mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ MutualPass - La Card Salute è Benessere it-it Fri, 22 Mar 2019 14:00:31 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@emovus.it (Emovus srls) info@emovus.it (Emovus srl) Mediacontent http://www.mutualpass.it/vida/foto/logo.png mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ 22 Marzo 2019 - Giornata Mondiale dell’Acqua http://www.mutualpass.it/post/979/1/22-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-acqua http://www.mutualpass.it/post/979/1/22-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-acqua]]> Il 22 Marzo si festeggia la Giornata Mondiale dell’Acqua. Il tema scelto per il 2019, che richiama gli obiettivi dell’agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, è "Non lasciare nessuno indietro". L'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 6 (SDG 6) mira a garantire disponibilità e gestione sostenibile dell'acqua per tutti entro il 2030. Per definizione, ciò significa non lasciare indietro nessuno.

Oggi, miliardi di persone vivono ancora senza acqua sicura: le loro case, scuole, luoghi di lavoro, fattorie e fabbriche lottano per sopravvivere e prosperare.  Gruppi emarginati - donne, bambini, rifugiati, popolazioni indigene, disabili e molti altri - sono spesso trascurati e talvolta subiscono discriminazioni mentre cercano di accedere e gestire l'acqua sicura di cui hanno bisogno. Con "Acqua sicura" intendiamo un "servizio di acqua potabile gestito in sicurezza": acqua accessibile nei locali, disponibile quando necessario e priva di contaminazioni.

Perché è importante?

Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l'acqua è il un tuo diritto umano. L'accesso all'acqua è alla base della salute pubblica ed è quindi fondamentale per lo sviluppo sostenibile e per un mondo stabile e prospero. Non possiamo andare avanti come una società globale mentre così tante persone vivono senza acqua sicura.

Nel 2010, l'ONU ha riconosciuto "il diritto all'acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie pulite e sicure come un diritto umano essenziale per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani". Il diritto umano all'acqua autorizza chiunque, senza discriminazioni, a disporre di acqua sufficiente, sicura, accettabile, accessibile fisicamente e accessibile per uso personale e domestico; che include acqua per bere, igiene personale, lavaggio degli indumenti, preparazione del cibo e igiene domestica.

Perché le persone vengono lasciate indietro senza acqua sicura?

Le persone vengono lasciate indietro senza acqua sicura per molte ragioni diverse. I seguenti sono alcuni dei "motivi di discriminazione" che fanno sì che certe persone siano particolarmente svantaggiate quando si tratta di accedere all'acqua:

- Sesso e genere

- Razza, etnia, religione, nascita, casta, lingua e nazionalità

- Disabilità, età e stato di salute

- Proprietà, possesso, residenza, stato economico e sociale

Altri fattori, come il degrado ambientale, i cambiamenti climatici, la crescita della popolazione, i conflitti, i trasferimenti forzati ei flussi migratori possono anche influenzare in modo sproporzionato i gruppi emarginati attraverso gli impatti sull'acqua.

Cosa deve essere fatto?

Per "non lasciare nessuno indietro", dobbiamo concentrare i nostri sforzi verso l'inclusione di persone che sono state emarginate o ignorate. I servizi idrici devono soddisfare i bisogni dei gruppi emarginati e le loro voci devono essere ascoltate nei processi decisionali. I quadri normativi e regolamentari devono riconoscere il diritto all'acqua per tutte le persone e un finanziamento sufficiente deve essere mirato in modo equo ed efficace a coloro che ne hanno.


World Water Day 2019

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Fri, 22 Mar 2019 14:00:31 +0000 http://www.mutualpass.it/post/979/1/22-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-acqua
21 Marzo 2019 - Giornata Mondiale della Sindrome di Down http://www.mutualpass.it/post/978/1/21-marzo-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-down http://www.mutualpass.it/post/978/1/21-marzo-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-down]]> Il 21 marzo si celebra la Giornata mondiale della sindrome di Down (WDSD), un'occasione di sensibilizzazione globale che è stata ufficialmente istituita dalle Nazioni Unite dal 2012. La data scelta è il 21° giorno del 3° mese ed è stata selezionata per indicare l'unicità della triplicazione (trisomia) del 21° cromosoma che causa la sindrome di Down. 

Tutte le persone con sindrome di Down devono avere l'opportunità di vivere vite appaganti, inclusive e uguale con gli altri, in tutti gli aspetti della società. L'Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile del 2030 propone come tema per il 2019 #leavenoonebehind, "non lasciare nessuno indietro".

L’obiettivo è quello di sensibilizzare su cosa sia la sindrome di Down, cosa significhi avere la sindrome di Down e come le persone con sindrome di Down abbiano un ruolo nelle nostre vite e comunità, cosi da sfatare stereotipi e pregiudizi sulle persone che hanno questa sindrome approfondendone la conoscenza sia in termini scientifici che sociologici. Ogni anno la voce delle persone con sindrome di Down e di coloro che vivono e lavorano con loro diventano sempre più forti. La realtà odierna è che gli atteggiamenti negativi prevalenti, le basse aspettative, la discriminazione e l'esclusione assicurano che le persone con sindrome di Down siano lasciate indietro.

In tutte le aree della vita come lo sviluppo personale permanente, le relazioni personali, l'istruzione, l'assistenza sanitaria, il sostentamento, la ricreazione e il tempo libero e la partecipazione alla vita pubblica, tutte le persone con sindrome di Down devono avere opportunità, incluse su base piena e uguale con gli altri. Negli ultimi 40 anni in Italia ci sono stati molti cambiamenti, si è allungata l’aspettativa di vita, tutti i bambini con sdD frequentano la scuola pubblica, è cresciuto il loro livello di autonomia e circa il 12% degli adulti ha un lavoro, grazie all’impegno di queste persone, delle loro famiglie e delle Associazioni.

Oggi sposiamo e proponiamo l’iniziativa di indossare calzini o scarpe spaiate, un modo divertente e semplice per far riflettere sulla diversità.


MutualPass

https://www.worlddownsyndromeday2.org/

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Thu, 21 Mar 2019 12:26:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/978/1/21-marzo-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-down
21 Marzo 2019 - Reading di Poesie di Lawrence Ferlinghetti alla Libreria Dedalus http://www.mutualpass.it/post/977/1/21-marzo-2019-reading-di-poesie-di-lawrence-ferlinghetti-alla-libreria-dedalus http://www.mutualpass.it/post/977/1/21-marzo-2019-reading-di-poesie-di-lawrence-ferlinghetti-alla-libreria-dedalus]]> Giovedì 21 marzo 2019 si terrà alla libreria Dedalus alle ore 18:00 la Giornata Mondiale della Poesia 2019. Il reading sarà incentrato sul poeta americano, libraio, editore e pittore Lawrence Ferlinghetti, che il 24 marzo compirà cent'anni.

Le poesie dello scrittore americano e fondatore della City Lights Bookstore di San Francisco saranno lette dal titolare Roberto Cavallaro, Filippo Faillaci (il quale racconterà anche di quando ha assistito a un reading dell'autore di opere fondamentali del Novecento come "A Coney Island of the Mind"), Roberta Ainis e Alessandro Triolo. Il reading sarà inoltre arricchito dalla proiezione di un filmato realizzato dal titolare della libreria Dedalus sul percorso artistico ed esistenziale di Lawrence Ferlinghetti.


Dedalus Libreria

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Thu, 21 Mar 2019 09:43:37 +0000 http://www.mutualpass.it/post/977/1/21-marzo-2019-reading-di-poesie-di-lawrence-ferlinghetti-alla-libreria-dedalus
20 Marzo 2019 - Giornata Mondiale della Felicità http://www.mutualpass.it/post/976/1/20-marzo-2019-giornata-mondiale-della-felicita http://www.mutualpass.it/post/976/1/20-marzo-2019-giornata-mondiale-della-felicita]]> Istituita nel 2013 dall’ONU, il 20 marzo di ogni anno festeggiamo, in occasione dell'equinozio di primavera, la Giornata Mondiale della Felicità. Il tema di quest'anno è “Happier Together”, incentrato su ciò che abbiamo in comune, piuttosto che su ciò che ci divide. Tutti vogliono essere felici e la vita è più felice quando siamo insieme, quindi festeggiamo la nostra comune umanità.

La gioia può abitare in ogni casa e sta nelle piccole cose: avere un lavoro, ma riuscire a riservargli il tempo che serve senza lasciare che lo stress e i dissapori della vita professionale interferiscano con la sfera privata; dedicarsi alla famiglia, circondarsi di amici e poter guardare al prossimo con fiducia, mettendo da parte diffidenza e sospetti. Ha il sapore della semplicità la "ricetta del buonumore" che emerge da un'indagine condotta dal Centro medico Santagostino, in occasione della Giornata Mondiale della Felicità, su un campione casuale di oltre 600 utenti dei suoi poliambulatori, nati per conciliare prestazioni sanitarie di qualità e prezzi accessibili a chiunque ne abbia bisogno.

Secondo questa indagine, i cittadini Italiani conservano il sorriso nella maggior parte dei casi: su una scala da 1 a 7, le persone che danno un voto alto alla propria vita - compreso fra 5 e 7 - superano il 50%. E sempre più della metà dice di avere ottenuto una buona parte delle cose che riteneva importante avere.

La saggezza dell'età - A fronte di un 7,5% che se rinascesse non cambierebbe nulla della propria esistenza (circa il 6% degli uomini e l'8% delle donne si definiscono estremamente soddisfatti), si registra un 9,5% che riferisce un alto tasso di insoddisfazione: circa il 10% degli uomini e il 6% delle donne si dichiarano estremamente insoddisfatti. Quasi una persona su 10, dunque, si sente infelice. Spicca però un elemento: la percentuale di estremamente soddisfatti aumenta lievemente con l'età, mentre quella di persone estremamente insoddisfatte si riduce di pari passo. Come dire che l'avanzare degli anni non necessariamente lascia l'amaro in bocca. Invecchiare significa anche saggezza, esperienza, traguardi raggiunti. "Questo dato può indicare ​una progressiva maggior realizzazione personale con l'aumentare dell'età - analizzano Stefano Porcelli e ​Laura Mandelli, psicologi del Centro Medico Santagostino e curatori della ricerca - ​anche se non si può escludere un gap generazionale per quanto riguarda la soddisfazione e la realizzazione personale".

L'istruzione - E se la giovinezza non per forza regala gioia, sembrano non farlo nemmeno gli anni passati studiando. "Nei soggetti con più alta scolarità - indica l'indagine - i tassi di estrema insoddisfazione risultano significativamente più alti, raggiungendo oltre il 15%, mentre nei soggetti con media scolarità si arresta al 6% circa". Cosa significa? Per gli psicologi "è possibile che le persone con più alta scolarità dedichino maggior tempo ed energie alla ​realizzazione professionale, trascurando altri aspetti della vita come le relazioni sociali e sentimentali, invece importantissimi per il benessere soggettivo"   

Il lavoro - Che inseguire la carriera possa moltiplicare le preoccupazioni, a scapito della serenità complessiva, lo prova il 60% circa che nel sondaggio dichiara la propria vita privata influenzata negativamente dal lavoro, da abbastanza a molto. Quasi metà del campione dà punteggi alti (da 4 a 7) all'affermazione "lotto per destreggiarmi tra lavoro e non lavoro". E tra chi riconosce un'alta ​interferenza del lavoro nella vita privata, i tassi di grave insoddisfazione schizzano al 18% mentre quelli di piena soddisfazione crollano al 4%. Insomma, superlavoro uguale più rischi di infelicità e pericolo doppio di solitudine: un sentimento che vola a oltre il 40% fra chi avverte una maggiore ingerenza della professione nel privato, contro il 20% calcolato in chi riesce a trovare il giusto mix lavoro-tempo libero.

Gli affetti - Poter contare su una fitta rete sociale si conferma infatti "importantissimo per il proprio livello di soddisfazione: nei pazienti che dichiarano di essere soli o piuttosto soli, che sono il 52,7% del campione, il tasso di soggetti estremamente insoddisfatti della propria vita arriva a superare il 23% - emerge ancora dall'indagine - mentre quello di estremamente soddisfatti crolla sotto il 2%".

La fiducia - L'ultimo ingrediente chiave per aggiungere sale alla vita è la ​fiducia negli altri. "Solo il 30% del campione dichiara di avere tante persone di cui si può fidare completamente, percentuale che sale invece al 56% se si parla di persone a cui ci si può rivolgere in caso di necessità".

"Questi dati - commentano gli psicologi del Centro Santagostino - ci dimostrano come sia il bilanciamento tra lavoro e vita privata sia, in misura anche maggiore, l'intensità di rapporti sociali significativi impattano sulla nostra felicità. Questi due aspetti sono inoltre intrinsecamente associati: maggiori sono le energie e il tempo dedicato all'attività lavorativa, minori sono le possibilità di 'investire' nella vita privata e quindi nelle relazioni sociali, familiari e sentimentali. E' perciò importante - raccomandano gli esperti - cercare di mantenere per quanto possibile un sano equilibrio tra lavoro e vita privata, e soprattutto coltivare e alimentare relazioni sociali significative, fondamentali per un pieno benessere".


MutualPass - Medika, la Card della Salute

Centro Medico Santagostino

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Wed, 20 Mar 2019 10:26:46 +0000 http://www.mutualpass.it/post/976/1/20-marzo-2019-giornata-mondiale-della-felicita
San Giuseppe: Gli sfinci di riso messinesi http://www.mutualpass.it/post/975/1/san-giuseppe-gli-sfinci-di-riso-messinesi http://www.mutualpass.it/post/975/1/san-giuseppe-gli-sfinci-di-riso-messinesi]]> In occasione di San Giuseppe, che coincide con la festa del papà, vi proponiamo la versione messinese di un dolce tipico siciliano per festeggiare questa giornata, gli sfinci di riso. 

Sono delle polpettine di riso, fritte, aromatizzate all’arancia o cannella e cosparse di zucchero semolato. Nelle varie versioni della ricetta si può dare spazio alla fantasia, utilizzare altri aromi e modalità di cottura.

Per la buona riuscita della ricetta vi consigliamo di utilizzare una buona qualità di riso da risotto e di cuocerlo con la giusta modalità e nel giusto tempo.

Ingredienti:

  • 400 gr. riso
  • 1 lt. Latte
  • sale q.b.
  • 100 gr. farina
  • 1 bustina di Lievito per dolci
  • 80 gr. di Zucchero
  • scorza d’arancia q.b.
  • vaniglia q.b
  • Cannella in polvere
  • Zucchero semolato per guarnire

 

Lessate il riso nel latte con un pizzico di sale e la scorza d’arancia. Mescolate di tanto in tanto e lasciate assorbire tutto il latte, se il riso non dovesse essere ancora cotto, aggiungete latte fino a fine cottura.

Toglietelo dal fuoco e, dopo averlo fatto raffreddare per circa cinque minuti, unite lo zucchero, la cannella, il lievito per dolci e infine incorporate la farina poco per volta. Lavorate l’impasto fino a renderlo cremoso ed omogeneo, se necessario aggiungete un po’ d’acqua facendo però attenzione a non farlo diventare troppo liquido.

Lasciate riposare l’impasto per circa un’ora o comunque fino a quando non sarà completamente freddo. A questo punto portate a bollore l’olio di semi, preparate, con le mani, delle polpettine lunghe e strette, infarinatele e friggetele fino a quando non avranno preso un bel colore dorato.

A cottura ultimata ponetele su una carta assorbente, cosi da liberarle dall’olio in eccesso e passatele nello zucchero semolato. Sistemate le sfinci di riso su un piatto e aggiungete, a piacimento, un po’ di scorza grattugiata di arancia. Buon San Giuseppe!


MutualPass - Medika, la Card della Salute

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Tue, 19 Mar 2019 11:28:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/975/1/san-giuseppe-gli-sfinci-di-riso-messinesi
Con in bocca il sapore del mondo - Fabio Stassi http://www.mutualpass.it/post/974/1/con-in-bocca-il-sapore-del-mondo-fabio-stassi http://www.mutualpass.it/post/974/1/con-in-bocca-il-sapore-del-mondo-fabio-stassi]]> Fabio Stassi torna in libreria con "Con in bocca il sapore del mondo", una raccolta di racconti in cui rende omaggio ad alcuni dei più importanti poeti italiani del Novecento.

I racconti sono in tutto dieci e vedono come protagonisti: Dino Campana, Gabriele D’Annunzio, Guido Gozzano, Umberto Saba, Aldo Palazzeschi, Vincenzo Cardarelli, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo e Alda Merini. I racconti, tutti in prima persona, sono monologhi di intenso lirismo intervallati da alcuni poemi più significativi dei poeti trattati. In ciascuno di essi il fantasma del poeta protagonista si rivela al lettore sbattendogli in faccia, senza veli e ipocrisie, la propria esistenza. Ognuno ha le proprie ossessioni, gioie e dolori e rivive e riassapora la vita in presa diretta. In questo modo la voce poetica si innalza per rimanere sospesa nel tempo e nello spazio e sopravvivere alla morte.

Abbiamo così Dino Campana che ritorna nei boschi toscani di Marradi per sentirsi dire che è un matto – non solo dalla gente del luogo, ma perfino dai propri genitori - e rievoca il periodo fiorentino alle Giubbe Rosse e la perdita della prima stesura dei Canti Orfici, come anche dell’amore appassionato e tormentato per Sibilla Aleramo e le fughe, i rimpatri e gli internamenti; oppure lo spirito del poeta vate Gabriele D’Annunzio che celebra la propria morte - avvenuta il mercoledì delle ceneri - come una carnevalata, e ripercorre i successi letterari, le donne amate, l’irredentismo, gli indebitamenti, la prigione d’orata del Vittoriale, fino ad arrivare al crepuscolo del corpo e della fama.

Da segnalare il racconto “Con la faccia al Sud” in cui il poeta Salvatore Quasimodo rievoca la gioventù trascorsa a Messina - a partire dai giorni che seguirono il celebre terremoto del 1908 - e l’amore per i classici greci e latini, le cui traduzioni da lui condotte sui testi originali gli hanno permesso di fare gavetta e affinarsi come poeta, fino a raggiungere quella musicalità del verso – che non rintracciava in D’Annunzio – e che invece era propria degli antichi. Alla vigilia della Giornata Mondiale della Poesia del 21 marzo, il libro di Stassi è perfetto per conoscere un genere letterario, quale quello poetico, sempre meno popolare.

L’opera è consigliata anche ai lettori appassionati di poesia, poiché con questa lettura potranno appezzare maggiormente i poeti che amano


Roberto Cavallaro

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Mon, 18 Mar 2019 16:05:57 +0000 http://www.mutualpass.it/post/974/1/con-in-bocca-il-sapore-del-mondo-fabio-stassi
15/16 Marzo 2019 - Nottata Mondiale del Sonno http://www.mutualpass.it/post/973/1/1516-marzo-2019-nottata-mondiale-del-sonno http://www.mutualpass.it/post/973/1/1516-marzo-2019-nottata-mondiale-del-sonno]]> Il secondo venerdì di marzo di ogni anno si festeggia la Giornata Mondiale del Sonno, tuttavia, a noi, parlare di "Giornata" sembra improprio e per questo, la notte tra il 15 e il 16 Marzo festeggeremo la Nottata Mondiale del Sonno 2019, un modo per portare all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale le problematiche legate ad un riposo insufficiente o disturbato.

Di insonnia soffre quasi un italiano su tre ed è legata soprattutto a problemi metabolici, primo fra tutti l’obesità. E questa “relazione pericolosa” può moltiplicare anche di 9 volte il rischio di malattia coronarica, quindi di infarto.

Una cena leggera, niente palestra o sport intensi la sera, no a tablet o telefonini prima di andare a letto. Sono alcune delle regole d'oro contenute nel decalogo per dormire bene. Stilato dal sonnologo Francesco Fanfulla, pneumologo che si occupa da 20 anni di medicina del sonno all'Irccs Maugeri di Pavia, un centro dove ogni anno transitano 2.500 pazienti, molti dei quali vengono seguiti successivamente, in telemedicina, leggendo i tracciati polisonnografici via computer.

 

Le 9 Regole per dormire bene

Quelle proposte sono regole semplici ma in grado di 'mettere in sicurezza' il sonno. Alcune possono sembrare "'rimedi della nonna", ma fanno parte dei dettami del vivere bene che in molti casi si conoscono ma non si applicano. Queste le indicazioni dell'esperto:

1) Cena light. Dormire bene significa cenare in maniera equilibrata. Certamente non con cibi pesanti, perché di notte la digestione difficoltosa provocherà frequenti risvegli. Ma anche i digiuni serali o le diete troppo drastiche sono sconsigliate: la fame, o il calo glicemico, mettono a repentaglio il riposo. Naturalmente, si parla di abitudini, una singola cena "sbagliata" non crea scompensi.

2) Pennichella? Con giudizio. Dormire durante il giorno solo se necessario e, in quel caso, mai più di 20 minuti e possibilmente in mezzo alla giornata, per esempio fra le 13 e le 14, per distanziarsi il più possibile dal momento in cui ci si corica per la notte e in modo che il sonnellino sia stato smaltito dalla stanchezza delle attività pomeridiane

3) Luce (e tablet) momento giusto. Soprattutto alla sera, cioè nelle ore che precedono il riposo notturno, è importante limitare l'esposizione alla luce che è il nostro principale sincronizzatore del ritmo sonno-veglia. Una luce troppo intensa, nelle stagioni e alle latitudini che lo permettono, diminuirà la capacità da parte dell'organismo di produrre la melatonina. Favorendo i risvegli. Per estensione, il tema dell'esposizione alla luce è agganciato, sia a un buon oscuramento della camera da letto (usare le tapparelle ed evitare i molti led accesi di apparecchi elettronici) sia all'utilizzo, crescente e prolungato, di tablet e smartphone a letto. Questi dispositivi sono nemici del sonno, vanno usati lontano dal letto.

4) Il fumo e l'alcon fanno male anche al sonno. Non dimentichiamo mai che la nicotina è una sostanza eccitante e quindi ha effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale. Fumare alla sera rende difficoltoso l’addormentamento e il sonno durante la notte, oltre a provocare risvegli frequenti nei forti fumatori. Un'altra buona occasione per smettere. Per quanto riguarda l'alcol fondamentale evitare di bere nelle quattro ore che precedono il coricarsi. L'alcol, infatti provoca dei cambiamenti nella normale struttura del sonno, induce frequenti risvegli e aumenta la percentuale di sonno leggero. Di più, in presenza di patologie del sonno, come quelle legate ai disturbi respiratori, l'alcol ha l'effetto di aggravamento della malattie stesse e dei sintomi a essere correlati.

5) Caffè sì ma non la sera. La caffeina è notoriamente uno stimolante del sistema nervoso, i cui effetti eccitanti possono protrarsi a lungo, anche alcune ore. È quindi buona norma, anche in questo caso, rispettare la regola delle '4 ore', evitare cioè la tazzina serale o anche i caffè diluiti o, attenzione, i molti alimenti in cui la caffeina è presente, il cioccolato, il cacao o il tè, i cosiddetti alimenti nervini. Lo stesso vale per certe bibite gassate, a base di Cola, e che magari piacciono molto ai bambini. Ovviamente sono da assumere lontano dall'ora del sonno anche le bibite energizzanti che, oltre alla caffeina, contengono un altro eccitante come la taurina.

6) Occhio al termometro. La temperatura ottimale della camera è intorno ai 18°C. Una troppo alta (maggiore di 24°C) provoca movimenti continui del corpo durante il sonno e numerosi risvegli. Viceversa, una temperatura troppo bassa (minore di 12°C), al contrario, rende difficile l’avvio del sonno, e provoca sogni spiacevoli.

7) Sport sì, ma non serale. Svolgere una regolare attività fisica è una raccomandazione che ogni buon medico deve fare. La sera, però, è meglio evitare un'attività fisica troppo intensa. Lo sforzo fisico potrebbe rendere difficoltoso il vostro addormentamento. Più in generale si dovrebbe in qualche modo accompagnare il nostro organismo al sonno, evitando un impegno psicofisico eccessivo nelle due ore precedenti il riposo. Individuate un'attività pienamente rilassante che vi conduca nella braccia di Morfeo e il vostro sonno ne gioverà.

