mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ MutualPass - La Card Salute è Benessere it-it Tue, 21 May 2019 10:47:18 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@emovus.it (Emovus srls) info@emovus.it (Emovus srl) Mediacontent http://www.mutualpass.it/vida/foto/logo.png mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ 21 Maggio 2019 - Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il dialogo e lo sviluppo http://www.mutualpass.it/post/1013/1/21-maggio-2019-giornata-mondiale-della-diversita-culturale-per-il-dialogo-e-lo-sviluppo http://www.mutualpass.it/post/1013/1/21-maggio-2019-giornata-mondiale-della-diversita-culturale-per-il-dialogo-e-lo-sviluppo]]> Il 21 Maggio si festeggia la Giornata Mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo, è un'occasione per celebrare gli straordinari benefici della diversità culturale, incluso il ricco patrimonio immateriale, e per riaffermare l'impegno della comunità internazionale verso il mutuo intendimento e il dialogo interculturale. Impegno che diventa sempre più gravoso a causa degli estremisti che rivolgono la loro violenza verso le minoranze culturali e distruggono il nostro patrimonio comune per indebolire i legami tra i popoli e la loro storia, ma anche a causa dello sviluppo urbano incontrollato, che tende a standardizzare le nostre città, svuotandole delle loro identità e diversità sociali.

Tre quarti dei principali conflitti mondiali hanno una dimensione culturale. Colmare il divario tra le culture è urgente e necessario per la pace, la stabilità e lo sviluppo.

La diversità culturale è una forza trainante dello sviluppo, non solo rispetto alla crescita economica, ma anche come mezzo per condurre una vita intellettuale, emotiva, morale e spirituale più soddisfacente. Questo è catturato nelle sette convenzioni culturali , che forniscono una solida base per la promozione della diversità culturale. La diversità culturale è quindi una risorsa indispensabile per la riduzione della povertà e il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile.

Allo stesso tempo, l'accettazione e il riconoscimento della diversità culturale - in particolare attraverso l'uso innovativo dei media e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) - favoriscono il dialogo tra civiltà e culture, il rispetto e la comprensione reciproca.

Anche l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che reputa la cultura un mezzo di cambiamento e di sviluppo, ritiene necessario fare ricorso alla forza e al potenziale creativo della diverse culture presenti nell'umanità, mantenendo un dialogo continuo per assicurare che tutti i membri della società traggano beneficio dallo sviluppo.


MutualPass

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Tue, 21 May 2019 10:47:18 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1013/1/21-maggio-2019-giornata-mondiale-della-diversita-culturale-per-il-dialogo-e-lo-sviluppo
Settimana Mondiale della Tiroide 2019 http://www.mutualpass.it/post/1012/1/settimana-mondiale-della-tiroide-2019 http://www.mutualpass.it/post/1012/1/settimana-mondiale-della-tiroide-2019]]> MutualPass, con la collaborazione della dott.ssa Rosaria Certo, aderisce alla Settimana Mondiale della Tiroide, proponendo un pacchetto di prevenzione dal costo di € 60 che comprende un prelievo ematico per il controllo di FT3, FT4, TSH, una visita specialistica endocrinologica e un’ecografia tiroidea.

Per aderire all’iniziativa puoi scaricare il voucher e presentarti direttamente presso lo studio MutualPass – Medika (Via Maddalena, 24) o presso lo studio Certo (Via Trento, 6),  puoi contattaci al numero verde 800 090 134 o tramite la nostra email info@emovus.it

La tiroide è una ghiandola piccola, ma molto importante perché esercita funzioni critiche durante tutto l’arco della vita. Infatti, gli ormoni prodotti dalla tiroide regolano l’accrescimento e lo sviluppo del sistema nervoso nel bambino e in tutte le età agiscono sui sistemi cardiovascolare e osseo, sul metabolismo lipidico, glucidico e sul mantenimento dell’omeostasi energetica. Una riduzione (ipotiroidismo) o un eccesso (ipertiroidismo) del funzionamento della tiroide alterano tutti questi processi. La carenza iodica insieme ad una predisposizione genetica sono le cause più frequenti di patologia nodulare della tiroide.

Quali sono le cause delle malattie della tiroide?

Il 50-60% della popolazione generale presenta noduli di piccole dimensioni all’esame ecografico, mentre nel 5% dei soggetti i noduli tiroidei sono palpabili. I noduli si possono presentare isolati o nell’ambito di una tiroide ingrandita (gozzo). Lo iodio è il costituente essenziale dell’ormone tiroideo e viene introdotto nell’organismo con gli alimenti che generalmente ne contengono basse concentrazioni. La carenza iodica può provocare, a seconda dell’età della vita in cui si verifica e dell’entità, riduzione del quoziente intellettivo, deficit neurologici “minori”, gozzo, formazione di noduli o ipertiroidismo. Per prevenire la carenza di iodio è necessario consumare in maniera varia e quotidiana cibi a più alto contenuto di questo micronutriente (pesce, latte e formaggi) e soprattutto fare uso di moderate quantità di sale arricchito di iodio (sale iodato). Durante la gravidanza e l’allattamento le donne hanno bisogno di un apporto maggiore di iodio. Pertanto nelle aree iodocarenti, le donne oltre ad utilizzare con regolarità il sale iodato, dovrebbero assumere una quantità supplementare di iodio ricorrendo a specifiche integrazioni (per esempio multivitaminico materno).

Di frequente riscontro sono anche le alterazioni della funzione tiroidea.L’ipotiroidismo è presente in forma lieve in quasi il 5% della popolazione e arriva al 10% nelle donne sopra i 60 anni. La causa più frequente di ipotiroidismo è di origine autoimmune (tiroidite cronica di Hashimoto)  ed ha una forte predisposizione genetica.

L’ ipertiroidismo franco colpisce fino al 2-3% delle donne e raggiunge una prevalenza del 4-6% nelle forme più lievi. L’ipertiroidismo può avere un’origine autoimmune (morbo di Basedow) ed in questo caso colpisce soprattutto le donne in età giovane/adulta oppure può essere causato da noduli tiroidei iperfunzionanti (gozzo multinodulare tossico) specialmente nella popolazione più anziana proveniente da aree iodocarenti ed in questo caso colpisce in egual misura maschi e femmine.

Chi sono i soggetti più a rischio per le alterazioni della funzione tiroidea e delle sue conseguenze ?

E’ necessario identificare e sorvegliare alcuni popolazioni a rischio per patologia tiroidea. In particolare è consigliato uno studio della funzione tiroidea in:

- donne in età fertile che programmano una gravidanza e che abbiano una delle seguenti condizioni:  parenti di primo grado con ipertiroidismo o ipotiroidismo, storia di tireopatia pregressa, presenza di anticorpi antitiroide o di altre patologie autoimmuni, diabete tipo 1, assunzione di farmaci ad azione antitiroidea, residenza in aree a carenza iodica.

- soggetti anziani nei quali le disfunzioni tiroidee anche lievi possono avere effetti dannosi sul sistema cardiovascolare.

L’ipotiroidismo va ricercato in quelli che hanno disturbi metabolici e cardiovascolari, mentre l’ipertiroidismo, che può avere sintomi sfumati, va ricercato in caso di calo ponderale, insorgenza di fibrillazione atriale e riduzione della massa muscolare.


Settimana Mondiale della Tiroide

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Fri, 17 May 2019 16:32:50 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1012/1/settimana-mondiale-della-tiroide-2019
18 Maggio 2019 - Giornata Internazionale dei Musei http://www.mutualpass.it/post/1011/1/-18-maggio-2019-giornata-internazionale-dei-musei http://www.mutualpass.it/post/1011/1/-18-maggio-2019-giornata-internazionale-dei-musei]]> La Giornata Internazionale dei Musei 2019 si concentrerà sul nuovo ruolo dei Musei come attori attivi nelle loro comunità di riferimento. Il ruolo dei Musei nella società sta cambiando. I Musei continuano a reinventarsi nella loro ricerca per diventare più interattivi, partecipativi, orientati alla comunità, flessibili, adattabili e mobili; sono diventati centri che funzionano come hubculturali in cui creatività e conoscenza sono affiancate e dove i visitatori possono anche co-creare, condividere e interagire. Pur preservando le loro missioni primarie – raccolta, conservazione, comunicazione, ricerca, esposizione – i Musei hanno trasformato le loro pratiche per rimanere più vicini alle comunità di riferimento.

Oggi i Musei cercano modi innovativi per affrontare questioni sociali contemporanee. Agendo a livello locale, i Musei possono difendere e mitigare i problemi globali, affrontando le sfide della società contemporanea in modo proattivo. Come istituzioni nel cuore della società, i Musei hanno il potere di stabilire un dialogo tra culture, costruire ponti per un mondo pacifico e contribuire allo sviluppo sostenibile. Mentre i Musei crescono sempre di più nel loro ruolo di hub culturali, essi stanno anche trovando nuovi modi per valorizzare le loro collezioni, le loro storie e le loro eredità, creando tradizioni che avranno un nuovo significato per le generazioni future e rilevanza per un pubblico contemporaneo sempre più diversificato a livello globale.

Questa trasformazione, che avrà un profondo impatto sulle teorie e pratiche museali, ci costringe anche a ripensare il valore del Museo e a mettere in discussione i confini etici che definiscono la natura stessa del nostro lavoro di professionisti museali. Come punto focale per la comunità e parte integrante di una rete globale, i Musei funzionano come hub culturali per tradurre esigenze e punti di vista delle comunità locali in un contesto globale. Il futuro della tradizione continua alla Conferenza Generale di ICOM a Kyoto a settembre 2019. La Giornata Internazionale dei Musei affronta lo stesso tema della 25ª Conferenza Generale ICOM che si terrà a Kyoto, in Giappone, tra il 1 e il 7 settembre 2019. Più di 3.000 professionisti ed esperti museali internazionali parteciperanno a questo evento triennale diventato famoso in tutto il mondo per lo scambio di temi di rilievo che riguardano i Musei di oggi.


Fonte. Icom Italia

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Fri, 17 May 2019 12:53:44 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1011/1/-18-maggio-2019-giornata-internazionale-dei-musei
La Chiesa di San Nicolò di Bari http://www.mutualpass.it/post/1010/1/la-chiesa-di-san-nicolo-di-bari http://www.mutualpass.it/post/1010/1/la-chiesa-di-san-nicolo-di-bari]]> Zafferia come Roma.

Proprio così perché, tutte le volte che la festività dell’Annunciazione del Signore il 25 marzo, coincide con il Sabato Santo, è Anno Santo Giubilare. E quando si verifica ciò, è sufficiente recarsi nella chiesa parrocchiale dell’antico Casale messinese, dedicata a San Nicola di Bari, per lucrare le stesse indulgenze plenarie dell’Anno Santo romano. Tutto ebbe inizio quanto il Papa Sisto IV, pontefice dal 1471 al 1484, in segno di gratitudine verso il proprio medico Giovanni Filippo De Lignamine originario di Zafferia, che lo aveva guarito da una grave malattia, ottenne in riconoscimento di ciò l’ambito privilegio per il suo paese. Che venne poi confermato, con lettera del 1817, dal pontefice Pio VII in persona e da Giovanni Paolo II, nel 1988.

Un privilegio la cui antichità si collega direttamente alla nascita del Casale se si considera che Zafferia data le sue origini al 1176, quando l’Arcivescovo di Messina Nicolò concesse terreni a quanti fossero andati ad abitare in quella contrada, con l’unico obbligo di corrispondere un terratico di frumento, orzo, ceci e lino (i nuclei abitativi originari erano denominati Monalla e Cuba). Fulcro e centro, non solo religioso, della comunità di Zafferia, fu la chiesa parrocchiale di antico insediamento ad unica navata ed officiata da monaci basiliani, sorta su un poggio elevato nel nucleo della Cuba, rifatta, ampliata a tre navate e decorata nel ‘700, danneggiata gravemente dal terremoto del 1908 e che oggi rischia di scomparire definitivamente (si ha notizia della chiesa di S. Nicolò di Bari in un documento del 1308 riportato da Pietro Sella in “Rationes Decimarum Italiae”). 

Completamente abbandonata al degrado, pericolante, senza più copertura e totalmente invasa da una lussureggiante vegetazione spontanea, la chiesa custodiva notevoli opere d’arte, fra le quali i ricchi altari a tarsie marmoree policrome, come quello di Santa Sofia, e la preziosa tavola di San Nicola di Bari dipinta da Giuseppe La Falce nel 1601, trasferiti tutti nella nuova chiesa parrocchiale al centro del Casale, edificata dal 1927 al 1930 su progetto dell’ing. Francesco Calabrò.

Sono invece andati irrimediabilmente persi gli splendidi affreschi realizzati dal pittore messinese Letterio Paladino (1691-1743) nel catino absidale. Nonostante il gravissimo stato di degrado, la chiesa conserva tuttavia cospicui brani delle raffinate decorazioni a stucco settecentesche ed un bellissimo portale di ordine corinzio della stessa epoca, affiancato da elegantissime colonne tortili.

Zafferia come Roma, dicevamo. E invece, purtroppo, per sua sventura e malasorte è uno dei Casali del Comune di Messina, dove si sta facendo di tutto per cancellare definitivamente una così importante ed irripetibile testimonianza di storia, di arte e di cultura.


Nino Principato

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Fri, 17 May 2019 09:47:14 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1010/1/la-chiesa-di-san-nicolo-di-bari
Un Monet da record http://www.mutualpass.it/post/1009/1/un-monet-da-record http://www.mutualpass.it/post/1009/1/un-monet-da-record]]> Asta da record per Sotheby's. 'Meules', un'opera del pittore francese Claude Monet, della famosa serie Haystacks, è stata venduta per 110.747.000 dollari. L'offerta infrange il precedente record della somma più alta mai pagata per un'opera di Monet, segnalando il valore e la popolarità duratura del maestro impressionista francese. L'offerta è anche il record per qualsiasi opera d'arte impressionista.

La prospettiva unica, la composizione dinamica e la vibrante tavolozza di colori contraddistinguono l'opera 'Meules', anche in una serie celebrata come Haystacks. Forti linee diagonali (una dalla prospettiva rivolta a destra, l'altra da raggi solari inclinati) si incontrano al centro dell'opera, mettendo a terra gli strati di elaborate pennellate e guidando lo sguardo dello spettatore sulla tela, sottolinea Sotheby's. Il risultato è un paesaggio accattivante che emana un senso di profonda armonia e benessere. Al di là di un'offerta da record, la vendita di 'Meules' segna un momento cruciale nella storia dell'opera d'arte: è la prima volta che l'opera viene messa all'asta dal 1986. Ma la vendita ha ottenuto un prezzo più di 44 volte superiore al precedente record dell'opera. In soli otto minuti, sei offerenti si sono battuti con fervore per il capolavoro.

'Meules' è stato acquistato per la prima volta da Bertha Honoré Palmer nel 1892. Come moglie del ricco uomo d'affari di Chicago Potter Palmer, la signora Palmer aveva i mezzi per investire liberamente in grandi opere d'arte. Dopo aver sperimentato Haystacks alla mostra di Monet del 1891 a Parigi, la signora Palmer ne rimase affascinata - un anno dopo, acquistò l'opera dal commerciante di Monet, Paul Durand-Ruel.

'Meules', insieme ad altre otto opere della serie Haystacks di Monet, tornò con lei negli Stati Uniti. Nel corso della sua vita, la signora Palmer rimase un'ammiratrice entusiasta dei dipinti della serie di Monet; oltre ai pagliai, possedeva quattro dei pioppi, tre della cattedrale di Rouen e tre opere della mattina sulla serie della Senna. Negli anni successivi, la notevole collezione di opere impressioniste del XIX secolo della signora Palmer è passata attraverso la famiglia Palmer, diventando infine parte della collezione di suo figlio e nuora, Honoré & Grace Palmer, dopo la sua morte.


Fonte: ADNKronos

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Wed, 15 May 2019 16:46:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1009/1/un-monet-da-record
Quale numero risolve l’enigma? http://www.mutualpass.it/post/1008/1/quale-numero-risolve-l-enigma http://www.mutualpass.it/post/1008/1/quale-numero-risolve-l-enigma]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno tra i più diffusi è quello che ci chiede di risolvere l'enigma che consiste nel trovare il giusto valore numerico, operazione che appare subito semplice ma che nasconde molte insidie e chiede alla nostra mente uno sforzo non indifferente.

Ecco la sorprendente soluzione dettagliata:

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Wed, 15 May 2019 11:16:23 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1008/1/quale-numero-risolve-l-enigma
Al Teatro la mostra pittorica di Riccardo Orlando http://www.mutualpass.it/post/1007/1/al-teatro-la-mostra-pittorica-di-riccardo-orlando http://www.mutualpass.it/post/1007/1/al-teatro-la-mostra-pittorica-di-riccardo-orlando]]> Venerdì 10 maggio, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’ambito del progetto “Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta, è stata inaugurata la mostra “Mmmh” di Riccardo Orlando.

Riccardo Orlando nasce a Messina il 16 gennaio 1950. I nonni esercitano un’influenza diretta sulle sue inclinazioni artistiche: quello paterno era un pittore dilettante, mentre quello materno, Gaetano Corsini, allievo di Aristide Sartorio, fu un artista affermato nella prima metà del ‘900. Frequenta il liceo artistico di Reggio Calabria e quello di Torino. Nel ’75 si trasferisce a Roma e nell’81 a Stromboli. Rientra a Messina nel ’97 dove attualmente vive e lavora dedicandosi interamente alla pittura. Sue personali a Messina, Catania, Taormina, Torino, Milano, Heidelberg, Roma e Rivoli.

Il modo di fare pittura di Riccardo Orlando va rintracciato negli autori surrealisti e in particolare in Magritte. Ancor più che negli esiti formali, la lezione di Magritte è evidente nell’atteggiamento intellettuale dell’artista, nella scelta di dipingere enigmi per capire la vita o forse meglio, dipingere enigmi perché la vita non si può capire. Pienamente sicuro nell’utilizzo degli strumenti del mestiere, Riccardo Orlando si muove con disinvoltura sul confine tra realtà e rappresentazione, avvalendosi di linee precise, meticolose, veristiche fino all’iperreale

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 10 al 21 maggio nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.


“Mmmh” di Riccardo Orlando
Teatro Vittorio Emanuele, via Garibaldi – Messina
Dal 10 al 21 maggio 2019.
 

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Tue, 14 May 2019 09:44:21 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1007/1/al-teatro-la-mostra-pittorica-di-riccardo-orlando
Il giro del ’44 - Nicola Cinquetti http://www.mutualpass.it/post/1006/1/il-giro-del-44-nicola-cinquetti http://www.mutualpass.it/post/1006/1/il-giro-del-44-nicola-cinquetti]]> Martino è un bambino appassionato di ciclismo, passione che ha ereditato dal nonno fan accanito di Gino Bartali. Con lui e il signor Romolo, proprietario di un negozio di biciclette, Martino va sull’Abetone a vedere dal vivo la tappa del Giro d’Italia del 1940. Tutti i tifosi sono in visibilio per Gino Bartali, ma al gran premio della montagna il giovane gregario Fausto Coppi di Castellania si mette in luce e conquista il cuore di Martino. Coppi vincerà la tappa ed indosserà la maglia rossa che porterà fino alla tappa finale di Milano. Il giovane protagonista non ci vede dalla gioia e gironzola per le strade in sella alla sua bicicletta Gloria per festeggiare il ciclista che entrerà nella storia come il Campionissimo.

Tuttavia c’è ben poco da festeggiare. L’indomani, il 10 giugno 1940, l’Italia entra in guerra e le gioie dello sport vengono accantonate rapidamente: ma non solo quelle. Anche le lezioni scolastiche vengono interrotte e nel 1944, dopo che la città in cui abita viene bombardata dagli inglesi, Martino e la sua famiglia sono costretti a lasciare casa per traferirsi in un paese di campagna toscano dove vive lo zio Orazio, il fratello rude e anticlericale del nonno.

Nel villaggio toscano Martino fatica ad ambientarsi. I ragazzi del paese guidati da una ragazzina impertinente l’hanno preso di mira e non fanno altro che rubargli la bicicletta tra una monelleria e l’altra. Orazio sembra capire quei ragazzi di campagna che non hanno le stesse opportunità di quelli di città, ma Martino non riesce a capacitarsi di come lo zio la possa pensare in questi termini. Uno zio misterioso che la notte lo sente parlare con i briganti (i partigiani in realtà) che gli ricordano la canzone Caramba con quei “dodici briganti al chiaror di una lanterna”.

Per non parlare poi della mamma che lo rimbrotta per essersi portato appresso quel dannato veicolo a due ruote e mettersi sempre nei guai. Soltanto il nonno, ex promessa del ciclismo, sembra capirlo e spronarlo a portare avanti la sua passione. Martino non può tollerare che la guerra gli abbia tolto il Giro d’Italia – che non si terrà dal 1941 al 1945 – e teme che il suo mito Fausto Coppi, partito per la campagna d’Africa, possa non tornare vivo dal fronte bellico. Allora, ricorrendo all’immaginazione galoppante che lo contraddistingue, Martino crea il suo personale Giro d’Italia del 1944 con partenza da Marsala e arrivo a Milano. Sarà un giro entusiasmante in cui Fausto Coppi, Gino Bartali, Sylvère Maes e tanti altri dovranno dimostrare tutto il loro valore. Ce la farà Coppi a vincere il Giro d’Italia? Ma soprattutto Martino riuscirà a sfuggire ai drammi della guerra rimanendo a riparo nella bambagia della sua incontenibile passione per il ciclismo?

