane e gustose, a basso contenuto di grassi e colesterolo, studiate nel rispetto di una alimentazione corretta, una vera e propria guida al benessere naturale.

Oggi vogliamo proporvi il gelo di agrumi, una ricetta semplice e veloce, un dolce estivo, fresco e gustoso per tutta la famiglia.

Ingredienti:

  • 5 arance non trattate
  • 1 limone non trattato
  • 120 gr. di zucchero semolato
  • 80 gr. di amido di mais (maizena)

Lavare e asciugare bene le arance e il limone, poi grattugiarne la buccia. Aggiungere un bicchiere di acqua fino a coprire il tutto e lasciare in infusione per una notte.

Il giorno dopo filtrare il liquido ottenuto e mescolarlo con il succo degli stessi agrumi precedentemente filtrato; aggiungere un quantitativo d'acqua tale da raggiungere un litro totale di soluzione.

Miscelare l'amido e lo zucchero in un tegame e versare il preparato di agiumi; mettere il tegame sul fuoco e portare ad ebollizione mescolando di continuo. Appena il composto sarà addensato, spegnete il fuoco, quindi traferitelo in uno stampo e fate solidificare in frigo per due ore.

Analisi bromatologica:

  • Proteine 1,37 g
  • Lipidi 0,37 g
  • Glucidi 63,3 g
  • Calorie 246,7 Kcal
  • KJ 1031,6
  • Colesterolo 231,7 mg
  • Sodio 5,9 mg
  • Amido 0 mg
  • Fosforo 41,2 mg
  • Calcio 94,8 mg

 

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Wed, 13 Jun 2018 10:22:32 +0000 http://www.mutualpass.it/post/799/1/il-gelo-di-agrumi
Storia del coflitto anglo-irlandese http://www.mutualpass.it/post/798/1/storia-del-coflitto-anglo-irlandese http://www.mutualpass.it/post/798/1/storia-del-coflitto-anglo-irlandese]]> In attesa del Bloomsday, l’evento più importante della libreria Dedalus, la recensione di questa settimana sarà sul saggio “Storia del conflitto anglo-irlandese. Otto secoli di persecuzione inglese” del giornalista fiorentino e studioso dell’Irlanda Riccardo Michelucci ed edito da Odoya.

Il conflitto secolare tra Irlanda e Regno Unito è presente lungo le pagine dell’Ulisse di Joyce. Nella giornata del 16 giugno 1904 i dublinesi si trovano ad assistere alla parata del viceré, ma nei vari luoghi della città sono in molti a ricordare leader come Theobald Wolfe Tone, Daniel O’Connell e Charles Stuart Parnell o fatti storici significativi come l’assassinio di Robert Emmet del 1803 ad opera dell’esercito inglese. Il saggio di Michelucci analizza il rapporto conflittuale tra i due popoli dall’invasione di Enrico II Plantageneto fino alla fine della lotta armata dell’Ira nel 2005 grazie all’intermediazione dell’ex leader del Sinn Féin Gerry Adams, che nel febbraio di quest’anno l’autore ha intervistato per il Venerdì di Repubblica.

Molta rilevanza viene data alla politica di assimilazione protestante inglese durante il regno di Elisabetta I come anche alla guerra di Cromwell, che nel 1649 attuò la pacificazione dell’isola soffocando qualsiasi speranza di un’emancipazione cattolica e nel 1653, con l’Act of Settlement, avviò l’espropriazione delle terre dei proprietari ribelli a favore dei coloni protestanti. Fu così che nel giro di due secoli si realizzò quel forte legame tra religione cattolica e cultura gaelica, che sarà a fondamento dei movimenti e partiti politici irlandesi dell’Ottocento e del Novecento. È infatti con l’Atto di annessione del 1800 che l’Irlanda verrà annessa al Regno Unito con conseguente declino della propria identità, a partire dalla lingua gaelica che fu sostituita dall’inglese. Prima di quella data l’Irlanda era stata un dominio inglese e poi, a partire da Enrico VIII, un Regno di cui i sovrani inglesi ne detenevano le redini dotato di un Parlamento autonomo. L’atto di annessione sancì la fine di ogni diritto politico e civile per gli irlandesi i quali, grazie anche alle teorie sulla razza umana del chirurgo Robert Knox, furono considerati dalla madrepatria una razza inferiore. Queste politiche discriminatorie divennero palesi durante la Grande Carestia del 1848 causata dalla malattia della patata – tubero ampiamente diffuso e consumato in Irlanda – e dalle politiche liberiste della madrepatria volte a favorire il commercio inglese.  

Nell’Ottocento politici illuminati come Daniel O’Connell si batterono per l’Home Rule (per l’autogoverno) e per la valorizzazione della cultura e delle tradizioni irlandesi. L’eredità di questa battaglia fu accolta da Charles Stewart Parnell – che spesso ricorre nelle opere di Joyce – finché nel 1914 si giunse al tanto agognato Home Rule, che però non venne applicato a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale e della Guerra d’Indipendenza Irlandese del 1916-1921.

Michelucci analizza nel dettaglio le diverse fasi della guerra d’indipendenza irlandese e della guerra civile - dalla Rivolta di Pasqua fino alla formazione della Repubblica d’Irlanda (1937) – per poi focalizzarsi sugli scontri tra inglesi e irlandesi che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento – compreso il Bloody Sunday del 1972, l’eccidio inglese contro i manifestanti pacifici irlandesi a Derry che poi è stato trasformato in musica dagli U2 con Sunday Bloody Sunday – e terminare con la fine della strategia armata dell’Ira già annunciata in precedenza.

Vorrei inoltre soffermarmi sugli United Irishmen di Wolfe Tone che traspaiono nella ballata irlandese The Croppy Boy presente nell’episodio “Le Sirene” dell’Ulisse di Joyce.

Dopo aver ascoltato Simon Dedalus – il padre del giovane poeta Stephen – cantare all’Ormond Bar in un eccellente interpretazione di “M’appari” tratta dalla “Martha” di Flutow, Leopold Bloom fa cenno al sordo Pat di voler pagare il conto. Nel frattempo Ben Dollard, accompagnato al piano da padre Bob Cowley, si appresta a cantare “The Croppy Boy”. È proprio durante questa canzone che avviene il tradimento della moglie Molly con il cantante e impresario Blazes Boylan, che assume una carica simbolica data dalla passione tra la barista/sirena Miss bronzo Lydia Douce e l’avvocato George Lidwell e la canzone cantata da Bollard, che tratta dell’uccisione del giovane ribelle Robert Emmet – membro dell’United Irishmen – nel 1803. Gli United Irishmen rivendicavano l’indipendenza dal Regno Unito attraverso una politica condivisa tra cattolici e protestanti. Emmet organizzò una rivolta che, scoppiata il 23 luglio del 1803 con l’uccisione del viceré Arthur Wolfe Kilwarden, si esaurì nel giro di breve tempo concludendosi con l’impiccagione del suo autore. La canzone riprende il fatto storico narrando di un giovane ribelle irlandese che impaurito dal fallimento del suo piano contro gli inglesi si rifugia nel confessionale di una chiesa per confessare al parroco i propri timori. Il parroco poi si rivela essere in realtà un soldato inglese che alla fine ucciderà il malcapitato.

È ironico come durante l’esecuzione di questa ballata irlandese ci sia un viceré per le strade di Dublino (simbolo dell’oppressione politica) e un tradimento sentimentale ai danni di Bloom: l’irlandese ebreo di origini ungheresi che ha come portafortuna una patata e si ritrova ad essere straniero in patria, in quanto capro espiatorio per qualsiasi fatto avvenga. Questa sensazione di straniero in patria raggiungerà il culmine quando nell’episodio successivo, il dodicesimo, Bloom si ritrova ad essere il bersaglio del Cittadino, un fanatico ultranazionalista irlandese antisemita e razzista, che gli imputa di essere un ebreo massone artefice, come tutti gli stranieri, dell’occupazione inglese. Bloom alla fine non si piegherà alla violenza verbale del cittadino, vero prodotto dell’occupazione inglese, e dimostrerà all’interlocutore come in realtà per essere irlandesi non bisogna essere dei nazionalisti ottusi e violenti. Bloom è ideologicamente più vicino a Parnell e alla sua battaglia per l’Home Rule, per un Irlanda autonoma con corpi legislativo, esecutivo e giudiziari propri senza rompere con il Regno Unito e con una vocazione internazionalista e non violenta. La visione politica di Bloom risulterà nel romanzo ma anche storicamente, come già descritto, una vittoria di Pirro.

A mio modo di vedere la guerra d’indipendenza irlandese era senza dubbio necessaria e dobbiamo rendere grazie a uomini come Michael Connoly e Éamon De Valera – tutti personaggi citati da Riccardo Michelucci – ma anche a donne come Maud Gonne McBride, la musa di Yeats. In conclusione, nel saggio “Storia del conflitto anglo-irlandese. Otto secoli di persecuzione inglese” Michelucci descrive gli ottocento anni di occupazione inglese con taglio divulgativo, facendo riferimento non solo ai documenti storici in senso stretto ma anche a interviste, racconti di vita quotidiana e fonti letterarie sul solco del New Historianism. L’autore inoltre evidenzia la continuità dell’intransigenza della politica inglese e fa chiarezza sulle responsabilità delle parti coinvolte in un conflitto che, con la fine delle ostilità da parte dell’Ira, assume le forme di un processo pacifico di riunificazione con l’Ulster.

La disgressione sull’Ulisse di Joyce si è resa necessaria in quanto il 16 giugno, in occasione del Bloomsday, si terrà alle ore 18:00 alla libreria Dedalus un reading di alcuni estratti dell’episodio “Le Sirene” dell’Ulisse affiancato dalla collettiva di pittura “Le Sirene e lo Stretto”, organizzata in collaborazione con l’Asas, che durerà fino al 30 giugno.

 

Roberto Cavallaro

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Tue, 12 Jun 2018 10:24:46 +0000 http://www.mutualpass.it/post/798/1/storia-del-coflitto-anglo-irlandese
Al Teatro Vittorio Emanuele la personale di Rosa Rigano http://www.mutualpass.it/post/797/1/al-teatro-vittorio-emanuele-la-personale-di-rosa-rigano http://www.mutualpass.it/post/797/1/al-teatro-vittorio-emanuele-la-personale-di-rosa-rigano]]> Da venerdì 1 giugno, nell’ambito del progetto “Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta, promossa dalla Sezione Arti Visive del Teatro Vittorio Emanuele, fino al 13 giugno la mostra "Mondo evanescente" di Rosa Rigano.

La mostra potrà essere visitata dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 16.30 alle 19, escluso il lunedì.

Rosa Rigano: Diplomata al Liceo artistico e insegnante delle scuole medie, inizia a dipingere negli anni ’50. Il suo figurativo degli esordi viene premiato alla Tavolozza d’oro del ’68, e al Premio Fuci del ’69, con una medaglia al meeting di Pompei del ’71 e un’altra medaglia al IV Trofeo di pittura de “La Stanza Letterari” nel 1972. Tiene la sua prima personale alla galleria “Arte Centro” di Enzo Celi, nel 1975, dove il figurativo è ormai completamente abbandonato a favore di una pittura di oggetti indistinti e sfaldati, dalla varia conformazione. Appartiene a questi anni l’esordio di uno dei suoi interessi prevalenti: la ricerca materica.  Più in generale, la sua pittura di questo momento è considerata sfuggente, mobile, dotata di una certa “ambiguità” (Miligi, 1980).  Tra gli anni ’70 e ’80 la sua attività è ricca di personali e collettive sul territorio siciliano e calabrese. Il fermento espositivo è anche il riflesso di nuove vene creative e interessi, come le sue ricerca intorno al corpo umano. Nel 1981 alla Galleria Il Grifone presenta una serie di crete, interpretate da Ferlazzo Natoli come una sorta di ritorno al figurativo (Ferlazzo Natoli, 1981).  Segue un lungo periodo di pausa espositiva, che, in realtà, vede l’artista lavorare ugualmente a nuove ricerche. Nel 1991 alla galleria l’Astrolabio presenta quattro tele di grandi dimensioni, il cui tema è la contrapposizione del Bene contro il Male. Opere figurative, le tele sono realizzate con linguaggi diversi che sono anche esito di due tecniche, una più scarna e nervosa, l’altra dalle pennellate morbide e luminose, esito di quella mobilità instancabile che caratterizza tutta la carriera di quest’artista. Negli anni ’90 la Rigano si dedica alla decorazione di mobili cui seguirà un interesse per il vetro, nuovamente indagato secondo un interesse prevalentemente formale e non oggettivo, conferma della poetica in divenire di quest’artista sperimentatrice instancabile.

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Mon, 11 Jun 2018 12:25:31 +0000 http://www.mutualpass.it/post/797/1/al-teatro-vittorio-emanuele-la-personale-di-rosa-rigano
Incontro con l’autore - Pier Paolo Zampieri http://www.mutualpass.it/post/796/1/incontro-con-l-autore-pier-paolo-zampieri http://www.mutualpass.it/post/796/1/incontro-con-l-autore-pier-paolo-zampieri]]> Messina, 4 giugno 2018. Sabato 9 giugno 2018 si terrà alla libreria Dedalus di via Camiciotti 16 alle ore 18:00 la presentazione di "Esplorazioni Urbane. Urban Art, patrimoni culturali e beni comuni" di Pier Paolo Zampieri edito da Il Mulino.

L’autore dialogherà con lo storico dell’arte Mosè Previti in un incontro con l'autore all'inverso, in cui l’autore pone le domande al moderatore. 

"Esplorazioni urbane" è un saggio di sociologia urbana che analizza le conseguenze urbane, sociali e culturali della ricostruzione di Messina in seguito al terremoto del 1908. Oltre a ricostruire il contesto storico-culturale urbano messinese, l'autore analizza cinque storie simbolo (il matto artista Gaetano Chiarenza, la famiglia di pupari Gargano, Cammarata lo scultore di Maregrosso, l'esperienza del teatro Pinelli e il mimo Gérard Foucaux) che hanno rappresentato la "sfida avanguardista" del territorio al modello di "urbanità istantanea" instaurato dopo il terremoto del 1908.