8) Regolari è meglio. Abituarsi ad andare a dormire e alzarsi alla stessa ora, sono la premessa per il buon sonno. Il nostro ritmo sonno-veglia è infatti regolato da un orologio biologico interno, sincronizzato con l’alternarsi della luce e del buio. Abituare il nostro organismo a questa regolarità significa impedire di andare fuori sincrono. E anche forzarsi di andare a dormire prima del tempo, non avendo assolutamente lo stimolo del sonno, può essere controproducente, così come è letale, per il vostro riposo, indugiare a letto con la tv accesa o ascoltando musica in cuffia. E se il sonno, per qualche motivo, se ne va, non è il caso di restare nel letto, girandosi e rigirandosi, e agitandosi per il riposo che svanisce. In questi casi è raccomandabile alzarsi, distraendosi con un'attività rilassante, anche per pochi minuti, e poi tornare a dormire ai primi sbadigli.

9) La pagella del vostro sonno. È al mattino, appena svegliati, il momento giusto per valutare la qualità del proprio riposo notturno. Farlo in seguito, durante la giornata, significa rischiare di giudicare il sonno sotto l'influenza della veglia, ossia della stanchezza accumulata. La autovalutazione del sonno e quindi la possibilità di riferire con precisione i sintomi di eventuali disturbi, è la premessa per rendere efficace il percorso terapeutico successivo.


Fonte: ADNKronos

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Fri, 15 Mar 2019 10:02:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/973/1/1516-marzo-2019-nottata-mondiale-del-sonno
14 Marzo 2019 - Giornata Mondiale dei Reni http://www.mutualpass.it/post/972/1/14-marzo-2019-giornata-mondiale-dei-reni http://www.mutualpass.it/post/972/1/14-marzo-2019-giornata-mondiale-dei-reni]]> Oggi, 14 Marzo, si celebra la Giornata Mondiale dei Reni, un’occasione per sensibilizzare sull'importanza dei reni per la nostra salute e di ridurre la frequenza e l'impatto delle malattie renali e dei problemi associati in tutto il mondo.

Si stima che 850 milioni di persone in tutto il mondo abbiano malattie ai reni per varie cause. Le malattie renali croniche (CKD) causano circa 2,4 milioni di morti all'anno e sono ora la sesta causa di morte in più rapida crescita. La riduzione della funzione renale (AKI), un importante fattore di CKD, colpisce oltre 13 milioni di persone in tutto il mondo e l'85% di questi casi si riscontra nei paesi a basso e medio reddito (LMIC). Si stima che circa 1,7 persone muoiano ogni anno a causa dell'AKI. Inoltre, la CKD e l'AKI sono importanti fattori che contribuiscono ad aumentare la morbilità e la mortalità da altre malattie e fattori di rischio tra cui malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, obesità e infezioni come HIV, malaria, tubercolosi ed epatite. Inoltre, la CKD e l'AKI nei bambini, non solo determinano morbilità e mortalità sostanziali durante l'infanzia, ma si traducono anche in problemi medici oltre l'infanzia.

Sfide per la salute dei reni: disparità e accesso

Nonostante il peso crescente delle malattie renali in tutto il mondo, la disparità delle condizioni di salute e la disuguaglianza sono ancora diffuse. CKD e AKI spesso derivano dalle condizioni sociali, tra cui povertà, discriminazione di genere, mancanza di istruzione, rischi professionali e inquinamento. Il trapianto è considerato il trattamento migliore della CKD. Tuttavia, ha elevati costi di installazione per quanto riguarda le infrastrutture e richiede team altamente specializzati, disponibilità di donatori di organi e non può essere fatto senza il backup di dialisi, condizioni spesso improponibili per i paesi più poveri.

Cosa chiediamo

Quest'anno, la Giornata mondiale del rene si propone di sensibilizzare l'alto e crescente carico di malattie renali in tutto il mondo e la necessità di strategie per la prevenzione e la gestione delle malattie renali. Il tema del 2019 è “La salute dei reni per tutti Ovunque” e richiede una copertura sanitaria universale per la prevenzione e il trattamento precoce delle malattie renali. L'obiettivo finale è promuovere la salute della popolazione garantendo un accesso universale, sostenibile ed equo ad un'assistenza sanitaria di qualità elevata, migliorando l'equità nella salute tra i gruppi socioeconomici.

Cosa possiamo fare:

- Incoraggiare e adottare stili di vita salutari (accesso all'acqua pulita, esercizio fisico, alimentazione sana, controllo del tabacco) Molti tipi di malattie renali possono essere prevenute, ritardate e / o tenute sotto controllo quando sono adottate misure di prevenzione adeguate.

- Effettuare uno screening per le malattie renali come intervento primario di assistenza sanitaria, compreso l'accesso a strumenti di identificazione (ad es. Test delle urine e del sangue).

- Assicurare che i pazienti con malattie renali ricevano i servizi sanitari di base di cui hanno bisogno (ad es. Pressione sanguigna e controllo del colesterolo, farmaci essenziali).

- Chiedere politiche trasparenti che regolino l'accesso equo e sostenibile ai servizi sanitari avanzati (ad esempio dialisi e trapianti).


Fonte: https://www.worldkidneyday.org

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Thu, 14 Mar 2019 10:04:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/972/1/14-marzo-2019-giornata-mondiale-dei-reni
Fino al 19 Marzo "Presente Umano", la strabiliante mostra di Giuseppe Raffaele http://www.mutualpass.it/post/971/1/fino-al-19-marzo-presente-umano-la-strabiliante-mostra-di-giuseppe-raffaele http://www.mutualpass.it/post/971/1/fino-al-19-marzo-presente-umano-la-strabiliante-mostra-di-giuseppe-raffaele]]> E' stata inaugurata sabato 9 marzo, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele, la strabiliante mostra “Presente Umano” dello scultore Giuseppe Raffaele. La mostra fa parte del progetto “L’Opera al Centro” organizzata dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina ed è stata presentata dal critico Mosè Previti.

Nel ferro Raffaele ha trovato la materia in grado di tradurre questa sua forte tensione minimalista via via sempre più radicale. A perfezionare la sua tecnica è stato certamente l’insegnamento di Filippo Malice, suo maestro all’Accademia di Reggio Calabria. Con Malice ha potuto approfondire le possibilità espressive di questo metallo, sviluppando tecnica e controllo della materia.

Per sua natura, il ferro ha una certa duttilità e resistenza, è segno di fortezza, attributo marziale, sostanza tecnica della prima età moderna. Tuttavia la sua qualità per antonomasia, la pesantezza, è stata attaccata da Raffaele fin da principio. Con un processo ossimorico, l’artista si è sviluppato in un persistente opera di alleggerimento e allungamento che nega la sostanza del ferro per condurlo a uno stato di docile trasparenza, un’aggraziata eleganza che nell’ostentata leggerezza contiene la densità di un potente messaggio.

La matassa ferrosa e filiforme dei lavori di “Humanity” in “Presente Umano” è stata sintetizzata al massimo. Nelle sculture antropomorfe di quest’ultimo progetto abbiamo solo segmenti di ferro, tondini da costruzione che si allungano in eleganti e ricercate esplorazioni dello spazio. Questa linea al grado zero è per l’artista il simbolo dell’umanità di oggi, l’uomo contemporaneo annichilito, privato della sua forma, di ogni orpello: un vivente svuotato, un verme, un segmento, un’asta, un ente privo di forma e di qualità.


La mostra, che si compone di 22 sculture, potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’ 9 al 19 Marzo nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.


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Tue, 12 Mar 2019 09:38:19 +0000 http://www.mutualpass.it/post/971/1/fino-al-19-marzo-presente-umano-la-strabiliante-mostra-di-giuseppe-raffaele
Bodies&Faces: Fino al 31 marzo la mostra "Melacarne" di Jara Marzulli http://www.mutualpass.it/post/970/1/bodiesefaces-fino-al-31-marzo-la-mostra-melacarne-di-jara-marzulli http://www.mutualpass.it/post/970/1/bodiesefaces-fino-al-31-marzo-la-mostra-melacarne-di-jara-marzulli]]> La rassegna BODIES&FACES vuole porre l’accento sulla figuratività con un taglio di ricerca e mettere a confronto il linguaggio di tre artisti – Giuseppe Pizzardi, Jara Marzulli, Salvo Riviolo – che fanno dell’inquietudine del corpo e del volto il loro campo di ricerca.

La seconda mostra della rassegna, di Jara Marzulli, è stata inaugurata venerdì 1 marzo presso la Art Gallery fadibè, in Via E. Geraci 27/C a Messina. 

…Melacarne è lo sguardo di Jara sulla donna, sulla maternità, sul parto, sul dolore, sulla “sorellanza”, sul suo perduto ruolo iniziatico, sulla sua sacralità; ma anche sull’infanzia, sulla fascinazione di un momento ineunte da cui può scaturire tutto, l’inferno come il paradiso. Jara procede fotografando in studio i suoi modelli, li prepara, li abbiglia, gioca con la luce e dopo, sulla tela con acquerelli, acrilici e soprattutto olio, dà corpo al suo mondo interiore in una continua ricerca in cui mette in gioco la sua arte e il suo stesso corpo. Ho scelto di esporre opere datate dal 2011 al 2019 (due delle quali realizzate appositamente per questa mostra messinese) perché fosse evidente il percorso di consapevolezza pittorica e spirituale dell’artista che con il passare degli anni ha ammorbidito una certa aggressività formale mantenendo saldo il suo pensiero sulle cose.

La figura umana si accampa sempre su sfondi neutri per lo più chiari animati da fiori, uccelli o insetti dal forte valore simbolico ma, come dicevo, ha lasciato per strada la sfrontatezza dissacrante degli abbracci, delle pance gonfie, delle cicatrici e delle mani che le accarezzano, le identità femminili celate da parrucche stranianti, da bende che coprono il sesso in quella mortificazione del corpo denunciata dall’artista con urli sovrumani. Potenza della dea madre, potenza dell’utero che è calice conviviale, Graal contenente l’unico sangue che non è ferita e morte e che il mondo nella maggioranza delle sue culture “avanzate” e uniformate continua da troppo tempo a negare.

La sua pittura ha una cifra stilistica inconfondibile e coerente che si ammorbidisce col tempo fino a giungere alla purezza lirica di opere come L’Allucinata del 2017, Il velo dell’illusione, Le sette rose del 2018 o La regina delle api del 2019, in cui gli elementi zoomorfi non brulicano più sullo sfondo mentre foglie e fiori, memori delle teatrali metamorfosi barocche – e penso al gruppo di Apollo e Dafne di Bernini- cominciano a spuntare da falangi, omeri, ciocche di capelli. La luce degli occhi poi, la lenticolarità delle gocce di sudore o delle lacrime, la polpa succosa degli acini maturi o la lucentezza delle unghie rimandano allo stupore epidermico di una pittura concreta che, più che all’iperrealismo, trovo vicinissima, anche per la sua forza simbolica, alla pittura fiamminga del XV secolo con la quale sembra combinarsi il senso onirico di certe visioni preraffaellite e simboliste nonché quel senso del corpo che il dottor Freud aveva disvelato nelle sue pulsioni agli occhi di Klimt e di Schiele. Jara si presenta qui a Messina così com’è, un po’ Matrioska (come la Matrioska porta dentro di se un universo fatto di storie che stanno dentro altre storie – quelle individuali dentro quelle collettive, quelle collettive dentro quelle di “genere”) e un po’ Masciara messapica intenta a ricucire il filo di misteri e magie ancestrali per portarli davanti ai nostri occhi come un altro finale possibile alla storia del mondo”. Mariateresa Zagone

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Mon, 11 Mar 2019 17:04:36 +0000 http://www.mutualpass.it/post/970/1/bodiesefaces-fino-al-31-marzo-la-mostra-melacarne-di-jara-marzulli
Il manuale dell’inquisitore - Bernardo Gui http://www.mutualpass.it/post/969/1/il-manuale-dell-inquisitore-bernardo-gui http://www.mutualpass.it/post/969/1/il-manuale-dell-inquisitore-bernardo-gui]]> Il romanzo storico e il fantasy di ambientazione medievale hanno spesso trasformato in personaggi letterari figure chiave del Medioevo, conferendo a queste personalità un’aurea leggendaria che altrimenti probabilmente non avrebbero avuto. Tra queste figure un posto di primo piano è spesso stato riservato agli inquisitori. Basti pensare ad esempio alla saga fantasy sull’inquisitore Nicolas Eymerich di Valerio Evangelisti o al frate domenicano Bernardo Gui, figura di spicco de “Il Nome della rosa” di Umberto Eco, in questi giorni tornato alla ribalta grazie alla serie televisiva targata Rai.

A mio modo di vedere per comprendere al meglio il romanzo di Eco è quanto mai opportuno leggere “Il manuale dell’inquisitore” di Bernardo Gui – il titolo originale è Practica Officii Inquisitionis Hereticae Pravitatis (parte V) ­­­– tradotto dal latino da Michela Torbidoni e pubblicato recentemente per la prima volta in italiano dalla Newton Compton Editori. In quest’opera l’inquisitore di Limoges analizza le principali sette religiose tacciate di eresia dalla Chiesa dell’epoca e che ritroviamo, perlomeno alcune, anche nel Nome della rosa. Le sette analizzate nel dettaglio sono i manichei (in pratica i catari), valdesi, pseudo-apostoli, beghini, giudei e gli indovini e invocatori di demoni. Dalla lettura dell’opera di Gui apprendiamo certamente una scarsa tolleranza verso i dissenzienti alla Chiesa costituita, ma anche un acceso dibattito spirituale sull’uomo e sull’anima.

“Il manuale dell’inquisitore” è a mio parere un importante documento storico per comprendere un aspetto buio della storia dell’umanità. Scritto tra il 1316 e il 1321 – qualche anno prima rispetto all’apparizione di Gui nel monastero medievale del Nord Italia che fa sfondo al romanzo di Eco – il manuale dell’inquisitore riempì all’epoca un grave vuoto legislativo. Prima di Gui c’erano soltanto bolle papali miranti a incentivare i processi dell’Inquisizione, come ad esempio l’Ad abolendam di Lucio III del 1184, o ad accordare agli inquisitori l’utilizzo della tortura per estorcere le confessioni degli eretici, come è il caso dell’Ad extirpanda di Innocenzo IV del 1252; tuttavia non c’era alcuna norma, come afferma Marcello Simoni nell’introduzione storica al Manuale, che facesse una distinzione “tra la procedura criminale ordinale e quella rivolta alla condanna del crimen heresiae”.

L’opera di Gui ha avuto all’epoca il merito di porre un ordine a questo caos legislativo, riunendo in tal modo teoria e prassi. Come ha notato lo storico del cristianesimo Grado Giovanni Merlo, citato da Simoni nella sua Introduzione, “l’efficace operare dell’inquisitore non può fare a meno di trovare legittimazione e legittimità sul piano teologico, ecclesiologico e giuridico”. Il manuale dell’inquisitore è la quinta e ultima parte della Practica inquisitionis del frate domenicano e si caratterizza per essere un breve trattato sulle sette ereticali diffuse tra il Sud della Francia (Tolosa, Narbona e la Provenza in particolare) e l’Italia settentrionale e un appendice sui modelli d’interrogatorio e le forme di abiura.

Le sette che Bernardo Gui approfondisce maggiormente e su cui si scaglia la sua ira sono i valdesi, i pseudo-apostoli e i beghini. Penso perché fossero le sette ereticali più diffuse nell’area in cui lui operava come inquisitore e che considerava maggiormente pericolose, in quanto miravano a minare le fondamenta del papato che in quel momento si trovava insediato ad Avignone e si caratterizzavano, rispetto alle altre confessioni, per la maggior “scaltrezza volpina”, ambiguità e malizia nelle argomentazioni, che potevano trarre in inganno anche l’inquisitore più erudito e arguto. Inoltre bisogna considerare anche che i catari – da Gui definiti anche manichei – di fatto non costituivano più una vera minaccia né per la Chiesa né per la Francia dei Capetingi, dal momento che con la caduta di Montségur del 1244 e con la morte di Raimondo VII Saint-Gilles, avvenuta il 27 settembre 1249, si ha la fine del catarismo e dell’indipendenza della Contea di Tolosa (già di fatto sancita con il trattato del Giovedì Santo del 12 aprile 1229, concepito e realizzato dalla reggente Bianca di Castiglia, con il quale Raimondo VII dovette sottomettersi, scalzo e in camicia, alla dinastia Capetingia e dare in sposa la figlia a uno degli eredi di Luigi VIII) con la conseguente annessione al regno di Francia.

Per quanto riguarda le restanti sette, l’opera di Gui costituisce una testimonianza dell’antisemitismo presente nella società europea medievale e il disprezzo più totale che gli ecclesiastici provavano per gli ebrei convertiti al cristianesimo che poi sono ritornati al giudaismo. Infine, seppur poco approfondito, nella sua critica agli “indovini e invocatori di demoni” il celebre inquisitore fornisce anche una descrizione dei culti pagani (in particolare il culto delle fate), delle fatture e delle superstizioni popolari presenti in Europa nel XIV secolo. Per ogni setta Bernardo Gui prevede domande differenti da rivolgere all’accusato per poter arrivare ad estorcere la piena confessione e l’abiura. Inoltre bisogna variare la disposizione delle domande di volta in volta per non farsi gabbare dal presunto eretico e inserire nel documento processuale soltanto le domande e le relative risposte che meglio evidenziano l’eresia in esame. Dalla lettura de “Il manuale dell’inquisitore” possiamo infine evincere come la reputazione di Gui di inquisitore inflessibile non fosse esagerata. Nel corso della sua carriera il frate domenicano emise, come evidenzia Simoni nell’introduzione sopramenzionata, “938 sentenze di condanne individuali e 45 condanne a morte, riguardanti soprattutto il Sud della Francia e pronunciate per la maggior parte a Tolosa, sotto le arcate della cattedrale di Saint-Étienne”.

In conclusione “Il manuale dell’inquisitore” è un opera a mio parere imprescindibile per chi vuole approfondire il Medioevo e leggere “Il nome della rosa” di Umberto Eco a un livello più profondo.     

Roberto Cavallaro


Dedalus Libreria - Via Camiciotti 16/18 Messina

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Mon, 11 Mar 2019 10:30:31 +0000 http://www.mutualpass.it/post/969/1/il-manuale-dell-inquisitore-bernardo-gui
Ernesto Francia - Coraggio e ribellione, le donne calabresi contro la ’ndrangheta http://www.mutualpass.it/post/968/1/ernesto-francia-coraggio-e-ribellione-le-donne-calabresi-contro-la-ndrangheta http://www.mutualpass.it/post/968/1/ernesto-francia-coraggio-e-ribellione-le-donne-calabresi-contro-la-ndrangheta]]> L’8 marzo di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Donna, un’occasione per ricordare progressi in ambito economico, politico e culturale raggiunti dalle donne in tutto il mondo. Questo riconoscimento si basa su un principio universale che prescinde da divisioni, siano esse etniche, linguistiche, culturali, economiche o politiche.

Per l’occasione vogliamo consigliarvi la lettura di un libro unico ed interessante, “Coraggio e ribellione, le donne calabresi contro la 'ndrangheta” di Ernesto Francia, un libro che, partendo dal ruolo delle donne nelle maggiori organizzazioni mafiose italiane (Cosa Nostra, Camorra e 'Ndrangheta), segue un percorso che conduce i lettori da fine Ottocento fino ai nostri giorni, analizzando tutti gli aspetti e l'evoluzione delle figure femminili in ambito mafioso. In particolare, nella seconda parte del libro, l'attenzione si concentrerà sulla vita delle singole donne calabresi che hanno deciso di ribellarsi e diventare collaboratrici e testimoni di giustizia. L'autore ha, inoltre, condotto un lavoro di ricerca presso l'Archivio di Stato di Messina al fine di riportare alla luce i primi processi giudiziari nei quali comparissero donne calabresi ad inizio Novecento.

"Un uomo che tradisce la propria cosca divenendo collaboratore è un soggetto da punire perché il suo esempio non venga seguito da altri. Una donna che fa la stessa cosa è un'onta per l'intera organizzazione, costituisce un pericolo per la stessa sopravvivenza della cosca, spezza il vincolo dei legami di sangue e dei valori che solo la donna nell'ambito familiare custodisce e tramanda. Il tradimento della donna assume sempre valenza eversiva. Per questo le mafie, e la 'ndrangheta in particolare, uccidono senza pietà, se solo ne hanno l'occasione, le donne divenute collaboratrici o testimoni di giustizia. Ma le donne, anche nella 'ndrangheta, stanno aprendo gli occhi." (dalla prefazione di Giuseppe Creazzo)


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Fri, 8 Mar 2019 16:57:38 +0000 http://www.mutualpass.it/post/968/1/ernesto-francia-coraggio-e-ribellione-le-donne-calabresi-contro-la-ndrangheta
Fino al 19 Marzo la personale di Roberto Collodoro http://www.mutualpass.it/post/967/1/fino-al-19-marzo-la-personale-di-roberto-collodoro http://www.mutualpass.it/post/967/1/fino-al-19-marzo-la-personale-di-roberto-collodoro]]> Sabato 2 marzo 2019 è stata inaugurata presso lo storico Palazzo D’Amico di Milazzo la mostra personale dell’artista gelese Roberto Collodoro dal titolo [R]EVOLUTION CAP.3.

L’evento promosso dal Comune di Milazzo, è il primo appuntamento dell’anno con la Rassegna artistica “ContemporaneaMente artisti siciliani in mostra” ideata e curata da Gabriella Papa. Il progetto nasce con l’intento di creare, attraverso le mostre, momenti di contatto e condivisione con nuove realtà artistiche siciliane, ed in particolare promuovere giovani artisti, affermati o emergenti, con interessanti curriculum di mostre e iniziative in Italia e all’estero. Le loro esperienze artistiche ed i loro progetti, trovano accoglienza nel prestigioso Palazzo D’Amico, da anni fondamentale centro culturale della Città.

Nella mostra [R]evolution, i personaggi ritratti da Collodoro, forse autentici forse del tutto inventati, sono uomini e donne dai volti consumati dal tempo, con rughe profonde e piccoli occhi incavati. Hanno un nome e ognuno una storia da raccontare e sono ricordi di infanzia e di vita quotidiana, di amori e di sofferenze, di silenziosi sacrifici e di fugaci momenti di felicità. Dalle loro espressioni non traspare alcun sorriso, ma è la loro pelle scarificata e trasformata ad esprimere le emozioni. Street Art e ritrattistica si incontrano e si fondono sulla tela su cui viene steso un sottile strato di cemento che amplifica l’effetto dei solchi della pelle vissuta.

La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta al pubblico dal 2 al 19 marzo e potrà essere visitata dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 e dal martedì al sabato, anche il pomeriggio, dalle ore 15 alle 18.

Roberto Collodoro, in arte RoBiCo, è nato a Caltagirone nel 1986. Le sue opere sono frutto di una lunga e profonda ricerca interiore e si collocano tra reale e surreale. Alla fine del 2014 inizia un tour di Street Art in giro per la Sicilia e partecipa a numerosi eventi e concorsi in tutta Italia: al contest PanchinArt 2.0. di Maiori, ad Aosta e al premio Arte Laguna classificandosi tra i primi posti. La sua arte si avvicina presto alla tradizione siciliana con l’originale serie delle Teste di Moro, dapprima su tela e poi su ceramica calatina, veri e propri pezzi di design. Uno dei suoi murales figura nella guida “Street art in Sicilia”, edita da Flaccovio. A luglio del 2018 dipinge la sua idea di Eternità in una delle stanze dell'Antica Casa Nebiolo, raffigurando due volti di anziani, sospesi in un bacio senza tempo. Da qui inizia l'esperienza della “Tavola di Migliandolo”, un cenacolo artistico che lo vede fra gli artisti fondatori. Nel febbraio 2019 realizza il murale Loneliness per il nuovo showroom inaugurato a Malta e tra i prossimi progetti è previsto un ciclo di mostre con il collettivo “Tavola di Migliandolo” presso la Fabbrica del Vapore a Milano, presso il Polo Museale Astigiano e il Museo Diocesano di Asti.


