mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ MutualPass - La Card Salute รจ Benessere it-it Mon, 21 Jan 2019 15:28:49 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 info@emovus.it (Emovus srls) info@emovus.it (Emovus srl) Mediacontent http://www.mutualpass.it/vida/foto/logo.png mutualpass.it Rss http://www.mutualpass.it/ 21 Gennaio 2019 - Giornata Mondiale degli Abbracci http://www.mutualpass.it/post/928/1/21-gennaio-2019-giornata-mondiale-degli-abbracci http://www.mutualpass.it/post/928/1/21-gennaio-2019-giornata-mondiale-degli-abbracci]]> Nata negli Stati Uniti a metà degli anni ’80, la Giornata degli Abbracci è diventata recentemente un evento mondiale, festeggiato il 21 gennaio di ogni anno. La giornata nasce ed è stata fissata in questo periodo che è ritenuto il più triste dell'anno perché segue le feste natalizie con il loro 'lascito' di nostalgia.

Abbracci e coccole, piacevoli effusioni che scaldano il cuore, sono un vero e proprio toccasana per la salute. Sembra, infatti, che aiutino ad alleviare lo stress e addirittura prevenire le infezioni. A sostenerlo è lo studio scientifico “Hugs Help Protect Against Stress and Infection” condotto dagli esperti della Carnegie Mellon University negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista 'Psychological Science': ha confermato che anche un solo scambio d'affetto è sufficiente per ridurre i sintomi di una malattia e più se ne fanno, maggiore è l'effetto.

I ricercatori hanno interrogato 400 persone sui loro conflitti personali e sul tipo di supporto che hanno ricevuto. Li hanno quindi esposti a un comune virus del raffreddore e li hanno messi in quarantena. I risultati hanno mostrato che le persone che si sentivano supportate da familiari e amici avevano meno probabilità di cadere vittima di infezioni a causa di situazioni di stress. E gli abbracci sono risultati responsabili di un terzo dell'effetto protettivo del sostegno sociale. Coloro che hanno avvertito affetto intorno a loro e hanno ricevuto più abbracci, hanno sperimentato meno sintomi gravi di di malattia, indipendentemente dalla quantità di stress a cui erano stati sottoposti. Per Sheldon Cohen, professore di Psicologia, "l'apparente effetto protettivo degli abbracci può essere dovuto al contatto fisico o al sentimento di sostegno e di intimità che si prova. In entrambi i casi, coloro che li ricevono sono un po' più protetti dal contagio", spiega.

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Mon, 21 Jan 2019 15:28:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/928/1/21-gennaio-2019-giornata-mondiale-degli-abbracci
La mostra di Fiamingo quinto appuntamento di "Arte in Laboratorio" http://www.mutualpass.it/post/927/1/la-mostra-di-fiamingo-quinto-appuntamento-di-arte-in-laboratorio http://www.mutualpass.it/post/927/1/la-mostra-di-fiamingo-quinto-appuntamento-di-arte-in-laboratorio]]> L’eleganza geometrica e la vivacità dei colori, nel rapporto continuo tra le tinte blu e rosa, sono protagoniste della mostra del pittore messinese Giovanni Fiamingo, inaugurata nei locali di via Maddalena 24 a Messina (Studio 3 - dott. Luigi Mondello). Fiamingo è il quinto artista a partecipare all’iniziativa “Arte in Laboratorio”, ideata e promossa dal team di MutualPass per ribaltare la consolidata immagine degli spazi legati unicamente alla malattia e al disagio fisico, trasformando il laboratorio d’analisi 2010 Group in una galleria d’arte a tutti gli effetti. Sarà possibile visitare l’esposizione fino al 23 febbraio: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00.  

“L’iniziativa “Arte in Laboratorio” è qualcosa di nuovo che va incentivato – ha dichiarato Fiamingo all’affollata inaugurazione – per riuscire a portare la pittura a conoscenza di tanti fruitori che diversamente non andrebbero nei classici luoghi dove di solito si svolgono le mostre”.

I suoi personaggi sono sospesi tra concretezza e sogno ed immersi nei colori. 

“Ho una visione particolare della realtà, una proiezione frammentata nella quale ritengo sia la composizione di tante particelle, che danno poi un unico ambiente. Non un discorso immediato per il quale l’immagine emerge direttamente sulla tela”.

Questa mostra rappresenta l’evoluzione di un progetto meticoloso.

“E’ il prodotto di un lungo studio di linee nuove, che ho progressivamente modificato per renderle più leggibili”.

Quante possibilità ha un artista di farsi conoscere a Messina?

“Ultimamente, purtroppo, poche e sono diminuite rispetto al passato perché si sono ridotti gli spazi concessi dagli enti pubblici. Ciò ha determinato un aumento delle difficoltà per chi vuole fare visionare le proprie opere. Questo è un grosso limite culturale. Una città come la nostra avrebbe bisogno, invece, di un percorso inverso, poiché vi sono tanti artisti validi e meritevoli di attenzione”.

        

GIOVANNI FIAMINGO, nato a Messina il 16/07/1951, è un artista sensibile e poliedrico, che ha alle spalle una carriera ricca di premi e pubblici riconoscimenti, risultato di un impegno molto serio attorno all’idea di arte come lavoro, come solida prassi e solerte cura. E’ principalmente un figurativo, i suoi esordi sono intrisi di quel piacere per la pittura come sogno e gioco con la realtà. L’iconografia di Fiamingo è un libro di archetipi, un notturno struggente, dove maschere, giocolieri, musicisti, funamboli e ballerini sussurrano allo spettatore quel sentimento malinconico e sublime che pervade le indimenticabili sere nelle quali lo spettacolo del mondo partecipa a quello del nostro cuore. (Mosè Previti)

 

 

MutualPass

 

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Mon, 21 Jan 2019 08:57:45 +0000 http://www.mutualpass.it/post/927/1/la-mostra-di-fiamingo-quinto-appuntamento-di-arte-in-laboratorio
Accadde Oggi... 19 Gennaio - Le 5 più belle opere di Cezanne http://www.mutualpass.it/post/922/1/accadde-oggi-19-gennaio-le-5-piu-belle-opere-di-cezanne http://www.mutualpass.it/post/922/1/accadde-oggi-19-gennaio-le-5-piu-belle-opere-di-cezanne]]> Paul Cezanne nasce in Francia, ad Aix en Provence, il 19 gennaio 1839 da una famiglia benestante. Da giovane intraprese gli studi giuridici che abbandonò in breve tempo per seguire la sua già presente vocazione artistica. Studio prima ad Aix e successivamente all’Academie Suisse di Parigi.

Visse tra Aix e Parigi, riuscendo a stringere rapporti di amicizia con i più illustri artisti dell’epoca, da Pissarro a Renoir, da Sisley a Monet. La sua arte cambiò lentamente grazie alle sue frequentazioni, il suo amore verso l’impressionismo, dapprima assente, cominciò a sbocciare. Con esattezza nel 1873, dopo aver partecipato alla guerra franco-prussiana, dipinse “la casa dell’impiccato”, opera che segna il vero e proprio inizio impressionista di Cezanne. Nel 1883 tornò definitivamente in Provenza, dedicandosi alla sua nuova vocazione artistica e dipingendo molti paesaggi cosi da esaltarne, attraverso il colore, le volumetrie delle forme.

I riconoscimenti e la consacrazione di Cezanne arrivarono prima nel 1895, con la sua mostra personale che fu un vero e proprio successo e poi bel 1904, con la grande esposizione al Salon d’Automne.  Ammalato di diabete, Paul trascorse gli ultimi anni di vita concentrandosi sui suoi soggetti preferiti, “Les grandes baigneuses” (Le grandi bagnanti).

Vogliamo ripercorrere la vita di questo straordinario artista attraverso le sue 5 opere più belle.

 

5 - Il cesto di mele (1875) - Art Institute of Chicago Building

AVANTI

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Sat, 19 Jan 2019 13:15:30 +0000 http://www.mutualpass.it/post/922/1/accadde-oggi-19-gennaio-le-5-piu-belle-opere-di-cezanne
Da venerdì 18 gennaio la mostra di Giovanni Fiamingo per Arte in Laboratorio http://www.mutualpass.it/post/921/1/da-venerdi-18-gennaio-la-mostra-di-giovanni-fiamingo-per-arte-in-laboratorio http://www.mutualpass.it/post/921/1/da-venerdi-18-gennaio-la-mostra-di-giovanni-fiamingo-per-arte-in-laboratorio]]> Prevista per venerdì 18 gennaio, alle ore 18, presso i locali di via Maddalena  24 a Messina (Studio 3 - dott. Luigi Mondello), l’inaugurazione della mostra dell’artista Giovanni Fiamingo, il quinto a partecipare all’iniziativa “Arte in Laboratorio”. Sarà possibile visitare l’esposizione fino a sabato 23 febbraio durante gli orari di laboratorio (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00).  

Il team di MutualPass, ideatore ed organizzatore, intende ribaltare la consolidata immagine degli spazi legati unicamente alla malattia e al disagio fisico, trasformando il laboratorio d’analisi 2010 Group in una galleria d’arte a tutti gli effetti. L’ambizioso progetto punta, inoltre, a stringere ancora di più il benefico connubio tra arte e salute, seguendo la linea disegnata da “Quadro Clinico-Stare Bene con Arte”, l’evento culturale realizzato a gennaio nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, che ha posto al centro la collettiva di 27 artisti messinesi o d’adozione dal titolo appunto “Quadro Clinico”.

Giovanni Fiamingo, nato a Messina il 16/07/1951, è un artista sensibile e poliedrico che ha alle spalle una carriera ricca di premi e pubblici riconoscimenti, risultato di un impegno molto serio attorno all’idea di arte come lavoro, come solida prassi e solerte cura. Fiamingo è principalmente un figurativo, i suoi esordi sono intrisi di quel piacere per la pittura come sogno e gioco con la realtà. L’iconografia di Fiamingo è un diario del sogno, un libro di archetipi, un notturno struggente, dove maschere, giocolieri, musicisti, funamboli e ballerini sussurrano allo spettatore quel sentimento malinconico e sublime che pervade quelle indimenticabili sere in cui lo spettacolo del mondo partecipa allo spettacolo del nostro cuore.

Nella rivisitazione dell’antico scopriamo l’essenza, il segno proprio di Fiamingo: la linea. Il pittore è geometrico ed elegante quanto malinconico e intenso nel rapporto continuo tra le tinte del blu e del rosa, nell’architettura di questi profili geometrici che s’incastrano come i pezzi di un’antica metopa olimpica.  In questa esposizione è quanto mai palese la sua idea di arte come messaggio chiaro, nitido, perfettamente compiuto, eppure mai scontato. (Mosè Previti)

 

E’ possibile ammirare i quadri durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00).

MutualPass

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Wed, 16 Jan 2019 10:55:23 +0000 http://www.mutualpass.it/post/921/1/da-venerdi-18-gennaio-la-mostra-di-giovanni-fiamingo-per-arte-in-laboratorio
Il Caravaggio della discordia http://www.mutualpass.it/post/920/1/il-caravaggio-della-discordia http://www.mutualpass.it/post/920/1/il-caravaggio-della-discordia]]> In questi giorni mentre navigavo su Facebook una notizia del quotidiano “La Dépêche du Midi” ha destato la mia curiosità. L’articolo trattava delle ultime vicissitudini del ritrovamento di un dipinto attribuito a Caravaggio nei dintorni di Tolosa.

Il quadro, di dimensioni 144 x 173,5 cm, raffigura "Giuditta e Oloferne" nella rappresentazione canonica della ricca vedova Giuditta che, assistita da una serva anziana, recide con un coltello la testa del re assiro Oloferne, impedendogli in tal modo di assoggettare il popolo ebraico. Secondo gli esperti – l’articolo in particolare si sofferma sulla posizione di Rossella Vodret che il banditore d’asta Marc Labarbe ha citato in una conferenza tenutasi nel 2017 al Museo degli Agostiniani che ha visto la partecipazione di 225 consulenti giudiziari  - la tecnica di esecuzione è confrontabile con quella presente in altre opere del Caravaggio, in particolare “i pigmenti rossi utilizzati” rinviano ai quadri dipinti dal pittore barocco durante il soggiorno napoletano del 1607 e la tela è la stessa dei “quadri dello stesso periodo”. L’analisi ai raggi X, afferma sempre Labarbe citando Vodret, rivela “delle tracce di modifiche” che si riscontrano anche nella copia di proprietà della Banca Intesa Sanpaolo di Napoli, attribuita al pittore fiammingo Louis Finson, discepolo di Caravaggio, e ciò dimostrerebbe che “le due opere sono state dipinte insieme nello stesso atelier” e che, con molta probabilità “il Caravaggio trovato a Tolosa può essere quello di cui si sono perdute le tracce dopo il 1617”.

Le vicissitudini del quadro hanno inizio nel 2014. I proprietari di un appartamento del tolosano - che l’articolo della Dépêche non menziona - preoccupati dell’umidità proveniente dal soffitto, decisero di salire nel solaio per scoprirne la causa e si trovarono davanti al dipinto che chissà da quanto tempo era lì. L’opera fu trovata in “un ottimo stato di conservazione”, come riporta il banditore sopracitato che per primo ha avuto accesso all’opera. Dopo essere stato sottoposto alla valutazione degli esperti, si è giunti alla conclusione che il quadro sia del pittore italiano Michelangelo Merisi, detto “Caravaggio”. Da qui inizia l’epopea.

Nel marzo del 2016 un provvedimento amministrativo del Ministero della Cultura pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dichiarava l’opera come “tesoro nazionale”, impedendone così la vendita all’estero. Nel provvedimento si affermava che lo Stato si sarebbe espresso entro trenta mesi sull’eventuale acquisizione del bene.

Nel 2017 il quadro è stato valutato per 120 milioni di euro dall’esperto parigino Eric Turquin. Cifra ritenuta eccessiva dallo Stato francese, che il 12 novembre del 2018 ha deciso di non diventare proprietario dell’opera e togliere il fermo amministrativo. Il Ministero della Cultura fa sapere che i consulenti giuridici “non hanno dato parere favorevole” e che in base alle loro conclusioni non si può stabilire l’autenticità del “Caravaggio”, ma allo stesso tempo lo Stato non intende dichiarare che l’opera sia un falso e che, essendo un cliente come gli altri, ha preso la decisione di rifiutare l’offerta “poiché ha un dubbio”.

L’8 gennaio il proprietario anonimo dell’opera si è visto recapitare il certificato di esportazione e adesso nulla impedisce che la tela venga messa all’asta quanto prima.

Secondo Artprice, una società esperta del mercato dell’arte, il dipinto potrebbe essere già messo in vendita alla fine della primavera del 2019 e che, andando al migliore offerente, “senza alcun dubbio andrà molto lontano dalla Francia”. Il quotidiano di Tolosa non esclude invece che il quadro possa restare nel capoluogo occitano “al fine di segnare l’epilogo di un’avventura iniziata quattro anni fa, nella soffitta di una casa della regione tolosana”.

Ovviamente io non ho le competenze per asserire l’autenticità dell’opera d’arte. Tuttavia, seguendo la logica, a mio parere non è impossibile che Caravaggio abbia dipinto un quadro del medesimo soggetto e nello stesso atelier insieme al discepolo Louis Finson. D’altra parte - pensando ad altri artisti - Leonardo da Vinci non è cresciuto e ha cominciato a esprimere il suo talento nella bottega del Verrocchio dipingendo o collaborando a quadri dello stesso soggetto? Nella fattispecie penso in particolare al “Battesimo di Cristo”, ma senza dubbio ce ne saranno altri. Certamente, nel caso di questa vicenda, non si può che restare nella sfera delle ipotesi e su questo quadro si continueranno a versare altre pagine d’inchiostro nella speranza di giungere alla verità.

Roberto Cavallaro

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Mon, 14 Jan 2019 17:21:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/920/1/il-caravaggio-della-discordia
Fino al 22 Gennaio la mostra di Laura Martines per "Opera al Centro" http://www.mutualpass.it/post/919/1/fino-al-22-gennaio-la-mostra-di-laura-martines-per-opera-al-centro http://www.mutualpass.it/post/919/1/fino-al-22-gennaio-la-mostra-di-laura-martines-per-opera-al-centro]]> E' stata inaugurata venerdì 11 Gennaio 2019, presso il Teatro Vittorio Emanuele di Messina, "Tracce" la mostra personale di Laura Martines,  L'evento è ospite del ciclo "Opera al Centro" curato da Giuseppe La Motta. Sarà possibile visitare l'esposizione fino a martedì 22 Gennaio.

Le “Tracce” di Laura Martines sono elegie del tempo. L’artista crea le sue composizioni recuperando frammenti di vecchie lenzuola, brani di antiche carte, pigmenti di terre. I suoi lavori hanno la dolce aura malinconica della memoria, gentilmente il peso del tempo si adagia su queste superfici con tutti segni della vita vissuta, delle cose toccate, percorse.  L’artista è immersa in una costante e concentrata attività di ricerca, selezione e trattamento della materia.  In questo processo, Laura Martines è guidata dalla conoscenza dei materiali, la sua formazione di restauratrice di libri costituisce la struttura metodologica di un operare meticoloso che è del tutto evidente nel grande equilibrio delle sue opere e della loro impaginazione.  L’artista vuole mostrare come la bellezza possa esserci senza nascondere l’inesorabile scorrere degli anni. Anzi, le rughe, le imperfezioni, le crepe, le bruniture e gli ossidi sono gli elementi del suo informale materico intensamente emotivo eppure ugualmente razionale. C’è nel suo lavoro l’eco orientale del Kintsugi, la pratica di riparare i vasi rotti con preziose vene d’oro, ma non si tratta solo di una tecnica. 

L’artista ha creato un proprio linguaggio che si nutre del rapporto con il passato, non solo come piacere per l’aura del tempo ma soprattutto come amore, come accettazione del perenne mutamento, delle rotture, degli strappi che ogni cosa procura e subisce nel suo divenire. La memoria qui è un atto creativo. Si tratta di una rinascita, di una nuova esistenza che viene dalla costante raccolta e che trova una riconfigurazione organica particolarmente elegante. Le sue composizioni hanno passaggi modali, sempre controllati, graduali alterazioni dei campi cromatici e un’acme, un punto in cui l’occhio discende, come dalla superficie di una vetta verso queste texture argillose, materne come certi fertili suoli.  Una geometria regolare s’incastra in lunghi pattern, sequenze allungate come certe note di pianoforte lasciate risuonare nel silenzio. Non mancano anche le partiture più fitte, dove il ritmo si complica e serpeggia rosseggiando un certo tremore. L’architettura di queste composizioni, infatti, non è mai chiusa in una perfezione completa di linee ortogonali. L’artista non mima la neutralità della squadratura razionale, il pensiero non domina, la ragione semplicemente costruisce questi incontri tra materie e colori che si toccano, ma non si confondono, talvolta danzano, però rimangono così, con tutta la loro epidermide di tramonto.  

L’artista ha coniato una sua idea della bellezza che si fonda sulla materia: nel suo lavoro c’è esattamente questo senso tattile, il piacere dell’entrare a contatto con la sostanza delle cose, scoprirla, ridarle vita. È un’idea di bellezza non verbale, non narrativa, intensamente esperienziale. Noi vediamo l’esito di una cura, il risultato di un processo dettagliatamente progettato e realizzato che meriterebbe di essere visto al pari questi lavori. La delicata presenza di queste opere non s’impone con la forza squillante dell’urlo, bisogna accostarsi con l’occhio attento, come quando attraversiamo il silenzio del bosco e piano piano riusciamo a decifrare sui tronchi degli alberi, tra le foglie, sui sassi scottati dal sole, la sua grande anima corrugata, perpetuamente viva. Queste opere sono intrisi di una sensibilità che appare per certi versi rivoluzionaria in confronto al grande chiasso delle immagini della nostra epoca. Proprio questa sensibilità così composta, eppure così intensa, è forse il messaggio più potente di Laura Martines. La sua estetica diafana costruisce un lento dialogo che si rinnova a ogni nostro sguardo con un nuovo messaggio e una nuova vibrazione del cuore. (dal testo critico di Mosè Previti)


L'esposizione sarà visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, dal 11 gennaio al 22 gennaio 2019

 

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Sat, 12 Jan 2019 16:29:38 +0000 http://www.mutualpass.it/post/919/1/fino-al-22-gennaio-la-mostra-di-laura-martines-per-opera-al-centro
Le 5 più belle canzoni di Fabrizio De Andrè http://www.mutualpass.it/post/918/1/le-5-piu-belle-canzoni-di-fabrizio-de-andre http://www.mutualpass.it/post/918/1/le-5-piu-belle-canzoni-di-fabrizio-de-andre]]> Nel ventesimo anniversario dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, solido pilastro della musica italiana, vogliamo ricordarlo attraverso le sue meravigliose canzoni, vere e proprie poesie senza tempo, capaci di far emozionare ancora oggi giovani e meno giovani.