Pier Paolo Zampieri è professore di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università di Messina. Tra le sue opere si ricordano “Il Quotidiano Totale. Dall’apartheid dei non luoghi a quello dell’immaginario. Barboni e Supereroi” (Robin, 2010), “ZonaCammarata. Maregrosso. Messina: paesaggi retroattivi, processi sociali” (Linaria, 2014) ed è tra i curatori di “Quartieri” (Sociologia urbana e rurale n. 106, 2015). 

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Sat, 9 Jun 2018 09:54:08 +0000 http://www.mutualpass.it/post/796/1/incontro-con-l-autore-pier-paolo-zampieri
Arte e devozione nella mostra "Il Cristo dei Minori" http://www.mutualpass.it/post/795/1/arte-e-devozione-nella-mostra-il-cristo-dei-minori http://www.mutualpass.it/post/795/1/arte-e-devozione-nella-mostra-il-cristo-dei-minori]]> In sintonia con filosofia e finalità di “Quadro Clinico”, evento tenutosi a gennaio nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, che ha creato un ponte estetico, emotivo e culturale tra arte e salute, il team di MutualPass ha scelto di condividere, promuovere e divulgare, assieme all’artista Piero Serboli ed al critico d’arte Mosè Previti, l’iniziativa dei Frati Minori Conventuali di Messina “Il Cristo dei Minori”. Una mostra di bozzetti grafici, eseguiti in occasione del concorso nazionale indetto nel 1991 e vinto dal maestro Tiburzi, per la scelta del Crocifisso da realizzare all’interno della Chiesa di San Francesco all’Immacolata, dove sarà inaugurata venerdì 8 giugno alle ore 19. La mostra, che si concluderà lunedì 18 giugno, rientra in una serie di eventi religiosi che riguardano la basilica di S. Francesco d’Assisi all’Immacolata: la Novena in onore di S. Antonio di Padova, che terminerà mercoledì 13 giugno con la processione della statua del Santo alle ore 18, i 30 anni dalla canonizzazione della beata Eustochia, i 28 anni dalla collocazione dell'altare devozionale ed appunto i 25 anni dalla intronizzazione del Crocifisso del Tiburzi di Volterra.  

Due i motivi che hanno indotto Mutualpass a sposare tale idea: l’interesse verso l’arte e la conoscenza del territorio, nella convinzione che ci sia una stretta correlazione tra emozioni e stato di salute di un persona. L’arte può diventare, così, una potente risorsa di benessere, non soltanto per l’ormai riconosciuto valore terapeutico, ma anche per la sua capacità di sensibilizzazione e creazione di una “coscienza culturale”.

Il Crocifisso di Tiburzi è una delle opere sacre più importanti della città di Messina. La sua genesi è un documentato, scientifico e lungimirante processo di committenza guidato da una regia preparata ed accorta, alla quale hanno fatto sponda le istituzioni ecclesiastiche e politiche, i fedeli, gli intellettuali, i lavoratori e uomini e donne comuni in un coro organico, che ancora oggi ha come risultato più commovente e straordinario la grande figura bronzea che pende dalla croce sull’altare maggiore della chiesa di San Francesco all’Immacolata. La realizzazione risale al 1993 ed è l’esito di un articolato progetto che ha in Giuseppe Fanara, all’epoca rettore del tempio di San Francesco, e in Pepé Spatari, noto operatore culturale cittadino, i due principali animatori.  Il Crocifisso di Tiburzi, nome d’arte dell’artista volterrese Fabrizio Ricciardi, venne collocato sull’altare maggiore della chiesa il 18 marzo del 1993.

Fu avviato un concorso, presieduto dal Centro Italiano Promozione Rassegne d’Arte (C.I.P.R.A.), che nel 1991 invitò 200 artisti a produrre bozzetti e progetti per la creazione di un Crocifisso bronzeo. Alla chiamata risposero in 134, dei quali 78 produssero e inviarono bozzetti e studi entro i termini prescritti. La giuria selezionò dieci finalisti per la produzione dei bozzetti plastici in scala 1:5: Antonino Amore, Paola De Gregorio, Giuseppe Farina, Michela Giustolisi, Giovanni Guglielmo, Leone Sinibaldi, Giulio Tamburrini, Giacomo Tarantola, Tiburzi e Marcello Tommasi.  Furono esposti durante il mese di marzo del 1992 e Tiburzi venne ritenuto il vincitore. La figura del Cristo, alta tre metri, venne fusa sotto l’occhio dell’artista presso la fonderia Domus Dei Sud e installata sull’altare della Chiesa il 17 marzo del 1993.

Bozzetti plastici, progetti e documenti sono archiviati e custoditi nei locali del convento. Questo ingente e prezioso patrimonio è stato donato dai Frati minori conventuali al Comune di Messina per renderlo sempre fruibile a visitatori e studiosi. La mostra di 30 lavori selezionati tra quelli proposti vuole essere una sorta di saluto ed un omaggio in grado di rinnovare i legami di fede e cultura che hanno reso possibile questa prestigiosa committenza.

Grazie all’entusiasmo ed al lavoro di MutualPass si è scelto di mettere in mostra i progetti più curati e originali, cercando di fornire una visione d’insieme di questo straordinario momento d’arte sacra, che coinvolse la comunità ed il mondo artistico nazionale.  Qualità, diversità stilistica e organicità globale sono stati i criteri cardine per vagliare le opere in mostra. 

Omar Menolascina  

  

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Wed, 6 Jun 2018 10:31:13 +0000 http://www.mutualpass.it/post/795/1/arte-e-devozione-nella-mostra-il-cristo-dei-minori
Esplorazioni urbane. Urban art, patrimoni culturali e beni comuni http://www.mutualpass.it/post/794/1/esplorazioni-urbane-urban-art-patrimoni-culturali-e-beni-comuni http://www.mutualpass.it/post/794/1/esplorazioni-urbane-urban-art-patrimoni-culturali-e-beni-comuni]]> Esplorazioni urbane. Urban art, patrimoni culturali e beni comuni” di Pier Paolo Zampieri è un saggio di sociologia urbana che analizza la ricostruzione della città di Messina in seguito al terremoto del 28 dicembre 1908, le implicazioni e le rimozioni sociali che ne sono conseguite e le risposte che, soprattutto negli ultimi anni, la cittadinanza ha provato a fornire all’entrata in crisi del modello urbanistico di cui il territorio era imperniato.

L’autore afferma che Messina è una città “paradigmatica” per il tipo di ricostruzione del tessuto urbano che è stato attuato all’indomani del trauma tellurico. La prima catastrofe naturale del Regno d’Italia ha permesso alla città di aprirsi alle teorie moderniste portate avanti dalla nuova scienza urbanistica. Lo Stato ritenne opportuno abbattere le costruzioni danneggiate per costruire una città nuova fondata su criteri funzionali e burocratici e non più relazionali col territorio circostante, in particolare con il mare. Fu così che la città dello Stretto perse in potenza scenografica, venendo privata di edifici di importanza storica, tra cui la Palazzata, come anche delle ampie piazze, che furono contratte con la conseguente scomparsa del sagrato per la gran parte delle chiese cittadine, e al loro posto subentrarono strade di dodici metri di larghezza, palazzi di cemento di al massimo due piani e isolati geometricamente chiusi e spazialmente separati l’uno dall’altro per impedire il verificarsi delle conseguenze disastrose del terremoto di una tale portata anche in futuro.

L’architettura di Stato” posta in essere darà luogo a un “modello di «modernità istantanea» su scala ridotta” incapace di accogliere le necessità e i bisogni sociali della popolazione, portando così alla creazione di due città: la prima è quella del centro cittadino abitata dalla borghesia che riesce a ricostruire le proprie dimore usufruendo dei mutui trentennali statali; mentre le fasce più povere, impossibilitate ad accedere ai mutui statali perché non offrono garanzie, verranno spostate in periferia e costituiranno quelle fasce ultrapopolari che andranno ad abitare nelle resistenze abitative ossia, le baracche. Questo fenomeno urbanistico provocherà una distanza sociale, con conseguente diseguaglianza, tra la borghesia cittadina e le fasce più povere e culturalmente più arretrate della popolazione, note anche come zalli. Questi ultimi, soggetti come direbbe Goffman allo stigma sociale, ritengono a loro volta gli abitanti del centro una casta e rivendicano un “diritto alla città” di cui ne sono privi. Diritto alla città non riconosciuto che si manifesta ad esempio nell’impossibilità da parte delle fasce più povere di accedere all’offerta culturale del centro cittadino. La Messina post-terremoto differisce pertanto da quelle “città mediterranee” come Palermo, Napoli o Istanbul che si caratterizzano invece per “la centralità spaziale dei quartieri popolari” abitati da classi sociali differenti.

Dal desiderio della cittadinanza di rompere queste barriere tra prima e seconda città sono scaturite cinque esperienze “avanguardiste” significative che, seppur terminate, possono considerarsi delle “sconfitte luminose” per l’eredità che hanno lasciato.

Le cinque storie di vita descritte dal sociologo Pier Paolo Zampieri sono: l’artista matto Gaetano Chiarenza, che con la sua arte non solo ha dato vita alle pareti del ex manicomio Mandalari oggi Camelot ma, attraverso la sua opera, ha permesso un’apertura dell’istituto al territorio; la seconda storia di vita è invece quella del cavaliere Giovanni Cammarata che con la sua casa-museo ricolma di sculture e affreschi tra il pop, l’arte primitiva, la tradizione, il mito e il legame simbolico-spaziale con il mare e il territorio, ha posto l’accento sulle esigenze di Maregrosso e la cui eredità è stata portata avanti dagli artisti street art, che con i loro murales hanno valorizzato il quartiere sopracitato abbellendo le pareti di Via delle Belle Arti; la terza storia di vita riguarda la famiglia Gargano, che da generazioni porta avanti la tradizione dei pupi a Messina; la quarta descrive l’esperienza del teatro itinerante Pinelli, che ha posto l’accento sulla riqualificazione e valorizzazione di spazi culturali fondamentali come ad esempio il Teatro in Fiera; infine l’ultima storia di vita contenuta nel saggio è quella di Gérard Foucaux, il mimo francese che ha trasformato le piazze in un luogo in cui i bambini si possano divertire e la cui eredità ha portato all’approvazione in tempi recenti della delibera comunale sull’arte di strada.

Le metodologie di ricerca principalmente utilizzate dall’autore sono state le esplorazioni urbane e la ricerca azione. Quest’ultima permette di osservare gli effetti delle azioni poste in essere dagli attori sociali coinvolti. Un esempio sono gli interventi sullo spazio urbano scaturiti dall’esposizione delle opere di Chiarenza e Cammarata alle mostre ZonaCammarata: cose da matti e TuttoTorna a Maregrosso. Queste mostre non solo hanno permesso di porre l’attenzione sull’urban art, ma anche di sensibilizzare la cittadinanza sulla salvaguardia della casa-museo di Cammarata come patrimonio culturale cittadino e la valorizzazione del quartiere attraverso la Via delle Belle Arti.

Se qualcosa è stato fatto per eliminare la rimozione sociale di Maregrosso, molto ancora si deve fare per Giostra. La concessione della Badiazza al Camelot ha certamente aperto il quartiere alla città attraverso le mostre e i convegni che periodicamente vi vengono organizzati, ma con un maggiore intervento delle istituzioni da effettuare “dopo un attento ascolto del territorio con le sue risorse e le storie che l’hanno attraversato” si potrebbe creare un maggiore sinergia tra paesaggio, il Camelot come una sorta di museo di arte contemporanea outsider e un “(futuro) sito archeologico” quale la Chiesa di Santa Maria del Gesù Superiore dove si ipotizza che vi sia la tomba di Antonello da Messina.

In conclusione consiglio vivamente la lettura di “Esplorazioni urbane. Urban art, patrimoni culturali e beni comuni” di Pier Paolo Zampieri, perché permette di avere una maggiore conoscenza della storia passata e presente di Messina collegandola con le tendenze urbanistiche, sociali ed economiche globali di ieri e di oggi.

Roberto Cavallaro

 

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Tue, 5 Jun 2018 10:09:23 +0000 http://www.mutualpass.it/post/794/1/esplorazioni-urbane-urban-art-patrimoni-culturali-e-beni-comuni
La Manta della Madonna della Lettera http://www.mutualpass.it/post/790/1/la-manta-della-madonna-della-lettera http://www.mutualpass.it/post/790/1/la-manta-della-madonna-della-lettera]]> LA MANTA DELLA MADONNA DELLA LETTERA

In occasione della festività, molto cara ai messinesi, della Madonna della Lettera, vi proponiamo, in questo articolo di Nino Principato, la storia del capolavoro orafo del sex. XVII custodito nella Cattedrale di Messina

Nel “Tesoro del Duomo”, in Cattedrale, la seconda sala è dedicata alle opere che sono legate alla devozione verso la Madonna della Lettera, tra cui l’opera più importante del Museo: la Manta d’oro. Essa è l'oggetto più caro al cuore di ogni messinese al punto che rivestiva l'immagine preziosa, secondo l'antica tradizione, dipinta da S. Luca ed attorno a cui generazioni di fedeli profusero centinaia e centinaia di gioie, come ex-voto, espressione di ardente riconoscenza alla Vergine Santa. Interamente in oro (alt. m. 1.60 x 0,98), delicatamente cesellata, è opera del fiorentino Innocenzo Mangani - orafo, scultore ed architetto - ed è quanto di più ricco e fastoso si possa immaginare. Il Senato messinese e i rappresentanti della Cappella della Lettera la commissionarono il 5 novembre del 1658 e il Senato, a tale scopo, il 29 aprile 1659 dispose una tassa di 12 tarì a carico dei laureandi universitari da destinarsi a favore della lavorazione della Manta, che fu compiuta nel l668. Diamanti, rubini, smeraldi, zaffiri, perle, ametiste, in gran copia, gioielli di alto pregio, doni di sovrani, di signori e di gentildonne, si accumularono, di anno in anno, di secolo in secolo, su di essa, in maniera da conferirle complessivamente un valore inestimabile. Ma, a parte i gioielli, l'opera d'arte in se stessa merita l'attenzione e l'esame dello studioso per il fine e diffuso lavoro di cesello consistente in motivi floreali e geometrici e in cartoccetti. L'attività di Mangani si svolse a Messina fra il 1657 e il 1676, periodo nel quale monasteri, chiese e privati, fra cui il celebre don Antonio Ruffo, gareggiarono nel ricercarne l'opera. La manta fu realizzata al fine di coprire, secondo la tradizione bizantina, l’immagine sacra raffigurante la Madonna della Lettera, icona che andò distrutta nell’incendio del 1943 a seguito dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale e rifatta dal pittore messinese Adolfo Romano. Il manufatto, come riporta l'iscrizione incisa sotto il collo della Vergine, fu iniziato nel 1661 e ultimato nel 1668:

"Il Tesoriero della Cappella D. Carlo Gregorio Primo marchese di Poggio Gregorio e cavaliere della Stella incominciata questa manta Della Beatatissima Vergine dell'anno 1661 all'anno 1668 Innocenzo Mangani argentiere scultore architetto fiorentino".