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Thu, 7 Mar 2019 17:44:55 +0000 http://www.mutualpass.it/post/967/1/fino-al-19-marzo-la-personale-di-roberto-collodoro
I 5 più grandi successi di Lucio Battisti http://www.mutualpass.it/post/966/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-battisti http://www.mutualpass.it/post/966/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-battisti]]> Nato a Poggio Bustone, in provincia di Rieti, il 5 marzo 1943, Lucio Battisti da autodidatta scoprì le infinite possibilità della chitarra, contaminando il pop nazionale con la musica nera e il rock d'oltreoceano. Dopo le prime apparizioni a Milano con la band "I campioni", incontrò il paroliere Giulio Repetti, in arte Mogol, e con lui iniziò un lungo sodalizio, il più prolifico nella storia della musica italiana.

Al successo di "Balla linda" del 1968 ne seguirono tanti altri, da "Non è Francesca" a "Emozioni", da "Acqua azzurra acqua chiara" (che vinse il FestivalBar) a "La canzone del sole", che per oltre un decennio lo proiettarono ai vertici delle classifiche. Di contro il suo essere in anticipo sui tempi e alla continua ricerca di innovazioni, unito alla personalità schiva e libera da appartenenze politiche, lo rese oggetto di critiche e illazioni ingenerose, spingendolo a disertare le apparizioni in pubblico e sui media.

L'ultima fase artistica, dopo la separazione da Mogol, fu segnata dalla collaborazione con il poeta Pasquale Panella, la cui poetica ermetica influenzò album come "Don Giovanni" ed "Hegel", non toccati dallo stesso successo dei precedenti. Oltre alle canzoni, di Battisti si ricordano gli straordinari duetti, su tutti quello con Mina.

Lucio Battisti è considerato da molti il più grande cantautore della musica leggera italiana, punto di riferimento per generazioni di artisti. Le sue canzoni sono ancora attuali e continuano a regalare sempre le stesse emozioni. Noi vogliamo ricordarlo attraverso i suoi 5 successi più belli:

 

5 - Pensieri e Parole (1971) 

 

4 - Emozioni (1970) 

 

3 - Mi ritorni in mente (1970) 

 

2 - I giardini di marzo (1972) 

 

1 - Il mio canto libero (1972) 

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Tue, 5 Mar 2019 16:05:01 +0000 http://www.mutualpass.it/post/966/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-battisti
I quadri di Nino Rigano in mostra con "Arte in Laboratorio" http://www.mutualpass.it/post/965/1/i-quadri-di-nino-rigano-in-mostra-con-arte-in-laboratorio http://www.mutualpass.it/post/965/1/i-quadri-di-nino-rigano-in-mostra-con-arte-in-laboratorio]]> I visitatori della mostra dell’artista Nino Rigano, inaugurata nei locali di via Maddalena 24 a Messina (2010 Group - dott. Luigi Mondello), sono rimasti immediatamente affascinati dall’originalità dei quadri esposti, che sarà possibile ammirare fino al 30 marzo. 

Il team di MutualPass, coordinato dal dott. Luigi Mondello e dal dott. Daniele Di Bartolo, che cura e promuove l’ambizioso progetto Arte in Laboratorio, ha centrato, quindi, l’obiettivo prefissato; trasformare il laboratorio d’analisi 2010 Group in una vera e propria galleria d’arte. Una sensazione di qualcosa di diverso dal consueto che traspare dalle parole dello stesso Rigano: “Si tratta di un esperimento stimolante. Per la prima volta espongo in un centro d’analisi, in uno spazio non più legato unicamente alla malattia ed al disagio fisico. Si crea, così, una relazione tra il pittore ed un pubblico nuovo. Mi devo, quindi, complimentare con coloro che hanno creato questo evento culturale a Messina”. Molti quadri non sono su tela, come mai? “Preferisco il cartone perché è più facile da manipolare e distruggere. Permette di esprimermi con maggiore facilità”. Messina è spesso protagonista. “Dipingo la Messina del passato e quella del presente. Mi soffermo, soprattutto, sui luoghi che reputo particolarmente interessanti, come ad esempio le piazze”.      

NINO RIGANO è un artista veterano, ha visto tutta la Messina del secondo ‘900. Era con Togo ed Enzo Celi sulle strade della città peloritana degli anni ‘60, quando dalle parti dello Stretto si raccoglievano, talvolta, le migliori novità dell’arte contemporanea italiana. Di questo ambiente vivace si è molto scritto, con toni giustamente deferenti. Tuttavia, credo che le idealizzazioni non tengano bene il fuoco sulla verità fattuale, spesso più gustosa e divertente.

E’ un testimone di quella stagione ed un’incarnazione di tipo d’uomo e di artista che è distante, per certi versi più in alto, rispetto al tempo presente. Mi è capitato di parlare con lui in diverse occasioni: la sua grande esperienza si manifesta in una sentenza rapida, né spietata né generosa. L’incisività della sua visione, delle opinioni, corrisponde alla felicità della pittura, rapida e piena di trasporto emotivo e di compenetrazione. Eppure Rigano è partito alla fine degli anni ‘50 con un disegno preciso, diligente, orgogliosamente plastico.  Quella tensione sfolgorante, volta all’affermazione delle proprie capacità col tempo è diventata l’anima di un gioco a raccontare storie mitiche e pezzi di realtà.  Rigano ha tenuto quel segno robusto, l’ottima linea che sbozza i piani dell’immagine, e che poi si ritira, per sostenere un colore animato da una pennellata spadaccina in movimento veloce, frizzante, talvolta piana e diafana, talvolta densa e carica. Lavora principalmente su carta e cartone, che spesso riadatta in formati di grandi dimensioni. Donne, famiglie, pezzi della città di Messina, miti del medioevo e sacre rappresentazioni. Rigano con questo linguaggio primitivo, fanciullo, racconta la realtà nell’essenza struggente, quella del sorriso spontaneo della vita. (Mosè Previti)       


Omar Menolascina

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Tue, 5 Mar 2019 10:04:50 +0000 http://www.mutualpass.it/post/965/1/i-quadri-di-nino-rigano-in-mostra-con-arte-in-laboratorio
Francesco Galletti per la prima volta in mostra a Messina fino al 19 marzo http://www.mutualpass.it/post/964/1/francesco-galletti-per-la-prima-volta-in-mostra-a-messina-fino-al-19-marzo http://www.mutualpass.it/post/964/1/francesco-galletti-per-la-prima-volta-in-mostra-a-messina-fino-al-19-marzo]]> Fino al 19 Marzo la mostra "I quattro elementi" di Francesco Galletti, la prima nella sua città natale, presso l'Apollo Spazio Arte di via Cesare Battisti a Messina.

"Presentare un artista alla prima personale nella sua città natale è sempre un compito piacevolmente carico di responsabilità e di sfide. L’iniziazione al mondo dell’arte segue traiettorie speciali e non esistono percorsi stabiliti: lo sviluppo e le prospettive di un artista sono materia misteriosa, il lavoro artistico smentisce continuamente quanto si è costruito.Tuttavia, l’esordio è un momento importante e delicatissimo perché in esso l’artista e il pubblico iniziano il loro rapporto: è il primo passo di una lunga relazione in cui sono frequenti e necessari gli scambi tra i ruoli di osservatori e di osservati. Francesco Galletti si è lungamente preparato a questo momento approntando i mezzi della sua espressione attraverso la formazione accademica e un attento studio dei grandi maestri dell’arte contemporanea: Pollock, De Kooning e l’espressionismo astratto americano.

Nella lezione di questi inquieti e potenti numi tutelari ha sviluppato lo strumento principale della sua arte: il segno. Il segno è la forma dell’espressione, l’unità linguistica con cui viene svelato il contenuto, la forma del pensiero e anche la manifestazione dell’io psicologico.
Francesco Galletti ha compreso il potenziale di questo strumento e in questo ciclo di opere mette alla prova le possibili combinazioni del suo segno all’interno di libere partiture di forme, toni, colori. Si tratta di un segno forte, vorticoso, sincopato e insistito, con cui l’artista crea un magma cromatico incandescente dove la scansione delle superfici, attraverso potenti sciabolate di pittura, crea un organico e multipolare campo di forze. L’artista ha messo alla prova la sua capacità di orchestrare questo linguaggio spontaneo attraverso il limite lineare di una possibile cornice pittorica, organizzando i segni anche in confronti tra diversi volumi, dove un segreto movimento nasce dal contrasto e le tensioni della sua pittura. Nei lavori presenti in mostra, l’impeto creativo trova spazio per organizzarsi in nuovi lessici di forme, dove il segno si fa elemento generativo di possibili architetture, all’interno delle quali l’occhio si muove continuamente incalzato dal pungolare degli angoli, delle linee serpentinate e spezzate, dai punti. Questa notazione, prevalentemente composta da toni scuri, è di volta in volta smorzata o contrastata dalle velature di colore che aprono sulla tela come armonizzazioni del discorso ritmico del segno. Esistono però anche episodi in cui l’artista prova la strada di un’integrazione giungendo a composizioni più morbide e “pittoriche”, esplicitando la creatività duttile e ricca di possibilità dell’artista.

La mostra oltre alle opere pittoriche, comprende anche un gruppo di opere grafiche che ci consentono di dare uno sguardo ravvicinato al laboratorio segnico dell’artista. Nella superficie della lastra, Galletti concentra la sua vena inventiva immaginando concerti di fantasiosi e originali movimenti del segno che da elemento prettamente lineare si trasforma in un corpo dinamico dalle forti caratterizzazioni plastiche. Sembra quasi che l’artista abbia instillato una scintilla di perpetuo movimento a queste vorticose girali in cui l’occhio indugia sui piacevoli effetti del colore all’interno dei solchi tracciati sulla lastra. Questo gruppo di opere grafiche costituisce certamente uno strumento per uno sguardo ravvicinato sulla genesi e i possibili sviluppi dell’arte di Francesco Galletti, tuttavia si tratta di un lavoro che va compreso per il suo valore autonomo e per le soluzioni specifiche che l’autore sperimenta. Le dimensioni ridotte consentono all’artista di sintetizzare con nettezza e linguaggio pregnante gli elementi della sua espressività. Su ampi e variegati campi cromatici, i segni di Galletti disputano battaglie d’avanguardia, retrocedendo o innestandosi in danze vorticose dove il segno minaccia di travolgere anche i limiti dell’opera. La tensione gestuale qui trova il metodo di un’ingegneria espressiva che scompone continuamente lo spazio e fa scontrare i segni in una tensione senza soluzione di continuità. D’altra parte, l’artista ha deciso di assegnare ai quattro elementi del mondo, Terra, Acqua, Aria e Fuoco la paternità della sua mostra d’esordio. Un battesimo ideale nelle forze costitutive della realtà e coerente con l’impeto creativo di Galletti che con questo interessante ciclo di lavori inizia la sua avventura nel mondo dell’arte."

Mosè Previti

 

FRANCESCO GALLETTI

È nato a Messina nel 1991, città dove oggi vive e lavora. Dopo il diploma al Liceo Artistico, si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti “Kandiskij” di Messina. Nell’agosto dello stesso anno, partecipa al XXVII concorso di pittura nazionale del Castello di Spadafora (Me) conseguendo il secondo premio della critica. All’ottobre del 2018, risale la sua prima personale alla Villa Barone Alfieri di Pozzallo.


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Mon, 4 Mar 2019 15:41:06 +0000 http://www.mutualpass.it/post/964/1/francesco-galletti-per-la-prima-volta-in-mostra-a-messina-fino-al-19-marzo
I 5 più grandi successi di Lucio Dalla http://www.mutualpass.it/post/963/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-dalla http://www.mutualpass.it/post/963/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-dalla]]> Lucio Dalla rientra di diritto nel gotha dei cantautori italiani, artista a 360 gradi, Lucio ha interpretato l'arte nelle sue svariate forme, dalla musica al cinema, passando per la pittura.

Nato a Bologna il 4 Marzo fu un bambino prodigio, imparando a suonare fisarmonica e clarinetto e recitando a teatro, quando ancora sedeva tra i banchi delle elementari. La passione per il jazz scandì la prima fase da professionista (suonò con un mostro sacro del calibro di Jeff Backer), nel corso della quale girò anche spot pubblicitari e debuttò al cinema come attore (tra cui in "I sovversivi" dei fratelli Taviani).

Gli insuccessi di quegli anni lo portarono a cambiare genere, avvicinandosi alla musica leggera che gli diede le prime grandi soddisfazioni all'inizio degli anni Settanta con 4 marzo 1943 (terza al Festival di Sanremo 1971) e Piazza grande, entrate entrambe nel repertorio classico della canzone italiana.  Dall'album "Come è profondo il mare" si consacrò come cantautore, scrivendo testi di rara profondità per sé e per altri artisti, alcuni dei quali scoperti dallo stesso Dalla, come Luca Carboni, Samuele Bersani e gli Stadio.

Protagonista di duetti memorabili con, tra gli altri, De Gregori e Pavarotti, ottenne prestigiosi riconoscimenti, quali la Targa Tenco (per il brano Caruso), due David di Donatello (1982 e 1989), tre Nastri d'argento (1982, 1996, 2004) e la laurea honoris causa in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo presso l'Università di Bologna.

Vogliamo festeggiare l'anniversario della sua nascita ricordandone i 5 più bei successi:

 

5 - Com'è profondo il mare (1977)

 

4 - Caruso (1986)

 

3 - Piazza Grande (1979)

 

2 - 4 Marzo 1943 (1971)

 

1 - L'anno che verrà (1979)

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Mon, 4 Mar 2019 10:18:44 +0000 http://www.mutualpass.it/post/963/1/i-5-piu-grandi-successi-di-lucio-dalla
3 Marzo 2019 - Giornata Mondiale dell’Udito e dell’Orecchio http://www.mutualpass.it/post/962/1/3-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-udito-e-dell-orecchio http://www.mutualpass.it/post/962/1/3-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-udito-e-dell-orecchio]]> Il 3 Marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'udito e dell'orecchio, istituita nel 2007 in occasione della Conferenza Internazionale sulla prevenzione e la riabilitazione del deficit uditivo a Pechino. La Giornata mira a sensibilizzare e promuovere l'assistenza uditiva e uditiva in tutto il mondo.

Piu’ di 360 milioni di persone nel mondo soffrono di disabilita’ uditive e perdita di udito. Una persona su tre con più di 65 anni d’età, per un totale di 165 milioni nel mondo, vive con una perdita dell’udito. E anche se vi sono strumenti e protesi per farvi fronte, non ne sono prodotte a sufficienza. Oltre agli anziani, vi sono anche 32 milioni di bambini sotto i 15 anni colpiti da perdita dell’udito e la causa principale sono infezioni dell’orecchio, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. La maggior prevalenza di disabilita’ uditive si ha nell’Asia meridionale e del Pacifico, e nell’Africa sub-Sahariana. 

Il tema di quest'anno è “Check Your Hearing”, cioè “controlla il tuo udito” e attirerà l'attenzione sul previsto aumento del numero di persone con problemi di udito in tutto il mondo nei prossimi decenni. Si concentrerà sulle strategie preventive per arginare l'aumento e delineare le fasi per garantire l'accesso ai servizi di riabilitazione necessari e agli strumenti e ai prodotti di comunicazione per le persone con problemi di udito.

Per l'occasione l'OMS ha lanciato una app per monitorare il livello di percezione dei suoni. L’app è gratuita per dispositivi mobili, si chiama HearWHO e consente di fare da soli un semplice screening: agli utenti viene chiesto di ascoltare e inserire sul proprio smartphone una serie di tre numeri, registrati su diversi livelli di suono di sottofondo. L’app visualizza il punteggio degli utenti e memorizza il risultato in modo che l’utente possa monitorare lo stato dell’udito nel tempo.

Sul sito ufficiale della WHO è possibile avere tutte le informazioni.


Medika - Card della Salute

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Sun, 3 Mar 2019 13:55:22 +0000 http://www.mutualpass.it/post/962/1/3-marzo-2019-giornata-mondiale-dell-udito-e-dell-orecchio
Accadde oggi... 1 Marzo - Le 5 opere più belle di Botticelli http://www.mutualpass.it/post/961/1/accadde-oggi-1-marzo-le-5-opere-piu-belle-di-botticelli http://www.mutualpass.it/post/961/1/accadde-oggi-1-marzo-le-5-opere-piu-belle-di-botticelli]]> Alessandro Filipepi, detto Sandro e poi soprannominato Botticelli (dal soprannome di un suo fratello), nasce a Firenze l'1 Marzo del 1445.

Il padre è un benestante conciatore di pelli che può permettersi che suo figlio Sandro, segua studi letterari ed artistici. Sandro Botticelli prima lavora nella bottega orafa del fratello, poi, per tre anni fa l'apprendistato pittore nella bottega dell'anziano pittore di successo Filippo Lippi. Al termine di questo periodo, apre una sua bottega e fa da aiutante al già famoso scultore Andrea del Verrocchio e ottiene i primi incarichi da pittore.

Nel 1472 Botticelli si scrive all'Accademia di San Luca e diventa uno degli artisti prediletti di Lorenzo il Magnifico.  La "Primavera", il dipinto forse più famoso del Botticelli, viene commissionato dai fratelli Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco de' Medici; la bellissima donna che impersona la primavera, è la perfetta rappresentazione letteraria della Donna simbolica dell'umaneismo, segno di misura, di virtù, di bellezza, poesia e armonia del cosmo.

Nel 1481, Botticelli, come tutti i pittori in vista, viene invitato a Roma da Papa Sisto IV che lo incarica, con il Ghirlandaio, il Pinturicchio, il Perugino e Cosimo Rosselli, di realizzare la decorazione delle pareti della Cappella Sistina appena terminata. A Firenze, Botticelli, che non ha ancora quarant'anni, è nel pieno della sua maturazione artistica e dipinge alacremente splendide opere religiose, quali la "Madonna del Magnificat", la "Storia di Nastagio degli Onesti", la "Madonna della Melagrana" e la "Madonna Bardi". Nel 1485 nasce un altro incredibile capolavoro: la "Nascita di Venere”. Il pittore, dopo essere stato per molti anni oberato da commissioni di ogni genere, tanto che molte sue opere venivano eseguite in gran parte dai suoi discepoli, vede il lavoro diminuire inesorabilmente. Il suo stile pittorico, risulta superato dallo stile dei nuovi pittori che tengono conto anche della Prospettiva, come Michelangelo, Leonardo, Raffaello e muore completamente dimenticato nel maggio del 1510.

Sandro Botticelli è sicuramente uno dei più grandi maestri del Rinascimento.

 

Vi proponiamo le 5 più belle opere, scelte da noi, di Sandro Botticelli:

 

5) Natività Mistica (1500/1501) - National Gallery di Londra

 

4) Calunnia (1494) - Galleria degli Uffizi di Firenze

 

3) Adorazione dei Magi (1475–1476) - Galleria degli Uffizi di Firenze

 

2) Nascita di Venere (1484–1486) - Galleria degli Uffizi di Firenze

 

1) Primavera (1478 e il 1482) - Galleria degli Uffizi di Firenze


Fonti Bibliografiche: settemuse.it

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Fri, 1 Mar 2019 17:44:12 +0000 http://www.mutualpass.it/post/961/1/accadde-oggi-1-marzo-le-5-opere-piu-belle-di-botticelli
"Arte in Laboratorio" presenta la mostra di Nino Rigano http://www.mutualpass.it/post/960/1/arte-in-laboratorio-presenta-la-mostra-di-nino-rigano http://www.mutualpass.it/post/960/1/arte-in-laboratorio-presenta-la-mostra-di-nino-rigano]]> Si susseguono gli appuntamenti di “Arte in Laboratorio”. Sabato 2 marzo è in programma (ore 11), nei locali di via Maddalena 24 a Messina (Studio 3 - dott. Luigi Mondello), l’inaugurazione della mostra dell’artista Nino Rigano, che sarà possibile visitare fino al 30 marzo.

Il team di MutualPass, coordinato dal dott. Luigi Mondello e dal dott. Daniele Di Bartolo, che cura e promuove l’iniziativa, punta a trasformare il laboratorio d’analisi 2010 Group in una vera e propria galleria d’arte. L’ambizioso progetto sta ricevendo, nel corso dei mesi, il sempre maggiore consenso del pubblico, che può ammirare le opere in spazi non più legati unicamente alla malattia ed al disagio fisico. Questo percorso è cominciato con “Quadro Clinico-Stare Bene con Arte”, l’evento culturale realizzato, lo scorso anno, nella Chiesa di Santa Maria Alemanna. Dal canto loro, gli artisti possono esporre in luoghi inusuali, avendo, così, l’opportunità di far conoscere la loro arte ad una platea eterogenea e curiosa.  

NINO RIGANO è un artista veterano, ha visto tutta la Messina del secondo ‘900. Era con Togo ed Enzo Celi sulle strade della città peloritana degli anni ‘60, quando dalle parti dello Stretto si raccoglievano, talvolta, le migliori novità dell’arte contemporanea italiana. Di questo ambiente vivace si è molto scritto, con toni giustamente deferenti. Tuttavia, credo che le idealizzazioni non tengano bene il fuoco sulla verità fattuale, spesso più gustosa e divertente. Rigano è un testimone di quella stagione ed un’incarnazione di tipo d’uomo e di artista che è distante, per certi versi più in alto, rispetto al tempo presente. Mi è capitato di parlare con lui in diverse occasioni: la sua grande esperienza si manifesta in una sentenza rapida, né spietata né generosa. D’altra parte, l’incisività della sua visione, delle opinioni, corrisponde alla felicità della pittura, rapida e piena di trasporto emotivo e di compenetrazione. Eppure Rigano è partito alla fine degli anni ‘50 con un disegno preciso, diligente, orgogliosamente plastico.  Quella tensione sfolgorante, volta all’affermazione delle proprie capacità col tempo è diventata l’anima di un gioco a raccontare storie mitiche e pezzi di realtà. 

Rigano ha tenuto quel segno robusto, l’ottima linea che sbozza i piani dell’immagine, e che poi si ritira, per sostenere un colore animato da una pennellata spadaccina in movimento veloce, frizzante, talvolta piana e diafana, talvolta densa e carica. L’artista usa campiture ritmate di sovrapposizioni segnico-cromatiche, esito di una certa gestualità, sfacciatamente giocosa, che non ha nessun complesso tecnico, nessuna esigenza di dimostrare la capacità del racconto per immagini, fatto palese, cifra stilistica sua specifica, a mio avviso. L’artista si diverte un mondo e lo dichiara nella strabordante produzione, cambiando stesura, soggetti, generi e sconfinando felicemente anche nell’astratto. Lavora principalmente su carta e cartone, supporti che spesso riadatta in formati di grandi dimensioni. Donne, famiglie, pezzi della città di Messina, miti del medioevo e sacre rappresentazioni. Rigano con questo linguaggio primitivo, fanciullo, racconta la realtà nella sua essenza struggente, quella del sorriso spontaneo della vita.