Proveremo nell'impresa di comporre la classifica dei 5 più bei titoli: 

 

#5 - La Guerra di Piero 

 

#4 - La Canzone di Marinella

 

#3 - Il Pescatore

 

#2 - Via del Campo

 

#1 - La Canzone dell'Amore Perduto

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Fri, 11 Jan 2019 18:37:07 +0000 http://www.mutualpass.it/post/918/1/le-5-piu-belle-canzoni-di-fabrizio-de-andre
Test di Logica - Trova la Soluzione http://www.mutualpass.it/post/917/1/test-di-logica-trova-la-soluzione http://www.mutualpass.it/post/917/1/test-di-logica-trova-la-soluzione]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno tra i più diffusi e disponibili in centinaia di varianti è quello che ci chiede di risolvere il rompicapo logico/matematico che consiste nel trovare il giusto valore numericooperazione che appare subito semplice ma che nasconde molte insidie e chiede alla nostra mente uno sforzo non indifferente.

Ecco la sorprendente soluzione dettagliata:

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Wed, 9 Jan 2019 10:38:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/917/1/test-di-logica-trova-la-soluzione
Accadde oggi... 8 Gennaio - Elvis Presley vs. David Bowie http://www.mutualpass.it/post/916/1/accadde-oggi-8-gennaio-elvis-presley-vs-david-bowie http://www.mutualpass.it/post/916/1/accadde-oggi-8-gennaio-elvis-presley-vs-david-bowie]]>  

Oggi, 8 Gennaio, vogliamo festeggiare l'anniversario della nascita di due stelle tra le più brillanti del firmamento musicale di tutti i tempi, due geni rivoluzionari ed indimenticabili che hanno emozionato milioni di persone ed influenzato le generazioni future, Elvis Presley e David Bowie.

Vi proponiamo una vera e propria sfida a colpi di sound, un testa a testa tra i 5 più bei capolavori dei due artisti scelti da noi!

 

1 - Jailhouse Rock (Presley) vs. Heroes (Bowie)

 

2 - Love me tender (Presley) vs. Space Oddity (Bowie)

 

3 - Surrender (Presley) vs. Life on mars (Bowie)

 

4 - In the ghetto (Presley) vs. 1984 (Bowie)

 

4 - Can't help falling in love (Presley) vs. Lazarus (Bowie)

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Tue, 8 Jan 2019 16:38:44 +0000 http://www.mutualpass.it/post/916/1/accadde-oggi-8-gennaio-elvis-presley-vs-david-bowie
Mowgli, il libro della giungla - Rudyard Kipling - Michel Laporte - Olivier Latyk http://www.mutualpass.it/post/915/1/mowgli-il-libro-della-giungla-rudyard-kipling-michel-laporte-olivier-latyk http://www.mutualpass.it/post/915/1/mowgli-il-libro-della-giungla-rudyard-kipling-michel-laporte-olivier-latyk]]> Mowgli. Il libro della giungla” è un libro illustrato per bambini edito da Gallucci tratto dal racconto di Rudyard Kipling e riadattato da Michel Laporte. La storia è arricchita dai disegni e dalle immagini traforate di Olivier Latyk per indurre il giovane lettore a una lettura più immersiva.

Il racconto di Kipling uscì nel 1894 e ottenne fin da subito un successo tale che Robert Baden-Powell utilizzò la storia, su concessione del celebre amico scrittore vincitore del Nobel nel 1907, per insegnare ai giovani i principi e i valori dello scoutismo da lui stesso fondato.

La storia di Mowgli è senza dubbio la più famosa tra quelle che compongono le raccolte di racconti “Il libro della giungla” e “Il secondo libro della giungla” e ha come protagonista un piccolo cucciolo d’uomo, che braccato dalla tigre zoppa Shere Khan riesce a trovar rifugio nella tana di Babbo Lupo e Mamma Lupa o Raksha il Demonio. Raksha fin da subito prova un forte affetto per il bambino a cui dà il nome di Mowgli, che in indiano significa “piccolo ranocchio”, e convince Babbo Lupo a mobilitarsi per far sì che il Popolo Libero presieduto da Akela si riunisca alla Rupe del Consiglio per prendere una decisione in merito all’adozione e all’ammissione al branco del bambino.

Grazie all’intercessione dell’orso Baloo, il maestro della legge della giungla, e la pantera Bagheera, saggia consigliera temuta per la sua audacia e la sua forza, Mowgli riuscirà ad essere accolto nel branco. Tuttavia i problemi non cessano per il piccolo uomo. Oltre alle continue incursioni di Shere Khan, Mowgli dovrà affrontare anche gli attacchi delle Bandar-log, le scimmie crudeli e dispettose di cui non ci si può fidare e che violano costantemente la legge della giungla, e dei Dhole, i cani rossi dell’Asia che nel gruppo trovano la loro forza e ne approfittano per fare scompiglio nella giungla. Grazie a Baloo, Bagheera, a Fratello Grigio (il fratello di latte a cui il protagonista è più legato) e alla forza e alla sapienza incommensurabile del pitone gigante Kaa, Mowgli riuscirà a far fronte ai pericoli che la giungla riserva. Tutte queste avventure sono però soltanto il corollario di una sfida ancora più grande per il nostro protagonista: quella della conoscenza di sé.

Diviso tra la “legge della giungla” con cui è cresciuto e la “legge della vita” della società umana a cui la natura lo richiama, Mowgli dovrà prendere la propria strada e trovare il proprio posto nel mondo.

Questo nuovo adattamento sebbene pensato per i giovani lettori è rivolto in realtà, come riportato in quarta di copertina, ai lettori dai cinque ai novantanove anni.  Il testo è ben strutturato e riesce a rivitalizzare una storia senza tempo grazie anche alla bellezza delle illustrazioni e delle immagini traforate: tra cui spiccano per la ricchezza dei dettagli il ritratto di Shere Khan, il rapimento di Mowgli da parte delle Bandar-log e la fuga dai Dhole.

Infine bisogna anche sottolineare l’impegno dell’editore Gallucci nella cura dell’appendice. In essa infatti vi si trovano un glossario dei personaggi principali arricchito da immagini e didascalie e una mappa dei luoghi salienti del bellissimo racconto di Kipling. In conclusione “Mowgli. Il libro della giungla” è un libro illustrato talmente bello che si vorrebbe non finisse mai.           

Roberto Cavallaro

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Mon, 7 Jan 2019 17:13:58 +0000 http://www.mutualpass.it/post/915/1/mowgli-il-libro-della-giungla-rudyard-kipling-michel-laporte-olivier-latyk
La Piccola Farmacia Letteraria - soluzioni letterarie per problemi reali http://www.mutualpass.it/post/914/1/la-piccola-farmacia-letteraria-soluzioni-letterarie-per-problemi-reali http://www.mutualpass.it/post/914/1/la-piccola-farmacia-letteraria-soluzioni-letterarie-per-problemi-reali]]> L’arte che dialoga con la salute, il mondo della cultura che stringe la mano alla medicina, un binomio che continua a crescere e diffondersi, che abbiamo sposato e che portiamo avanti con fiducia e costanza.

Per questo ogni notizia, per fortuna sempre più frequente, di progetti che vanno in questa direzione ci riempie di gioia e dà nuovo slancio alla nostra azione. È il caso di una bellissima iniziativa nata recentemente a Firenze, la “Piccola Farmacia Letteraria”, una piccola libreria indipendente che propone un nuovo modo di concepire il mondo dei libri.

Sei triste? Ti senti nostalgico? Sei appena uscito una storia d’amore disastrosa? Devi superare un momento difficile? Hai bisogno di cambiare vita? Vieni, abbiamo la cura per te! La nostra libreria ha un catalogo selezionatissimo, propone soluzioni letterarie per problemi reali. Come in una vera farmacia, cerca il sintomo noi abbiamo la cura!”.

Questo è il manifesto della libreria, la cultura diventa una vera e propria medicina in grado di curare le “malattie dello spirito”, un libro per ogni stato d’animo, con tanto di foglietto illustrativo con indicazioni, posologia ed effetti collaterali divisi in più di 60 categorie tra stati d’animo e malanni fisici.

Nata da un’idea della titolare Elena Molini, 35enne con un lungo passato nel mondo dell’editoria questa piccola realtà, 40 mq circa ci offre una nuova concezione di “libreria”. Infatti i testi potranno essere ordinati telefonicamente o tramite i social ed essere consegnati gratuitamente a casa. Inoltre tramite la formula “usato garantito” si potrà usufruire di sconti per l’acquisto di libri nuovi. Molto interessante è anche “il gioco dell’oca” dove per ogni libro ne vengono suggeriti altri tre da cercare tra gli scaffali in base a cosa è piaciuto: ambientazione, genere, autore. Un piccolo spazio bar, in collaborazione con la caffetteria OZ adiacente al locale, dove poter fermarsi a leggere un libro e bere una tisana completano l’offerta della libreria. Uno spazio culturale che mancava in un quartiere reattivo e curioso come Gavinana. 

MutualPass

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Fri, 4 Jan 2019 12:11:19 +0000 http://www.mutualpass.it/post/914/1/la-piccola-farmacia-letteraria-soluzioni-letterarie-per-problemi-reali
Accadde oggi... 3 Gennaio http://www.mutualpass.it/post/913/1/accadde-oggi-3-gennaio http://www.mutualpass.it/post/913/1/accadde-oggi-3-gennaio]]> Oggi, 3 Gennaio, vogliamo festeggiare il compleanno di due personalità artistiche significative: i 127 anni dalla nascita dello scrittore J.R.R. Tolkien e i 71 anni del pittore Piero Serboli.

john Ronald Reuel Tolkien nasce nel 1892 a Bloemfontein, in SudAfrica, da genitori inglesi. Dopo la morte del padre, all'età di soli tre anni ritorna con la madre ed il fratello in Inghilterra dove la famiglia si sistema a Sarehole, un sobborgo di Birmingham. Nel 1904 muore anche sua madre dalla quale il giovane Tolkien aveva nel frattempo ereditato l'amore per le lingue, le antiche leggende e le fiabe. Studia all'Exeter College di Oxford dove ottiene nel 1915 il titolo di Bachelor of Arts. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruola nei Lancashire Fusiliers e combatte sul fronte occidentale. Finita la guerra prosegue gli studi all'Exeter. Nel 1945 gli viene affidata la cattedra di Lingua Inglese e Letteratura Medioevale del Merton College, dove insegna fino al suo ritiro dall'attività didattica avvenuto nel 1959.

Durante il periodo di insegnamento che l'autore inizia a scrivere. Nel 1937 pubblica "Lo hobbit", racconto fantastico ambientato in un fiabesco e lontanissimo passato inglese. Nonostante sia la sua opera prima, "Lo Hobbit" rappresenta una tappa fondamentale nella carriera di scrittore di Tolkien: è infatti attorno al nucleo originario di quest'opera che l'autore andrà sviluppando nel decennio successivo il suo regno immaginario che lo renderà famoso e celebre in tutto il mondo, quello delle Terre-di-Mezzo, che prenderà forma nelle sue opere successive quali "Le avventure di Tom Bombadil" (1962) e soprattutto in quell'epica fantastica che è la trilogia de "Il signore degli anelli" (che qualcuno ha voluto leggere come una complessa e ricca allegoria della condizione umana), unanimamente riconosciuta come la sua opera più importante.

Scritta in una lingua molto ricercata che imita il lindore dell'inglese medievale, la trilogia si compose inizialmente di tre distinti volumi: "La compagnia dell'anello" (1954), "Le due torri" (1955) e "Il ritorno del re" (1955), che verranno poi riuniti nel 1956 in un unico libro. Negli anni seguenti Tolkien lavora ad un'altra opera, "Il Silmarillion" iniziata in verità già nel 1917, che porterà avanti fino alla morte e che tuttavia non riuscirà a concludere. Verrà completata dal figlio Christopher e pubblicata postuma nel 1977.

Tolkien muore il 2 settembre 1973 a Bournemouth, in Inghilterra, all'età di ottantuno anni.

 

Piero Serboli, è tra gli artisti più prolifici della città di Messina. Pittore e animatore della vita culturale cittadina, la sua attività conta numerose personali e collettive, l’organizzazione e la promozione di diverse manifestazioni ed eventi, tra cui anche la direzione artistica di una galleria, la produzione di scenografie teatrali, la cura di volumi e cataloghi che ancora oggi si contraddistinguono per l’originalità e l’alta qualità grafica. Il suo studio di Viale Boccetta è frequentato da artisti di ogni generazione, e il suo apporto è centrale anche per le attività culturali del gruppo Mutualpass. La lunga carriera di Serboli si è sempre contraddistinta per la freschezza dello stile e dell’intuizione artistica, nonché per un’acuta ironia che provocatoriamente l’artista “nasconde” nella sua arte. Tralasciando una vis polemica o drammatica che non gli appartiene, Serboli ha lungamente interrogato lo spettatore, l’arte, e credo anche se stesso, intorno ai grandi temi dell’arte, risolvendosi sempre in opere di grande impatto estetico e dallo stile giocoso e sognante.    Tutta la sua opera è animata da una brillante vena pubblicitaria, laddove i doppi sensi e le allusioni dei titoli completa e amplifica il significato dell’opera.  Duchamp, Munari, l’Informale, Pop art e Art Brut sono tra i suoi affluenti principali, ma l’artista ha sempre sviluppato cicli e temi propri con un approccio dal tono delicato e poetico, riconoscibilissimo anche nei casi più provocatori, che riesce a mantenere grande leggerezza ed eleganza.

E’ il 1975 quando tiene la sua prima personale al Cineforum Don Orione, ma presto, grazia al contatto con gli scritti di Kandinskij, l’artista messinese si apre a nuove ricerca liberando la propria eclettica energia creativa. Dalla fine degli anni ‘70 lavora con le tecniche più svariate a macchine figurative fatte di pittura, riproduzioni fotografiche, cornice intagliate e oggetti recuperati (Prime Donne 1985). Ironia e gioco sono gli elementi della sua poetica potenziata da un senso pittorico vivace e di grande effetto. Dal 1985 inizia la produzione di Paesaggi Recuperati, che compaiono per la prima volta organicamente nel 1988 in una personale alla Galleria “Il Mosaico”. Si tratta di tele su cui Serboli incolla pezze sporcate di colore che cui aggiunge, a volte, inserti dei materiali più svariati. La serie dei Paesaggi sarà uno dei temi principali della sua produzione, su cui ritornerà a più riprese nel corso della sua carriera.  Dagli anni ’90 la tensione pop dada di Serboli si intensifica (No fastfood 1999), con esiti che interrogano, e in parte sembrano irridere, i mezzi e le pratiche dell’arte contemporanea. E’ il caso di Movi(eng) Marilyn del 2002, dove un’opera di Rotella divenuta manifesto del Taormina Film Festival,  è inserita dentro una cornice il cui manico è rappresentato dalla stessa immagine della Monroe che liberamente spostabile a destra e a sinistra rimanda all’uso commerciale dell’immagine dell’attrice, icona felix della società dei consumi a dispetto della sua tragica fine. Dal 2004 Serboli lavora al tema della donna con la serie Alma Venus, un’estrosa e ricca produzione di opere tra pittura e assemblage che riflette, con grande profondità, sulla condizione della donna contemporanea e il significato del femminino mantenendo le dinamiche avvincenti della sua ironia e la freschezza del suo pittoricismo. Artista poliedrico, molto attivo anche nella promozione di mostre e di cataloghi, Serboli con sua vivace,  e a tratti spiazzante, ironia ben rappresenta lo spirito dell’arte contemporanea nel momento del suo apogeo e della sua massima crisi.

 

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Thu, 3 Jan 2019 11:55:53 +0000 http://www.mutualpass.it/post/913/1/accadde-oggi-3-gennaio
Venerdì 4 l’inaugurazione della mostra Analogie alla galleria Cavour http://www.mutualpass.it/post/912/1/venerdi-4-l-inaugurazione-della-mostra-analogie-alla-galleria-cavour http://www.mutualpass.it/post/912/1/venerdi-4-l-inaugurazione-della-mostra-analogie-alla-galleria-cavour]]> Analogie” è il titolo della colletiva d'arte che si aprirà venerdi 4 gennaio 2019, ore 18, presso la Galleria Arte Cavour di Corso Cavour 119, Messina.
La manifestazione artistica è composta da 17 artisti ed ha lo scopo di valorizzare le arti visive. Davide Lupica è riuscito a coinvolgere come non mai gli artisti più conosciuti e blasonati dell'area metropolitana, protagonisti da anni della "scena" artistica messinese. L'idea su cui è basata la mostra è che ogni artista interpreti una delle foto di Lupica in forma di disegno, scultura, opera materica o altri tipi di rappresentazione artistica tipica dell'artista specifico. In mostra saranno presenti sia le foto di Lupica che le opere degli artisti ispirate dalle foto.
Durante la serata inaugurale sarà presentato un catalogo contenente le opere in mostra.
Gli artisti in mostra sono: Nino Bruneo - Antonello Bonanno Conti - Mamy Costa - Giovanni Fiamingo - Maurizio Gemelli - Giacomo Lattene - Giuseppe Pitaccio - Puccio - Stello Quartarone - Maria Rando - Silvia Ripoll - Rosa Rigano - Domenico Santangelo - Mimma Scimone - Demetrio Scopelliti - Aurelio Valentini - Salvatore Vasi

“Analogie” rimarrà aperta fino al 12 gennaio. La mostra osserverà i seguenti orari di visita: da lunedì al sabato dalle ore 17.00 alle 20.00.

Organizzazione:

Direttore Paolo Accordino

Direttore artistico Maurizio Gemelli

 

Esposizione 4 gennaio – 12 gennaio 2019

Ingresso Gratuito

Contatti con galleria:

galleria.artecavour@libero.it

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Wed, 2 Jan 2019 11:38:58 +0000 http://www.mutualpass.it/post/912/1/venerdi-4-l-inaugurazione-della-mostra-analogie-alla-galleria-cavour
...e muore Messina con tutti i figli suoi! http://www.mutualpass.it/post/911/1/e-muore-messina-con-tutti-i-figli-suoi http://www.mutualpass.it/post/911/1/e-muore-messina-con-tutti-i-figli-suoi]]> Illustri messinesi sotto le macerie nell’alba tragica del Capodanno del 1909.

di Enzo Caruso

«Infine, Messina; o almeno lo scheletro contorto di ciò che fu Messina. La Palazzata ha l’aria di un’immensa mascella scheggiata, da cui sbuffa un soffio di pestilenza e di fuoco. Qua e là, tuttavia, un palazzo sembra rimasto in piedi, ma se vi si guarda con un cannocchiale di Marina, si vedono i buchi spalancati delle finestre e, all’interno, fiamme che si ingrandiscono, o travi che si scontrano con i soffitti. Ah, davanti a questo cadavere di civiltà lacerata che si stende ai piedi degli impassibili Peloritani, sotto quei pini orgogliosi che 200 metri di banchina distrutti che hanno creato un'insenatura La Capitaneria di porto tra le macerie continuano a verdeggiare in pieno cielo, non c’è più pudore che trattenga la nostra emozione straripante; gridiamo, piangiamo, tendiamo le mani». Sono le parole pronunciate dal giornalista francesce Jean Carrère, corrispondente da Roma per il giornale “Les Temps”, appena giunto nel porto di Messina all’alba del 2 gennaio 1909.

Sotto le macerie, immense, infinite, era rimasta sepolta la gente e la storia millenaria di una città, tramandata nei secoli attraverso il DNA dei suoi abitanti. Una cesura pazzesca tra il prima e il dopo; una ferita insanabile che rende Messina orfana della sua Cultura e della sua Arte, relegandola al ruolo di Vecchia Signora, nobile ma decaduta, che vive trascinandosi, ancora oggi, nei ricordi del suo antico passato, incapace di leggere il presente e di proiettarsi a testa alta verso il futuro. Siamo orfani di personaggi illustri che, sepolti sotto le macerie, non hano avuto il tempo e la possibilità di tramandare il loro sapere, la loro cultura la loro scienza; di contagiare i giovani del senso di appartenenza e della fierezza di sentirsi messinesi; stili di vita, usi e costumi, dialetto e modi di dire sono stati irrevocabilmente compromessi. Personaggi di cui abbiamo perso memoria, ma che hanno lasciato una traccia del loro passaggio attraverso le loro opere e il loro impegno sociale. In questo breve excursus, tratto da un articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia nel 1949 da Silvio Papalia Jerace, proveremo a ricordare alcuni di questi illustri messinesi; molti di essi poco noti, altri dimenticati.