Ecco un elenco, stilato nel 1929, dei preziosi che ornano la Mata (cfr. Stefano Bottari, Il Duomo di Messina):

  • Una gioia di smeraldi donata dalla Vice Regina Duchessa Usseda nel 1695.
  • Un monile d'oro con perle e diamanti, realizzato nel 1690 con il contributo dei messinesi e del Vicerè Duca di Usseda, che intervenne con 150 scudi.
  • Un anello con diamante della Contessa di Barbò di Casa Stizia (1695).
  • Una gemma di diamanti della Marchesa di Geraci (1714).
  • Una croce di diamanti della marchesa di Condagusta (1714).
  • Un cuore in oro del generale tedesco conte Wallis.
  • Una catena di anelli di don Federico Ruffo (1723).
  • Uno schifazzo d'oro con uno smeraldo, diamanti attorno e 3 perle, di Donn'Angela Procopio (1749).
  • Un gioiello con una grossa e rara perla a forma detta la pecorella del canonico decano d. Alberto Arenaprimo.
  • Un fiore di brillanti della Marchesa Maria Scoppa.
  • Una margherita di diamanti donata nel 1881 dalla regina Margherita.

L’orafo messinese Giuseppe Irrera, nel 1965, insieme con il collega Giacomo Ivaldi, restaurarono la Manta della "Madonna della Lettera", che ancora oggi viene esposta a coprire il dipinto del prof. Romano nell’altare maggiore della Cattedrale, solo il 3 giugno di ogni anno, festa della nostra Celeste Patrona.

Nino Principato

 

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Mon, 4 Jun 2018 08:59:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/790/1/la-manta-della-madonna-della-lettera
Unusual Sicily Focus: La Piramide siciliana (Me) http://www.mutualpass.it/post/792/1/unusual-sicily-focus-la-piramide-siciliana-me http://www.mutualpass.it/post/792/1/unusual-sicily-focus-la-piramide-siciliana-me]]> Attenzione. Questa è una mini guida per viaggiatori che vogliono andare oltre la granita e l’arancino, questa è una mini guida su alcuni luoghi speciali che devi assolutamente vedere in Sicilia.  Vediamo se hai il coraggio di smetterla di mangiare quel dannato cannolo! Questi luoghi sono bellissimi ma devi organizzare per bene la tua visita.

Caution. This is a mini guide for travelers who want to go beyond the granita and the arancino, this is a mini guide on some special places that you absolutely must see in Sicily. Let's see if you dare to stop eating that damned cannalo! These places are beautiful but you have to organize your visit.

 

La Piramide Siciliana/The Sicilian Pyramid
 
La Sicilia ha il suo parallelo, il 38°. La Sicilia ha anche una piramide. Non è una piramide egiziana ma è la piramide di un artista contemporaneo Mauro Staccioli. Si trova a Motta d’Affermo in provincia di Messina, ed è realizzata in acciaio corten. Un simbolo magico con una vista stupenda, proprio sottoil 38° parallelo. L’opera è stata realizzata dalla Fondazione Fiumara d’Arte e viene aperta una volta all’anno in occasione del solstizio d’estate. Prima salire alla piramide vi consiglio una visita all’albergo museo Atelier sul Mare, un hotel d’arte dove è possibile soggiornare in magnifiche stanze allestita da formidabili artisti.
 
Sicily has its parallel: the 38th. Sicily also has a pyramid. It is not an Egyptian pyramid but it is the pyramid of the contemporary artist Mauro Staccioli. It is located in Motta d'Affermo in the province of Messina, and is made of corten steel. A magical symbol with a beautiful view, just below the 38th parallel. The work was created by the Fiumara d'Arte Foundation and is opened once a year during the summer solstice. Before going up to the pyramid I recommend a visit to the Atelier sul Mare museum, an art hotel where you can stay in magnificent rooms set up by terrific artists.
 

 

Google Maps: Link

Google Maps Fiumara d’arte: Link 

Video: Link

 

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Fri, 1 Jun 2018 12:07:43 +0000 http://www.mutualpass.it/post/792/1/unusual-sicily-focus-la-piramide-siciliana-me
Filippo Minolfi - Dna nuove frontiere http://www.mutualpass.it/post/791/1/filippo-minolfi-dna-nuove-frontiere http://www.mutualpass.it/post/791/1/filippo-minolfi-dna-nuove-frontiere]]> Con il consueto stile, limpido e perfettamente delineato, Minolfi costruisce un’immagine allegorica. La scala sinuosa che attraversa lo spazio della tela è un filamento di DNA aperto verso il limite del quadro. Tre tomi e uno stetoscopio fluttuano insieme alla catena dell’acido desossiribonucleico. Il futuro della medicina è qui rappresentato sinteticamente come il risultato quasi trascendente della progressione scientifica.

Si tratta di una visione fiduciosa e positiva che tange l’iconografia della scala, archetipo psicologico del sogno e della rivoluzione dalla gravità di una condizione inferiore alla leggerezza area di uno stato migliorato e più perfetto e ancora, in verità, del tutto aperto alle possibilità dello spazio. La frontiera evocata dal titolo non c’è, piuttosto il cielo e la sua indeterminata grandezza accolgono questo movimento serpentinato che anche lo stetoscopio replica. Allora la catena di Dna aperta è una promessa di nuove strabilianti configurazioni o prefigura, invece, un suo mutamento imprevedibile? Tutto è sospeso e vola, nello spazio pittorico e mentale tipico di Minolfi che da sempre con la sua pittura aerea sembra evocare un futuro metafisico in cui gli oggetti e le cose del mondo procedono per un loro percorso misterioso e infallibile in cui l’uomo è presente solo come spettatore al di là della cornice.

Mosè Previti

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Fri, 1 Jun 2018 11:26:59 +0000 http://www.mutualpass.it/post/791/1/filippo-minolfi-dna-nuove-frontiere
31 Maggio - Giornata Mondiale Senza Tabacco http://www.mutualpass.it/post/789/1/31-maggio-giornata-mondiale-senza-tabacco http://www.mutualpass.it/post/789/1/31-maggio-giornata-mondiale-senza-tabacco]]> Ogni anno, il 31 maggio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e i suoi partner celebrano la Giornata Mondiale Senza Tabacco (World No Tobacco Day - WNTD), evidenziando tutti i rischi associati all'uso del tabacco e sostenendo politiche efficaci per ridurre il consumo di tabacco.Il tema di World No Tobacco Day 2018 è "Tabacco e malattie cardiache". La campagna aumenterà la consapevolezza su:

  • collegamento tra tabacco e cuore e altre malattie cardiovascolari (CVD), tra cui l’ictus, che combinati sono le principali cause di morte nel mondo;
  • azioni e misure attuabili che si possono adottare per ridurre i rischi per la salute del cuore posti dal tabacco.

La Giornata mondiale senza tabacco 2018 coincide con una serie di iniziative e opportunità globali volte ad affrontare l'epidemia di tabacco e il suo impatto sulla salute pubblica, in particolare nel causare la morte e la sofferenza di milioni di persone a livello mondiale. 

Come il tabacco mette in pericolo la salute del cuore delle persone in tutto il mondo

World No Tobacco Day 2018 si concentrerà sull'impatto che il tabacco ha sulla salute cardiovascolare delle persone in tutto il mondo. L'uso del tabacco è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie coronariche, ictus e malattie vascolari periferiche. Nonostante i noti danni del tabacco alla salute del cuore e la disponibilità di soluzioni per ridurre la morte e le malattie correlate, la conspevolezza che il tabacco è una delle principali cause di Malattie CardioVascolari è bassa.

Tabacco, cuore e altre malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari (CVD) uccidono più persone di qualsiasi altra causa di morte in tutto il mondo, e l'uso di tabacco e l'esposizione al fumo passivo contribuiscono a circa il 17% di tutte le morti per malattie cardiache. L'uso del tabacco è la seconda causa principale di CVD, dopo l'ipertensione. L'epidemia di tabacco globale uccide più di 7 milioni di persone ogni anno, di cui quasi 900.000 sono i non fumatori che muoiono respirando fumo “di seconda mano”. Quasi l'80% degli oltre 1 miliardo di fumatori in tutto il mondo vive in paesi a basso e medio reddito, dove il peso delle malattie e della morte legate al tabacco è più pesante. Le misure dell'OMS sono in linea con la Convenzione quadro sul controllo del tabacco (FCTC dell'OMS) e possono essere utilizzate dai governi per ridurre l'uso del tabacco e proteggere le persone dalle malattie non trasmissibili.

Queste misure includono:

  • Politiche di utilizzo e prevenzione del tabacco comune;
  • Proteggere le persone dall'esposizione al fumo di tabacco creando luoghi pubblici, di lavoro e trasporti pubblici completamente senza fumo;
  • Offrire aiuto a contribuire a smettere di fumare;
  • Informare sui pericoli del tabacco aggiungendo su tutti i pacchetti grandi avvertenze di salute e implementando efficaci campagne anti-tabacco di massa che informano il pubblico sull'uso del tabacco e sull'esposizione al fumo di seconda mano .
  • Rafforzare i divieti completi sulla pubblicità, la promozione e la sponsorizzazione del tabacco;
  • Riscuotere tasse sui prodotti del tabacco e renderle meno accessibili.

Obiettivi della campagna World No Tobacco Day 2018

La Giornata Mondiale senza Tabacco 2018 mira a:

  • Evidenziare i legami tra l'uso di prodotti del tabacco e cuore e altre malattie cardiovascolari.
  • Aumentare la consapevolezza all'interno del pubblico più ampio sull'uso del tabacco da impatto e sull'esposizione al fumo passivo sulla salute cardiovascolare.
  • Fornire opportunità per il pubblico e i governi a prendere impegni per promuovere la salute del cuore proteggendo le persone dall'uso dei prodotti del tabacco.
  • Incoraggiare i paesi a rafforzare l'attuazione delle comprovate misure di controllo del tabacco contenute nell'FCTC dell'OMS.

 

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Thu, 31 May 2018 11:45:35 +0000 http://www.mutualpass.it/post/789/1/31-maggio-giornata-mondiale-senza-tabacco
30 Maggio - Giornata Mondiale Sclerosi Multipla http://www.mutualpass.it/post/788/1/30-maggio-giornata-mondiale-sclerosi-multipla http://www.mutualpass.it/post/788/1/30-maggio-giornata-mondiale-sclerosi-multipla]]> Oggi, 30 Maggio, si celebra la Giornata Mondiale contro la Sclerosi Multipla, istituita dalla MS International Federation nel 2009. Eventi e campagne si svolgono durante tutto il mese di maggio. Lo scopo è quello di spronare la comunità mondiale a condividere storie, sensibilizzare e fare campagne con e per tutti coloro che sono affetti da sclerosi multipla.

La campagna 2018 si chiamerà #bringinguscloser (ci stiamo avvicinando) e il tema è la ricerca e la possibile fine della Sclerosi Multipla grazie ad essa. La sclerosi multipla (SM) è uno dei disturbi neurologici più comuni e causa di disabilità nei giovani adulti. Ci sono 2,3 milioni di persone con SM in tutto il mondo. È probabile che centinaia di migliaia di persone non arrivino mai ad una diagnosi e molte vite siano colpite indirettamente, attraverso la cura di qualcuno con SM. La maggior parte delle persone con SM ricevono una diagnosi tra i 25 e i 31 anni, con circa il doppio delle donne diagnosticate rispetto agli uomini.

La causa della SM non è ancora nota e ancora non esiste una cura, sebbene ci siano trattamenti disponibili che possono aiutare alcune forme di SM e molte cose che è possibile fare per migliorare i sintomi. Non c'è un modello preciso per stabilire la gravità della SM di qualcuno, il decorso e i sintomi che avvertono. Ogni persona è diversa e i sintomi possono includere visione offuscata, arti deboli, sensazioni di formicolio, instabilità, problemi di memoria e affaticamento.

In alcuni casi, la SM è caratterizzata da periodi di ricaduta e remissione (il che significa che migliora per un po’ ma poi può peggiorare di volta in volta), mentre per altri ha uno schema progressivo (nel senso che peggiora costantemente col tempo). Alcune persone possono sentirsi e sembrare sane per molti anni dopo la diagnosi, mentre altre possono essere gravemente debilitate molto rapidamente. La SM rende la vita imprevedibile per tutti.