I lavori di questa mostra hanno tutti questo lieto slancio fiorito, l’artista però non è affatto ingenuo, è piuttosto studiato, astuto. La bidimensionalità ostentata, la ripetizione delle forme, aperte, ma totalmente definite, conduce lo spettatore in un mondo sospeso, tra appassionato sogno ed elegia del passato lontano. È un’affabulazione da regista consumato, l’arte delle immagini come libro del mondo. In Rigano, la donna domina e l’amore non ha vergogne, è tutto aperto, uno spazio dove lo sguardo dei bambini sembra essere sempre dietro l’angolo, come una presenza, come uno spirito furtivo che è forse l’artista medesimo, innamorato della sua terra e dei fatti piccoli e grandi della storia, di cui oggi appare come un testimone e un narratore irrefrenabile. (Mosè Previti)

 

Date: Dal 2 Marzo al 30 Marzo 2019

Luogo: Via Maddalena, 24 presso Laboratorio di analisi cliniche 2010 Group

Orari e giorni: Dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00

 

Omar Menolascina

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Thu, 28 Feb 2019 17:05:00 +0000 http://www.mutualpass.it/post/960/1/arte-in-laboratorio-presenta-la-mostra-di-nino-rigano
28 Febbraio 2019 - Giornata Mondiale delle Malattie Rare http://www.mutualpass.it/post/959/1/28-febbraio-2019-giornata-mondiale-delle-malattie-rare http://www.mutualpass.it/post/959/1/28-febbraio-2019-giornata-mondiale-delle-malattie-rare]]> La Giornata Mondiale delle Malattie Rare si svolge l'ultimo giorno di febbraio di ogni anno. L'obiettivo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle malattie rare e il loro impatto sulla vita dei pazienti. La campagna si rivolge principalmente al pubblico in generale e cerca anche di sensibilizzare i responsabili politici, le autorità pubbliche, i rappresentanti dell'industria, i ricercatori, gli operatori sanitari e chiunque abbia un interesse vero per le malattie rare. Costruire la consapevolezza su questi disturbi è molto importante perché una persona su venti vivrà con una malattia rara ad un certo punto della propria vita, per molte di esse non esiste una cura e arrivare ad una diagnosi completa è difficile.

Nell'Unione Europea, circa 30 milioni di persone possono essere colpite da una delle oltre 6000 malattie rare esistenti. L'80% delle malattie rare ha identificato origini genetiche mentre altre sono il risultato di infezioni (batteriche o virali), allergie e cause ambientali, o sono degenerative e proliferative. Il 50% delle malattie rare colpisce i bambini.

Oltre 6000 malattie rare sono caratterizzate da un'ampia varietà di disturbi e sintomi che variano non solo da malattia a malattia, ma anche dal paziente al paziente affetto dalla stessa malattia. Sintomi relativamente comuni possono nascondere malattie rare sottostanti che portano a diagnosi errate e ritardare il trattamento. La qualità della vita dei pazienti è influenzata dalla mancanza o dalla perdita di autonomia a causa degli aspetti cronici, progressivi, degenerativi e spesso pericolosi della malattia. Il fatto che spesso non esistano cure efficaci esistenti aumenta l'alto livello di dolore e sofferenza subito dai pazienti e dalle loro famiglie.

Da quando la Giornata delle Malattie Rare è stata istituita da EURORDIS e dal suo Consiglio delle Alleanze Nazionali nel 2008, migliaia di eventi hanno avuto luogo in tutto il mondo, raggiungendo centinaia di migliaia di persone e smuovendo l’interesse e le coscienza attorno ad un problema spesso dimenticato. La campagna è iniziata come un evento europeo e si è progressivamente trasformata in un fenomeno mondiale, con gli Stati Uniti che si sono uniti nel 2009 e la partecipazione in 94 paesi in tutto il mondo nel 2017. Centinaia di città continuano a prendere parte alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare con la speranza di avere sempre più adesioni. Alcuni paesi hanno deciso di sensibilizzare ulteriormente il problema, ad esempio, la Spagna ha dichiarato il 2013 anno nazionale delle malattie rare.

La prima Giornata delle Malattie Rare è stata celebrata nel 2008 il 29 febbraio, una data "rara" che si verifica solo una volta ogni quattro anni. Da allora, la Giornata delle Malattie Rare si è svolta l'ultimo giorno di febbraio, un mese noto per avere un numero "raro" di giorni.


Su rarediseaseday.org è possibile trovare informazioni sulle migliaia di eventi che accadono in tutto il mondo l'ultimo giorno di febbraio e pubblicare la propria iniziativa.

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Thu, 28 Feb 2019 11:17:03 +0000 http://www.mutualpass.it/post/959/1/28-febbraio-2019-giornata-mondiale-delle-malattie-rare
27 Febbraio - Giornata della Lentezza, 7 motivi per cominciarla bene http://www.mutualpass.it/post/958/1/27-febbraio-giornata-della-lentezza-7-motivi-per-cominciarla-bene http://www.mutualpass.it/post/958/1/27-febbraio-giornata-della-lentezza-7-motivi-per-cominciarla-bene]]> Oggi, 27 Febbraio, festeggiamo la Giornata della Lentezza, un’occasione per fermarsi e pensare a sé stessi. Talvolta rallentare i ritmi è un vero toccasana per il corpo e per la mente, un antidoto contro lo stress della vita quotidiana moderna. Senza rendersene conto, molto spesso, si va talmente veloci da non fare attenzione a molte cose importanti, perdendo il gusto del godersi il momento e l’occasione ed è per questo che consigliamo di rivedere le priorità di ogni giorno, dedicare più tempo a se stessi e i propri cari.

Celebriamo questa giornata cominciandola nel modo giusto, a partire dalla colazione. Secondo uno studio dell’Osservatorio Doxa/Unionfood “Io Comincio bene”, in media, gli italiani, dedicano 10 minuti al primo pasto della giornata, scendendo a 5 minuti per il 20% della popolazione. Affrontare con calma la colazione è fondamentale per la ripresa di tutte le funzioni fisiche e mentali, consente di preparare il nostro corpo con equilibrio, di migliorare e stimolare la comunicazione in famiglia e di riuscire a organizzare e pianificare al meglio la nostra giornata.

Sul blog www.iocominciobene.it, Silvia Migliaccio, medico nutrizionista e docente dell'Università degli studi "Foro Italico" di Roma, e Paola Medde, dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, svelano quanto conta rallentare a colazione e consigliano di provare a rallentare in 7 punti:

 

#1 PIÙ ENERGIA E VITALITÀ CON UN MENÙ COMPLETO AL MATTINO

Consumare con calma il primo pasto della giornata consente di preparare un pasto equilibrato e di prestare la giusta attenzione a questo momento.

 

#2 GRAZIE AL RISVEGLIO “LENTO” LA GIORNATA SI AFFRONTA CON MAGGIORE SERENITÀ

Molti studi oggi concordano sull’utilità del “risveglio lento. Prendersi del tempo, come quello destinato alla colazione, può aiutarci ad affrontare la giornata in modo più attivo e soprattutto sereno.

 

#3 MANGIARE CON CALMA FACILITA I PROCESSI DIGESTIVI

Spendere del tempo in più per mangiare con la giusta calma può ottimizzare i processi digestivi, consente di assorbire tutti i nutrienti fondamentali per il mantenimento del benessere del nostro organismo e iniziare bene la giornata.

 

#4 UNA COLAZIONE CONSUMATA LENTAMENTE AIUTA LA COPPIA

La mattina è il momento migliore per parlare, con il partner e con i propri cari, dei propri progetti, degli impegni che ci attendono.

 

#5 LA COLAZIONE “SLOW” STIMOLA IL DIALOGO IN FAMIGLIA

Dal punto di vista psicologico, il risveglio è una transizione da uno stato alterato di coscienza (il sonno più o meno profondo) allo stato di veglia.  È importante trovare il tempo per parlare di queste emozioni e delle sensazioni che ancora si muovono dentro di noi le persone che ci sono vicine

 

#6 LENTEZZA A COLAZIONE: UN ELISIR DI GIOVINEZZA

Uno stile di vita più lento e rilassato contribuisce a diminuire le tensioni, prevenendo o rallentando i cambiamenti dell’organismo conseguenti all’invecchiamento.

 

#7 RALLENTARE AL MATTINO AIUTA A RIFLETTERE E PIANIFICARE

Non avere tempo da dedicare ai nostri progetti ci porta spesso a reagire in modo automatico a quello che ci si presenta davanti e le nostre giornate possono rivelarsi una sequela di risposte ‘non programmate’ a stimoli che incontriamo. 

 

MutualPass

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Wed, 27 Feb 2019 10:23:28 +0000 http://www.mutualpass.it/post/958/1/27-febbraio-giornata-della-lentezza-7-motivi-per-cominciarla-bene
Fino al 7 Marzo "Le Grida Silenziose" di Giko in mostra a Messina http://www.mutualpass.it/post/957/1/fino-al-7-marzo-le-grida-silenziose-di-giko-in-mostra-a-messina http://www.mutualpass.it/post/957/1/fino-al-7-marzo-le-grida-silenziose-di-giko-in-mostra-a-messina]]> E' stata inaugurata venerdì 22 febbraio, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele, la mostra “Le Grida Silenziose” di Giacoma Venuti in arte “GIKO”. La mostra, curata da Giuseppe La Motta, nell’ambito del progetto “Opera al Centro”, verrà presentata dal critico Mosè Previti.

GIKO torna a Messina dopo quasi venticinque anni di assenza. La sua ultima mostra in città risale al 1995. In questo lungo periodo l’artista ha lavorato intensamente e da professionista, ben inserita nel circuito delle gallerie e del sistema dell’arte contemporanea italiana ed europea. La sua ricerca è principalmente pittorica, accompagnata da una felice produzione grafica e alcune recenti esplorazioni nel campo della digital art e della grafica computerizzata.

La sua pittura si è sempre caratterizzata per la struttura disegnativa complessa e, soprattutto, per un inconfondibile senso del colore. In questa mostra, le Grida Silenziose feriscono lo sguardo con la potenza del dramma. Il tema dei migranti è affrontato con assoluto trasporto, piena empatia. Nel racconto del dramma dei migranti affogati nel mar Mediterraneo, la cronaca ha qualcosa di più intenso: il pesce mostro che divora i naviganti, il tema della barca, metafora della vita e della morte, l’esistenza umana tutta è colta da GIKO in tutta la sua dolorosa essenza. Il mare in tempesta, ambiente naturale in cui anche i pesci sono divoratori, è metafora dell’esistenza umana.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 22 febbraio al 7 marzo nelle fasce orarie 10:00-13:00 / 16:00-19:00.

MutualPass

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Tue, 26 Feb 2019 17:33:42 +0000 http://www.mutualpass.it/post/957/1/fino-al-7-marzo-le-grida-silenziose-di-giko-in-mostra-a-messina
Nippon Folklore. Leggende e miti dal Sol Levante - Elisa Menini http://www.mutualpass.it/post/956/1/nippon-folklore-leggende-e-miti-dal-sol-levante-elisa-menini- http://www.mutualpass.it/post/956/1/nippon-folklore-leggende-e-miti-dal-sol-levante-elisa-menini-]]> Nippon Folklore. Leggende e miti dal Sol Levante” di Elisa Menini è una raccolta a fumetti di miti e leggende giapponesi edita da Oblomov, la casa editrice fondata da Igort.

Da sempre appassionata della cultura nipponica, Elisa Menini ha illustrato in un unico volume alcuni dei miti e leggende giapponesi da lei più amati. Alcuni, come Momotaro e Il gatto dai tre colori, erano già stati pubblicati in precedenza con il gruppo di auto-produzione Incubo alla balena da lei fondato con altri disegnatori che condividono la medesima passione per l’Estremo Oriente.

La raccolta è composta da sette storie a fumetti accomunate dalla presenza di uomini e animali fantastici raffigurati con un segno sintetico in cui si avvertono le influenze della corrente figurativa dell’Ukiyoe, in particolare di Hokusai e Hiroshige, e del manga.    Ogni storia inoltre si caratterizza per un uso diverso del colore a seconda delle atmosfere, del contenuto della narrazione, e delle suggestioni che essa suscita. Nell’opera della promettente disegnatrice italiana veniamo così a conoscenza, ad esempio, di una volpe che si crede più astuta di un tanuki (creatura mutaforma del folklore giapponese simile al cane procione famosa per la sua malizia e ingenuità) e lo sfida per diventare il re della montagna, ma quando si ritroverà davanti il corteo di un damyo (signore feudale dotato non solo di possedimenti terrieri e servitù ma anche di un esercito a lui fedele) le passerà la voglia di fare la furba.

Tra le storie raffigurate io personalmente già conoscevo quella di Momotaro: il giovane guerriero nato da una bellissima pesca di grandi dimensioni (Momotaro significa “figlio di una pesca” in giapponese) che viene cresciuto da una coppia di anziani contadini e che in compagnia di un cane, una scimmia e un fagiano sfida e sconfigge gli orchi di Onigashima, si appropria del loro tesoro e lo distribuisce al proprio villaggio per risollevarlo dalla miseria.

Tra le storie raffigurate – tutte molto belle e interessanti - quella che mi ha rapito maggiormente per la perfetta combinazione di trama, dialoghi, disegni e colori è La donna carpa. In essa è incredibile come si possano ben intersecare credenze popolari, bellezza della natura e rapporti sociali e allo stesso tempo si possa rendere in maniera così intensa e viva le emozioni e i sentimenti dello spirito (la donna carpa) e del signore benestante, che la rigetterà per ben due volte nel fiume: una volta risparmierà la vita allo spirito nelle sembianze di carpa e la seconda volta, quando capisce che la bella domestica misteriosa che ha al suo servizio è uno spirito, la caccia di casa e solo quando è ormai troppo tardi capisce di non aver apprezzato la bontà e la riconoscenza che la donna carpa aveva manifestato nei suoi confronti.

C’è una parola giapponese che rende bene a mio parere lo spirito della storia ed è aware, che non ha niente a che vedere con l’inglese “consapevole”, ma si può tradurre a seconda dei casi come “emozione”, “commozione” o “malinconia struggente”, e si manifesta come empatia e profonda sensibilità nei confronti della natura, delle cose e del mondo esterno.

In conclusione “Nippon Folklore. Leggende e miti dal Sol Levante” di Elisa Manini è una bellissima raccolta a fumetti adatta a chi ama questo genere letterario e a chi è affascinato dalla cultura giapponese. Chi ama il Sol Levante non avrà da pentirsene.   

Roberto Cavallaro


Libreria Dedalus

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Tue, 26 Feb 2019 10:49:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/956/1/nippon-folklore-leggende-e-miti-dal-sol-levante-elisa-menini-
Accadde oggi... 25 Febbraio - Le 5 opere più belle di Renoir http://www.mutualpass.it/post/955/1/accadde-oggi-25-febbraio-le-5-opere-piu-belle-di-renoir http://www.mutualpass.it/post/955/1/accadde-oggi-25-febbraio-le-5-opere-piu-belle-di-renoir]]>  

Pierre Auguste Renoir nasce a Limoges, in Francia, il 25 febbraio 1841. Fin dalla giovane età manifestò una predisposizione al disegno. Nonostante la frequentazione ad alcuni corsi di apprendistato, la sua formazione artistica è comunque autodidatta, fatta di nottate intente a studiare Rubens e il Settecento francese. Ammesso all'Ecole des Beaux Arts segue i corsi di Emile Signal e Charles Gleyre, e conosce Claude Monet, Bazille e Sisley, dalla cui conoscenza nascerà poi il movimento impressionista. Nella primavera del 1864 Renoir e il gruppo si recano nella foresta di Fontainebleau per dipingere direttamente la natura, un metodo poi denominato appunto "en plein air", una vera rivoluzione per un epoca fatta di pittura al chiuso, negli studi.

Nasce così la la nuova corrente artistica chiamata "Impressionismo" che tanto scandalo suscitò nel 1874 quando alcuni quadri legati a questa avanguardia vennero esposti in un salone indipendente rispetto all'ufficiale "Salon". I dipinti di Renoir caratterizzati da scintillanti effetti di colore e dalla luminosità della pelle di giovani donne all'aperto, rifiutati dalla giuria accademica del tradizionale "Salon", erano però difficili da collocare sul mercato. Questo lo spinse a cercare sostentamento attraverso la commissione di alcuni ritratti. Tra il 1881 e il 1882 l'artista visita l'Algeria e l'Italia rimanendo colpito in particolar modo dalla pittura rinascimentale presente in così grande abbondanza nel Bel Paese. Lo studio degli antichi maestri avrà su di lui un'influenza retrospettiva fortissima, tanto da determinerà il suo progressivo allontanamento dallo stile degli impressionisti.

Intorno all'inizio del Novecento, dopo questa ennesima rivoluzione artistica, le sue condizioni di salute vanno peggiorando. In cerca di riposo ed aria salubre Renoir si trasferisce a Cagnes-sur-Mer in Costa azzurra dove continua a dipingere malgrado una fastidiosa artrite alle mani. Pierre-Auguste Renoir si spegne il 3 dicembre 1919 per complicazioni reumatiche, dopo aver terminato la sua ultima opera, "Le bagnanti", con il pennello legato alle mani.

 

Vi proponiamo le sue 5 opere più significative:

 

5) Sulla terrazza (due sorelle) (1881) - Art Institute of Chicago

 

4) Claude Monet che dipinge nel suo giardino ad Argenteuil (1873) - Wadsworth Atheneum, Hartford, USA

 

3) La Parisienne (la donna in blu) (1874) - National Museum Wales, Cardiff

 

2) Bal au moulin de la Galette (1876) - Musée d’Orsay, Parigi

 

1) La colazione dei canottieri (1880-82) - Philips Collection, Washington

 

 

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Mon, 25 Feb 2019 11:15:12 +0000 http://www.mutualpass.it/post/955/1/accadde-oggi-25-febbraio-le-5-opere-piu-belle-di-renoir
22 Febbraio 2019 - Giornata del Pensiero http://www.mutualpass.it/post/954/1/22-febbraio-2019-giornata-del-pensiero http://www.mutualpass.it/post/954/1/22-febbraio-2019-giornata-del-pensiero]]> Il 22 febbraio di ogni anno, gli scout di tutto il mondo festeggiano la Giornata del Pensiero (Thinking Day), in concomitanza con l'anniversario della nascita dei i fondatori dello Scautismo e del Guidismo/Scautismo femminile, Sir Robert Baden-Powell nel 1857 e Lady Olave Baden-Powell nel 1889. Questa data rappresenta per tutte le Guide e gli Scout di tutto il mondo l’occasione di riflettere sul Movimento di fratellanza internazionale ed agire per rafforzarlo e sostenerlo. Durante la Giornata del Pensiero, infatti, ci si impegna a raccogliere fondi a sostegno di programmi e progetti che interessano 10 milioni di ragazze e giovani donne in tutto il mondo.

Quest’anno la Giornata del Pensiero è promossa dalla WAGGGS (Associazione Mondiale Guide ed Esporatrici) ed è dedicata al tema della leadership. 110 anni fa un gruppo di ragazze assistette a un raduno di Boy Scout al Crystal Palace a Londra e chiesero a Lord Baden-Powell di creare qualcosa per loro. Furono le prime esponenti di un’organizzazione guidata da ragazze che divenne il Movimento mondiale del Guidismo e dello Scautismo femminile. Per WAGGGS la leadership è un viaggio condiviso che ci consente di lavorare insieme e apportare un cambiamento positivo nelle nostre vite, nelle vite degli altri e nella società. 

Ci sono oltre 38 milioni di bambini, ragazzi ed adulti, uomini e donne che in 216 paesi e territori del mondo sono scouts e guide. Lo Scautismo e il Guidismo sono un movimento mondiale educativo di giovani, per i giovani, che esprime un ideale di vita.

Fin dalla loro fondazione lo Scautismo e il Guidismo sono, nel loro complesso, un movimento educativo non formale di giovani che si propone come obiettivo la formazione integrale della persona secondo i principi ed i valori definiti dal suo fondatore Lord Robert Baden-Powell, attualizzati oggi dall’Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (WOSM/OMMS – World Organization of the Scout Movement) e dall’Associazione Mondiale delle Guide Esploratrici (WAGGGS/AMGE – World Association of Girl Guides and Girl Scouts.)

Lo scautismo è quindi un movimento….. in movimento ed è il più numeroso al mondo e con la maggior diffusione territoriale. Attraverso la fantasia, il gioco, l’avventura la vita all’aria aperta, l’esperienza comunitaria, la progressiva ricerca di senso della vita e lo sviluppo della dimensione sociale e spirituale, lo scautismo risponde alle tante e autentiche domande dei giovani sulla vita e sul crescere in essa. Lord Robert Baden Powell, B.-P per tutti gli scouts, nella concretezza del suo linguaggio e delle sue intuizioni pedagogiche, aveva indicato in “quattro punti” i fondamenti del metodo scout: “formazione del carattere, abilità manuale, salute e forza fisica, servizio del prossimo”, qualità semplici, ma necessarie per formare un uomo libero ed un buon cittadino. Diffusosi velocemente in tutto il mondo immediatamente dopo la sua fondazione nel 1907, durante la seconda guerra mondiale lo scautismo è stato sciolto in molti paesi europei dal nazismo e dal fascismo.

In Italia, negli anni dal 1926 al 1943 (il periodo chiamato della “Giungla silente”), centinaia di scout hanno continuato la loro attività in clandestinità. In questa dimensione sono da ricordare in particolare due gruppi: il “Lupercale” a Roma e le “Aquile randagie” a Milano. A sottolineare l’educazione all’impegno sociale, è significativo ricordare che molti dei leaders politici nei vari paesi del mondo sono stati educati nello scautismo. Il Parlamento Italiano per l’azione educativa svolta a favore dei giovani in tutto il mondo, ha assegnato congiuntamente alle due organizzazioni mondiali dello scautismo il Premio Parlamentare per l’Infanzia, che è stato consegnato ai rappresentanti dei Comitati Mondiali in occasione della Giornata Nazionale per l’Infanzia il 20 novembre 2005.


Fonti:

AGESCI - WAGGGS

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Fri, 22 Feb 2019 17:50:30 +0000 http://www.mutualpass.it/post/954/1/22-febbraio-2019-giornata-del-pensiero
21 Febbraio 2019 - Giornata Nazionale del Braille http://www.mutualpass.it/post/953/1/21-febbraio-2019-giornata-nazionale-del-braille http://www.mutualpass.it/post/953/1/21-febbraio-2019-giornata-nazionale-del-braille]]> Il 21 Febbraio si celebra la XII Giornata Mondiale del Braille, istituita con la legge 126 del 2007, con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti in coincidenza con la giornata mondiale della difesa dell'identità linguistica promossa dall'Unesco.

Nell'ambito di tale giornata, le amministrazioni pubbliche e gli altri organismi operanti nel settore sociale possono promuovere idonee iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, nonché studi, convegni, incontri e dibattiti presso le scuole e i principali mass-media, per richiamare l'attenzione e l'informazione sull'importanza che il sistema braille riveste nella vita delle persone non vedenti e di quanti sono coinvolti direttamente o indirettamente nelle loro vicende, al fine di sviluppare politiche pubbliche e comportamenti privati che allarghino le possibilità di reale inclusione sociale e di accesso alla cultura e all'informazione per tutti coloro che soffrono di minorazioni visive.

Da circa 200 anni i non vedenti possono imparare a leggere e scrivere utilizzando il Braille, un sistema di alfabeto tattile di 6 punti in una combinazione 3×2 utilizzato per rappresentare lettere, numeri e simboli nella maggior parte delle lingue del mondo. Esso ha un ruolo essenziale nella vita di milioni di persone non vedenti in tutto il mondo perché permette loro di accedere ai testi scritti e di studiare allo stesso modo dei loro pari vedenti. Il sistema Braille è stato inventato da un giovane cieco, Louis Braille, all’età di 15 anni (nel 1824). A quel tempo, Louis era iscritto all’Istituto per Giovani Ciechi di Parigi e rivendicava il diritto di leggere libri proprio come gli altri ragazzi: si dedicò così a concepire un alfabeto tattile che avrebbe dovuto essere facile da imparare, da riprodurre e da utilizzare.

Sarà Matera, Capitale europea della cultura per il 2019, ad ospitare la 12/a "Giornata nazionale del Braille", organizzata dall'Unione italiana ciechi (Uic) e dal "Club italiano del Braille", che si svolgerà il 20 febbraio nell'ex ospedale San Rocco, e il 21 febbraio nella sede di via Lanera dell'Università.

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Thu, 21 Feb 2019 11:54:41 +0000 http://www.mutualpass.it/post/953/1/21-febbraio-2019-giornata-nazionale-del-braille
Persone Care - Vera Giaconi http://www.mutualpass.it/post/952/1/persone-care-vera-giaconi http://www.mutualpass.it/post/952/1/persone-care-vera-giaconi]]> Persone Care è una raccolta di racconti di Vera Giaconi edita da Sur incentrata sui legami affettivi tra le persone.