Raffaele Villari, raccolto morente tra le macerie della sua casa in Piazza Darsena, morì a bordo della corazzata russa Makaroff. Era nato nell’agosto del 1831; volontario garibaldino, scrisse molte opere tra cui, le più celebri sono “Da Messina al Tirolo”, “Cospirazione e Rivolta”, il dramma “Cola di Rienzo” e “Poemi drammatici”.

Il Barone Giuseppe Arena Primo, nato nel 1861, lasciò molte opere storiche riguardanti Messina e la Sicilia; tra le più famose “La Sicilia e la Battaglia di Lepanto”, recentemente ristampata dalla casa editrice EDAS.

Edoardo Boner, nato nel 1866, resse la cattedra di Lingua e Letteratura tedesca presso la nostra Università. Poeta “colorito”, lasciò opere degne di lode come “Novilunio”, “Leggende Boreali”, “Sui miti delle acque”, “Saggi di letterature straniere” e lle raccolte di novelle “Racconti Peloritani” e “Le Siciliane”.

Virgilio Saccà (1869-1908), poeta, romanziere e commediografo; tra i suoi lavori principali il romanzo “L’icona dell’Addolorata”.

Letterio Lizio-Bruno, professore di Letteratura, valente e fecondo poeta, per molti anni Provveditore agli Studi, autore delle “Rimembranze” che costituiscono un’opera pregevole nella letteratura messinese dell’800.

Angelo Toscano, nato nel 1879, fu il traduttore delle Bucoliche del Meli (Ed. Sonsogno); tra le sue opere si ricordano le novelle “Le corrotte”, e le opere in versi “Il Libro dei vent’anni”, “Il saluto”, “Anemos” e “Lauri vivi”.

Paolo Cesareo, illustre grecista e valente poeta; nato nel 1862 tradusse in versi l’Odissea e pubblicò lo studio critico “Il subbiettismo nei poemi di Omero”.

Giacomo Macrì, nato nel 1831, fu illustre giurista e letterato; Rettore del nostro Ateneo, pubblicò “Teorica del Diritto Internazionale” e “Francesco Maurolico nella vita e negli scritti”.

Degno di menzione, come giurista e filosofo, è Ferdinando Puglia, nato nel 1853, e autore di opere di filosofia, psicologia e diritto.

Tra le donne, sono da ricordare Laura Alliata, traduttrice di diverse opere di poeti stranieri e Maria Landi La Spada, “erudita e poliglotta”.

Il giovane professore Giuseppe Arrosto, autore di opere poetiche.

Nel campo dell’Arte sono da ricordare l’incisore Gaetano Micali, lo scultore Gregorio Zappalà, l’ingegnere “patriota” Nino De Leo che militò con Garibaldi a Milazzo e sul Volturno e l’ingegnere Luigi Lombardo Pellegrino autore di opere d’arte e d’architettura; Vincenzo Strazzulla, storico e archeologo; Alessio Valore direttore del giornale satirico “Il Marchesino” e l’illustre naturalista Luigi Seguenza.

Tra i “non messinesi” rimasti sepolti dalle macerie, si ricordano i fratelli Mario e Lorenzo Mandalari, il primo storico e letterato, il secondo professore di malattie mentali a cui si deve l’Ospedale Psichiatrico. 

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Thu, 27 Dec 2018 15:56:47 +0000 http://www.mutualpass.it/post/911/1/e-muore-messina-con-tutti-i-figli-suoi
L’alibi del terremoto del 1908 per finire di distruggere Messina http://www.mutualpass.it/post/910/1/l-alibi-del-terremoto-del-1908-per-finire-di-distruggere-messina http://www.mutualpass.it/post/910/1/l-alibi-del-terremoto-del-1908-per-finire-di-distruggere-messina]]> “Dedico alla insipienza ed alla inettezza del Governo italiano tutto l’odio mio; ed al generale Mazza, gli scatti impetuosi di una eterna maledizione. Da lui all’ultimo della sua stirpe sciagurata, passi sempre severa, sempre tremenda l’eco disperata dell’ultima parola dei miei fratelli di sventura, sepolti sotto le rovine di una illustre città. Al suo cuore ritratto singolare del cuore di Giolitti, dedico a perenne supplizio il gemito straziante, e l’agonia lenta di centinaia e centinaia di feriti, lasciati a morire sulla banchina del porto; e possano le inulte ombre di tanti assassinati tormentare senza posa i suoi sonni. Ai diecimila uomini di truppa, venuti in mezzo a noi in pieno assetto di guerra, e per costituire il vero disastro – giacchè il 28 dicembre 1908 rispetto a loro, non fu che un solo momento di sventura – io dedico il ricordo vergognoso della loro opera vandalica: Ed a molti ufficiali di quei reggimenti, ch’ebbero la sorte di partecipare alla nefasta campagna, dedico la rampogna dei superstiti messinesi…la rampogna nostra…la rampogna mia….che nei giorni del lutto, della strage, del sangue, del fuoco e della morte, tra la immane catastrofe e gli ufficiali italiani, non ho saputo distinguere da quale delle due parti, venisse il maggiore danno”.

Così scriveva nella dedica ed introduzione al suo libro Un duplice flagello. Il terremoto del 28 dicembre 1908 in Messina ed il Governo Italiano, stampato nel 1911, Giacomo Longo fu Francesco (così teneva a firmarsi). Un grave atto di accusa di un testimone oculare, un grido esasperato d’ira e di dolore contro l’inefficienza, le colpevoli omissioni, l’indifferenza , l’ignavia, la prepotenza del Governo centrale di Roma all’indomani del terremoto che scientemente portarono all’annullamento, non solo fisico, di un’intera città. Al punto che dei “due flagelli”, il sisma e la vessazione, quest’ultima figlia della disorganizzazione e dell’apparato burocratico elefantiaco piemontese sintetizzato dagli atteggiamenti non certo umanitari del generale Francesco Mazza che decretò lo stato d’assedio, non è facile dire quale fu il più disastroso. Fu una vera fortuna che tra gli scampati vi fossero anche i deputati Ludovico Fulci e Giuseppe De Felice, che insieme ad alcuni sopravvissuti componenti della deputazione provinciale gettarono le basi per la ricostruzione di Messina. Il 7 gennaio del 1909, infatti, in una fredda mattina con un pallido sole, sotto la tettoia della stazione ferroviaria fu redatto e sottoscritto un ordine del giorno. Più che un formale documento, era un atto d’amore per la sfortunata città ed al tempo stesso una ferma opposizione a quanto aveva detto l’onorevole Napoleone Colajanni: “La bella città eroica è morta per sempre. Non si può pensare a riedificarla. Per sgombrare le macerie occorrerebbero quasi tanti milioni, quanti ne sarebbero necessari per ricostruire gli edifici. E ciò non è possibile. Messina resterà solo come testa di linea ferroviaria per le comunicazioni nel Continente. Vano è pensare diversamente. Io questo dirò alla Camera”.

L’ordine del giorno, al contrario, ribadiva con tono solenne da proclama: “I cittadini di Messina scampati all’immane disastro e qui presenti, nonché i consiglieri provinciali superstiti, il sen. Durante, gli on. Pantano, Faranda, De Felice, Micheli, Orlando, Caciani, Buccelli, Fulci Ludovico, riuniti sulle rovine della città, incoraggiati dalle universali e commoventi prove di solidarietà umana,affermano essere un dovere storico e nazionale il risorgimento di Messina”.

E Messina risorse, purtroppo a spese di quanto era stato risparmiato dal sisma (ed era tanto): palazzi, chiese, strutture fortificate furono oggetto di cieca, metodica e sistematica demolizione. Già all’indomani del disastro il Soprintendente dei Monumenti, Musei e Gallerie di Palermo Antonino Salinas, nonostante l’età prossima ai settanta anni, si recò immediatamente a Messina per seguire di persona, affiancato dall’Ispettore Onorario Gaetano Mario Colomba, le delicate e difficili operazioni di recupero delle opere d’arte scampate al sisma. Lo stesso Salinas, con profonda amarezza, ebbe a scrivere nel 1915: “Alla soddisfazione di aver potuto salvare qualche pregevole fabbrica come il tempietto cinquecentesco di San Tommaso, fa doloroso riscontro l’amara delusione della perdita di tanti belli avanzi che le nostre cure non giovarono a proteggere dalla mania demolitrice sorretta da brutti tornaconti commerciali: alludo principalmente ai belli archi di Via Pianellari e all’interno medioevale di una casa che un giorno trovammo distrutti all’insaputa di tutti. E qui alle gesta dei demolitori dovrei far seguire quelle dei ladri volgari e dei macchinatori di furti artistici. Ma di questa piaga che imperversò a Messina e che vi domina ancora in modo inconcepibilmente spudorato, tratterò in altro posto”.

Fra le chiese distrutte col piccone e la dinamite nonostante fossero intatte o perfettamente recuperabili, si ricordano Sant’Agata dei Minoriti (sec. XVII) in piazza Duomo; Sant’Andrea Avellino (sec. XVIII-1851) sul Corso Cavour accanto alla Villa Mazzini; Anime del Purgatorio (sec. XVII-XVIII) dirimpetto alla chiesa dei Catalani; Santa Barbara (sec. XV-XVIII) ai piedi del Tirone; Santa Caterina Valverde (sec. XV) nello stesso sito di oggi e Santa Chiara (sec. XIX) dove oggi sorge il Palazzo della Cultura. E ancora: Santi Cosma e Damiano (sec. XVIII) in via Peculio Frumentario; San Cristoforo (sec. XVII); San Gioacchino (sec. XVII) in via Romagnosi; Santa Maria di Basicò (sec. XIV) all’inizio della Rampa della Colomba; Santa Maria della Luce (sec. XVII) dirimpetto all’attuale Intendenza di Finanza; Santa Maria Maddalena di Valle Giosafat (sec. XI-1765) dove oggi sorge la Casa dello Studente; Sant’Orsola (sec. XVII) nello stesso sito di oggi; Santa Pelagia (sec. XV-XVII) nell’attuale omonima via; Oratorio della Sanità (sec. XVII) in Corso Cavour e Santa Teresa (1750-1772) dove oggi sorge la Cattedrale dell’Archimandritato del SS. Salvatore e l’Istituto Savio. Un elenco, questo, sintetico e non certo esaustivo, che non considera le decine e decine di palazzi monumentali risparmiati dal terremoto e cinicamente sacrificati sull’altare della speculazione edilizia di chi preferì distruggere per approfittare delle somme ingenti messe a disposizione dei palazzinari dell’epoca. Tuttavia sufficiente per smetterla, una volta e per sempre, di ripetere che il terremoto del 1908 rase completamente al suolo Messina. La verità e che il sisma distrusse solo il 40 per cento degli edifici. Al restante 60 per cento ci pensarono speculatori senza scrupoli venuti da fuori ed un governo complice.

Nino Principato

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Thu, 27 Dec 2018 15:52:09 +0000 http://www.mutualpass.it/post/910/1/l-alibi-del-terremoto-del-1908-per-finire-di-distruggere-messina
U Risu Niuru (Il Riso Nero) http://www.mutualpass.it/post/646/1/u-risu-niuru-il-riso-nero http://www.mutualpass.it/post/646/1/u-risu-niuru-il-riso-nero]]> La Sicilia vanta un’importantissima tradizione nella coltura del riso che venne importato dagli arabi intorno al 1100. La coltivazione iniziò a diffondersi toccando l’apice intorno al 1700, per poi cominciare a regredire e a scomparire definitivamente nel periodo compreso fra l’unità d’Italia (quando, per meglio combattere la malaria, si proibì la coltivazione delle risaie vicino ai centri abitati) e il ventennio fascista che operò la bonifica di parecchie zone paludose.

La storia della cucina siciliana è ricca di ricette a base di riso: quella più conosciuta è sicuramente l’arancino (o arancina che dir si voglia) uno dei prodotti-simbolo più conosciuti in tutto il mondo. Anche il risotto allo zafferano è originario nostra terra: lo zafferano, infatti, o safran in lingua araba, fu importato dagli stessi in Sicilia e da qui si diffuse nel resto del Paese. Ma il riso è presente nella tradizione gastronomica siciliana anche nella preparazione di dolci prelibati e la ricetta di oggi, "u risu niuru" riguarda proprio un delizioso manicaretto a base di riso e di cioccolata fondente adatto a tutte le occasioni, una vera delizia per tutti i palati!

Ingredienti (per 4 persone)

  • 200 g di riso
  • 75 g di cioccolato fondende grattuggiato
  • 30 g di zucchero
  • sale
  • cannella

Per preparare il "risu niuru", occorre far cuocere regolarmente il riso in acqua salata (come variante è possibile far cuocere il riso in acqua e latte in parti uguali). A cottura ultimata scolatelo e, ancora caldo, conditelo con lo zucchero e il cioccolato fondente grattuggiato, mescolando per farlo sciogliere, aggiungete poi la cannella. Versate, dunque, il composto in un recipiente e riponetelo in frigo per un paio d'ore.

Servire il riso nero freddo. Se si gradiscono, si possono mettere canditi tritati, cannella e zucchero per guarnire il piatto.

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Thu, 27 Dec 2018 09:42:06 +0000 http://www.mutualpass.it/post/646/1/u-risu-niuru-il-riso-nero
Be Art, l’arte nelle piccole cose http://www.mutualpass.it/post/909/1/be-art-l-arte-nelle-piccole-cose http://www.mutualpass.it/post/909/1/be-art-l-arte-nelle-piccole-cose]]> Si è tenuto nei giorni 21 e 22 dicembre l’evento artistico “Be Art – Exhibition”. A fare da cornice, l’appartamento nel centro di Messina dove il progetto ha preso vita e che si è trasformato in un “cantiere”, area lavorativa temporanea per eccellenza, fucina di idee e giovani talenti, per trasmettere l’immagine di continua evoluzione e progresso dell’arte.

Tanti gli artisti che hanno sposato il progetto e messo in mostra i propri lavori, tante le sperimentazioni e le intuizioni originali, tante e svariate le tecniche utilizzate. Pittura, Graphic Design, Fumettistica, Disegno, Illustrazione, Musica, Poesia, Live Art & Performance hanno attirato tanti curiosi ed appassionati nel corso dei due giorni, un vero e proprio successo per un’iniziativa nuove e fresca in una città troppo spesso assopita e poco abituata alle novità.

Era la quinta edizione di BE ART, la quarta volta in casa – dichiara a MutualPass Silvia Russo, organizzatrice dell’evento -   abbiamo sperimentato la formula dei due giorni ed è andata molto bene. Tra le molte attività voglio rivolgere una menzione particolare al reading poetico, sorprendentemente molto partecipato. L’idea di BE ART è nata con l’intenzione di creare uno spazio creativo all’interno del quale ognuno (artista e non) possa sentirsi libero di creare, immaginare, sognare in un ambiente intimo e familiare come una casa.

Abbiamo già in programma un evento estivo – prosegue Silvia - in una location diversa. Vogliamo far scoprire l’arte in un modo diverso: l’arte nascosta nelle piccole cose, nei piccoli o grandi artisti, nei giochi interattivi. Vogliamo far scoprire la passione che ognuno ha dentro se stesso. Be art non è solo una mostra: è aggregazione, nasce sia per l’amore per l’arte sia per l’amore per le persone.”

MutualPass

 

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Tue, 25 Dec 2018 19:05:21 +0000 http://www.mutualpass.it/post/909/1/be-art-l-arte-nelle-piccole-cose
Natale della Messina di un tempo http://www.mutualpass.it/post/908/1/natale-della-messina-di-un-tempo http://www.mutualpass.it/post/908/1/natale-della-messina-di-un-tempo]]> Quando a Messina si vedevano girare per le strade, prima del terremoto del 1908, i “ciaramiddhari” ed i “sonaturi orbi” con chitarra e violino, insieme al “picciottu” che oltre a guidarli nel cammino accompagnava la loro musica con l’”azzarino” (triangolo), era segno che si era già entrati nell’atmosfera natalizia.

Il Natale di casa nostra era fatto di queste piccole cose, che riempivano enormemente il cuore di letizia, di gioia, di serenità. Era fatto di “cone” (piccole grotte) col Bambin Gesù, allestite nelle case, nelle botteghe, nelle bettole e nelle strade, dove “sonaturi orbi” e “ciaramiddhari” cantavano e suonavano la novena.

Vecchi ciechi dai soprannomi non molto edificanti: “Ammazzapadre”, al secolo il celebre suonatore di liuto Carmelo Laurino, vestito sempre di nero e con un cappello a cilindro sopra il berretto, anche questo nero, di seta; “Cappiddazzu” e cioè don Lio Corso, il quale cantava le novene accompagnandosi col violino, raccomandando di dare la “strina” (strenna, mancia) al “picciottu” che lo guidava. E questi, con quanto fiato aveva in corpo, urlava: “E sanari a lu picciottu, s’arripezza lu capottu” (E “sanari” – piccola unità di misura monetaria – al garzone, si rattoppa il cappotto). Nelle case si preparava il “presepio” che, già prima del terremoto del 1908, era assediato dall’albero di Natale, moderna diavoleria che faceva scrivere con indignazione a Giuseppe Arenaprimo:

In talune case signorili predomina ora la moda dell’albero di Natale; cosa che non ha fra noi alcuna tradizione, che il popolino non comprende e che, come tutte le scimmiottaggini di oltremonte e di oltremare, guarda con indifferenza”.

Presepi che agli inizi del Novecento gareggiavano fra loro per monumentalità e complessità, come quello del cavaliere Calamarà che si sviluppava in ben sette stanze e quello del patriota Salvatore Bensaia, allestito nella sua modesta casa del borgo Portalegni e che si fregiava anacronisticamente dei fili telegrafici, delle locomotive a vapore e perfino di garibaldini che giocavano sotto il pergolato, presso un’osteria! Una visita d’obbligo era anche quella che si faceva al miracoloso Bambinello di cera, opera di ceroplasta del ‘600, che nella chiesa di San Gioacchino aveva pianto prodigiosamente per ben 11 anni, dal 1712 al 1723 (oggi, la pregevole e preziosa statuetta, è custodita nella chiesetta di Gesù e Maria delle Trombe in via San Giovanni Bosco).

Giovanni Pascoli poi, a Messina dal gennaio 1898 e fino al 1902, chiamato per insegnare all’Università Letteratura latina, scriveva una delle sue più belle poesie dedicate al Natale, ispirato a quel fantastico presepe di luci, colori ed armonie che era Messina all’epoca: “Udii tra il sonno le ciaramelle/ho udito un suono di ninne nanne/Ci sono in cielo tutte le stelle/ci sono i lumi nelle capanne/Sono venute dai monti oscuri/le ciaramelle senza dir niente/hanno destato nei suoi tuguri/tutta la buona povera gente”.

Fra “nuviniddhari”, “ninnareddhe”, “pasturali” e la processione notturna “du Santu Bamminu” che allora come oggi si muove dal tempio di S. Francesco d’Assisi all’Immacolata alle 3 del mattino del 25 dicembre, ci si avvicinava al cenone di Capodanno. I messinesi del primo Novecento erano soliti prendere d’assalto la pescheria sull’ansa portuale, comprando murene, capitoni e le rituali anguille del Faro (allora chiamate “anghiddi du pantanu”), celebratissime nei simposi romani e ricordate dagli scrittori dell’antichità: tutti alimenti che non potevano mancare nella grande cena dell’ultimo dell’anno. Nell’attesa di apparecchiare la tavola, si passava il tempo giocando. Giochi di una volta, che sono rimasti in vita fino a qualche anno fa e che, oggi, sono stati annientati da nevrastenici e dispendiosi “baccarat”, che niente hanno del gioco come sincero divertimento fine a se stesso: il sette e mezzo, il mercante in fiera, la tombola con i fagioli o i ceci utilizzati per segnare i numeri estratti. Tombola che – molti non sanno – solo dopo la metà del secolo XVIII è stata introdotta nella nostra città come gioco casalingo natalizio. Gli uomini prediligevano la “primiera”, la “scopa”, lo “scopone”, la “briscola” ed il “tresette”, ma non disdegnavano qualche gioco d’azzardo, come la “marreddha”, e lo “zicchinettu”. Per i bambini, invece, c’erano il “giufalè” ed il “paru o sparu” con le nocciole.