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Wed, 30 May 2018 11:07:15 +0000 http://www.mutualpass.it/post/788/1/30-maggio-giornata-mondiale-sclerosi-multipla
La foresta del Camaro http://www.mutualpass.it/post/787/1/la-foresta-del-camaro http://www.mutualpass.it/post/787/1/la-foresta-del-camaro]]> La Foresta del Camaro: polmone verde nel cuore di Messina

Per noi che vi salivamo quasi ogni settimana questa incomparabile distesa di alberi acquistava un aspetto familiare, si inseriva sempre più nelle nostre abitudini. Se la prima volta la strada per giungervi ci era sembrata un po' faticosa, poi essa era diventata la nostra passeggiata consueta. Ci abituavamo a considerare sempre più quel luogo di delizia come nostro, anche perché soltanto di rado vi si incontrava qualche persona che non fosse obbligata a salirvi per ragioni di lavoro o per altra necessità. Vi era il sedile per il desinare, l'angolo per la siesta pomeridiana, il belvedere per i più vasti orizzonti. Avevamo conosciuto il custode, la sua famiglia, e individuato la casetta, seminascosta tra le piante, dove egli abitava... Un segreto accordo deve essersi insensibilmente stabilito tra il nostro animo e l’ambiente. In questi casi quel che vediamo diviene idealmente nostro.

Tutto di esso ci appartiene: i mobili arabeschi che il sole attraverso l'intrico dei rami disegna sul soffice tappeto degli aghi dei pineti, le lucenti scaglie di mica affioranti dalle rocce, le rosee e profumate distese di ciclamini, lo slancio fervido dell'edera aggrappantesi agli alti fusti, il chioccolìo sommesso della fonte ,  che, dopo l'aspra ascesa, ci ha dato la vitrea freschezza del suo ristoro".
No, non si tratta della descrizione del Paradiso terrestre ma semplicemente della nostrana Foresta di Camaro così come la vide, durante un'escursione, Vittorio Callegari nel 1959 fissandone sensazioni ed emozioni in un suo articolo memorabile pubblicato sul "Mezzagosto messinese".

Una celebrata pineta "che un giorno mi sembrò fiammeggiare alla luce di infiniti doppieri - scrive Callegari - per la fioritura di un gran numero di tassi barbassi, dallo strano fiore simile ad un candelabro a molte braccia". Una Foresta antichissima, se si pensa che sul limitare ad ovest esistono ancora i resti della cosiddetta "Casa del Re", echeggianti antichi fasti di regnanti, forse aragonesi, qui impegnati in appassionanti battute di caccia. Ma, il massiccio ed insensato disboscamento per favorire l'agricoltura e la pastorizia, trasformò la Foresta - già appartenuta nel secolo XII ai monaci Basiliani del SS. Salvatore dei Greci - in pascolo: ciò fu causa di micidiali alluvioni il 14 novembre 1823, 13 novembre 1855 e 16 novembre 1863. Per tale motivo, il rimboschimento divenne obbligatorio, per legge, nel 1874: nasceva così l'attuale "pineta di Camaro".
Negli anni Cinquanta vi si accedeva da un cancello che si apriva sulla strada militare, a un paio di chilometri dal Colle Sarrizzo; oppure risalendo il torrente Badiazza per giungere, attraverso un suggestivo sentiero che ha inizio dall'omonima chiesa di epoca sveva, alle "Quattro Strade".
"La foresta del Camaro - ricordava ancora Callegari - con gli ulteriori ampliamenti è divenuta a poco a poco la grande foresta dei Monti Peloritani, costituendo uno scenario di fantastica bellezza a cavaliere di due mari, con un suggestivo luogo di riposo e di pace".

A questo polmone verde nel cuore della città di Messina, Guido Inferrerà, "Professore nella R. Scuola d'Architettura di Messina, Direttore della Foresta Comunale di Camaro" dedicò un volume dal titolo “La Foresta Comunale di Camaro”, stampato a Messina dalla Tipografia Filomena nel 1908. Una monografia esaustiva e al tempo stesso di difficile stesura perché, precisa lo stesso autore, "Non è stata agevole impresa rintracciare tutte le notizie relative alle vicende della Foresta, poiché i documenti, che le si riferiscono, o sono sparsi, e ne viene assai difficile la ricerca, o non esistono più, essendo andati dispersi o distrutti. Nello stesso Archivio Comunale poco e quasi nulla c'è che si riferisce alla Foresta: è probabile che i documenti siano rimasti bruciati nell'incendio provocato dal bombardamento del 1848".

La Foresta di Camaro venne acquistata dal Comune di Messina per sopperire al fabbisogno, sempre più pressante e urgente, di terreni da destinare al pascolo degli animali e di cui, il Comune stesso, aveva il diritto di privativa della macellazione pubblica. I monaci Basiliani del Monastero del SS. Salvatore dei Greci, infatti, a seguito di una vertenza iniziata già nel 1800, cinque anni dopo furono costretti a cedere in enfiteusi al Comune di Messina, a decorrere dal 1 maggio 1806, il loro feudo composto dalla foresta compresa tra i torrenti Camaro e Bordonaro, per il canone di onze 140 (420 ducati). Per la stessa cifra, il Comune affittava poi i relativi terreni ai partitari della carne che, fino ad allora, avevano provveduto direttamente all'affitto del feudo dei Basiliani. Lo scopo era quello di impedire la messa a coltura agraria del feudo che era stata tentata, creando problemi di sicurezza alle sottostanti campagne, garantendo anche la permanenza del pascolo indispensabile per gli animali da macellazione. Dal 1878 al 1880 venne eseguita un'estesissima semina di querce e castagni, poi interventi sporadici e quindi più costanti, fino a quando, nel 1895, la Foresta di Camaro completamente rimboschita fu consegnata al Comune di Messina. Nel 1903 si costruiva un locale, destinato alla Direzione della Foresta, che si affiancava all'altro fabbricato con il piano terra adibito a magazzini e il superiore a caserma delle guardie forestali, già realizzato nel periodo del rimboschimento dal 1878 al 1895. In ottemperanza alle disposizioni del Piano di governo, redatto dall'Ufficio forestale il 30 gennaio 1900 e approvato dal Ministero dell'Agricoltura ("Piano economico per la cultura e rinnovazione della Foresta del I tronco del bacino idrografico di Camaro", Regio Ispettore P. La Fauci, Sotto-Ispettore Pironti), essendovi l'obbligo da parte del Comune di Messina di realizzare un vivaio per il risarcimento dei vuoti nella vegetazione, numerosi ed estesi, la Giunta deliberava il 3 dicembre 1902 la formazione del vivaio, con proposta al Consiglio Comunale di affidarne la direzione della stessa Foresta al prof. Guido Inferrera.

La Foresta si sviluppa in un'area montuosa dei Peloritani, fra i 370 e gli 850 m.s.l.m. (Pizzo Chiarino) con esposizione ad est. Il suo patrimonio boschivo fu ricostituito alla fine dell'Ottocento con alberi di pino domestico (Pinus Pinea), essenza predominante (60 ettari) poiché vegeta bene sui terreni rocciosi ed è ad accrescimento rapido; rovere (Quercus sessiliflora); leccio (Quercus Ilex); sughero (Quercus Suber); cerro-sughero (Quercus Pseudo-Suber); castagno (Castanea vulgaris); robinia (Robiniapseudo-Acacia); pioppo (Populus alba); salice (Salix alba); ginestra dell'Etna (Ginestra aetnensis) ottima, ceduata, per pali da vigna. Altre essenze, meno diffuse, l'olmo (Ulmus campestris); l'acero (Acer pseudoplatanus); il frassino (Fraxinus Ornus); l'ontano (Alnus cordifolia). E poi, arbusti del sottobosco del querceta quali l'erica (Erica arborea); il citiso (Cytisus caudicans); la spina (Calycotome infesta); il corbezzolo (Arbutus Unedo).

Uno dei problemi più rilevanti che nel 1908 Inferrerà metteva in risalto per la Foresta di Camaro era quello dell'insufficiente viabilità. A quell'epoca l'accesso all'area boscata avveniva dal torrente in collegamento con la strada comunale Messina-Camaro; a sud per mezzo di una mulattiera disagiata collegata alla strada comunale Messina-Bordonaro e a nord, dalla strada militare Sarrizzo-Antennammare sulla dorsale dei Peloritani. Sono, a ben vedere, gli stessi accessi di oggi, anche se notevolmente migliorati nella viabilità di collegamento per la copertura dei torrenti Bordonaro e Camaro nei tratti urbani e per la sistemazione delle strade di crinale che dalle "Quattro Strade", ai Colli Sarrizzo, conduce a Dinnamare. Per il resto, i benefici apportati al sistema idrogeologico del bacino del Camaro con la presenza della Foresta rimboscata, furono notevoli e lo stesso Inferrera non mancava di rilevare: "... il miglioramento delle condizioni di sicurezza degli abitanti... il miglioramento delle condizioni climatiche ed agricole del territorio... la difesa contro lo isterilimento delle terre...". Per concludere, poi, con l'affermazione: "L'importanza della Foresta di Camaro, quindi, non deve essere giudicata alla stregua dell'utile finanziario immediato ch'essa può dare, bensì tenendo presente ciò che essa potrà produrre in avvenire, e dei notevolissimi benefizi che la sua presenza produce non soltanto direttamente, ma anche indirettamente sull'economia municipale, ed in genere, sul miglioramento delle condizioni di sicurezza di una vasta zona".

Nel 1997 Legambiente dei Peloritani ha redatto un progetto "per la sistemazione e la fruizione dell'antico bosco comunale dal cui bacino ha origine la fiumara del Camaro".
Si tratta di una serie di proposte, formulate col patrocinio dell'Assessorato Comunale alle Politiche Ambientali, aventi per obbiettivo la valorizzazione della Foresta mediante un'oculata gestione del territorio e divulgazione dell'immagine, creando un circuito di fruizione tale da costituire un'importante risorsa di base per lo sviluppo turistico e un potente strumento per l'educazione ambientale delle future generazioni al rispetto e alla conoscenza della natura e per il rafforzamento della loro identità culturale. Il progetto prevede, in sintesi, l'introduzione di regole per il recupero del paesaggio e dei beni etnoantropologici presenti (ad esempio, gli antichi mulini ad acqua); la redazione della "carta dei sentieri"; la sistemazione di punti panoramici-belvedere con parapetti in legno e panchine in pietra o in legno; la collocazione di capanni per l'osservazione naturalistica; collocazione, nei punti di accesso, di un capanno informativo con un cartellone che esporrà la carta dei sentieri e quella delle presenze botaniche e zoologiche; riutilizzo del fabbricato rurale quale sede di incontri didattici con apparecchiatura per proiezione video e diapositive e biblioteca-centro di documentazione della "Foresta del Camaro"; riutilizzo del vecchio vivaio comunale sottostante con impianto di un "orto botanico didattico" ricostituendo, in spazi ravvicinati, le diverse associazioni vegetali presenti nel bosco.

Indirettamente legato alla Foresta di Camaro è l'antico rito della processione della "Madonnuzza" che si svolge a partire dall'omonima chiesetta sita nell'alta valle del fiume Camaro a metri 482 s.l.m., immersa in una lussureggiante pineta del demanio dei Peloritani. La vigilia della festa, il sabato precedente la penultima domenica di settembre, nelle ore pomeridiane viene trasportata a spalle dalla chiesa parrocchiale di Camaro Superiore la statua raffigurante la Madonna Addolorata ('a Madonnuzza), fino al santuarietto sui Colli Sarrizzo. La domenica il fercolo processionale, con lungo corteo di devoti, percorre sentieri e mulattiere in un suggestivo percorso a stretto contatto con una natura ancora incontaminata, attraverso splendidi ambiti paesaggistici.
"Oltremodo caratteristico - scrive Carmelo Bottari - è il momento cui numerosi cacciatori, per l'occasione radunati, con i fucili da caccia, sparano in onore della Madonna sostituendosi ai fuochi d'artificio, non potendosi quest'ultimi effettuare in montagna". Pellegrini e fedeli, dopo i riti religiosi, si trattengono nei Colli per il pranzo a sacco, in un'allegra scampagnata con intrattenimenti musicali e ludici fino a quando, nel tardo pomeriggio, conclusa la recita del Rosario collettivo, la "Madonnuzza" rientra sempre in processione nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Incoronata.

A monte del santuarietto e ad esso collegati direttamente da un sentiero, sorgono i resti di quella che fu la Colonia Montana "Principe di Piemonte". In un desolato e freddo paesaggio bruegheliano, nel silenzio di morte che sovrasta come una cappa opprimente lo stesso luogo che risuonò delle grida argentine e delle risate felici di bambini anni Trenta e Quaranta, oggi muto ed immemore testimone di giochi spensierati e di sani esercizi ginnici a stretto contatto con la natura che pur si intrecciarono tra fitti e salubri boschi, i ruderi della Colonia mostrano le loro vuote e lugubri occhiaie dalle pareti superstiti, come tragici moncherini da conflitto atomico.
 

Nino Principato

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Tue, 29 May 2018 10:28:32 +0000 http://www.mutualpass.it/post/787/1/la-foresta-del-camaro
La libreria della rue Charras http://www.mutualpass.it/post/785/1/la-libreria-della-rue-charras http://www.mutualpass.it/post/785/1/la-libreria-della-rue-charras]]> La libreria della rue Charras” di Kaouther Adimi è un romanzo edito dall’Orma Editore che mescola romanzo di formazione, storico e diario intimo.

Il romanzo narra della chiusura della libreria “Les Vraies Richesses” di Algeri in cui si reca il ventenne Ryad che, per svolgere il proprio stage e laurearsi in Ingegneria, avrà il compito gravoso di svuotare il locale e permettere così l’apertura di un negozio di ciambelle. Ryad dovrà però fare i conti con la resistenza del quartiere, che farà di tutto per rendergli difficoltoso il compito, ma anche con la bonarietà e umanità di Abdallah (l’ultimo dipendente della ex libreria divenuta biblioteca statale) che, quando non dorme nella pizzeria di Moussa, rimane seduto avvolto dal suo sudario bianco sul marciapiede di fronte alla libreria. Ryad non ha mai amato la lettura. Per lui le storie contenute nei libri non sono una vera ricchezza, come l’insegna della libreria che prende il nome da un famoso romanzo di Jean Giono vuole trasmettere, e di essi come anche delle foto del libraio editore Edmond Charlot e degli scrittori da lui pubblicati non sa che farsene.