Il giro del ’44 di Nicola Cinquetti è un romanzo per ragazzi edito da Bompiani che, a mio parere, celebra al meglio la passione che lega gli italiani al ciclismo e, sotto il punto di vista di un ragazzino, ricorda con candore la figura di Fausto Coppi a cui quest’anno è dedicato il 102esimo Giro d’Italia. Un romanzo pieno di dolcezza e sensibilità in cui l’epica del ciclismo si intreccia con i sogni e l’immaginazione di un ragazzino che, citando i migliori romanzi d’avventura e per ragazzi, sogna di seguire le orme del suo campione. D’altronde chi non ha mai sognato di tenere stretta a sé la propria passione – la biciletta nel caso di Martino – così come Sandokan tiene a sé la Perla di Labuan? 


Roberto Cavallaro       

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Mon, 13 May 2019 10:46:24 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1006/1/il-giro-del-44-nicola-cinquetti
10 Maggio 2019 - Giornata Mondiale contro il Lupus http://www.mutualpass.it/post/1005/1/10-maggio-2019-giornata-mondiale-contro-il-lupus http://www.mutualpass.it/post/1005/1/10-maggio-2019-giornata-mondiale-contro-il-lupus]]> Il 10 maggio si celebra la Giornata mondiale contro il Lupus, una giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo una malattia autoimmune con conseguenze spesso debilitanti e di cui non si conoscono le cause né le possibili cure. Il lupus è una malattia cronica che può danneggiare qualsiasi parte del corpo (pelle, articolazioni e / o organi all'interno del corpo). Cronico significa che i segni e i sintomi tendono a durare più di sei settimane e spesso per molti anni. Nel lupus, qualcosa altera il sistema immunitario, che è la parte del corpo che combatte contro virus, batteri e germi ("invasori stranieri", come l'influenza). Normalmente il nostro sistema immunitario produce proteine ​​chiamate anticorpi che proteggono il corpo da questi invasori. Autoimmune significa invece che il sistema immunitario non può riconoscere la differenza tra questi invasori stranieri e i tessuti sani del corpo e crea autoanticorpi che attaccano e distruggono i tessuti sani. Questi autoanticorpi causano infiammazione, dolore e danni in varie parti del corpo.

Ogni giorno, più di 5 milioni di persone in tutto il mondo lottano con le conseguenze spesso debilitanti della salute del lupus, problemi a pelle, cuore, polmoni, reni e cervello. Il Lupus colpisce le persone in tutte le parti del mondo, in particolar modo l’incidenza di questa malattia si fa più forte per alcuni particolari gruppi di persone.  World Lupus Day è un evento promosso dalla Federazione Mondiale del Lupus, una coalizione di pazienti di tutto il mondo, uniti per migliorare la qualità della vita delle persone affette da lupus. Attraverso gli sforzi coordinati dei suoi affiliati globali, la Federazione Mondiale Lupus lavora per creare una maggiore consapevolezza e comprensione del lupus, fornire istruzione e servizi alle persone che vivono con la malattia e difendere a loro nome. La giornata mondiale si concentra sulla necessità di migliorare i servizi sanitari per i pazienti, una maggiore ricerca sulle cause e la cura del lupus, una diagnosi e un trattamento precoci


Mutualpass - Medika, la Card della Salute

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Fri, 10 May 2019 09:40:56 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1005/1/10-maggio-2019-giornata-mondiale-contro-il-lupus
Il Palazzo degli Elefanti http://www.mutualpass.it/post/1004/1/il-palazzo-degli-elefanti http://www.mutualpass.it/post/1004/1/il-palazzo-degli-elefanti]]> Ciò che oggi rimane di questo monumentale fabbricato all’inizio della via Porta Imperiale incrocio Tommaso Cannizzaro, databile tra Cinquecento e Seicento, è soltanto la parte a piano terra comprendente il portale principale e l’ala destra (quella di sinistra, non più esistente, è occupata dall’edificio conventuale annesso alla chiesa di San Lorenzo, comunemente intesa “del Carmine”). In origine si componeva, oltre che del piano terra e di quello ammezzato, di un piano nobile corrispondente al livello di calpestio del balcone centrale; complessivamente, quindi, considerando il piano ammezzato, tre elevazioni fuori terra.

Dalla porzione di facciata superstite, è possibile ricostruire lo schema compositivo gravitante sul portale centrale, asse-cerniera di simmetria e fulcro di tutta la composizione che ripropone, col sovrastante balcone a quattro mensole, lo stereotipo calamecchiano tardo cinquecentesco che tanta e lunga influenza esercitò a Messina presso architetti e maestranze (cfr. col portale bugnato di palazzo Balsamo dei Principi di Roccafiorita poi Grano di Andrea Calamech, non più esistente, dove è analoga l’inquadratura dell’arco a tutto sesto entro un sistema rettilineo architravato).

Inquadrata e spazialmente definita da due potenti paraste bugnate d’angolo, la facciata si distende senza soluzione di continuità in un’alternanza di pieni e di vuoti aventi il medesimo passo modulare, e, la preminenza gerarchica del grande portale d’ingresso, viene sottolineata e allo stesso tempo bilanciata dalle quattro porte architravate bugnate e immediatamente sormontate da altrettante finestre-balconi del piano ammezzato: in questo modo l’altezza del portale maggiore viene a comprendere, esattamente, quella complessiva dell’insieme bottega-magazzino. In sostanza, la tipologia abitativa che il palazzo presenta è quella quasi codificata in anni di consolidate prassi sociali e costruttive: piano terra occupato da botteghe a conduzione familiare sormontate dai cosiddetti mezzanini, costituenti il piano ammezzato corrispondente alla seconda elevazione fuori terra, di bassa altezza (generalmente metri 2,40) e collegati al pian terra tramite scala interna in legno ad unica rampa (“casa e putia” – casa e bottega); il terzo piano (in questo edificio, non più esistente), è riservato alla classe medio-borghese e per potervi accedere si rende necessario l’inserimento dell’androne con grande apertura ad arco e scala rampante. Le abitazioni di questo piano, non a caso denominato piano nobile, sono più evolute di quelle sottostanti e assumano la denominazione di “quarti” o “quartini”.

Di fronte alla facciata del palazzo, com’è documentato da una rara foto precedente al terremoto del 1908, sorgeva il Grande Ospedale iniziato ad edificare il 12 ottobre 1542 su progetto del bergamasco Antonio Ferramolino (oggi, sulla sua area, sorge il Palazzo di Giustizia) cui successero il messinese Giovanni Carrara, Andrea Calamech da Carrara, Francesco Zaccarella da Narni e Giovanni Maffei da Carrara. E sembra, come afferma Gaetano La Corte Cailler, che l’autore del “Palazzo degli Elefanti” sia stato proprio il Maffei, raffinato architetto che si divertì ad inserire un’interessante e curiosa notazione decorativa: ai lati dell’arco del portale d’ingresso, infatti, spiccano due atipiche teste di elefante, bizzarra reminescenza figurativa dell’arte manierista. Scrive, infatti, il La Corte: “2 Febbrajo (Venerdì) [1912]. Gli sgombri in Via del Tirone e Via degli Angeli proseguono alacremente. Dietro il Palazzo rimpetto l’Ospedale, proprietà del Dr. Miceli ma che fu già dei Benedettini della Maddalena (dove abitò lungamente il Prof. Giacomo Macrì) e che presenta bella architettura, con portone decorato da due teste di elefanti (ricordo forse di un proprietario catanese) e che si crede architettura di Nicolò Francesco Maffei, vidi il giardinetto, che presenta ancora dei portici signorili con nicchie, vaschette ecc. Ultimamente, prima del disastro, eran ritirate colà alcune monache.” (tratto da: Gaetano La Corte Cailler, “Il mio Diario. 1907-1918” a cura di Giovanni Molonia. Edizioni G.B.M., Messina 2002). 

Nicolò (Niccola) Francesco Maffei, figlio di Giovanni, nacque probabilmente a Messina nel 1607, come si evince dal documento della sua nomina a ingegnere del Senato cittadino avvenuta nel 1656, all'età di quarantanove anni. Morì a Messina nel 1671 e fu sepolto nella chiesa di S. Francesco d'Assisi dei Padri Minori. Un’altra, rarissima e preziosa testimonianza della Messina del passato, rischia di sparire del tutto. Nella totale indifferenza di questa immemore e sciroccata città!

Nino Principato

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Wed, 8 May 2019 11:14:14 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1004/1/il-palazzo-degli-elefanti
Le sette morti di Evelyne Hardcastle - Stuart Turton http://www.mutualpass.it/post/1003/1/le-sette-morti-di-evelyne-hardcastle-stuart-turton- http://www.mutualpass.it/post/1003/1/le-sette-morti-di-evelyne-hardcastle-stuart-turton-]]> Sono trascorsi diciannove anni dalla morte del giovane Thomas Hardcastle, avvenuta al ricevimento in grande stile tenuto dalla famiglia omonima nella tenuta di Blackheat House. Da quel momento la famiglia Hardcastle non è stata più la stessa, andando incontro a un inesorabile declino.

Nel tentativo di riabilitarsi nell’alta società inglese i coniugi Lord Peter e Lady Helena Hardcastle indicono un ballo in maschera aprendo gli inviti a tutti quei banchieri, ufficiali, medici e avvocati che ben conoscono la famiglia e la sua residenza di campagna molto raffinata. Infatti in essa è possibile ammirare statue e stucchi pregevoli che non passano sicuramente inosservati agli ospiti. D’altra parte anche quest’ultimi non hanno alcuna intenzione di sfigurare e venire meno all’etichetta, non rinunciando allo sfarzo dovuto alla loro posizione sociale.

Il problema è che questa non è una festa come tutte le altre. Come un orologio da tasca che ha bisogno di ricaricarsi per funzionare, lo svolgimento della festa si ripete immancabile giorno dopo giorno. Alle undici di sera la morte colpisce senza ritegno a Blackheat House. Nel momento in cui le maschere appaiono, in particolare quella del medico della peste, ed esplodono i fuochi d’artificio gli ospiti vedono sbucare dal nulla Evelyn, la giovane e bella figlia dal corpo esile e la capigliatura bionda dei coniugi Hardcastle, mentre si abbandona nel laghetto antistante la casa a causa di una ferita mortale al ventre dovuta a un colpo di pistola.

Ironia della sorte, Evelyn trova la morte proprio dove diciannove anni prima era stato ucciso il fratellino Thomas di cui lei – e ancor meno il fratello Michael – ha un vago ricordo. Gli ospiti si trovano loro malgrado a far parte di un gioco spietato e uno di loro in particolare, Aiden Bishop, si trova a passare da un corpo all’altro degli ospiti principali per tentare di risolvere l’enigma e identificare l’assassino di Evelyn. Il problema è che la trasmigrazione dell’anima ha i suoi pregi ma anche i suoi difetti. Può capitare, per esempio, di entrare nel corpo di un medico spacciatore di oppio che ha perso la memoria come anche nel corpo di un banchiere pingue dai movimenti lenti ma dall’intelligenza affinata. Pertanto Aiden Bishop dovrà sfruttare appieno le qualità di ciascun ospite per porre fine al macabro gioco; anche perché non ha molto tempo: qualcuno è intenzionato a impedirgli di uscire vivo da Blackheat House.

Con una scrittura densa e calibrata Stuart Turton ha scritto un thriller innovativo, a metà tra i gialli di Agatha Christie e la serie televisiva Black Mirror, che ha trovato i favori della critica e sta riscuotendo consensi tra i lettori di tutto il mondo. Le sette morti di Evelyne Hardcastle è risultato vincitore del Costa First Novel Award e ha consacrato Turton come uno dei più acclamati scrittori inglesi del momento.


Roberto Cavallaro

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Mon, 6 May 2019 10:18:29 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1003/1/le-sette-morti-di-evelyne-hardcastle-stuart-turton-
Il 27 e 28 Aprile in scena "I baffi di Angelica" di Mosè Previti http://www.mutualpass.it/post/1002/1/il-27-e-28-aprile-in-scena-i-baffi-di-angelica-di-mose-previti http://www.mutualpass.it/post/1002/1/il-27-e-28-aprile-in-scena-i-baffi-di-angelica-di-mose-previti]]> Andrà in scena sabato 27 e domenica 28 aprile 2019, ai Magazzini del Sale, l'opera teatrale "I Baffi di Angelica", di Mosè Previti, interpretato da Rosaria Sfragara; la regia è di Federico Bonelli e le musiche a cura di Jans(Ko) VIsser.

Angelica ha i baffi perché è una paladina, una guerriera dell’Opera dei Pupi e una donna e un’attrice. Angelica è un pupo femmina che non ama i fili e che da filo da torcere a chi vuole amarla, a chi vuole comandarla.  Il suo ardore è incontenibile, quasi quanto la sua abilità nel mettersi alla prova. L’ultima battaglia è quella decisiva intorno al suo ruolo nell’armata, intorno alla sua libertà di essere viva, lontano dal puparo e dal palco.

Il monologo è una riflessione sul ruolo dell’individuo all’interno della società, arte e vita si intrecciano e in un flusso di coscienza dai molteplici registri. Ma non si tratta solo di una riflessione individuale, psicologica. Il testo è anche una riflessione sul potere, sulla costrizione imposta dalle convenienze e da quello che, la vita o la vocazione, impone come legame inscindibile. Angelica ha i baffi perché sono segno della sua forza ma anche della sua ambiguità, tuttavia,  il testo non è un lavoro sul “genere” ma piuttosto sull’essere umano in generale. la donna oggi, forse meglio dell’uomo, incarna quella fitta rete di contraddizioni e di sfide che impegnano l’esistenza come una guerra, una guerra dove la capacità di affrontare il conflitto, accenderlo o domarlo, è decisiva. 

Lo spettacolo è nato tra un gruppo di artisti partecipanti alla IV edizione del workshop internazionale “Trasfomatorio”, tenutasi nell’aprile del 2018 a Giampilieri. Il laboratorio, ideato da Federico Bonelli, ha coinvolto 35 artisti provenienti da 15 paesi che hanno donato numerose opere d’arte nel borgo messinese, oltre ad aver attivato una rete internazionale di collaborazioni artistiche che ha in Messina il suo naturale baricentro.


Mosè Previti è uno storico, critico d'arte e artista. Laureato in Storia dell’arte presso La Sapienza di Roma, ha curato numeroso mostre e cataloghi per organizzazioni pubbliche e private, ha scritto monografie, libri, tenuto lezioni e seminari. Ha collaborato con artisti italiani e internazionali per progetti editoriali e videografici, ha scritto per il teatro. A Messina,  ha curato le mostre del progetto "Le Scalinate dell'Arte", con il collettivo Zonacammarata e l’associazione Lalleru si è occupato del processo di valorizzazione dell'eredità artistica di Giovanni Cammarata. Nel 2018 ha collaborato con la fondazione olandese Dyne.org per il workshop internazionale “Trasformatorio”.  Il suo progetto di video poesia “Adesso Premium” è stato ospite della Exchange gallery di Bloomsburg in Pennsylvania. Critico d’arte per il ciclo “Opera al Centro” del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, è consulente culturale per il gruppo Mutualpass – 2010 group. Suona il basso ed è l’autore dei testi della band world music Big Mimma.

Rosaria Valentina Sfragara è un’attrice e doppiatrice siciliana che vive e lavora a Roma. Diplomata presso la scuola di recitazione del Teatro Biondo di Palermo, ha studiato doppiaggio con i maestri italiani Carlo Valli, Bruno Alessandro, Nino D’Agata, Tiziana etc. Ha lavorato a numerosi spettacoli teatrali, per la Tv ha lavorato a “Bleah” di Veronica Pivetti e alla seconda serie “La mafia uccide solo d’estate” di Luca Ribuoli.

Hans(ko) Visser è un compositore e musicista dei Paesi Bassi. Il suo lavoro è poesia fatta suono: a volte fragile, a volte dura e ripetitiva. Suona regolarmente sia come solista sia con la sua ensemble “Plan Kruutntoon”, un’orchestra internazionale di musica composta e improvvisata, a metà strada tra Diksmuide in Occidente e San Pietroburgo in Oriente. Hansko Visser scrive per performance soliste, ensemble, film, teatro e danza.

Federico Bonelli si occupa di ricerca creativa, un termine che non ammette limiti.  Ha studiato filosofia scienza, storia della matematica e arte. Ama coltivare abilità pratiche accanto ai suoi interessi principali e si è fatto le ossa su molti campi differenti della creazione e della ricerca sui media digitali. Si occupa di creare e coordinare produzioni multimediali dal 1995. Ha esperienza di drammaturgia, direzione, interactive media design. Ha lavorato nelle produzioni più disparate, dal no-budget filmaking all’opera. Si trasferisce in Olanda nel 2002. Nel 2005 parte un progetto di ricerca congiunto con “Philips Research” su un’idea relativa alla pittura digitale generativa e alla ricerca su strategie generative di creazione di contenuti digitali. E’ stato iniziatore e promotore tra le altre cose di un concetto per micro-festival di cinema spettacolo (www.vimeo.com/cinemasolubile) e di radio oltranzista (www.radioltranzista.net) un festival nel festival che installava una radio FM/streaming dentro un festival esistente come mezzo per spararne i contenuti nel cielo.  Collabora con la fondazione olandese Dyne.org, è il creatore e il direttore artistico di Trasformatorio, laboratorio d’arte contemporanea site-specif che si svolge da 4 anni in Sicilia.

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Fri, 26 Apr 2019 11:07:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1002/1/il-27-e-28-aprile-in-scena-i-baffi-di-angelica-di-mose-previti
Lo Stretto di Messina tra cielo, terra e mare http://www.mutualpass.it/post/1001/1/lo-stretto-di-messina-tra-cielo-terra-e-mare http://www.mutualpass.it/post/1001/1/lo-stretto-di-messina-tra-cielo-terra-e-mare]]> Lo Stretto di Messina rappresenta per i messinesi una vera e propria identità ed è un Ecosistema unico al mondo. Le sue acque sono popolate da una straordinaria varietà di organismi animali e vegetali che costituiscono un eccezionale patrimonio naturale. Inoltre, in quest'area si verificano peculiari fenomeni naturali che nel corso dei secoli hanno alimentato fantasiosi miti e leggende come “Scilla e Cariddi”, “La Fata Morgana” e “Colapesce”, che si intrecciano con le antichissime tradizioni popolari e che ancora oggi destano fascino e curiosità.

Le sue grandi profondità, che hanno alimentato arcani misteri, sono popolate da organismi “abissali” tra cui numerose specie di pesci armati di denti aguzzi e sul cui corpo si trovano particolari organi luminosi chiamati fotofori, in grado di emettere luce. Per il loro aspetto poco rassicurante e spesso orripilante, i pescatori gli hanno attribuito la denominazione dialettale di “Pisci diavuli” in quanto credevano che provenissero da misteriose zone delle grandi profondità. E' grazie al peculiare fenomeno dello spiaggiamento che questi pesci, a causa delle forti correnti presenti nello Stretto di Messina, vengono trasportati in superficie dalle profondità ed in particolari condizioni meteo marine legate alla stagionalità ,al vento, al moto ondoso ed  alle fasi lunari, finiscono spiaggiati sul litorale.

Lo stretto di Messina già  nel lontano 1844 fu definito “Paradiso degli Zoologi” dal  Prof. A.Krohn, illustre naturalista tedesco durante la sua prima visita nella nostra città e riveste una particolare importanza dal punto di vista scientifico tanto da destare, già da alcuni secoli, l'interesse da parte di valenti scienziati impegnati in importanti progetti di ricerca. Già nel 1829  il Prof. Anastasio Cocco, Medico, Farmacologo ed Ittiologo messinese aveva intrapreso importanti studi  su alcune specie abissali e sui loro organi luminosi.

Particolarmente interessante è anche la geologia dello Stretto di Messina ed in particolare la formazione rocciosa costituita dal conglomerato che affiora sul litorale di Ganzirri e Torre Faro, conosciuta dai messinesi come “Mammurini o Mulari” da cui si estraevano le macine utilizzate nei mulini e nei frantoi. Prossimamente tratterò in modo particolareggiato, non solo alcuni esemplari di flora e fauna, ma anche fenomeni meteorologici e fisici, con l'intento di divulgare e far conoscere meglio gli aspetti più salienti e peculiari del nostro meraviglioso e mitico Stretto di Messina.


Ignazio Rao                                 

 

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Wed, 24 Apr 2019 09:54:58 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1001/1/lo-stretto-di-messina-tra-cielo-terra-e-mare
23 Aprile 2019 - Giornata Mondiale del Libro http://www.mutualpass.it/post/1000/1/23-aprile-2019-giornata-mondiale-del-libro http://www.mutualpass.it/post/1000/1/23-aprile-2019-giornata-mondiale-del-libro]]> La Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore nasce per iniziativa dell'UNESCO nel 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright. La data scelta è il 23 Aprile perché è il giorno in cui sono morti, nel 1616, tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garciloso de la Vega. L’idea di questa celebrazione è nata in Catalogna, dove ogni 23 aprile, giorno di San Giorgio, una rosa viene tradizionalmente data come un dono per ogni libro venduto.