In molte case si leggeva collettivamente il “Viaggiu dulurusu di Maria Santissima in Betlemmi”, opera popolare di un certo Annuleru, stampata a Palermo nel 1868. E, finalmente, giungeva il momento tanto atteso: il cenone. Piatti di “pasta a timballu” (maccheroni con carne di vitello, olio, cipolla, aglio, prezzemolo, alloro, pomodori, mezzo bicchiere di vino rosso e l’immancabile pecorino grattugiato) o “pasta a picchiu pacchiu”, condita con un sugo a base di crema di cipolla, pomodori pelati, aglio, basilico, melanzane ed acciughe, coloravano la tavola imbandita. Poi, era la volta delle “anghiddi” in umido o arrostite e del baccalà, oggi come allora incontrastato protagonista del cenone di fine anno: “baccalaru ‘nfurnatu”, “baccalaru all’agru e duci”, “baccalaru frittu”. A far da cornice, notevoli quantità di forme di pane circolare col buco (“pucciddhati”). Quindi, “cauluciuri a pastetti” da accompagnare al secondo. Chi se lo poteva permettere, continuava la teoria delle portate con la carne di maiale, perché: “Santu Nicola e Santu Natali, biatu cù ll’havi ‘u beddu maiali!”. Altrimenti: “Pani e vinu rinforza ‘u schinu”. Il momento del dolce era fra i più attesi e qualcuno, anche oggi, in barba a panettoni e pandoro industriali, prodotti del più becero e vieto consumismo, prepara “risu niuru” (riso cotto con il latte, con aggiunta di zucchero e cacao fondente, cosparso da briciole di cioccolato e polvere di cannella), “biancomangiare” (latte, amido per dolci, zucchero ed un pizzico di vaniglia a formare una crema guarnita con pezzetti di cioccolato fondente, cacao o scorzette d’arancia candite, tagliate a filetti molto sottili), “cutugnata”, “mustarda” e perfino “sangunazzu” (interiora riempite di sangue animale, bollite in maniera da condensare il sangue e, poi, messe a freddare), che oltretutto serviva egregiamente  anche a combattere il freddo.

Dopo lo sgranocchio degli “scacci”, noci, nocciole e castagne, giungeva la mezzanotte ed il nuovo anno. Così, fra gli auguri (“Campammu n’autru annu!”, “Bona fini e bon principiu!”), se ne andava anche la notte di San Silvestro. Un santo che a Messina protegge i “becchi” (cornuti), a causa di una leggenda ben radicata in ambito cittadino, che narra come non gli fu mai possibile di custodire la sorella, che gliene combinava di tutti i colori.

 

Nino Principato

 

 

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Mon, 24 Dec 2018 11:44:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/908/1/natale-della-messina-di-un-tempo
14 Libri per un Natale perfetto - Regala una storia http://www.mutualpass.it/post/907/1/14-libri-per-un-natale-perfetto-regala-una-storia http://www.mutualpass.it/post/907/1/14-libri-per-un-natale-perfetto-regala-una-storia]]> Il periodo natalizio porta con sè un'atmosfera unica ed inimitabile, addobbi, luci, odori e colori riscaldano i nostri cuori e le nostre città. Natale signifca rivolgere un pensiero alle persone che ci sono vicine e con cui vorremmo condividere le nostre giornate, magari anche attraverso un dono che testimoni amore, stima e considerazione. Ma fare un bel regalo, uno di quelli che si ricevono con gioia e soddisfazione, non è semplice. Ogni persona è diversa, con gusti e abitudini particolari, oltre a questioni di costo, originalità e varietà.

Esiste un regalo che risulta sempre gradito, un dono con cui è difficile sbagliare: un libro

Regalare un libro significa regalare una storia, un viaggio in un universo dove potersi perdere. Chiunque si ostini a ripetere che non ama leggere mente a se stesso: il vero problema è che non ha ancora trovato il libro giusto. C’è un libro là fuori perfetto per ciascuno di noi, basta solo volerlo trovare. Regalarne uno è il modo migliore per favorire tale ricerca.

Vi proponiamo 14 titoli, che potete trovare alla libreria Dedalus di Roberto Cavallaro, da regalare in occasione delle festività natalizie:

1) George R.R. Martin, Fuoco e Sangue, Mondadori;

2) Joe Clifford, Lamentation, CasaSirio;

3) Doug Johnstone, L'ultima volta, CasaSirio;

4) Mikael Niemi, Cucinare un orso, Iperborea;

5) Kaouther Adimi, La libreria della rue Charras, L'Orma editore;

6) Vladimir Sorokin, Manaraga. La montagna dei libri, Bompiani;

7) Nikolaj Gogol, Racconti di Pietroburgo, Marcos y Marcos;

8) Lionel Shiver, I Mandible: Una famiglia, 2029-2047, 66thand2nd;

9) Grace Paley, Tutti i racconti, Sur;

10) Kazuo Ishiguro, Crooner, Einaudi;

11) Alessandro Baronciani, Negativa, BAO Publishing;

12) Donato Carrisi, Il gioco del suggeritore, Longanesi;

13) Rebecca West, La famiglia Aubrey, ;

14) Elena Ferrante, L'amica geniale volume primo, e/o.

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Mon, 24 Dec 2018 11:21:06 +0000 http://www.mutualpass.it/post/907/1/14-libri-per-un-natale-perfetto-regala-una-storia
Dal 22 dicembre la mostra Phenomena di Giuditta R alla Galleria Cocco http://www.mutualpass.it/post/905/1/dal-22-dicembre-la-mostra-phenomena-di-giuditta-r-alla-galleria-cocco http://www.mutualpass.it/post/905/1/dal-22-dicembre-la-mostra-phenomena-di-giuditta-r-alla-galleria-cocco]]> “Phenomena” è il secondo appuntamento della fitta programmazione prevista da COCCO, un nuovo studio d’arte che si affaccia nel panorama dell’arte contemporanea siciliana e nazionale con la spinta positiva di un esordio molto apprezzato dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Anche con questa mostra, Cocco prosegue il percorso di collaborazioni con i nuovi talenti, innanzitutto siciliani ma divenuti internazionali, iniziato lo scorso 27 ottobre con la “Volta Pietra” dello scultore Ezio Cicciarella. 

Apertura: venerdì e sabato, dalle ore 17.00 alle ore 20.00, o su appuntamento.
via F. Todaro n. 22, 98100 Messina 
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La mostra è una selezione di 22 lavori della produzione recente dell’artista Giuditta R (Messina, 1984), molti dei quali mai esposti in Italia. “Phenomena” è un galleria incredibile di ritratti a matita, realizzati con un disegno espressivo e abilissimo, dalla micidiale profondità psicologica, immerso un immaginario ironico e sarcastico dal retro gusto glamour. La mostra sbarca a Messina dopo la tappa alla galleria d’arte Noox Escandòn di Città del Messico confermando la parabola eccellente del percorso artistico di Giuditta. L’artista ha esposto in numerosi paesi europei, ha vinto premi e collaborato con artisti, ha fondato e ora dirige una residenza d’arte. I suoi disegni sono presenti in collezioni pubbliche e private in Europa e in America. 

In atmosfere sospese fra le migliori soundtracks di film horror e il suono elettronico di band sulla scia dei Daft Punk, il suo desiderio di impressionare, stupire, è un viaggio nel suo inconscio tra fantasmi di ieri e di oggi che lei schernisce. Un viaggio che sembra rivelarsi come un edificio dismesso, rispetto alla sua funzione originaria e di evidente suggestione, che emette un grido di protesta e di ricerca, ma anche di attenzione, valorizzazione, speranza. Un grido che è desiderio di evoluzione e evoluzioni, ancora una volta di “fenomeni”. Un grido che pare racchiudersi tutto nello “sbrilluccichio” (quasi sempre unico elemento di colore) appena accennato su scarpette da bambina, fiocchi o papillon e nella farfalla, elementi onnipresenti nelle opere di Giuditta”.  Laura Faranda, dal catalogo della mostra

Tagliatrice di teste di successo, imperscrutabile, con una testa bambola di donna e una vera di uomo. Fuori dal tempo storico, l’artista lavora al suo teatro di pupi e pupette, dove lo spettatore arriva come un ospite da mettere alla prova, da interrogare, da incastrare di fronte a uno spettacolo di spietata umanità. La sua satira intrigante e il grottesco sembrano fantastici, irreali, e non ci viene affatto in mente che potrebbero parlare di noi, del nostro essere bambini coi denti rotti, schiantati nell’attimo dello specchio, nello sguardo dell’altro e in quello dell’artista in particolare”. Mosè Previti, dal catalogo della mostra. 


Biografia dell’Artista

Mi piace impressionare il pubblico, l’arte non deve lasciare indifferenti. Il potere dell’immagine è forte e l’artista lo può usare per colpire. Voglio fare riflettere sulle parti di noi che sono rimaste infantili e sul genere sessuale su cui gioco molto”. Giuditta R

Nata a Messina nel 1984, sin da piccola Giuditta vive a stretto contatto con la creatività poichè i genitori sono entrambi artisti. Giuditta inizia a sentirsi a proprio agio con il medium delle matite sin da bambina, spendendo molte ore al giorno disegnando. Riprende la tecnica della grafite su cartoncino nel 2008 con linizio di una nuova produzione artistica. Una lunga serie di disegni alla quale l’artista lavora tutt’oggi. Alla fine del 2008 completa il corso di laurea e di specializzazione col massimo dei voti presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Poco prima della laurea, l’artista consegue un breve corso di studi a Copenaghen, con sviluppo di un progetto d’arte virtuale. Giuditta inizia la sua carriera artistica mostrando con successo le sue opere in varie gallerie, musei e centri di arte contemporanea internazionali: Danimarca, Germania, Italia, Francia, Lituania, Spagna, America, Messico, Austria, Ungheria, Inghilterra, ecc. E le sue opere sono in varie collezioni sia private che pubbliche. Nel 2013 Giuditta apre una nuova attività nella sua città natale, assumendo il ruolo di direttrice di una residenza per artisti, di nome Villa R. La piattaforma internazionale offre alle persone di tutti i campi artistici la possibilità di creare nuovi progetti a contatto con la natura e un esclusivo paesaggio. Nel 2016 l'artista inizia una collaborazione nel campo della moda con un designer di Tokyo, che utilizza le sue opere per decorare capi di abbigliamento in una collezione Nel 2018 Giuditta riceve il suo primo Premio alla carriera presso il Castello dei Principi Gallego di Sant'Agata Militello, Italia. Nello stesso anno l'artista attende una residenza in Yucatàn RSDNART Noox Kankabal, che si conclude con una mostra collettiva e un discorso nella Hacienda Kankabal, in Messico, e subito dopo con una grande mostra personale a Noox Escandòn, a Città del Messico. Giuditta è rappresentata dalla Galleria Oxholm a Copenhagen e dalla Galleria Heike Arndt a Berlino e Kettinge (Danimarca). Attualmente vive e lavora a Berlino.


 

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Sat, 22 Dec 2018 10:20:45 +0000 http://www.mutualpass.it/post/905/1/dal-22-dicembre-la-mostra-phenomena-di-giuditta-r-alla-galleria-cocco
21 e 22 dicembre torna BE ART, l’evento artistico sperimentale e dinamico http://www.mutualpass.it/post/904/1/21-e-22-dicembre-torna-be-art-l-evento-artistico-sperimentale-e-dinamico http://www.mutualpass.it/post/904/1/21-e-22-dicembre-torna-be-art-l-evento-artistico-sperimentale-e-dinamico]]> Ad un anno dal primo evento, nell’intensa atmosfera natalizia, BE ART ritorna alle origini presentando un nuovo tema: IL FUTURISMO. 

Spazio dunque alla dinamicità, alla sperimentazione e alla partecipazione attiva. Durante l'evento infatti non mancheranno attività/giochi interattivi, installazioni, musica di vario genere, vino, scultura, estemporanee di pittura, disegno, fotografia, vino, architettura, tanti nuovi artisti e molte altre sorprese che non ci va di svelarvi! 

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La casa nel centro di Messina - dov’è nato tutto - si trasformerà in un cantiere, area lavorativa temporanea per eccellenza, per trasmettere l’immagine di continua evoluzione e progresso dell’iniziativa BE ART e dell’arte stessa, in costante mutamento ed evoluzione. Per garantire una migliore riuscita di questa quinta edizione di BE ART conteremo anche su un vostro piccolo e fondamentale contributo, che ci permetterà di continuare a promuovere arte e giovani artisti nella nostra città.

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VEN 21 DIC
16:30 / 23:30
Tutte le esposizioni
17:30 / 20:00
Bluemarina toilette djsette 
18:30 / 20:00 
Lavori in corso di Sofia Bernava 
20:00 / 21:00
Reading poetico 
21:00 / 23:30
Ferdinando kitchen vinyl set

SAB 22 DIC
16:30 / 23:30 
Tutte le esposizioni
17:30 / 20:00
Ferdinando kitchen vinyl set 
18:00 / 19:00
Challenge di fumetti tra Davide e Simone 
21:30 / 23:30
FUTURO ACQUATICO: NessunNettuno live painting + Bluemarina dj set


INFO UTILI
Quando: 
Con grande richiesta l’evento durerà due giorni: 21 e 22 Dicembre dalle ore 16:00 alle ore 23:30.
Dove:
Casa privata, Via Giuseppe La Farina n.40, Messina. Sarete guidati da locandine e indicazioni. 
La mostra:
All’interno di questa casetta/cantiere potrete trovare arte di vario genere: dalla fotografia, alla grafica, alla scultura, alla pittura, alla musica, live performance ai tanti giochi interattivi. 
Il contributo: 
All’ingresso della casa troverete lo stand in cui potrete versare il contributo di 3€. 

artwork by VITTY

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Fri, 21 Dec 2018 10:11:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/904/1/21-e-22-dicembre-torna-be-art-l-evento-artistico-sperimentale-e-dinamico
Sabato 22 dicembre OPEN DAY al Poliambulatorio Reumaphysio http://www.mutualpass.it/post/906/1/sabato-22-dicembre-open-day-al-poliambulatorio-reumaphysio http://www.mutualpass.it/post/906/1/sabato-22-dicembre-open-day-al-poliambulatorio-reumaphysio]]> Sabato 22 dicembre, dalle 9 alle 19, OPEN DAY al Poliambulatorio Medico e Riabilitativo Reumaphysio di Via dei Mille, 89bis a Messina.

Sarà possibile usufruire GRATUITAMENTE di un trattamento di Radiofrequenza viso e corpo, previa prenotazione al numero 348 0574969 (Dott. Giuseppe Pipitone).

L'utilizzo della radiofrequenza garantisce una maggiore consistenza e un duraturo effetto tensorio della pelle. La radiofrequenza sfrutta l'emissione di energia generando calore a livello del derma e producendo effetti visibili già al termine della seduta. Il dispositivo genera onde elettromagnetiche con frequenze comprese tra 520 e 700 KHz.

Le onde, capaci di produrre un piacevole calore, raggiungono e stimolano i fibroblasti nella produzione di collagene, acido ialuronico ed elastina donando idratazione, turgore ed elasticità alla cute. La pelle è da subito più compatta, con un effetti bio-lifting immediato che migliora progressivamente nel tempo.

 

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Wed, 19 Dec 2018 17:30:37 +0000 http://www.mutualpass.it/post/906/1/sabato-22-dicembre-open-day-al-poliambulatorio-reumaphysio
Ecco la Canzone di Natale perfetta creata dalla Scienza http://www.mutualpass.it/post/648/1/ecco-la-canzone-di-natale-perfetta-creata-dalla-scienza http://www.mutualpass.it/post/648/1/ecco-la-canzone-di-natale-perfetta-creata-dalla-scienza]]> (Observer): I cantautori britannici Harriet Green e Steve Anderson si sono uniti al dott. Joe Bennett, musicologo del Berklee College of Music di Boston, per un progetto scientifico con lo scopo di creare la canzone di Natale più felice di sempre. Il brano risultante, “Love’s not Just for Christmas” (L'amore non è solo per Natale), è stato presentato su YouTube ed è ora disponibile su Spotify.

La canzone è stata commissionata da Intu, un gruppo di centri commerciali britannici. "Volevano rendere gli acquirenti un po’ più felici", ha detto Bennett a Observer. Come primo passo verso un nuovo classico di Natale, Bennett ha analizzato 78 brani natalizi trasmessi su Spotify nel Regno Unito durante la settimana del 25 dicembre 2016. Si è concentrato su aspetti particolari delle canzoni, come temi lirici, tempo, chiave musicale e utilizzo della campanella.

Bennett ha trovato otto temi principali tra i ritornelli Natalizi:

  • Casa (famiglia, regali sotto l'albero)
  • Amore (trovare una persona speciale a Natale)
  • Amore perduto (sentirsi soli a Natale)
  • Festa (danza, vischio)
  • Babbo Natale (e la sua renna)
  • Neve (pupazzi di neve, slitte, inverni freddi)
  • Religione (racconto della Natività)
  • Pace sulla Terra

"I temi dei testi affrontati in realtà non sono cambiati dal 1940", ha detto Bennett. In effetti, le canzoni degli anni '40 e '50, come "White Christmas" di Bing Crosby e "Santa Baby" di Eartha Kitt, occupavano molte delle slot Spotify. Quasi la metà delle canzoni conteneva campane da slitta, e il 95% di esse erano in Chiavi Musicali Principali. Il tempo medio era di 115 battiti al minuto. Green e Anderson hanno preso questa informazione e si sono messi a lavoro, creando la canzone di Natale "definitiva" con tutte queste caratteristiche. " Love’s not Just for Christmas " è stato il risultato.

La canzone è stata registrata dal London Community Gospel Choir , che ha collaborato con Madonna e George Michael. La canzone allegra, slanciata e carica di campane, riporta la parola "Natale" 21 volte, insieme a riferimenti a calze, orpelli, vischi, desideri e regali. "È un prodotto davvero eccezionale, che intreccia i temi alla ricerca", ha affermato Bennett. "Ciò lo rende più ballabile e fa battere il cuore". Mentre la musica natalizia viene spesso definita " insopportabile ", Bennett ha detto che ha ancora valore. "Sono un inclusivista musicale, si tratta solo di fare il proprio lavoro al meglio”.

"Love's Not Just for Christmas" sarà trasmesso nei centri commerciali Intu in tutta la Gran Bretagna durante le festività natalizie. Ascoltatela qui e diteci se, secondo voi, si unirà ai classici come "All I Want for Christmas Is You" e “Christmas Lights” nelle vostre playlist Natalizie.

 

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Wed, 19 Dec 2018 10:28:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/648/1/ecco-la-canzone-di-natale-perfetta-creata-dalla-scienza
Moby Dick nello stretto - Quando Melville venne a Messina http://www.mutualpass.it/post/903/1/moby-dick-nello-stretto-quando-melville-venne-a-messina http://www.mutualpass.it/post/903/1/moby-dick-nello-stretto-quando-melville-venne-a-messina]]> 13 febbraio 1857, venerdì. All’alba, le coste della Calabria e della Sicilia di fronte a noi. Ci avviciniamo verso le 10. L’una e l’altra sono molto alte e frastagliate – pittoriche. Molte case. Sulla cima delle montagne più alte, la neve. Ameno veleggiare nello Stretto. All’una gettiamo l’ancora nel porto, somiglia a una laguna. Giornata di pioggia. Scendiamo a terra, all’ufficio di polizia. Mi perquisiscono, per cercare carte eccetera – L’hotel è in una bella strada. Grande Chiesa. Mi son fatto smacchiare il soprabito”: chi scrive così della città di Messina in un suo Diario è il grande scrittore, poeta e critico letterario statunitense Herman Melville (New York, 1 agosto 1819 –New York, 28 settembre 1891) che, sei anni prima, era stato l’autore del romanzo Moby Dick, considerato uno dei capolavori della letteratura americana. 