Anche Abdallah non è mai stato un fervido lettore ma lui, al contrario di Ryad, era legato alla storia della libreria. Fin da piccola sua figlia amava trascorrere del tempo nella libreria di Charlot e ancora conserva nel portafoglio la foto di lei che legge alla Vraies Richesses il suo libro preferito. Inoltre amava il suo lavoro, soprattutto la scaffalatura dei libri. Trascrivere tutti i dati dei libri nel registro apposito e sistemarli negli scaffali lo riempiva di gioia e gli faceva comprendere l’importanza del proprio lavoro. Da quando lo Stato ha deciso di vendere l’ex libreria ad Abdallah non sono rimasti che i suoi ricordi. Per tale motivo, nonostante la riprovazione per il lavoro svolto da Ryad, decide di raccontare storie al giovane protagonista del romanzo nella speranza di fargli comprendere il valore della lettura. Quindi Abdallah racconta a Ryad la storia di Edmond Charlot ma anche la storia dell’Algeria: dal centenario dell’occupazione francese del 1930 fino al pogrom parigino del 1961, in cui esercito e harkis (i soldati indigeni fedeli alla Francia) sterminarono i sostenitori dell’indipendenza algerina e gettarono i corpi nella Senna.

Nel tentativo di creare una storia condivisa e una memoria collettiva i sette capitoli del romanzo sono stati suddivisi dall’autrice in tre parti. La prima parte ambientata nell’Algeri dei nostri giorni ripercorre le giornate di Ryad; la seconda descrive la vita di un indigeno che rimembra i fatti che hanno caratterizzato il processo d’indipendenza algerino, con particolare approfondimento della strage di Sétif del 1954; e infine il diario “immaginario” di Edmond Charlot in cui veniamo a conoscenza della vera storia della libreria casa editrice Les Vraies Richesses, dell’avventura parigina delle Éditions Charlot e di Rivages, la sua ultima creazione libraria ad Algeri.

Apprendiamo così che Charlot ha lanciato Albert Camus, pubblicando il dramma “Rivolta nelle Asturie” con la sigla e.c. per evitare problemi di censura dal momento che il sindaco di Algeri ne aveva vietato la rappresentazione; come anche le difficoltà del libraio editore a fare capire alla clientela l’importanza di un’opera come Nozze, sempre di Camus ed edita da Charlot stesso, e che non esistono soltanto i classici e della felicità incommensurabile provata quando riuscì a vendere l’ultima copia. Inoltre veniamo a conoscenza dei suoi rapporti professionali e di amicizia (oltre al già citato Camus) con André Gide, Antoine de Saint-Exupéry, Jean Giono, Jules Roy, Emmanuel Roblès, Max-Pol Fouchet e tanti altri. Commoventi le parti dedicate a Saint-Exupéry come la tristezza dovuta all’impossibilità di poter guidare aeri a causa del divieto imposto dagli americani, la partita a scacchi con Gide e il dolce ricordo scaturito dall’aver appreso della sua tragica morte in cui rievoca un pranzo nel quale l’amico scrittore tardava ad arrivare, perché impegnato a costruire aeroplanini con la carta argentata delle barrette di cioccolata per i bambini del quartiere.

Con “la libreria della rue Charras” Kaouther Adimi scrive un romanzo imperniato di solarità camusiana e rotondità alla Giono in cui traspare la vitalità dei personaggi e il tempo scorre imperturbabile in maniera circolare, passando tra presente e passato e terminando da dove aveva iniziato: con la scrittrice che invita il lettore a perdersi nelle strade affollate sovrastate dal cielo azzurro e da cui si staglia sullo sfondo un mare argentato dell’Algeri del 2017 e, dopo aver percorso il dedalo di viuzze, arrivare alla libreria del 2 bis di rue Hamani (ex rue Charras).

Inoltre la scrittrice algerina è riuscita a instaurare nel romanzo quel noi, quella memoria collettiva che i libri sono capaci di creare e che bisogna sempre coltivare e tramandare, altrimenti si rischia di rimpiangere la perdita delle storie piccole (la vita di Edmond Charlot) e grandi (la storia dell’indipendenza algerina) che i libri contengono e che centri culturali come le librerie sono in grado di promuovere. La libreria “Les Vraies Richesses” esiste tutt’oggi come biblioteca “Hamani” e ancora reca all’ingresso la frase “Un uomo che legge ne vale due”. Un motivo in più per leggere questo libro meraviglioso vincitore del Prix du Style 2017, del Prix Renaudot des lycéens 2017 e del Prix Goncourt Choix d’Italie 2017.    

Roberto Cavallaro

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Mon, 28 May 2018 12:13:25 +0000 http://www.mutualpass.it/post/785/1/la-libreria-della-rue-charras
OLAFUR ARNALDS - For Now I Am http://www.mutualpass.it/post/784/1/olafur-arnalds-for-now-i-am http://www.mutualpass.it/post/784/1/olafur-arnalds-for-now-i-am]]> Olafur Arnalds, pianista e compositore islandese già in tournee con i Sigur Ros, è una delle figure di punta della scena modern classical contemporanea. 
For Now I Am Winter è un album del 2013 pubblicato dalla Mercury Classics, in cui minimalismo americano e sensibilità europee si intrecciano con le intuizioni del songwriter e vocalist Arnor Dan, presente in cinque delle tredici tracce dell'opera. Quelle di Arnalds sono delicate sinfonie che invitano alla riflessione. Archi, fiati e pianoforte si fondono a spunti elettronici discreti e mai invadenti che danno vita a toni leggiadri intensamente avvolgenti. La progressione armonica di For Now I Am Winter è resa ancorapiù incisiva dagli arrangiamenti orchestrali di Nico Muhly, abile ad esaltare esteticamente la verve creativa di Arnalds.

n.b.

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Thu, 24 May 2018 11:05:57 +0000 http://www.mutualpass.it/post/784/1/olafur-arnalds-for-now-i-am
Fino al 26 Maggio la mostra "Fotogrammi" http://www.mutualpass.it/post/783/1/fino-al-26-maggio-la-mostra-fotogrammi http://www.mutualpass.it/post/783/1/fino-al-26-maggio-la-mostra-fotogrammi]]> Fino a Sabato 26 Maggio, presso il Cinema Multisala Apollo di Messina, “Fotogrammi – Mostra pittorica e grafica liberamente ispirata a locandine di film”. E’ il primo evento speciale in programma nella 50esima edizione del “Fotogramma d’Oro Short Film Festival 2018”che si svolgerà dal 23 al 26 maggio.


All’iniziativa, ideata dal pittore messinese Piero Serboli, hanno aderito numerosi artisti tra pittori, grafici ed illustratori con opere inedite, frutto della loro fantasia ed ispirazione. Hanno partecipato Lelio Bonaccorso, Mamy Costa, Franco Currò, Ilenia Delfino, Alessandro Faccini, Nello Fatato, Francesca Fulci, Maurizio Gemelli, Antonio Giocondo, Alessandra Lanese, Antonella Mangano, Mantilla, Josè Martino, Claudio Militti, Filippo Minolfi, Riccardo Orlando, Mimma Oteri, Paolo Piccione, Stellario Picichè, Fabio Pilato, Giuseppe Pittaccio, Laura Pittaccio, Alessandro Samiani, Alfredo Santoro, Gianluca Scalone, Demetrio Scopelliti, Margherita Serboli, Togo, Valeria Trimboli ed Aurelio Valentini.


Pittori, grafici ed illustratori hanno proposto su una tela di formato 70×33, di misura uguale a quella delle vecchie locandine che erano affisse in città, un’interpretazione personale di un film a loro scelta, l’artista del ferro Fabio Pilato, invece, realizzerà un’istallazione con la miniatura della sua scultura “L’ombra del postino” dedicata a Massimo Troisi.
Si tratta della prima iniziativa di questo genere, mai realizzata in altri Festival, che vuol essere la testimonianza del felice connubio esistente tra il cinema e le altre arti figurative.
 

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Tue, 22 May 2018 10:59:15 +0000 http://www.mutualpass.it/post/783/1/fino-al-26-maggio-la-mostra-fotogrammi
Grande Madre Acqua http://www.mutualpass.it/post/782/1/grande-madre-acqua http://www.mutualpass.it/post/782/1/grande-madre-acqua]]> Grande Madre Acqua di Živko Čingo è un classico della letteratura slava del Novecento recentemente riscoperto da CasaSirio. L’edizione francese ha vinto il Prix Nocturne nel 2014 e da questo romanzo è stato tratto il film “The Great Water” di Ivo Trajkov risultato vincitore della Palma d’Oro nel 2004.

L’opera narra di due orfani, Lem e Keïten, che si ritrovano a dover trascorrere la loro gioventù nell’orfanotrofio la “Chiarezza” durante gli anni della dittatura di Tito. Circondato da un muro altissimo che impedisce di relazionarsi con il mondo esterno, l’orfanotrofio in passato era stato un manicomio di cui l’unico superstite è il campanaro. All’interno dell’istituto diretto dal Piccolo Padre e dalla vice direttrice Olivera Srezoska il tradimento è lo strumento a cui ricorrono gli orfani che intendono mettersi in luce e avere un dossier di tutto rispetto. Non tutti sono disposti però a sottostare passivamente a questo clima di terrore e di sospetto reciproco. Tra questi vi sono i due protagonisti del romanzo: Lem e Keïten.

Lem è il narratore del romanzo che ormai adulto e libero decide di descrivere le giornate trascorse nell’orfanotrofio durante l’infanzia e la profonda amicizia che lo legava a Keïten, per tramandare ai posteri una testimonianza della vita oppressiva vissuta durante gli anni del regime comunista in Jugoslavia e in particolare a Ochrid, in Macedonia. Sottoposti a un’educazione pianificata e alquanto discutibile e la cui disciplina più importante è quella di condotta morale, i bambini riescono a trovare un brandello di felicità soltanto nella “Giornata del talento” in cui ognuno ha la possibilità di dedicarsi all’arte e mettere in mostra le proprie capacità.

Oltre al desiderio di una vita libera e felice ciò che più agognano gli orfani della Chiarezza è inoltre il desiderio di una madre. Questo desiderio si esplica per tutto il romanzo e trova la sua più grande espressione nella figura della Grande Madre Acqua. La Grande Madre Acqua non è altro che il lago adiacente all’orfanotrofio che Lem e Keïten evocano continuamente come immagine pura di libertà, sogno, felicità e affetto. Essa è fondamentalmente l’antitesi dell’orfanotrofio nel quale vigono ordine, disciplina, controllo, sospetto, privazione e afflizione.

A tutto ciò l’altro protagonista del romanzo, Keïten, risponde con la risata. Una risata terribile e implacabile che fa infuriare il direttore e gli inseganti dell’orfanotrofio ma che, nonostante le punizioni che ne derivano, è l’unico modo che il giovane ha per non piegarsi definitivamente alla crudeltà del regime e avvicinarsi a quella madre che tanto desidera e che cerca di riprodurre, in quei pochi momenti di isolamento, in un bastoncino di legno rubato dalla falegnameria dell’orfanotrofio.

Con una scrittura lirica e melodica Čingo descrive la durezza della vita della gioventù slava negli anni della dittatura di Tito, criticando la disumanità e la mancanza di libertà insiti nelle dittature. Grande Madre Acqua è un libro che fa riflettere ed emozionare al tempo stesso. Un vero e proprio capolavoro da leggere e rileggere e, come direbbe Martino Ferrario di CasaSirio, un libro “che proprio non puoi smettere di raccontare”.                                 

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Mon, 21 May 2018 10:50:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/782/1/grande-madre-acqua
Il gruppo scout Messina 4 compie 65 anni http://www.mutualpass.it/post/781/1/il-gruppo-scout-messina-4-compie-65-anni http://www.mutualpass.it/post/781/1/il-gruppo-scout-messina-4-compie-65-anni]]> In occasione del 65° anniversario dalla fondazione, il gruppo scout Agesci Messina 4 organizza un weekend all'insegna della cultura e delle tradizioni. Movimento internazionale che conta oltre quaranta milioni di iscritti nel mondo, lo scoutismo nasce nel 1907 per volere del tenente generale inglese Robert Baden-Powell. Basato sul volontariato e sull'importanza dell'esperienze sul campo, il mondo scout ha come obiettivo principale lo sviluppo fisico, morale e spirituale all'interno dell'universo giovanile. Il gruppo Agesci Messina 4 nasce nel 1953, per volere del fondatore Elio Allegra, e trova casa all'interno dei locali dell'istituto Don Orione grazie all'intervento di Don Piacente.

La lunga storia del gruppo può vantare tante esperienze importanti sia a livello nazionale che internazionale. Per tali motivi l'intero collettivo del gruppo Agesci Messina 4 festeggia il proprio 65° anniversario attraverso diverse iniziative presso l'istituto DonOrione: sabato 19 Maggio verrà inaugurata la mostra storica del gruppo scout, a seguire si terrà l'incontro-dibattito "Il cuore al passato, lo sguardo al futuro". Interrogandosi sull'importanza dei valori dello scoutismo nel futuro dei giovani, interverranno i seguenti relatori: Marco Pappalardo, giornalista e docente di lettere, Marilena Galletta, responsabile regionale Agesci Sicilia, Dino Russo, incaricato Agesci Formazione Capi – Regione Sicilia, Giuseppe Cardile

In merito all'iniziativa Daniele Di Bartolo, capo gruppo Agesci Messina 4, dichiara: "Festeggiare un anniversario significa raccontare la storia delle persone che in questi 65 anni hanno seminato e si sono presi cura di questa bellissima avventura, una realtà forte e importante del nostro territorio. La missione di chi crede nei valori dello scoutismo è, parafrasando il nostro fondatore Robert Baden Powell, di voler lasciare questo mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato."

Il gruppo scout Agesci Messina 4 estende l'invito a tutta la cittadinanza e dà appuntamento a sabato 19 Maggio a partire dalle 17,30 nei locali dell'istituto Don Orione.