La Conferenza generale dell’UNESCO rende tributo mondiale a libri e autori in questa data, incoraggiando tutti, ed in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura e mostrare un rinnovato rispetto per il contributo insostituibile di quelle persone che hanno promosso il progresso sociale e culturale dell’umanità.

Il libro e la lettura rappresentano un mezzo di approfondimento e di conoscenza, sono strumento di informazione e di apprendimento culturale, entrambi oggi indispensabili per superare le incertezze e le precarietà legate alla paura della globalizzazione, del cambiamento e del diverso. La lettura, che consiste anche in un piacere ineguagliabile per gli appassionati, ci consente di entrare in mondi, vite e tempi diversi e ci dà la possibilità di avvicinarci a esperienze e realtà lontane dalla nostra, accrescendo così la nostra conoscenza e la consapevolezza di quanto il mondo che ci circonda sia poliedrico .  


Fonti: UNESCO - WorldBookDay

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Tue, 23 Apr 2019 09:55:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/1000/1/23-aprile-2019-giornata-mondiale-del-libro
22 Aprile 2019 - Giornata Mondiale della Terra http://www.mutualpass.it/post/999/1/22-aprile-2019-giornata-mondiale-della-terra http://www.mutualpass.it/post/999/1/22-aprile-2019-giornata-mondiale-della-terra]]> L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo. Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile.

Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

L'idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento, ed al senatore Nelson venne l'idea di organizzare un “teach-in” sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali. L'Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.

Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l'inquinamento da combustibili fossili, contro l'inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l'estinzione della fauna selvatica, improvvisamente compresero di condividere valori comuni. Migliaia di college e università organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.

La Giornata della Terra diede una spinta determinante alle iniziative ambientali in tutto il mondo e contribuì a spianare la strada al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro. Nel corso degli anni l'organizzazione dell'Earth Day si dota di strumenti di comunicazione più potenti arrivando a celebrare il proprio ventesimo anno di fondazione con una storica scalata sul monte Everest in cui un team formato da alpinisti statunitensi, sovietici e cinesi, realizzò un collegamento mondiale via satellite. Al termine della spedizione tutta la squadra trasportò a valle oltre 2 tonnellate di rifiuti lasciati sul monte Everest da precedenti missioni.

Nel 2000, grazie alla diffusione di internet, lo spirito fondante dell'Earth Day ed in generale la celebrazione dell'evento vennero promosse a livello globale. L'evento che ne conseguì riuscì a coinvolgere oltre 5.000 gruppi ambientalisti al di fuori degli Stati Uniti, raggiungendo centinaia di milioni di persone, e molti noti personaggi dello spettacolo come l'attore Leonardo di Caprio. Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all'Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è l'affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un futuro libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.


Fonte: earthdayitalia.org

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Mon, 22 Apr 2019 12:25:16 +0000 http://www.mutualpass.it/post/999/1/22-aprile-2019-giornata-mondiale-della-terra
Accadde Oggi...20 Aprile - le 5 opere più belle di Mirò http://www.mutualpass.it/post/998/1/accadde-oggi20-aprile-le-5-opere-piu-belle-di-miro http://www.mutualpass.it/post/998/1/accadde-oggi20-aprile-le-5-opere-piu-belle-di-miro]]> Il 20 aprile 1893 nasce a Barcellona, in Spagna, l'artista Joan Mirò, uno degli esponenti principali della corrente surrealista.

La predisposizione artistica si manifesta sin da quando è ancora un bambino grazie anche all'influenza della famiglia. Inizia a disegnare da quando ha solo otto anni. Ancora giovane, inizia a lavorare come contabile presso una ditta specializzata in prodotti coloniali e da drogheria, ma viene colto da febbre tifoidea, malattia che in fondo farà la sua fortuna. Da questo momento decide, infatti, di dedicarsi completamente alla sua passione artistica. Per rimettersi trascorre intanto un periodo di convalescenza presso la fattoria di proprietà di famiglia a Montroig, un luogo che influenzerà molte delle sue opere.

Nel 1912 entra nella Scuola d'arte di Barcellona diretta da Francesco Galì e si avvicina alla corrente artistica del fauvisme. Questa corrente pone al centro delle proprie rappresentazioni il colore, preferendo abbandonare la pittura tonale di stampo tradizionale. Tiene la sua prima mostra personale nel 1918 nella Galeries Dalmau. Nel 1920 si trasferisce a Parigi, dove entra a far parte del circolo artistico dei pittori di Mont Martre di cui fanno parte Pablo Picasso e il dadaista Tristan Tzara.

Nel 1923 con la realizzazione a Montroig del dipinto "Terra arata" comincia l'avvicinamento definitivo al surrealismo. In questo periodo Miró vive tra Parigi e la fattoria di Montroig, e, dietro suggerimento del padre del surrealismo Breton, dà vita ad una pittura priva di effetto prospettico con forme in piena libertà. Durante il suo periodo surrealista (1924-1930) si convince del ruolo sociale dell'arte e della sua capacità di raggiungere le masse; ecco perché sfruttando la sua arguzia e uno spiccato senso dell'umorismo dipinge apponendo sulla tela le sue iscrizioni poetiche. Di questo periodo è il famoso dipinto: "Il carnevale di Arlecchino".

La guerra civile appena scoppiata in Spagna lo colpisce profondamente, tenta così di aiutare i suoi connazionali raccogliendo dei fondi a sostegno della repubblica. Ritorna in Spagna per stabilirsi definitivamente tra Maiorca e Montroig. Nel 1954 vince il premio per la grafica alla Biennale di Venezia e nel 1958 il Premio Internazionale Guggenheim. All'inizio degli anni Sessanta viene molto influenzato dalla pittura americana che lo porta verso un astrattismo sempre più insistito e un vero e proprio dominio del colore puro. Nel 1972 crea a Barcellona la fondazione Joan Miró dedicandosi contemporaneamente alla scenografia e alla scultura. A questo periodo risale la monumentale statua "Dona i coeli" che si trova nel parco Joan Miró a Barcellona.

Solo dopo la caduta del franchismo riceve anche in patria i meritati onori per la sua intensa attività artistica come la Medala d'Or de la Generalitat de Catalunya, nel 1978, e la laurea honoris causa all'Università di Barcellona. Joan Miró muore a Palma de Mallorca il 25 dicembre del 1983, all'età di novant'anni.

 

Abbiamo provato a stilare una classifica con le 5 più belle opere, scelte da noi, di Joan Mirò.

 

 

5) The Birth of Day (1968) - MoMa (New York)

 

 

4) Dona i Ocell (1983) - Barcellona

 

 

3) Il Carnevale di Arlecchino (1925) - Albright-Knox Art Gallery (Buffalo)

 

 

2) La terra arata (1924) - Guggenheim Museum (New York)

 

 

1) La fattoria (1921/1922) - National Gallery of Art (Washington)


Fonti biografiche: biografieonline.it

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Sat, 20 Apr 2019 19:46:43 +0000 http://www.mutualpass.it/post/998/1/accadde-oggi20-aprile-le-5-opere-piu-belle-di-miro
Feist - Pleasure http://www.mutualpass.it/post/997/1/feist-pleasure http://www.mutualpass.it/post/997/1/feist-pleasure]]> A distanza di quasi sei anni dal ultimo lavoro e un lungo ritiro su un'isola canadese, il 2017 ha segnato il ritorno di Leslie Feist con "Pleasure". La musicista nord americana riprende, in parte, il discorso cominciato con il precedente "Metals". “Pleasure” è un'opera molto introspettiva, una riflessione sulla solitudine e sul rapporto con gli altri allo stesso tempo. Suoni ruvidi, che inevitabilmente ricordano la Pj Harvey di White Chalks, evidenziano il desiderio della songwriter canadese di essere il più cruda e diretta possibile, tralasciando fronzoli mentali, lirici e musicali.

I toni essenziali  lasciano trasparire nitidamente l'intensità emotiva che caratterizza l'intero scorrere dell'album.
"Pleasure" è la trasposizione in musica di uno stato d'animo, un viaggio attraverso la spiritualità e l'intimità della sua creatrice.

n.b.

 

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Thu, 18 Apr 2019 10:43:35 +0000 http://www.mutualpass.it/post/997/1/feist-pleasure
Sul fondo sta Berlino - Sirio Lubreto http://www.mutualpass.it/post/996/1/sul-fondo-sta-berlino-sirio-lubreto http://www.mutualpass.it/post/996/1/sul-fondo-sta-berlino-sirio-lubreto]]> Felice è un manager di quarant’anni che si ritrova a dover mettere in discussione la propria vita. Con sua moglie Melania è un po’ in freddo e i figli avuti da lei è come se non li conoscesse; a peggiorare le cose è la storia d’amore con la stagista francese Sophie, una ventenne che aspetta un figlio da lui e che non si accontenta più di una relazione occasionale. Felice però vuole schiarirsi le idee e per farlo deve andare a Berlino. Sono vent’anni che non torna nella capitale tedesca e magari rivedere i vecchi amici di un tempo non può che fargli bene. Il problema è che il tempo cambia le persone e i suoi amici non sono più come ai tempi in cui era un giovane studente universitario.

Tra questi ci sono lo spagnolo Sergi e la tedesca Uwe. Entrambi sono, ognuno a suo modo, un’arma scagliata contro il sistema. Uwe, dopo aver studiato Infettivologia e aver lavorato per un periodo come medico cooperante in Malawi, è tornata in Germania più cinica e misantropa che mai e, dopo essersi specializzata in Urologia, si è messa a praticare vasectomie su scala industriale.

D’altra parte Sergi, che considera Uwe una pazza, si è fissato l’obiettivo di rovinare la vita alle carogne e rendergli la vita impossibile. Nel nome di Georg Elser – il bombarolo profeta della libertà che l’8 novembre del 1939 attentò, fallendo, alla vita dell’Imbianchino Adolf Hitler – Sergi individua il bersaglio da colpire, come ad esempio la festa di team building organizzata da un’azienda produttrice di droni che sfrutta i lavoratori, e lo concia per le feste. A Berlino non ci sono però soltanto uomini e donne di mezz’età delusi dalla vita. Ci sono anche camorristi e affiliati di Daesh che sfruttano il commercio di droga e l’immigrazione per raggiungere i propri scopi criminosi.

Tra questi c’è Said, uno spacciatore marocchino-napoletano che si ritrova nello stomaco la droga da consegnare ai camorristi Carmine e Nunzio di stanza a Berlino. Qualcosa va storto e per non farsi prendere da Nunzio, che di certo non ama le fregature, Said si trova a dover scappare dalla camorra. Il problema è che per superare un ostacolo il giovane marocchino finisce per infilarsi in un guaio ancora più grande. Daesh sta cercando un affiliato che possa fare un attentato a Berlino e Said sembra avere tutte le carte in regola. Che cosa ne sarà di Said? Il suo destino si incontrerà con quelli di Felice e di Sergi?

In una Berlino dall’apparenza tranquilla e ordinata, ma che sotto la superficie nasconde del marcio al punto che i sogni si possono trasformare in incubi, Sirio Lubreto mette su carta un thriller dal ritmo incalzante e a tratti irriverente che fa riflettere su tematiche esistenziali come la difficoltà di essere degli adulti responsabili con la testa sulle spalle e problemi di attualità come la criminalità organizzata, il traffico di stupefacenti, il terrorismo e la gestione dei rifugiati. Un libro consigliatissimo nel segno di CasaSirio. Da sottolineare anche la bellezza della copertina arancione raffigurante un acquario di pesci tropicali con dentro un sub che ritroveremo all’interno della storia e che dà un valore aggiunto a un romanzo a mio parere ben strutturato.  


Roberto Cavallaro   

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Wed, 17 Apr 2019 11:53:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/996/1/sul-fondo-sta-berlino-sirio-lubreto
La foresta vecchia di Camaro http://www.mutualpass.it/post/995/1/la-foresta-vecchia-di-camaro http://www.mutualpass.it/post/995/1/la-foresta-vecchia-di-camaro]]> Note storiche a cura di Enzo Caruso

La Foresta di Camaro (detta anche Foresta Vecchia), di proprietà del Comune di Messina, ubicata all’origine del torrente omonimo, si estende su una superficie di 105 ettari di terreno e, secondo una relazione scritta nel 1901 dall’agronomo Guido Inferrera, essa confinava a Nord con le proprietà del Principe Brunaccini, a Sud con la foresta di Bordonaro e contrada Jarmo; ad Est con i terreni del Barone Cianciolo, dei fratelli Cardile e di Natale Jannelli e comprendeva i terreni costituenti i valloni di Passo del Soldato, Maddamma e Terrenere.

Il suolo della foresta è siliceo-argilloso, con piccole quantità di calcare e un considerevole strato di terriccio. Nel tardo Ottocento, il rimboschimento dell’area, fu affidata dal Comune di Messina al Comitato Forestale, secondo quanto stabiliva la Legge del 20 giugno 1877, che prevedeva i rimboschimenti a cura di Consorzi tra Governo, Province e Comuni. Il 18 maggio 1895, una volta completata la piantumazione degli alberi, il Comitato Forestale riconsegnò la Foresta di Camaro al Comune con i seguenti alberi piantati: 55.000 piante di castagno, 350.000 piante di pino domestico, 10.000 querce da sughero, 30.000 robinie, 10.000 pioppi e salici per un totale di 445.000 alberi.

Nel 1910, un illustre medico italiano, il prof. Umberto Gabbi, sceglieva la Foresta di Camaro come sede di un Sanatorio antimalarico. L’opera di assistenza da lui iniziata durò fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Per l’avvio delle attività e per il suo sostegno, Il Sanatorio ebbe il soccorso benefico della Regina Margherita di Savoia e il sostegno di benemeriti cittadini e di Enti che concorrevano insieme a garantire l’assistenza per coloro la cui vita era messa ogni giorno a repentaglio dalla malaria.

Il primo taglio degli alberi della Foresta del Camaro fu eseguito il 5 marzo 1922 alla presenza del Prefetto Francesco Emilio Serrao, del Sindaco Antonio Martino e dell’Assessore ai Lavori Pubblici Angelo Marchese, che immortalarono l’evento con una lapide in marmo, ancora oggi posta sul muro di un fabbricato posto lungo il percorso della Foresta. La Foresta del Camaro è attraversata per un lungo tratto da una splendida strada carrabile in basolato lavico che si raccorda, in alcuni tratti, al tipico acciottolato delle regie trazzere militari del tardo Ottocento.


 

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Tue, 16 Apr 2019 10:45:55 +0000 http://www.mutualpass.it/post/995/1/la-foresta-vecchia-di-camaro
Inaugurata l’attesa mostra "Una stanza tutta per sè" http://www.mutualpass.it/post/994/1/inaugurata-l-attesa-mostra-una-stanza-tutta-per-se http://www.mutualpass.it/post/994/1/inaugurata-l-attesa-mostra-una-stanza-tutta-per-se]]> Ha regalato coinvolgenti emozioni l’inaugurazione, avvenuta nei locali di via Maddalena 24 (2010 Group – dott. Luigi Mondello), dell’attesa mostra “Una stanza tutta per sé”.

Grazie all’ambizioso progetto “Arte in Laboratorio”, ideato e promosso da Mutualpass – Medika, la Card della Salute, si possono ammirare i quadri di: Maria Berenato, Antonella Caggegi, Lucia Inferrera, Luisa Giorgio, Laura Giunta, Nicoletta Scarcella, Adriana Micali, Marcella Mondello, Katia Militello, Silvana Modica, Silvana Nastasi, Giusy Olivieri, Sabrina Pistone, Giovanna Romeo, Matteo Sorte e Graziella Spadaro.

Si tratta degli artisti-pazienti del reparto di Oncologia del Policlinico Universitario di Messina, diretto dal prof. Giuseppe Altavilla e collaborato dalle dott.sse Francesca Albiero e Stefania Panetta, dove i maestri Piero Serboli, Aurelio Valentini, Josè Martino ed il compianto Claudio Militti, a cui è stata dedicata la mostra, hanno attivato dal 2015 un vero e proprio laboratorio di pittura. L’obiettivo del team di “Arte in Laboratorio”, coordinato dal dott. Luigi Mondello e dal dott. Daniele Di Bartolo, è far riconoscere concretamente all’arte una funzione importante anche nel campo della medicina, seguendo l’indirizzo che l’uomo è unione inscindibile di mente e corpo, di ragione e sentimento. L’arte-terapia è ormai una pratica medicale diffusa nel mondo sia come forma di espressione del disagio fisico e mentale che come supporto psicologico alle malattie gravi come il cancro. Le testimonianze degli artisti di “Una stanza tutta per sé”, presenti all’inaugurazione, che per la prima volta hanno esposto le loro creazioni in un laboratorio di analisi cliniche adibito a galleria d’arte “abusiva”, sono state la concreta conferma dei benefici effetti che l’arte può avere, distogliendo la mente dalle preoccupazioni per orientarla verso nuovi orizzonti.  

UNA STANZA TUTTA PER SE’ Piero Serboli, Aurelio Valentini, Josè Martino e Claudio Militti sono stati i maestri iniziatori nel 2015 di questa avventura artistica ed umana, che ha coinvolto i pazienti di Oncologia grazie alla lungimiranza e allo spirito innovatore del primario, il professor Giuseppe Altavilla, che ha gentilmente concesso il prestito delle opere in mostra per Arte in Laboratorio. A realizzarle un gruppo di pazienti del reparto, uniti sotto il nome di “Una stanza tutta per sé”, diventati ormai allievi ed il loro percorso si avvia verso una piena emancipazione artistica. Ciò che colpisce di questi lavori è l’urgenza espressiva manifestata in colori netti, accesi, animati da forti contrasti. Le opere, a prescindere dal tema o dal modello, talvolta mutuato dalla grande pittura, sono piene di un’energia psichica e di un entusiasmo del tutto evidente. Nella liberazione dell’espressione, il disagio della malattia ha trovato una potente sublimazione, una via creativa che annulla la passività dell’infermo per renderlo regista più consapevole della propria immaginazione, delle proprie emozioni. 

E’ possibile ammirare i quadri durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00)       


Omar Menolascina - Mosè Previti

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Mon, 15 Apr 2019 10:33:40 +0000 http://www.mutualpass.it/post/994/1/inaugurata-l-attesa-mostra-una-stanza-tutta-per-se
Una stanza tutta per sè, mostra simbolo di "Arte in Laboratorio" http://www.mutualpass.it/post/993/1/una-stanza-tutta-per-se-mostra-simbolo-di-arte-in-laboratorio http://www.mutualpass.it/post/993/1/una-stanza-tutta-per-se-mostra-simbolo-di-arte-in-laboratorio]]> Sarà inaugurata venerdì 12 aprile alle ore 18, nei locali di via Maddalena 24 a Messina (2010 Group - dott. Luigi Mondello), la mostra di “Una stanza tutta per sé”. 

Con “Arte in Laboratorio”, Mutualpass – Medika, la Card della Salute, sta mettendo in pratica il suo manifesto di “Arte e Medicina”. Dal mese di maggio del 2018, attraverso le esposizioni di Mantilla, Aurelio Valentini, Antonello Bonanno Conti, Piero Serboli, Giovanni Fiamingo e Nino Rigano, il laboratorio è diventato, infatti, una galleria d’arte “abusiva”, dove gli utenti in attesa di sottoporsi alle analisi cliniche possono ammirare le opere degli artisti coinvolti.

Nell’idea del Team, coordinato dal dott. Luigi Mondello e dal dott. Daniele Di Bartolo, l’arte fa parte di quell’orizzonte positivo della vita umana in cui agisce la medicina attraverso la cura e la prevenzione. Alla base di questa prassi c’è un’idea rivoluzionaria e, tuttavia, antica: l’uomo è unione inscindibile di mente e corpo, di ragione e sentimento. L’arte-terapia è ormai una pratica medicale affermata nel mondo sia come forma di espressione del disagio fisico e mentale che come supporto psicologico alle malattie gravi come il cancro.

Il reparto di Oncologia del Policlinico Universitario di Messina è oggi all’avanguardia in questo campo. I maestri Piero Serboli, Aurelio Valentini, Josè Martino e il compianto Claudio Militti hanno attivato dal 2015 un vero e proprio laboratorio di pittura, un spazio di espressione chiamato “Una stanza tutta per sé”, all’interno del reparto diretto dal professor Giuseppe Altavilla e collaborato dalle dott.sse Francesca Albiero e Stefania Panetta. La mostra di Maria Berenato, Antonella Caggegi, Lucia Inferrera, Luisa Giorgio, Laura Giunta, Nicoletta Scarcella, Adriana Micali, Marcella Mondello, Katia Militello, Silvana Modica, Silvana Nastasi, Giusy Olivieri, Sabrina Pistone, Giovanna Romeo, Matteo Sorte e Graziella Spadaro non è soltanto la testimonianza di questo prezioso lavoro, ma anche l’affermata emancipazione di un gruppo di artisti, che, dopo un lungo apprendistato, si presentano adesso agli spettatori con personalità autonome, compiutamente avviate in un percorso di ricerca.