Seguiamolo ancora, a zonzo per Messina, attraverso le pagine del suo Diario. Lo abbiamo lasciato in un “[…] hotel […] in una bella strada […]”. La strada è il Corso Vittorio Emanuele, all’ombra della superba Palazzata che il grande architetto messinese Giacomo Minutoli aveva realizzato a partire dal 1803. L’Hotel sarà stato il “Vittoria” o il “Trinacria”, quest’ultimo, uno dei più belli e antichi di Messina, gestito da Bitto, Campolo ed Asciak. Sabato, 14 febbraio, lo scrittore americano annota nel suo Diario: “Ia sera sono andato al Caffè vicino all' Opera, per incontrarmi, se possibile, con il Dr. Lockwood della fregata “Constellation”, ma non ci sono riuscito. Stamattina è bel tempo, e ci sono parecchie navi americane in porto, per imbarcare frutta: questa è la stagione adatta. Son salito a bordo di una di esse. Son venuto via per andare sulla fregata. Ho reso visita al Capitano Bell e ho visto il Dott. Lockwood, col quale mi son recato a dorso d' asino su una collina abbastanza alta, a quattro miglia da Messina. Il telegrafo”. 

Il “Caffè vicino all' Opera” era l’antico “Gambrinus” dove era possibile assistere anche a spettacoli di varietà con provocanti ballerine “discinte”; accanto, il Teatro Sant’Elisabetta (non ancora Vittorio Emanuele), progettato dall’architetto napoletano Pietro Valente ed inaugurato il 12 gennaio 1852, giorno del quarantaduesimo compleanno di Re Ferdinando II. La passeggiata a dorso d’asino, certamente non lieve considerata la lontana destinazione, era ai Colli Sarrizzo e precisamente alla collina detta “del Telegrafo”. Al ritorno dall’escursione, Melville consuma la colazione con il capitano Bell e gli altri ufficiali “[…] nel quadrato della fregata. Ci siamo intrattenuti piacevolmente. Poi siamo andati in giro per la città con il Dottore, e la sera sempre con lui, all’Opera a sentire il Macbeth. Son tornato in albergo alle 11” (questa edizione dell’Opera, rappresentata la prima volta nel 1847, pare sia stata diretta, al “Sant’Elisabetta” messinese, da Giuseppe Verdi in persona). 

“I forti di Messina dominano la città, non il mare. Larghi tratti della città sono stati demoliti, cosicché ciò che resta possa essere controllato dal forte. Un quadrante nella chiesa. I torrenti che vengono giù dai monti passano attraverso la città”: sono questi appunti di grande efficacia nella loro estrema sintesi e rendono perfettamente l’idea delle strutture difensive della città. Il forte cui il romanziere americano fa riferimento è la “Cittadella” nella zona falcata di San Raineri, iniziata ad edificare a partire dal 1680 per rappresaglia all’indomani della fallita rivolta antispagnola messinese del 1674-78, e per la cui realizzazione venne demolito l’intero Quartiere di Terranova.  Il 15 febbraio, domenica, Melville annota: “È venuto in hotel il dottor Lockwood, s’è seduto, e mi ha proposto una lunga passeggiata. Lunga camminata per i lunghi sobborghi che costeggiano il mare. In vista dei monti della Calabria. L’angolo visuale è quello di Salvator Rosa. Incontriamo maschere lungo la strada. Carnevale. Abbiamo camminato per sette o otto miglia. Ci siamo seduti sulle pietre, abbiamo chiacchierato tanto. Bella giornata. Mi ha dato un godimento considerevole. Tornato all’hotel per il pranzo verso le 6. Le strade, di sera, sono animatissime. Andato in giro con il dottore fino alle 10. Al caffè – gli habitués”.

Il giorno successivo, lunedì 16, Melville lascia per sempre la città di Messina. Nella sua nota stilata con la consueta rapidità di scrittura, lamenta la scelta sbagliata di una cabina di seconda classe nella nave della Compagnia Florio, proprio lui, ironia della sorte, ardito viaggiatore a bordo di baleniere, rotto a tutte le dure esperienze della navigazione e ammutinato, anche, in una particolare occasione: “16 Febbraio, lunedì. – Il vapore napoletano diretto a Napoli è partito oggi all’una. Ho preso un passaggio in cabina di seconda e alla fine m’è toccato pentirmene amaramente. Attraversato lo stretto verso Reggio e vi siamo stati alla fonda fino a mezzanotte”.

Nino Principato

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Tue, 18 Dec 2018 11:42:17 +0000 http://www.mutualpass.it/post/903/1/moby-dick-nello-stretto-quando-melville-venne-a-messina
Trova la Soluzione e risolvi l’enigma http://www.mutualpass.it/post/902/1/trova-la-soluzione-e-risolvi-l-enigma http://www.mutualpass.it/post/902/1/trova-la-soluzione-e-risolvi-l-enigma]]> Tenere la mente allenata è fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Secondo studi scientifici, un cervello “in forma” permette di tenere alla larga molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza senile. Tra i tanti modi in cui è possibile farlo, sicuramente un posto d’eccezione meritano i giochi, gli indovinelli e i rompicapo di qualunque genere.

Uno tra i più diffusi e disponibili in centinaia di varianti è quello che ci chiede di risolvere il rompicapo logico/matematico che consiste nell'attribuire ad ogni simbolo il giusto valore numericooperazione che appare subito semplice ma che nasconde molte insidie e chiede alla nostra mente uno sforzo non indifferente.

Ecco la sorprendente soluzione dettagliata:

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Mon, 17 Dec 2018 10:36:49 +0000 http://www.mutualpass.it/post/902/1/trova-la-soluzione-e-risolvi-l-enigma
Alla Galleria d’Arte Cavour prevista l’inaugurazione della collettiva "1+1+1+1" http://www.mutualpass.it/post/901/1/alla-galleria-d-arte-cavour-prevista-l-inaugurazione-della-collettiva-1111 http://www.mutualpass.it/post/901/1/alla-galleria-d-arte-cavour-prevista-l-inaugurazione-della-collettiva-1111]]> “1+1+1+1” è il titolo della collettiva d'arte che si aprirà sabato 15 dicembre 2018, ore 18, presso la Galleria Arte Cavour di Corso Cavour 119, Messina e che durerà fino a sabato 22 dicembre.
La mostra presenta una serie di dipinti e sculture delle artiste messinesi Mamy Costa, Serenella Costa, Maria Rando, Rosa Rigano. Le 4 artiste sono personaggi affermati nel panorma artistico internazionale e accomunate dal loro essere messinesi.

Mamy Costa stupisce attraverso una originale espressività pittorica, priva di false ambizioni ideologiche. Increspature e ondulazioni prendono forma scomponendo l'immagine e lasciando al fruitore l'onere di ricomporre se stessa. Mamy Costa vive a Messina, laureata in Scienze politiche è autodidatta ad ha esposto sia in Italia che all'estero.

E' un linguaggio personalissimo quello di Serenella Costa, lontano da ogni moda e necessità di mercato, una pittura autonoma derivata da una ricerca interiore che non risente di giudizi altrui. Nei suoi lavori si serve di colori tenui, di ambienti immersi in calme oniriche, frutto di uno sviluppo artisco personale.

In Maria Rando la comunicazione è il fine ultimo dell'operazine creativa a prescindere dal linguaggio usato. La sua scultura è racconto di una ricerca che parte da grande cultura. La Rando ha una lunga carriera artistica ed ha partecipato attivamente a concorsi conseguendo riconoscimenti e consensi.

In Rosa Rigano il figurativo ha toni informali e la pittura assume espressione indistinta, sfaldata dalla varia conformazione. La sua arte è spesso sfuggente, mobile, dotata di ambiguità. La rigano, insegnante delle scuole medie, è artista "storica" nel messinese e ha iniziato la sua carriera artistica negli anni '50.

“1+1+1+1” rimarrà aperta fino 22 dicembre. La mostra osserverà i seguenti orari di visita: da lunedì al sabato dalle ore 17.00 alle 20.00.

 

Organizzazione:

Direttore artistico Maurizio Gemelli
Direttore Paolo Accordino

Orari di visita dal lunedì al sabato 17:00-18:00

Ingresso Gratuito

Contatti: galleria.artecavour@libero.it

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Sat, 15 Dec 2018 12:32:59 +0000 http://www.mutualpass.it/post/901/1/alla-galleria-d-arte-cavour-prevista-l-inaugurazione-della-collettiva-1111
Oggi, 14 dicembre ore 18, l’inaugurazione della mostra pittorica "DASEIN" di Nino Cannistraci http://www.mutualpass.it/post/900/1/oggi-14-dicembre-ore-18-l-inaugurazione-della-mostra-pittorica-dasein-di-nino-cannistraci http://www.mutualpass.it/post/900/1/oggi-14-dicembre-ore-18-l-inaugurazione-della-mostra-pittorica-dasein-di-nino-cannistraci]]> Venerdì 14 dicembre, alle ore 18, l'inaugurazione della mostra pittorica "Dasein" di Nino Cannistraci, curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto “L’Opera al Centro” verrà presentata dal critico e storico Mosè Previti.

Il percorso artistico di Nino Cannistraci è segnato dalla qualità e dal prestigio della sua arte. Dalla formazione siciliana e poi romana, fino agli anni come disegnatore presso la redazione di “Astrolabio” e l’impegno di maestro d’arte a Messina, Cannistraci ha lavorato costantemente in un percorso di grande qualità estetica, individualissima e ufficialmente riconosciuta per il suo carattere seminale. Questa mostra presenta l’ultimo momento del suo lavoro, l’esito di una ricerca radicale e solitaria che ha visto l’artista proseguire senza arretramenti verso una trascendentale smaterializzazione delle figure. Il mondo di archetipi e simboli del suo immaginario è diventato più leggero, ancora più impalpabile e diafano, gassoso nelle velature che sfumano l’indefinito senso di queste immagini.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì dal 14 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019 nelle fasce orarie 10/13 e 16/19.

“Dasein” di Nino Cannistraci
Teatro “Vittorio Emanuele”, via Garibaldi – Messina
Dal 14 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019.
Inaugurazione, venerdì 14 dicembre 2018, ore 18.00

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Fri, 14 Dec 2018 11:20:46 +0000 http://www.mutualpass.it/post/900/1/oggi-14-dicembre-ore-18-l-inaugurazione-della-mostra-pittorica-dasein-di-nino-cannistraci
5 Tradizioni e usanze per Santa Lucia in Italia e nel Mondo http://www.mutualpass.it/post/899/1/5-tradizioni-e-usanze-per-santa-lucia-in-italia-e-nel-mondo http://www.mutualpass.it/post/899/1/5-tradizioni-e-usanze-per-santa-lucia-in-italia-e-nel-mondo]]> Oggi, 13 dicembre, si celebra la ricorrenza legata a Santa Lucia, martire cristiana, nata a Siracusa e amata in ogni angolo della terra. È considerata la protettrice degli occhi, degli oculisti, degli scalpellini e degli elettricisti.

Sono molte le tradizioni e curiosità legate al culto di questa Santa, sia in Italia che nel resto del mondo. In particolare vogliamo presentarvene 5:

 

1 - A Verona i bambini attendono l’arrivo della Santa che porta regali e dolciumi a bordo di un asinello, tuttavia, non bisogna aspettare il suo arrivo da svegli, pena l’essere accecati con la cenere! Si è soliti, quindi, lasciare sul tavolo del cibo ben preparato affinchè Santa Lucia e il suo animale possano rifocillarsi.

 

2 - A Siracusa i preparativi cominciano con molto anticipo, con esattezza 13 giorni prima, con il lungo rituale della “Tredicina”. Sono i 13 giorni durante i quali viene aperta la nicchia contenente il simulacro d’argento contenenti le reliquie della Santa. La Mattina del 12 dicembre viene trasferita sull’altare maggiore al grido di “Saracusana jè” (è Siracusana).

 

3 - A Palermo, nel giorno in cui si celebra la Vergine siracusana, si ricorda un avvenimento particolare, la Santa implorata dai palermitani fece arrivare nel porto un bastimento carico di grano. I palermitani stretti nella morsa della fame da diversi mesi di carestia, non usarono il grano per farne farina, ma lo bollirono, per sfamarsi in minor tempo, aggiungendogli soltanto un filo d’olio, creando così la “cuccìa”.

 

4 - A Bologna tutti gli anni si svolge la Fiera di Santa Lucia presso il portico della Chiesa dei Servi, e preannuncia l’arrivo del Natale in uno degli eventi più amati. Il mercato ha origini antiche, legate al commercio di icone religiose che si sviluppò a seguito della donazione di una reliquia della Santa alla diocesi di Bologna. Nel corso dei secoli le bancarelle hanno progressivamente esposto altre merci, tra cui dolci e giocattoli.

 

5 - In Svezia per Santa Lucia (Sankta Lucia) , prima dell’alba, la figlia più giovane di ogni famiglia rappresenta la Santa che viene chiamata Lussibrud (Lucia sposa), vestita di una lunga veste bianca, con una fascia rossa in vita e una corona di candele in testa, decorata con un intreccio di foglie di mirtilli, servendo la colazione ai suoi genitori: caffè e lussekatt, i celebri “gattini di Santa Lucia”, una sorta di pan dolce con uvetta e zafferano.

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Thu, 13 Dec 2018 17:49:45 +0000 http://www.mutualpass.it/post/899/1/5-tradizioni-e-usanze-per-santa-lucia-in-italia-e-nel-mondo
Incontro con l’autore - Giuseppe Anastasi http://www.mutualpass.it/post/898/1/incontro-con-l-autore-giuseppe-anastasi http://www.mutualpass.it/post/898/1/incontro-con-l-autore-giuseppe-anastasi]]> Giorno 13 dicembre, alle ore 18:00, si terrà presso la libreria Dedalus di via Camiciotti, 16/18 la presentazione de "La Grande Seduzione" di Giuseppe Anastasi, poema epico che tratta la ribellione e conseguente caduta di Lucifero dal Paradiso.

La squadra Giuseppe Anastasi Poeta, composta dall'autore, da Fabrizio Cacciola, Tania Galletta e Clara Russo mettera' in scena IV e VIII canto, nella trasposizione teatrale Lucifero contro Michele. In anteprima assoluta verrà proiettato il video: "Il Mistero della copia 666".

Modera l'incontro Federica Zaccone ed è previsto un intermezzo musicale di basso del titolare Roberto Cavallaro.

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Thu, 13 Dec 2018 10:11:48 +0000 http://www.mutualpass.it/post/898/1/incontro-con-l-autore-giuseppe-anastasi
La vita perfida - Maryse Condè http://www.mutualpass.it/post/897/1/la-vita-perfida-maryse-conde http://www.mutualpass.it/post/897/1/la-vita-perfida-maryse-conde]]> La vita perfida” è un romanzo edito da e/o della scrittrice Maryse Condé, vincitrice quest’anno del “Premio Nobel alternativo per la letteratura 2018”. Come è ben noto quest’anno il Premio Nobel alla letteratura non è stato assegnato per lo scandalo sessuale che ha travolto uno degli accademici di Svezia. In sua vece è stato assegnato il “Premio Nobel alternativo per la letteratura 2018” dalla New Accademy, un’accademia istituita appositamente in via temporanea per garantire l’assegnazione di un premio letterario di caratura internazionale con lo scopo di valorizzare una letteratura capace di porre l’accento su principi, valori e diritti umani come la democrazia, l’empatia e il rispetto.

La scelta di premiare la scrittrice della Guadalupa è stata presa dagli accademici per la sua capacità di trasmettere ai lettori i drammi del colonialismo e la realtà postcoloniale, mettendo in evidenza il calore e la solidarietà umana utilizzando una scrittura precisa e travolgente in cui finzione e realtà si compenetrano a vicenda. È questo il caso de “La vita perfida” in cui i personaggi vivono al contempo in un mondo governato dalle antiche tradizioni caraibiche e dalla lingua creola e nel presente postcoloniale in cui emerge il loro desiderio di libertà e la voglia di riscatto sociale.

Nel romanzo si narra la storia dei Louis della Guadalupa, una famiglia nera cosmopolita in origine schiavi. Il fondatore della dinastia è il bisnonno Albert, detto Boccaccia d’Inferno, che nel 1904 abbandona la vita da schiavo fuggendo dalla piantagione di canna da zucchero in cui lavora e cerca riscatto a Panama, dove gli americani stanno realizzando il canale che collegherà Colón a Panama City. Qui, dopo aver condotto una vita dissoluta, si innamora di una giovane ragazza di origini giamaicane con cui metterà su famiglia. Dopo un primo tentennamento dovuto all’idea di trasferirsi negli Stati Uniti, poiché ha saputo che lì i neri vivono in condizioni di schiavitù lavorando nelle piantagioni di cotone, Albert decide di cercare fortuna nella Chinatown di San Francisco. Qui si rivelerà un uomo ambizioso e tenace con un forte senso degli affari, qualità che gli permetteranno di far uscire la famiglia dalla miseria e di condurre una vita ricca di cultura, viaggi e rispetto. Tuttavia il passato non si può cancellare. L’eredità del bisnonno Albert conterrà anche la vergogna e l’odio verso i bianchi per le umiliazioni e le vessazioni subite dalla sua razza e la confusa ricerca di identità etnica.

Era dai tempi di Naipaul che la letteratura caraibica non otteneva un riconoscimento così importante e che ha permesso a Maryse Condé di essere riconosciuta come scrittrice di caratura internazionale.                     

Roberto Cavallaro

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Tue, 11 Dec 2018 10:25:54 +0000 http://www.mutualpass.it/post/897/1/la-vita-perfida-maryse-conde
10 Dicembre - Giornata Mondiale dei Diritti Umani http://www.mutualpass.it/post/635/1/10-dicembre-giornata-mondiale-dei-diritti-umani http://www.mutualpass.it/post/635/1/10-dicembre-giornata-mondiale-dei-diritti-umani]]> La Giornata dei Diritti Umani viene celebrata ogni anno il 10 Dicembre – il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò, nel 1948, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Quest’anno, la Giornata dei Diritti Umani dà il via ad una campagna, della durata di un anno, per celebrare il settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: un documento fondamentale che proclama i diritti inalienabili, che ognuno possiede in modo insito in quanto essere umano, indipendentemente da razza, colore, religione, sesso, lingua, opinione politica o di altro tipo, origine nazionale o sociale, proprietà, nascita o altra situazione.  È il documento più tradotto al mondo, disponibile in più di 500 lingue.

Redatto da rappresentanti di origini giuridiche e culturali diverse di tutte le regioni del mondo, la Dichiarazione definisce valori universali e un livello comune da raggiungere per tutti i popoli e tutte le nazioni. Stabilisce pari dignità e valore ad ogni persona. Grazie alla Dichiarazione e all’adesione degli Stati ai suoi principi, la dignità di milioni di persone è stata salvaguardata e sono state poste le fondamenta per un mondo più giusto. Nonostante la sua promessa non sia ancora stata pienamente realizzata, il fatto stesso che abbia resistito alla prova del tempo dimostra l’universalità dei suoi valori perenni di uguaglianza, giustizia e dignità umana.

“La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  – spiega il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres - stabilisce eguaglianza e dignità di ogni essere umano e pone in capo a ogni governo il dovere centrale di consentire a tutti di godere dei propri inalienabili diritti e libertà.

Tutti noi abbiamo il diritto di parlare liberamente e di partecipare alle decisioni che riguardano le nostre vite. Tutti abbiamo il diritto a una vita libera da qualsiasi forma di discriminazione. Abbiamo il diritto all’istruzione, al trattamento sanitario, a godere di opportunità economiche e di un regime di vita decente. Abbiamo il diritto alla giustizia e che la nostra riservatezza sia tutelata. Si tratta di diritti cruciali per ognuno di noi, ogni giorno, che rappresentano il fondamento di società pacifiche e di uno sviluppo sostenibile.

Dalla proclamazione della Dichiarazione Universale nel 1948, i diritti umani hanno costituito uno dei tre pilastri delle Nazioni Unite, insieme a pace e sviluppo. Se è vero che gli abusi dei diritti umani non sono cessati dopo l’adozione della Dichiarazione, essa ha comunque aiutato moltissimi a ottenere maggiore libertà e sicurezza, rivelandosi cruciale nella prevenzione delle violazioni dei diritti, nella ricerca della giustizia e nel miglioramento della legislazione nazionale e internazionale in materia di diritti umani.

Malgrado tali progressi, i principi fondamentali della Dichiarazione Universale sono dovunque messi a dura prova.  Cresce l’ostilità verso i diritti umani e verso coloro che li difendono da chi vuole trarre profitto da sfruttamento e divisioni. Siamo testimoni di manifestazioni di odio, intolleranza, atrocità e altri crimini: azioni che mettono noi tutti in pericolo.”