 

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Fri, 18 May 2018 17:37:52 +0000 http://www.mutualpass.it/post/781/1/il-gruppo-scout-messina-4-compie-65-anni
18 Maggio - Giornata Internazionale dei Musei http://www.mutualpass.it/post/780/1/18-maggio-giornata-internazionale-dei-musei http://www.mutualpass.it/post/780/1/18-maggio-giornata-internazionale-dei-musei]]> Oggi, 18 Maggio, si festeggia la Giornata Internazionale dei Musei. Istituita dall’ICOM (Internazional Council of Museum), è un’occasione per ricordare che questi luoghi di cultura hanno un valore aggiunto ulteriore a quello artistico, sono un mezzo importante per lo scambio culturale, l'arricchimento delle culture, lo sviluppo della comprensione reciproca, della cooperazione e della pace tra i popoli.    

Il tema scelto per quest’anno è “Musei iper connessi: nuovi approcci, nuovo pubblico.” Iperconnettività è un termine inventato nel 2001 per indicare i molteplici metodi di comunicazione che abbiamo ora a disposizione: i contatti di persona, il telefono, le email, la messaggistica istantanea, le piattaforme Web e i Social Media. Questa rete globale di contatti diventa ogni giorno più complessa, diversificata e integrata. Oggi le possibilità offerte dagli strumenti di comunicazione rivestono un ruolo importante nei Musei, i quali, tramite il loro utilizzo, possono coinvolgere un pubblico sempre più ampio, avvicinandolo alle collezioni con modalità innovative.

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Fri, 18 May 2018 10:19:02 +0000 http://www.mutualpass.it/post/780/1/18-maggio-giornata-internazionale-dei-musei
17 Maggio - Giornata Mondiale contro l’Ipertensione http://www.mutualpass.it/post/779/1/17-maggio-giornata-mondiale-contro-l-ipertensione http://www.mutualpass.it/post/779/1/17-maggio-giornata-mondiale-contro-l-ipertensione]]> (ADNKronos Salute) Oggi, 17 Maggio, si celebra la Giornata Mondiale contro l'Ipertensione arteriosa. L'ipertensione è una condizione caratterizzata da una elevata pressione del sangue nelle arterie, dovuta all’aumento della quantità di sangue circolante (ipervolemia) e/o alla resistenza opposta dalle arterie al flusso del sangue a seguito di vasocostrizione o irrigidimento delle pareti dei vasi. Interessa circa il 30% della popolazione adulta di entrambi i sessi. La misurazione della pressione arteriosa avviene attraverso due valori: la pressione massima o sistolica che si rileva in corrispondenza della fase di contrazione del cuore e la pressione minima o diastolica che coincide con la fase di rilasciamento del muscolo cardiaco.

Si parla di ipertensione arteriosa sistolica quando aumenta solo la pressione massima e di ipertensione diastolica quando risultano alterati i valori della pressione minima. Si definisce ipertensione sisto-diastolica la condizione in cui entrambi i valori di pressione (minima e massima) sono superiori alla norma. Classicamente, e come conseguenza delle modificazioni che avvengono nell'organismo per effetto dell'invecchiamento, gli anziani e i grandi anziani (ultranovantenni) soffrono più spesso di ipertensione arteriosa sistolica isolata, con valori di pressione massima anche molto alti, e pressione minima bassa. Le forme di ipertensione diastolica isolata, al contrario, sono più frequenti nei soggetti più giovani.

L'ipertensione arteriosa può essere classificata in primaria e secondaria. Nell'ipertensione arteriosa primaria (o essenziale), che rappresenta circa il 95% dei casi di ipertensione, non esiste una causa precisa, identificabile e curabile: gli elevati valori pressori sono il risultato dell'alterazione dei meccanismi complessi che regolano la pressione (sistema nervoso autonomo, sostanze circolanti che hanno effetto sulla pressione).

Nel restante 5% dei casi, invece, l'ipertensione è la conseguenza di malattie, congenite o acquisite, che interessano i reni, i surreni, i vasi, il cuore, e per questo viene definita ipertensione secondaria. In questi casi, l'individuazione e la rimozione delle cause (cioè, la cura della malattia di base) può accompagnarsi alla normalizzazione dei valori pressori. A differenza dell'ipertensione arteriosa essenziale, che classicamente interessa la popolazione adulta, l'ipertensione secondaria interessa anche soggetti più giovani e spesso si caratterizza per valori di pressione più alti e più difficilmente controllabili con la terapia farmacologica.

I valori normali per la popolazione adulta sono compresi entro i 140/90 mmHg. Nei pazienti ad elevato rischio cardiovascolare (postinfartuati, scompensati o con altre patologie cardiache) i valori raccomandati non dovrebbero superare i 130/80 mmHg. Poiché la pressione arteriosa risente di alcuni fattori predisponenti (età, sovrappeso, diabete, fumo, alcol, stress, sedentarietà) il primo intervento terapeutico consiste nel modificare il proprio stile di vita cercando di seguire un regime alimentare adeguato e di eliminare gli eventuali fattori di rischio. Qualora la risposta alla modifica delle proprie abitudini di vita non basti è necessario ricorrere al trattamento farmacologico.

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Thu, 17 May 2018 10:44:16 +0000 http://www.mutualpass.it/post/779/1/17-maggio-giornata-mondiale-contro-l-ipertensione
Fino al 17 Maggio, Mantilla in mostra alla Galleria Cavour http://www.mutualpass.it/post/778/1/fino-al-17-maggio-mantilla-in-mostra-alla-galleria-cavour http://www.mutualpass.it/post/778/1/fino-al-17-maggio-mantilla-in-mostra-alla-galleria-cavour]]> Fino al 17 maggio sarà possibile visitare, presso la galleria “Arte Cavour”, la mostra “Autoritratto con dipinti” del maestro Mantilla. La mostra presenta una serie di dipinti inediti che indagano nei recessi della mente dell’artista. Una esposizione approfondita molto interessante per quanto riguarda la storia della creazione di ogni opera che ci permette di vivere passo dopo passo gli errori, i dubbi, i tormenti che hanno accompagnato l’artista nella realizzazione dei suoi capolavori: quasi come immergerci nella mente di Mantilla.

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Tue, 15 May 2018 16:58:03 +0000 http://www.mutualpass.it/post/778/1/fino-al-17-maggio-mantilla-in-mostra-alla-galleria-cavour
La fontana del Lauro http://www.mutualpass.it/post/777/1/la-fontana-del-lauro http://www.mutualpass.it/post/777/1/la-fontana-del-lauro]]> Nell’attuale slargo denominato “Rotonda di San Francesco di Paola”, anticamente “Campo del Santo Sepolcro”, esistono ancora i resti informi di una fontana la cui ubicazione in questo sito si rileva nelle antiche carte planimetriche della città. In particolare, nella pianta topografica che era allegata alla guida stampata a cura del Municipio nel 1902, “Messina e dintorni”, la fontana appare contornata da alberi. Potrebbe trattarsi del cosiddetto “Fonte del Lauro” di cui parlano gli storici antichi, toponimo che era stato dato al tratto di spiaggia dove si trovava la “Cala della Sanità” in San Francesco di Paola. L’annalista Cajo Domenico Gallo, in particolare, ci riferisce di una “…concessione che avrebbe fatto il Senato messinese il 6 Marzo 1514 a Gio. Giacomo di Cutelli di questa contrada per tarì sei l’anno, per fabbricarvi una fornace e costruire una fonte”.

Non sappiamo se questa fontana di cui parla il Gallo sostituì quella più antica o se si tratti di un’altra ubicata nella zona, anche perché la troviamo citata da Michaelis Platiensìs  nella “Historia Sicula” (in R. Gregorio, “Bibliotheca scriptorum qui res in Sicilia gestas sub Aragonum imperio retulere”, II,  Palermo 1792) con la denominazione di “la funtana di lauru”, a proposito dello sbarco nella zona di due galee pisane del Conte di Novara, Matteo Palizzi, che ritornava dall’esilio nel 1348.

Giuseppe La Farina, nella sua opera “Messina ed i suoi Monumenti” stampata nel 1840, a pag. 35, riporta l’iscrizione datata 1724 “…la quale era in un fonte vicino la Chiesa di S. Francesco di Paola”, che verosimilmente doveva trovarsi murata proprio sulla fontana di cui oggi rimangono gli avanzi:    

D.O.M.

IMPERANTE CAROLO VI. VICEREGNANTE COMITE DE PALMA,

GUBERNANTE CIVITATEM COMITE DE WALLIS.

P.P.P.

UT ACTIONIBUS NOSTRIS IUSTE PROCEDAMUS 

Nel 1884 vi furono collocati per ornamento I cosiddetti “Quattro Cavallucci” che facevano parte delle altrettante fontane site nella piazza di Santa Maria La Porta (l’attuale Largo Seguenza), realizzate nel 1742 dallo scultore catanese Giovan Battista Marino su progetto dell’architetto Gaetano Ungaro. Si trattava di puttini che cavalcavano dei cavalli marini all’interno di vasche ovali (due di queste vasche sono state recentemente collocate in Largo San Giacomo, alle spalle del Duomo), che venivano qui trasportate nel 1896 e sistemate in un laghetto artificiale appositamente costruito.

Nel 1934, per realizzare il Lungomare e la Fiera, il laghetto veniva interrato e le sculture temporaneamente depositate nel recinto dell’ex Gazometro per interessamento dell’ing. Lo Surdo da dove, in seguito, scomparivano.

Nino Principato

 

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Tue, 15 May 2018 10:33:07 +0000 http://www.mutualpass.it/post/777/1/la-fontana-del-lauro
Inaugurata "Arte in Laboratorio" con la mostra di Aurelio Valentini http://www.mutualpass.it/post/776/1/inaugurata-arte-in-laboratorio-con-la-mostra-di-aurelio-valentini http://www.mutualpass.it/post/776/1/inaugurata-arte-in-laboratorio-con-la-mostra-di-aurelio-valentini]]> La cultura in un’originale location, diversa dai canoni consueti. E’ stata inaugurata sabato “Arte in Laboratorio”, il nuovo ambizioso progetto promosso dal team di MutualPass che prosegue la linea contenutistica di “Quadro Clinico, Stare Bene con Arte”, la manifestazione che ha posto al centro la collettiva di 27 artisti realizzata nel mese di gennaio nella Chiesa di Santa Maria Alemanna.

Per quattro settimane (fino a venerdì 8 giugno, ndr) il pittore messinese Aurelio Valentini esporrà le proprie opere, che raffigurano un arco temporale di oltre 30 anni di carriera. E’ questa la prima delle numerose mostre personali del ricco programma, che trasformeranno il laboratorio d’analisi 2010 Group in una galleria d’arte a tutti gli effetti. I locali di via Maddalena 24 a Messina (Studio 3 - dott. Luigi Mondello) ospiteranno, così, un’inusuale produzione.

Si punta a ribaltare l’immagine comune e stereotipata degli spazi legati alla malattia, unendo medicina ed arte in una visione unitaria, che trae nella bellezza estetica da condividere con gli altri uno dei suoi punti di forza, come confermano le parole di Luigi Mondello, tra gli ideatori dell’evento: “Da più di un anno portiamo avanti il connubio arte-medicina. Abbiamo cominciato con “Quadro Clinico-Stare Bene con Arte”. Stare bene con l’arte è un messaggio fondamentale per la salute, che noi intendiamo diffondere in luoghi non usuali, come possono essere un laboratorio o un ambulatorio medico. Credo, infatti, che il poter ammirare, anche solo per pochi minuti, delle tele è motivo di benessere fisico e mentale. L’auspicio è che tale iniziativa possa essere condivisa e replicata anche in altre realtà sanitarie ed ambienti diversi”. Si è cominciato con la mostra di Valentini. “Si tratta di un validissimo artista figurativo, che rappresenta con leggerezza alcuni aspetti caratterizzanti della nostra società, che vanno dall’emigrazione allo stato emozionale giovanile”. “Ho sempre trattato temi che riguardano il sociale, la gente - Valentini descrive, così, la sua arte -  l’uomo che lavora e vive per le strade. Ho iniziato a dipingere a 15 anni e provato subito una grandissima ammirazione per Guttuso, conservata nella scelta dei soggetti”.                

 

E’ possibile ammirare i quadri durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00).

 

 

 

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Mon, 14 May 2018 17:18:40 +0000 http://www.mutualpass.it/post/776/1/inaugurata-arte-in-laboratorio-con-la-mostra-di-aurelio-valentini
La fattoria degli animali liberi http://www.mutualpass.it/post/775/1/la-fattoria-degli-animali-liberi http://www.mutualpass.it/post/775/1/la-fattoria-degli-animali-liberi]]> La Fattoria degli animali liberi è una fiaba illustrata per bambini scritta da Martin Waddel e disegnata da Helen Oxenbury.

La fiaba, edita da Mondadori, narra delle disavventure di una papera che abita in una fattoria inglese con un contadino pigro che pensa soltanto a mangiare e a dormire. A causa della pigrizia del contadino la papera si trova a dover gestire da sola la fattoria. Far pascolare le mucche e le pecore come anche gestire il pollaio non è un lavoro di poco conto per un animale da cortile. A tutto ciò si deve aggiungere che il povero pennuto è costretto a svolgere anche i lavori domestici in vece del contadino, a cui a fine giornata deve rendere conto del lavoro svolto nella fattoria. Gli altri animali vedendo la papera stremata dalla fatica decidono un bel giorno di riunirsi di notte al chiaro di luna per organizzare una rivolta contro il fattore. L’esito della rivolta porterà alla scacciata del contadino e al controllo della fattoria da parte degli animali che, sotto la supervisione della papera, si mettono a collaborare per il corretto funzionamento dell’attività.

In conclusione con questo albo illustrato Waddel e Oxenbury descrivono con leggerezza e humour una storia di amicizia e giustizia in cui si afferma l’importanza della libertà, della solidarietà e della cooperazione.