UNA STANZA TUTTA PER SE’ - Guardare un muro bianco e guardare un quadro non è la stessa cosa. La percezione dell’ambiente in cui viviamo modifica il nostro umore, lo stato d’animo e, quindi, la salute. Abitiamo case curate, che costruiamo intorno ad un’idea positiva della vita, tutti i nostri sforzi, professionali e umani, sono indirizzati verso questa idea del bello come buono, sano. Nello spazio pubblico contemporaneo questa cura non è particolarmente presente, lo spazio istituzionale è neutro, spesso architettonicamente impersonale, talvolta degradato.

Al reparto di oncologia del Policlinico di Messina le cose sono, però, diverse. I colori, la luce e lo straordinario numero di opere d’arte che accolgono il visitatore scompaginano le categorie e le aspettative. Questo piccolo museo ha un calore domestico, un’aria familiare che scontorna questo spazio dalle rigide architetture protocollari medicali per proiettarlo in una dimensione umana, pacificata, irenica. Il reparto ha un laboratorio di pittura, una sala con vista mozzafiato sullo Stretto, cui si accede dopo una serie di corridoi dalle tinte morbide su cui sono allestiti centinaia di dipinti. Il laboratorio è il motore di una rivoluzione emozionale dello spazio ospedaliero, il fiore all’occhiello di una struttura all’avanguardia nella cura e nell’assistenza dei malati di tumore. Nel 2015, Piero Serboli, Aurelio Valentini, Josè Martino ed il compianto Claudio Militti sono stati i maestri iniziatori di questa avventura artistica ed umana, che ha coinvolto i pazienti di Oncologia grazie alla lungimiranza e allo spirito innovatore del primario, il professor Giuseppe Altavilla, che ha gentilmente concesso il prestito delle opere in mostra per Arte in Laboratorio.  

A realizzarle è stato un gruppo di pazienti del reparto, uniti sotto il nome di “Una stanza tutta per sé”, diventati ormai allievi ed il loro percorso si avvia verso una piena emancipazione artistica. Ciò che colpisce di questi lavori è l’urgenza espressiva manifestata in colori netti, accesi, animati da forti contrasti. Le opere, a prescindere dal tema o dal modello, talvolta mutuato dalla grande pittura, sono piene di un’energia psichica e da un entusiasmo del tutto evidente.  Nella liberazione dell’espressione, il disagio della malattia ha trovato una potente sublimazione, una via creativa che annulla la passività dell’infermo per renderlo regista più consapevole della propria immaginazione, delle proprie emozioni.

Colpisce la naturale forza di questi lavori, la loro energia primitiva e liberatoria. Sono la testimonianza di un dialogo tra arte e medicina che è centrale per ricostruire un’idea dell’uomo come essere vivente in cui tutte le parti sono al servizio di un’unità inscindibile.   Anima e corpo, arte e medicina, cura ed espressione, trovano in “Una stanza tutta per sé” il momento per riunirsi in un nuovo paradigma di benessere scientificamente e umanamente sostenibile per il nostro futuro. 

Sarà possibile ammirare i quadri durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00).


Omar Menolascina - Mosè Previti 

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Wed, 10 Apr 2019 09:44:19 +0000 http://www.mutualpass.it/post/993/1/una-stanza-tutta-per-se-mostra-simbolo-di-arte-in-laboratorio
Accadde oggi... 9 Aprile http://www.mutualpass.it/post/992/1/accadde-oggi-9-aprile http://www.mutualpass.it/post/992/1/accadde-oggi-9-aprile]]> L’albatros

Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano albatri, grandi uccelli di mare,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
la nave che scivola sugli abissi amari.

Appena deposti sulla tolda,
questi re dell’azzurro, vergognosi e timidi,
se ne stanno tristi con le grandi ali bianche
penzoloni come remi ai loro fianchi.

Com’è buffo e docile l’alato viaggiatore!
Poco prima così bello, com’è comico e brutto!
Uno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro, zoppicando, scimmiotta l’infermo che volava!

Il poeta è come quel principe delle nuvole,
che sfida la tempesta e ride dell’arciere;
ma, in esilio sulla terra, tra gli scherni,
con le sue ali di gigante non riesce a camminare.

 

Charles Baudelaire nasce a Parigi il 9 aprile del 1821. La madre, in seguito alla morte prematura del marito, sposa un aitante tenente colonnello, il quale, a causa della proprio freddezza e rigidità, si guadagnerà l'odio del figliastro. Nel nodo doloroso dei rapporti con la famiglia e, in primo luogo, con la madre, si gioca gran parte dell'infelicità e del disagio esistenziale che accompagnerà Baudelaire per tutta la vita e che gli diede l'etichetta di "Poeta Maledetto". Dopotutto, come fra l'altro testimonia l'intenso epistolario rimasto, egli chiederà sempre aiuto e amore alla madre, quell'amore che crederà mai ricambiati, perlomeno rispetto all'intensità della domanda.

Nel 1833 entra al Collège Royal per volontà del patrigno. Nel giro di poco tempo, però, la fama di dissoluto e scavezzacollo prende a circolare all'interno del collège fino ad arrivare, inevitabilmente, alle orecchie dell'odiato patrigno il quale, per ripicca, lo obbliga ad imbarcarsi sul Paquebot des Mers du Sud, una nave che faceva rotta nelle Indie. Questo viaggio ha su Charles un effetto inaspettato: gli fa conoscere altri mondi e culture, lo pone a contatto con gente di tutte le razze, facendogli scoprire una dimensione lontana dalla pesante decadenza mondana e culturale che grava sull'Europa. Da questo, dunque, nasce il suo grande amore per l'esotismo, lo stesso che filtra dalle pagine della sua opera maggiore, i celeberrimi "Fiori del male”. Dopo appena dieci mesi interrompe il viaggio per fare ritorno a Parigi, dove, oramai maggiorenne, entra in possesso dell'eredità paterna, che gli permette di vivere per qualche tempo in grande libertà.

Nel 1842, dopo aver conosciuto un grande poeta come Gerard de Nerval, si avvicina soprattutto a Gautier, e gli si affeziona in maniera estrema. La simbiosi tra i due è totale e Charles vedrà nel più anziano collega una sorta di guida morale e artistica. Il 1845 segna il suo esordio come poeta, con la pubblicazione di "A una signora creola", mentre, per vivere, è costretto a collaborare a riviste e giornali con articoli e saggi che furono poi raccolti in due libri postumi, "L'Arte romantica" e "Curiosità estetiche". Nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari di Parigi mentre, nel 1857, pubblica presso l'editore Poulet-Malassis i già citati "I fiori del male", raccolta che comprende un centinaio di poesie.

La rivelazione di questo capolavoro assoluto sconcerta il pubblico del tempo. Il libro viene indubbiamente notato e fa parlare di sè, ma più che di successo letterario vero e proprio, forse sarebbe più giusto parlare di scandalo e di curiosità morbosa. Sull'onda della chiacchera confusa e del pettegolezzo che circonda il testo, il libro viene addirittura processato per immoralità e l'editore si vede costretto a sopprimere sei poesie.

Baudelaire è depresso e la sua mente sconvolta. Nel 1861, tenta il suicidio. Nel 1864, dopo un fallito tentativo di farsi ammettere all'Acadèmie francaise, lascia Parigi e si reca a Bruxelles, ma il soggiorno nella città belga non modifica la sua difficoltà di rapporti con la società borghese. Malato, cerca nell'hashish, nell'oppio e nell'alcol il sollievo alla malattia che nel 1867, dopo la lunga agonia della paralisi, lo ucciderà a soli quarantaquattro anni. A quelle esperienze, e alla volontà di sfuggire alla realtà, sono ispirati i "Paradisi artificiali" editi sempre nell'"annus horribilis" del 1861. È sepolto nel cimitero di Montparnasse, insieme alla madre e al detestato patrigno.


Fonte: Biografieonline

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Tue, 9 Apr 2019 11:08:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/992/1/accadde-oggi-9-aprile
7 Aprile 2019 - Giornata Mondiale della Salute http://www.mutualpass.it/post/991/1/7-aprile-2019-giornata-mondiale-della-salute http://www.mutualpass.it/post/991/1/7-aprile-2019-giornata-mondiale-della-salute]]> Il 7 Aprile si festeggia la Giornata Mondiale della Salute (World Health Day), istituita dalla prima Assemblea mondiale della salute (World Health Assembly) nel 1948. La data scelta celebra la fondazione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute).

Ogni anno viene scelto per la giornata un tema specifico, che evidenzia un’area di particolare interesse per l’Oms, quello di quest’anno è “Universal health coverage: everyone, everywhere” (“Copertura sanitaria universale: per tutti e ovunque”). La giornata rappresenta l’occasione per richiamare i governi di tutto il mondo ad adoprarsi concretamente per l’obiettivo della copertura sanitaria universale, in modo da garantire a ciascuno e in ogni luogo, come concordato dai Paesi aderenti ai Sustainable Development Goals, servizi sanitari di buona qualità e senza barriere economiche, in presenza delle quali le persone sono costrette alla scelta forzata tra assistenza sanitaria e altri bisogni primari.

L'accesso all'assistenza base non solo accresce la salute delle persone e l'aspettativa di vita, protegge anche i paesi dalle epidemie, riduce la povertà e il rischio di fame, crea occupazione, guida la crescita economica e migliora l'uguaglianza di genere.

Alcuni paesi hanno già compiuto progressi significativi verso la copertura sanitaria universale. Ma metà della popolazione mondiale non è ancora in grado di ottenere i servizi sanitari di cui hanno bisogno. La situazione della Regione europea dell’Oms è soddisfacente ma migliorabile, specialmente per quanto riguarda la tutela dell’equità nella salute delle categorie più svantaggiate.

Come dichiarato da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, "Nessuno dovrebbe scegliere tra la morte e le difficoltà finanziarie. Nessuno dovrebbe scegliere tra comprare medicine e comprare cibo."


MutualPass - Medika, la Card della Salute

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Sun, 7 Apr 2019 17:44:23 +0000 http://www.mutualpass.it/post/991/1/7-aprile-2019-giornata-mondiale-della-salute
Carbonara Day: La ricetta originale http://www.mutualpass.it/post/990/1/carbonara-day-la-ricetta-originale http://www.mutualpass.it/post/990/1/carbonara-day-la-ricetta-originale]]> Oggi, 6 aprile, si festeggia il Carbonara Day, in onore del piatto più amato e al contempo controverso della cucina italiana. La pasta alla carbonara, dati alla mano, è la pietanza più rivisitata e diffusa all’estero, nelle varie versioni che fanno storcere il naso ai puristi di un vero e proprio caposaldo della nostra tradizione gastronomica.

L’origine è già fonte di dibattiti: c’è chi la attribuisce all’antica tradizione contadina romana come evoluzione della pasta “cacio e ova”, chi propende per un’origine abruzzese, chi invece la associa ai moti carbonari. Altri sostengono che fu un’invenzione di un cuoco di Carbonia. Infine, forse l’ipotesi più credibile, vede lo zampino dei soldati americani di stanza nella Penisola nel 1944, che avrebbero sposato la pasta italiana e gli ingredienti della ‘Razione K’ in dotazione alle truppe (uova in polvere e bacon).

Sugli ingredienti i cultori della Carbonara hanno pochi dubbi, nonostante le varianti sempre più diffuse (pancetta al posto del guanciale, parmigiano invece del pecorino, addirittura l'aggiunta della panna o maionese, e ancora pesce, zucchine e pollo), la guida resta sempre l'Accademia della Cucina Italiana, di cui riportiamo la ricetta: guanciale di maiale, formaggio pecorino, uova, sale, pepe nero e aglio per il soffritto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 g di spaghetti
  • 120 g di guanciale
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 uova
  • 50 g di formaggio pecorino grattugiato 1 cucchiaio di olio di oliva
  • pepe nero
  • sale

Tagliare il guanciale a listarelle alte ½ centimetro. Mettere il guanciale in una padella con l’olio di oliva, l’aglio schiacciato e farlo rosolare al punto giusto. Togliere l’aglio e la padella dal fuoco. In una terrina battere le uova con un pizzico di sale e il formaggio pecorino grattugiato. Portare a bollore abbondante acqua salata in una pentola capace, calare gli spaghetti e cuocerli al dente.
Scolarli e versarli nella padella dove c’è il guanciale. Unire il composto di uova battute e formaggio pecorino grattugiato, mescolando bene gli ingredienti. Spolverare con il pepe nero macinato di fresco e servire


MutualPass - Medika, la Card della Salute

 

 

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Sat, 6 Apr 2019 11:16:29 +0000 http://www.mutualpass.it/post/990/1/carbonara-day-la-ricetta-originale
Piazza Castronovo dalle origini ad oggi http://www.mutualpass.it/post/989/1/piazza-castronovo-dalle-origini-ad-oggi http://www.mutualpass.it/post/989/1/piazza-castronovo-dalle-origini-ad-oggi]]> All’indomani del terremoto del 28 dicembre 1908 l’ingegnere capo del Comune, Luigi Borzì, ricevette l’incarico dalla Giunta nel maggio 1909 di redigere il piano regolatore della ricostruzione. Presentato il 9 dicembre del 1909, fu approvato con i Regi Decreti del 26 giugno 1910 e del 31 dicembre 1911. Negli elaborati di studio propedeutici alla stesura definitiva del piano regolatore, conservati nell’archivio di Palazzo Zanca, Borzì immagina un monumentale sfondo scenografico della lunga via Garibaldi nella sua conclusione a nord, disegnando una piazza circolare porticata denominata “Piazza Garibaldi” (oggi, appunto,“Castronovo”) ed un’elaborata gradinata a doppia rampa che conduceva alla sovrastante strada di circonvallazione in corrispondenza di una nuova piazza semicircolare mai realizzata, cui dà il nome di “Piazza Montorsoli”.

L’esigenza di caratterizzare urbanisticamente e visivamente tale porzione di città, nasceva anche tenendo conto di quanto aveva previsto, oltre cinquant’anni prima, l’architetto messinese Leone Savoja (1814-1885). Borzì, ancora una volta, dava prova della sua profonda conoscenza dei trascorsi storici della città, del vivace dibattito architettonico che aveva alimentato, soprattutto nell’800, tutto un crogiolo di idee, proposte, progetti per portare a soluzione alcuni dei problemi strutturali di Messina. Leone Savoja che nella sua città realizzò, fra le tante opere, il celebre Gran Camposanto (1865-1872), la chiesa di Santa Chiara (1856) e il Palazzo del Priorato, poi Prefettura (1877), aveva infatti redatto un progetto mai attuato per la sistemazione della collina dell’Ogliastri, valorizzandola quale sfondo della via Ferdinanda (poi Garibaldi) con una grande cascata d’acqua e ponendola in collegamento con la strada provinciale per Palermo, attraverso le colline di Tremonti.

Non una semplice arteria di attraversamento, ma un percorso panoramico tra scenari di incomparabile bellezza sul mare e sulle colline, supporto per un futuro sviluppo della città. Nel 1952 avevano inizio i lavori per la costruzione dei quattro edifici porticati che contornano lo slargo, opera dell’architetto messinese Filippo Rovigo e per tutti gli anni Cinquanta la scarpata di fondo, oggi sistemata a villetta intitolata a Gino Prudente, fu la sede della purtroppo ormai scomparsa “Festa degli alberi”. 

Nel 1957, ancora Filippo Rovigo realizzerà la bella architettura del “Teatro dei Dodicimila” con la collaborazione dello scultore e disegnatore Francesco Finocchiaro, l’unico anno che non viene allestito in piazza Municipio.

Per l’occasione, su un alto palo (in corrispondenza dell’attuale edicola di giornali), viene collocata una scultura mobile a vele ispirata alle opere dell’americano Alexander Calder, successivamente smantellata. Da questo punto di vista, esattamente dalla collinetta sistemata a villa, incredibile ma vero, Antonello ambientò la sua ultima opera prima di morire, la “Pietà con un angelo” (1475 circa) conservata al Museo del Prado di Madrid. Ancora una volta, come nelle Crocifissioni, fa da sfondo Messina rinserrata nelle mura normanne lungo il Boccetta, con a destra la Cattedrale e il suo alto campanile cuspidato e, a sinistra, il mare con parte della penisola falcata, dove si scorgono due croci del Calvario con alcune figurette di dolenti.


Nino Principato

 

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Thu, 4 Apr 2019 10:17:27 +0000 http://www.mutualpass.it/post/989/1/piazza-castronovo-dalle-origini-ad-oggi
Km 123 - Andrea Camilleri http://www.mutualpass.it/post/988/1/km-123-andrea-camilleri http://www.mutualpass.it/post/988/1/km-123-andrea-camilleri]]> Il Giallo Mondadori festeggia novant’anni e la casa editrice celebra la collana rinnovando la veste grafica, ripubblicando i titoli che l’hanno consacrata e pubblicando nuovi titoli tra cui Km 123 di Andrea Camilleri.

Come ogni buon giallo che si rispetti e in linea con i titoli della celebre collana, la trama di Km 123 è essenziale ma non banale. Il romanzo inizia con un cellulare spento a cui arrivano dei messaggi con una certa insistenza. L’imprenditore edile Giulio Davoli è stato tamponato al km 123 di Via Aurelia (Roma), non tanto distante da uno dei suoi cantieri. A riaccendere il telefonino però non è il nostro protagonista, ma la moglie Giuditta.

Ben presto Giuditta scopre che a cercare il marito è stata l’amante Ester Marsili, non l’unica a quanto pare, ma adesso non può più tollerare ed è disposta a rovinare il marito costi quel che costi. A tutto ciò si deve aggiungere che un testimone del tamponamento ha dichiarato che non si sia trattato di un incidente fortuito, ma di un vero e proprio tentato omicidio. A questo punto le pratiche passano dagli uffici dell’assicurazione a quelli del commissariato.

Con la sua ultima prova narrativa, Andrea Camilleri regala ai suoi lettori affezionatissimi un giallo d’autore che non annoia e tiene desta l’attenzione grazie alla sua abilità di saper combinare humour e mistero. Ogni personaggio sembra avere a portata di mano la soluzione del caso, ma la verità è un’entità sfuggevole e anche l’indizio più eclatante può portare fuori strada.

Km 123 è un romanzo che colpisce, perché Camilleri riesce a creare un intreccio narrativo perfetto utilizzando messaggi di testo, protocolli e articoli di giornale. Un romanzo adatto a tutti coloro che vogliono leggere un libro leggero, scorrevole e avvincente. Il romanzo è arricchito dall’intervento Difesa di un colore che Andrea Camilleri pronunciò al convegno “Scrittori e critici a confronto”, tenutosi all’Università degli Studi di Roma Tre il 24-25 marzo 2003, e già pubblicato nella raccolta di saggi Come la penso (Chiarelettere 2013).         


Roberto Cavallaro - Libreria Dedalus

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Wed, 3 Apr 2019 10:16:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/988/1/km-123-andrea-camilleri
2 Aprile 2019 - Giornata Mondiale della consapevolezza sull’autismo http://www.mutualpass.it/post/987/1/2-aprile-2019-giornata-mondiale-della-consapevolezza-sull-autismo http://www.mutualpass.it/post/987/1/2-aprile-2019-giornata-mondiale-della-consapevolezza-sull-autismo]]> ll 2 aprile si celebra la Giornata mondiale della consapevolezza sell’Autismo, voluta dall’Onu e giunta alla sua 12/ma edizione. Come ogni anno, in molte città italiane e del mondo verranno illuminati di blu i più importanti monumenti, come l'Empire State Building di New York e il Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Tra le tante iniziative segnaliamo la campagna #sfidautismo della Fondazione Italiana per l'Autismo Onlus, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione e raccogliere fondi destinati a finanziare i progetti di ricerca e inclusione scolastica.

L'autismo è una patologia del neurosviluppo caratterizzata da un'organizzazione atipica di alcune funzioni mentali e delle relative aree del cervello, in Italia coinvolge circa 550.000 persone, in tutta Europa più di 5 milioni.

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), attraverso una una ricerca sulla diffusione dell’autismo negli Stati Uniti, ha comunicato che ne sarebbe affetto un bambino su 88. Di fatto, se questo dato può far comprendere l’entità del fenomeno, significherebbe che negli Stati Uniti ci sono più bambini autistici che affetti da diabete, AIDS, cancro, paralisi cerebrale, fibrosi cistica, distrofia muscolare e sindrome di Down messi insieme.

L'esordio dell'autismo è precoce (fra i 14 e i 28 mesi) e la malattia dura per tutta la vita, l'origine è genetica, ma sono implicati anche fattori ambientali, come l’esposizione ad agenti inquinanti durante la gravidanza. Altri elementi di rischio, l'età avanzata dei genitori (soprattutto del papà), il basso peso alla nascita o la forte prematurità. La probabilità che nasca un bambino con autismo supera l'1%, con una maggior prevalenza tra i maschi rispetto alle femmine (il rapporto è di 4 a 1). Circa il 50% delle persone con autismo presenta anche una disabilità cognitiva. In generale queste persone manifestano una particolare attenzione per alcuni stimoli sensoriali, hanno una predisposizione a comportamenti ripetitivi e a routine rigide, ma anche una scarsa attitudine e motivazione all’interazione sociale reciproca. L’autismo, infatti, compromette la capacità di interagire e di comunicare con gli altri.