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Mon, 10 Dec 2018 09:48:03 +0000 http://www.mutualpass.it/post/635/1/10-dicembre-giornata-mondiale-dei-diritti-umani
La Niputiddata (o Nipitiddata) http://www.mutualpass.it/post/633/1/la-niputiddata-o-nipitiddata http://www.mutualpass.it/post/633/1/la-niputiddata-o-nipitiddata]]> La nipituddata o nipitiddata è il dolcetto messinese dell'Immacolata. Secondo la tradizione lo si prepara a ridosso della festa dell'Immacolata ma ormai caratterizza tutto il periodo delle feste natalizie. Si tratta di un fragrante guscio di pasta frolla, un ripieno morbido e dolce, ricco di fichi secchi, noci, mandorle, spezie, marmellata e un po’ di cioccolato.

   

Ingredienti (per 6 persone)

per il guscio esterno

  • 500 g di farina
  • 250 g di burro (o strutto secondo tradizione)
  • 150 g di zucchero
  • 4 uova
  • 1 pizzico di sale
  • latte q.b.

per farcire

  • 1 uovo
  • 350 g di fichi secchi tritati
  • 150 g di gherigli di noce spezzettati
  • 50 g di cioccolato a scaglie
  • 200 g di mandorle tostate e tritate
  • 100 g di uva passa
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 chiodo di garofano in polvere
  • 250 g di marmellata di albicocche
  • 1 cucchiaino di scorza di arancia grattugiata
  • zucchero a velo

Preparazione

Su una spianatoia disponete la farina a fontana, versate tutto intorno lo zucchero ed al centro il burro tagliato a pezzetti e un pizzico di sale. Cominciate ad intingere il burro con farina e zucchero velocemente e con la punta delle dita, fino ad avere un composto "a briciole".

A questo punto riformate la fontana e aggiungete le uova. Impastate velocemente, aggiungendo, se occorre, qualche cucchiaio di latte. Abbiate cura di non far riscaldare l’impasto e avere una pasta frolla dura. Quando l'impasto è omogeneo avvolgetelo in un pezzo di pellicola trasparente per alimenti e riponete in frigorifero per 30 minuti. Dopo il riposo la pasta frolla è pronta per essere stesa su una spianatoia aiutandosi con un po’ di farina.

Alternativa con robot da cucina. (Per l’impasto potete utilizzare un robot da cucina. In questo caso aggiungete la farina, lo zucchero, il burro e il sale per pochi istanti, andando a impulsi, quando il composto a briciole si è formato aggiungete le uova e fate andare pochi secondi, se serva aggiungete un paio di cucchiai di latte. Appena si forma una palla di impasto spegnete il robot utilizzato. Mettete l'impasto su un piano e finite l'impasto a mano. Avvolgete in pellicola e procedete allo stesso modo.)

Stendete la frolla in una sfoglia sottile e ricavate dei dischetti di 12-14 cm di diametro. Tritate la frutta secca del ripieno, unite la cannella, il chiodo di garofano, la marmellata, la scorza d'arancia e l'uovo. Mescolate con un cucchiaio di legno fino a rendere omogenea la farcia.

Mettete un paio di cucchiaini di pieno su ogni dischetto e richiudete i margini come un fagottino. Potete creare dei tagli in maniera che la frolla formi dei "petali" sul ripieno. Scaldate il forno a 150 °C e, quando è a temperatura, infornate per circa 40 minuti.

Una volta sfornate fate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.

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Sun, 9 Dec 2018 10:46:33 +0000 http://www.mutualpass.it/post/633/1/la-niputiddata-o-nipitiddata
Fino a martedì 11 dicembre la mostra "Da Eolo a Sirio" di Angelo Savasta al Teatro Vittorio Emanuele http://www.mutualpass.it/post/896/1/fino-a-martedi-11-dicembre-la-mostra-da-eolo-a-sirio-di-angelo-savasta-al-teatro-vittorio-emanuele http://www.mutualpass.it/post/896/1/fino-a-martedi-11-dicembre-la-mostra-da-eolo-a-sirio-di-angelo-savasta-al-teatro-vittorio-emanuele]]> Fino a martedì 11 Dicembre, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele è possibile visitare la personale del Pittore Angelo Savasta “Da Eolo a Sirio”.

La Mostra, curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto “Opera al Centro”, è presentata dal critico e storico dell’arte Mosè Previti.

Angelo Savasta ha il profilo ulissiaco dell’eterno viaggiatore. Un irrequieto giovanile entusiasmo lo anima mentre racconta delle sue molte passioni. L’artista polarizza i temi della sua ricerca: dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Precipitiamo per atterrare morbidamente sulla tela del ragno: il regno molecolare ci accoglie. Un altro salto nell’ignoto, un altro territorio sconosciuto che Savasta esplora con la consueta curiosità verso i mostri ciclopici, guardiani delle dimensioni atomiche. Allora diventa evidente che Savasta non sta cercando Itaca del buon riposo, la sua arte è un abbandono definitivo al movimento del viaggio in tutte le possibili direzioni. L’arista non sembra stancarsi mai del suo “remo” creativo, guardando sempre oltre, porta lo spettatore in una parabola cosmica che custodisce il senso della vita.

La mostra potrà essere visita tutti i giorni , escluso il lunedì, dal 30 novembre all’11 dicembre nelle fasce orarie  10/13 – 16/19.

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Fri, 7 Dec 2018 10:46:32 +0000 http://www.mutualpass.it/post/896/1/fino-a-martedi-11-dicembre-la-mostra-da-eolo-a-sirio-di-angelo-savasta-al-teatro-vittorio-emanuele
Manaraga. La montagna dei libri - Vladimir Sorokin http://www.mutualpass.it/post/895/1/manaraga-la-montagna-dei-libri-vladimir-sorokin http://www.mutualpass.it/post/895/1/manaraga-la-montagna-dei-libri-vladimir-sorokin]]> “Manaraga. La montagna dei libri” di Vladimir Sorokin è un romanzo distopico e satirico edito da Bompiani ambientato in un futuro prossimo surreale.

Nel 2037 i libri non vengono più pubblicati e sono diventati degli oggetti rari esposti nei musei e disponibili nelle biblioteche. L’unica tipologia di carta stampata è costituita dalle banconote. D’altronde leggere non ha più il significato di un tempo, vale a dire scorrere con gli occhi su un testo scritto per riconoscere dei segni grafici corrispondenti a un suono. Leggere significa dar fuoco ai libri per cuocervi i cibi più disparati. È così che da una copia del Don Chisciotte di Cervantes si può cuocere un prelibato carré di agnello, Moby Dick di Melville è ottimo per servire a tavola una bistecca di tonno con i fiocchi e L’adolescente di Dostoevskij per sorprendere la clientela giapponese più esigente con un filetto di manzo di Kobe. Non tutti però possono cucinare con i libri. Non ci si può improvvisare chef di book ‘n’ grill.

Bisogna studiare duramente, capire quale tipo di letteratura sia la più attinente alle proprie capacità culinarie ed essere disposti a viaggiare in continuazione operando con discrezione. La cucina book ’n’ grill è infatti un’attività illegale in tutto il mondo. Dopo il boom iniziale gli Stati vedendo che i libri scomparivano sempre di più dai musei e dalle biblioteche, hanno deciso di prendere duri provvedimenti emanando leggi restrittive che hanno sancito la cucina book ’n’ grill come un reato contro l’umanità. Ogni book ’n’ griller opera a proprio rischio e pericolo, ma d’altronde il gioco ne vale la candela. I clienti, soprattutto i più facoltosi, sono disposti a spendere una fortuna per mangiare i loro piatti preferiti con i libri più amati. Inoltre con le cimici è possibile spostarsi, apprendere, riconoscere il pericolo e obbedire agli impulsi cerebrali a ritmi superiori e di gran lunga migliori dei mezzi di trasporto e degli strumenti tecnologici del passato.

Uno degli chef book ’n’ grill di successo è Géza, un ungherese di origini tataro polacche e bielorusse ebraiche specializzato in letteratura russa. Tra marzo e aprile ha una serie di prenotazioni in giro per il mondo e non vede l’ora che arrivi maggio per farsi una bella vacanza a Goa con due belle vietnamite, le sue donne preferite. A volte gli capita di avere a che fare con clienti inconsueti, come un giapponese con la sclerosi multipla in sedia a rotelle o un norvegese che assomiglia a Lev Tolstoj. Per Géza però non è il momento di pensare alle vacanze. Una società segreta facente base sul monte Manaraga sta minacciando l’esistenza dei book ‘n’ grill con la falsificazione di rare prime edizioni. Il Quintetto (i vertici dell’associazione mondiale dei book ‘n’ griller) ha convocato una riunione straordinaria in un castello bavarese per affrontare la minaccia. Che cosa ne sarà del book ’n’ grill? I libri verranno ancora letti?

Con “Manaraga” Vladimir Sorokin si conferma come una delle voci più importanti della letteratura russa contemporanea e a mio parere anche mondiale. Con la sua scrittura riesce a criticare il presente con una trama romanzesca originale e una scrittura raffinata, briosa e fantasiosa. É uno scrittore geniale con un’immaginazione e un’intelligenza fuori dal comune. “Manaraga” è un libro fondamentale che a mio parere diventerà un classico della letteratura. Assolutamente da leggere!

 

Roberto Cavallaro

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Wed, 5 Dec 2018 11:11:24 +0000 http://www.mutualpass.it/post/895/1/manaraga-la-montagna-dei-libri-vladimir-sorokin
Dicembre - Prevenzione Oncologica http://www.mutualpass.it/post/894/1/dicembre-prevenzione-oncologica http://www.mutualpass.it/post/894/1/dicembre-prevenzione-oncologica]]> Mutualpass, nell’ambito delle proprie campagne di prevenzione, dedica il mese di Dicembre alla prevenzione Oncologica.

La prevenzione è la migliore arma per vincere il cancro. Ed è a nostra portata ogni giorno, a cominciare dalla tavola, seguendo le regole della corretta alimentazione, per finire ai controlli medici periodici. L'obiettivo finale dell'individuazione e del controllo dei fattori di rischio è la riduzione del rischio e quindi della mortalità o perlomeno del rischio di sviluppare il cancro, ma poiché lo sviluppo del cancro copre spesso un arco temporale molto lungo è importante individuare degli obiettivi intermedi.

Mutualpass offre, gratuitamente ai titolari della card: una visita senologica; la determinazione del PSA con visita oncologica; la ricerca del sangue occulto.

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Tue, 4 Dec 2018 12:05:53 +0000 http://www.mutualpass.it/post/894/1/dicembre-prevenzione-oncologica
3 Dicembre - Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità http://www.mutualpass.it/post/626/1/3-dicembre-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita http://www.mutualpass.it/post/626/1/3-dicembre-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita]]> “Dare potere alle persone con disabilità e garantire inclusività e uguaglianza": è questo il tema scelto dalle Nazioni Unite per la Giornata internazionale delle persone con disabilità 2018, che si celebra il 3 dicembre. “L’Agenda 2030 impegna a non lasciare nessuno indietro – spiega l’Onu nel messaggio che introduce la ricorrenza e la sua tematica – Le persone con disabilità, tanto come beneficiari quanto come agenti del cambiamento, possono tracciare velocemente il processo verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile e promuovere una società resiliente per tutti, includendo in questo processo anche la riduzione del rischio di disastro, l’azione umanitaria e lo sviluppo urbano. I governanti, per persone con disabilità e le loro organizzazioni, il mondo accademico e il settore privato hanno bisogno di lavorare come un’unica squadra per realizzare gli Obiettivi dello sviluppo sostenibile”.

Le iniziative dell’Onu. Gli appuntamenti presso il quartier generale dell’Onu a New York, il 3 dicembre, saranno organizzati dal dipartimento per gli Affari economici e sociali (Desa), in collaborazione con gli Stati membri, le università, la società civile, le organizzazioni delle persone con disabilità e il settore privato. “Chiunque può organizzare i propri eventi per celebrare la Giornata internazionale in tutto il mondo”, precisa l’Onu, che invita a segnalare le singole iniziative all’indirizzo mail dedicato (enable@un.org).

La storia. La Giornata internazionale delle persone con disabilità è stata proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1992, con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della società e di incrementare la consapevolezza intorno alle condizioni delle persone disabili in ogni aspetto della vita politica, sociale, economica e culturale, allontanando ogni forma di discriminazione e violenza.

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Mon, 3 Dec 2018 10:47:48 +0000 http://www.mutualpass.it/post/626/1/3-dicembre-giornata-internazionale-delle-persone-con-disabilita
Derby a colori http://www.mutualpass.it/post/893/1/derby-a-colori http://www.mutualpass.it/post/893/1/derby-a-colori]]> MutualPass da sempre sostiene lo sport non solo come fonte di Salute, mentale e fisica, ma anche come attività formativa, un modo per stare bene con gli altri, socializzare, fraternizzare, condividere valori e amicizie. Proprio per questo, soprattutto alla luce degli ultimi sconfortanti avvenimenti inerenti al derby argentino tra Boca Juniors e River Plate, che di sportivo non hanno nulla e che purtroppo sono soltanto l’ultimo di tanti fatti simili avvenuti in passato, abbiamo voluto condividere con voi questo nostro progetto grafico dal titolo “Derby a colori”.

Un album in cui sono raccolti alcuni dei derby più “caldi” e sentiti al mondo in un modo particolare e unico, i colori delle squadre sono invertiti, una bella provocazione che deve far riflettere su come l’agonismo non deve mai perdere di vista la fratellanza. Ai tifosi più accaniti potrebbe far storcere il naso vedere la propria squadra del cuore vestita dei colori degli avversari storici, tuttavia vuole essere solo un modo per riportare lo sport nella sua dimensione divertente e coinvolgente, senza sconfinare nell’odio immotivato. 

Ecco per voi, in ordine sparso, i 16 Derby più caldi reinterpretati da Daniele Di Bartolo* per Mutualpass:

 

1- Al Ahly vs. Zamalek (Il Cairo - Egitto)

 

 

2 - Benfica vs. Sporting Lisbona (Lisbona - Portogallo)

 

 

3 - Boca Juniors vs. River Plate (Buenos Aires - Argentina) 

 

 

4 - Glasgow Ranger vs. Celtic Glasgow (Glasgow - Scozia)

 

 

5 - Nacional vs. Penarol (Montevideo - Uruguay)

 

 

6 - Manchester United vs. Manchester City (Manchester - Regno Unito) 

 

 

7 - Fenerbache vs. Galatasaray (Istanbul - Turchia)

 

 

8 - Genoa vs. Sampdoria (Genova - Italia)

 

 

9 - Gremio vs. Internacional (Porto Alegre - Brasile)

 

 

10 - Juventus vs. Torino (Torino - Italia)

 

 

11 - Maccabi vs. Hapoel (Tel Aviv - Israele)

 

 

12 - Milan vs. Inter (Milano - Italia)

 

 

13 - Panathinaikos vs. Olympiakos (Atene - Grecia)

 

 

14 - Partizan vs. Stella Rossa (Belgrado - Serbia)

 

 

15 - Real Madrid vs. Atletico Madrid (Madrid - Spagna)

 

 

16 - Lazio vs. Roma (Roma - Italia)

 

 

 

*Tutti i diritti sono riservati e coperti da copyright

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Sat, 1 Dec 2018 12:25:19 +0000 http://www.mutualpass.it/post/893/1/derby-a-colori
1 Dicembre - Giornata Mondiale contro l’AIDS http://www.mutualpass.it/post/892/1/1-dicembre-giornata-mondiale-contro-l-aids http://www.mutualpass.it/post/892/1/1-dicembre-giornata-mondiale-contro-l-aids]]> Il 1 ° dicembre di ogni anno si svolge la Giornata mondiale contro l'AIDS. È un'opportunità per le persone di tutto il mondo di unirsi nella lotta contro l'HIV, per mostrare sostegno alle persone che vivono con questa malattia e per commemorare coloro che sono morti a causa di una malattia correlata all'AIDS. Fondata nel 1988, la Giornata mondiale contro l'AIDS è stata la prima giornata mondiale della salute.

Circa 36,9 milioni di persone nel mondo convivono con il virus. Nonostante sia stato identificato solo nel 1984, oltre 35 milioni di persone sono morte di HIV o AIDS, rendendola una delle pandemie più distruttive della storia. Ad oggi, molti sono i progressi scientifici fatti nel trattamento dell'HIV, ci sono leggi per proteggere le persone che vivono con il virus e comprendiamo molto di più sulla loro condizione. Nonostante ciò, ogni anno il virus colpisce migliaia di persone che non conoscono le precauzioni su come proteggere sè stessi e gli altri. Inoltre la stigmatizzazione e la discriminazione restano una realtà per molte persone che vivono con questa condizione.

La Giornata mondiale contro l'AIDS è importante perché ricorda al pubblico e ai governi che l'HIV non è scomparso: c'è ancora un bisogno vitale di raccogliere fondi, aumentare la consapevolezza, combattere i pregiudizi e migliorare l'istruzione. La giornata mondiale contro l'AIDS è un'opportunità per mostrare solidarietà ai milioni di persone che vivono con il virus in tutto il mondo. Segno tangibile di adesione può essere l’indossare un nastro rosso di consapevolezza durante il giorno.

Il tema della Giornata per il 2018 è “Live life positively – know your Hiv status” , in italiano “Hiv, conosci il tuo stato”, un vero e proprio invito per tutti i cittadini a sottoporsi al test Hiv. Un esame veloce, gratuito e anonimo, che consente, in caso di sieropositività, di accedere a cure tempestive, con una maggiore possibilità di successo dei trattamenti farmacologici.

 

Per approfindimenti: http://www.unaids.org/en

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Sat, 1 Dec 2018 11:39:02 +0000 http://www.mutualpass.it/post/892/1/1-dicembre-giornata-mondiale-contro-l-aids
La Svizzera a Messina http://www.mutualpass.it/post/891/1/la-svizzera-a-messina http://www.mutualpass.it/post/891/1/la-svizzera-a-messina]]> Dedicato a tutti quei messinesi che hanno abitato nel “Villaggio Svizzero

All’incrocio fra il viale Giostra e il viale Regina Elena, ha inizio sulla destra la salita Ogliastri che conduce all’abitato di Tremonti. La strada attraversa il cosiddetto “Villaggio Svizzero” così denominato perché dopo il terremoto, nel 1909, la Svizzera donò alla città 21 “chalets” in legno con sottotetto abitabile, nella tipica forma coi tetti spioventi, che vennero qui sistemati. Delle costruzioni in legno, che ricordavano i nomi dei Cantoni federali, oggi ne rimane solo una notevolmente trasformata e in cattive condizioni di conservazione.

Dalla “Gazzetta di Messina e delle Calabrie” del 30 luglio 1909: “Per il villaggio svizzero di Messina – I lavori procedono ormai regolarmente, essendo arrivati quasi tutti i materiali di costruzione, e per la fine del venturo mese si spera poter consegnare se non tutti, almeno una buona parte degli Chalets già completati agli abitanti. La scelta dei futuri abitanti degli Chalets, sarà fatta fra le numerose domande pervenute, allo stesso modo che si fece per il villaggio svizzero di Reggio. Non si son potuti accontentare i 230 richiedenti attuali, i quali dovranno rassegnarsi a cedere il posto alle 30 famiglie veramente bisognose, alle quali si assegneranno le nuove abitazioni. Per la città di Messina, il termine per l’accettazione delle domande scade il 5 di Agosto, e solo dopo questa data si potrà sapere l’esito che le domande avranno. Chi vuol profittare quindi, in questi altri pochi giorni, indirizzi la domanda al capitano Spychgrol, villaggio svizzero di Reggio, specificando mestiere, stato di famiglia e i danni subiti in seguito al disastro. Non si terrà conto delle domande riguardanti famiglie composte di meno di quattro componenti. Il capitano Spychgrol trovasi pure il lunedì, mercoledì e venerdì di ogni settimana, dalle ore 10 alle 12 nel villaggio svizzero di Messina alla Giostra, accanto all’antico “tiro a volo””.

Aveva inizio, così, l’epopea pioneristica del “villaggio Svizzero” che avrebbe dato il nome, ancora oggi, alla zona dove sorgeva.

 

Nino Principato 

 

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Tue, 27 Nov 2018 12:12:13 +0000 http://www.mutualpass.it/post/891/1/la-svizzera-a-messina
Corpo Felice - Dacia Maraini http://www.mutualpass.it/post/890/1/corpo-felice-dacia-maraini http://www.mutualpass.it/post/890/1/corpo-felice-dacia-maraini]]> “Corpo felice” di Dacia Maraini è un libro edito da Rizzoli a metà strada tra l’autobiografia e il saggio in cui l’autrice, vincitrice del premio Campiello con “La lunga vita di Marianna Ucria” e il premio Strega con “Buio”, affronta il proprio dolore come madre per aver perso il figlio nato prematuro e fa una riflessione profonda sulla figura della donna rivolta soprattutto agli uomini.