Questa fiaba illumina sul fatto che non bisogna tollerare le ingiustizie e che bisogna lottare per il rispetto dei propri diritti.

Roberto Cavallaro

  

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Mon, 14 May 2018 10:30:27 +0000 http://www.mutualpass.it/post/775/1/la-fattoria-degli-animali-liberi
Incontro con l’autore - Arturo Stevani http://www.mutualpass.it/post/774/1/incontro-con-l-autore-arturo-stevani http://www.mutualpass.it/post/774/1/incontro-con-l-autore-arturo-stevani]]> Sabato 12 maggio 2018 si terrà alla libreria Dedalus di via Camiciotti 16 alle ore 19:00 la presentazione di "In vaggio, il cagnolino rise" di Arturo Stevani edito da BookaBook. Dialogherà con l'autore Roberto Cavallaro, titolare della libreria Dedalus. L'evento è inserito all'interno del programma del Maggio dei libri 2018 a Messina. 

Arturo Stevani è lo pseudonimo che separa l'autore dalla persona fisica ed è originario di Messina. Vive a Milano e "In viaggio, il cagnolino rise" è il suo romanzo d'esordio. Il romanzo narra del viaggio che il ventisettenne Arturo Stevani ha compiuto da settembre a novembre 2014 in Nuova Zelanda. Desideroso di scappare da "un posto bello in cui non vivere" Arturo si reca in terra Maori per conoscere se stesso e capire di cosa fare del proprio futuro. Qui tiene un diario dove annota gli spostamenti, le esperienze e gli incontri significativi che influenzeranno il suo modo di pensare e lo renderanno una persona differente da quella che era.

Dedalus è una giovane libreria di varia presente sul mercato dal 9 dicembre 2016 e il cui nome rinvia a Stephen Dedalus, il protagonista del Ritratto dell’artista da giovane di James Joyce e che fa la sua apparizione anche nell’Ulisse, il capolavoro dell’illustre scrittore irlandese.

 

 

 

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Fri, 11 May 2018 11:56:14 +0000 http://www.mutualpass.it/post/774/1/incontro-con-l-autore-arturo-stevani
10 Maggio - Giornata Mondiale contro il Lupus http://www.mutualpass.it/post/773/1/10-maggio-giornata-mondiale-contro-il-lupus http://www.mutualpass.it/post/773/1/10-maggio-giornata-mondiale-contro-il-lupus]]> Il 10 maggio è la Giornata mondiale contro il Lupus, una giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo questa malattia autoimmune che colpisce circa il 90% delle donne e di cui, ad oggi, non si conoscono le cause né le possibili cure. Il lupus è una malattia cronica che può danneggiare qualsiasi parte del corpo (pelle, articolazioni e / o organi all'interno del corpo). Cronico significa che i segni e i sintomi tendono a durare più di sei settimane e spesso per molti anni. Nel lupus, qualcosa altera il sistema immunitario, che è la parte del corpo che combatte contro virus, batteri e germi ("invasori stranieri", come l'influenza). Normalmente il nostro sistema immunitario produce proteine ​​chiamate anticorpi che proteggono il corpo da questi invasori. Autoimmune significa invece che il sistema immunitario non può riconoscere la differenza tra questi invasori stranieri e i tessuti sani del corpo e crea autoanticorpi che attaccano e distruggono i tessuti sani. Questi autoanticorpi causano infiammazione, dolore e danni in varie parti del corpo.

Un problema di salute globale

Ogni giorno, più di 5 milioni di persone in tutto il mondo lottano con le conseguenze spesso debilitanti della salute del lupus, problemi a pelle, cuore, polmoni, reni e cervello. Il Lupus colpisce le persone in tutte le parti del mondo, in particolar modo l’incidenza di questa malattia si fa più forte per alcuni particolari gruppi di persone.  World Lupus Day è un evento promosso dalla Federazione Mondiale del Lupus, una coalizione di pazienti di tutto il mondo, uniti per migliorare la qualità della vita delle persone affette da lupus. Attraverso gli sforzi coordinati dei suoi affiliati globali, la Federazione Mondiale Lupus lavora per creare una maggiore consapevolezza e comprensione del lupus, fornire istruzione e servizi alle persone che vivono con la malattia e difendere a loro nome. La giornata mondiale si concentra sulla necessità di migliorare i servizi sanitari per i pazienti, una maggiore ricerca sulle cause e la cura del lupus, una diagnosi e un trattamento precoci

 

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Thu, 10 May 2018 11:04:41 +0000 http://www.mutualpass.it/post/773/1/10-maggio-giornata-mondiale-contro-il-lupus
Arte in Laboratorio - Aurelio Valentini http://www.mutualpass.it/post/772/1/arte-in-laboratorio-aurelio-valentini http://www.mutualpass.it/post/772/1/arte-in-laboratorio-aurelio-valentini]]> Arte in Laboratorio” è la nuova idea culturale del team di MutualPass. Ricevendo virtualmente il testimone da “Quadro Clinico, Stare Bene con Arte”, l’evento che ha posto al centro la collettiva di 27 artisti messinesi o d’adozione realizzato a gennaio nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, che ha riscosso ampi consensi, prenderà il via sabato 12 maggio un altro ambizioso progetto che intende continuare a promuovere il connubio tra arte e medicina con un’inedita produzione. Si punta a ribaltare, infatti, l’immagine comune e stereotipata degli spazi legati unicamente alla malattia e al disagio fisico. Con un ricco programma di mostre personali, il laboratorio d’analisi 2010 Group si trasformerà per diversi mesi in una galleria d’arte a tutti gli effetti, nella quale gli artisti ed il pubblico, direttamente interessato o casuale, si potranno incontrare, presso i locali di via Maddalena, 24 a Messina (Studio 3 - dott. Luigi Mondello), in un contesto sicuramente inusuale. Medicina e Arte si combineranno, così, in una visione unitaria, che avrà il medesimo soggetto, l’uomo, e il medesimo scopo, la cura. Mutualpass riconosce nella prassi creativa dell’artista la stessa attenzione e disciplina dell’arte medica.

LA MOSTRA ANTOLOGICA DI AURELIO VALENTINI - Il primo pittore che esporrà le proprie opere per quattro settimane (fino a venerdì 8 giugno) sarà il messinese Aurelio Valentini. Dotato di un’eccellente tecnica, ha sempre prediletto nella lunga carriera un realismo non disgiunto da una forte e sensibile visione etica del mondo. La sua è una pittura chiara, limpida, ricca di dettagli felicemente risolti. Il grande spazio bianco su cui si stagliano le figure costituisce un salto intellettuale e concettuale che da una parte esalta la potenza cromatica ed emotiva dell’immagine e dall’altra ne rappresenta il fondale astratto, il vuoto pneumatico della ragione, costruito per potenziare la carica umana, concreta, potente dei personaggi.  

“Arte in Laboratorio” e la mostra antologica di Valentini saranno presentati sabato, alle ore 18, nel corso di un incontro al quale prenderà parte pure la stampa cittadina. Sarà possibile ammirare i quadri durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00). I visitatori riceveranno preziose informazioni sia sull’artista che naturalmente sulla stessa originale iniziativa.   

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Wed, 9 May 2018 10:01:28 +0000 http://www.mutualpass.it/post/772/1/arte-in-laboratorio-aurelio-valentini
Per Opera al Centro la mostra "flow" di Alessandra Lanese http://www.mutualpass.it/post/771/1/per-opera-al-centro-la-mostra-flow-di-alessandra-lanese http://www.mutualpass.it/post/771/1/per-opera-al-centro-la-mostra-flow-di-alessandra-lanese]]> Sabato 5 maggio 2018, alle ore 18.00, nell’ambito del progetto “Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta, promossa dalla Sezione Arti Visive del Teatro Vittorio Emanuele, è stata inaugurata la Mostra “flow” di Alessandra Lanese. Una pittura trasversale, che percorre il tempo nelle sue declinazioni di “è stato”, “è”, “potrà essere”, quella di Alessandra Lanese.

Per ciascun ambito l’artista è stata capace di ipotizzare una grammatica dell’emozione apparentemente diversa, a volte “superficialmente” incongrua, ma in una lettura globale mentalmente ed emotivamente consequenziale: inevitabile. “Le mappe nel tempo”, affermazione di un’isola che c’è, “le architetture urbane”, richiamo a un presente che non ha ancora una storia e “bocce di memorie future”, frammenti per luoghi possibili, percorso che inizia dalle sue tele e da queste diversa nelle sue “bocce” di vetro all’interno di uno spazio nuovo, sono le firme dei tre momenti che identificano il suo percorso.

La mostra sarà visibile fino a martedì 15 maggio dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 16,30 alle 19, escluso il lunedì.

Alessandra Lanese Alessandra Lanese nasce a Messina nel 1969. Frequenta l’Istituto d’Arte della sua città e successivamente l’Accademia di Belle Arti a Catania. Dal 1994 si dedica alla fotografia, lavorando a numerosi “autoritratti”. Il suo esordio la lancia in numerosi incontri con i maestri della fotografia italiani qual Mario Cresi e Gianni Berengo Gardin, seguita dalla partecipazione a importanti manifestazioni fotografiche. Dal 2000 è direttrice didattica all’Accademia di Belle Arti di Messina. Il progressivo affermarsi del mezzo fotografico e la conseguente “massificazione e sfruttamento dell’immagine” spostano definitivamente il suo interesse verso la pittura che frequenta assiduamente a partire dal 2006 ma non prima di aver partecipato alla Biennale Internazionale di fotografia a Brescia a cura di Ken Damy. Al 2012 mostra personale di pittura “Le immagini (s)velate” al Monte di pietà di Messina e successivamente Palazzo D’Amico Milazzo. Conclude l’anno 2012 con una bipersonale insieme ad Antonello Arena I non luoghi Cartiere Vannucci, Milano. Nel 2013 ancora una volta con Antonello Arena realizza Ricerche convergenti ma non troppo Fiumara d’arte, per il museo d’arte contemporanea di Tusa.

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Tue, 8 May 2018 18:01:34 +0000 http://www.mutualpass.it/post/771/1/per-opera-al-centro-la-mostra-flow-di-alessandra-lanese
Arte in Laboratorio http://www.mutualpass.it/post/770/1/arte-in-laboratorio http://www.mutualpass.it/post/770/1/arte-in-laboratorio]]> Arte in Laboratorio è un un’iniziativa del gruppo Mutual Pass. Seguendo la filosofia dalla mostra “Quadro Clinico”, collettiva di artisti messinesi realizzata lo scorso gennaio nella chiesa di Santa Maria Alemanna di Messina, il team intende promuovere il connubio tra arte e medicina con una nuova, inedita produzione.

Arte in Laboratorio intende ribaltare il classico paradigma che vede nei laboratori d’analisi dei luoghi di sanità, spazi legati inevitabilmente alla malattia e al disagio fisico. Con un programma di mostre personali, i locali del nostro laboratorio di Via Maddalena diverranno una galleria d’arte a tutti gli effetti, dove gli artisti e il pubblico potranno incontrarsi fuori dalle consuete cornici delle gallerie e delle istituzioni culturali. 

Con Arte in Laboratorio, Mutualpass vuole far incontrare arte e pubblico secondo una visione unitaria che ha nella medicina e nella cultura artistica il medesimo soggetto, l’uomo, e il medesimo scopo: la cura. Mutualpass riconosce nella prassi creativa dell’artista la stessa attenzione, lo stessa disciplina, dell’arte medica. Questo pensiero unitario, praticato tramite le rubriche quotidiane del nostro sito, con Arte in Laboratorio sposta ancora più in alto il livello della sfida con l’attuale contesto socio economico e culturale.  Un contesto particolarmente difficile, quello del nostro tempo e della nostra città, che ci trova desiderosi di aperture e contaminazioni positive tra discipline e ambiti e luoghi tradizionalmente considerati diversi.

Arte in Laboratorio vedrà l’esposizione di un artista, per la durata di 4 settimane, presso la nostra sede di Via Maddalena. La mostra sarà visitabile durante tutto l’orario d’apertura del laboratorio, con informazioni sull’artista e le opere a disposizione degli utenti o dei semplici avventori. Prevista anche la partecipazione al progetto di giovanissimi artisti cui verranno dedicati alcune iniziative specifiche.

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Tue, 8 May 2018 09:26:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/770/1/arte-in-laboratorio
A Messina la mostra "Genesi" di Giuseppe Pizzardi http://www.mutualpass.it/post/769/1/a-messina-la-mostra-genesi-di-giuseppe-pizzardi http://www.mutualpass.it/post/769/1/a-messina-la-mostra-genesi-di-giuseppe-pizzardi]]> Venerdì 4 maggio, alle ore 18:00, presso le sale espositive dell’Università Telematica Pegaso a Messina, è stata inaugurata la mostra “Genesi” di Giuseppe Pizzardi, curata dalla professoressa Mariateresa Zagone, in mostra fino al 13 Maggio.

"La natura di Dio è un cerchio il cui centro è ovunque e la cui circonferenza non è da nessuna parte” (Empedocle da Agrigento)

Genesi è l’origine del tutto, dalla radice greca γεν di γιγνομαι = nascere; è il primo libro della Torah del Tanakh ebraico e della Bibbia cristiana...”In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”. Genesi è anche, nel linguaggio estetico, il processo che sta alla base della creazione di un’opera d’arte che, nel caso di Giuseppe Pizzardi, è un percorso ragionato, un modo di comprendere l’Universo attraverso la sua rappresentazione noumenica nel microcosmo della tela, una forma di conoscenza della realtà che avviene tramite la misura dello spazio.