Non esiste ancora una cura che consenta di guarire dall’autismo, ma esistono trattamenti, come il parent training, che migliorano significativamente la sintomatologia e la qualità di vita, per questo l'intervento precoce è fondamentale.


Fonti: ADNKronos Salute

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Tue, 2 Apr 2019 09:39:57 +0000 http://www.mutualpass.it/post/987/1/2-aprile-2019-giornata-mondiale-della-consapevolezza-sull-autismo
Ora legale? Un vero Jet-Lag http://www.mutualpass.it/post/986/1/ora-legale-un-vero-jet-lag http://www.mutualpass.it/post/986/1/ora-legale-un-vero-jet-lag]]> Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo 2019 è tornata in vigore l'ora legale, che ha fatto “perdere” un'ora di sonno. "Un piccolo cambiamento dei ritmi cronobiologici che nelle persone più sensibili, come i bambini, può comportare effetti simili a quelli del jet-lag", spiega Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. "Vale a dire irritabilità, minor concentrazione, malumore, sonnolenza di giorno, difficoltà a prendere sonno, tendenza ad anticipare l'ora della sveglia. In ogni caso in 2-3 giorni tutto torna alla normalità". Il segreto? Mandare a letto i piccoli non oltre le 21.30, consigliano gli esperti.

Con l'ora legale il sole sorge più tardi e di sera la luce dura più a lungo: questo influisce sulla regolazione di alcune funzioni cicliche del corpo, confondendolo. Per qualche giorno diventa perciò più difficile svegliarsi, mentre la sera viene ritardata la produzione di melatonina, l'ormone che favorisce il sonno e che viene sintetizzato quando è buio. Per aiutare i bambini ad abituarsi rapidamente al nuovo orario e a prendere sonno senza difficoltà, basta comunque seguire qualche piccolo accorgimento.

"Sicuramente cercare di mantenere i soliti orari, per non allungare troppo i tempi necessari affinché il piccolo si abitui a quello nuovo. E' importante – prosegue Villani – indurre per tempo la consapevolezza che si avvicina il momento della messa a letto. Per fare questo si può creare un'atmosfera rilassante già a partire da un'ora prima di mandarlo a dormire. Inoltre è sempre sconsigliata l'iperstimolazione in corrispondenza della nanna; no quindi alla televisione, ai giochi di movimento e, in generale, a qualsiasi attività che possa risultare eccitante".

Importante anche la ripetitività dei gesti, che sottolineano la chiusura della giornata e che non dovrebbero essere modificati. "Meglio evitare di modificare la routine serale. Sono i rituali prima di coricarsi che annunciano l'appuntamento con il letto: indossare il pigiama, lavarsi i denti, ascoltare una storia. Tutte attività che conciliano il sonno. L'ora legale può essere l'occasione per riconsiderare le abitudini dei bambini e dei ragazzi, soprattutto sull'orario in cui andare a dormire. È importante che i bambini, sicuramente fino all'età preadolescenziale, vadano a letto non oltre le 21-21.30".


Fonte: ADNKronos Salute

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Mon, 1 Apr 2019 09:26:40 +0000 http://www.mutualpass.it/post/986/1/ora-legale-un-vero-jet-lag
Accadde Oggi... 30 Marzo - Le 10 più belle opere di Van Gogh http://www.mutualpass.it/post/985/1/accadde-oggi-30-marzo-le-10-piu-belle-opere-di-van-gogh http://www.mutualpass.it/post/985/1/accadde-oggi-30-marzo-le-10-piu-belle-opere-di-van-gogh]]> Il 30 Marzo 1853 nasce a Groot Zundert (Olanda) quello che probabilmente è considerato il più grande artista di sempre, Vincent Willem Van Gogh, Figlio di un pastore protestante fin da giovanissimo Vincent esegue i suoi primi disegni.  Terminati gli studi, lavora come impiegato nella succursale della casa d'arte parigina Goupil e Cie, successivamente nelle sedi dell'Aja (dove compie frequenti visite ai musei locali), di Londra e di Parigi. Nel maggio del 1875 viene definitivamente trasferito a Parigi.

Il periodo francese

Il trasferimento nella capitale francese, dove risiede il fratello Theo, segna l'inizio di un periodo felice, molto del suo tempo lo spende assieme al fratello e i due, da quel momento, iniziano una corrispondenza che durerà tutta la vita e che rappresenta ancora oggi il mezzo migliore per studiare le opinioni, i sentimenti e lo stato d'animo di Vincent.

L'Impressionismo

Durante il soggiorno parigino l'artista scopre la pittura impressionista e approfondisce l'interesse per l'arte e le stampe giapponesi. Conosce molti pittori tra cui Toulouse Lautrec e Paul Gauguin che apprezza particolarmente. La loro sarà una relazione assai turbolenta, con esiti anche drammatici, segnata da una convivenza difficile che sfocerà nel famoso episodio del taglio dell'orecchio (si suppone infatti che Vincent abbia assalito Gauguin con un rasoio. Fallito l'attacco, in preda ad una crisi di nervi, si taglia il lobo dell'orecchio sinistro).  Il 1880 è un punto di svolta nella vita di Van Gogh. Abbandona i suoi propositi religiosi e si dedica esclusivamente a dipingere poveri minatori e tessitori. Theo inizia ad appoggiarlo finanziariamente, una situazione che si protrarrà fino alla fine della vita di Vincent.

La salute precaria di Vincent Van Gogh

Mentre continua i suoi studi e dipinge in compagnia di alcune nuove conoscenze, il suo stato di salute va deteriorandosi, tanto da dover essere ricoverato in ospedale per gonorrea. Una volta dimesso, inzia alcune sperimentazioni pittoriche. Più tardi nel corso dell'anno, Vincent si trasferisce a Nuenen dai suoi genitori, mette in piedi un piccolo studio per lavorare e continua a fare affidamento sul sostegno di Theo Van Gogh.

Sperimentazioni

Estende i suoi esperimenti fino ad includere una maggiore varietà di colori e sviluppa un grandissimo interesse per le incisioni su legno giapponesi. Tenta di intraprendere una qualche formazione artistica alla Ecole des Beaux-Arts, ma respinge molti dei principi che gli vengono insegnati. Desiderando continuare con qualche tipo di educazione artistica formale, sottopone qualcuno dei suoi lavori all'Accademia di Anversa, dove viene posto in una classe per principianti. Come ci si aspetterebbe, Vincent non si trova a suo agio all'Accademia ed abbandona.

Il periodo in Provenza

Il 1888 è un anno fondamentale nella vita di Vincent Van Gogh. Lascia Parigi in febbraio e si trasferisce ad Arles, nel Sud. All'inizio, il cattivo tempo invernale gli impedisce di lavorare, ma una volta arrivata la primavera inizia a dipingere i paesaggi in fiore della Provenza. Si trasferisce infine nella "Casa Gialla", una dimora che ha preso in affitto dove spera di stabilire una comunità di artisti. E' il momento in cui riesce a dipingere alcune delle sue opere migliori ma anche il momento delle sue già accennate violente tensioni con Gauguin. Durante la prima parte dell'anno, lo stato di salute mentale di Vincent oscilla paurosamente. A volte è completamente calmo e lucido; altre volte, soffre di allucinazioni e fissazioni. Continua sporadicamente a lavorare nella sua "Casa Gialla", ma la frequenza crescente degli attacchi lo induce, con l'aiuto di Theo, a farsi ricoverare presso l'ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence.  Per ironia della sorte, mentre lo stato mentale di salute di Vincent continua a peggiorare nel corso dell'anno, la sua opera inizia infine a ricevere riconoscimenti presso la comunità artistica. I suoi dipinti "Notte stellata sul Rodano" e "Iris" sono in mostra al Salon des Indépendants in settembre, e in novembre viene invitato ad esibire sei dei suoi lavori da Octave Maus (1856-1919), segretario del gruppo di artisti Belgi "Les XX".

La morte di Van Gogh

Dopo una serie incredibile di alti e bassi, sia fisici che emotivi e mentali, e dopo aver prodotto con incredibile energia una serie sconvolgente di capolavori, Van Gogh muore nelle prime ore del 29 luglio 1890, sparandosi in un campo nei pressi di Auverse, dove si era trasferito per sottoporsi alle cure psichiatriche del dottor Paul Gachet.

Il funerale ha luogo il giorno dopo, e la sua bara è ricoperta di dozzine di girasoli, i fiori che amava così tanto.

 

Considerando la grandezza dell'artista e la vastità della sua produzione abbiamo provato a stilare una classifica con le 10 più belle opere, scelte da noi, di Vincent Van Gogh.

 

10) I mangiatori di patate (1885) - Van Gogh Museum (Amsterdam)

 

 

9) La casa gialla (1888) - Van Gogh Museum (Amsterdam)

 

 

8) Autoritratto con cappello di feltro (1887) - Van Gogh Museum (Amsterdam)

 

 

7) Campo di grano con volo di corvi (1889) - Van Gogh Museum (Amsterdam)

 

 

6) I Girasoli (nelle varie versioni tra il 1888 - 1889) - Van Gogh Museum (Amsterdam) - National Gallery (Londra) - Philadelphia Museum of Art (Philadelphia)


 

 

5) La camera di Vincent ad Arles (1888 - 1889) - Van Gogh Museum (Amsterdam)

 

 

4) La notte stellata (1889) - Museum of Modern Art (New York)

 

 

3) Il caffè di notte (1888) - Yale University Art Gallery

 

 

2) Campo di grano con cipressi (versione settembre 1889) - National Gallery (Londra)

 

 

1) Notte stellata sul Rodano (1888) - Museo d'Orsay (Parigi)


Fonti Biografiche : Biografieonline

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Sat, 30 Mar 2019 11:47:50 +0000 http://www.mutualpass.it/post/985/1/accadde-oggi-30-marzo-le-10-piu-belle-opere-di-van-gogh
Stop eMotion http://www.mutualpass.it/post/650/1/stop-emotion http://www.mutualpass.it/post/650/1/stop-emotion]]> Ferma ed imprimi le tue emozioni, i momenti da ricordare sono tanti. Spesso camminando per strada notiamo qualcosa che vorremmo tenere sempre con noi, un viso, una scena, un colore, uno sguardo o un panorama, un’immagine scolpita nella nostra memoria che possiamo tenere viva grazie alla fotografia.

La fotografia ci permette di conservare le emozioni del momento e di condividerle con gli altri, di trasmettere una parte di noi in modo artistico, visivo e creativo. Non importa se le fotografie siano opera di un professionista o di un dilettante, quel che importa è ciò che riescono a comunicare.

Tramite le foto possiamo curiosare tra i ricordi e riscoprirne alcuni remoti e dimenticati; chiudere gli occhi osservando una foto è come fare un viaggio nel tempo e nelle sensazioni, rivivere istanti ed emozioni che possono ridarci l’energia del momento in cui le abbiamo scattate.

 

 

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Thu, 28 Mar 2019 10:03:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/650/1/stop-emotion
27 Marzo 2019 - Giornata Mondiale del Teatro http://www.mutualpass.it/post/984/1/27-marzo-2019-giornata-mondiale-del-teatro http://www.mutualpass.it/post/984/1/27-marzo-2019-giornata-mondiale-del-teatro]]> Il 27 Marzo di festeggia la Giornata Mondiale del Teatro, creata a Vienna nel 1961 durante il IX Congresso mondiale dell'Istituto Internazionale del Teatro su proposta di Arvi Kivimaa a nome del Centro Finlandese. Dal 27 marzo 1962, la Giornata Mondiale del Teatro è celebrata dai Centri Nazionali dell'I.T.I. (Istituto Internazione del Teatro) che esistono in un centinaio di paesi del mondo.

L'Istituto Internazionale del Teatro è stato creato nel 1948, per iniziativa dell'UNESCO e di personalità famose nel campo del teatro, ed è la più importante organizzazione internazionale non governativa nel campo delle arti della scena. L'I.T.I. cerca "di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro,sensibilizzare l'opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell'amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall'U.N.E.S.C.O.".

Ogni anno, nei teatri e nelle realtà culturali che sostengono e aderiscono all’iniziativa, risuona un unico messaggio, affidato a una personalità della Cultura Mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del Teatro e della Cultura della Pace. Questo, che viene chiamato “il messaggio internazionale”, è tradotto in diverse lingue ed è, poi, letto davanti a decine di migliaia di spettatori prima della rappresentazione della sera nei teatri nel mondo intero, stampato nelle centinaia di quotidiani e diffuso da radio e televisione sui cinque continenti. Jean Cocteau fu l’autore del primo messaggio internazionale nel 1962. Quest’anno, il Messaggio è firmato dal cubano Carlos Celdràn. Il pluripremiato regista teatrale, drammaturgo, accademico e professore, classe 1963, che vive e lavora a L’Avana e ha portato i suoi spettacoli in tutto il mondo, è in Italia per tre appuntamenti tra Pesaro (oggi) e Roma (domani 27 marzo). “Il teatro, così come l’ho recepito, si diffonde attraverso una geografia invisibile che fonde le vite di chi lo compie e il mestiere teatrale in un unico gesto unificante – racconta nel Messaggio il drammaturgo cubano – Tutti i maestri del teatro scompaiono con i loro momenti di irripetibile lucidità e bellezza”. 

Quest’anno l’ITI ha scelto di abbandonare l’ufficialità della grande cerimonia UNESCO a Parigi per festeggiare nella casa circondariale di Pesaro con le detenute e gli operatori teatrali che svolgono questo lavoro importantissimo nelle carceri attraverso il teatro. Un evento che rientra anche nelle iniziative della sesta edizione della Giornata Nazionale del Teatro in Carcere, che si tiene dal 2014 


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Wed, 27 Mar 2019 11:41:41 +0000 http://www.mutualpass.it/post/984/1/27-marzo-2019-giornata-mondiale-del-teatro
Fino al 4 aprile 2019 "Leggerezza Cosmica", la mostra dell’artista nisseno Foresta http://www.mutualpass.it/post/983/1/fino-al-4-aprile-2019-leggerezza-cosmica-la-mostra-dell-artista-nisseno-foresta- http://www.mutualpass.it/post/983/1/fino-al-4-aprile-2019-leggerezza-cosmica-la-mostra-dell-artista-nisseno-foresta-]]> Venerdì 15 marzo 2019 è stata inaugurata presso l’Associazione Culturale La Cicalata di Messina (Via Pippo Romeo, 19) la mostra personale dell’artista di Caltanissetta Alberto Antonio Foresta dal titolo Leggerezza Cosmica.

L’evento fa parte della Rassegna artistica “ContemporaneaMente artisti siciliani in mostra” ideata e curata da Gabriella Papa. Il progetto nasce con l’intento di creare, attraverso le mostre, momenti di contatto e condivisione con nuove realtà artistiche siciliane, ed in particolare promuovere giovani artisti, affermati o emergenti, con interessanti curriculum di mostre e iniziative in Italia e all’estero.

Alberto Antonio Foresta attraverso le sue opere indaga il particolare rapporto che intercorre tra il cosmo, la sua infinità e l’uomo, in chiave puramente romantica, propria di quella corrente artistica in cui maggiormente si evidenzia questa particolare e intensa relazione. Da qui nascono le sue opere astratte, cieli immensi dalle atmosfere rarefatte e sospese che accolgono tramonti fluorescenti, marine gialle, grandi lune rosse e aurore boreali dalle sfumature del rosa e del verde acido. I quadri sono finestre che si affacciano su nuovi mondi sconfinati e surreali in cui i paesaggi, affascinanti e al contempo spiazzanti, vengono completamente soggettivizzati dall’artista.

La mostra ad ingresso gratuito resterà aperta al pubblico dal 15 marzo al 4 aprile e potrà essere visitata dal giovedì alla domenica dalle ore 18.30 alle 24.

Alberto Antonio Foresta: Nato a Caltanissetta nel 1990 e cresciuto nella vicina San Cataldo, si appassiona fin dalla tenera età all’arte ed in particolar modo alla pittura, grazie all’influenza del padre anche lui pittore. Laureatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo e successivamente all’Università di Firenze, si interessa alla società contemporanea e alle sue infinite contraddizioni, utilizzando molteplici canali espressivi, spaziando dalla fotografia alla pittura, dall’installazione alla video-arte.

L’intera sua indagine, ricca di rimandi artistici, culturali, sociali e popolari, racchiude le testimonianze delle ricerche artistiche del primo Novecento. Nei suoi colori è concentrata l’intenzione dei fauves fino alle ricerche dell’espressionismo astratto, con le grandi tele e le stesure di colore vibrante dei rappresentanti del color field painting. La sua arte è in continua evoluzione e si arricchisce continuamente di nuove sperimentazioni, grazie alla grande voglia di indagare e affrontare sempre nuove tematiche, mai scontate. Dopo aver vissuto e lavorato a Milano alcuni anni, attualmente lavora e vive in Sicilia.


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Tue, 26 Mar 2019 17:54:16 +0000 http://www.mutualpass.it/post/983/1/fino-al-4-aprile-2019-leggerezza-cosmica-la-mostra-dell-artista-nisseno-foresta-
La chiesa più antica di Messina http://www.mutualpass.it/post/982/1/la-chiesa-piu-antica-di-messina http://www.mutualpass.it/post/982/1/la-chiesa-piu-antica-di-messina]]> Di questo piccolo tempio, nella sua “Guida per la città di Messina” del 1841, così scriveva Giuseppe Grosso Cacopardo: “[…] Imboccando nella strada della Pace, s’incontrava la graziosissima chiesa di S. Tommaso, di squisita architettura forse del Montorsoli, i cui ruderi ancor si vedono entro il giardino de’ Padri Teatini[…]”.

Questa breve descrizione è l’unica di epoca anteriore al sisma del 1908 relativa alla chiesa di S. Tommaso “il Vecchio” che sorge in via Romagnosi. Bisogna, infatti, arrivare al 1915 per poter avere il primo studio monografico, anche se breve, scritto da Gaetano La Corte Cailler che la ipotizza edificata nel sec. XVI, “[…]accanto il palazzo del barone della Motta e vicino le case di Ant. Cesare Aquilone ed il palazzo dei La Rocca, disegno del Montorsoli”. Formava, allora, angolo con le antiche vie “dei Cartari” e “degli Spatari” (le attuali S. Cristoforo e Romagnosi), così denominate perché lungo di esse si affacciavano parecchie botteghe di fabbricanti di carta e di spade.

Il La Corte commette l’errore di considerarla eretta nel Cinquecento, in ciò tratto in inganno dall’anno 1530 che si vede graffito a conclusione di un’iscrizione dedicatoria nel cornicione di coronamento della facciata principale, anno che si riferisce, invece, ai cospicui rifacimenti effettuati in occasione della dedicazione a S. Tommaso Apostolo. A testimonianza di questo evento venne incisa sulla larga cornice in pietra della facciata la seguente iscrizione in due righe, oggi mutila nelle parti iniziale e finale: “D. Thomae A.P./ (T)ibi Dive Sacravimus aedem da pro terrenis aeternae Palat(ea)/Reddere Magna Potestalia Rex imdus te Duce stru(xit)/MDXXX”.

Nel 1585, essendo stato trasferito il Conservatorio delle Vergini Riparate nel palazzo del barone Vincenzo Villani della Motta, la chiesa venne dedicata alla Madonna riparatrice delle Vergini e nel 1607 fu acquistata, insieme al Conservatorio, dai frati Teatini venuti a Messina in quell’anno, grazie anche ai forti contributi economici della Contessa Giovanna La Rocca Cibo e dell’arcivescovo Simone Carafa. Edificata, poi, dirimpetto ad essa, nel 1663, la chiesa dell’Annunziata dei Teatini su progetto dell’architetto modenese Guarino Guarini, la chiesa rimase compresa nel vasto giardino del convento con accanto gli avanzi del Conservatorio, oggi scomparsi. In seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, avvenuta con la legge del 7 luglio 1866, il Convento dell’Annunziata venne ceduto al Comune per uso scolastico ed il giardino venduto a privati insieme alla chiesetta. Questa fu, quindi, adibita a forno ed in tale stato rimase fino al terremoto del 1908.

Tipologicamente e stilisticamente, la chiesetta di S. Tommaso “il Vecchio” si può ricondurre a due precise e diversificate epoche architettoniche: quella normanna e quella rinascimentale. Se l’apparato murario esterno tradisce, infatti, la sua origine medievale, l’interno dimostra inequivocabilmente l’adattamento della struttura perimetrale, teso al raggiungimento di una perfezione compositiva e spaziale tipicamente cinquecentesca. La chiesetta costituirebbe, quindi, un’importante e significativa testimonianza architettonica di epoca normanna, sorta fra il 1061 e il 1101 sotto il Gran Conte Ruggero quale momento di una ripresa e rilegittimazione dell’Ordine monastico basiliano. 