Dialogando con Perduto detto Perdu, il figlio nato prematuro e morto subito dopo il parto, Dacia Maraini s’immagina il figlio crescere e vivere i problemi tipici dell’adolescenza e, temendo che possa considerare la donna un mero oggetto sessuale, gli insegna come il ruolo della donna nella società sia cambiato nel corso dei secoli e come anche nei periodi più bui della storia alcune donne abbiano lottato duramente per farsi riconoscere nella loro dignità e intelligenza: come ad esempio Santa Chiara d’Assisi, la scrittrice Christine de Pizan autrice de “La città delle dame” o ancora la pittrice Artemisia Gentileschi. Partendo dalla preistoria - epoca in cui in molte società primitive vigeva il matriarcato e la donna ricopriva un ruolo decisionale di primo piano per la sua capacità generativa testimoniata dai numerosi reperti di divinità femminili dal ventre prominente – fino ad arrivare alle conquiste civili e sociali più importanti del pensiero femminista grazie all’opera di filosofe come Simone de Beauvoir, Dacia Maraini evidenzia come molti comportamenti femminili – come ad esempio la seduzione – siano frutto di una cultura maschilista e paternalista che ha segnato nel profondo la concezione di sé della donna e le relazioni tra i sessi.

Da qui parte l’esigenza di un corpo felice, un corpo fertile capace non solo di partorire figli “ma anche pensieri e desideri, progetti e sogni”. Un corpo che sappia al contempo “essere felice e dare felicità”. Alla base di tutto ciò ci deve essere un pensiero felice, vale a dire un sistema di idee e valori che venga rispettato e non denigrato. Soltanto se viene riconosciuto il bisogno di autoaffermazione delle donne ci potrà essere un sistema simbolico del corpo femminile autonomo, che non sia specchio di quello maschile. In conclusione un libro di questo genere che affronti la questione della donna nella sua totalità utilizzando un linguaggio accessibile a tutti è a mio parere quanto mai necessario, soprattutto in questi tempi di #metoo in cui le denunce di violenze e soprusi subiti da donne illustri del mondo dello spettacolo hanno messo sotto accusa questo sistema di valori paternalisti a lungo tollerato e dato per scontato.

Sebbene la condizione della donna non sia più nella stragrande maggioranza dei Paesi quella tomistica di ignobilior et vilior (più ignobile e vile) per la sua vicinanza alla natura rappresentata dal mestruo mensile e dalla gravidanza e grandi conquiste civili e sociali siano state ottenute nel Novecento, tuttavia il concetto romano vis cara puellae (la forza piace alle ragazze) è così largamente diffuso e insito da tempi immemori nel sistema di pensiero, non solo occidentale ma della civiltà umana in generale, che altrimenti non si spiega come ancora nel XXI secolo l’idea della conquista e del possesso dei corpi sia fortemente presente nelle relazioni tra i sessi, come testimoniano le cronache quotidiane di stupri e omicidi a sfondo sessuale.

In sintesi “Corpo felice” di Dacia Maraini è un libro che fa riflettere e mettere in discussione.

Roberto Cavallaro                

       

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Mon, 26 Nov 2018 16:44:04 +0000 http://www.mutualpass.it/post/890/1/corpo-felice-dacia-maraini
Fino al 27 novembre la mostra "Rosso e Blu" di Alexandra Stralucica al Teatro Vittorio Emanuele http://www.mutualpass.it/post/889/1/fino-al-27-novembre-la-mostra-rosso-e-blu-di-alexandra-stralucica-al-teatro-vittorio-emanuele http://www.mutualpass.it/post/889/1/fino-al-27-novembre-la-mostra-rosso-e-blu-di-alexandra-stralucica-al-teatro-vittorio-emanuele]]> Venerdì 16 novembre è stata inaugurata, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele,  “Rosso e Blu”, la personale della pittrice Alexandra Stralucica. La mostra, curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto “Opera al centro” è stata presentata dal critico e storico dell’arte Mosè Previti.


Le opere di Alexandra Stralucica catturano l’occhio dello spettatore che si imbatte in queste composizioni cromatiche fortemente ritmiche dove il paesaggio è testo e pretesto per un’arte tecnicamente molto strutturata, meticolosa, quanto emotiva e psicologica. Il rosso e blu delle sue opere sono il titolo e anche il leitmotiv di questa mostra che testimonia l’originalità e il talento di Alexandra Stralucica. Due colori che giocano con il monumentale antico sapore del loro contrasto, ma che qui, vivificati dall’eco mitteleuropeo, hanno trovato una sintesi modernamente classica.

I valori emotivi e intellettuali delle sue opere si muovono all’unisono con uno sguardo autonomo rispetto alla produzione artistica della città di Messina degli ultimi venticinque anni Nell’arte di Alexandra Stralucica vi è un risolto spirito di appartenenza, un principio di identità che accetta ed esalta il reale con la propria individuale certezza, un contributo che è un dono per la storia dell’arte di queste latitudini ed anche per la sensibilità della comunità dello Stretto a cui Alexandra Stralucica offre la possibilità di un diverso e più sereno punto di vista.


La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, dal 16 al 27 novembre nelle fasce orarie 10/13 – 16/19.

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Thu, 22 Nov 2018 16:12:33 +0000 http://www.mutualpass.it/post/889/1/fino-al-27-novembre-la-mostra-rosso-e-blu-di-alexandra-stralucica-al-teatro-vittorio-emanuele
"Arte in Laboratorio", apertura di successo per la mostra di Serboli http://www.mutualpass.it/post/888/1/arte-in-laboratorio-apertura-di-successo-per-la-mostra-di-serboli http://www.mutualpass.it/post/888/1/arte-in-laboratorio-apertura-di-successo-per-la-mostra-di-serboli]]> Ha riscosso subito consensi la mostra dell’artista Piero Serboli, inaugurata nei locali del laboratorio 2010 Group (Studio 3 – dott. Luigi Mondello) di via Maddalena, 24 a Messina.

L’esposizione fa parte del calendario di appuntamenti di “Arte in Laboratorio”, ideato dal team di MutualPass - la card della Salute, per ribaltare la consolidata immagine degli spazi legati unicamente alla malattia e al disagio fisico, trasformando il laboratorio d’analisi in una galleria d’arte a tutti gli effetti. Un progetto ambizioso in una location inusuale, ma che sta entrando nelle piacevoli abitudini dei messinesi, come ci confermano le parole dello stesso Serboli. “E’ un bene che l’arte si possa ammirare anche in luoghi non canonici. Io sono stato lo scherzoso ideatore di una “mostra a domicilio”, portando i quadri direttamente nelle case delle persone. Mancano, purtroppo, gli spazi culturali e questo tipo di iniziative è lodevole sia per gli artisti che per il pubblico, che possono fruire di possibilità nuove e particolarmente interessanti, ricche di sentimento e voglia di esprimersi”. L’ironia è sempre presente nelle sue opere, quasi a sdrammatizzare le situazioni difficili della vita: “L’ironia fa parte di me ed è un misto di toscanità, poiché mio padre era di Arezzo, e sicilianità. La pittura si abbina perfettamente ad un mondo che non si deve prendere troppo sul serio”. Si attendeva una così nutrita risposta all’inaugurazione? “Diciamo che ho molti amici, che mi seguono da tempo con affetto. Rivederli mi ha fatto davvero piacere”.

PIERO SERBOLI Formatosi da autodidatta, Serboli avvia la sua pittura su una linea figurativa.  Nel 1975 tiene la prima personale al Cineforum Don Orione, ma presto, l’artista peloriano si apre a nuove ricerche, liberando la propria eclettica energia creativa. Dalla fine degli anni ’70, sviluppa tecniche più svariate. Ironia e gioco sono gli elementi della sua poetica, potenziata da un senso pittorico vivace e di grande effetto. Dal 1985 inizia la produzione di Paesaggi Recuperati, che compaiono organicamente nel 1988 alla Galleria “Il Mosaico”. La serie dei Paesaggi sarà uno dei temi principali della produzione.  Dagli anni ’90 la tensione pop dada di Serboli si intensifica. Dal 2004, lavora alla serie Alma Venus, un’estrosa e ricca produzione di opere tra pittura e assemblage, che riflette sulla condizione della donna contemporanea.

 

E’ possibile ammirare i quadri di Piero Serboli durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00)             

 

Omar Menolascina 

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Tue, 20 Nov 2018 12:58:15 +0000 http://www.mutualpass.it/post/888/1/arte-in-laboratorio-apertura-di-successo-per-la-mostra-di-serboli
Entrate nel quadro - Alain Korkos http://www.mutualpass.it/post/887/1/entrate-nel-quadro-alain-korkos http://www.mutualpass.it/post/887/1/entrate-nel-quadro-alain-korkos]]> "Entrate nel quadro!” di Alain Korkos è un libro illustrato edito da Ippocampo in cui l’autore si focalizza su sessantadue quadri dal Medioevo fino al Novecento, svelando e spiegando i dettagli che ci fanno apprezzare le opere d’arte selezionate.

Spesso capita di osservare un quadro e pur apprezzandolo non si riesce a comprendere appieno la sua bellezza, oppure lo si guarda con distrazione e gli si scattano foto semplicemente per fare sapere agli altri che si è vista quella precisa opera d’arte. Si ha così una fruizione superficiale dei dipinti e alla fine non proviamo quell’esperienza estetica che avrebbe potuto arricchire la nostra anima. Alain Korkos viene in soccorso così al lettore appassionato d’arte, accompagnandolo nella visione di alcune delle opere d’arte più famose al mondo per indurlo alla riflessione sui particolari più segreti che le contraddistinguono.

Apprendiamo così ad esempio cosa si cela dietro al sorriso misterioso di Lisa Gherardini nella Gioconda di Leonardo da Vinci o perché l’odalisca di un famoso dipinto di Ingres riesca a curvare la schiena in maniera innaturale come se fosse un rettile suscitando all’epoca le critiche degli accademici e critici d’arte più intransigenti. Le stesse che non risparmiarono Manet per aver violato le regole della prospettiva nel dipinto La colazione sull’erba, opera del 1863 che all’epoca fece scandalo anche per aver ritratto nuda una donna comune, la pittrice e modella Victorine-Louise Meurent, in un quadro non mitologico di 2 metri x 2 metri e mezzo.

Korkos ci insegna come ogni quadro contenga una storia e spesso quella più interessante la ritroviamo in quella più insospettabile, come nel quadro Le ciabatte del pittore olandese Samuel Hoogsratten. Nel dipinto in questione il pittore seicentesco racconta la storia di una donna innamorata raffigurando semplicemente gli oggetti domestici di una casa della emergente Repubblica delle Province Unite. In esso rintracciamo una scopa appoggiata alla buona alla parete, delle ciabatte sfuse sulla soglia della porta del salotto con le chiavi dimenticate nella serratura, una candela spenta a dimostrare che nessuno sta pregando, un libro chiuso – per cui nessuno sta leggendo – e accanto al mobile è affisso al muro un quadro in cui un padre indicando l’alcova ammonisce la figlia contro il vizio e la dissolutezza a cui può condurre l’amore carnale. Da tutti questi elementi apprendiamo che una giovane donna ha ricevuto la visita dell’amante e sia andata in fretta e furia in camera da letto a soddisfare l’impulso pruriginoso. Un quadro narrativo da far venire la sindrome di Stendhal.

“Entrate nel quadro!” è un libro illustrato rivolto ai ragazzi tra gli otto e i dieci anni, ma a mio parere per come è impostato va bene per tutte le età. D’altronde l’arte esiste perché tutti possano usufruirne liberamente.  

Roberto Cavallaro  

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Mon, 19 Nov 2018 12:31:30 +0000 http://www.mutualpass.it/post/887/1/entrate-nel-quadro-alain-korkos
Inaugura la mostra dell’artista Piero Serboli per "Arte in Laboratorio" http://www.mutualpass.it/post/886/1/inaugura-la-mostra-dell-artista-piero-serboli-per-arte-in-laboratorio http://www.mutualpass.it/post/886/1/inaugura-la-mostra-dell-artista-piero-serboli-per-arte-in-laboratorio]]> Chiusa la mostra di Antonello Bonanno Conti, sabato 17 novembre alle ore 18, inaugura l’esposizione dell’artista Piero Serboli, nei locali di via Maddalena 24 a Messina (Studio 3 - dott. Luigi Mondello), che sarà possibile visitare fino al 31 dicembre. Il team di MutualPass, che ha ideato ed organizzato l’iniziativa, intende ribaltare la consolidata immagine degli spazi legati unicamente alla malattia e al disagio fisico, trasformando il laboratorio d’analisi 2010 Group in una galleria d’arte a tutti gli effetti. L’ambizioso progetto punta, inoltre, a stringere ancora di più il benefico connubio tra arte e salute, seguendo la linea disegnata da “Quadro Clinico-Stare Bene con Arte”, l’evento culturale realizzato a gennaio nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, che ha posto al centro la collettiva di 27 artisti messinesi o d’adozione dal titolo appunto “Quadro Clinico”.

PIERO SERBOLI Formatosi da autodidatta, Serboli avvia la sua pittura su una linea figurativa.  Nel 1975 tiene la sua prima personale al Cineforum Don Orione, ma presto, l’artista messinese si apre a nuove ricerca liberando la propria eclettica energia creativa. Dalla fine degli anni ‘70 lavora con le tecniche più svariate. Ironia e gioco sono gli elementi della sua poetica potenziata da un senso pittorico vivace e di grande effetto. Dal 1985 inizia la produzione di Paesaggi Recuperati, che compaiono per la prima volta organicamente nel 1988 in una personale alla Galleria “Il Mosaico”. La serie dei Paesaggi sarà uno dei temi principali della sua produzione.  Dagli anni ’90 la tensione pop dada di Serboli si intensifica. Dal 2004 Serboli lavora al tema della donna con la serie Alma Venus, un’estrosa e ricca produzione di opere tra pittura e assemblage che riflette sulla condizione della donna contemporanea.

L’ARTE“La lunga carriera di Serboli si è sempre contraddistinta per la freschezza dello stile e dell’intuizione artistica, nonché per un’acuta ironia che provocatoriamente l’artista “nasconde” nella sua arte. Tralasciando una vis polemica o drammatica che non gli appartiene Serboli ha lungamente interrogato lo spettatore, l’arte, e credo anche se stesso, intorno ai grandi temi dell’arte, isolvendosi sempre in opere di grande impatto estetico e dallo stile giocoso e sognante. Al grande piacere per la pittura di questo artista lo spettatore potrà aggiungere tutte le riflessioni intellettuali che è in grado di originare un lavoro tanto apparentemente semplice quanto ricco e complesso di idee ed emozioni.” (Mosè Previti)

E’ possibile ammirare i quadri durante l’orario d’apertura della struttura (dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 18,00).

 

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Thu, 15 Nov 2018 12:18:41 +0000 http://www.mutualpass.it/post/886/1/inaugura-la-mostra-dell-artista-piero-serboli-per-arte-in-laboratorio
14 Novembre - Giornata Mondiale del Diabete http://www.mutualpass.it/post/885/1/14-novembre-giornata-mondiale-del-diabete http://www.mutualpass.it/post/885/1/14-novembre-giornata-mondiale-del-diabete]]> Oggi, 14 novembre, ricorre la Giornata Mondiale del Diabete (WDD), istituita nel 1991 dalla Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del diabete. La data scelta rappresenta un tributo a Sir Frederick Banting, nato in questo giorno del 1891 e padre dell’insulina insieme a Charles Best nel 1922.

Negli ultimi anni sono aumentate le preoccupazioni sull’aumento della minaccia sanitaria rappresentata da questa patologia. Il diabete è una malattia cronica che si verifica quando il pancreas non è più in grado di produrre insulina o quando il corpo non può fare un buon uso dell'insulina prodotta. L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas, che agisce come una chiave per far passare il glucosio dal cibo che mangiamo dal flusso sanguigno alle cellule del corpo per produrre energia. Tutti gli alimenti a base di carboidrati sono suddivisi in glucosio nel sangue. L'insulina aiuta il glucosio a entrare nelle cellule. Non essere in grado di produrre insulina o usarlo in modo efficace porta ad un aumento dei livelli di glucosio nel sangue (noto come iperglicemia ). A lungo termine alti livelli di glucosio sono associati a danni al corpo e al fallimento di vari organi e tessuti.

 

Esistono 3 tipi di diabete

Il diabete di tipo 1 si chiamava diabete giovanile. Di solito è causato da una reazione autoimmune in cui il sistema di difesa del corpo attacca le cellule che producono insulina. Il motivo per cui ciò si verifica non è completamente compreso. Le persone con diabete di tipo 1 producono pochissima o nessuna insulina. La malattia può colpire persone di qualsiasi età, ma di solito si sviluppa nei bambini o nei giovani adulti.

Il diabete di tipo 2 veniva chiamato diabete non insulino-dipendente o diabete ad insorgenza nell'età adulta e rappresenta almeno il 90% di tutti i casi di diabete. È caratterizzato da insulino-resistenza e relativa deficienza di insulina, entrambi o entrambi possono essere presenti al momento della diagnosi del diabete. La diagnosi del diabete di tipo 2 può verificarsi a qualsiasi età. Il diabete di tipo 2 può rimanere inosservato per molti anni e la diagnosi viene spesso fatta quando compare una complicazione o viene eseguito un normale esame del glucosio nel sangue o nelle urine.

Sia il diabete di tipo 1 che quello di tipo 2 sono gravi. Non esiste il diabete mite.

Il diabete gestazionale (GDM) è una forma di diabete che consiste in livelli elevati di glucosio nel sangue durante la gravidanza. Si sviluppa in una su 25 gravidanze in tutto il mondo ed è associata a complicazioni sia per la madre che per il bambino. La GDM di solito scompare dopo la gravidanza, ma le donne con GDM e i loro bambini sono più a rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 più tardi nella vita.

 

Complicazioni

Le persone con diabete hanno un aumentato rischio di sviluppare una serie di gravi problemi di salute. Livelli di glicemia costantemente alti possono portare a gravi malattie che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni , gli occhi , i reni , i nervi e i denti . Inoltre, le persone con diabete hanno anche un rischio maggiore di sviluppare infezioni. In quasi tutti i paesi ad alto reddito, il diabete è una delle principali cause di malattie cardiovascolari , cecità , insufficienza renale e amputazione degli arti inferiori .

 

Prevenzione

Fondamentale è sempre il ruolo della prevenzione, mentre il diabete di tipo 1 non può essere prevenuto, ci sono una serie di fattori che influenzano lo sviluppo del diabete di tipo 2 , è evidente che i più influenti sono i comportamenti di stile di vita comunemente associati all'urbanizzazione. Questi includono il consumo di cibi malsani e stili di vita inattivi con comportamento sedentario. Gli stili di vita moderni sono caratterizzati da inattività fisica e lunghi periodi di sedentarietà.

La IDF ci propone 9 raccomandazioni per una dieta sana che prevenga il diabete di tipo 2:

  1. Scegliere acqua, caffè o tè al posto del succo di frutta, della soda o di altre bevande zuccherate.
  2. Mangiare almeno tre porzioni di verdura ogni giorno, comprese le verdure a foglia verde.
  3. Mangiare fino a tre porzioni di frutta fresca ogni giorno.
  4. La scelta di noci, un pezzo di frutta fresca o yogurt non zuccherato per uno spuntino.
  5. Limitare l'assunzione di alcol a un massimo di due bevande al giorno standard.
  6. Scelta di tagli magri di carne bianca, pollame o frutti di mare al posto della carne rossa o lavorata.
  7. La scelta di burro di arachidi al posto della crema di cioccolato o marmellata.
  8. Scegliere pane integrale, riso o pasta invece di pane bianco, riso o pasta.
  9. La scelta di grassi insaturi (olio d'oliva, olio di canola, olio di mais o olio di girasole) invece di grassi saturi (burro, burro chiarificato, grasso animale, olio di cocco o olio di palma.

 

Famiglia e Diabete

Ogni anno, la campagna World Diabetes Day si concentra su un tema dedicato che dura per uno o più anni. Il tema del 2018-19 è “Famiglia e Diabete”.

La campagna del WDD richiama l'attenzione su questioni di fondamentale importanza per il mondo del diabete e mantiene il diabete saldamente al centro dell'attenzione pubblica e politica ed è rappresentata da un logo del cerchio blu che è stato adottato nel 2007 dopo il passaggio della Risoluzione ONU sul diabete. Il cerchio blu è il simbolo globale per la consapevolezza del diabete. Significa l'unità della comunità globale del diabete in risposta all'epidemia di diabete. 