La raccolta è composta da dieci racconti tradotti da Giulia Zavagna e descrivono con precisione chirurgica i rapporti umani così come si manifestano nella quotidianità. In tal modo Giaconi va oltre la concezione comune che la persona cara sia quella legata a un’altra da una relazione di parentela, d’amicizia o di amore; ma bisogna includere anche chi si relaziona con noi con una certa frequenza anche per motivi professionali, ad esempio. Per la scrittrice uruguaiana persone care sono da intendersi quindi tutte le persone che si prendono o si sono prese cura di noi, suscitando i sentimenti e le reazioni più disparati.

È questo il caso del rapporto medico – paziente presente in “Limbo”: un racconto in cui la paziente viene a sapere che il suo medico curante, che ha scoperto la malattia di cui soffre facendola uscire dal limbo dell’incertezza, è ricoverato nello stesso ospedale di cui è primario e si ritrova incosciente senza una diagnosi chiara della malattia che lo ha colpito. Sentendosi tradita, si ritrova a provare un odio improvviso che non pensava affatto di covare.

Non mancano comunque i racconti che analizzano i legami familiari. È questo ad esempio il caso di “Survivor”, il racconto che apre la raccolta e che narra di una ragazza che non riesce a capacitarsi di come alla sorella – che vive negli Usa – non importi niente del fatto che il suo ragazzo sia stato uno dei partecipanti di maggior successo del reality show Survivor e che soltanto lì – in un’isola deserta dove può mettere in mostra le proprie capacità di adattamento e di sopravvivenza – riesce ad essere veramente se stesso mettendo a nudo la propria natura. Solo lei che guarda ininterrottamente le repliche del reality show che si trovano su internet è in grado di apprezzare veramente il “cognato” e prova invidia verso la sorella, che non si merita affatto un uomo del genere. Lei però sembra non capirlo e quando il fidanzato gli dichiara che intende partecipare nuovamente al programma, le sembra come di non aver mai conosciuto veramente l’uomo che ama.

I racconti, tutti molto belli e stilisticamente ben riusciti, si caratterizzano per una prosa solida e raffinata. Ogni racconto contiene inoltre al proprio interno delle epifanie che si rivelano all’improvviso e che, un po’ come nelle opere di Joyce, rivelano quel lato della natura umana – positivo o negativo che sia – che i personaggi non pensavano di avere. Personaggi così umani e veri nelle loro fragilità e imperfezioni in cui tutti si possono rispecchiare.

In conclusione, in Persone Care Vera Giaconi riesce a squarciare il velo dell’ipocrisia che spesso anima le relazioni umane e a rivelare con sincerità la realtà, anche la più inconfessabile, che vi sottende. 

Roberto Cavallaro

                              

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Wed, 20 Feb 2019 10:43:33 +0000 http://www.mutualpass.it/post/952/1/persone-care-vera-giaconi
Fino al 28 Febbraio la mostra "Kalò...roSamente" presso la Galleria Cavour http://www.mutualpass.it/post/951/1/fino-al-28-febbraio-la-mostra-kalorosamente-presso-la-galleria-cavour http://www.mutualpass.it/post/951/1/fino-al-28-febbraio-la-mostra-kalorosamente-presso-la-galleria-cavour]]> “Kalò..rosamente" è il titolo della mostra d'arte inaugurata sabato 16 febbraio 2019 presso la Galleria Arte Cavour di Corso Cavour 119, Messina.

La mostra esporrà una selezione dei dipinti e sculture degli artisti che nel corso dell'ultimo decennio hanno esposto presso lo Studio D'arte Kalòs, galleria chiusa lo scorso anno e gestita da Massimo Di Prima. L'evento è stato gestito in un'ottica di affettuoso tributo verso chi per molti anni ha gestito e partecipato a uno dei maggiori poli culturali e sociali di Messina. I quadri in esposizione sono stati selezionati dalla collezione privata di Massimo Di Prima. Ogni artista che ha esposto alla Kalòs ha regalato a Di Prima una sua opera, in tal modo il gallerista ha accumulato una collezione gigantesca di opere di quasi tutti gli artisti messinesi.

Le opere in mostra sono di: Mario Ampelli - Nino Attinà - Alex Caminiti - Nino Cannistraci - Dora Casuscelli - Fabrizio Ciappina - Antonello Bonanno Conti - Fortunato Del Dotto - Giuseppe Geraci - Katia Lupò - Mantilla - Filippo Minolfi - Giuseppe Pizzardi - Massimo Di Prima - Puccio - Maria Rando - Bruno Samperi - Alfredo Santoro - Demetrio Scopelliti - Piero Serboli - Alexandra Stralucica - Sara Teresano - Stello Quartarone

“Kalò..rosamente" rimarrà aperta fino al 28 febbraio. La mostra osserverà i seguenti orari di visita: da lunedì al sabato dalle ore 17.00 alle 20.00.


Ingresso Gratuito

galleria.artecavour@libero.it

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Tue, 19 Feb 2019 09:44:42 +0000 http://www.mutualpass.it/post/951/1/fino-al-28-febbraio-la-mostra-kalorosamente-presso-la-galleria-cavour
18 Febbraio 2019 - Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger http://www.mutualpass.it/post/950/1/18-febbraio-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-asperger http://www.mutualpass.it/post/950/1/18-febbraio-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-asperger]]> Per la ricorrenza della nascita di Hans Asperger, il 18 Febbraio, è stata indetta la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger, un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle problematiche legate a questa patologia.

Hans Asperger nacque in una fattoria, appena fuori Vienna. Era il maggiore di due figli. In gioventù mostrò particolare talento per la letteratura e spesso citava Franz Grillparzer. Ebbe difficoltà a fare amcizia ed ebbe un' infanzia solitaria. Asperger studiò medicina a Vienna e pratico pressò l´ospedale universitario. Gli è stato conferito il dottorato nel 1931 e assunse la direzione del reparto di pedagogia infantile presso la clinica dei bambini dell´università di Vienna. Si sposò nel 1935 ed ebbe cinque figli.

Sebbene sia stata una neurologa russa a scrivere il primo resoconto del profilo di abilità che oggi chiamiamo Sindrome di Asperger, il nome è stato dato come tributo alle osservazioni dettagliate e perspicaci di Hans Asperger, che riconobbe anche che il profilo è parte di ciò che ora chiamiamo spettro dei disturbi autistici, piuttosto che della schizofrenia. Asperger ebbe un grande interesse sui bambini che vedeva in ospedale a Vienna, che sembravano avere un certo numero di caratteristiche in comune. Inizialmente, su una base di quattro casi, descrisse una serie di caratteristiche che richiedevano una categoria diagnostica specifica, ed in seguito diagnosticò circa cento bambini con (per usare i termini originali) “psicopatia autistica” (Hippler e Klicpera, 2003). Sebbene Hans Asperger usò l´espressione “psicopatia autistica”, una traduzione più accurata e moderna dell'obsoleta parola “psicopatia” nell´inglese corrente sarebbe “personalità”.

Una parte della sua personalità lo portava ad essere affascinato dal mondo naturale e dalle categorizzazioni dei fenomeni che osservava. Egli reputava che i bambini da lui visti avessero delle peculiarità non ben definite della personalità e dei disturbi particolari nell´interazione con gli altri, ma non esistevano descrizioni o diagnosi esistenti che potessero descrivere le loro caratteristiche.

Descrisse problemi nella comunicazione verbale e non verbale, con caratteristiche specifiche negli aspetti pragmatici del linguaggio, in particolare nelle abilità conversazionali; una prosodia inusuale nella parlata, che concerneva il tono, il volume ed il ritmo; la particolare pedantezza del linguaggio. Hans Asperger notò pure alterazioni importanti nella comunicazione e nel controllo delle emozioni, così come la tendenza a razionalizzare i sentimenti. Notò come l´empatia non fosse così matura come ci si potesse aspettare considerando le capacità intellettuali dei bambini. Descrisse inoltre un sotto-gruppo di bambini con la tendenza ad avere problemi di comportamento, ciò che costituiva una delle ragioni principali per le quali questi bambini gli venivano segnalati. La loro comprensione sociale era limitata, avevano difficoltà a farsi degli amici e la tendenza a sentirsi infastiditi. Si riscontrava pure una preoccupazione egocentrica per un interesse o una tematica specifica che dominava i loro pensieri, ed i bambini necessitavano, per compiti di autonomia, maggior assistenza di quanto ci si potesse aspettare. Hans Asperger osservò un´importante goffaggine nell´andatura e nella coordinazione ed un´estrema sensibilità di alcuni bambini a suoni o gusti particolari.

Asperger riteneva che queste caratteristiche potevano essere identificate in bambini fra i due ed i tre anni, anche se per altri bambini le stesse erano più evidenti alcuni anni dopo. Notò inoltre che alcuni genitori, in particolare i padri, sembravano condividere alcune caratteristiche della personalità con i loro figli. Scrisse che il quadro descritto fosse dovuto più a cause genetiche o neurologiche invece che a fattori psicologici o ambientali. Rimarcò che alcuni bambini possedevano talenti specifici che potevano portarli ad avere un´occupazione lavorativa e che alcuni potevano sviluppare relazioni sociali durature.

Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale servì come ufficiale medico in Croazia. Nel 1944, dopo la pubblicazione del suo saggio che diventò il punto di riferimento per la descrizione dei sintomi dell´autismo, trovò un posto di ruolo presso l´Università di Vienna. Poco dopo la fine della guerra divenne direttore di una clinica pediatrica nella città. Fu nominato presidente della pediatria presso l´Università di Vienna, incarico che mantenne per 20 anni. In seguito lavorò a Innsbruck. Diventò professore emerito nel 1977.

Asperger morì prima che il suo modello di comportamento divenisse ampiamente riconosciuto, poiché i suoi scritti erano in lingua tedesca e per cui poco tradotti. La prima persona ad usare il termine "sindrome di Asperger", è stato la ricercatrice britannica Lorna Wing. Infine, dai primi anni 1990, le sue scoperte hanno iniziato a guadagnare l´attenzione del mondo scientifico, e oggi, la sindrome di Asperger è riconosciuto come una diagnosi in molti paesi del mondo.


Fonte: Spazioasperger Onlus

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Mon, 18 Feb 2019 16:24:27 +0000 http://www.mutualpass.it/post/950/1/18-febbraio-2019-giornata-mondiale-della-sindrome-di-asperger
Oggi, 16 febbraio, la presentazione del libro "Da Palermo a Messina per le montagne" di Davide Comunale http://www.mutualpass.it/post/949/1/oggi-16-febbraio-la-presentazione-del-libro-da-palermo-a-messina-per-le-montagne-di-davide-comunale http://www.mutualpass.it/post/949/1/oggi-16-febbraio-la-presentazione-del-libro-da-palermo-a-messina-per-le-montagne-di-davide-comunale]]> Prevista per oggi, sabato 16 febbraio 2019, alle ore 18, presso la libreria Dedalus di Roberto Cavallaro, la presentazione del libro "Da Palermo a Messina per le montagne. 370 km in cammino lungo le vie francigene della Sicilia" di Davide Comunale. Dopo il successo di "La Magna Via Francigena", un nuovo percorso per scoprire il fascino di una Sicilia nascosta. A piedi in una terra di emiri e cavalieri, sulle tracce del Gran Conte Ruggero I e dell’imperatore Carlo V.

Una raccolta di tutte le informazioni utili per affrontare un cammino unico e continuo, di circa 370 km, in 20 tappe, che unisce le cime innevate delle Madonie ai paesaggi montani dei Nebrodi fino alle vette dei Peloritani, per giungere alla città dello Stretto. Dalle bellezze della capitale della Cultura Arabo-Normanna alle spiagge di Aspra; dai borghi più belli d’Italia di Gangi e Montalbano ai castelli normanni arroccati tra le Madonie di Caccamo, Caltavuturo, Polizzi e Petralia; dai paesi immersi nei boschi dei Nebrodi come Foresta, Capizzi e Cesarò, alla prima capitale del Gran Conte Ruggero, Troina. Tra le località attraversate, Gangi e Montalbano, i castelli di Caccamo, Caltavuturo, Polizzi e Petralia, i paesi di Floresta, Capizzi e Cesarò, e Troina, la prima capitale del Gran Conte Ruggero. Le cartine dettagliate, le altimetrie, i dislivelli, la descrizione del percorso, dove dormire, i luoghi da visitare, le riserve naturali e le prelibatezze gastronomiche

Presentano Irene Maraffa e Salvo Balsamo. Prevista la lettura di estratti di scritti sull'escursionismo e di narrativa di viaggio di Herman Hesse, Robert Macfarlane, Paolo Rumiz e Paolo Cognetti.  Letture a cura di Roberta d'Amico e Ignazio Lax.

 

Davide Comunale, archeologo ed esperto di viabilità antica, è impegnato da anni nello studio del territorio siciliano. È ideatore e promotore della rete dei Cammini Francigeni di Sicilia, con quattro itinerari storici individuati, per oltre 1.000 km. 


Informazioni utili: https://camminifrancigenidisicilia.wordpress.com/   

 

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Sat, 16 Feb 2019 10:17:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/949/1/oggi-16-febbraio-la-presentazione-del-libro-da-palermo-a-messina-per-le-montagne-di-davide-comunale
15 Febbraio 2019 - Giornata Mondiale contro il Cancro infantile http://www.mutualpass.it/post/948/1/15-febbraio-2019-giornata-mondiale-contro-il-cancro-infantile http://www.mutualpass.it/post/948/1/15-febbraio-2019-giornata-mondiale-contro-il-cancro-infantile]]> Oggi, 15 Febbraio 2019, si celebra la XVIII Giornata mondiale contro il cancro infantile, International Childhood Cancer Day - ICCD, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità per informare e affrontare le problematiche dei bambini e degli adolescenti con tumore e delle loro famiglie.

In tutto il mondo, le associazioni dei familiari di bambini e adolescenti colpiti dal cancro, unite nel network globale Childhood Cancer International - CCI, danno vita a iniziative scientifiche e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, di sostegno e vicinanza ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie. L'obiettivo è quello di eliminare il dolore e la sofferenza dei bambini che combattono il cancro e raggiungere almeno il 60% di sopravvivenza per le diagnosi in tutto il mondo entro il 2030, un raddoppio approssimativo dell'attuale tasso di guarigione.

Quest’anno il CCI, a livello mondiale, ha posto l’attenzione sul fatto che in molti paesi a basso reddito alla difficoltà di accedere alle cure si aggiunge la quasi totale disattenzione al dolore: secondo l’OMS, nel 65.6% delle nazioni (l’Italia non è fra queste) non viene offerto un supporto palliativo pertanto moltissimi bambini e adolescenti col cancro soffrono ingiustamente. #nomorepain e #ICCD2019 sono gli hashtag con cui condividere questa preoccupazione sui social.

Il cancro nei bambini e negli adolescenti è una malattia curabile, ma continua a essere la principale causa di morte nei pazienti pediatrici, dopo le malattie infettive. A livello mondiale ogni anno sono diagnosticati circa 300 mila nuovi. In Italia, ogni anno, si ammalano di tumore (linfomi e tumori solidi) o leucemia circa 1400 bambini e 800 adolescenti. Si stima che oggi in Italia ci siano più di 44.000 persone che hanno avuto un tumore da bambini e la loro età media è attualmente attorno ai 30 anni. Grazie ai progressi degli ultimi decenni, circa l’80% dei malati guarisce, mentre per il restante 20% ancora non sono state individuate terapie efficaci. Negli ultimi anni si sono raggiunti eccellenti livelli di cura e di guarigione per le leucemie e i linfomi, ma rimangono ancora basse le guarigione per i tumori cerebrali, i neuroblastomi e gli osteosarcomi.

 

Le iniziative per la Giornata in Italia

La Giornata mondiale contro il cancro infantile sarà l’occasione per riaffermare l’impegno dei genitori italiani riuniti nella FIAGOP - Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica, nella lotta contro i tumori infantili, lo sviluppo della cultura della prevenzione e la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti colpiti dalla malattia e di quelli che ne sono guariti. Queste le iniziative previste:

- venerdì 15 febbraio: iniziativa "Diamo radici alla speranza, piantiamo un melograno" che avrà luogo in molte città italiane a cura delle associazioni federate FIAGOP che pianteranno degli alberelli di melograno, presso ospedali e case d’accoglienza, giardini e spazi verdi concessi dai Comuni e dai privati che vorranno sostenere l’iniziativa

- sabato 16 febbraio: A Gevona, nella sala convegni dell'Acquario, ponte Spinola, si terrà il convegno nazionale "UNITI PER GUARIRE. Ricerca, Cura, Futuro: parole chiave in oncoematologia pediatrica" promosso da FIAGOP in collaborazione con AIEOP - Associazione italiana ematologia oncologia pediatrica, e ABEO Liguria Onlus, col patrocinio del ministero della Salute, della regione Liguria e del Comune di Genova. Il convegno farà il punto sulle nuove frontiere dei trattamenti antitumorali miranti a individuare farmaci più efficaci e meno tossici.


Fonte: www.salute.gov.it

Fonte: http://www.internationalchildhoodcancerday.org/

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Fri, 15 Feb 2019 11:11:45 +0000 http://www.mutualpass.it/post/948/1/15-febbraio-2019-giornata-mondiale-contro-il-cancro-infantile
14 Febbraio 2019 - Giornata Mondiale delle Cardiopatie Congenite http://www.mutualpass.it/post/947/1/14-febbraio-2019-giornata-mondiale-delle-cardiopatie-congenite http://www.mutualpass.it/post/947/1/14-febbraio-2019-giornata-mondiale-delle-cardiopatie-congenite]]> Il 14 febbraio di ogni anno si celebra la Giornata mondiale delle cardiopatie congenite. Le cardiopatie congenite sono malformazioni del cuore già presenti nel bambino alla nascita e principale causa di mortalità neonatale. Ogni anno circa 8 bambini su 1000 nati vivi nascono affetti da cardiopatia congenita, con varie complessità e gravità.

Le cardiopatie possono essere diverse per genere ed entità: alcune sono così gravi da mettere a rischio la vita e la salute dei bambini già alla nascita o nella prima infanzia e quindi debbono essere trattate tempestivamente. Altre anomalie cardiache congenite sono meno gravi e non compromettono l’accrescimento dei bimbi. Conoscere in anticipo quali siano i neonati a rischio permette alle strutture preposte di organizzare interventi tempestivi e programmati. Oggi, grazie allo sviluppo e al miglioramento di esami diagnostici, tecniche chirurgiche, anche le cardiopatie congenite considerate una volta gravi, hanno una prognosi migliore e le persone che ne sono affette riescono ad inserirsi nel mondo dello sport, del lavoro e degli affetti.

Quasi il 90% dei neonati con cardiopatie congenite raggiunge l’età adulta con una qualità della vita soddisfacente. Tale “popolazione” di pazienti, viene definita “popolazione GUCH”, acronimo di Grown-Up Congenital Heart, i quali costituiscono un gruppo che, nel nostro paese, cresce di circa 2.000 pazienti all’anno, superando persino il numero di cardiopatici congeniti in età pediatrica.


MutualPass

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Thu, 14 Feb 2019 16:40:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/947/1/14-febbraio-2019-giornata-mondiale-delle-cardiopatie-congenite
13 Febbraio 2019 - Giornata Mondiale della Radio http://www.mutualpass.it/post/946/1/13-febbraio-2019-giornata-mondiale-della-radio http://www.mutualpass.it/post/946/1/13-febbraio-2019-giornata-mondiale-della-radio]]> Il 13 Febbraio si festeggia la Giornata Mondiale della Radio. Il 13 Febbraio è il giorno in cui, nel 1946, è stata fondata la Radio delle Nazioni Unite.

La Giornata è stata celebrata per la prima volta nel 2012, a seguito della Conferenza Generale dell’UNESCO che ne aveva riconosciuto l’importanza, e l’anno successivo è stata istituita dalle Nazioni Unite come Giornata Mondiale.

Il tema scelto dall'UNESCO per il 2019 celebrerà il tema "Dialogo, Tolleranza e Pace". Le trasmissioni che forniscono una piattaforma per il dialogo e il dibattito democratico su questioni come la migrazione o la violenza contro le donne possono aiutare a sensibilizzare gli ascoltatori e ispirare la comprensione di nuove prospettive nel preparare la strada ad azioni positive. La programmazione radiofonica può anche costruire tolleranza e superare le differenze che separano i gruppi unendoli sotto obiettivi e cause comuni, come garantire l'istruzione per i propri figli o affrontare problemi di salute locali.

La Radio

L'invenzione della radio è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell'Ottocento che dimostravano la possibilità di trasmettere informazioni tramite le onde elettromagnetiche.

Nel 1860 James Maxwell studiò il carattere ondulatorio della luce, dell'elettricità e del magnetismo; in seguito, Heinrich Hertz riuscì a produrre le onde elettromagnetiche. Fu grazie a queste onde hertziane che Guglielmo Marconi riuscì ad elaborare il sistema di trasmissione senza fili garantendo la trasmissione d'informazioni a grandi distanze, riuscendo, per la prima volta nel 1901, a trasmettere la lettera "s" attraverso l'Atlantico.

Secondo una sentenza della corte statunitense, non riconosciuta in ambito internazionale, il primo a riuscirci fu Nikola Tesla nel 1893 in una conferenza pubblica a St.Louis, Missouri. Secondo la corte, l'apparato che Tesla usò conteneva tutti gli elementi che erano incorporati nei sistemi radio prima della sviluppo della “valvola termoionica”. 

Da precisare che comunque, il presunto apparato costruito da Tesla, non è riuscito a trasmettere né a ricevere segnali e la sentenza è stata emessa dagli U.S.A. e non viene riconosciuta da nessun altro stato non U.S.A. Infatti, l'opinione mondiale conserva la certezza, dimostrabile da libri e da documentazione storica, che prova che l'inventore della radio fu Julio Cervera, che secondo recenti ricerche, ha sviluppato la radio undici anni prima di Marconi trasmettendo la voce umana senza fili tra Alicante e Ibiza. È vero che Marconi ha inventato il telegrafo senza fili, ma per trasmettere i segnali, senza nessun suono.

La questione relativa all'invenzione della Radio è ancora oggi dibattuta e controversa, difficilmente si riuscirà ad arrivare ad una risoluzione certa, ad ogni modo ha dato la possibilità, ancora oggi, di mettere in contatto persone e idee ben prima dell'avvento di internet.

 

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Wed, 13 Feb 2019 10:50:30 +0000 http://www.mutualpass.it/post/946/1/13-febbraio-2019-giornata-mondiale-della-radio
Ottanta rose mezz’ora - Cristiano Cavina http://www.mutualpass.it/post/945/1/ottanta-rose-mezz-ora-cristiano-cavina http://www.mutualpass.it/post/945/1/ottanta-rose-mezz-ora-cristiano-cavina]]> Ottanta rose mezz’ora è un romanzo sentimentale di Cristiano Cavina edito da Marcos y Marcos che si caratterizza per lo stile brioso e originale. Non ci troviamo di fronte al classico romanzo d’amore mieloso e strappa lacrime, ma a una storia raffinata e per niente scontata che poteva scaturire soltanto dalla penna acuta dello scrittore romagnolo.

La vita di Diego non è facile. Il suo matrimonio è naufragato e il rapporto con la figlia Gaia, che considera una bambina anche se ormai è un’adolescente, non è dei migliori. Di mestiere Diego fa lo scrittore e quello che guadagna con i libri, presentazioni, seminari e corsi di scrittura è appena sufficiente di che vivere. La vita però va avanti e spesso il caso riserva incontri unici che possono cambiare l’esistenza. È ciò che è successo a Diego con Sammi, un’insegnante di danza che tiene dei corsi per bambini in un open space che vorrebbe rilevare aprendo un mutuo. Lei in realtà non si chiama Sammi ma Chantal; tuttavia siccome il suo nome assomiglia a quello di un succo di frutta, Diego preferisce chiamarla con questo nomignolo e a lei piace. D’altra parte per Sammi Diego è semplicemente lo Stupido.