L’esterno è caratterizzato dal nitido involucro murario parallelepipedo dal quale emergono l’abside ed il tamburo con la cupola, ridotti ad elementi spaziali dalle semplici ed essenziali linee geometriche. Compositivamente, la chiesa si presenta come composta da due parti: una corrispondente al santuario a pianta quadrata, centrica, con unica abside orientata ad est e coperta da cupola leggermente depressa, impostata su tamburo circolare bucato da quattro finestre e coronato da una leggera cornice perimetrale in mattoni che sottolinea il passaggio alla cupola, e, un vano rettangolare che costituisce l’unica navata, coperto da volta a botte lapidea. L’interno, con le decorazioni a cornice in pietra con profilature scure su fondo chiaro degli archi, dei piedritti e del coronamento del tamburo, richiama suggestioni brunelleschiane che evidenziano l’intelaiatura prospettica ed i rapporti proporzionali dell’insieme.


Nino Principato

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Tue, 26 Mar 2019 10:08:03 +0000 http://www.mutualpass.it/post/982/1/la-chiesa-piu-antica-di-messina
La verità sul caso Harry Quebert - Joël Dicker http://www.mutualpass.it/post/981/1/la-verita-sul-caso-harry-quebert-jo&235l-dicker- http://www.mutualpass.it/post/981/1/la-verita-sul-caso-harry-quebert-jo&235l-dicker-]]> Caso editoriale del 2012, “La verità sul caso Harry Quebert” ha consacrato lo scrittore ginevrino Joël Dicker (classe 1985) come uno dei più promettenti scrittori della sua generazione.

Il libro ha valso allo scrittore numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Goncourt des lycéens nel 2012. Anche in Italia il romanzo, pubblicato da Bompiani nel 2013, ha ricevuto ampi consensi da parte dei lettori e oggi conosce una nuova vita grazie alla trasposizione televisiva di Jean-Jacques Annaud - in onda dal 20 marzo su Sky Atlantic - e che vede nel ruolo di Harry Quebert il celebre attore Patrick Dempsey.

La trama romanzesca si caratterizza per la forza travolgente in cui getta il lettore fin dalle prime pagine, a partire dal flashback in apertura sulla scomparsa della vittima: la quindicenne Nola Kellergan. Il 30 agosto del 1975 la città di Aurora, nel New Hampshire, rimbalza nelle cronache per la scomparsa dell’amatissima Nola Kellergan. Da quel momento nulla sarà più lo stesso nella cittadina americana. Ben presto il caso viene insabbiato a causa dello scarso esito delle indagini. Trentatré anni dopo il giovane scrittore di successo Marcus Goldman è in piena crisi creativa. Il suo editore vuole che pubblichi il suo secondo romanzo quanto prima. Sopraffatto dalle gioie della vita mondana tipiche dello scrittore sulla cresta dell’onda, Marcus non sa proprio dove cominciare per scrivere il suo romanzo. Certo, il secondo è sempre più difficile. Eppure non pensava che si sarebbe trovato a fare i conti con il blocco creativo. Le ragazze che si porta a letto gli chiedono su cosa sarà la sua prossima impresa narrativa e se parlerà di loro, ma lui si trova a dover trovare una scusa per evitare di entrare nel dettaglio dell’impasse professionale.

A trent’anni Marcus sembra avere tutto dalla vita, ma senza idee e ispirazione si sente uno scrittore finito. Allora gli viene l’idea di contattare il suo vecchio professore di università e amico Harry Quebert, il cui romanzo “La verità sul male” è considerato uno dei più importanti romanzi americani del Novecento alla stregua de “Il grande Gatsby” di Fitzgerald e “Il giovane Holden” di Salinger. Harry invita Marcus a trascorrere qualche tempo nella sua villa di Aurora per conversare un po’ di letteratura e magari ritrovare la creatività perduta. Marcus non se lo fa ripetere due volte. Per lui Harry è un mentore e ha bisogno dei suoi consigli per capire come rimettersi in carreggiata. Tuttavia a Aurora quello che aspetta a Marcus è tutt’altro che una vacanza rigenerativa.

Nella villa di Harry Quebert è stato ritrovato il corpo di Nola Kellergan. Il caso viene riaperto e l’autore del capolavoro “Le origini del male” si ritrova dietro le sbarre e subisce un rapido declino della popolarità a tal punto che si inizia a dubitare delle sue reali qualità letterarie. Harry Quebert non era un semplice conoscente della giovane avvenente Nola. Tra i due all’epoca c’era stata una relazione d’amore molto intensa, che era stata vista di cattivo occhio dalla comunità per via della differenza di età tra i due. Marcus si trova così a dover tirare fuori dai guai Harry, prima che sia troppo tardi. L’accusa infatti non vuole limitarsi a far scontare il carcere a Quebert, ma vuole farlo condannare a morte. Marcus però crede a Harry. Sa che lui non gli mentirebbe perché, oltre ad essere un grande scrittore, è anche un vero amico e non lo coinvolgerebbe per creargli problemi.

Il giovane scrittore si trova così a cercare le prove dell’innocenza del mentore a cui deve il successo. Allora si metterà al lavoro per cercare gli indizi dell’innocenza di Harry Quebert tra i suoi libri e nel passato degli abitanti di Aurora. Da questa ricerca Goldman proverà non solo a salvare il suo amico, ma a ritrovare la vena creativa e a scrivere l’opera che farà luce su tutta questa vicenda e che sarà nota come “La verità sul caso Harry Quebert”.

A mio parere “La verità sul caso Harry Quebert” è un libro geniale. È uno di quei libri che lasciano il segno nel lettore e che quando finiscono si ha come la sensazione di dover dire addio a un amico. Per me Joël Dicker è uno dei migliori scrittori in circolazione: il suo stile di scrittura è esemplare, i personaggi sono ben costruiti e le trame dei suoi romanzi sono avvincenti e si caratterizzano per una capacità di intreccio encomiabile. Mi piace molto la capacità di Dicker di utilizzare il flashback, poiché attraverso quest’operazione riesce a dare maggiore solidità alla trama rendendola sempre stimolante e avvincente. Inoltre, per quanto mi riguarda, gli insegnamenti di scrittura di Harry Quebert a Marcus Goldman li trovo molto interessanti e sono per me fonte di ispirazione.


Roberto Cavallaro

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Mon, 25 Mar 2019 11:27:47 +0000 http://www.mutualpass.it/post/981/1/la-verita-sul-caso-harry-quebert-jo&235l-dicker-
24 Marzo 2019 - Giornata Mondiale della Tubercolosi http://www.mutualpass.it/post/980/1/24-marzo-2019-giornata-mondiale-della-tubercolosi http://www.mutualpass.it/post/980/1/24-marzo-2019-giornata-mondiale-della-tubercolosi]]> Il 24 Marzo di ogni anno celebriamo la Giornata Mondiale della Tubercolosi per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle devastanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche della tubercolosi (TBC) e intensificare gli sforzi per porre fine all'epidemia globale di tubercolosi. La data vuole ricordare il giorno in cui, nel 1882, il Dr. Robert Koch annunciò di aver scoperto il batterio che causa la tubercolosi, aprendo la strada alla diagnosi e alla cura di questa malattia.

Nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi decenni, la tubercolosi continua a essere il killer infettivo più importante al mondo, con oltre 4.500 vittime al giorno. L'emergenza della TBC multiresistente (MDR-TB) rappresenta una grave minaccia per la sicurezza sanitaria e potrebbe rischiare di ottenere guadagni nella lotta contro la tubercolosi. Gli sforzi globali per combattere la tubercolosi hanno salvato circa 54 milioni di vite umane dal 2000 e hanno ridotto il tasso di mortalità della tubercolosi del 42%. 

Il tema della Giornata mondiale della tubercolosi 2019 è "È ora di mettere fine alla TB" e pone l'accento sull'urgenza di agire sugli impegni assunti per:

·  migliorare l'accesso alla prevenzione e al trattamento;

·  stimolare la responsabilità;

·  assicurare finanziamenti sufficienti e sostenibili anche per la ricerca;

·  promuovere la fine della discriminazione

·  promuovere una risposta alla TB equa, basata sui diritti e incentrata sulle persone.

La Giornata mondiale della tubercolosi offre l'opportunità di illuminare i riflettori sulla malattia e mobilitare l'impegno politico e sociale per accelerare i progressi verso la fine della tubercolosi.

Nel 2017, l'OMS ha riferito che 10,4 milioni di persone si sono ammalate di tubercolosi e che nel 2016 ci sono stati 1,8 milioni di morti per tubercolosi, il che lo ha reso il miglior killer infettivo in tutto il mondo. Questa malattia è profondamente radicata in popolazioni in cui i diritti umani e la dignità sono limitati. Fattori come malnutrizione, alloggi poveri e strutture igienico-sanitarie, aggravati da altri fattori di rischio come il consumo di tabacco e alcol e il diabete, influenzano la vulnerabilità alla tubercolosi e l'accesso alle cure. Inoltre, questo accesso è spesso ostacolato dai costi enormi associati alla malattia, dalla ricerca e dal mantenimento delle cure e dalla mancanza di protezione sociale, che si traduce in un circolo vizioso di povertà e cattiva salute. La trasmissione della TB resistente ai farmaci (MDR-TB) aggiunge grande urgenza a queste preoccupazioni.

È importante unire le forze per garantire che nessuno resti indietro.


MutualPass - Medika, la Card della Salute

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Sun, 24 Mar 2019 19:39:37 +0000 http://www.mutualpass.it/post/980/1/24-marzo-2019-giornata-mondiale-della-tubercolosi
22 Marzo 2019 - Giornata Mondiale dell’Acqua http://www.mutualpass.it/post/979/1/22-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-acqua http://www.mutualpass.it/post/979/1/22-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-acqua]]> Il 22 Marzo si festeggia la Giornata Mondiale dell’Acqua. Il tema scelto per il 2019, che richiama gli obiettivi dell’agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, è "Non lasciare nessuno indietro". L'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 6 (SDG 6) mira a garantire disponibilità e gestione sostenibile dell'acqua per tutti entro il 2030. Per definizione, ciò significa non lasciare indietro nessuno.

Oggi, miliardi di persone vivono ancora senza acqua sicura: le loro case, scuole, luoghi di lavoro, fattorie e fabbriche lottano per sopravvivere e prosperare.  Gruppi emarginati - donne, bambini, rifugiati, popolazioni indigene, disabili e molti altri - sono spesso trascurati e talvolta subiscono discriminazioni mentre cercano di accedere e gestire l'acqua sicura di cui hanno bisogno. Con "Acqua sicura" intendiamo un "servizio di acqua potabile gestito in sicurezza": acqua accessibile nei locali, disponibile quando necessario e priva di contaminazioni.

Perché è importante?

Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l'acqua è il un tuo diritto umano. L'accesso all'acqua è alla base della salute pubblica ed è quindi fondamentale per lo sviluppo sostenibile e per un mondo stabile e prospero. Non possiamo andare avanti come una società globale mentre così tante persone vivono senza acqua sicura.

Nel 2010, l'ONU ha riconosciuto "il diritto all'acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie pulite e sicure come un diritto umano essenziale per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani". Il diritto umano all'acqua autorizza chiunque, senza discriminazioni, a disporre di acqua sufficiente, sicura, accettabile, accessibile fisicamente e accessibile per uso personale e domestico; che include acqua per bere, igiene personale, lavaggio degli indumenti, preparazione del cibo e igiene domestica.

Perché le persone vengono lasciate indietro senza acqua sicura?

Le persone vengono lasciate indietro senza acqua sicura per molte ragioni diverse. I seguenti sono alcuni dei "motivi di discriminazione" che fanno sì che certe persone siano particolarmente svantaggiate quando si tratta di accedere all'acqua:

- Sesso e genere

- Razza, etnia, religione, nascita, casta, lingua e nazionalità

- Disabilità, età e stato di salute

- Proprietà, possesso, residenza, stato economico e sociale

Altri fattori, come il degrado ambientale, i cambiamenti climatici, la crescita della popolazione, i conflitti, i trasferimenti forzati ei flussi migratori possono anche influenzare in modo sproporzionato i gruppi emarginati attraverso gli impatti sull'acqua.

Cosa deve essere fatto?

Per "non lasciare nessuno indietro", dobbiamo concentrare i nostri sforzi verso l'inclusione di persone che sono state emarginate o ignorate. I servizi idrici devono soddisfare i bisogni dei gruppi emarginati e le loro voci devono essere ascoltate nei processi decisionali. I quadri normativi e regolamentari devono riconoscere il diritto all'acqua per tutte le persone e un finanziamento sufficiente deve essere mirato in modo equo ed efficace a coloro che ne hanno.


World Water Day 2019

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Fri, 22 Mar 2019 14:00:31 +0000 http://www.mutualpass.it/post/979/1/22-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-acqua
21 Marzo 2019 - Giornata Mondiale della Sindrome di Down http://www.mutualpass.it/post/978/1/21-marzo-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-down http://www.mutualpass.it/post/978/1/21-marzo-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-down]]> Il 21 marzo si celebra la Giornata mondiale della sindrome di Down (WDSD), un'occasione di sensibilizzazione globale che è stata ufficialmente istituita dalle Nazioni Unite dal 2012. La data scelta è il 21° giorno del 3° mese ed è stata selezionata per indicare l'unicità della triplicazione (trisomia) del 21° cromosoma che causa la sindrome di Down. 

Tutte le persone con sindrome di Down devono avere l'opportunità di vivere vite appaganti, inclusive e uguale con gli altri, in tutti gli aspetti della società. L'Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile del 2030 propone come tema per il 2019 #leavenoonebehind, "non lasciare nessuno indietro".

L’obiettivo è quello di sensibilizzare su cosa sia la sindrome di Down, cosa significhi avere la sindrome di Down e come le persone con sindrome di Down abbiano un ruolo nelle nostre vite e comunità, cosi da sfatare stereotipi e pregiudizi sulle persone che hanno questa sindrome approfondendone la conoscenza sia in termini scientifici che sociologici. Ogni anno la voce delle persone con sindrome di Down e di coloro che vivono e lavorano con loro diventano sempre più forti. La realtà odierna è che gli atteggiamenti negativi prevalenti, le basse aspettative, la discriminazione e l'esclusione assicurano che le persone con sindrome di Down siano lasciate indietro.

In tutte le aree della vita come lo sviluppo personale permanente, le relazioni personali, l'istruzione, l'assistenza sanitaria, il sostentamento, la ricreazione e il tempo libero e la partecipazione alla vita pubblica, tutte le persone con sindrome di Down devono avere opportunità, incluse su base piena e uguale con gli altri. Negli ultimi 40 anni in Italia ci sono stati molti cambiamenti, si è allungata l’aspettativa di vita, tutti i bambini con sdD frequentano la scuola pubblica, è cresciuto il loro livello di autonomia e circa il 12% degli adulti ha un lavoro, grazie all’impegno di queste persone, delle loro famiglie e delle Associazioni.

Oggi sposiamo e proponiamo l’iniziativa di indossare calzini o scarpe spaiate, un modo divertente e semplice per far riflettere sulla diversità.


MutualPass

https://www.worlddownsyndromeday2.org/

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Thu, 21 Mar 2019 12:26:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/978/1/21-marzo-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-down
21 Marzo 2019 - Reading di Poesie di Lawrence Ferlinghetti alla Libreria Dedalus http://www.mutualpass.it/post/977/1/21-marzo-2019-reading-di-poesie-di-lawrence-ferlinghetti-alla-libreria-dedalus http://www.mutualpass.it/post/977/1/21-marzo-2019-reading-di-poesie-di-lawrence-ferlinghetti-alla-libreria-dedalus]]> Giovedì 21 marzo 2019 si terrà alla libreria Dedalus alle ore 18:00 la Giornata Mondiale della Poesia 2019. Il reading sarà incentrato sul poeta americano, libraio, editore e pittore Lawrence Ferlinghetti, che il 24 marzo compirà cent'anni.

Le poesie dello scrittore americano e fondatore della City Lights Bookstore di San Francisco saranno lette dal titolare Roberto Cavallaro, Filippo Faillaci (il quale racconterà anche di quando ha assistito a un reading dell'autore di opere fondamentali del Novecento come "A Coney Island of the Mind"), Roberta Ainis e Alessandro Triolo. Il reading sarà inoltre arricchito dalla proiezione di un filmato realizzato dal titolare della libreria Dedalus sul percorso artistico ed esistenziale di Lawrence Ferlinghetti.


Dedalus Libreria

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Thu, 21 Mar 2019 09:43:37 +0000 http://www.mutualpass.it/post/977/1/21-marzo-2019-reading-di-poesie-di-lawrence-ferlinghetti-alla-libreria-dedalus
20 Marzo 2019 - Giornata Mondiale della Felicità http://www.mutualpass.it/post/976/1/20-marzo-2019-giornata-mondiale-della-felicita http://www.mutualpass.it/post/976/1/20-marzo-2019-giornata-mondiale-della-felicita]]> Istituita nel 2013 dall’ONU, il 20 marzo di ogni anno festeggiamo, in occasione dell'equinozio di primavera, la Giornata Mondiale della Felicità. Il tema di quest'anno è “Happier Together”, incentrato su ciò che abbiamo in comune, piuttosto che su ciò che ci divide. Tutti vogliono essere felici e la vita è più felice quando siamo insieme, quindi festeggiamo la nostra comune umanità.

La gioia può abitare in ogni casa e sta nelle piccole cose: avere un lavoro, ma riuscire a riservargli il tempo che serve senza lasciare che lo stress e i dissapori della vita professionale interferiscano con la sfera privata; dedicarsi alla famiglia, circondarsi di amici e poter guardare al prossimo con fiducia, mettendo da parte diffidenza e sospetti. Ha il sapore della semplicità la "ricetta del buonumore" che emerge da un'indagine condotta dal Centro medico Santagostino, in occasione della Giornata Mondiale della Felicità, su un campione casuale di oltre 600 utenti dei suoi poliambulatori, nati per conciliare prestazioni sanitarie di qualità e prezzi accessibili a chiunque ne abbia bisogno.

Secondo questa indagine, i cittadini Italiani conservano il sorriso nella maggior parte dei casi: su una scala da 1 a 7, le persone che danno un voto alto alla propria vita - compreso fra 5 e 7 - superano il 50%. E sempre più della metà dice di avere ottenuto una buona parte delle cose che riteneva importante avere.

La saggezza dell'età - A fronte di un 7,5% che se rinascesse non cambierebbe nulla della propria esistenza (circa il 6% degli uomini e l'8% delle donne si definiscono estremamente soddisfatti), si registra un 9,5% che riferisce un alto tasso di insoddisfazione: circa il 10% degli uomini e il 6% delle donne si dichiarano estremamente insoddisfatti. Quasi una persona su 10, dunque, si sente infelice. Spicca però un elemento: la percentuale di estremamente soddisfatti aumenta lievemente con l'età, mentre quella di persone estremamente insoddisfatte si riduce di pari passo. Come dire che l'avanzare degli anni non necessariamente lascia l'amaro in bocca. Invecchiare significa anche saggezza, esperienza, traguardi raggiunti. "Questo dato può indicare ​una progressiva maggior realizzazione personale con l'aumentare dell'età - analizzano Stefano Porcelli e ​Laura Mandelli, psicologi del Centro Medico Santagostino e curatori della ricerca - ​anche se non si può escludere un gap generazionale per quanto riguarda la soddisfazione e la realizzazione personale".

L'istruzione - E se la giovinezza non per forza regala gioia, sembrano non farlo nemmeno gli anni passati studiando. "Nei soggetti con più alta scolarità - indica l'indagine - i tassi di estrema insoddisfazione risultano significativamente più alti, raggiungendo oltre il 15%, mentre nei soggetti con media scolarità si arresta al 6% circa". Cosa significa? Per gli psicologi "è possibile che le persone con più alta scolarità dedichino maggior tempo ed energie alla ​realizzazione professionale, trascurando altri aspetti della vita come le relazioni sociali e sentimentali, invece importantissimi per il benessere soggettivo"   

Il lavoro - Che inseguire la carriera possa moltiplicare le preoccupazioni, a scapito della serenità complessiva, lo prova il 60% circa che nel sondaggio dichiara la propria vita privata influenzata negativamente dal lavoro, da abbastanza a molto. Quasi metà del campione dà punteggi alti (da 4 a 7) all'affermazione "lotto per destreggiarmi tra lavoro e non lavoro". E tra chi riconosce un'alta ​interferenza del lavoro nella vita privata, i tassi di grave insoddisfazione schizzano al 18% mentre quelli di piena soddisfazione crollano al 4%. Insomma, superlavoro uguale più rischi di infelicità e pericolo doppio di solitudine: un sentimento che vola a oltre il 40% fra chi avverte una maggiore ingerenza della professione nel privato, contro il 20% calcolato in chi riesce a trovare il giusto mix lavoro-tempo libero.

Gli affetti - Poter contare su una fitta rete sociale si conferma infatti "importantissimo per il proprio livello di soddisfazione: nei pazienti che dichiarano di essere soli o piuttosto soli, che sono il 52,7% del campione, il tasso di soggetti estremamente insoddisfatti della propria vita arriva a superare il 23% - emerge ancora dall'indagine - mentre quello di estremamente soddisfatti crolla sotto il 2%".