Le opere di questa mostra “ascetica” sono schemi bidimensionali sui quali il segno si riappropria della sua ancestrale valenza di simbolo in una dimensione meditativa, sono eventi visivi in cui l’artista getta via la sua mano per dipingere con la mente in un faticoso processo di scarnificazione che rinuncia all’abilità imitativa e in cui il perimetro grafico o cromatico fa della pittura un luogo riflessivo, di ricerca dell’assoluto. La superficie delle tele è quieta, vi si può leggere la memoria filtrata di esperienze visive che vanno da Bisanzio a Rothko, dal gesto assoluto di Fontana agli Achromes di Manzoni; la materia con la quale sono realizzate (una sovrapposizione di smalti, acrilici, colle) è percettiva, quasi una sedimentazione priva di peso cui è affidato l’arduo compito di trasformare l’invisibile in visibile. La determinata, quasi spietata eliminazione dell’aspetto decorativo o semplicemente attraente passa anche attraverso il colore sublimato dalla rarefazione dei bianchi, dei tortora e dei rosa che man mano emergono dal profondo come in un procedimento psichico, così come dalla luce dell’oro in un confronto dialettico con l’assoluto di cui, da sempre, è simbolo.

La calibrata progettazione di queste tele ce le fa percepire come sature di silenzio, Pizzardi infatti non agisce in maniera empirica o istintiva e pone lo spettatore sulla soglia di un infinito che non può che trovare epifania nel simbolo, spia di una caparbia ierofania di quello stato di grazia arcaico in cui l’uomo sentiva la sua appartenenza cosmica al vivente. L’uovo, la croce, la freccia che indica lo struggente percorso a ritroso del molteplice all’Uno, come pure le cifre o le lettere si accampano su queste cartografie di reminiscenze lontane caricandosi del valore di archetipi ampliando così la dimensione dell’inconscio individuale. Di certo Genesi non è una mostra facile per chi cerca banali virtuosismi tecnici, ci presenta paesaggi trascendenti davanti ai quali è necessario un silenzio contemplativo, come se stessimo guardando un tramonto o una notte di luna. Alcune tele sono state pensate come trittici e, come trinità aconfessionali, hanno la valenza di presenze remote che possiamo solo intuire e mai cogliere pienamente, luminosi vuoti che ci portano oltre la ragione del sublime. I pochi colori, le geometrie essenziali, il gesto calibrato e il senso meditativo di sospensione del tempo con i quali Pizzardi cerca di circoscrivere l’incorporeo nel corporeo sono le chiavi di lettura di questa personale aniconica dall’impronta esicastica.

Mariateresa Zagone

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Mon, 7 May 2018 16:54:46 +0000 http://www.mutualpass.it/post/769/1/a-messina-la-mostra-genesi-di-giuseppe-pizzardi
Claudio Militti - Neovita http://www.mutualpass.it/post/768/1/claudio-militti-neovita http://www.mutualpass.it/post/768/1/claudio-militti-neovita]]> Claudio Militti realizza qui una pittura quasi cosmologica, dove la massa di spermatozoi che si accalcano sull’ovulo sembra costituire un sorta di cometa dalla coda violacea. La neovita sembra proprio essere questa: l’unione di due elementi che si compenetrano nel vuoto con una polluzione di energia.

L’impasto cementizio del supporto, secondo lo stile tipico di Militti, rende l’immagine ancora più vibrante modulandosi sotto la luce con densità tonali diverse. Il fondo scuro proietta il senso dell’immagine oltre la mera rappresentazione dell’atto fecondativo, aprendone il senso verso una fiammeggiante dimensione spaziale. La neovita forse viene da un buio remoto, l’incontro tra le due masse sembra generare un movimento potente che l’artista ha ritagliato in un flash scuro impresso su un fondale bianco. Sole, fiore, stella o creatura abissale, la neovita trasmette quell’energia instancabile della continua rigenerazione che la vita imprime ad ogni essere con la promessa di rinnovarlo perpetuamente.

Mosè Previti

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Fri, 27 Apr 2018 17:17:27 +0000 http://www.mutualpass.it/post/768/1/claudio-militti-neovita
A Milano un cavallo in ospedale http://www.mutualpass.it/post/767/1/a-milano-un-cavallo-in-ospedale http://www.mutualpass.it/post/767/1/a-milano-un-cavallo-in-ospedale]]> (ADNKronos Salute):  La prima volta di un cavallo in Pediatria. E' stato un ingresso trionfale quello di Trilly, pony mansueta e abituata al contatto con i bambini, oggi al Buzzi di Milano. Mai prima d'ora un equino aveva messo zoccolo in un ospedale italiano, spiegano dall'Asst Fatebefratelli-Sacco alla quale fa capo la struttura pediatrica meneghina. Protagonista di un'inedita esperienza di pet therapy, offerta ai piccoli ricoverati dai Giovani costruttori di Assimpredil Ance, con l'associazione Maith Onlus specializzata in cure con i quattrozampe.

Ad accompagnare il pony nel Salone d'ingresso del Buzzi c'erano anche due animali più avvezzi a frequentare le corsie ospedaliere, cani addestrati alle cure sanitarie. E per rendere ancora più dolce l'incontro, uova di Pasqua per tutti. "Usiamo mattoni e acciaio per far crescere la città, ma vogliamo partecipare anche alla crescita delle persone creando momenti di gioia come questi", afferma Matteo Baroni, presidente del gruppo Giovani di Assimpredil Ance, che esprime l'impegno di riproporre la sperimentazione e di renderla stabile, per valorizzare la responsabilità sociale dell'impresa.

"La naturale empatia del bambino nei confronti degli animali è il punto di forza di questa tipologia di intervento assistito - ricorda il responsabile di Maith Onlus, Milo Trombin - Siamo orgogliosi di aver delineato una procedura di inserimento di un pony all'interno di un ospedale". Festosa e generosa di carezze, raccontano dall'Asst, l'accoglienza che i bambini hanno riservato agli ospiti speciali.

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Fri, 27 Apr 2018 16:30:53 +0000 http://www.mutualpass.it/post/767/1/a-milano-un-cavallo-in-ospedale
Il Maestro sepolto nell’oblio http://www.mutualpass.it/post/766/1/il-maestro-sepolto-nell-oblio http://www.mutualpass.it/post/766/1/il-maestro-sepolto-nell-oblio]]> Venti anni fa Messina perdeva uno dei suoi personaggi più rappresentativi che, forse meglio di qualunque altro, ha caratterizzato l’immagine e il costume della città attraverso le sue realizzazioni artistiche: lo scultore e disegnatore Francesco Finocchiaro. Un autentico messinese che alla propria terra ha dedicato ogni energia, tutta la sua straordinaria “verve” creativa e che la città ha presto dimenticato.

Francesco Finocchiaro, sin da ragazzo, dimostrò una precoce attitudine al disegno e alla scultura, e, dal 1934, frequentò assiduamente lo studio dello scultore messinese Antonio Bonfiglio nel glorioso istituto “Cappellini” (oggi Liceo Scientifico “Archimede” al Boccetta). Dalla fine degli anni Trenta in poi, non ci fu manifestazione artistica e culturale – a Messina – che non lo vide impegnato in prima linea. Protagonista dotato d’inesauribile vena creativa e grande versatilità nel campo della pittura, della scultura, della caricatura e della grafica pubblicitaria. Le sue opere e i suoi bozzetti varcano i confini locali per affermarsi ovunque in Italia con premi, segnalazioni e incarichi per la realizzazione (specialmente la cartellonistica pubblicitaria) e, il suo tratto inconfondibile, lo stile personalissimo scevro da inutili fronzoli e le felici intuizioni grafiche, saranno destinati a caratterizzare un’epoca.

Nel 1944-46 troviamo Francesco Finocchiaro ideatore e disegnatore di giocattoli e soprammobili in autarchico legno dalla linea originalissima e avveniristica, per conto della “Ical” (Industria costruzioni artistiche in legno) di Messina, che rifornisce i negozi di tutta Italia. Profondo conoscitore dell’animo bambino in tutte le sue più sottili sfumature (come lo fu il grande illustratore del “Corriere dei Piccoli”, Antonio Rubino), Finocchiaro crea dei piccoli capolavori d’arte e di genuina poesia che, ancora oggi, destano lo stupore e la meraviglia in chi ha la fortuna di possederne qualcuno.

Gli anni Quaranta sono anche gli anni del continuo impegno con la società pubblicitaria messinese “Catri”, per la quale Finocchiaro realizza una notevole mole d’illustrazioni per manifesti, locandine, libri, depliant, pubblicità (epocale è l’immagine grafica del negozio di articoli musicali “Melluso” in via dei Mille, ancora esistente, con la “u” del nome che diventa una nota musicale). Ed è proprio fra le pagine del periodico “Notizie Catri” che, alla fine degli anni Quaranta, fa la prima apparizione una sua simpatica e svanita creatura: “Metardo”. Parente prossimo dell’eponimo Giufà della tradizione siciliana, Metardo (il nome deriva dalla storpiatura di Medardo, per significare quanto il personaggio fosse “tardo” di comprendonio) vive le sue storie di “straordinaria follia” racchiuse in strisce verticali, che in poco tempo diventeranno famose e proverbiali nella Messina del tempo.

Dagli anni Cinquanta ai Settanta, Finocchiaro collabora con un folto stuolo d’ingegneri e architetti messinesi, realizzando disegni progettuali, prospettive, plastici. Nel 1957, ad esempio, nell’ambito delle manifestazioni per l’”Agosto Messinese”, la scarpata e parte di piazza Castronovo furono utilizzate per allestire il celebre “Teatro dei Dodicimila”, su progetto dell’architetto Filippo Rovigo. Il prospetto sulla piazza fu realizzato secondo un’idea di Finocchiaro, che eseguì anche il plastico dell’intero complesso e la grande scultura mobile a tre vele sistemata su un alto palo che svettava nella piazza.

Con Rovigo, Finocchiaro collabora anche alla progettazione del mitico “Lido e Albergo di Mortelle” e, non c’è edificio di quel periodo che non rechi la sua firma, nei bassorilievi scultorei o nei pannelli decorativi a mosaico di facciate e androni. Le principali manifestazioni messinesi, la Fiera, l’”Agosto Messinese” e il “Carnevale Messinese”, per diversi anni recano nella loro immagine grafica e pubblicitaria la firma di Francesco Finocchiaro: manifesti e depliant della Fiera negli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta; il simbolo stesso della Fiera di Messina, il cerchio alato con le iniziali “f” ed “m”, valido nella sua sintesi grafica ancora oggi; i manifesti, carri allegorici e floreali per il “Carnevale Messinese”; la ballerina in costume siciliano col tamburello e la gonna svolazzante, decorata da diversi esempi d’arte e tradizione folcloristica e religiosa cittadina, simbolo dell’”Agosto Messinese” ed immagine parlante della città in un periodo felice che ricordiamo con nostalgia.

Restauratore sensibile e competente (la fontana di Gennaro nel corso Cavour, la fontana “Brugnani” all’interno della Fiera, il medaglione col busto del vicerè De Laviefuille in via Primo Settembre dirimpetto alla Dogana, oggi al Museo, ecc.), Finocchiaro eccelleva nella scultura e citiamo a titolo di esempio fra tutte le sue opere, quella che adorna il piazzale superiore dell’Ospedale “Regina Margherita”. Vicende, fatti, avvenimenti messinesi sono passati per le mani di Francesco Finocchiaro cui la città dovrebbe, come minimo, dedicare una doverosa mostra retrospettiva e una via cittadina: un uomo che è riuscito a rimanere giovane, sempre sulla breccia, sempre nuovo e mai ripetitivo, un onesto e genuino artista, amante del proprio lavoro che ha segnato un’epoca nella storia artistica della nostra città.

Nino Principato

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Fri, 27 Apr 2018 12:47:14 +0000 http://www.mutualpass.it/post/766/1/il-maestro-sepolto-nell-oblio
29 Aprile - Giornata Mondiale della Danza http://www.mutualpass.it/post/765/1/29-aprile-giornata-mondiale-della-danza http://www.mutualpass.it/post/765/1/29-aprile-giornata-mondiale-della-danza]]> (ADNKronos Salute): Promossa dall'International Dance Council dell'Unesco, la Giornata Mondiale della danza è stata istituita nel 1982 dal Comitato Internazionale della Danza dell'Istituto Internazionale del Teatro e la data è stata scelta per commemorare la nascita di Jean-Georges Noverre (Parigi, 29 aprile 1727 – Saint-Germain-en-Laye, 19 ottobre 1810), il più grande coreografo della sua epoca, nonché creatore del balletto moderno. Una giornata di festa che accomuna tutti i paesi del mondo, e che viene celebrata ogni anno da professionisti, coreografi, ballerini e appassionati della disciplina.

La danza è uno strumento utile contro lo stress e la depressione negli adolescenti. Un corso di otto mesi è sufficiente a far stare meglio le ragazze, mantenendo il beneficio per un anno. Il ballo, infatti, ha il potere di rafforzare i pensieri positivi e l'autostima, tenendo lontano il malessere frequente nell'età adolescenziale. Al meno secondo uno studio svedese pubblicato su Archives Of Pediatrics Adolescent Medicine e realizzato da Anna Duberg, docente di kinesiterpia e insegnante di danza, insieme a ricercatori dell'università di Örebro.

Lo studio è stato condotto su 112 ragazze tra i 13 e 18 anni, seguite per tre anni, in una scuola svedese. Le giovani sono state reclutate dall'infermiera scolastica tra le studentesse che esprimevano il loro malessere con disturbi psicosomatici ricorrenti: mal di testa, stanchezza, inquietudine, depressione. La metà del gruppo ha seguito un programma di danza, mentre le altre sono state controllate per un confronto. Il corso di danza (contemporanea, africana, moderna o jazz) si è tenuto due volte la settimana, seguendo uno schema standard: 15 minuti di riscaldamento, 40 minuti di danza, stretching, massaggio e rilassamento.

Ogni lezione permetteva uno spazio per la libera espressione, con coreografie immaginate dalle ragazze. In maniera regolare, inoltre, le studentesse compilavano un particolareggiato questionario sul loro stato di salute. Dopo 8 mesi i dati di benessere erano migliorati molto. E il 91% delle ragazze considerava positiva l'esperienza.

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Fri, 27 Apr 2018 12:20:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/765/1/29-aprile-giornata-mondiale-della-danza