Lo Stupido e Sammi si conoscono all’open space per caso. Lui si trovava lì per un corso di scrittura creativa, mentre lei aveva appena terminato la lezione di danza. Sammi ha i capelli neri a coda di cavallo e un passo da ballerina “che piega la superficie del mondo”. Ad aspettarla fuori c’è il suo ragazzo, che Diego soprannomina Valentino Rossi perché sta sempre sulla moto. Sammi è insoddisfatta della sua relazione con Valentino Rossi, un mammone dalle mani grosse che dà la loro storia per scontata. Dopo qualche messaggio su WhatsApp e qualche incontro al bar per un aperitivo Sammi alla fine cede alle avances dello Stupido.

Tra i due scoppia una storia d’amore travolgente a cui è impossibile resistere. Sammi però deve far fronte ai debiti. Le lezioni di danza e i lavori part-time come commessa di un negozio di make-up non sono sufficienti per pagare l’affitto ed estinguere il mutuo dell’open space in cui spera di potere avere una scuola di danza tutta sua. Sammi sa di avere un bel corpo e c’è una strada molto facile che può permetterle di arrivare a fine mese e al contempo realizzare il sogno della sua vita. Grazie all’aiuto di Diego, Sammi scrive un annuncio su Internet ed inizia ad aprire la porta agli sconosciuti tra un turno di lavoro e l’altro. Per tutti sarà “Commessa Birichina” e costa ottanta rose mezz’ora e centocinquanta un’ora; ma per Diego sarà sempre la sua Sammi e lei ama soltanto lui.

Cosa ne sarà di Sammi? Rimarrà impigliata in una rete da cui non sarà possibile liberarsi oppure vivrà semplicemente una brutta parentesi? E la sua storia con Diego riuscirà a superare tutti gli ostacoli che riserva la vita?

Con una scrittura irresistibile Cristiano Cavina riesce ad arrivare al cuore del lettore, facendolo immergere in una storia d’amore unica che vi trascinerà fino all’ultima pagina. Ottanta rose mezz’ora è un romanzo che farà tanto parlare di sé e che non vorreste mai smettere di leggere. Alla fine Sammi e Diego vi resteranno addosso e non vorrete liberarvi di loro.           

Roberto Cavallaro

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Tue, 12 Feb 2019 10:54:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/945/1/ottanta-rose-mezz-ora-cristiano-cavina
11 Febbraio 2019 - Giornata Mondiale del Malato http://www.mutualpass.it/post/944/1/11-febbraio-2019-giornata-mondiale-del-malato http://www.mutualpass.it/post/944/1/11-febbraio-2019-giornata-mondiale-del-malato]]> La Giornata mondiale del malato è un giorno di festa della Chiesa cattolica romana, fu istituita il 13 maggio 1992 da papa Giovanni Paolo II e, a partire dal 11 febbraio 1993, si celebra ogni anno in concomitanza con la commemorazione della Madonna di Lourdes. Per tutti, credenti e non, cerca di essere “un momento speciale di preghiera e di condivisione, di offerta della sofferenza”.

A papa Giovanni Paolo II era stato diagnosticato la malattia di Parkinson già  nel 1991, la sua condizione di malato è stata divulgata solo più tardi, ed è significativo che abbia deciso di creare una Giornata mondiale del malato, un solo anno dopo la diagnosi. Il papa aveva scritto molto sul tema della sofferenza e credeva che era molto più di un processo salvifica e redentrice per mezzo di Cristo, come ha indicato nella sua lettera apostolica Salvifici Doloris. La festa di Lourdes è stata scelta perché molti pellegrini e visitatori a Lourdes hanno riferito di essere stati guariti per intercessione della Beata Vergine. Il pontefice era anche appassionato del santuario di Harissa (Libano). Nel 2005, la Giornata mondiale del malato ha avuto un significato speciale perché era l’anno in cui Giovanni Paolo II è morto per una sepsi.

Nel 2013 , papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni nel corso di questo giorno di festa, e ha citato la sua salute in declino come la ragione del suo gesto.

Riportiamo qui di seguito, il testo integrale del messaggio del Santo Padre Francesco per la XXVI Giornata Mondiale del Malato 2019:

Cari fratelli e sorelle,

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8). Queste sono le parole pronunciate da Gesù quando inviò gli apostoli a diffondere il Vangelo, affinché il suo Regno si propagasse attraverso gesti di amore gratuito.

In occasione della XXVII Giornata Mondiale del Malato, che si celebrerà in modo solenne a Calcutta, in India, l’11 febbraio 2019, la Chiesa, Madre di tutti i suoi figli, soprattutto infermi, ricorda che i gesti di dono gratuito, come quelli del Buon Samaritano, sono la via più credibile di evangelizzazione. La cura dei malati ha bisogno di professionalità e di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici come la carezza, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è “caro”.

La vita è dono di Dio, e come ammonisce San Paolo: «Che cosa possiedi che tu non l’abbia ricevuto?» (1 Cor 4,7). Proprio perché è dono, l’esistenza non può essere considerata un mero possesso o una proprietà privata, soprattutto di fronte alle conquiste della medicina e della biotecnologia che potrebbero indurre l’uomo a cedere alla tentazione della manipolazione dell’“albero della vita” (cfr Gen 3,24).

Di fronte alla cultura dello scarto e dell’indifferenza, mi preme affermare che il dono va posto come il paradigma in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture. Il dialogo, che si pone come presupposto del dono, apre spazi relazionali di crescita e sviluppo umano capaci di rompere i consolidati schemi di esercizio di potere della società. Il donare non si identifica con l’azione del regalare perché può dirsi tale solo se è dare sé stessi, non può ridursi a mero trasferimento di una proprietà o di qualche oggetto. Si differenzia dal regalare proprio perché contiene il dono di sé e suppone il desiderio di stabilire un legame. Il dono è, quindi, prima di tutto riconoscimento reciproco, che è il carattere indispensabile del legame sociale. Nel dono c’è il riflesso dell’amore di Dio, che culmina nell’incarnazione del Figlio Gesù e nella effusione dello Spirito Santo.

Ogni uomo è povero, bisognoso e indigente. Quando nasciamo, per vivere abbiamo bisogno delle cure dei nostri genitori, e così in ogni fase e tappa della vita ciascuno di noi non riuscirà mai a liberarsi totalmente dal bisogno e dall’aiuto altrui, non riuscirà mai a strappare da sé il limite dell’impotenza davanti a qualcuno o qualcosa. Anche questa è una condizione che caratterizza il nostro essere “creature”. Il leale riconoscimento di questa verità ci invita a rimanere umili e a praticare con coraggio la solidarietà, come virtù indispensabile all’esistenza.

Questa consapevolezza ci spinge a una prassi responsabile e responsabilizzante, in vista di un bene che è inscindibilmente personale e comune. Solo quando l’uomo si concepisce non come un mondo a sé stante, ma come uno che per sua natura è legato a tutti gli altri, originariamente sentiti come “fratelli”, è possibile una prassi sociale solidale improntata al bene comune. Non dobbiamo temere di riconoscerci bisognosi e incapaci di darci tutto ciò di cui avremmo bisogno, perché da soli e con le nostre sole forze non riusciamo a vincere ogni limite. Non temiamo questo riconoscimento, perché Dio stesso, in Gesù, si è chinato (cfr Fil 2,8) e si china su di noi e sulle nostre povertà per aiutarci e donarci quei beni che da soli non potremmo mai avere.

In questa circostanza della celebrazione solenne in India, voglio ricordare con gioia e ammirazione la figura di Santa Madre Teresa di Calcutta, un modello di carità che ha reso visibile l’amore di Dio per i poveri e i malati. Come affermavo in occasione della sua canonizzazione, «Madre Teresa, in tutta la sua esistenza, è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata. […] Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato; ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini […] della povertà creata da loro stessi. La misericordia è stata per lei il “sale” che dava sapore a ogni sua opera, e la “luce” che rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure lacrime per piangere la loro povertà e sofferenza. La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri» (Omelia, 4 settembre 2016).

Santa Madre Teresa ci aiuta a capire che l’unico criterio di azione dev’essere l’amore gratuito verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, etnia o religione. Il suo esempio continua a guidarci nell’aprire orizzonti di gioia e di speranza per l’umanità bisognosa di comprensione e di tenerezza, soprattutto per quanti soffrono.

La gratuità umana è il lievito dell’azione dei volontari che tanta importanza  hanno nel settore socio-sanitario e che vivono in modo eloquente la spiritualità del Buon Samaritano. Ringrazio e incoraggio tutte le associazioni di volontariato che si occupano di trasporto e soccorso dei pazienti, quelle che provvedono alle donazioni di sangue, di tessuti e organi. Uno speciale ambito in cui la vostra presenza esprime l’attenzione della Chiesa è quello della tutela dei diritti dei malati, soprattutto di quanti sono affetti da patologie che richiedono cure speciali, senza dimenticare il campo della sensibilizzazione e della prevenzione. Sono di fondamentale importanza i vostri servizi di volontariato nelle strutture sanitarie e a domicilio, che vanno dall’assistenza sanitaria al sostegno spirituale. Ne beneficiano tante persone malate, sole, anziane, con fragilità psichiche e motorie. Vi esorto a continuare ad essere segno della presenza della Chiesa nel mondo secolarizzato. Il volontario è un amico disinteressato a cui si possono confidare pensieri ed emozioni; attraverso l’ascolto egli crea le condizioni per cui il malato, da passivo oggetto di cure, diventa soggetto attivo e protagonista di un rapporto di reciprocità, capace di recuperare la speranza, meglio disposto ad accettare le terapie. Il volontariato comunica valori, comportamenti e stili di vita che hanno al centro il fermento del donare. È anche così che si realizza l’umanizzazione delle cure.

La dimensione della gratuità dovrebbe animare soprattutto le strutture sanitarie cattoliche, perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare, sia nelle zone più avanzate che in quelle più disagiate del mondo. Le strutture cattoliche sono chiamate ad esprimere il senso del dono, della gratuità e della solidarietà, in risposta alla logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento che non guarda alle persone.

Vi esorto tutti, a vari livelli, a promuovere la cultura della gratuità e del dono, indispensabile per superare la cultura del profitto e dello scarto. Le istituzioni sanitarie cattoliche non dovrebbero cadere nell’aziendalismo, ma salvaguardare la cura della persona più che il guadagno. Sappiamo che la salute è relazionale, dipende dall’interazione con gli altri e ha bisogno di fiducia, amicizia e solidarietà, è un bene che può essere goduto “in pieno” solo se condiviso. La gioia del dono gratuito è l’indicatore di salute del cristiano.

Vi affido tutti a Maria, Salus infirmorum. Lei ci aiuti a condividere i doni ricevuti nello spirito del dialogo e dell’accoglienza reciproca, a vivere come fratelli e sorelle attenti ai bisogni gli uni degli altri, a saper donare con cuore generoso, a imparare la gioia del servizio disinteressato. A tutti con affetto assicuro la mia vicinanza nella preghiera e invio di cuore la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 25 novembre 2018

Solennità di N. S. Gesù Cristo Re dell’universo

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Mon, 11 Feb 2019 10:19:56 +0000 http://www.mutualpass.it/post/944/1/11-febbraio-2019-giornata-mondiale-del-malato
Accadde oggi... 8 Febbraio http://www.mutualpass.it/post/943/1/accadde-oggi-8-febbraio http://www.mutualpass.it/post/943/1/accadde-oggi-8-febbraio]]> Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d'Egitto l'8 febbraio 1888. Durante gli anni della scuola Ungaretti iniziò precocemente a provare un amore per la poesia, avvicinandosi alla letteratura francese e a quella italiana grazie alle opere di autori come Mallarmé, Baudelaire, Rimbaud e Leopardi. Nel 1906 la conoscenza con Enrico Pea, emigrato in Egitto da poco tempo, lo portò a dare vita alla "Baracca Rossa", un deposito di marmi e legname che presto divenne sede di incontri per anarchici e socialisti.

Nel 1912 si trasferì a Parigi per studiare all'università, frequentando le lezioni del filosofo Bergson e conoscendo molte importanti personalità come Apollinaire, De Chirico, Modigliani, Palazzeschi e Papini. Grazie a Papini, Soffici e Palazzeschi iniziò la collaborazione con la rivista «Lacerba». Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, partecipò alla campagna interventista come volontario, spostandosi fino in Francia per combattere. Alla fine della guerra Ungaretti rimase in Francia e da Parigi fu prima corrispondente del giornale Il Popolo d'Italia e poi impiegato all'ufficio stampa dell'ambasciata italiana. Nel 1920 il poeta sposò Jeanne Dupoix, dalla quale ebbe due figli. Nel 1921 si è trasferì a Marino, vicino Roma cominciando a collaborare con l'Ufficio stampa del Ministero degli Esteri.

Nel 1928 si convertì al cattolicesimo. Dal 1931 fu inviato speciale per «La Gazzetta del Popolo», compiendo viaggi in Egitto, Corsica, Olanda e in Italia meridionale. Nel 1942, dopo una parentesi da insegnante all’università di San Paolo del Brasile, Ungaretti tornò in Italia, ottenendo la cattedra di Letteratura moderna e contemporanea presso l'Università di Roma. Nello stesso anno la casa editrice Mondadori iniziò a pubblicare le sue opere. Nel 1970 ottenne un prestigioso premio internazionale da parte dell'Università dell'Oklahoma, negli Stati Uniti, dove si recò per l'ultimo viaggio. Morì a Milano l’1 Giugno 1970 a causa di una broncopolmonite.

Tra le tante opere, ricordiamo le principali: “Il porto sepolto” da l’Allegria, “Veglia” da l’Allegria, “I fiumi” da l’Allegria, “Commiato” da l’Allegria, “Non gridate più” da il Dolore.


Jules Verne nacque a Nantes, l'8 febbraio 1828. Ad undici anni, già mosso dallo spirito d'avventura, cercò di imbarcarsi clandestinamente sulla nave La Coralie, ma fu scoperto per tempo e bloccato dal padre.

A vent'anni si trasferì a Parigi per studiare legge, e nella capitale entrò in contatto con il miglior mondo intellettuale dell'epoca. Frequentò soprattutto la casa di Dumas padre, dal quale venne incoraggiato nei suoi primi tentativi letterari. Intraprese dapprima la carriera teatrale, scrivendo commedie e libretti d'opera; ma lo scarso successo lo costrinse nel 1856 a cercare un'occupazione più redditizia presso un agente di cambio a Parigi. Un anno dopo sposava Honorine Morel. Nel frattempo entrava in contatto con l'editore Hetzel di Parigi e, nel 1863, pubblicava il romanzo Cinque settimane in pallone. La fama e il successo giunsero immediatamente.

Lasciato l'impiego, si dedicò esclusivamente alla letteratura e un anno dopo l'altro - in base a un contratto stipulato con l'editore Hetzel - venne via via pubblicando i romanzi che compongono l'imponente collana dei Viaggi straordinari - I mondi conosciuti e sconosciuti e che costituiscono il filone più avventuroso della sua narrativa. Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari, L'isola misteriosa, Il giro del mondo in 80 giorni, Michele Strogoff sono i titoli di alcuni fra i suoi libri più famosi. La sua opera completa comprende un'ottantina di romanzi o racconti lunghi, e numerose altre opere di divulgazione storica e scientifica. Con il successo era giunta anche l'agiatezza economica, e Verne, nel 1872, si stabilì definitivamente ad Amiens, dove continuò il suo lavoro di scrittore, conducendo, nonostante la celebrità acquistata, una vita semplice e metodica. La sua produzione letteraria ebbe termine solo poco prima della morte, sopravvenuta a settantasette anni, il 24 marzo 1905.

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Fri, 8 Feb 2019 17:57:11 +0000 http://www.mutualpass.it/post/943/1/accadde-oggi-8-febbraio
Oggi l’inaugurazione della mostra “Observateurs d’Art – Curiosi a Parigi” http://www.mutualpass.it/post/942/1/oggi-l-inaugurazione-della-mostra-observateurs-d-art-&8211-curiosi-a-parigi- http://www.mutualpass.it/post/942/1/oggi-l-inaugurazione-della-mostra-observateurs-d-art-&8211-curiosi-a-parigi-]]> Oggi, venerdì 8 febbraio, alle ore 18, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele, si inaugura la mostra “Observateurs d’Art” di Aurelio Valentini e Antonio Giocondo. La mostra, curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto “Opera al Centro”, verrà presentata dal critico Mariateresa Zagone.

Aurelio Valentini e Antonio Giocondo, amici da sempre, lo scorso luglio hanno condiviso l’esperienza di una vacanza di due settimane a Parigi. Armati delle loro macchine fotografiche vagano per i lungosenna, i mercati, le gallerie d’arte e i grandi musei, fotografando gli sguardi, gli atteggiamenti, i colori della gente e dei visitatori dei musei, raccogliendo più di 6.000 scatti. Nasce così il progetto di una doppia personale pittorica e fotografica con l’intento di rendere omaggio agli Observateurs d’Art ed ai curiosi che fanno girare il mondo.

La mostra, che si compone di 30 opere di identico formato, vuole essere una riflessione sul dialogo tra fotografia e pittura e potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dall’8 al 19 febbraio 2019 nelle fasce orarie 10:00/13:00; 16:00/19:00.

 

“OBSERVATEURS D’ART” –  CURIOSI A PARIGI
di Aurelio Valentini e Antonio Giocondo
Teatro Vittorio Emanuele, via Garibaldi – Messina
Dall’8 al 19 febbraio 2019.
Inaugurazione, venerdì 8 febbraio 2019, ore 18:00

Messina, 6 febbraio 2019.

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Fri, 8 Feb 2019 10:03:07 +0000 http://www.mutualpass.it/post/942/1/oggi-l-inaugurazione-della-mostra-observateurs-d-art-&8211-curiosi-a-parigi-
Stella - Takis Würger http://www.mutualpass.it/post/941/1/stella-takis-w&252rger http://www.mutualpass.it/post/941/1/stella-takis-w&252rger]]> Stella di Takis Würger è un romanzo d’amore edito da Feltrinelli ambientato nella Berlino nazista del 1942, ispirato alla storia vera della collaborazionista ebrea Stella Ingrid Goldschlag, narrante la storia d’amore ossessiva e adrenalinica tra il pittore svizzero Friedrich e una ragazza molto attraente e sicura di sé di nome Kristin, che l’autore ha voluto dedicare al bisnonno Willi Waga, ucciso nei campi di sterminio durante l’operazione Aktion T4.

Giunto a Berlino per frequentare l’istituto d’arte e coltivare le proprie ambizioni artistiche, Friedrich spera di poter acquisire anche quella forza che rintraccia nella società e nella cultura tedesca che ammira molto. Dal padre Friedrich ha appresso l‘amore della verità: principio che gli costerà caro quando dopo aver lanciato con gli amici una palla di neve a un vetturino si ritrova il viso sfregiato dal punteruolo, qualche dente rotto e l’impossibilità di riconoscere i colori a causa dell’acromatopsia cerebrale provocata dal trauma; mentre la madre è una pittrice dilettante dedita all’alcool che prova una fascinazione per Adolf Hitler che la porta ad entrare in contrasto col marito il quale, appassionato dalla lettura e l’amore e il rispetto per le culture diverse, vede con preoccupazione crescente la diffusione dell’antisemitismo anche nella Svizzera neutrale.

Il primo giorno di accademia Friedrich si ritrova a ritrarre una modella di cui alla fine della lezione, sulla via del ritorno, apprende il nome e con cui instaura fin da subito un rapporto stretto che nel giro di breve tempo si trasforma in amore. Insieme a Kristin il protagonista si ritrova a frequentare i locali alla moda e proibiti della Berlino degli anni ’40, come il Melodie Club, dove si ascoltano jazz e swing e si trovano tipi oscuri come ad esempio il sottotenente delle SS Tristan Von Appen. Un giorno però Kristin scompare e quando ritorna Friedrich quasi quasi non la riconosce di come è mal ridotta. Il volto emaciato, la testa rasata coperta da un foulard, le spalle lussate e il corpo ricoperto di ferite sono il risultato di una tortura disumana che non può lasciare indifferenti.

Tuttavia chi è davvero Kristin? Cosa nasconde veramente? Perché non riesce a essere del tutto sincera con l’uomo che dichiara di amare e di cui lui si è invaghito perdutamente? Con la sua seconda prova narrativa il giornalista d’inchiesta per il “Der Spiegel” è riuscito a scrivere un romanzo conturbante che fa riflettere su come sia sottile la linea che separa la verità dalla menzogna e come il male sia subdolo oltreché banale e possa trasformare il perseguitato in persecutore.

L’opera presenta inoltre in ogni capitolo un resoconto dei fatti storici salienti – in particolare vengono menzionati i fatti salienti del 1942 - e estratti degli atti processuali del processo contro la Goldschlag, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, che non ne pregiudicano la scorrevolezza e la piacevolezza della lettura ma, anzi, conferiscono veridicità al romanzo. 

In conclusione un romanzo sulla figura di Stella Goldschlag era necessario e lo scrittore tedesco riesce a farlo con realismo, facendo comprendere quanto sia stato difficile per questa donna tedesca di origini ebraiche collaborare con la Gestapo per condannare alla morte un vasto numero di ebrei per salvare la vita dei suoi genitori - cosa che non gli riuscì - e la sua. Certo il comportamento della Goldschlag è assolutamente deprecabile, ma in un clima di terrore e di sospetto saremmo stati capaci invece noi di fare la scelta giusta? Questa è una domanda a cui non si può dare risposta. In ogni caso all’epoca si doveva fare una scelta e Goldschlag optando per la collaborazione ha scelto la parte sbagliata con il risultato che i sensi di colpa non l’hanno abbandonata per tutta la vita. 

Roberto Cavallaro

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Wed, 6 Feb 2019 11:14:10 +0000 http://www.mutualpass.it/post/941/1/stella-takis-w&252rger
4 Febbraio 2019 - Giornata Mondiale contro il Cancro http://www.mutualpass.it/post/940/1/4-febbraio-2019-giornata-mondiale-contro-il-cancro http://www.mutualpass.it/post/940/1/4-febbraio-2019-giornata-mondiale-contro-il-cancro]]> Oggi, 4 Febbraio, si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro, il World Cancer Day, nato nel 2000 al Summit mondiale contro il cancro per il nuovo millennio a Parigi con lo scopo di promuovere la ricerca, prevenire il cancro, migliorare i servizi per i pazienti, sensibilizzare e mobilitare la comunità globale.

Più di un terzo dei casi di cancro può essere prevenuto. Un altro terzo può essere curato se rilevato precocemente e trattato correttamente. Implementando strategie appropriate alla prevenzione, alla diagnosi precoce e al trattamento, possiamo risparmiare fino a 3,7 milioni di vite ogni anno. Oggi sappiamo di più sul cancro che mai. Investendo in ricerca e innovazione, abbiamo assistito a straordinarie scoperte nel campo della medicina, della diagnostica e della conoscenza scientifica. Più sappiamo, più progressi possiamo fare per ridurre i fattori di rischio, aumentare la prevenzione e migliorare la diagnosi, la prevenzione, il trattamento e la cura. Negli ultimi anni, le Nazioni Unite, l'Organizzazione mondiale della sanità e altre agenzie delle Nazioni Unite hanno riconosciuto l'urgente necessità di un impegno globale per andare verso un mondo senza cancro.

Oggi più della metà (65%) delle morti per cancro si sta verificando nelle parti meno sviluppate del mondo. Anche se si vive in un paese a più alto reddito, esistono ancora disuguaglianze nelle comunità a basso reddito, indigene, immigrate, rifugiate e rurali. Un accesso paritario alla prevenzione del cancro, alla diagnosi, al trattamento e all'assistenza può salvare vite umane.