La fiducia - L'ultimo ingrediente chiave per aggiungere sale alla vita è la ​fiducia negli altri. "Solo il 30% del campione dichiara di avere tante persone di cui si può fidare completamente, percentuale che sale invece al 56% se si parla di persone a cui ci si può rivolgere in caso di necessità".

"Questi dati - commentano gli psicologi del Centro Santagostino - ci dimostrano come sia il bilanciamento tra lavoro e vita privata sia, in misura anche maggiore, l'intensità di rapporti sociali significativi impattano sulla nostra felicità. Questi due aspetti sono inoltre intrinsecamente associati: maggiori sono le energie e il tempo dedicato all'attività lavorativa, minori sono le possibilità di 'investire' nella vita privata e quindi nelle relazioni sociali, familiari e sentimentali. E' perciò importante - raccomandano gli esperti - cercare di mantenere per quanto possibile un sano equilibrio tra lavoro e vita privata, e soprattutto coltivare e alimentare relazioni sociali significative, fondamentali per un pieno benessere".


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Centro Medico Santagostino

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Wed, 20 Mar 2019 10:26:46 +0000 http://www.mutualpass.it/post/976/1/20-marzo-2019-giornata-mondiale-della-felicita
San Giuseppe: Gli sfinci di riso messinesi http://www.mutualpass.it/post/975/1/san-giuseppe-gli-sfinci-di-riso-messinesi http://www.mutualpass.it/post/975/1/san-giuseppe-gli-sfinci-di-riso-messinesi]]> In occasione di San Giuseppe, che coincide con la festa del papà, vi proponiamo la versione messinese di un dolce tipico siciliano per festeggiare questa giornata, gli sfinci di riso. 

Sono delle polpettine di riso, fritte, aromatizzate all’arancia o cannella e cosparse di zucchero semolato. Nelle varie versioni della ricetta si può dare spazio alla fantasia, utilizzare altri aromi e modalità di cottura.

Per la buona riuscita della ricetta vi consigliamo di utilizzare una buona qualità di riso da risotto e di cuocerlo con la giusta modalità e nel giusto tempo.

Ingredienti:

  • 400 gr. riso
  • 1 lt. Latte
  • sale q.b.
  • 100 gr. farina
  • 1 bustina di Lievito per dolci
  • 80 gr. di Zucchero
  • scorza d’arancia q.b.
  • vaniglia q.b
  • Cannella in polvere
  • Zucchero semolato per guarnire

 

Lessate il riso nel latte con un pizzico di sale e la scorza d’arancia. Mescolate di tanto in tanto e lasciate assorbire tutto il latte, se il riso non dovesse essere ancora cotto, aggiungete latte fino a fine cottura.

Toglietelo dal fuoco e, dopo averlo fatto raffreddare per circa cinque minuti, unite lo zucchero, la cannella, il lievito per dolci e infine incorporate la farina poco per volta. Lavorate l’impasto fino a renderlo cremoso ed omogeneo, se necessario aggiungete un po’ d’acqua facendo però attenzione a non farlo diventare troppo liquido.

Lasciate riposare l’impasto per circa un’ora o comunque fino a quando non sarà completamente freddo. A questo punto portate a bollore l’olio di semi, preparate, con le mani, delle polpettine lunghe e strette, infarinatele e friggetele fino a quando non avranno preso un bel colore dorato.

A cottura ultimata ponetele su una carta assorbente, cosi da liberarle dall’olio in eccesso e passatele nello zucchero semolato. Sistemate le sfinci di riso su un piatto e aggiungete, a piacimento, un po’ di scorza grattugiata di arancia. Buon San Giuseppe!


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Tue, 19 Mar 2019 11:28:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/975/1/san-giuseppe-gli-sfinci-di-riso-messinesi
Con in bocca il sapore del mondo - Fabio Stassi http://www.mutualpass.it/post/974/1/con-in-bocca-il-sapore-del-mondo-fabio-stassi http://www.mutualpass.it/post/974/1/con-in-bocca-il-sapore-del-mondo-fabio-stassi]]> Fabio Stassi torna in libreria con "Con in bocca il sapore del mondo", una raccolta di racconti in cui rende omaggio ad alcuni dei più importanti poeti italiani del Novecento.

I racconti sono in tutto dieci e vedono come protagonisti: Dino Campana, Gabriele D’Annunzio, Guido Gozzano, Umberto Saba, Aldo Palazzeschi, Vincenzo Cardarelli, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo e Alda Merini. I racconti, tutti in prima persona, sono monologhi di intenso lirismo intervallati da alcuni poemi più significativi dei poeti trattati. In ciascuno di essi il fantasma del poeta protagonista si rivela al lettore sbattendogli in faccia, senza veli e ipocrisie, la propria esistenza. Ognuno ha le proprie ossessioni, gioie e dolori e rivive e riassapora la vita in presa diretta. In questo modo la voce poetica si innalza per rimanere sospesa nel tempo e nello spazio e sopravvivere alla morte.

Abbiamo così Dino Campana che ritorna nei boschi toscani di Marradi per sentirsi dire che è un matto – non solo dalla gente del luogo, ma perfino dai propri genitori - e rievoca il periodo fiorentino alle Giubbe Rosse e la perdita della prima stesura dei Canti Orfici, come anche dell’amore appassionato e tormentato per Sibilla Aleramo e le fughe, i rimpatri e gli internamenti; oppure lo spirito del poeta vate Gabriele D’Annunzio che celebra la propria morte - avvenuta il mercoledì delle ceneri - come una carnevalata, e ripercorre i successi letterari, le donne amate, l’irredentismo, gli indebitamenti, la prigione d’orata del Vittoriale, fino ad arrivare al crepuscolo del corpo e della fama.

Da segnalare il racconto “Con la faccia al Sud” in cui il poeta Salvatore Quasimodo rievoca la gioventù trascorsa a Messina - a partire dai giorni che seguirono il celebre terremoto del 1908 - e l’amore per i classici greci e latini, le cui traduzioni da lui condotte sui testi originali gli hanno permesso di fare gavetta e affinarsi come poeta, fino a raggiungere quella musicalità del verso – che non rintracciava in D’Annunzio – e che invece era propria degli antichi. Alla vigilia della Giornata Mondiale della Poesia del 21 marzo, il libro di Stassi è perfetto per conoscere un genere letterario, quale quello poetico, sempre meno popolare.

L’opera è consigliata anche ai lettori appassionati di poesia, poiché con questa lettura potranno appezzare maggiormente i poeti che amano


Roberto Cavallaro

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Mon, 18 Mar 2019 16:05:57 +0000 http://www.mutualpass.it/post/974/1/con-in-bocca-il-sapore-del-mondo-fabio-stassi
15/16 Marzo 2019 - Nottata Mondiale del Sonno http://www.mutualpass.it/post/973/1/1516-marzo-2019-nottata-mondiale-del-sonno http://www.mutualpass.it/post/973/1/1516-marzo-2019-nottata-mondiale-del-sonno]]> Il secondo venerdì di marzo di ogni anno si festeggia la Giornata Mondiale del Sonno, tuttavia, a noi, parlare di "Giornata" sembra improprio e per questo, la notte tra il 15 e il 16 Marzo festeggeremo la Nottata Mondiale del Sonno 2019, un modo per portare all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale le problematiche legate ad un riposo insufficiente o disturbato.

Di insonnia soffre quasi un italiano su tre ed è legata soprattutto a problemi metabolici, primo fra tutti l’obesità. E questa “relazione pericolosa” può moltiplicare anche di 9 volte il rischio di malattia coronarica, quindi di infarto.

Una cena leggera, niente palestra o sport intensi la sera, no a tablet o telefonini prima di andare a letto. Sono alcune delle regole d'oro contenute nel decalogo per dormire bene. Stilato dal sonnologo Francesco Fanfulla, pneumologo che si occupa da 20 anni di medicina del sonno all'Irccs Maugeri di Pavia, un centro dove ogni anno transitano 2.500 pazienti, molti dei quali vengono seguiti successivamente, in telemedicina, leggendo i tracciati polisonnografici via computer.

 

Le 9 Regole per dormire bene

Quelle proposte sono regole semplici ma in grado di 'mettere in sicurezza' il sonno. Alcune possono sembrare "'rimedi della nonna", ma fanno parte dei dettami del vivere bene che in molti casi si conoscono ma non si applicano. Queste le indicazioni dell'esperto:

1) Cena light. Dormire bene significa cenare in maniera equilibrata. Certamente non con cibi pesanti, perché di notte la digestione difficoltosa provocherà frequenti risvegli. Ma anche i digiuni serali o le diete troppo drastiche sono sconsigliate: la fame, o il calo glicemico, mettono a repentaglio il riposo. Naturalmente, si parla di abitudini, una singola cena "sbagliata" non crea scompensi.

2) Pennichella? Con giudizio. Dormire durante il giorno solo se necessario e, in quel caso, mai più di 20 minuti e possibilmente in mezzo alla giornata, per esempio fra le 13 e le 14, per distanziarsi il più possibile dal momento in cui ci si corica per la notte e in modo che il sonnellino sia stato smaltito dalla stanchezza delle attività pomeridiane

3) Luce (e tablet) momento giusto. Soprattutto alla sera, cioè nelle ore che precedono il riposo notturno, è importante limitare l'esposizione alla luce che è il nostro principale sincronizzatore del ritmo sonno-veglia. Una luce troppo intensa, nelle stagioni e alle latitudini che lo permettono, diminuirà la capacità da parte dell'organismo di produrre la melatonina. Favorendo i risvegli. Per estensione, il tema dell'esposizione alla luce è agganciato, sia a un buon oscuramento della camera da letto (usare le tapparelle ed evitare i molti led accesi di apparecchi elettronici) sia all'utilizzo, crescente e prolungato, di tablet e smartphone a letto. Questi dispositivi sono nemici del sonno, vanno usati lontano dal letto.

4) Il fumo e l'alcon fanno male anche al sonno. Non dimentichiamo mai che la nicotina è una sostanza eccitante e quindi ha effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale. Fumare alla sera rende difficoltoso l’addormentamento e il sonno durante la notte, oltre a provocare risvegli frequenti nei forti fumatori. Un'altra buona occasione per smettere. Per quanto riguarda l'alcol fondamentale evitare di bere nelle quattro ore che precedono il coricarsi. L'alcol, infatti provoca dei cambiamenti nella normale struttura del sonno, induce frequenti risvegli e aumenta la percentuale di sonno leggero. Di più, in presenza di patologie del sonno, come quelle legate ai disturbi respiratori, l'alcol ha l'effetto di aggravamento della malattie stesse e dei sintomi a essere correlati.

5) Caffè sì ma non la sera. La caffeina è notoriamente uno stimolante del sistema nervoso, i cui effetti eccitanti possono protrarsi a lungo, anche alcune ore. È quindi buona norma, anche in questo caso, rispettare la regola delle '4 ore', evitare cioè la tazzina serale o anche i caffè diluiti o, attenzione, i molti alimenti in cui la caffeina è presente, il cioccolato, il cacao o il tè, i cosiddetti alimenti nervini. Lo stesso vale per certe bibite gassate, a base di Cola, e che magari piacciono molto ai bambini. Ovviamente sono da assumere lontano dall'ora del sonno anche le bibite energizzanti che, oltre alla caffeina, contengono un altro eccitante come la taurina.

6) Occhio al termometro. La temperatura ottimale della camera è intorno ai 18°C. Una troppo alta (maggiore di 24°C) provoca movimenti continui del corpo durante il sonno e numerosi risvegli. Viceversa, una temperatura troppo bassa (minore di 12°C), al contrario, rende difficile l’avvio del sonno, e provoca sogni spiacevoli.

7) Sport sì, ma non serale. Svolgere una regolare attività fisica è una raccomandazione che ogni buon medico deve fare. La sera, però, è meglio evitare un'attività fisica troppo intensa. Lo sforzo fisico potrebbe rendere difficoltoso il vostro addormentamento. Più in generale si dovrebbe in qualche modo accompagnare il nostro organismo al sonno, evitando un impegno psicofisico eccessivo nelle due ore precedenti il riposo. Individuate un'attività pienamente rilassante che vi conduca nella braccia di Morfeo e il vostro sonno ne gioverà.

8) Regolari è meglio. Abituarsi ad andare a dormire e alzarsi alla stessa ora, sono la premessa per il buon sonno. Il nostro ritmo sonno-veglia è infatti regolato da un orologio biologico interno, sincronizzato con l’alternarsi della luce e del buio. Abituare il nostro organismo a questa regolarità significa impedire di andare fuori sincrono. E anche forzarsi di andare a dormire prima del tempo, non avendo assolutamente lo stimolo del sonno, può essere controproducente, così come è letale, per il vostro riposo, indugiare a letto con la tv accesa o ascoltando musica in cuffia. E se il sonno, per qualche motivo, se ne va, non è il caso di restare nel letto, girandosi e rigirandosi, e agitandosi per il riposo che svanisce. In questi casi è raccomandabile alzarsi, distraendosi con un'attività rilassante, anche per pochi minuti, e poi tornare a dormire ai primi sbadigli.

9) La pagella del vostro sonno. È al mattino, appena svegliati, il momento giusto per valutare la qualità del proprio riposo notturno. Farlo in seguito, durante la giornata, significa rischiare di giudicare il sonno sotto l'influenza della veglia, ossia della stanchezza accumulata. La autovalutazione del sonno e quindi la possibilità di riferire con precisione i sintomi di eventuali disturbi, è la premessa per rendere efficace il percorso terapeutico successivo.


Fonte: ADNKronos

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Fri, 15 Mar 2019 10:02:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/973/1/1516-marzo-2019-nottata-mondiale-del-sonno
14 Marzo 2019 - Giornata Mondiale dei Reni http://www.mutualpass.it/post/972/1/14-marzo-2019-giornata-mondiale-dei-reni http://www.mutualpass.it/post/972/1/14-marzo-2019-giornata-mondiale-dei-reni]]> Oggi, 14 Marzo, si celebra la Giornata Mondiale dei Reni, un’occasione per sensibilizzare sull'importanza dei reni per la nostra salute e di ridurre la frequenza e l'impatto delle malattie renali e dei problemi associati in tutto il mondo.

Si stima che 850 milioni di persone in tutto il mondo abbiano malattie ai reni per varie cause. Le malattie renali croniche (CKD) causano circa 2,4 milioni di morti all'anno e sono ora la sesta causa di morte in più rapida crescita. La riduzione della funzione renale (AKI), un importante fattore di CKD, colpisce oltre 13 milioni di persone in tutto il mondo e l'85% di questi casi si riscontra nei paesi a basso e medio reddito (LMIC). Si stima che circa 1,7 persone muoiano ogni anno a causa dell'AKI. Inoltre, la CKD e l'AKI sono importanti fattori che contribuiscono ad aumentare la morbilità e la mortalità da altre malattie e fattori di rischio tra cui malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, obesità e infezioni come HIV, malaria, tubercolosi ed epatite. Inoltre, la CKD e l'AKI nei bambini, non solo determinano morbilità e mortalità sostanziali durante l'infanzia, ma si traducono anche in problemi medici oltre l'infanzia.

Sfide per la salute dei reni: disparità e accesso

Nonostante il peso crescente delle malattie renali in tutto il mondo, la disparità delle condizioni di salute e la disuguaglianza sono ancora diffuse. CKD e AKI spesso derivano dalle condizioni sociali, tra cui povertà, discriminazione di genere, mancanza di istruzione, rischi professionali e inquinamento. Il trapianto è considerato il trattamento migliore della CKD. Tuttavia, ha elevati costi di installazione per quanto riguarda le infrastrutture e richiede team altamente specializzati, disponibilità di donatori di organi e non può essere fatto senza il backup di dialisi, condizioni spesso improponibili per i paesi più poveri.

Cosa chiediamo

Quest'anno, la Giornata mondiale del rene si propone di sensibilizzare l'alto e crescente carico di malattie renali in tutto il mondo e la necessità di strategie per la prevenzione e la gestione delle malattie renali. Il tema del 2019 è “La salute dei reni per tutti Ovunque” e richiede una copertura sanitaria universale per la prevenzione e il trattamento precoce delle malattie renali. L'obiettivo finale è promuovere la salute della popolazione garantendo un accesso universale, sostenibile ed equo ad un'assistenza sanitaria di qualità elevata, migliorando l'equità nella salute tra i gruppi socioeconomici.

Cosa possiamo fare:

- Incoraggiare e adottare stili di vita salutari (accesso all'acqua pulita, esercizio fisico, alimentazione sana, controllo del tabacco) Molti tipi di malattie renali possono essere prevenute, ritardate e / o tenute sotto controllo quando sono adottate misure di prevenzione adeguate.

- Effettuare uno screening per le malattie renali come intervento primario di assistenza sanitaria, compreso l'accesso a strumenti di identificazione (ad es. Test delle urine e del sangue).

- Assicurare che i pazienti con malattie renali ricevano i servizi sanitari di base di cui hanno bisogno (ad es. Pressione sanguigna e controllo del colesterolo, farmaci essenziali).

- Chiedere politiche trasparenti che regolino l'accesso equo e sostenibile ai servizi sanitari avanzati (ad esempio dialisi e trapianti).


Fonte: https://www.worldkidneyday.org

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Thu, 14 Mar 2019 10:04:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/972/1/14-marzo-2019-giornata-mondiale-dei-reni
Fino al 19 Marzo "Presente Umano", la strabiliante mostra di Giuseppe Raffaele http://www.mutualpass.it/post/971/1/fino-al-19-marzo-presente-umano-la-strabiliante-mostra-di-giuseppe-raffaele http://www.mutualpass.it/post/971/1/fino-al-19-marzo-presente-umano-la-strabiliante-mostra-di-giuseppe-raffaele]]> E' stata inaugurata sabato 9 marzo, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele, la strabiliante mostra “Presente Umano” dello scultore Giuseppe Raffaele. La mostra fa parte del progetto “L’Opera al Centro” organizzata dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina ed è stata presentata dal critico Mosè Previti.

Nel ferro Raffaele ha trovato la materia in grado di tradurre questa sua forte tensione minimalista via via sempre più radicale. A perfezionare la sua tecnica è stato certamente l’insegnamento di Filippo Malice, suo maestro all’Accademia di Reggio Calabria. Con Malice ha potuto approfondire le possibilità espressive di questo metallo, sviluppando tecnica e controllo della materia.

Per sua natura, il ferro ha una certa duttilità e resistenza, è segno di fortezza, attributo marziale, sostanza tecnica della prima età moderna. Tuttavia la sua qualità per antonomasia, la pesantezza, è stata attaccata da Raffaele fin da principio. Con un processo ossimorico, l’artista si è sviluppato in un persistente opera di alleggerimento e allungamento che nega la sostanza del ferro per condurlo a uno stato di docile trasparenza, un’aggraziata eleganza che nell’ostentata leggerezza contiene la densità di un potente messaggio.

La matassa ferrosa e filiforme dei lavori di “Humanity” in “Presente Umano” è stata sintetizzata al massimo. Nelle sculture antropomorfe di quest’ultimo progetto abbiamo solo segmenti di ferro, tondini da costruzione che si allungano in eleganti e ricercate esplorazioni dello spazio. Questa linea al grado zero è per l’artista il simbolo dell’umanità di oggi, l’uomo contemporaneo annichilito, privato della sua forma, di ogni orpello: un vivente svuotato, un verme, un segmento, un’asta, un ente privo di forma e di qualità.


La mostra, che si compone di 22 sculture, potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’ 9 al 19 Marzo nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.


MutualPass

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Tue, 12 Mar 2019 09:38:19 +0000 http://www.mutualpass.it/post/971/1/fino-al-19-marzo-presente-umano-la-strabiliante-mostra-di-giuseppe-raffaele
Bodies&Faces: Fino al 31 marzo la mostra "Melacarne" di Jara Marzulli http://www.mutualpass.it/post/970/1/bodiesefaces-fino-al-31-marzo-la-mostra-melacarne-di-jara-marzulli http://www.mutualpass.it/post/970/1/bodiesefaces-fino-al-31-marzo-la-mostra-melacarne-di-jara-marzulli]]> La rassegna BODIES&FACES vuole porre l’accento sulla figuratività con un taglio di ricerca e mettere a confronto il linguaggio di tre artisti – Giuseppe Pizzardi, Jara Marzulli, Salvo Riviolo – che fanno dell’inquietudine del corpo e del volto il loro campo di ricerca.

La seconda mostra della rassegna, di Jara Marzulli, è stata inaugurata venerdì 1 marzo presso la Art Gallery fadibè, in Via E. Geraci 27/C a Messina. 

…Melacarne è lo sguardo di Jara sulla donna, sulla maternità, sul parto, sul dolore, sulla “sorellanza”, sul suo perduto ruolo iniziatico, sulla sua sacralità; ma anche sull’infanzia, sulla fascinazione di un momento ineunte da cui può scaturire tutto, l’inferno come il paradiso. Jara procede fotografando in studio i suoi modelli, li prepara, li abbiglia, gioca con la luce e dopo, sulla tela con acquerelli, acrilici e soprattutto olio, dà corpo al suo mondo interiore in una continua ricerca in cui mette in gioco la sua arte e il suo stesso corpo. Ho scelto di esporre opere datate dal 2011 al 2019 (due delle quali realizzate appositamente per questa mostra messinese) perché fosse evidente il percorso di consapevolezza pittorica e spirituale dell’artista che con il passare degli anni ha ammorbidito una certa aggressività formale mantenendo saldo il suo pensiero sulle cose.