 


Fonti per approfondire: International Diabetes Federation  - World Diabetes Day 

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Wed, 14 Nov 2018 12:11:26 +0000 http://www.mutualpass.it/post/885/1/14-novembre-giornata-mondiale-del-diabete
13 Novembre - Giornata Mondiale della Gentilezza http://www.mutualpass.it/post/884/1/13-novembre-giornata-mondiale-della-gentilezza http://www.mutualpass.it/post/884/1/13-novembre-giornata-mondiale-della-gentilezza]]> Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.” (Anne Herbert)

Il 13 novembre di ogni anno, dal 1997, si festeggia la Giornata Mondiale della Gentilezza, nata in Giappone per ricordare che la gentilezza ci aiuta a vivere meglio nella società, riduce l’ansia ed è contagiosa poiché viene dal cuore.

Essere gentili non costa nulla e fa stare meglio, ce lo ricorda il World Kindness Movment (Movimento Mondiale della Gentilezza), nato con lo scopo di incitare ogni cittadino a raggiungere il benessere comune proprio attraverso la Gentilezza.

La frenetica quotidianità spesso ci fa perdere di vista la necessità di essere rispettosi verso gli altri e questa giornata ci aiuta a riflettere sulle opportunità e benefici nel trattare l’altro con gentilezza e amore. Dobbiamo ricordarlo ogni giorno ma oggi, in particolare, proponiamoci una semplice “Buona Azione” gentile che possa cominciare a far cambiare i nostri atteggiamenti e lavorare per una società più garbata.

E tu, che gesto di gentilezza hai in mente di fare oggi?

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Tue, 13 Nov 2018 13:53:34 +0000 http://www.mutualpass.it/post/884/1/13-novembre-giornata-mondiale-della-gentilezza
12 Novembre - Giornata mondiale della Polmonite http://www.mutualpass.it/post/883/1/12-novembre-giornata-mondiale-della-polmonite http://www.mutualpass.it/post/883/1/12-novembre-giornata-mondiale-della-polmonite]]> Fondata nel 2009, la Giornata mondiale della Polmonite ricorre ogni anno il 12 novembre con lo scopo di:

- Aumentare la consapevolezza sulla polmonite, il killer infettivo leader a livello mondiale dei bambini di età inferiore ai 5 anni;

- Promuovere interventi per proteggere, prevenire e curare la polmonite ed evidenziare approcci e soluzioni collaudati che necessitano di risorse aggiuntive ed attenzione;

- Generare azioni, compresi gli investimenti continui dei donatori, per combattere la polmonite e altre malattie infantili comuni, ma a volte mortali.

La polmonite è una delle principali cause di morte nei bambini sotto i cinque anni nonostante sia facilmente prevenibile e curabile. Sebbene i vaccini e altri sforzi preventivi stiano riducendo il peso della malattia, c’è ancora molto da fare. Chi vive in comunità povere è a più alto rischio contrarre la malattia. Ogni bambino, indipendentemente da dove sono nati, merita l'accesso a vaccini e medicine salvavita.

La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio caratterizzata dall'infiammazione degli alveoli polmonari, i quali si riempiono di liquido che ostacola la funzione respiratoria. Di solito è causata da un'infezione dovuta a virus, batteri e altri microrganismi.

Fondamentale è proteggere dalla polmonite fin dalla nascita, con pratiche salutari e risparmia a bambini, famiglie e comunità indebite sofferenze e oneri finanziari. Il trattamento della polmonite non solo ha un forte impatto emotivo sulla famiglia, ma può anche causare gravi difficoltà finanziarie per le famiglie e le comunità, contribuendo al ciclo di povertà. Ecco perché è fondamentale promuovere un insieme di pratiche sanitarie per evitare la polmonite, come la protezione con l'allattamento al seno esclusivo durante i primi 6 mesi di vita, un'alimentazione adeguata e un'integrazione di vitamina A.

E’ necessario impedire l’insorgenza dalla malattia, con l'attuazione di interventi in materia di acqua, servizi igienici e igiene, la riduzione dell'inquinamento dell'aria interna e il ricorso cruciale ai vaccini, che aiuta le famiglie a evitare costi di trattamento e altri oneri finanziari dovuti a malattia. Nei casi di contagio da polmonite è importante una diagnosi accurata e tempestiva e rendere accessibili le cure, prime fra tutte il trattamento antibiotico di prima linea con l’amoxicillina e l’ossigenoterapia.

Combattere la polmonite e salvare migliaia di vite è possibile, servono consapevolezza e prevenzione!

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Mon, 12 Nov 2018 11:49:47 +0000 http://www.mutualpass.it/post/883/1/12-novembre-giornata-mondiale-della-polmonite
La Colonia Montana “Elvira Crisafulli” per l’assistenza dei bambini debilitati http://www.mutualpass.it/post/882/1/la-colonia-montana-elvira-crisafulli-per-l-assistenza-dei-bambini-debilitati http://www.mutualpass.it/post/882/1/la-colonia-montana-elvira-crisafulli-per-l-assistenza-dei-bambini-debilitati]]> La Colonia Montana “Elvira Crisafulli” per l’assistenza dei bambini debilitati.

Dalla prima sede della Foresta del Camaro del 1922 a quella definitiva di Castanea del 1926

di Enzo Caruso

 

In un lontano giorno del 1910, un illustre medico italiano, il prof. Umberto Gabbi, sceglieva la Foresta di Camaro come sede di un sanatorio antimalarico. L’opera di assistenza da lui iniziata durò fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Il Sanatorio aveva avuto il soccorso benefico della Regina Margherita di Savoia e il sostegno di benemeriti cittadini e di Enti che concorrevano insieme a garantire l’assistenza per coloro la cui vita era messa ogni giorno a repentaglio dalla malaria. L’incuria e l’abbandono durante il periodo bellico fecero però scempio di quello che era stato un piccolo, ma fiorente Istituto. Al termine delle Guerra, un altro illuminato medico, il dottor Giuseppe Spagnolìo, che aveva lavorato nel Comitato Antimalarico insieme al Maestro Umberto Gabbi, ebbe il merito di far risorgere a Messina l’Opera di Beneficienza offrendo al Patronato Scolastico, nel 1920, tutto il materiale necessario per l’istituzione di una Colonia Montana. Malgrado gli innumerevoli ostacoli, nell’estate di quell’anno il Sanatorio, raccolti venti fanciulli delle Scuole comunali, gettò le basi per la costituzione della vera e propria Colonia.

Nell’anno seguente, la cessione da parte del Comitato Antimalarico dei Padiglioni Dockers, esistenti nella Foresta di Camaro, e di tutto il materiale in essi custodito, indusse, in un gruppo di Maestri delle Scuole di Messina, un grande entusiasmo per l’organizzazione delle attività della Colonia; ma il sopralluogo effettuato col dott. Spagnolìo spegnava i facili entusiasmi: un padiglione, infatti, era stato distrutto da un incendio e gli altri risultavano gravemente danneggiati da atti vandalici. Era quindi necessario scegliere un altro sito più idoneo all’Istituzione della Colonia. La scelta ricadde su una località esistente nella parte bassa della Foresta in prossimità della casa degli agenti forestali del Comune, non molto distante dal Villaggio di Camaro; era fornita di acqua potabile e vi si poteva accedere sia dal Torrente che dalla via provinciale e militare.

Non potendo più utilizzare i padiglioni Dockers, rimasti nella parte alta della Foresta al limite della strada militare per Dinnammare, si pensò, in sostituzione delle baracche, all’utilizzo delle tende, piccole e smontabili, fornite in numero sufficiente dall’Ufficio Sanitario del Comune, più convenienti alla salute e all’igiene dei fanciulli. Fu stabilito che la casa delle Guardie Forestali fosse destinata a Direzione e a Refettorio, mentre sotto le tende si sarebbero posti i letti per i bambini, per gli insegnanti e per il personale di servizio, messi a disposizione dal Ministero dell’Interno, che aveva aderito alla richiesta del Comitato Direttivo, insieme alla biancheria e due grandi tende da campo di quelle in uso alla Croce Rossa, che però non trovarono impiego a causa della mancanza di ampi spazi in pineta.

Il primo attendamento risultò composto di 10 tende, in ciascuna delle quali furono disposte due brande. Per la sorveglianza dei bambini e per la necessaria disciplina fu disposto che all’estremità dell’attendamento prendesse posto l’istitutore da un lato e il personale di servizio dall’altro. Ogni branda fu fornita di un materasso con cuscino, quattro lenzuola e una coperta di lana. All’esterno della tenda era posto un cartello con l’elenco dei bambini ricoverati. Nel primo anno di attività il Prof. Spagnolìo eseguì nei locali della Direzione dell’Orfanotrofio Lombardo la scelta dei bambini bisognevoli di cura. Erano alunni delle scuole elementari comunali di Messina, appartenenti a famiglie povere e bisognose di aiuto. La scelta fu fatta tra i bambini non affetti da malattie contagiose; si trattava quasi sempre di convalescenti di malattie pregresse e di bambini gracili che presentavano una debole costituzione e i caratteri tipici del linfatismo, rachitismo, comunque predisposti alla tubercolosi, per i quali si rendeva indispensabile la cura montana.

Nel primo anno di attività furono scelti 22 bambini, con età compresa tra i 6 e i 12 anni, scarsamente nutriti e pallidi, molti dei quali rivelavano qualche ereditarietà di malattie vascolari, nervose e dell’apparato respiratorio. Negli anni seguenti la scelta dei bambini ebbe luogo in maniera più organica e razionale. Il Consorzio antitubercolare, d’accordo con la Direzione dell’Opera per la Maternità e per l’Infanzia, dispose che un sanitario comunale, d’intesa col medico Provinciale, procedesse ad una visita generale degli alunni delle scuole comunali segnalando al Consorzio gli alunni bisognosi di cura, distinguendoli in due categorie: quelli per i quali era necessaria una cura montana e quelli per cui era più utile la cura marina presso la Colonia ubicata nel Lido di Mortelle. La prospera e significativa opera della Colonia, portò negli anni successivi ad un notevole incremento di bambini che la frequentarono; si passò dai 25 del 1922 a oltre 100 del 1927, distinti in due turni di trenta giorni ciascuno.

La nuova sede

La vita in Colonia nella Foresta di Camaro, pur se giovevole al fisico per la salubrità del clima, non era però lieta per i bambini ricoverati, lontani dalle loro famiglie e dai centri abitati a causa dei carenti mezzi di comunicazione. 

Il non facile accesso alla Foresta di Camaro aveva reso la Colonia un luogo isolato che non incoraggiava le visite dei familiari; la vita monotona creava inoltre, nella comunità, un senso di abbandono e di nostalgia che, non solo nuoceva al fisico dei fanciulli, ma induceva questi a voler ritornare alle loro case in città. Fu per tali motivi che, nel 1926, il Comitato di Amministrazione del Patronato deliberò il trasferimento della Colonia dalla Foresta di Camaro Castanea, nella pineta Quisisana, in contrada Calamarà, in una proprietà privata ubicata sul bivio della strada Castanea–Campo Inglese, messa a disposizione dal proprietario, il Cavalier Cappello, grazie all’intercessione del delegato municipale di Castanea, il Cav. Riccardo Costarelli, insieme ad una casa colonica diruta e una vasta zona di terreno idoneo all’attendamento,

Il Prefetto Porro, presidente del Consorzio antitubercolare provinciale, non solo autorizzò il contratto per l’acquisizione del terreno, ma offrì il suo contributo straordinario per la ricostruzione della casa. Sulla zona di terreno così ceduta, il Comitato costruì in quell’anno una comoda ed ampia sede per la Colonia, oltre che la cucina e il refettorio. Nel 1927 la dotazione risultò notevolmente incrementata, anche grazie all’intervento di benefattori come il Comm. Dott. Giuseppe Bosurgi che, dopo una visita alla Colonia, donò con alto spirito di filantropia, dieci letti. Il Comitato si augurava così di poter ospitare, nel giro di poco tempo, almeno 100 Balilla e 100 Piccole Italiane. Concorrevano al bilancio della Colonia, oltre al Patronato, anche il Ministero dell’Interno, il Ministero della Pubblica Istruzione, l’Associazione Nazionale per gli Interesse del Mezzogiorno ed Enti provati cittadini, col tempo sostituiti dal Consorzio Antitubercolare, l’Opera per la Maternità e per l’Infanzia e l’Opera Nazionale Balilla. La Colonia, intitolata ad Elvira Crisafulli[1], era ubicata sulla via militare, ai limiti dei giardini coltivati e delle case coloniche, alle porte di Castanea. Le escursioni si poterono quindi svolgere lungo le vie frequentate e in zone abitate; la domenica i bambini venivano condotti in chiesa ad ascoltare la Messa e in serata potevano tornare in paese per qualche momento di allegria tra la gente del luogo.

La vita in Colonia

La giornata era regolata da apposito orario; tanto il programma delle attività che l’orario erano concordati dal Comitato con il Direttore sanitario e con le autorità scolastiche. La somministrazione del vitto veniva eseguita in conformità di apposite tabelle dietetiche preparate dal Direttore sanitario della struttura ed approvate dal medico Provinciale. Le attività si svolgevano secondo un programma avente per base l’educazione morale, l’istruzione civile e religiosa e l’educazione fisica. Il metodo di vita ricreativa teneva conto della distribuzione, durante le ore del giorno, di attività che consentissero al debole organismo dei bambini di acquisire tutti i maggiori vantaggi possibili sia in rapporto allo sviluppo fisico che a quello intellettuale. Nel primo anno di attività, durante i 49 giorni di apertura della Colonia, non si rese mai necessario l’intervento medico per malori di grave natura.

Come passavano i bimbi le ore del giorno?

Ecco di seguito la descrizione tratta dall’opuscolo “La Colonia Montana Elvira Crisafulli” curato da Ernesto Pustorino e stampato a Messina nel 1927:

- Alle 6 è la sveglia; i bambini si lavano, fanno colazione con ottimo latte, abbondantissimo e pane; quindi partono per un’escursione.

Sul luogo gli insegnanti spiegano loro tutto ciò che può essere di loro interesse: la natura, le cose, i luoghi. 

Alle 11 ritornano in sede; pochi esercizi, il bagno, e quindi a pranzo nell’ampio refettorio con minestra, carne o pesce con contorno, frutta, formaggio e qualche volte il dolce.

Dopo un breve riposo che dura fino alle 15,30, adunata. In marcia sulla via militare, esercizi ginnici, canto, reazioni.

Alle 18 cena. Prima dei pasti si recitano le preghiere; e poi un po’ di svago in libertà.

- Alle 20 suona il silenzio, ognuno è al suo posto sotto la tenda, pronto per coricarsi e sognare una bella giornata per l’indomani.

 

Ecco in sintesi il programma giornaliero:

ore            6                    sveglia e pulizia

“               7                     zuppa

“               8½ - 9½          escursione

“               9½ - 11 ½       educazione morale e istruzione civile

“               11 ½               pranzo

“               12½ - 14 ½     riposo

“               14½ - 15 ½     pulizia personale

“               15½ - 17 ½     passeggiata

“               18                   cena

“               20                   riposo

 

 

Risultati conseguiti durante il soggiorno in Colonia

In tutte le visite eseguite dallo staff medico si potè constatare ogni anno il rapido miglioramento dei bambini ricoverati, il modificarsi del colorito cutaneo, la scomparsa del pallore, l’aumento della nutrizione, il ravvivarsi delle mucose e l’energia dei movimenti, un aumento della circonferenza toracica da 2 a 4 cm. E un evidente aumento di peso corporeo da 2 a 5 kg.; in sintesi una vivace spigliatezza che solo l’ari della Foresta può risvegliare e infondere. Alla chiusura del soggiorno, della durata minima di trenta giorni, i bambini venivano ricondotti alla Sede del Patronato, per mezzo degli autotrasporti, attraverso la strada che si snoda da Colle Sarrizzo sino a Casazza, giù per S. Michele e Ritiro.

Il Prefetto della Provincia, dopo aver visitato la Colonia, insieme all’Ispettore Centrale della Sanità Civile e al Medico Provinciale, ebbe a scrivere: “E’ una Istituzione che merita il maggiore incoraggiamento perché promette di divenire una Colonia modello. Occorrono maggiori mezzi che il benemerito Comitato saprà trovare se alla popolazione si faranno noti i benefici fisici e morali che i bambini traggono da quella cura, e se le Autorità tutte daranno il loro appoggio”.

 


[1] Elvira Crisafulli, nobildonna messinese perita nel terremoto del 28 dicembre 1908, madre di Michele Crisafulli Mondìo, sindaco di Santa Teresa di Riva e podestà di Messina durante il Fascismo

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Thu, 8 Nov 2018 11:30:37 +0000 http://www.mutualpass.it/post/882/1/la-colonia-montana-elvira-crisafulli-per-l-assistenza-dei-bambini-debilitati
Le 6 opere più belle esposte al MoMa http://www.mutualpass.it/post/881/1/le-6-opere-piu-belle-esposte-al-moma http://www.mutualpass.it/post/881/1/le-6-opere-piu-belle-esposte-al-moma]]> Il 7 Novembre del 1929 apre i battenti, in un modesto edificio al 730 di Fifth Avenue, a New York, il Museum of Modern Art, conosciuto oggi con l’acronimo MoMa.

La mostra inaugurale era composta da otto stampe e un disegno. Oggi, a ottantanove anni dalla sua apertura, ospita più di 150.000 opere di ogni genere, dalle sculture alle fotografie, possiede 22.000 pellicole e 4.000.000 fermi immagine.  La sede attuale è stata spostata in Midtown Manhattan, in un edificio ben più prestigioso di quello iniziale.

Vogliamo proporvi le 6 opere più belle esposte oggi al Museum of Modern Art:

 

1 – Notte Stellata / Vincent Van Gogh (olio su tela 72x92cm – 1889)

 

2 – La persistenza della memoria / Salvador Dalì (olio su tela 24x33cm – 1931)

 

3 - Les Demoiselles d’Avignon / Picasso ( olio su tela 243,9x233,7cm – 1907)

 

4 - Campbell’s Soup Cans / Andy Warhol ( polimero sintetico su tela 32 * 51x41cm – 1962)

 

5 – Forme uniche della continuità nello spazio / Umberto Boccioni (bronzo 1,11 m x 88 cm – 1913)

 

6 - Broadway Boogie Woogie / Piet Mondrian (olio su tela 1,27 m x 1,27 m – 1942/43)

 

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Wed, 7 Nov 2018 11:22:51 +0000 http://www.mutualpass.it/post/881/1/le-6-opere-piu-belle-esposte-al-moma
"Sicilia, storia di colori", la mostra di Luigi Ferrigno al Teatro Vittorio Emanuele di Messina http://www.mutualpass.it/post/880/1/sicilia-storia-di-colori-la-mostra-di-luigi-ferrigno-al-teatro-vittorio-emanuele-di-messina http://www.mutualpass.it/post/880/1/sicilia-storia-di-colori-la-mostra-di-luigi-ferrigno-al-teatro-vittorio-emanuele-di-messina]]> E' stata inaugurata sabato 3 novembre la mostra “Sicilia, storia di colori, del maestro Luigi Ferrigno, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele. La mostra, curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto “Opera al centro” e presentata dal critico e storico dell’arte Mosè Previti, potrà essere visitata fino a mercoledì 14 novembre.

Luigi Ferrigno reinterpreta il reale e lo fa con la tecnica appassionata di una scienza esperta di tutti i mezzi dell’espressione pittorica. Questo è particolarmente evidente nei suoi acquerelli nei quali con tocco preciso l’artista costruisce l’architettura dei borghi dove si aggira, palpabile, una serena emozione di pace. La temperatura di questa pace è dettata dalla luce di Ferrigno ed è l’elemento che l’ha reso celebre, ricercato ed imitato. Si è detto dell’isola che è terra di contrasti potenti e violenti, dall’energia bruciante, nelle opere di Ferrigno questa energia è luminosamente aperta nel paesaggio mentre uno spigoloso mondo di occhiate e di smorfie si cela nei volti dei suoi personaggi.

 

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì, fino al 14 novembre, nelle fasce orarie 10/13 -16/19.

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Tue, 6 Nov 2018 10:21:39 +0000 http://www.mutualpass.it/post/880/1/sicilia-storia-di-colori-la-mostra-di-luigi-ferrigno-al-teatro-vittorio-emanuele-di-messina