Il 2019 segna il lancio della campagna "I Am and I Will" per il triennio 2019 - 2021. “Io Sono e Sarò” è un potenziamento dell'invito all'azione per l'impegno personale e rappresenta il potere delle azioni individuali intraprese ora per avere un impatto sul futuro.

Chiunque tu sia, hai il potere di ridurre l'impatto del cancro per te, le persone che ami e per il mondo. È tempo di prendere un impegno personale.


Fonte: worldcancerday.org

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Mon, 4 Feb 2019 10:25:07 +0000 http://www.mutualpass.it/post/940/1/4-febbraio-2019-giornata-mondiale-contro-il-cancro
Fino a venerdì 8 febbraio "Colore e Forma", la mostra del pittore e scultore siciliano Montaperto http://www.mutualpass.it/post/939/1/fino-a-venerdi-8-febbraio-colore-e-forma-la-mostra-del-pittore-e-scultore-siciliano-montaperto http://www.mutualpass.it/post/939/1/fino-a-venerdi-8-febbraio-colore-e-forma-la-mostra-del-pittore-e-scultore-siciliano-montaperto]]> “Colore e forma" è il titolo della mostra d'arte che si aprirà sabato 26 gennaio 2019, ore 18, presso la Galleria Arte Cavour di Corso Cavour 119, Messina.
Montaperto, pittore e scultore siciliano autodidatta, opera in Sicilia e in Toscana ed espone a Messina dopo un lungo periodo di riflessione lontano dalle gallerie d'arte.

Montaperto è un artista che agisce nell'ambito del figurativo, le sue opere sono sincere nella creazione e immediate nella comprensione. In questo senso i suoi lavori parlano direttamente al cuore dello spettatore; non per questo sono opere semplici in se stesse, sono il frutto di grande esperienza artistica e mostrano una concezione di arte e vita che trascende le barriere di comprensione intellettuale tra artista e visitatore. Il concetto diviene chiaro citando una sua frase: Con le mie opere si può semplicemente dire “mi piace” o “non mi piace”, non è necessario dire “non l’ho capita”.
Montaperto, illustratore di fama internazionale, espone pitture e sculture create con tecniche varie, usando quello che ritiene più adatto al soggetto ritratto e all’impressione che gli ha dato e che vuole trasmettere.

“Colore e forma" rimarrà aperta fino al 8 febbraio. La mostra osserverà i seguenti orari di visita: da lunedì al sabato dalle ore 17.00 alle 20.00.

 

Ingresso Gratuito

Contatti con galleria:

galleria.artecavour@libero.it

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Fri, 1 Feb 2019 10:39:29 +0000 http://www.mutualpass.it/post/939/1/fino-a-venerdi-8-febbraio-colore-e-forma-la-mostra-del-pittore-e-scultore-siciliano-montaperto
10 Libri sulla Shoah http://www.mutualpass.it/post/938/1/10-libri-sulla-shoah http://www.mutualpass.it/post/938/1/10-libri-sulla-shoah]]> In occasione del Giorno della Memoria, la ricorrenza internazionale designata dall’Onu per commemorare le vittime dell'Olocausto, vogliamo proporvi un elenco di 10 libri sulla Shoah scelti e recensiti da Roberto Cavallaro.

Titolo: Stella;

Autore: Takis Würger;

Editore: Feltrinelli;

Collana: I Narratori;

Genere: Narrativa – romanzo storico;

Pagine: 192;

Prezzo: 16,00 €;

Pubblicazione: Gennaio 2019

ISBN: 9788807033278

Traduttore: Nicoletta Giacon.

 

“Stella” è un romanzo storico di Takis Würger ispirato alla storia vera di Stella Goldschlag, una ragazza ebrea che ha collaborato con la Gestapo per selezionare gli ebrei da inviare nei campi di concentramento per poter in cambio avere salva la propria vita e quella dei genitori.

Un romanzo che illumina su una questione oscura della Shoah, quale quella del collaborazionismo degli ebrei già descritto da Hannah Arendt nel saggio-reportage “La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme”.


Titolo: Liliana Segre. Il mare nero dell’indifferenza;

Autore: Giuseppe Civati;

Editore: People;

Collana: Storie;

Genere: Saggio;

Pagine: 110;

Prezzo: 12,00 €;

Pubblicazione: Gennaio 2019;

ISBN: 9788832089011.

 

“Liliana Segre. Il mare nero dell’indifferenza” è un saggio di Giuseppe Civati che analizza la testimonianza di Liliana Segre e il messaggio politico da lei espresso in occasione della nomina a senatrice a vita della Repubblica italiana da parte del Presidente Sergio Mattarella.

Segre è stata dapprima vittima delle leggi razziali del 1938 che le hanno impedito di frequentare la scuola e, dopo essere stata clandestina e aver chiesto asilo invano, è stata deportata ad Auschwitz il 30 gennaio 1944 insieme al padre Alberto, che però non sopravvisse all’internamento.


Titolo: Noi, bambine ad Auschwitz;

Autori: Andra e Tatiana Bucci;

Editore: Mondadori;

Collana: Strade blu;

Genere: Memoir;

Pagine: 160;

Prezzo: 17,00 €;

Pubblicazione: Gennaio 2019;

ISBN: 9788804708254.

 

 

La sera del 28 marzo 1944 la famiglia Perlow viene deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Si interrompe così la felicità trovata a Fiume dopo aver peregrinato lungo l’Europa per fuggire ai pogrom antiebraici.

Le sorelle Tatiana (6 anni) e Andra (4) vengono internate, insieme al cugino Sergio (7), in un Kinderblock, la sezione dei campi di concentramento dedita alle sperimentazioni mediche più raccapriccianti. Le due sorelle ce la faranno a sopravvivere e con questo memoir raccontano la loro esperienza di sopravvissute alla Shoah.


Titolo: La scomparsa di Josef Mengele;

Autore: Olivier Guez;

Editore: Neri Pozza;

Collana: Bloom;

Genere: Narrativa – romanzo storico;

Pagine: 240;

Prezzo: 16,50 €;

Pubblicazione: Marzo 2018;

ISBN: 9788854516045;

Traduttore: Margherita Botto

 

“La scomparsa di Josef Mengele” è un romanzo storico di Olivier Guez vincitore del Prix Renaudot 2018, che narra di come “l’angelo della morte” teorico della selezione della razza, Josef Mengele, sia riuscito a emigrare in Argentina per vivere sotto copertura con la complicità del governo di Peron e dei tedeschi simpatizzanti del nazismo, riuscendo a vivere una vita relativamente normale e perfino a rientrare in Germania svariate volte. Tuttavia nel resto del mondo la caccia ai gerarchi nazisti si fa più accesa che mai e contro Mengele è stato intentato un processo con numerose testimonianze delle vittime dei suoi atroci esperimenti.

Un romanzo fondamentale che aiuta a comprendere il desiderio di verità e giustizia delle vittime dell’Olocausto e l’ipocrisia dei gerarchi nazisti che, alla fine della guerra, si creano una seconda vita per sfuggire ai propri crimini. 


Titolo: Veniva da Mariupol;

Autore: Natasha Wodin;

Editore: L’Orma Editore;

Collana: Kreuzville Aleph;

Genere: Memoir – romanzo autobiografico;

Pagine: 384;

Prezzo: 21,00 €;

Pubblicazione: Ottobre 2018;

ISBN: 9788899793586;

Traduttori: Anna Ruchat, Marco Federici Solari.

 

“Veniva da Mariupol” è un libro della scrittrice tedesca di origini ucraine Natasha Wodin, edito da L’Orma Editore, a metà strada tra memoir e romanzo storico.

All’età di settant’anni l’autrice scopre, navigando su un sito russo, informazioni sulla madre di cui sa poco e nulla. Inizia così un’indagine che la porterà a rintracciare le origini della sua famiglia, dispersa dagli eventi storici del Novecento, nella città ucraina di Mariupol. Qui viene a sapere che i genitori furono deportati come forza lavoro (Osterbeiter) al servizio del Terzo Reich e attraverso la sua voce il lettore apprende anche la situazione dei rifugiati russi e ucraini all’indomani della Seconda Guerra Mondiale.


Titolo: Le assaggiatrici;

Autore: Rosella Postorino;

Editore: Feltrinelli;

Collana: I Narratori;

Genere: Narrativa – romanzo storico;

Pagine: 288;

Prezzo: 17,00 €;

Pubblicazione: Gennaio 2018;

ISBN: 9788807032691.

 

 

“Le assaggiatrici” è un romanzo storico di Rosella Postorino, vincitrice del Premio Campiello 2018, che affronta il tema delle donne incaricate di assaggiare il cibo del Führer per verificare se fosse avvelenato o meno. Ispirandosi alla storia di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Klausendorf) l’autrice racconta la vicenda eccezionale di Rosa Sauer che, prelevata dalle SS, si ritrova suo malgrado a fare da assaggiatrice del dittatore e a vivere una storia d’amore con un tenente delle SS che pensava non fosse possibile.


Titolo: da duemila anni;

Autore: Mihail Sebastian;

Editore: Fazi Editore;

Collana: Le strade;

Genere: Romanzo storico e di formazione;

Pagine: 278;

Prezzo: 17,00 €;

Pubblicazione: Gennaio 2018;

ISBN: 9788893252225;

Traduttore: Maria Luisa Lombardo.

 

“da duemila anni” è un romanzo dello scrittore rumeno Mihail Sebastian che affronta l’ascesa dell’antisemitismo nell’Europa dell’Est. Il protagonista è uno studente ebreo che si trova a frequentare l’Università di Bucarest negli anni Venti e insieme ai colleghi correligionari deve affrontare quotidianamente angherie e soprusi. Lui però a differenza degli altri non vuole accettare la violenza come un martire e, d’altra parte, pur ritenendosi antisionista non è disposto a negare la propria religione. Questo dissidio interiore lo spingerà a una vita di bagordi, passando le serate bevendo e conversando in compagnia di rivoluzionari, libertini e fanatici quali il determinato marxista S.T. Haim, il sionista Sami Winkler e il carismatico professor Ghiţă Blindaru.

Uscito nel 1934, “da duemila anni” è da considerarsi un classico del Novecento e un documento inestimabile che permette di comprendere le radici dell’antisemitismo e prova a dare una risposta all’odio diffuso.


Titolo: I bambini di Moshe. Gli orfani della Shoah e la nascita di Israele.

Autore: Sergio Luzzatto;

Editore: Einaudi;

Collana: Einaudi Storia;

Genere: Saggio;

Pagine: 408;

Prezzo: 32,00 €;

Pubblicazione: Gennaio 2018;

ISBN: 9788806226060.

 

“I bambini di Moshe. Gli orfani della Shoah e la nascita di Israele” è un saggio storico di Sergio Luzzatto che analizza le storie degli orfani ebrei dell’Europa centrale e orientale cresciuti nell’orfanotrofio Selvino, nella Bergamasca, gestito dal sionista Moshe Zeiri.

Falegname di formazione con la vocazione per il teatro, Moshe faceva parte di un piccolo gruppo di ebrei dell’Europa centro-orientale immigrati negli anni Trenta in Palestina e che, fra il 1944 e il 1945, sono venuti in Italia come soldati volontari del Genio britannico per cercare di salvare il salvabile.

Nel centro di Selvino Moshe organizza una sorta di repubblica degli orfani e attraverso una seconda educazione li prepara a una seconda vita, per poter vivere liberamente nel nuovo Stato di Israele.


Titolo: Si chiamava Anne Frank;

Autori: Miep Gies con Allison Leslie Gold;

Editore: UTET;

Genere: Memoir;

Pagine: 320;

Prezzo: 15,00 €;

Pubblicazione: Gennaio 2018;

ISBN: 9788851157166;

Traduttore: Francesco Forti.

 

 

“Si chiamava Anne Frank” è un memoir scritto da Miep Gies in collaborazione con Allison Leslie Gold in cui l’autrice olandese di origini austriache ricorda l’amicizia con la famiglia Frank e il periodo in cui diede loro ospitalità nel tentativo di salvarli dai campi di concentramento.

Gies non riuscirà a impedire che la famiglia venga deportata, ma riuscirà a conservare e proteggere il “Diario” di Anne e di consegnarlo al padre Otto alla fine della guerra.


Titolo: I sommersi e i salvati;

Autore: Primo Levi;

Editore: Einaudi;

Collana: Super ET;

Genere: Saggio;

Pagine: 196;

Prezzo: 12,00 €;

Pubblicazione: Giugno 2014;

ISBN: 9788806222680.

 

 

“I sommersi e i salvati” è un saggio di Primo Levi, considerato un classico della letteratura sulla Shoah, nel quale lo scrittore s’interroga su una serie di questioni che hanno portato all’Olocausto. In particolare Levi si domanda quali sono le strutture gerarchiche di un sistema autoritario e le tecniche da esso utilizzate per annientare la personalità di un individuo; i rapporti instaurati tra oppressori e oppressi; chi sono le persone che occupano la “zona grigia” della collaborazione; come si costruisce un mostro totalitario; qual era la logica della macchina dello sterminio e se fosse stato possibile comprenderla dall’interno; come funziona la memoria di chi vive un’esperienza estrema e se fosse stato possibile ribellarsi.

Quello di Primo Levi è un saggio imprescindibile per capire il Novecento e le caratteristiche dell’uomo contemporaneo dal momento che, come dice l’autore, “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.  

 

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Mon, 28 Jan 2019 11:00:34 +0000 http://www.mutualpass.it/post/938/1/10-libri-sulla-shoah
La musica dei campi di sterminio http://www.mutualpass.it/post/934/1/la-musica-dei-campi-di-sterminio http://www.mutualpass.it/post/934/1/la-musica-dei-campi-di-sterminio]]> Oggi, 27 gennaio, celebriamo il Giorno della Memoria, la ricorrenza internazionale designata dall’Onu per commemorare le vittime dell'Olocausto, in un modo unico e particolare. Non vogliamo lasciarci fuorviare dalla retorica delle parole ma, invece, guidare dall’emozione della musica, in particolare quella che veniva prodotta e musicata all’interno dei campi di concentramento e che faceva da triste colonna sonora al drammatico sterminio nazista.

Il maestro Francesco Lotoro, Pianista italiano nato a Barletta nel 1964, ha dedicato gli ultimi 30 anni della sua vita a rintracciare, raccogliere e documentare oltre 8 mila opere musicali scritte all’interno dei campi di concentramento. Questi brani, sono stati incisi, e sono oggi parte di un’enciclopedia della musica “concentrazionaria”. Il progetto di raccogliere l'intera letteratura pianistica prodotta durante gli eventi più drammatici del Novecento, inizia con la raccolta e l'incisione di tutte le opere pianistiche e cameristiche scritte da Alois Pinos, Petr Pokorny, Petr Eben e altri dopo la Primavera di Praga, e soprattutto incidendo alcune opere per l'Enciclopedia discografica in 48 CD-volumi KZ Musik .

KZ Musik rappresenta uno dei più grandi sforzi storiografici, editoriali e artistici mai compiuti e consiste nella registrazione discografica dell'intero corpus musicale creato in tutti i luoghi di cattività, deportazione e privazione dei diritti umani dall'apertura dei Lager di Dachau e Börgermoor sino alla liberazione di tutti i Campi alla fine della Seconda guerra mondiale sia sul versante eurasiatico (maggio 1945) che pacifico (agosto 1945). In questa raccolta, ha inciso, unico pianista al mondo, la monumentale Sinfonia n.8 di Erwin Schulhoff per pianoforte (scritta nel Campo di internamento di Wuelzburg), la partitura pianistica del Don Quixote tanzt Fandango di Viktor Ullmann (scritta a Theresienstadt) e del Nonet di Rudolf Karel (scritta nel carcere di Pankràc a Praga). 

Tra le storie più forti c’è quella del recupero di una partitura contenuta all’interno di un violino recuperato nel campo di sterminio di Auschwitz e appartenuto ad Eva Maria, una ragazza ebrea di 22 anni che, con il fratello Enzo, stava scappando in Svizzera. Una fuga interrotta a Tradate, dove vennero catturati dai Tedeschi e caricati su un treno con destinazione Auschwitz. La ragazza teneva stretto il suo violino custodito in un vecchio astuccio nero. Prima di morire nel lager, la ragazza riuscì a consegnare lo strumento al fratello perché potesse ricordarsi di lei, del suo amore per lui, per la musica che li aveva sempre tenuti legati, come nel messaggio che gli lasciò nel violino dove le note della sua musica si sposano con i numeri della sua matricola e la scritta Der Musik Macht Frei (la musica rende liberi).

Negli ultimi anni, oltre al progetto tutto italiano di Lotoro, in ogni parte del mondo si cerca di recuperare e dare nuova vita alle sinfonie capaci di far vibrare l’animo, di attraversare il tempo e lo spazio per giungere a noi con la forza che solo la memoria può concederci. Ricordare è fondamentale e farlo attraverso le emozioni è più semplice per evitare che simili atrocità possano ripetersi in futuro.

MutualPass

 

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Sat, 26 Jan 2019 15:46:31 +0000 http://www.mutualpass.it/post/934/1/la-musica-dei-campi-di-sterminio
Arriva Medika - Card della Salute, per risparmiare sulle Spese Sanitarie http://www.mutualpass.it/post/937/1/arriva-medika-card-della-salute-per-risparmiare-sulle-spese-sanitarie http://www.mutualpass.it/post/937/1/arriva-medika-card-della-salute-per-risparmiare-sulle-spese-sanitarie]]> MutualPass si rinnova cambiando la veste grafica del proprio strumento sanitario, arriva Medika – Card della Salute, che ti permette di risparmiare sulle Spese Sanitarie.

Rimane dunque immutato l’utilizzo e la sostanza della card che, nel rispetto della filosofia etica del progetto MutualPass, consente un accesso agevolato alle prestazioni mediche private.

MutualPass è l’idea, il pensiero e la genesi di una serie di progetti che coinvolgono Arte e Medicina, Medika è il braccio operativo in ambito sanitario, non è semplicemente una card, è un passepartout che garantisce una maggiore rapidità di servizi e permette la fruizione di prestazioni sanitarie altamente qualificate a condizioni economiche di riguardo.

MEDIKA di MutualPass agisce nell’ambito della salute e del benessere dei cittadini, esplicando la sua attività attraverso un network di convenzioni stipulate con alcuni operatori della sanità privata, proponendo, fra l’altro, agevolazioni per percorsi fitness e wellness e per acquisti di prodotti sanitari farmaceutici, parafarmaceutici e biologici.

MEDIKA di MutualPass è un’idea, un’iniziativa, una proposta, è una card valida per l’anno solare di sottoscrizione, che non si rinnova automaticamente alla scadenza, che non costituisce iscrizione ad alcuna associazione, ma che offre prestazioni sanitarie di qualità, tempi di attesa ridotti, condizioni economiche vantaggiose e che permette, con il primo utilizzo, di recuperare l’intero costo annuale della carta.

I cittadini e le proprie famiglie, dunque, hanno l’opportunità di mettersi in contatto con una rete di operatori dislocati nel territorio e, sottoscrivendo il modulo di adesione, possono accedere a servizi e/o prestazioni in tempi rapidi e a condizioni privilegiate chiare e trasparenti. Le strutture e gli operatori convenzionati garantiscono al titolare della carta tariffe scontate dal 5% al 30% e persino al 50% rispetto a quelle normalmente applicate dagli stessi soggetti alla clientela ordinaria.

La Carta è nominativa, consente sconti e/o agevolazioni su tutte le prestazioni e i servizi previsti dalla convenzione con gli operatori sanitari aderenti all’iniziativa e indicati sul sito web.

Annualmente verrà proposta la quota di adesione che dovrà essere corrisposta in un’unica soluzione e non sarà rimborsabile in caso di mancato utilizzo della Card.

Per ottenere MEDIKA di MutualPass è sufficiente compilare la scheda di adesione, sottoscriverla e pagare la quota annuale. La Fruibilità è immediata perché la riduzione sui costi potrà essere applicata esibendo la carta ed un documento di riconoscimento valido.

MEDIKA di MutualPass è una card PERSONALE e costa appena 25 euro l’anno. Ogni carta aggiuntiva per i componenti del proprio nucleo familiare costa 15 euro l’anno (*)

MEDIKA di MutualPass è il partner ideale per la salute, per il benessere, per il risparmio e la solidarietà in Sanità, per tutti coloro che credono nella prevenzione e nella cura.

 

MutualPass

 

 

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Sat, 26 Jan 2019 11:57:05 +0000 http://www.mutualpass.it/post/937/1/arriva-medika-card-della-salute-per-risparmiare-sulle-spese-sanitarie
Sabato 26 gennaio 2019 la presentazione del libro "La Dieta Persona" http://www.mutualpass.it/post/936/1/sabato-26-gennaio-2019-la-presentazione-del-libro-la-dieta-persona http://www.mutualpass.it/post/936/1/sabato-26-gennaio-2019-la-presentazione-del-libro-la-dieta-persona]]> Sabato 26 gennaio alle ore 15,30 al salone degli Specchi della provincia di Messina la presentazione del libro "La dieta persona" scritto dalla Dott.ssa Tiziana Stallone. Con l'autrice dialogherà la dott.ssa Simona Brigandì insieme alla giornalista Simona Arena. Argomento di geniale interesse che può aiutare noi tutti grandi e piccini, uomini e donne a regolare un giusto rapporto con la nutrizione. Abbiamo la possibilità di ascoltare Tiziana Stallone, nota ospite televisiva, dal vivo e di interrogarla su varie curiosità.

La Dieta Persona è l'unico metodo che affronta i problemi di peso e di alimentazione sulla base del proflilo psicologico, è un libro che insegna a dimagrire individuando e basandosi sulla vostra personalità (appartenete alla tipologia di mangiatore sociale, malinconico, compulsivo, edonista?) e costruendo il regime alimentare che sia realmente la dieta migliore per voi. Per dimagrire, è necessario trasformare quello che dovreste fare in quello che riuscirete a fare e a portare avanti nel tempo. Focalizzandosi sui vostri personali bisogni, La dieta persona funziona proprio dove le diete prescrittive e generalizzate falliscono, non considera solo le calorie che ingerite, ma anche le vostre richieste emozionali. Asseconda le vostre necessità e tiene conto dei “punti deboli” di ciascuno, ignorati dalle altre diete e spesso causa del fallimento o dell’abbandono del regime alimentare prescritto. Non solo cibi sani, dunque, ma veri e propri menù che suggeriscono la routine e gli alimenti giusti per voi. Perdere peso velocemente e riacquisirlo altrettanto velocemente (sindrome yo-yo) è un pericoloso e frustrante effetto delle diete che non tengono conto dei personali, reali bisogni del nostro metabolismo. La dieta persona vi accompagna nel costruire un regime alimentare personalizzato, che potete mantenere anche nel lungo periodo.

 

Tiziana Stallone è dottore di ricerca in Anatomia e Docente a contratto all’Università di Torvergata; ha una seconda laurea in Scienza della Nutrizione clinica applicata. Svolge la libera professione a Roma in uno studio associato psichiatrico e nutrizionale. Ha partecipato e partecipa in qualità di esperta a numerose trasmissioni televisive, da Uno mattina, a La vita in diretta e a Buongiorno benessere, su RaiUno, a Di martedì, su La7. È stata autrice e co-conduttrice della trasmissione radiofonica La dolce linea su Raiwebradio. Ha pubblicato numerosi testi su riviste scientifiche internazionali e scrive regolarmente per testate giornalistiche e riviste nazionali. Dal 2015 è presidente della Cassa di previdenza dei biologi.

 

 

MutualPass

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Fri, 25 Jan 2019 15:33:20 +0000 http://www.mutualpass.it/post/936/1/sabato-26-gennaio-2019-la-presentazione-del-libro-la-dieta-persona
Oggi, 25 Gennaio, l’inaugurazione della mostra di Giuseppe Geraci per "Opera al Centro" http://www.mutualpass.it/post/935/1/oggi-25-gennaio-l-inaugurazione-della-mostra-di-giuseppe-geraci-per-opera-al-centro http://www.mutualpass.it/post/935/1/oggi-25-gennaio-l-inaugurazione-della-mostra-di-giuseppe-geraci-per-opera-al-centro]]> Venerdì 25 gennaio alle 18, nei saloni espositivi al secondo piano del Teatro Vittorio Emanuele, si inaugura la personale “Paesaggi a modo mio” di Giuseppe Geraci. La mostra, curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto “Opera al Centro”, verrà presentata dal critico e storico dell’arte Mosè Previti.

