1971 - L'anno d'oro del Rock

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1971 L’anno d’oro del rock” è una biografia musicale scritta dal critico inglese David Hepworth ed edita da Sur. L’autore indica il 1971 l’anno in cui il rock e la musica pop diventano ufficialmente dei generi imprescindibili del panorama musicale.

All’epoca il rock c’era da 17 anni e quando alla fine del 1970 i Beatles dichiararono lo scioglimento, in molti tra fan e lavoratori dell’industria musicale pensavano che questo tipo di musica fosse al tramonto. Invece incredibilmente in quell’anno molti gruppi pubblicarono i loro lavori migliori come Led Zeppelin, The Who e Rolling Stones; il progessive con Yes, Genesis, Pink Floyd e Jethro Tull raggiunse la piena maturità artistica; si affermarono cantautori come Cat Stevens, Carole King e Joni Mitchell che con il loro volto acqua e sapone riuscirono a entrare nelle case del ceto medio. Inoltre David Bowie dopo aver pubblicato in America The Man Who Sold the World nel dicembre del 1970 (album che verrà pubblicato nel Regno Unito nei primi mesi del 1971) avvia la propria svolta trasformista, dando rilevanza al look, al rapporto con i media e al tipo di messaggio da veicolare attraverso la propria musica. Nell’estate del 1971 Bowie si presenta al festival di Glastonbury con un abito di scena senza precedenti: pantaloni ampi, scarpe col tacco stile 1600 e cappello da moschettiere. In quell’occasione suonò le nuove canzoni “Changes”, “Kooks” e “Song for Bob Dylan”, che poi avrebbe inserito nell’album “Hunky Dory” del dicembre 1971.

Molti gruppi d’altra parte erano giunti al capolinea. Questo fu il caso dei T-Rex di Marc Bolan, antesignani della new-wave, e dei Faces di Rod Stewart.

Marc Bolan decise di rompere col filone psichedelico-spirituale di cui era stato promotore con i Tirannosaurus Rex e formò un nuovo gruppo dal nome T-Rex. Con la nuova formazione Bolan intendeva fare una musica che facesse maggiormente leva sugli strumenti elettrici e con canzoni brevi e strutturate con un ritornello facilmente ricordabile, senza le lunghe improvvisazioni musicali che lo avevano contraddistinto fino a quel momento. Bolan decise anche di sfruttare al meglio la visibilità concessagli dalle riviste musicali e dalla televisione per diventare un’icona musicale. Questo atteggiamento gli inimicò alcuni esperti musicali, tra cui lo speaker radiofonico John Peel che fino a quel momento lo aveva stimato. Il successo che ebbero i singoli “Jeepster” e “Get It On” gli fece credere che i T-Rex potessero diventare i nuovi Beatles, ma presto le sue illusioni crollarono come un castello di sabbia. Nell’agosto del 1971 si tenne il Weeley Rock Festival, un concerto organizzato dal comune della cittadina dell’Essex per raccogliere fondi per il popolo del Bangladesh. Bolan fece di tutto per mettere i T-Rex a fine serata e rubare la scena. Questa scelta gli si rivelerà fatale poiché prima di lui si esibì Rod Stewart con i Faces. Inoltre l’atteggiamento passivo-aggressivo tenuto nei confronti del pubblico non lo agevolò nei tentativi di accattivarselo.

Se l’esibizione dei Faces al concerto dell’agosto 1971 fu un successo, tuttavia le sorti del gruppo erano già segnate a causa dell’ascesa di Rod Stewart nell’Olimpo musicale. Quell’anno Stewart pubblicò il suo terzo album, “Every Picture Tells a Story”, che col singolo “Maggie May” stava scalando le classifiche. I Faces fecero in seguito un ultimo album nel 1973 e poi ognuno intraprese carriere separate. Tra di essi, oltre a Stewart, c’era il chitarrista Ronnie Wood che nel 1974 entrò nei Rolling Stones, i quali nel 1971 pubblicarono quel capolavoro di groove, rock blues e hard-rock dal nome di “Sticky Fingers”.

Nel 1971 le pubblicità diedero molta importanza alla musica non soltanto per veicolare messaggi commerciali ma anche per sensibilizzare il vastissimo popolo dei consumatori a tematiche politico sociali. Questo fu il caso della Coca Cola, che proprio nel 1971 commissionò una pubblicità con il jingle “I’d like to teach the world to sing” e concludeva con un messaggio che fondeva marketing, fratellanza e pace tra i popoli.

Se però la pubblicità sociale fece i profitti della Coca Cola, non tanto si poté dire del Concerto per il Bangladesh organizzato da George Harrison. Il concerto di Harrison, che si tenne il 1 agosto, ebbe successo ma purtroppo il ricavato non potette essere trasferito alla popolazione del Bangladesh e fu trattenuto dalle case discografiche.

In conclusione “1971 L’anno d’oro del rock” è un’opera fondamentale per chi desidera conoscere e comprendere la musica di quel periodo storico. In quell’anno sono usciti talmente tanti capolavori – da Stairway to Heaven a One of These Days, da Brown Sugar a Aqualung, da Children of the Grave a Baba O’Riley – che è impossibile citare tutti i brani e i gruppi che li hanno composti. Brani che ancora oggi i gruppi di quegli anni continuano a inserire nelle setlist dei loro concerti.

In occasione della Giornata Mondiale del Libro, giorno 23 Aprile 2018 si terrà alla libreria Dedalus dalle ore 20:00 alle ore 22:30 il concerto sulla biografia musicale "1971 L'anno d'oro del rock" scritta da David Hepworth ed edita da Sur. L'evento, realizzato grazie alla partnership di MMI Modern Music Institute di Messina, Paninoteca Pk e Word Art graphic solutions, vedrà la partecipazione di quattro band (due formazioni della MMI, Saturn Date e Intelaiatura Basimale) che proporranno in chiave acustica o elettrica alcuni dei più grandi classici della musica angloamericana rilasciati nel 1971. L'evento è gratuito e sono previsti un centinaio di inviti (alcuni riservati agli artisti partecipanti), che permetteranno ai possessori di usufruire del 15% di sconto sull'offerta prevista dalla paninoteca Pk non accumulabile con altre offerte già presenti.

Roberto Cavallaro