La figura umana si accampa sempre su sfondi neutri per lo più chiari animati da fiori, uccelli o insetti dal forte valore simbolico ma, come dicevo, ha lasciato per strada la sfrontatezza dissacrante degli abbracci, delle pance gonfie, delle cicatrici e delle mani che le accarezzano, le identità femminili celate da parrucche stranianti, da bende che coprono il sesso in quella mortificazione del corpo denunciata dall’artista con urli sovrumani. Potenza della dea madre, potenza dell’utero che è calice conviviale, Graal contenente l’unico sangue che non è ferita e morte e che il mondo nella maggioranza delle sue culture “avanzate” e uniformate continua da troppo tempo a negare.

La sua pittura ha una cifra stilistica inconfondibile e coerente che si ammorbidisce col tempo fino a giungere alla purezza lirica di opere come L’Allucinata del 2017, Il velo dell’illusione, Le sette rose del 2018 o La regina delle api del 2019, in cui gli elementi zoomorfi non brulicano più sullo sfondo mentre foglie e fiori, memori delle teatrali metamorfosi barocche – e penso al gruppo di Apollo e Dafne di Bernini- cominciano a spuntare da falangi, omeri, ciocche di capelli. La luce degli occhi poi, la lenticolarità delle gocce di sudore o delle lacrime, la polpa succosa degli acini maturi o la lucentezza delle unghie rimandano allo stupore epidermico di una pittura concreta che, più che all’iperrealismo, trovo vicinissima, anche per la sua forza simbolica, alla pittura fiamminga del XV secolo con la quale sembra combinarsi il senso onirico di certe visioni preraffaellite e simboliste nonché quel senso del corpo che il dottor Freud aveva disvelato nelle sue pulsioni agli occhi di Klimt e di Schiele. Jara si presenta qui a Messina così com’è, un po’ Matrioska (come la Matrioska porta dentro di se un universo fatto di storie che stanno dentro altre storie – quelle individuali dentro quelle collettive, quelle collettive dentro quelle di “genere”) e un po’ Masciara messapica intenta a ricucire il filo di misteri e magie ancestrali per portarli davanti ai nostri occhi come un altro finale possibile alla storia del mondo”. Mariateresa Zagone

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Mon, 11 Mar 2019 17:04:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/970/1/bodiesefaces-fino-al-31-marzo-la-mostra-melacarne-di-jara-marzulli
Il manuale dell’inquisitore - Bernardo Gui http://www.mutualpass.it/post/969/1/il-manuale-dell-inquisitore-bernardo-gui http://www.mutualpass.it/post/969/1/il-manuale-dell-inquisitore-bernardo-gui]]> Il romanzo storico e il fantasy di ambientazione medievale hanno spesso trasformato in personaggi letterari figure chiave del Medioevo, conferendo a queste personalità un’aurea leggendaria che altrimenti probabilmente non avrebbero avuto. Tra queste figure un posto di primo piano è spesso stato riservato agli inquisitori. Basti pensare ad esempio alla saga fantasy sull’inquisitore Nicolas Eymerich di Valerio Evangelisti o al frate domenicano Bernardo Gui, figura di spicco de “Il Nome della rosa” di Umberto Eco, in questi giorni tornato alla ribalta grazie alla serie televisiva targata Rai.

A mio modo di vedere per comprendere al meglio il romanzo di Eco è quanto mai opportuno leggere “Il manuale dell’inquisitore” di Bernardo Gui – il titolo originale è Practica Officii Inquisitionis Hereticae Pravitatis (parte V) ­­­– tradotto dal latino da Michela Torbidoni e pubblicato recentemente per la prima volta in italiano dalla Newton Compton Editori. In quest’opera l’inquisitore di Limoges analizza le principali sette religiose tacciate di eresia dalla Chiesa dell’epoca e che ritroviamo, perlomeno alcune, anche nel Nome della rosa. Le sette analizzate nel dettaglio sono i manichei (in pratica i catari), valdesi, pseudo-apostoli, beghini, giudei e gli indovini e invocatori di demoni. Dalla lettura dell’opera di Gui apprendiamo certamente una scarsa tolleranza verso i dissenzienti alla Chiesa costituita, ma anche un acceso dibattito spirituale sull’uomo e sull’anima.

“Il manuale dell’inquisitore” è a mio parere un importante documento storico per comprendere un aspetto buio della storia dell’umanità. Scritto tra il 1316 e il 1321 – qualche anno prima rispetto all’apparizione di Gui nel monastero medievale del Nord Italia che fa sfondo al romanzo di Eco – il manuale dell’inquisitore riempì all’epoca un grave vuoto legislativo. Prima di Gui c’erano soltanto bolle papali miranti a incentivare i processi dell’Inquisizione, come ad esempio l’Ad abolendam di Lucio III del 1184, o ad accordare agli inquisitori l’utilizzo della tortura per estorcere le confessioni degli eretici, come è il caso dell’Ad extirpanda di Innocenzo IV del 1252; tuttavia non c’era alcuna norma, come afferma Marcello Simoni nell’introduzione storica al Manuale, che facesse una distinzione “tra la procedura criminale ordinale e quella rivolta alla condanna del crimen heresiae”.

L’opera di Gui ha avuto all’epoca il merito di porre un ordine a questo caos legislativo, riunendo in tal modo teoria e prassi. Come ha notato lo storico del cristianesimo Grado Giovanni Merlo, citato da Simoni nella sua Introduzione, “l’efficace operare dell’inquisitore non può fare a meno di trovare legittimazione e legittimità sul piano teologico, ecclesiologico e giuridico”. Il manuale dell’inquisitore è la quinta e ultima parte della Practica inquisitionis del frate domenicano e si caratterizza per essere un breve trattato sulle sette ereticali diffuse tra il Sud della Francia (Tolosa, Narbona e la Provenza in particolare) e l’Italia settentrionale e un appendice sui modelli d’interrogatorio e le forme di abiura.

Le sette che Bernardo Gui approfondisce maggiormente e su cui si scaglia la sua ira sono i valdesi, i pseudo-apostoli e i beghini. Penso perché fossero le sette ereticali più diffuse nell’area in cui lui operava come inquisitore e che considerava maggiormente pericolose, in quanto miravano a minare le fondamenta del papato che in quel momento si trovava insediato ad Avignone e si caratterizzavano, rispetto alle altre confessioni, per la maggior “scaltrezza volpina”, ambiguità e malizia nelle argomentazioni, che potevano trarre in inganno anche l’inquisitore più erudito e arguto. Inoltre bisogna considerare anche che i catari – da Gui definiti anche manichei – di fatto non costituivano più una vera minaccia né per la Chiesa né per la Francia dei Capetingi, dal momento che con la caduta di Montségur del 1244 e con la morte di Raimondo VII Saint-Gilles, avvenuta il 27 settembre 1249, si ha la fine del catarismo e dell’indipendenza della Contea di Tolosa (già di fatto sancita con il trattato del Giovedì Santo del 12 aprile 1229, concepito e realizzato dalla reggente Bianca di Castiglia, con il quale Raimondo VII dovette sottomettersi, scalzo e in camicia, alla dinastia Capetingia e dare in sposa la figlia a uno degli eredi di Luigi VIII) con la conseguente annessione al regno di Francia.

Per quanto riguarda le restanti sette, l’opera di Gui costituisce una testimonianza dell’antisemitismo presente nella società europea medievale e il disprezzo più totale che gli ecclesiastici provavano per gli ebrei convertiti al cristianesimo che poi sono ritornati al giudaismo. Infine, seppur poco approfondito, nella sua critica agli “indovini e invocatori di demoni” il celebre inquisitore fornisce anche una descrizione dei culti pagani (in particolare il culto delle fate), delle fatture e delle superstizioni popolari presenti in Europa nel XIV secolo. Per ogni setta Bernardo Gui prevede domande differenti da rivolgere all’accusato per poter arrivare ad estorcere la piena confessione e l’abiura. Inoltre bisogna variare la disposizione delle domande di volta in volta per non farsi gabbare dal presunto eretico e inserire nel documento processuale soltanto le domande e le relative risposte che meglio evidenziano l’eresia in esame. Dalla lettura de “Il manuale dell’inquisitore” possiamo infine evincere come la reputazione di Gui di inquisitore inflessibile non fosse esagerata. Nel corso della sua carriera il frate domenicano emise, come evidenzia Simoni nell’introduzione sopramenzionata, “938 sentenze di condanne individuali e 45 condanne a morte, riguardanti soprattutto il Sud della Francia e pronunciate per la maggior parte a Tolosa, sotto le arcate della cattedrale di Saint-Étienne”.

In conclusione “Il manuale dell’inquisitore” è un opera a mio parere imprescindibile per chi vuole approfondire il Medioevo e leggere “Il nome della rosa” di Umberto Eco a un livello più profondo.     

Roberto Cavallaro


Dedalus Libreria - Via Camiciotti 16/18 Messina

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Mon, 11 Mar 2019 10:30:31 +0000 http://www.mutualpass.it/post/969/1/il-manuale-dell-inquisitore-bernardo-gui
Ernesto Francia - Coraggio e ribellione, le donne calabresi contro la ’ndrangheta http://www.mutualpass.it/post/968/1/ernesto-francia-coraggio-e-ribellione-le-donne-calabresi-contro-la-ndrangheta http://www.mutualpass.it/post/968/1/ernesto-francia-coraggio-e-ribellione-le-donne-calabresi-contro-la-ndrangheta]]> L’8 marzo di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Donna, un’occasione per ricordare progressi in ambito economico, politico e culturale raggiunti dalle donne in tutto il mondo. Questo riconoscimento si basa su un principio universale che prescinde da divisioni, siano esse etniche, linguistiche, culturali, economiche o politiche.

Per l’occasione vogliamo consigliarvi la lettura di un libro unico ed interessante, “Coraggio e ribellione, le donne calabresi contro la 'ndrangheta” di Ernesto Francia, un libro che, partendo dal ruolo delle donne nelle maggiori organizzazioni mafiose italiane (Cosa Nostra, Camorra e 'Ndrangheta), segue un percorso che conduce i lettori da fine Ottocento fino ai nostri giorni, analizzando tutti gli aspetti e l'evoluzione delle figure femminili in ambito mafioso. In particolare, nella seconda parte del libro, l'attenzione si concentrerà sulla vita delle singole donne calabresi che hanno deciso di ribellarsi e diventare collaboratrici e testimoni di giustizia. L'autore ha, inoltre, condotto un lavoro di ricerca presso l'Archivio di Stato di Messina al fine di riportare alla luce i primi processi giudiziari nei quali comparissero donne calabresi ad inizio Novecento.

"Un uomo che tradisce la propria cosca divenendo collaboratore è un soggetto da punire perché il suo esempio non venga seguito da altri. Una donna che fa la stessa cosa è un'onta per l'intera organizzazione, costituisce un pericolo per la stessa sopravvivenza della cosca, spezza il vincolo dei legami di sangue e dei valori che solo la donna nell'ambito familiare custodisce e tramanda. Il tradimento della donna assume sempre valenza eversiva. Per questo le mafie, e la 'ndrangheta in particolare, uccidono senza pietà, se solo ne hanno l'occasione, le donne divenute collaboratrici o testimoni di giustizia. Ma le donne, anche nella 'ndrangheta, stanno aprendo gli occhi." (dalla prefazione di Giuseppe Creazzo)


MutualPass

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Fri, 8 Mar 2019 16:57:38 +0000 http://www.mutualpass.it/post/968/1/ernesto-francia-coraggio-e-ribellione-le-donne-calabresi-contro-la-ndrangheta
Fino al 19 Marzo la personale di Roberto Collodoro http://www.mutualpass.it/post/967/1/fino-al-19-marzo-la-personale-di-roberto-collodoro http://www.mutualpass.it/post/967/1/fino-al-19-marzo-la-personale-di-roberto-collodoro]]> Sabato 2 marzo 2019 è stata inaugurata presso lo storico Palazzo D’Amico di Milazzo la mostra personale dell’artista gelese Roberto Collodoro dal titolo [R]EVOLUTION CAP.3.

L’evento promosso dal Comune di Milazzo, è il primo appuntamento dell’anno con la Rassegna artistica “ContemporaneaMente artisti siciliani in mostra” ideata e curata da Gabriella Papa. Il progetto nasce con l’intento di creare, attraverso le mostre, momenti di contatto e condivisione con nuove realtà artistiche siciliane, ed in particolare promuovere giovani artisti, affermati o emergenti, con interessanti curriculum di mostre e iniziative in Italia e all’estero. Le loro esperienze artistiche ed i loro progetti, trovano accoglienza nel prestigioso Palazzo D’Amico, da anni fondamentale centro culturale della Città.

Nella mostra [R]evolution, i personaggi ritratti da Collodoro, forse autentici forse del tutto inventati, sono uomini e donne dai volti consumati dal tempo, con rughe profonde e piccoli occhi incavati. Hanno un nome e ognuno una storia da raccontare e sono ricordi di infanzia e di vita quotidiana, di amori e di sofferenze, di silenziosi sacrifici e di fugaci momenti di felicità. Dalle loro espressioni non traspare alcun sorriso, ma è la loro pelle scarificata e trasformata ad esprimere le emozioni. Street Art e ritrattistica si incontrano e si fondono sulla tela su cui viene steso un sottile strato di cemento che amplifica l’effetto dei solchi della pelle vissuta.

La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta al pubblico dal 2 al 19 marzo e potrà essere visitata dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 e dal martedì al sabato, anche il pomeriggio, dalle ore 15 alle 18.

Roberto Collodoro, in arte RoBiCo, è nato a Caltagirone nel 1986. Le sue opere sono frutto di una lunga e profonda ricerca interiore e si collocano tra reale e surreale. Alla fine del 2014 inizia un tour di Street Art in giro per la Sicilia e partecipa a numerosi eventi e concorsi in tutta Italia: al contest PanchinArt 2.0. di Maiori, ad Aosta e al premio Arte Laguna classificandosi tra i primi posti. La sua arte si avvicina presto alla tradizione siciliana con l’originale serie delle Teste di Moro, dapprima su tela e poi su ceramica calatina, veri e propri pezzi di design. Uno dei suoi murales figura nella guida “Street art in Sicilia”, edita da Flaccovio. A luglio del 2018 dipinge la sua idea di Eternità in una delle stanze dell'Antica Casa Nebiolo, raffigurando due volti di anziani, sospesi in un bacio senza tempo. Da qui inizia l'esperienza della “Tavola di Migliandolo”, un cenacolo artistico che lo vede fra gli artisti fondatori. Nel febbraio 2019 realizza il murale Loneliness per il nuovo showroom inaugurato a Malta e tra i prossimi progetti è previsto un ciclo di mostre con il collettivo “Tavola di Migliandolo” presso la Fabbrica del Vapore a Milano, presso il Polo Museale Astigiano e il Museo Diocesano di Asti.


MutualPass

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Thu, 7 Mar 2019 17:44:55 +0000 http://www.mutualpass.it/post/967/1/fino-al-19-marzo-la-personale-di-roberto-collodoro
I 5 più grandi successi di Lucio Battisti http://www.mutualpass.it/post/966/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-battisti http://www.mutualpass.it/post/966/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-battisti]]> Nato a Poggio Bustone, in provincia di Rieti, il 5 marzo 1943, Lucio Battisti da autodidatta scoprì le infinite possibilità della chitarra, contaminando il pop nazionale con la musica nera e il rock d'oltreoceano. Dopo le prime apparizioni a Milano con la band "I campioni", incontrò il paroliere Giulio Repetti, in arte Mogol, e con lui iniziò un lungo sodalizio, il più prolifico nella storia della musica italiana.

Al successo di "Balla linda" del 1968 ne seguirono tanti altri, da "Non è Francesca" a "Emozioni", da "Acqua azzurra acqua chiara" (che vinse il FestivalBar) a "La canzone del sole", che per oltre un decennio lo proiettarono ai vertici delle classifiche. Di contro il suo essere in anticipo sui tempi e alla continua ricerca di innovazioni, unito alla personalità schiva e libera da appartenenze politiche, lo rese oggetto di critiche e illazioni ingenerose, spingendolo a disertare le apparizioni in pubblico e sui media.

L'ultima fase artistica, dopo la separazione da Mogol, fu segnata dalla collaborazione con il poeta Pasquale Panella, la cui poetica ermetica influenzò album come "Don Giovanni" ed "Hegel", non toccati dallo stesso successo dei precedenti. Oltre alle canzoni, di Battisti si ricordano gli straordinari duetti, su tutti quello con Mina.

Lucio Battisti è considerato da molti il più grande cantautore della musica leggera italiana, punto di riferimento per generazioni di artisti. Le sue canzoni sono ancora attuali e continuano a regalare sempre le stesse emozioni. Noi vogliamo ricordarlo attraverso i suoi 5 successi più belli:

 

5 - Pensieri e Parole (1971) 

 

4 - Emozioni (1970) 

 

3 - Mi ritorni in mente (1970) 

 

2 - I giardini di marzo (1972) 

 

1 - Il mio canto libero (1972) 

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Tue, 5 Mar 2019 16:05:01 +0000 http://www.mutualpass.it/post/966/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-battisti
I quadri di Nino Rigano in mostra con "Arte in Laboratorio" http://www.mutualpass.it/post/965/1/i-quadri-di-nino-rigano-in-mostra-con-arte-in-laboratorio http://www.mutualpass.it/post/965/1/i-quadri-di-nino-rigano-in-mostra-con-arte-in-laboratorio]]> I visitatori della mostra dell’artista Nino Rigano, inaugurata nei locali di via Maddalena 24 a Messina (2010 Group - dott. Luigi Mondello), sono rimasti immediatamente affascinati dall’originalità dei quadri esposti, che sarà possibile ammirare fino al 30 marzo. 

Il team di MutualPass, coordinato dal dott. Luigi Mondello e dal dott. Daniele Di Bartolo, che cura e promuove l’ambizioso progetto Arte in Laboratorio, ha centrato, quindi, l’obiettivo prefissato; trasformare il laboratorio d’analisi 2010 Group in una vera e propria galleria d’arte. Una sensazione di qualcosa di diverso dal consueto che traspare dalle parole dello stesso Rigano: “Si tratta di un esperimento stimolante. Per la prima volta espongo in un centro d’analisi, in uno spazio non più legato unicamente alla malattia ed al disagio fisico. Si crea, così, una relazione tra il pittore ed un pubblico nuovo. Mi devo, quindi, complimentare con coloro che hanno creato questo evento culturale a Messina”. Molti quadri non sono su tela, come mai? “Preferisco il cartone perché è più facile da manipolare e distruggere. Permette di esprimermi con maggiore facilità”. Messina è spesso protagonista. “Dipingo la Messina del passato e quella del presente. Mi soffermo, soprattutto, sui luoghi che reputo particolarmente interessanti, come ad esempio le piazze”.      

NINO RIGANO è un artista veterano, ha visto tutta la Messina del secondo ‘900. Era con Togo ed Enzo Celi sulle strade della città peloritana degli anni ‘60, quando dalle parti dello Stretto si raccoglievano, talvolta, le migliori novità dell’arte contemporanea italiana. Di questo ambiente vivace si è molto scritto, con toni giustamente deferenti. Tuttavia, credo che le idealizzazioni non tengano bene il fuoco sulla verità fattuale, spesso più gustosa e divertente.

E’ un testimone di quella stagione ed un’incarnazione di tipo d’uomo e di artista che è distante, per certi versi più in alto, rispetto al tempo presente. Mi è capitato di parlare con lui in diverse occasioni: la sua grande esperienza si manifesta in una sentenza rapida, né spietata né generosa. L’incisività della sua visione, delle opinioni, corrisponde alla felicità della pittura, rapida e piena di trasporto emotivo e di compenetrazione. Eppure Rigano è partito alla fine degli anni ‘50 con un disegno preciso, diligente, orgogliosamente plastico.  Quella tensione sfolgorante, volta all’affermazione delle proprie capacità col tempo è diventata l’anima di un gioco a raccontare storie mitiche e pezzi di realtà.  Rigano ha tenuto quel segno robusto, l’ottima linea che sbozza i piani dell’immagine, e che poi si ritira, per sostenere un colore animato da una pennellata spadaccina in movimento veloce, frizzante, talvolta piana e diafana, talvolta densa e carica. Lavora principalmente su carta e cartone, che spesso riadatta in formati di grandi dimensioni. Donne, famiglie, pezzi della città di Messina, miti del medioevo e sacre rappresentazioni. Rigano con questo linguaggio primitivo, fanciullo, racconta la realtà nell’essenza struggente, quella del sorriso spontaneo della vita. (Mosè Previti)       


Omar Menolascina

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Tue, 5 Mar 2019 10:04:50 +0000 http://www.mutualpass.it/post/965/1/i-quadri-di-nino-rigano-in-mostra-con-arte-in-laboratorio