Giuseppe Geraci è architetto, maestro orafo, scultore e pittore. L’artista ha lavorato in tutti questi campi per oltre quarant’anni con un’intensa produzione testimoniata da progetti, mostre, rassegne e pubblicazioni. Un’attività eclettica quanto organica, nettamente segnata da un’estetica molto definita e coerente. Gli elementi della sua poetica sono certamente agganciati alle grandi elaborazioni della cultura artistica italiana del ‘900, al momento di Arte Concreta, ma ancora di più a quella idea di opera d’arte come esito di un ponderato progetto che, ancora oggi, è uno dei pilastri della produzione estetica del nostro Paese. L’idea del progetto discende dalla sua formazione di architetto (Palermo, 1973) e dalla pratica iniziale presso lo studio palermitano di Roberto Calandra, uno dei personaggi chiave dell’architettura e della cultura siciliana tra Fascismo e Ricostruzione.  Tuttavia, la certezza dell’operare secondo una definizione netta di idee e di obiettivi, discende anche dal carattere personale che predilige la chiarezza del dire e del pensare, secondo quella vecchia scuola di uomini e di artisti che per lungo tempo hanno tenuto alto il nome della nostra cultura. 

L’arte di Geraci non è solo il prodotto di un lavoro mentale, di un alto esercizio della ragione e della tecnica. Geraci porta nei suoi lavori un orizzonte di sensazioni, di riflessioni sull’esistenza, usa le forme geometriche, le tangenze, le scale, per raccontare precisi concetti, precisi fatti della vita che astrae in forme universali. Il suo non è uno scranno apollineo che resiste anestetizzato allo scorrere del tempo. La sua metafisica è sensibile, fragile e forte insieme nell’apertura, nell’espressione di un disagio, di un dubbio, di un fremito, attraverso un linguaggio che è sempre parimenti architettonico e pittorico. Nella pittura dell’ultimo decennio questo è stato particolarmente evidente nelle opere del ciclo “Nonsoloarchitettura” (2009), dove l’artista esplicitava il personale momento di confronto con il mondo e con l’inesorabile scorrere del tempo. Sul tappeto c’erano anche i temi della città come spazio di creazione liberato dall’ortodossia della linea edilizia, il rapporto con la propria famiglia, la fede come punto di irraggiamento di una salvazione d’anima ma anche come prospettiva mentale e pratica dell’esistenza. Sottile e persistente, in quel ciclo, come in tutta la sua produzione, era il territorio, il paesaggio, lo spazio fisico e geografico dello Stretto e dell’Isola.

Si tratta del tema portante di questa mostra, l’ultima evoluzione della sua poetica che qui arriva a confrontarsi con la meravigliosa potenza della natura, con l’irresistibile ricchezza della realtà attivando, more solito, quella sintesi in cui comprensione razionale, cartesiana, e sguardo psicologico individuale camminano insieme. Sospetto che l’artista abbia costruito questo ciclo volendo produrre la summa di tutta la sua esperienza, di tutti gli elementi del suo linguaggio. Infatti, in questi “paesaggi” c’è tutto: l’oro dei suoi gioielli, la scansione prospettica dello spazio della sua architettura, il colore come campitura, come risultato delle caratteristiche dei materiali tipico della sua pittura. Si tratta di un ciclo tutto a levare, su una paletta minima di colori, dove persiste la composizione geometrica, l’incastro simbolico delle circonferenze ma appare chiaro e dominante il mondo naturale. Il suo è uno sguardo di meraviglia, di accettazione, di struggente empatia di fronte alla perfezione dello spazio che egli interpreta con cura meticolosa nella composizione, nel netto confronto tra i profili degli elementi. 

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 25 gennaio al 5 febbraio 2019 nelle fasce orarie 10:00/13:00; 16:00/19:00.

 

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Fri, 25 Jan 2019 10:17:17 +0000 http://www.mutualpass.it/post/935/1/oggi-25-gennaio-l-inaugurazione-della-mostra-di-giuseppe-geraci-per-opera-al-centro
Il clima e il carattere dei messinesi http://www.mutualpass.it/post/933/1/il-clima-e-il-carattere-dei-messinesi http://www.mutualpass.it/post/933/1/il-clima-e-il-carattere-dei-messinesi]]> IL CLIMA E IL CARATTERE DEI MESSINESI

28 NOVEMBRE 1908

“Il Marchesino” – Rivista satirica messinese

 

L’opinione comune che attribuisce al terremoto del 28 dicembre 1908 la causa del cambiamento del carattere del messinese, sembra essere confutata dall’articolo di seguito riportato, pubblicato appena un mese prima del sisma che distrusse Messina e seppellì i suoi abitanti. Il cronista lo associa al clima, tipico della nostra area, così variabile e instabile.

“I miei 125 mila concittadini stanno in ragione diretta col clima dell’amata città che li accoglie.

In un giorno Messina passa dal sole alla pioggia, dal freddo al caldo: gli sbalzi sono la caratteristica di Messina.

Allo stesso modo gli abitanti di Messina, in un giorno, passano dal nero al bianco, dal sì al no come niente. Gli sbalzi sono la caratteristica dei messinesi.

Ad un clima volubile e senza carattere corrispondono abitanti volubili e senza carattere.

Il tempo s’annuvola, si abbuja, scroscia l’uragano e viene il finimondo. Dopo un’ora il più bel sole squarcia la tempesta e la fa dimenticare.

Il messinese, come il tempo, in un’ora innalza un idolo e lo abbatte, canta l’Osanna e il crucifige, si dispera e poi sorride, scaccia la moglie poi se la piglia, scrive contro e poi a favore, delira e s’accascia poi si commuove e esalta.

E, come l’instabilità del clima ammazza gli abitanti, l’instabilità degli abitanti ammazza la città.

La serietà parte, il prestigio se ne va, il decoro fa fagotto, gli onesti diventano egoisti e regna e impera l’apatia, così fatale alla nostra bella Messina!”.

 

Enzo Caruso

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Thu, 24 Jan 2019 09:58:08 +0000 http://www.mutualpass.it/post/933/1/il-clima-e-il-carattere-dei-messinesi
Fino al 17 febbraio la mostra Nuditate Nuditates di Giuseppe Pizzardi http://www.mutualpass.it/post/930/1/fino-al-17-febbraio-la-mostra-nuditate-nuditates-di-giuseppe-pizzardi- http://www.mutualpass.it/post/930/1/fino-al-17-febbraio-la-mostra-nuditate-nuditates-di-giuseppe-pizzardi-]]> Da gennaio 2019 l’Art Gallery Fadibè, in via Geraci 27 a Messina inizia la collaborazione con la Storica e Critica d’Arte Mariateresa Zagone che curerà BODIES & FACES, un evento articolato su tre mostre personali che vuole porre l’accento sulla figuratività con un taglio non tradizionale. I tre artisti che si avvicenderanno a partire da venerdì 18 gennaio sono affermati in un panorama artistico di qualità e di respiro nazionale oltre che, in taluni casi, di ricerca sperimentale. La rassegna vuole rappresentare l’inizio di un dialogo fra la città e i nuovi scenari dell’arte contemporanea siciliana e italiana.

Il primo artista sarà Giuseppe Pizzardi, in mostra dal 18 gennaio al 17 febbraio 2019

“Molte delle mostre che ho visto recentemente in Sicilia e in Italia – dichiara Mariateresa Zagone, curatrice e ideatrice -  dimenticano il racconto della scelta curatoriale, cioè il come e il perché del progetto espositivo. Troppe mostre sono pensate come eventi mediatici e commerciali per le quali viene scelto un titolo che includa nomi di artisti conosciuti da tutti e su di esso si confeziona la mostra, “su misura” delle aspettative del pubblico (il criterio vale purtroppo sia per le mostre”istituzionali” di arte antica e moderna, che per collettive di giovani artisti in Gallerie più o meno di grido), il tutto senza seguire particolari criteri scientifici o filologici.

Per questo motivo – prosegue la Zagone - per evitare che la rassegna e le mostre che include diventino motivo di svago, seppur falsamente percepito come “culturale”, credo necessario esporre il criterio metodologico di BODIES & FACES, da me voluta e curata. Esso, in breve, consiste nella volontà di indagare un’arte figurativa “di ritorno”, sperimentale e non oleografica. Aprire un varco sul linguaggio di tre artisti (due siciliani, una pugliese) permettendone il dialogo col contesto artistico messinese, tre artisti che hanno fatto dell’arte figurativa, delle inquietudini di un corpo o di un volto, il loro campo di ricerca. L’arte non può seguire uno sviluppo darwiniano, assomiglia piuttosto ad un’evoluzione punteggiata, per scarti e scatti. All’arte non sono sufficienti la corsa verso il tecnologico, la ricerca dell’ultimo ritrovato tecnico. La nostra posmodernità ha accantonato il modello estetico modernista fondato sul perpetuo rinnovarsi dei linguaggi.”

Giuseppe Pizzardi:  Corpi nudi leggibili in maniera ambivalente, dicotomica, fra bellezza e fragilità. Corpi a cui Pizzardi, pittore che conosce il mestiere, ritorna consapevolmente negli anni fra il 2001 e il 2015, dopo un radicale abbandono richiesto dal mercato, dal gusto, dall’Accademia, dalla Milano antipassatista degli anni ‘80, dal motore che macinava novità prima che, alle soglie del XXI secolo ci si fermasse un attimo a guardarsi, ci si perdesse nell’eclettismo postmediale privo, finalmente, di dogmi. Un recupero faticoso e affascinante di proporzioni e di armonia, una pulizia interiore prima che di pennello con la quale l’artista passeggia agevolmente nelle regioni di un antropocentrismo che, alle nostre latitudini, ha perfino modellato un Dio che si incarna – sublime paradosso di un particolare monoteismo - potenza culturale di un intero ecumene plasmato dall’Ellade intorno all’idea e al suo fenomeno carnale di άνθρωπος. Un recupero, anche, ancestrale in cui pariteticamente si fronteggiano corpi maschili e femminili che richiamano il mito ritornando all’origine, segnando l’inizio del pluriennale percorso oggetto di questa mostra. Le prime tele che, per comodità di formato, sono state allestite nel secondo ambiente della galleria, mostrano colori accesi e quasi acidi che ricalcano lessemi classici organizzati in una sintassi anticlassica, come fredde fiammate ci turbano e al contempo ci allontanano dalla riflessione in quanto rendono i nostri sensi partecipi sollecitandoli più del pensiero (ecco la vampata giallo/rosa che costruisce la figura di Elena, o l’azzurro polvere opacizzato dal tempo come un encausto pompeiano su cui è ritagliata la figura di Antinoo). Man mano che ci si avvicina a periodi più recenti i corpi mostrano l’ingannevole territorio della bellezza caduca, della sua vulnerabilità ma anche dell’offesa corporale, del peccato, del sacrificio. Sono composizioni calcolatissime, superbe finzioni sceniche tratte da fotografie con costanti riferimenti alla grande pittura figurativa del passato in cui la luce gioca lo stesso ruolo salvifico di Caravaggio, di De Ribera, di Stomer, in cui le ombre si condensano in sudore e sgomento del materiale epidermico che Pizzardi crea come fosse un demiurgo; col piacere, con la responsabilità di una vera e propria creazione. Corpi amati, agognati, costruiti e accarezzati sulle tele pennellata dopo pennellata, velatura dopo velatura, manipolati amorevolmente ma che consapevolmente impauriscono l’artista per la loro fragilità, per il labile confine che separa ciò dalla manipolazione sadica altrettanto piacevole. Più volte nelle nostre discussioni Pizzardi richiamava l’esperimento della Abramovic, la consapevolezza terrifica di quel meccanismo per il quale il singolo abdica all’individualità che si liquefà osmoticamente in un gruppo unitario ed omogeneo, e che agisce delegando ad esso la responsabilità di un qualsiasi atto. Dinamiche complesse che sottendono studi psicologici e sociologici ma che, anche nell’arte, hanno mostrato fino a dove possa essere spostato il limite del godimento nell’esercizio del dominio su un corpo indifeso. (Mariateresa Zagone)

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Wed, 23 Jan 2019 16:10:05 +0000 http://www.mutualpass.it/post/930/1/fino-al-17-febbraio-la-mostra-nuditate-nuditates-di-giuseppe-pizzardi-
Accadde oggi... 23 Gennaio - Le 5 opere più belle di Edouard Manet http://www.mutualpass.it/post/931/1/accadde-oggi-23-gennaio-le-5-opere-piu-belle-di-edouard-manet http://www.mutualpass.it/post/931/1/accadde-oggi-23-gennaio-le-5-opere-piu-belle-di-edouard-manet]]> Il 23 gennaio 1832 nasce a Parigi, da famiglia benestante, Edouard Manet, artista eclettico e rivoluzionario, al contempo principale sostenitore e detrattore della corrente impressionista.  

La vena artistica di Manet si manifestò in giovane età, tuttavia, il padre, lo costrinse prima alla carriera universitaria e poi a quella militare. Entrambe le strade si rivelarono fallimentari e cosi, tornato a Parigi, il giovane Eduard riuscì a convincere la famiglia a intraprendere la carriera artistica. Dopo un breve periodo di studi presso il celebre ritrattista Thomas Couture, Manet aprì uno studio d’arte insieme all’artista Albert de Balleroy. Nel 1856 cominciò gli studi presso l’Accademie, dove stringe amicizie con i celebri artisti e intellettuali dell’epoca, Edgar Degas, Camille Pissarro, Claude Monet, Alfred Sisley, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne e il poeta Charles Baudelaire.

La morte del parte, avvenuta nel 1862, portò ad Edouard una cospicua eredità che gli permise di dedicarsi totalmente all’arte per tutta la vita. In questo periodo realizzò una delle sue opere più famose, "Le déjeuner sur l'herbe", che al tempo scatenò non poche polemiche perché ritenuta scandalosa.

Manet fu il primo artista dell’epoca ad uscire dagli studi per dipingere la realtà “en plain air” e rifiutare l’uso canonico della prospettiva e dei colori, diventando, di fatto, il primo degli impressionisti. Tuttavia manifestò un certo distacco e disinteresse dal movimento impressionista a cui non risparmiava anche aspre critiche. Nel 1879 l'artista è colpito da una grave malattia, l'atassia locomotoria, che lo avrebbe accompagnato fino alla morte avvenuta il 30 aprile 1883.

Vogliamo celebrare l'anniversario della sua nascita attraverso le 5 sue opere più belle:

 

5) La Ferrovia (1873) - National Gallery of Art, Washington

 

 

4) Olympia (1863) - Museo d'Orsay, Parigi

 

 

 3) Monet che dipinge sulla sua barca (1874) - Neue Pinakothek, Monaco di Baviera

 

 

 

 2) Colazione dell'erba (1863) - Museo d'Orsay, Parigi

 

 

1) Il bar delle Folies-Bergère (1881-82) - Courtauld Gallery, Londra

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Wed, 23 Jan 2019 09:28:17 +0000 http://www.mutualpass.it/post/931/1/accadde-oggi-23-gennaio-le-5-opere-piu-belle-di-edouard-manet
J.R.R. Tolkien - Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm http://www.mutualpass.it/post/929/1/jrr-tolkien-il-ritorno-di-beorhtnoth-figlio-di-beorhthelm http://www.mutualpass.it/post/929/1/jrr-tolkien-il-ritorno-di-beorhtnoth-figlio-di-beorhthelm]]> "Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm" è uno scritto di Tolkien a metà strada tra il saggio breve e l’opera letteraria, incentrato sul poema epico anglosassone La battaglia di Maldon, di autore anonimo, che narra la celebre battaglia del 991 d.C. che ha visto affrontarsi in uno scontro campale l’esercito sassone di Beorhtnoth o Byrhtnoth, conte di Essex e vassallo di re Ethelred II, contro le schiere vichinghe o danesi, capitanate “secondo una versione della Cronaca Anglosassone, da Anlaf, famoso nelle saghe e nella storia di Norvegia come Olaf Tryggvason, più tardi re di Norvegia”, conclusosi con la disfatta dei sassoni.

Il poema, giunto a noi privo di inizio e fine poiché è andato perduto il foglio esterno, narra le gesta di Beorhtnoth e dei suoi uomini; di come l’orgoglio del conte si sia piegato all’astuzia degli invasori, permettendogli di guadare il fiume Pante (oggi Blackwater), privarsi del vantaggio tattico e concedere in tal modo una vittoria che poteva essere evitata.

La lettura di questo poema anglosassone mi ha riportato alla mente la “Saga di Ragnar”. Anche qui si ha una sottovalutazione del nemico da parte degli anglosassoni. Mi riferisco precisamente al capitolo che tratta dell’uccisione di re Ella, signore della Northumbria, per mano di Ívarr e degli altri figli di Ragnar i quali, rivendicando la morte del padre, utilizzano l’astuzia per conquistare parte dell’Inghilterra. Nel racconto norreno Ella decide di concedere un pezzo di terra a Ívarr e al suo esercito in cambio della pace. Questa concessione però si rivelerà fatale perché, dopo aver fondato York e consolidato i propri territori, Ívarr chiama a rinforzo i fratelli e i rispettivi eserciti con il risultato che per Ella non ci sarà alcuno scampo. Da questo errore continuo di strategia militare si potrebbe ipotizzare che gli anglo-sassoni erano molto valorosi ma poco astuti; e forse non sarà un caso se poi i Normanni di Guglielmo il Conquistatore li hanno conquistati.          

Tornando allo scritto di Tolkien,  “Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm” è stato pubblicato sulla rivista accademica “Essays and Studies” nel 1953 ed è composto da “La morte di Beorhtnoth” (un’introduzione al poema successivo), “Il ritorno di Beorhtnoth” (poema drammatico in versi allitterativi in cui lo scrittore ipotizza una conclusione per “La battaglia di Mandon” ma allo stesso tempo espone la propria concezione artistica) e un saggio breve conclusivo dal titolo “Ofermod”, un approfondimento del “soverchiante orgoglio” di cui è vittima il  protagonista del poema.          

Nel saggio breve Tolkien mette sotto accusa l’interpretazione di E.V. Gordon, che curò la traduzione inglese del poema nel 1966, secondo cui il poeta anonimo abbia voluto esaltare “lo spirito eroico nordico”, che si esprime – come nota Tom Shippey nel saggio monografico “Tolkien e Il ritorno di Beorhtnoth” pubblicato in appendice al testo di Tolkien - nel “dovere di non sopravvivere alla morte del proprio signore” da parte dei vassalli, sancito dall’invocazione di Byrthwold al sacrificio nei versi “L’animo sia tanto più fermo, il cuore più audace, / il coraggio tanto maggiore, quanto più diminuiscono le nostre forze” – rispettivamente il 312 e il 313 – che esprimono le virtù eroiche della cultura sassone.

Per Tolkien invece il nucleo centrale del poema risiede nei versi 89 e 90, in cui si afferma: “Allora il Conte, mosso dall’orgoglio, / concesse fin troppo terreno a quel popolo odioso”. In questo passaggio c’è una critica ai valori cavallereschi della letteratura medievale, poiché Beorhtnoth vuole dimostrare di essere all’altezza della sua fama e vede una possibilità di accrescere la propria gloria. In realtà, fa notare l’autore de Il Signore degli Anelli, l’eroe non fa altro che esporre i propri uomini a un pericolo che avrebbe potuto essere evitato. La follia del Conte di Essex spacca l’esercito in due al momento della sua morte. I figli di Odda - tra cui un certo Godric verso il quale si era dimostrato generoso in passato donandogli molti cavalli e che dimostra il suo attaccamento rubando il destriero del suo signore – disertano il campo di battaglia portandosi appresso parte dell’esercito; mentre il suo heorðwerod (casato) si sacrifica inutilmente in nome de “l’eroismo dell’obbedienza e dell’amore […] il più eroico e il più commovente”. Tra gli eroi dello “spirito nordico” c’è un altro Godric, che il poeta ci tiene a distinguere dall’altro per sottolinearne il coraggio e la lealtà al suo signore fino alla morte.

Al contrario di quanto si possa pensare, in Tolkien non c’è alcuna nostalgia per il mondo eroico della letteratura medievale. Temendo che Il Signore degli Anelli venisse interpretato come un romanzo pagano e pangermanista, Tolkien avvertì la necessità di scrivere il poema drammatico Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm per esporre la propria concezione della letteratura e della società. Nel poema si ha una rappresentazione del mondo fantastico e di quello reale, rappresentati dalla coppia-tragicomica Torhthelm e Tídwald. Torhthelm, detto Totta, è un giovane aspirante menestrello appassionato di Beowulf e di altri poemi epici antichi, che esalta i caduti sassoni e disprezza i disertori. Tídwald, detto Tída, è un vecchio agricoltore che da giovane è stato un cavaliere e sa cosa significa combattere una guerra. I due devono recuperare il copro di Beorhtnoth e portarlo al monastero di Ely, di cui in vita ne era stato il protettore, per la sepoltura. I due incarnano due concezioni diverse dell’eroismo. Torhthelm è talmente infatuato dalla poesia epica che vede ombre e troll dappertutto, esalta la morte di Beorhtnoth e ne utilizza la spada dall’elsa dorata per uccidere un brigante inglese che ha confuso per un vichingo. Tídwald invece rappresenta il mondo reale ed espone la concezione dell’epica eroica dell’autore. Per Tolkien il signore dell’Essex, come già affermato in precedenza, si è lasciato andare all’orgoglio per diventare oggetto “di canti possenti”. Il suo eroismo è stato sterile, poiché la sua scelta ha reso impossibile la vittoria e ha concesso all’invasore, non solo la gloria delle armi, ma anche l’invasione del paese, rendendo così vano il sacrificio eroico dei suoi guerrieri.

Attraverso Tídwald l’autore sembra tornare indietro alla propria esperienza di guerra come sottotenente durante la Prima Guerra Mondiale e, temendo la vittoria dei nemici, condanna con vigore le nuove correnti pagane e il pangermanesimo che vede incarnarsi nel nazismo di Hitler. Al sogno di Torhthelm, che termina con i versi “Non ceda la mente, moral non vacilli, / se pur fato giunga e infin buio vinca”, Tídwald risponde “Ma strane parole, / o Torhthelm, dicevi, con tutto quel vento, / il fato che vince e il buio che giunge. / Suonava ominoso, di cuore maligno, / e pure pagano: a me non sta bene”.

Da tutto ciò emerge come il pensiero di Tolkien sia spesso stato travisato. Egli non era né un nostalgico dell’eroismo pagano medievale né un sostenitore dei fascismi. Anzi lui proprio detestava “quel dannato piccolo ignorante di Adolf Hitler”, come afferma nella lettera n. 45 delle “Lettere 1914-1973” pubblicate nel 2017 da Bompiani, e uno dei motivi per cui più lo disprezzava era perché aveva “rovinato, pervertito, abusato e reso per sempre maledetto quel nobile spirito nordico, supremo contributo all’Europa, che io ho sempre amato, e provato a presentare nella sua vera luce”.

Tolkien rivendica un nuovo epos eroico; un “eroismo responsabile” che troverà le proprie incarnazioni in personaggi del Signore deli Anelli come Aragorn, Théoden e Sam Gamgee privi di orgoglio, desiderio di potere assoluto e nostalgia del passato – rappresentato nel romanzo dalla civiltà elfica - ma, invece, capaci di unire l’amore per il proprio popolo e la responsabilità nei confronti di esso alla tolleranza e alla fratellanza fra tutti i popoli della Terra di Mezzo.

Roberto Cavallaro

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Tue, 22 Jan 2019 09:42:15 +0000 http://www.mutualpass.it/post/929/1/jrr-tolkien-il-ritorno-di-beorhtnoth-figlio-di-beorhthelm